Siamo incinti! Vivere la gravidanza in due

Contents
  1. Come vivere la gravidanza in coppia
  2. Consigli durante la gravidanza
  3. Rapporto uomo-donna durante i nove mesi
  4. Il ruolo del compagno durante il parto
  5. Come reagire al rifiuto del nostro compagno di assistere al parto?
  6. 16 cose da fare per sentirsi al top durante la gravidanza
  7. 1. Lozioni idratanti per la pelle
  8. 2. Massaggi e trattamenti benessere
  9. 3. Restate attive durante la gravidanza
  10. 5. Prendetevi cura di voi stesse
  11. 6. Cura dei capelli: evitate tinte
  12. 8. Comprate vestiti premaman
  13. 9. Mangiate sano (ma non per due)
  14. 11. Idratazione per una gravidanza sana
  15. 12. Dormite bene e tutte le ore di cui avete bisogno
  16. 13. Farmaci? Chiedete sempre prima al dottore
  17. 14. Il sesso durante la gravidanza è consentito
  18. 15. Tempo per due prima dell'arrivo del bimbo
  19. 16. Circondatevi di positività
  20. Ansia da concepimento: come vivere serenamente la ricerca di un bebè?
  21. Ansia da concepimento e stress possono provocare una sorta di “infertilità apparente”?
  22. Come vivere la ricerca al meglio se si è avanti con l'età?
  23. È importante divertirsi e cercare di godere del rapporto di coppia?
  24. Può essere utile concentrarsi su altro?
  25. Come rispondere ai famigliari che alludono spesso all'arrivo del bambino?
  26. Evitare di vedere l'arrivo di un figlio come un passaggio obbligato può aiutare?
  27. Ansia da concepimento: meglio evitare di fare confronti con chi è rimasta incinta in fretta?
  28. E tu provi ansia da concepimento?
  29. Diventare mamme, fra gioia e preoccupazione
  30. Un lungo cambiamento
  31. Sarò una brava mamma?
  32. Quando la preoccupazione è troppa…
  33. La maternità non è solitudine
  34. Circondarsi delle persone giuste
  35. Non siamo “supermamme”
  36. Quando un figlio non arriva: cosa fare?
  37. Consiglio 2: rilassarsi e riscoprire il partner
  38. Consiglio 3: utilizzate il registratore del ciclo
  39. Consiglio 4: preparare una risposta
  40. Consiglio 5: cercare un gruppo di autoaiuto
  41. Consiglio 6: sottoporsi a un esame medico
  42. Consiglio 7: prendere un appuntamento presso un centro di fertilità

Come vivere la gravidanza in coppia

Siamo incinti! Vivere la gravidanza in due

E' sicuramente la donna la grande protagonista della gravidanza, ma in fondo si è in due ad aspettare un bambino. Ecco come vivere la gravidanza in coppia

Durante la gravidanza tutte le attenzioni si concentrano sulla donna. È lei a vivere appieno questa esperienza straordinaria, ma anche il papà sente emozioni molto particolari, spesso contraddittorie e anche lui ha paure e sentimenti che non vanno sottovalutati. Come vivere la gravidanza in coppia?

Consigli durante la gravidanza

Per prima cosa, per vivere al meglio questo momento è bene cominciare a pensare anche al papà come protagonista della gestazione. Condividere con lui il percorso in ogni sua fase, renderà l'esperienza ancora più unica e indimenticabile.

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I pensieri, le espressioni e le frasi dei neo papà di fronte alla nascita dei propri figli

La presenza del papà non dovrà limitarsi alle visite e ai controlli di routine ma vorrà dire scambiarsi emozioni e pensieri. Affrontare l'attesa con unione allena la coppia a dividersi gioie e ansie che riguardano il figlio, abitudine cui non si può rinunciare per garantirgli equilibrio e serenità.

In genere, si tende a privilegiare amiche e nonne nella scelta di body, calzini e corredino generalmente inteso, perché donne come noi, per la quantità di tempo che hanno a disposizione. Invece, per far sì che il papà cominci a sentirsi genitore come voi già dal primo mese, dovrà essere coprotagonista nella scelta di abitini e quant'altro.

Se poi dovesse dimostrarsi davvero reticente allo shopping, magari troverà più interessante dedicarsi al mobilio per la cameretta.

Fasciatoi, lettini e cassettiere potrebbero diventare il suo contatto con il bambino, insieme alle emozioni che voi sarete pronte a comunicargli.

C'è da dire che non esiste una soluzione universalmente valida per far entrare gli uomini nel fantastico mondo dell'attesa.

Molto dipende dal carattere del futuro papà. Qualcuno paleserà di più il proprio coinvolgimento, alcuni sembreranno strani o assenti, altri passeranno nelle due fasi. La gestione della coppia durante la gravidanza è accomunabile ad una palestra per ciò che si dovrà affrontare dopo.

Rapporto uomo-donna durante i nove mesi

Già durante i nove mesi dell'attesa, il rapporto tra uomo e donna si modifica. Quello che accade dentro di noi modifica la nostra emotività e il nostro corpo.

Gli ormoni sono spesso responsabili di comportamenti capaci di mettere alla prova anche il più paziente dei partner e la difficoltà nel riconoscerci così diverse mette in crisi la nostra vita intima.

Come per tutte le situazioni che riguardano sfere così private e soggettive, come l'intimità e l'accettazione del sé, le reazioni sono variabili.

Tranquillità e serenità sono ammortizzatori indispensabili, se riusciremo a vivere questa esperienza in una dimensione positiva, non ci sarà ostacolo non superabile.

Il ruolo del compagno durante il parto

Al momento del parto, avremo già concordato se il futuro papà assisterà o meno alla nascita. La scelta dipende da numerosi fattori, ci sono uomini che svengono già durante il travaglio, altri che tagliano il cordone ombelicale.

Stringere la mano del proprio compagno ad ogni contrazione, seguire il suo ritmo per respirare e ascoltare con lui il primo gemito del bambino, è un'esperienza unica.

Alcune donne però, non amano condividere il proprio dolore, è una decisione che va presa all'interno della coppia con la massima serenità e senza esercitare pressione.

Come reagire al rifiuto del nostro compagno di assistere al parto?

Non bisogna interpretarlo come una mancanza di partecipazione, in fondo la sala parto è pur sempre un ambiente in cui si vedono strumenti medici, sangue, non è un ambiente per tutti gli stomaci insomma! Oltre al contesto, alcuni uomini potrebbero non preferire la visione della propria compagna in una situazione così provante.

Al pari, come reagirà lui ad un nostro eventuale invito ad aspettare fuori?

Sarà necessario rendere chiaro il motivo, senza temere che non comprenda. Il parto è una esperienza forte, di impatto, in cui la condizione è già di per sé molto particolare, nessuno può esser obbligato a presenziare o ad essere assistito.

Qualunque sia la scelta che farete per la nascita di vostro figlio, non temete, lui non ricorderà chi c'era!!!

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Источник: https://www.pianetamamma.it/la-famiglia/vivere-la-gravidanza-in-due.html

16 cose da fare per sentirsi al top durante la gravidanza

Siamo incinti! Vivere la gravidanza in due

La fase della gravidanza è incredibilmente emozionante per ogni donna. Occorre dunque viverla al meglio. Ecco 16 importanti consigli da seguire, dal magazine americano WebMd, per trascorrere questo periodo al top.

Mentre aspettate il giorno speciale della nascita del vostro bimbo, controllate spesso il vostro girovita, temendo che si espanda? In realtà, la gravidanza influenza il corpo in altri modi, fastidiosi e non. Innanzitutto, nei primi giorni gli ormoni fanno sentire il seno pieno.

Gli stessi ormoni possono anche causare attacchi di nausea mattutina, soprattutto nel primo trimestre. Potreste poi sentirvi stanche e aver bisogno di fare frequenti sonnellini. Spesso, questi sintomi migliorano o passano nel secondo trimestre.

Il magazine americano di medicina WebMd offre un po' di dritte per vivere la gravidanza al top. Ecco quali sono.

1. Lozioni idratanti per la pelle

Non è un mito: le donne incinte spesso “emettono luce” a causa di un maggiore afflusso di sangue e di una maggiore produzione di olio nella pelle.

Ci possono essere altri cambiamenti legati all'epidermide: può esserci il melasma oppure si possono manifestare prurito e smagliature. Buone lozioni idratanti possono lenire la pelle pruriginosa e attenuare le smagliature.

Inoltre, consultate sempre il medico prima di usare qualsiasi medicinale contro l'acne sulla pelle. (Leggi anche: come prevenire le smagliature in gravidanza)

2. Massaggi e trattamenti benessere

Una giornata alle terme può essere una vera e propria “sorpresa” durante la gravidanza. Il massaggio allevia la tensione fisica e lenisce i dolori muscolari. Trovate un massaggiatore esperto nel massaggio prenatale e consultate ovviamente sempre prima il medico.

Molti trattamenti termali sono sicuri, ma evitate quelli che fanno aumentare la temperatura corporea, come, ad esempio, i bagni di fango e le sessioni di sauna. Inoltre, la pelle potrebbe essere più sensibile del solito ad altri trattamenti termali, come quelli per il viso.

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3. Restate attive durante la gravidanza

Fare esercizio fisico durante la gravidanza vi dà più energia e prepara il vostro corpo al parto. Finché il medico dice che va bene, le donne in buona salute dovrebbero fare almeno due ore e mezza di sport ogni settimana.

Scegliete ovviamente allenamenti a basso impatto come camminare o fare nuoto. Se eravate attive in determinati sport prima della gravidanza, consultate il medico per capire cosa potete continuare a fare.

Assicuratevi di bere molta acqua e di interrompere l'allenamento se avete le vertigini o sensazioni di svenimento.

Lo yoga può rilassare il corpo e la mente. Se praticate lo yoga, avrete un equilibrio migliore man mano che il vostro centro di gravità si sposta. Cercate un DVD di esercizi di yoga in gravidanza o trovate un corso per lo yoga prenatale.

Un istruttore certificato saprà quali sono le posizioni che potete assumere in sicurezza e vi aiuterà ad adattarle man mano che vi avvicinate alla data del parto. Parlate sempre con il medico prima di iniziare qualsiasi esercizio, compreso lo yoga.

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5. Prendetevi cura di voi stesse

Potreste sentirvi come se foste su un “ottovolante emotivo” durante la gravidanza. Siete magari eccitate per il futuro con il vostro piccolo, ma avete anche tante preoccupazioni per il parto e per la nuova vita da mamme.

Con gli ormoni della gravidanza che sono nel corpo, questo periodo può sembrare travolgente. Non siete sole: molte donne incinte hanno sbalzi d'umore.

Prendetevi cura di voi stesse: riposate molto, provate attività di alleviamento dello stress come esercizio fisico a basso impatto oppure parlate con gli amici. Se vi sentite depresse, informate il medico.

6. Cura dei capelli: evitate tinte

I vostri capelli potrebbero essere più spessi e folti. Uno dei benefici degli ormoni della gravidanza è che non si perdono più capelli.

Si possono fare alcuni trattamenti leggeri e naturali (attenzione ad alcuni componenti) per capelli come il colore, ma, in generale, i medici suggeriscono di attendere la fine del primo trimestre.

Dopo il parto, invece, è comune perdere più capelli del solito, ma entro sei mesi dalla nascita del bambino, la situazione dovrebbe tornare alla normalità.

8. Comprate vestiti premaman

La pelle cambia durante la gravidanza e anche il trucco dovrebbe essere modificato. Se la pelle è secca, utilizzate un buon fondotinta liquido o in crema. Se diventa untuosa, provate il fondotinta in polvere.

Tamponate il correttore per coprire le occhiaie e i toni irregolari della pelle. Usate sfumature sottili e un tocco leggero quando applicate il trucco. Magari, regalatevi una consulenza di un professionista del trucco.

Leggete poi sempre l'etichetta dei trucchi: evitate i prodotti contenenti mercurio.

9. Mangiate sano (ma non per due)

Sì, potreste con la gravidanza è possibile acquistare fino a 25-35 chili in più. Ma non potete più usare i vestiti che usavate precedentemente. Ma sappiate che potete invece ancora trovare abiti alla moda, comodi e anche convenienti durante la dolce attesa.

Investite in “capi chiave” come un paio di jeans o pantaloni, un bel vestito o una gonna e un paio di comode magliette. Procuratevi anche un reggiseno di supporto, scarpe comode e dal tacco basso con un supporto solido.

Se potete, acquistate i vestiti per la maternità da un'amica o dai negozi di seconda mano.

Probabilmente, in gravidanza, avrete bisogno di 100-300 calorie in più al giorno. Scegliete saggiamente quelle “calorie in eccesso” da tutti i gruppi di alimenti: cereali, frutta, verdura, carne, legumi, latticini.

Non saltate la colazione e fate spuntini sani tra i pasti.

State lontane da alimenti che contengono uova, carni crude o poco cotte, alcuni tipi di pesce ad alto contenuto di mercurio, latticini non pastorizzati e salumi non cotti abbastanza.

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11. Idratazione per una gravidanza sana

Avete bisogno di acido folico, calcio e ferro extra quando siete incinte. Il modo migliore per ottenerli è attraverso il cibo sano. Ma dovreste comunque prendere anche le vitamine suggerite dal medico.

Le “vitamine prenatali” contengono i nutrienti di cui il bambino ha bisogno per crescere e svilupparsi.

Alcune donne in gravidanza potrebbero aver bisogno di integratori per specifiche carenze vitaminiche, come ferro o B12.

12. Dormite bene e tutte le ore di cui avete bisogno

Bere tanta acqua aiuta anche ad avere la giusta energia, a prevenire le infezioni della vescica e la stitichezza.

I medici raccomandano circa 12 bicchieri al giorno (si ottiene così circa il 20% del consumo giornaliero di acqua dal cibo). Non aspettare di avere sete. Scegliete sempre bevande che non contengono caffeina.

Se l'urina è di colore “giallo pallido”, probabilmente state bevendo abbastanza.

13. Farmaci? Chiedete sempre prima al dottore

Durante il primo trimestre vi potrebbe sembrare di dormire per tutto il tempo. Dal terzo trimestre in poi, passare una notte di sonno pieno è più difficile.

Minzione frequente, bruciore di stomaco, persino ansia possono tenervi sveglie. Provate a dormire sul lato sinistro, usando i cuscini dietro di voi e tra le gambe. Fate esercizi durante il giorno piuttosto che la sera.

Non bevete troppi liquidi prima di andare a letto.

A meno che il medico non vi dica di farlo, non prendete medicine durante la gravidanza, anche medicinali da banco come compresse allergiche, farmaci antinfiammatori o antidolorifici.

Tutto ciò che prendete alla fine viaggia verso il bambino, quindi è meglio essere al sicuro.

Se avete assunto farmaci prima di rimanere incinta, il medico può dirvi se è necessario continuare a prenderli o no.

14. Il sesso durante la gravidanza è consentito

A meno che il medico non dica diversamente, si può fare tranquillamente sesso durante la gravidanza. Potrebbe però essere necessario provare alcune nuove posizioni per consentirvi di essere a proprio agio con la vostra nuova forma fisica.

Il seno e i capezzoli potrebbero inoltre essere più sensibili. Parlate con il vostro partner di ciò che vi fa sentire bene. Man mano che la pancia cresce, potrebbe essere necessario fare cambiamenti.

Fate sempre sapere al vostro dottore se il sesso provoca crampi o sanguinamento.

15. Tempo per due prima dell'arrivo del bimbo

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16. Circondatevi di positività

Alcune coppie fanno un viaggio, una sorta di “luna di miele”, prima della nascita del loro bambino. Molte località offrono pacchetti di viaggio per i futuri genitori.

Ovviamente parlate con il vostro medico prima di pianificare un viaggio lontano da casa e provate a farlo prima della 36esima settimana.

Se non riuscite a fare un viagio, magari potete passare una notte nel miglior hotel della città o pianificare una cena per una data speciale.

Quello della gravidanza è un momento emozionante! Ma con i cambiamenti che avvengono nel vostro corpo, può accadere che vi sentiate impacciate.

Circondatevi di amici positivi o unitevi a un gruppo di sostegno alla gravidanza. Leggete libri o parlate con il tuo medico riguardo a cosa dovete aspettarvi.

Mangiando bene e avendo un atteggiamento positivo, potete godervi la gravidanza al massimo.

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I cibi vietati o da limitare nei nove mesi di gravidanza. Scoprite quali sono  

Источник: https://www.nostrofiglio.it/gravidanza/salute-e-benessere/cose-da-fare-per-sentirsi-al-top-durante-la-gravidanza

Ansia da concepimento: come vivere serenamente la ricerca di un bebè?

Siamo incinti! Vivere la gravidanza in due

Ancora una volta il test di gravidanza è negativo! Sono passati diversi mesi da quando hai deciso di provare a diventare mamma e non nascondi la delusione di fronte al responso dello stick. Improvvisamente ti sembra di veder spuntare pancioni da tutte le parti.

“Sono forse l'unica a non riuscire a restare incinta?”, ti chiedi. C'è un dato che forse può aiutare a vedere le cose in maniera diversa: 4 donne su 10, intorno ai 32 anni, vanno in ansia se non riescono a concepire anche solo dopo un paio di mesi di tentativi.

Praticamente tutte, poi, hanno la stessa preoccupazione dopo 5 o 6 mesi. Questa ansia da concepimento riguarda oggi molte più donne rispetto al passato: oggi, infatti, prima di pianificare una gravidanza, le ragazze pensano a completare gli studi, a individuare il lavoro giusto e a trovare il partner ideale.

Ora che hanno realizzato tutto questo, in genere, è molto tardi. Preoccuparsi eccessivamente se la gravidanza non si avvia, però, può essere controproducente.

Come vivere, quindi, la ricerca di un bebè il più serenamente possibile? Lo abbiamo chiesto a Roberta Giommi, psicologa e psicoterapeuta, direttore dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze.

Ansia da concepimento e stress possono provocare una sorta di “infertilità apparente”?

“Lo stress, in alcuni casi, può determinare una sterilità psicosomatica, come dimostrano le gravidanze che si instaurano quando, dopo vari tentativi, la coppia abbandona l’idea di fare figli oppure sceglie la strada dell’adozione”, spiega Roberta Giommi.

“È come se si originasse un blocco che in qualche modo impedisse l’avvio della gestazione. Prima di arrivare a una interpretazione di questo tipo, però, bisogna escludere che vi siano condizioni biologiche maschili o femminili che ostacolano il concepimento”.

Come vivere la ricerca al meglio se si è avanti con l'età?

“L’orologio biologico è diventato oggi un segnale ansiogeno di qualcosa che non abbiamo fatto e che potremmo rischiare di non fare più e questo provoca inquietudine e paura”, spiega Roberta Giommi, che ci parla dell'ansia da concepimento. “Che la fertilità diminuisca e che diventi più difficile avviare la gravidanza dopo i 35 anni è una realtà.

D'altra parte, occorre riflettere sul fatto che ci sono state motivazioni personali o di coppia che hanno impedito di pensare a un figlio prima. Se il momento giusto è arrivato, è importante viverlo come una nuova scelta da gustare e non come un problema da affrontare con fatica e frustrazione”, continua l'esperta.

“Intanto, i primi 4 mesi di tentativi sono considerati, in genere, il tempo di prova minimo, per cui non ha senso preoccuparsi. Già in questa fase, invece, molte donne vivono l'arrivo delle mestruazioni con grande delusione, una delusione che aumenta con il passare dei mesi.

Trascorsi sei mesi – un anno (in base anche all'età degli aspiranti genitori), se il bambino non arriva è sicuramente consigliabile fare almeno gli esami di base per capire se qualcosa non va. Il suggerimento, intanto, è di aumentare la frequenza dei rapporti, di migliorare le modalità di incontro e di non trascurare la propria vita e i propri interessi.

Bisogna cercare di distrarsi, con la consapevolezza che stress e ansia lavorano contro il risultato desiderato”.

È importante divertirsi e cercare di godere del rapporto di coppia?

“Che la coppia funzioni è fondamentale. Oggi registriamo troppe separazioni con figli piccoli che dimostrano come spesso ci si ponga un obiettivo superiore alle proprie forze”, dice la psicologa.

“Se la coppia è in crisi, i problemi non si risolvono mettendo al mondo un figlio.

Meglio cercare di comprendere i motivi del conflitto e sforzarsi di creare un confronto costruttivo, puntando a una migliore comunicazione emotiva e a una maggiore condivisione dei progetti”.

Può essere utile concentrarsi su altro?

“Se il pensiero del bambino che non arriva diventa un chiodo fisso, è importante cercare di distrarsi”, dice Roberta Giommi.

“Si può, ad esempio, provare a realizzare un 'sogno nel cassetto': organizzare un viaggio desiderato da tempo, imparare una lingua, fare un corso di teatro e così viae.

Dedicandosi ad altro, si evita di rimanere 'incatenati' alle proprie paure e si aumentano le probabilità che la gravidanza si verifichi”. Anche questo serve a combattere l'ansia da concepimento.

Come rispondere ai famigliari che alludono spesso all'arrivo del bambino?

“Capita che i genitori, o i fratelli e le sorelle che hanno già avuto figli, gli amici e i vicini di casa facciano pressione sulla coppia riguardo alla scelta di avere figli. Si può rispondere loro, ad esempio, che la volontà è certamente quella, ma c’è bisogno di ancora un po’ di tempo.

Può succedere, a questo punto, che qualcuno (di solito un famigliare stretto) insista e critichi la coppia per la scelta di aspettare senza interrogarsi su eventuali problemi.

La coppia deve cercare, allora, di fare fronte comune e intanto riflettere su quelli che sono i propri desideri risolvendo eventuali conflitti interni che riguardano il progetto di un bambino”.

Evitare di vedere l'arrivo di un figlio come un passaggio obbligato può aiutare?

“Il conformismo è un'attitudine che porta al confronto e al timore del giudizio degli altri”, spiega l'esperta. “Fare un figlio è prima di tutto una bella esperienza e una grande responsabilità. Non è un punto di arrivo o una meta da raggiungere. Se non ci si sente pronti per questo passo, è importante confrontarsi e capire che cosa si desidera davvero”.

Ansia da concepimento: meglio evitare di fare confronti con chi è rimasta incinta in fretta?

“Le donne che desiderano un figlio, in genere, sono le prime ad accorgersi dei pancioni che spuntano e dei bambini che nascono”, dice l'esperta.

“Il pensiero a volte ossessivo le porta inevitabilmente a 'selezionare' le immagini, a vedere ciò che le altre donne hanno e loro no, a fare paragoni tra la loro frustrazione e il successo altrui.

Si sentono sfortunate ingiustamente”, spiega Roberta Giommi.

“È importante, allora, cercare di allontanare questi pensieri.

Piuttosto, pensando alle altre donne è bene concentrarsi sui diversi modi di vivere la gravidanza (riguardo ad esempio all'abbigliamento o al modo di relazionarsi con gli altri) e sui rapporti madre-figlio: osservare le altre donne ci consente di individuare la modalità più adatta a noi e di arrivare preparate all'appuntamento”.

E tu provi ansia da concepimento?

Michela Crippa

Источник: https://quimamme.corriere.it/rimanere-incinta/voglio-avere-un-figlio/ansia-da-concepimento

Diventare mamme, fra gioia e preoccupazione

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Per chi aspetta un bambino, la gioia è obbligatoria.

A chiunque diciate «sono incinta», dalle prime persone con cui avete condiviso la notizia – il vostro compagno o la vostra compagna, la mamma, una sorella – a tutti quelli che avete incontrato e incontrerete nei nove mesi di attesa, la reazione sarà sempre più o meno la stessa: «Davvero? Ma che bello!».

Èvero: è bello, sia che la gravidanza sia stata cercata e programmata, sia che sia arrivata un po’ a sorpresa. Una volta deciso che sì, quel bambino sarà il benvenuto e diventerà parte della nostra vita, pensarlo, immaginarlo, parlarne, e poi sentirlo dentro di sé produce emozioni dolci e positive, tenerezza, speranza, amore. 

Un lungo cambiamento

Ma l’attesa di un figlio dà luogo anche a un processo di profondo cambiamento. Cambia il corpo, che manda segnali per niente gradevoli – nausea, vomito, mal di schiena, mal di testa; che si appesantisce e rende difficile fare tutto quello che si faceva prima – vestirsi come prima, muoversi come prima.

Cambia l’immagine di sé e del proprio futuro, in cui dovrà trovare posto quel bambino e in cui bisognerà costruire nuovi equilibri – nei tempi, negli impegni, nelle relazioni.

La comparsa di emozioni “fuori copione” (ansia, insicurezza, irritazione) può essere difficile da condividere, e addirittura preoccupare la futura mamma: «È normale che mi senta così? Non vorrà dire che non sono, che non sarò, una brava mamma?».

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Sarò una brava mamma?

Il timore di non essere brave mamme può diventare un pensiero ricorrente, indesiderato e spiacevole, che si fa vivo a tradimento e compromette la serenità di quel momento della vita (all’interno del nostro corso preparto online, vi forniamo tutti i consigli utili per gestire questo aspetto).

Non è un timore del tutto negativo: in fondo ci si sta preparando a un compito impegnativo e, nel caso di una prima gravidanza, completamente nuovo.

Essere preoccupate, essere consapevoli delle difficoltà che quel compito comporta, è legittimo e realistico, contribuisce ad attivare la motivazione e a mantenere viva la determinazione che consentirà di attraversare i diversi momenti della maternità.

Quel timore, però, diventa nocivo nel momento in cui comincia a essere dominante, e i compiti che ci aspettano cominciano ad apparire enormi, al di là delle nostre forze.

L’aumento delle preoccupazioni sulla gravidanza, il parto, l’allattamento, l’accudimento del bambino – sull’essere mamme, insomma – è legato a un’immagine “eroica” della maternità, che è stata alimentata da un eccesso di indicazioni, regole, consigli diffusi da riviste e manuali vari, e dal proliferare di gruppi social in cui l’esperienza di avere e allevare un bambino viene descritta come una serie di prestazioni in cui una “brava” mamma deve dare il meglio di sé, dimostrare di essere sempre all’altezza, e magari, se possibile, battere anche qualche record. Una specie di nuovo sport olimpico, in pratica.

In realtà, l’esperienza della maternità è un’esperienza di relazioni: la relazione speciale, unica, con il bimbo che deve nascere; le relazioni con i familiari, con chi è più vicino alla mamma in quella fase della vita; le relazioni con i professionisti che affiancano la donna nel corso della gravidanza: l’ostetrica, il ginecologo, il medico di famiglia. Per vivere bene l’attesa è importante pensare a quelle relazioni come a una rete protettiva, e come a una riserva di risorse da utilizzare al meglio: immaginare la maternità come un’avventura solitaria è rischioso, e ingiustamente faticoso.

Quando la preoccupazione è troppa…

I timori delle mamme alla prima esperienza riguardano sia gli aspetti legati al benessere e alla salute propria e del bimbo, sia gli aspetti legati alle incombenze che le attendono nei primi mesi di vita del piccolo.

Preoccupazioni che ovviamente si mescolano: uno dei cambiamenti più profondi prodotti dall’esperienza di maternità è la comparsa di quella che è stata definita “preoccupazione materna primaria”, una condizione emotiva che porta la mamma a mettere in primo piano il benessere del bambino prima ancora che venga alla luce. Se questa condizione diventa prevalente, può svilupparsi il timore di danneggiare in qualche modo il piccolo durante la gravidanza, con conseguenti ansie per tutto ciò che si mangia e la paura di contrarre qualche infezione pericolosa. Sorgono timori legati al parto, e diventa quindi difficile scegliere come e dove partorire, o da chi farsi assistere. Si acuiscono i timori per la propria “resistenza” nei mesi in cui il benessere del bambino dipenderà totalmente dalla capacità della mamma di allattarlo al seno a qualunque costo, di sopportare fino all’estremo l’affaticamento, la mancanza di sonno, la tensione provocata dal pianto di un neonato…

La domanda «Sarò in grado?» può diventare motivo di ansia, di insicurezza, di malessere.

 Il benessere e la salute, fisica ed emotiva, della donna sono invece una componente fondamentale dell’“essere una brava mamma”: una brava mamma è innanzitutto una persona che sa prendersi cura di sé, per potersi prendere cura del suo bambino con tutte le energie e l’equilibrio che questo compito richiede.

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La maternità non è solitudine

Tale equilibrio non lo si può raggiungere da sole: in tutto il percorso della maternità è importante sentirsi circondate da relazioni valide e positive.

Con il proprio partner innanzitutto, con cui è bene parlare per tempo di ciò che potrà, vorrà, saprà fare nel suo ruolo di papà.

La collaborazione nell’accudimento di un neonato non si può improvvisare, va preparata – anche se poi la realtà è sempre un po’ diversa da come avevamo immaginato –, tenendo conto in modo realistico delle caratteristiche di “quel” papà, dei suoi tempi di lavoro, della sua situazione.

Circondarsi delle persone giuste

Relazioni valide significa anche relazioni selezionate.

Visto che l’immaginario collettivo prevede che una donna incinta sia un po’ “capricciosa” – le “voglie” sono ammesse in quasi tutte le culture –, concedetevi di essere “capricciose” anche per quello che riguarda le persone: chi non vi fa stare bene, chi vi bersaglia di critiche su come vi comportate, o di racconti terribili sul parto, sull’allattamento, sui drammatici primi mesi del bambino fra pianto ininterrotto, coliche, rigurgiti e diarree; chi vi riempie di consigli e indicazioni infallibili sul miglior ginecologo da cui farsi seguire, il miglior ospedale a cui affidarsi, il miglior professionista alternativo a cui rivolgersi invece di farsi “incantare” dalla medicina ufficiale; chiunque, insomma, interferisca nella ricerca del vostro equilibrio fra legittima preoccupazione e fiducia nelle potenti risorse che la natura mette a disposizione della donna nel percorso di maternità, va tenuto gentilmente a distanza.

Selezionate le amiche vere, quelle che vi fanno ridere e non vi obbligano a pensarvi solo come una macchina da riproduzione da tenere in perfetta efficienza.

Selezionate chi vi seguirà fino al parto e oltre – l’ostetrica o il ginecologo di cui sentite di fidarvi – e con quelle persone siate oneste e sincere, esprimete paure e dubbi senza timore di essere giudicate sciocche o fifone.

Costruite in anticipo una rete di sostegno che sia pronta ad affiancarvi dal momento in cui tornerete a casa con il neonato fino a quando non sentirete di avere la situazione “sotto controllo”: più gli aiuti nelle prime settimane saranno validi, più sarà facile acquisire una buona routine, con ritmi adeguati alle caratteristiche del vostro bambino e alle vostre esigenze di sonno, riposo e anche svago e sollievo dai compiti di accudimento.
Questo evita il rischio che la “preoccupazione materna primaria” – che lo psicologo Donald Winnicott ha definito “malattia fisiologica”, cioè una condizione anomala ma necessaria, purché di breve durata e attraversata con equilibrio – diventi una condizione stabile che compromette la salute e il benessere psichico della mamma, e di conseguenza quelli del bambino.

Non siamo “supermamme”

All’immagine della “supermamma” eroica, che tutto supera e sopporta per il bene del suo bebè,  potremmo provare a contrapporre quella della mamma di alcune culture orientali, alla quale è dovuto, per almeno quaranta giorni, lo stesso accudimento che si riserva al neonato: parenti e amiche si prendono cura di lei, la coccolano, la riempiono di attenzioni e anche di piccoli regali, badano alle necessità del bambino condividendole gradualmente con la madre. Pare che in quelle culture il baby blues, per non parlare della depressione post-parto, sia sconosciuto.

Anche se non possiamo trasportare altre tradizioni e altre culture nel mondo in cui viviamo, possiamo però accoglierne il significato: una mamma serena e non stressata, non stremata, non esausta è una mamma migliore. Questo cambia un po’ la prospettiva: la domanda preoccupata «Sarò una brava mamma?» può diventare «Come posso farmi aiutare a essere una mamma serena e non stremata?».

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/nascere/gravidanza/diventare-mamme-fra-gioia-e-preoccupazione/

Quando un figlio non arriva: cosa fare?

Siamo incinti! Vivere la gravidanza in due

Forte stress, crisi o cambiamenti drastici possono ridurre la fertilità. In tal caso si parla di infertilità temporanea o subfertilità. Può per esempio accadere che per motivi psicosomatici il ciclo diventi irregolare. Se poi ci si mette troppo sotto pressione, ne risentono la vita sessuale e il rapporto con il partner.

Pazienza e rilassamento aiutano a ridurre lo stress e la pressione. Esercizi fisici speciali, training autogeno e rilassamento muscolare progressivo possono avere un effetto positivo.

Inoltre è importante non perdersi subito d’animo: un anno di attesa è assolutamente normale anche per coppie sane dal punto di vista fisico.

In fondo le possibilità di concepimento sono al massimo del 20 al 30 percento per ciclo, e diminuiscono con l’avanzare dell’età.

Consiglio 2: rilassarsi e riscoprire il partner

Gli esami e le terapie sono estenuanti. Sono un grande peso sia per sé stessi che per la vita di coppia. Cercate di ricordarvi cosa amavate fare prima di questo periodo difficile. Cosa vi piaceva fare come coppia? Prendetevi del tempo, lontano dallo stress causato dai tentativi di concepire. E tenete a mente il valore del vostro rapporto o matrimonio.

Consiglio 3: utilizzate il registratore del ciclo

Dato che il concepimento è possibile solo in pochi giorni per ciclo ha senso utilizzare un registratore del ciclo come per esempio Ava. Soprattutto quando si hanno molti impegni e non ci si vede spesso, può essere utile conoscere il giorno in cui avviene l’ovulazione.

Consiglio 4: preparare una risposta

Riflettete già in anticipo come volete reagire in caso di domande del tipo «Ma non volete dei figli?». Nella maggior parte dei casi conviene essere sinceri. Ma si può comunicare anche chiaramente che si preferisce non parlarne.

Consiglio 5: cercare un gruppo di autoaiuto

Può essere consolante poter parlare con persone che stanno vivendo un’esperienza simile, condividere i problemi e le insicurezze degli altri, beneficiare delle loro esperienze e conoscere altri punti di vista.

Sul sito della Fondazione Auto-Aiuto Svizzera trovate un elenco dei gruppi di auto-aiuto o un auto-aiuto virtuale.

Consiglio 6: sottoporsi a un esame medico

In un primo passo, il medico può verificare in modo relativamente semplice perché la gravidanza non arriva. L’uomo deve essere il primo a essere esaminato, dato che nel 30 fino al 40 percento dei casi, la causa dell’infertilità è dell’uomo. Inoltre, gli esami sono nel suo caso molto più semplici di quelli per la donna.

Uomo:

  • Spermiogramma (analisi della qualità e del numero degli spermatozoi)
  • Esame dei testicoli (presenza di varici, ostruzione delle vie seminali, ecc.)
  • Esami ormonali

Donna:

  • Analisi dell’ovulazione
  • In caso di ovulazione regolare: verifica di disturbi ormonali (insufficienza luteale, prolattina)
  • Se non sussiste un disturbo ormonale: esame del collo dell’utero (cervice); osservare e documentare il muco cervicale durante il ciclo
  • In caso di ovulazione irregolare: verifica della sindrome dell’ovaio policistico (PCO); isteroscopia (miomi, polipi, aderenze, malformazioni); laparoscopia (pervietà delle tube, forma normale dell’utero, delle ovaie e delle tube); isterosalpingografia (pervietà delle tube) 
  • Accertamento dei fattori RH di entrambi i partner
  • Esame del sangue per determinare se vi sono disturbi della coagulazione
  • Esami per determinare un disturbo della tiroide
  • Esame del metabolismo glucidico (diabete)
  • Esame per determinare se esiste una malattia autoimmunitaria o una disfunzione del sistema immunitario
  • Dopo vari aborti spontanei o parti prematuri: esame per determinare la presenza di anomalie cromosomiche

Se non viene trovata la causa dell’infertilità, esistono ulteriori procedure diagnostiche. Informatevi presso il vostro medico. Eventualmente si può richiedere il parere di un altro medico.

Consiglio 7: prendere un appuntamento presso un centro di fertilità

Grazie ai progressi in campo medico, molti casi di infertilità sono diventati curabili.

Ci sono quindi buone probabilità che il desiderio di avere un figlio possa realizzarsi: dalle cure ormonali alla fecondazione artificiale. Questo può essere rassicurante.

Non si deve tuttavia dimenticare che gli interventi della medicina riproduttiva sono lunghi e costosi. Pertanto, è importante che il tema venga presto affrontato.

La vostra ginecologa o un centro di fertilità possono consigliarvi e aiutarvi. Qui trovate un elenco delle cliniche partner di Sanitas:

Источник: https://www.sanitas.com/it/rivista/condividere-momenti/desiderio-di-maternita/consigli.html

Gravidanza
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