Sport e bambini: ecco il decalogo per il genitore

Bambino in sovrappeso? Ecco cosa possono fare i genitori

Sport e bambini: ecco il decalogo per il genitore

Le ricerche mediche hanno dimostrato senza ombra di dubbio che i bambini in sovrappeso:

  • hanno in generale una peggiore condizione di salute, sia durante la crescita, sia in età adulta;
  • riescono meno bene negli sport e nello studio;
  • hanno un’autostima più bassa;
  • avranno problemi psicologici da adolescenti e da adulti con maggiore frequenza rispetto ai bambini con peso normale.

Quando un bambino è in sovrappeso?

Molti genitori e nonni trovano una certa difficoltà ad ammettere che il proprio bambino o nipotino sia in sovrappeso. Preferiscono pensare che sia un “po’ robusto” o “paffutello” ma non così tanto da doverlo considerare in sovrappeso.

Il sovrappeso e l’obesità sono invece condizioni gravi, che devono essere prontamente individuate e corrette.

Amico Pediatra ha realizzato uno strumento di facile utilizzo e sicuro che permette di controllare in pochi minuti se il proprio bambino e gli altri componenti della famiglia hanno un peso normale o sono in sovrappeso.

Il calcolatore del BMI di Amico Pediatra è uno strumento affidabile e sicuro. Tuttavia, solo il pediatra o il medico curante possono valutare se un eventuale eccesso o carenza di peso rappresentino un rischio per la salute, sulla base non solo del BMI ma anche di altri fattori quali costituzione, familiarità, attività fisica, alimentazione e altro.

Utilizzatelo per un controllo periodico. Ci vogliono solo pochi secondi per avere una chiara visualizzazione della situazione del peso di tutti i componenti della famiglia dai 2 anni in su!

Cosa possono fare i genitori per aiutare i figli in sovrappeso

I genitori possono fare molto per aiutare i figli in sovrappeso a raggiungere un peso compatibile con una crescita ottimale.

Se il vostro bambino bambino è in sovrappeso la cosa va presa sul serio, ma senza fare drammi. Con l’aiuto del pediatra e di genitori  consapevoli  i bambini possono riprendere abbastanza  velocemente il loro peso forma con 2 accorgimenti fondamentali:

  1. aumentare l’attività fisica;
  2. mangiare in modo sano ed equilibrato.

Facile a dirsi,  ma come fare in pratica?

Se si vogliono ottenere buoni risultati e mantenerli nel tempo ci sono alcune cose che i genitori dovrebbero sempre fare per  aiutare i propri bambini.

Essere un buon modello per loro

I bambini imparano dall’esempio degli adulti; un modo per promuovere buone abitudini è quello di metterle in pratica come genitori.

Si possono incoraggiare i bambini a mangiare in modo sano e praticare attività fisica in modo regolare solo se gli adulti lo fanno a loro volta .

E’ difficile far passare questi messaggi quando i genitori consumano i loro pasti frettolosamente e passano la maggior parte del tempo libero guardando la TV, messaggiando con il cellulare o navigando in internet.

Organizzare le giornate in modo che i bambini svolgano attività fisica almeno  60 minuti al giorno

Inserire attività fisiche regolari  può essere più stimolante per i bambinise vengono svolte con la famiglia.

Organizzare passeggiate o giochi all’aria aperta con i bambini, portarli in piscina o praticare qualsiasi altra attività sportiva con loro fa passare il messaggio che fare attività fisica è divertente ed è un bel mondo per passare insieme il proprio tempo libero.

I bambini in sovrappeso non hanno bisogno di fare più attività fisica dei bambini magri. Il fatto di essere in sovrappeso fa consumare in modo naturale più calorie svolgendo la stessa attività fisica dei bambini con peso corretto.

Tutti i bambini dovrebbero avere l’obiettivo di praticare almeno 60 minuti di attività fisica al giorno per mantenere uno stato di buona salute ma non è necessario fare questi 60 minuti tutti insieme; muoversi per alcuni  minuti  più volte al giorno è utile allo stesso modo.

I bambini più piccoli lo possono fare giocando con la palla, il triciclo, la biciclettina senza pedali, o arrampicandosi  sui giochi presenti nei parchi.

I bambini più grandi andando a scuola a piedi quando è possibile, utilizzando la bicicletta o lo skateboard, nuotando, danzando o praticando lo sport verso cui si sentono più portati.

Percorrere a piedi o in bicicletta piccole distanze invece di usare la macchina può essere un ottimo esempio che i genitori possono dare ai propri bambini.

Proporre ai bambini porzioni adeguate di cibo

E’ importante evitare di proporre porzioni abbondanti ai bambini. Non è necessario passare la giornata a pesare il cibo ci si può arrivare con il semplice buon senso.

Buone regole generali per promuovere corrette abitudini:

  • far bere acqua in abbondanza prima di iniziare i pasti;
  • iniziare i pasti con una piccola porzione e lasciare che sia il bambino a chiedere altro cibo se ha ancora fame;
  • non chiedere ai bambini di finire quello che hanno nel piatto e non forzarli a mangiare contro voglia;
  • evitare di usare i piatti e le scodelle degli  adulti per i bambini piccoli; questo li spinge a mangiare porzioni più abbondanti del dovuto;
  • evitare di mangiare di fretta e invitare i bambini a mangiare lentamente e a masticare a lungo;
  • avere momenti predefiniti in cui si mangia ed evitare i fuori pasto;
  • evitare l’utilizzo di cellulari e tv durante i pasti e utilizzare questi momenti per condividere le esperienze vissute durante la giornata.

Far consumare cibi e bevande (compresi gli spuntini) di qualità

Se  è necessario apportare alcuni cambiamenti nelle abitudini alimentari e nello stile di vita di un bambino occorre essere consapevoli che questi cambiamenti devono essere graduali e devono coinvolgere l’intero nucleo familiare.

I bambini, come i genitori,  dovrebbero consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno per garantire apporti adeguati di vitamine e sali minerali.

La cosa non è così difficile come può sembrare se si consumano questi alimenti freschi ma anche surgelati o disidratati, sotto forma di frappé, spremute e frullati (senza zuccheri aggiunti!), in aggiunta allo yogurt e se si considera che anche i legumi fanno parte di questo gruppo. Vanno invece evitati i succhi di frutta addizionati di zucchero.

Gli adulti e i bambini dovrebbero evitare di consumare bevande gasate e zuccherate, cibi ad alto contenuto di grassi (come merendine, dolci e biscotti farciti): questi alimenti forniscono molte calorie e pochi nutrienti.

Genitori e bambini dovrebbero assumere la maggior parte delle calorie da cibi sani come frutta, verdura, pane, pasta, riso, patate, pesce, carne, uova e latte e abbandonare in modo deciso le bevande zuccherate a favore dell’acqua.

Se la famiglia incontra troppe difficoltà nell’introdurre cambiamenti nelle abitudini alimentari può farsi aiutare dal proprio pediatra o da un nutrizionista.

Se ritenete che il vostro bambino sia sovrappeso, rivolgetevi al vostro pediatra per valutare il grado di sovrappeso e per capire come migliorare alimentazione e attività fisica.

Leggi anche Perché il cibo spazzatura è pericoloso per la salute dei bambiniLeggi anche Stare all’aria aperta: perché fa bene ai bambini

Источник: https://www.amicopediatra.it/crescita/bambino-in-sovrappeso-ecco-cosa-possono-fare-i-genitori_sovrappeso-e-obesita_sviluppo-fisico/

Come aiutare i genitori a crescere i figli pensando da allenatori

Sport e bambini: ecco il decalogo per il genitore

Tra lo sport e l'educazione dei figli ci possono essere numerosi punti di contatto.

Alla luce di ciò, che cosa significa allenare il loro talento e imparare dagli errori? Lo abbiamo chiesto a Cristiano Pravadelli, psicologo e formatore, oltre che padre e autore del libro Genitori in campo.

Crescere i figli e vincere insieme  (Terre di Mezzo Editore), nel quale spiega come educare e crescere i figli nel modo migliore utilizzando anche metafore legate al mondo del tennis, di cui è esperto. Perché crescere i figli è un po' come il tennis: gioco, partita, incontro!

Cos'hanno in comune lo sport e l'educazione dei figli? Molto! Ci sono numerosi punti di contatto.

Lo chiarisce bene Cristiano Pravadelli, psicologo e formatore, oltre che padre e autore del libro Genitori in campo.

Crescere i figli e vincere insieme (Terre di Mezzo Editore), nel quale spiega come educare e crescere i figli nel modo migliore utilizzando anche analogie con il mondo del tennis, di cui è esperto. 

Alla luce dei punti in comune tra sport e educazione dei figli, sorgono alcuni interrogativi.

Per esempio, perché i figli sono sempre diversi da come li pensiamo? Che cosa significa allenare il loro talento e imparare dagli errori? Cristiano Pravadelli ci ha raccontato qualcosa in più sul suo libro, nato dalla sua esperienza professionale e dalla sua vita di famiglia. Perché crescere i figli è un po' come il tennis: gioco, partita, incontro!

Il libro è disponibile dal 9 aprile 2020 in versione ebook, acquistabile sul sito terre.it e sulle principali piattaforme di vendita ebook. È possibile seguire lo scrittore anche sul suo personale canale . 

Vita da genitori e sport: quali sono gli aspetti comuni?

«Ci sono molti aspetti comuni. Nel tennis si educano i giovani al divertimento, ma anche alle regole. Non si può giocare se non ci sono regole da seguire. Io conosco meglio il tennis, perciò lo cito, ma parlo in generale dello sport.

Lo sport offre molti agganci per aiutarci a comprendere la genitorialità, soprattutto quando parlaimo di scambio, confronto, competizione sana, ecc. Come genitori giochiamo perché l'altro, cioè il figlio, impari a vincere, insegnandogli come si conquista una vittoria». 

Per quale motivo i figli sono sempre differenti da come sono percepiti dai genitori?

«In realtà i figli sono sicuramente diversi perché, anzitutto, non sono fatti con lo stampo, ma, per fare un paragone efficace, sono come “prodotti artigianali”: ognuno è diverso e ha piccole imperfezioni che lo rendono irripetibile.

Noi pensiamo e percepiamo i figli in modi differenti. Li pensiamo in un certo modo perché abbiamo aspettative su di loro, come, per esempio, quando la mamma è in attesa e il papà con lei: c'è una grande fantasia nell'immaginare come sarà il bimbo.

Quando il piccolo nasce, poi ci si confronta con la realtà.

Percepiamo, poi, i figli, un volta nati, in un determinato modo perché presumiamo di conoscerli, ma in realtà non è così, poiché loro hanno molto altro da dire e da fare rispetto a ciò che percepiamo noi. Da qui ha inizio l'esperienza di genitore come allenatore, che vuole scoprire quali sono i punti di forza e di fragilità insieme al figlio».

È possibile allenare i talenti dei figli?

«Il tema del talento è un tema inflazionato. La parola “talento” rimanda al significato di “valore”, che, in quanto tale, viene donato. Il problema del talento è diverso da quello della crescita e dell'educazione dei figli.

Un esempio: nello sport, ad esempio, quando c'è un ragazzo di 13 anni con un grande talento, questo riesce a ottenere vittorie con grande facilità: ciò significa che non si allena per ottenere questi risultati, perché gli viene tutto senza fatica.

L'esperienza dice invece che i grandi talenti adulti erano ragazzini che erano giocatori nella media in età giovanile e che hanno preso anche sonore sconfitte, dunque hanno dovuto imparare tanto.

Ciò significa che l'aspetto su cui dobbiamo insistere di più è che dobbiamo allenare i nostri figli ad imparare ad imparare. Ed è un lavoro da fare con loro: bisogna educarli alla perseveranza, a stare sull'impegno preso, a portare a termine una cosa. Tutto ciò è fondamentale, per portare avanti il talento.

Purtroppo la nostra situazione educativa attuale tende a privilegiare chi ha un talento nato e non chi sta imparando a imparare». 

“Il segreto è tenere la palla in gioco”: cosa significa?

Nel gioco del tennis lo scambio che avviene tra i giocatori è una metafora perfetta della comunicazione che c'è tra i familiari e con i figli.

Per esempio, c'è sempre qualcuno che apre la comunicazione in famiglia: nel tennis, invece, l'apertura è chiamata “battuta” o “servizio”. “Continuare a mantenere la palla in gioco” significa non arrivare mai alla chiusura della comunicazione.

Quando si arriva a una chiusura della comunicazione, nel tennis e in famiglia, si arriva anche a uno chiusura dello scambio reciproco ed è difficile ricominciare il gioco.

Nei conflitti con i figli ci sono momenti in cui, come genitori, si arriva a un punto di stallo e si sente il bisogno di dire: “È così, perché ho ragione io”. Invece occorre portare avanti la comunicazione e cercare di capire qual è il problema alla base, giungendo a un punto in cui c'è chiarezza.

Nel gioco del tennis si manda la palla dall'altra parte in modo che l'altro possa rispondere, poi via via lo scambio aumenta e si fa spostare il giocatore dall'altra parte mettendolo in difficoltà. Ecco, inoltre, mettere in difficoltà i nostri figli in questo senso significa far loro esplorare aspetti di cose che non avevano visto del loro campo di gioco

Inoltre, relativamente alla relazione genitore-figlio, le risposte del ragazzo costringono a far spostare anche il genitore.

La cosa fondamentale è pensare che quando si ha uno scambio ci si può e ci si deve aprire a nuovi modi di vedere le cose.

E accompagnare i figli a esplorare il loro campo è fondamentale, ma è altrettanto rilevante che anche i ragazzi aiutino i genitori a scoprire qualcosa di nuovo».

È utile anche imparare ad allenare agli errori. In che modo?

«Penso che l'errore sia inevitabile nella vita, ma oggi purtroppo è percepito come qualcosa da cancellare e che non deve esistere. Ad esempio, a scuola, guardare soltanto il risultato e dunque il voto ottenuto non è funzionale al processo educativo. Sarebbe invece importante interrogarsi su ciò che non si è capito.

L'errore invece è un indicatore di ciò che serve per migliorare. Nel tennis, quando si migliora gradualmente il proprio gioco, si diventa esperti: questo sprona a migliorare. Se si è inesperti, vuol dire soltanto che manca l'esperienza e che si può migliorare». 

Suggerimenti pratici per aiutare i genitori a crescere i figli e a vincere insieme

Per dare alcuni suggerimenti pratici ai genitori, vorrei fare riferimento alle parole della scrittrice Angela Duckworth, autrice del libro Grinta. Il potere della passione e della perseveranza. Dunque ecco alcune dritte per crescere i figli.

  1. Siate presenti. «L'esperienza genitoriale è un'esperienza pratica. Ciò significa che essere genitori vuol dire essere presenti con i propri figli».
  2. Abbiate interesse verso di loro. «Penso che noi dovremmo essere sempre curiosi e interessati in modo sano ai nostri figli. Spesso crediamo che i figli siano nostre proiezioni. Invece, avere interesse e curiosità in questo caso significa riuscire a vedere le cose dalla prospettiva dei bambini e dei ragazzi. Personalmente, mi appassiona vedere il modo in cui i miei figli leggono alcune dinamiche del mondo». 
  3. Non perdete di vista lo scopo della genitorialità. «È difficile parlare di genitorialità parlando di dovere: in realtà essere genitori è una scelta che si compie ogni giorno. Occorre chiedersi se si ha davvero chiaro lo scopo della genitorialità: sembra scontato, ma non lo è, perchè ci sono sfumature personali importanti». 
  4. Abbiate sempre speranza. «Noi stessi, adulti, in questo momento storico, abbiamo bisogno di sperare e di non essere disillusi. I giovani hanno tanto bisogno di proiettarsi nel futuro: non bisogna bloccare la proiezione che loro hanno verso il futuro, dicendo magari loro frasi negative».
  5. Non abbiate paura di lasciare spazi di noia ai figli. «Purtroppo i bambini oggi vivono in spazi in cui è tutto precostituito e stanno diventando meri esecutori. Invece, nello spazio di noia, loro devono scavare e imparare ad autocostruirsi qualcosa. Se i più piccoli non trovano spazi in cui annoiarsi, vivranno sempre in una funzione di dipendenza dall'organizzazione altrui. Questa, a mio parere, è forse l'area di allenamento più importante per i genitori». 

“Genitori in campo. Crescere i figli e vincere insieme”

«Il libro nasce dalla mia esperienza di preparatore mentale per il tennis e, soprattutto, dalla mia esperienza di genitore e da quella di psicologo. A un certo punto della mia vita, mi sono trovato a dovermi confrontare con l'esperienza diretta del genitore ed è stata una sfida interessante.

Quella della fatica del genitore è una condizione umana: il testo nasce dalla percezione che ci sia necessità di normalizzare l'esperienza della fatica della genitorialità.

Anzi, andare a scavare in quella fatica può allenarci poi a tutte le sfide che dobbiamo affrontare. Inoltre, il termine “allenare” mi ha fatto trovare un gancio con il tennis, sport che conosco bene.

Il libro non tratta tecnicamente di tennis, ma approccia ad esso in quanto metafora dell'esperienza genitoriale». 

Aggiornato il 20.04.2020

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/consigli-per-crescere-i-figli-pensando-da-allenatori

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