Se il bambino è celiaco: cosa fare?

Bambino celiaco

Se il bambino è celiaco: cosa fare?

Bambino celiaco: come diagnosticare la celiachia, come si cura e quali sono i rishci. Dieta gluten free e consigli per i genitori di bimbi celiachi

La celiachia è una malattia autoimmunitaria di origine genetica che se non viene diagnosticata e trattata tempestivamente può comportare delle gravi conseguenze, in alcuni casi irreversibili. Si manifesta in seguito all'ingestione di proteine del grano che danneggiano la mucosa intestinale. Cosa fare se il bambino è celiaco?

Cos'è il glutine

Per chi ne soffre alimenti come pane, pasta, pizza, biscotti sono assolutamente proibiti. La sostanza “incriminata” responsabile di questa grave intolleranza alimentare infatti è il glutine presente nel frumento, nel farro, nell'avena, nel kamut, nell'orzo, nella segale, nella spelta e nel triticale.

Nello specifico ciò che l'organismo della persona celiaca non riesce a digerire ed assorbire è una componente proteica del glutine, cioè la gliadina.

Questa proteina produce una risposta immunitaria abnorme a livello intestinale che a sua volta genera un'infiammazione cronica che può danneggiare gravemente  i tessuti dell'intestino impedendo l'assorbimento di importanti nutrienti.

I sintomi della celiachia

La celiachia ha un'incidenza che varia da paese a paese: secondo le statistiche più recenti ogni anno vengono fatte circa 5000 nuove diagnosi della malattia che colpisce un italiano su 100/150. L'Associazione Italiana Celiachia (AIC) classifica la malattia in forme diverse:

  • tipica, in cui i sintomi sono perlopiù diarrea e arresto della crescita;
  • atipica, che si presenta tardivamente con sintomi soprattutto extraintestinali (come l'anemia);
  • silente, nella quale mancano sintomi evidenti;
  • potenziale, evidenziata da esami sierologici positivi (presenza di antigliadina IgA e IgG) ma con biopsia intestinale normale

Nei bambini piccoli, nella maggior parte dei casi, l'intolleranza al glutine si evidenzia a distanza di qualche mese dall'introduzione del glutine nella dieta con i sintomi caratteristici:

  • diarrea,
  • vomito,
  • irritabilità,
  • arresto della crescita o calo ponderale.

Nelle forme che esordiscono più tardi, cioè dopo il 2°-3° anno di vita, i disturbi gastroenterici sono meno intensi e in genere prevalgono altri sintomi, come:

  • ritardo nell'accrescimento della statura e/o del peso,
  • ritardo dello sviluppo puberale,
  • dolori addominali ricorrenti,
  • anemia che non si risolve nemmeno con la somministrazione di ferro per via orale.

Dieta senza glutine

La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l'unica terapia che garantisce al  bambino celiaco un perfetto stato di salute.

L'AIC- Associazione Italiana Celiachia ha redatto un prontuario degli alimenti permessi e di quelli da evitare: la guida viene aggiornata ogni anno. Sul sito dell'associazione,  si possono trovare anche gli indirizzi dei ristoranti e delle gelaterie “gluten free” oltre a tante altre informazioni.

Seguire la dieta che impone la celiachia implica un forte impegno di educazione alimentare e un grande controllo da parte dei genitori perché se è vero che il bambino celiaco può mangiare tranquillamente la carne, il latte, i latticini, le uova, le verdure, il riso e il mais che non contengono glutine, è anche vero che vanno eliminati dalla sua dieta tutti gli alimenti contenenti frumento, orzo e loro derivati, come ad esempio il malto. Ciò significa che al bambino andrebbe negata la maggior parte degli alimenti confezionati, dalle merendine alle torte, la pasta e il pane, la pizza. 

Se non fosse che ormai sul mercato è possibile trovare diversi prodotti sostitutivi, che portano la sigla degli alimenti senza glutine (il simbolo è quello della spiga sbarrata) che permettono al bambino celiaco di seguire una dieta varia e bilanciata e di ridurre notevolmente l'elenco degli alimenti proibiti.

Infatti in alternativa o in combinazione alle farine che contengono glutine è possibile utilizzare farine e altri derivati delle patate, del riso, della soia o di altri legumi.

È anche possibile usufruire di alcune agevolazioni dal momento che i prodotti gluten-free possono essere concessi gratuitamente attraverso la presentazione di una documentazione rilasciata dalla ASL che attesta l'esistenza della malattia.

In definitiva la difficoltà maggiore per i genitori di un bimbo celiaco riguarda la gestione alimentare: la dieta deve essere organizzata in base alle informazioni dettagliate disponibili sugli ingredienti di ciascun prodotto in vendita nei supermercati o dei piatti di un ristorante o di una mensa. Il problema è che spesso il glutine può essere “nascosto” in alcuni cibi, perfino in alcuni farmaci come additivo, aroma o conservante.

Per questo è molto importante che i genitori si assicurino che anche salse, sughi e bevande non contengano glutine, neanche in minima parte.

Allo stesso modo bisogna controllare le etichette dei prodotti industriali, quali i gelati, i dadi, salumi perché nella composizione degli addensanti potrebbe esserci il glutine.

Oggi molti prodotti presentano ben in evidenza la scritta “senza glutine” e questo costituisce un prezioso accorgimento per i celiaci.

Meglio comunque leggere bene l'etichetta per evitare brutte sorprese e richiedere informazioni dettagliate sui piatti nel caso in cui ci si trovi in un ristorante.

Da questo punto di vista negli ultimi anni la situazione è molto migliorata perché c'è una maggiore attenzione verso questo malattia.

Sugli scaffali dei supermercati compare sempre più spesso la dicitura gluten free per indicare prodotti sicuri per le persone celiache e sono sempre più numerosi i ristoranti che specificano nei menu le portate senza glutine.

Ma bisogna prestare la massima attenzione anche in casa: in cucina nulla deve essere “contaminato” dal glutine. Ad esempio bisogna assicurarsi che l'acqua di bollitura non sia stata precedentemente usata, magari per cuocere la pasta, o che sia presente anche una minima traccia della sostanza sulle stoviglie o sui piatti. 

gpt inread-altre-0

Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/se-il-bambino-e-celiaco.html

Alimentazione bambino celiaco | Nutrizionista bambini e gravidanza Torino

Se il bambino è celiaco: cosa fare?

La scelta della corretta alimentazione del bambino celiaco è il principale cruccio dei genitori i cui figli sono affetti da tale patologia.

Grazie alla mia esperienza come biologa nutrizionista per bambini, a Torino, so per certo che, comprensibilmente, la prima domanda che si pongono le mamme e i papà è: “Ma cosa può mangiare un bambino celiaco”?

Prima di parlare della dieta del bambino celiaco, tuttavia, è importante comprendere che cosa sia e che cosa implichi la celiachia nel bambino.

LA CELIACHIA NEL BAMBINO

“Mio figlio ha spesso la pancia gonfia e la diarrea, quindi ho deciso di togliere il glutine dalla sua dieta, tanto è anche più salutare!”. Quante volte, nella mia professione di biologa nutrizionista per bambini, ho sentito questa frase! Bene, ora facciamo un piccolo test: quanti errori riuscite ad individuare in questa affermazione?

Pancia gonfia e diarrea non sono sufficienti per diagnosticare la celiachia nel bambino.

Come per l’adulto, esiste un esame del sangue semplice e poco invasivo, ossia il dosaggio degli anticorpi anti transglutaminasi che può essere prescritto dal pediatra o dal medico di famiglia, che poi provvederà ad indirizzare verso l’iter diagnostico più appropriato (fino ad arrivare, eventualmente, alla biopsia intestinale).

La celiachia nel bambino – così come nell’adulto – è infatti una malattia che coinvolge il sistema immunitario che, invece di riconoscere e combattere con le armi che gli sono proprie, le minacce provenienti dall’esterno, va in confusione e riconosce come estranee e nemiche alcune componenti del nostro corpo.

Nel caso della celiachia, la risposta sbagliata viene innescata dal glutine, un complesso proteico che si trova in alcuni cereali. La presenza del glutine nell’intestino del celiaco scatena una risposta infiammatoria che danneggia la parete intestinale, nonché altri distretti dell’organismo.

Le conseguenze sono perciò varie e da qui la sintomatologia che ne deriva è anch’essa variabile, e ci permette di distinguere:

  • la celiachia tipica che si manifesta con i sintomi classici quali diarrea, pancia gonfia, afte orali, perdita di peso marcata, arresto della crescita. I sintomi sono conseguenza delle alterazioni della mucosa intestinale con conseguenti disturbi gastrointestinali e segni di malassorbimento. Tipicamente, i bambini diagnosticati nei primi due anni di vita presentano proprio questi disturbi gastrointestinali;
  • la celiachia atipica che si riscontra più frequentemente negli adolescenti e negli adulti e presenta sintomi non gastrointestinali tra cui anemia sideropenica (è il più frequente), dermatite erpetiforme, ritardo puberale o problemi ginecologici (aborti ripetuti), ma anche stanchezza o ancora presenza di bassa statura.

Se si sospetta la celiachia nel bambino, la prima cosa da fare è parlarne con il pediatra o con il medico di fiducia e procedere agli accertamenti diagnostici. Assolutamente da evitare, invece, il fai da te. Per cui:

  1. non affidatevi a test improvvisati;
  2. state alla larga dalle diete del bambino celiaco, suggerite da un’amica laureata sul web o dalla prima mamma blogger tuttologa che incontrare su internet. Se il bambino non è celiaco rischiate di esporlo ad un’alimentazione scorretta e squilibrata, in una fase tanto delicata per la crescita armonica del suo corpo. Se il bambino è celiaco, una dieta senza glutine improvvisata porta alla mancanza o al ritardo nella diagnosi di celiachia che può, nel tempo, avere svariate conseguenze: osteoporosi, bassa statura nei ragazzi, infertilità, diabete mellito, tiroidite autoimmune, linfoma intestinale e così via.

COSA PUÒ MANGIARE UN BAMBINO CELIACO?

Risultati alla mano, quando gli esami danno un esito positivo, ecco fare capolino la madre di tutte le domande: che cosa può mangiare un bambino celiaco?

L’indicazione è quella di insegnare alla famiglia (e indirettamente al bambino celiaco) ad adottare un’alimentazione che sia naturalmente priva di glutine, e con “naturalmente” intendo un’alimentazione che privilegi tutti gli alimenti che in modo del tutto naturale e non per manipolazione industriale, siano privi di glutine, relegando ad un uso saltuario, e ragionato all’interno della giornata alimentare, i prodotti gluten free, quelli pensati apposta per i celiaci.

Quali sono gli alimenti naturalmente privi di glutine?

  • gli ortaggi: frutta, verdura, legumi, patate
  • i prodotti di origine animale: carne, pesce, uova, latte
  • tra i cereali, il riso ed il mais in primis, ma anche manioca, miglio, sorgo, teff, grano saraceno, amaranto e quinoa

Occorre fare attenzione, però, a un aspetto: questo elenco si riferisce agli alimenti non lavorati. La loro lavorazione, infatti, può implicare la presenza anche solo in tracce di glutine, che sono comunque sono da evitare nell’alimentazione del bambino celiaco.

Dalla dieta del bambino celiaco sono invece assolutamente da abolire:

  • i cerali (e loro derivati) quali frumento (grano), orzo, farro, segale, couscous, Kamut® (è semplicemente il marchio registrato di una varietà di grano duro), bulgur, seitan;
  • gli alimenti in cui il glutine rappresenta un ingrediente aggiunto o un residuo della lavorazione e su cui manca l’indicazione che siano gluten free. Qualche esempio? Salumi e insaccati; pesce conservato (al naturale, sottolio etc); carne o pesce impanata con farine proibite o preparata con sughi a cui sono state aggiunte le farine vietate; yogurt a cui sono stati aggiunti addensanti, aromi o altro; patatine in sacchetto; passati e omogeneizzati di verdura; gelati industriali o artigianali.

A questo punto i genitori del bambino celiaco si saranno già messi le mani nei capelli. Ma niente paura! Oggi possiamo affidarci ad alcuni strumenti per sapere cosa può mangiare un bambino celiaco, oltre agli alimenti naturalmente privi di glutine:

  • l’elenco dei prodotti del Registro Nazionale dei prodotti senza glutine “specificatamente formulati per celiaci” (quindi pane, pasta), contrassegnati dal marchio ministeriale;
  • gli alimenti di uso corrente, che troviamo in negozi e supermercati, che riportano sulla confezione la dicitura “senza glutine” oppure “adatto per i celiaci” oppure “adatto alle persone intolleranti al glutine” ai sensi del Regolamento EU 828/2014;
  • i prodotti contrassegnati dal simbolo della Spiga Barrata;
  • il Prontuario AIC degli alimenti (fare riferimento sempre all’edizione più recente).

Quindi per un bambino celiaco sono due gli aspetti importanti da tener conto:

  1. la diagnosi, che più è precoce più mette al riparo da danni e complicazioni della malattia celiaca (da qui, ricordo, l’importanza di evitare diete fai da te prive di glutine che ritarderebbero la diagnosi);
  2. una dieta rigorosa priva di glutine per tutta la vita. Ad oggi, infatti, non è contemplata la guarigione dalla celiachia, ma una dieta ben fatta e correttamente seguita fa si che l’aspettativa di vita di un celiaco sia del tutto sovrapponibile a quella di un non celiaco.

LA DIETA DEL BAMBINO CELIACO

La dieta del bambino celiaco, nonostante qualche restrizione e qualche accortezza in più, deve essere vissuta in modo sereno dal bambino e dalla famiglia, si deve adattare alle loro esigenze, al loro stile di vita senza risultare troppo “castigante”. Anche perché l’obiettivo ultimo dell’alimentazione del bambino celiaco è di preservarne la salute e la qualità della vita.

Pertanto non dovrebbe stupire che il punto di partenza della dieta del bambino celiaco è la sempreverde e tanto amata dieta mediterranea, ossia, l’alimentazione del bambino celiaco deve prevedere:

  • cereali, preferibilmente integrali, che devono rappresentare la fonte principale di calorie (intorno al 50-55% della quota giornaliera di energia). Come detto sopra, è bene preferire, in prima battuta, quei cereali che sono naturalmente privi di glutine, perciò riso, mais, quinoa, miglio, tanto per citarne alcuni e in altri casi ricorrere anche ai prodotti gluten free (pane, pasta, farina). È sempre bene limitare l’uso dei prodotti a base di cereali raffinati;
  • l’alternanza delle diverse fonti di proteine, sia vegetali sia animali, che andranno a coprire il 10-15% del fabbisogno energetico. Nella dieta del bambino celiaco, ma questa indicazione va bene per tutti, è bene limitare il consumo di carni rosse e quello di formaggi stagionati, privilegiando il consumo di formaggi magri (ricotta, primo sale), pesce (soprattutto il pesce azzurro del nostro Mar Mediterraneo), legumi (piselli, lenticchie, fagioli, ceci);
  • l’uso di grassi (che contribuiscono al 25-30% del fabbisogno calorico quotidiano), spostando la bilancia decisamente a favore dell’impiego dell’olio extra vergine di oliva, da preferire sempre sia per cucinare sia per condire;
  • le classiche 4-5 porzioni giornaliere di frutta e verdura, da cui il bambino trae vitamine, minerali, fibra, acqua e fitocomposti (antiossidanti, immunomodulatori, antitumorali, antinfiammatori). Il suggerimento per ottimizzare il consumo di frutta e verdura è di scegliere prodotti locali, di stagione ed alternarli il più possibile;
  • l’acqua come la bevanda d’elezione.

Seguendo queste semplici indicazioni, adattate alla condizione personale, anche l’alimentazione del bambino celiaco sarà corretta, bilanciata e gustosa e si eviterà di incorrere nelle problematiche di eccessiva o ridotta assunzione di determinati nutrienti che potrebbe interessare chi segue una dieta priva di glutine non bilanciata, ossia un eccesso di assunzione di calorie, carboidrati semplici, grassi saturi e lipidi, contro un difetto nell’assunzione di quantità adeguate di alcuni minerali (zinco, ferro, magnesio, calcio), vitamine (vitamine del gruppo B, vitamina D, folati) e fibra.

È bene sottolineare che la dieta senza glutine è l’unica terapia che funziona in caso di celiachia e che va portata avanti tutta la vita, in modo rigoroso, evitando assolutamente l’errore volontario, vale a dire il consumo consapevole di un qualsiasi alimento contenente glutine. Questo ultimo aspetto è forse più caratterizzante dell’adolescente celiaco che non del bambino celiaco.

Ma è comunque importante ricordare che anche se l’introduzione di glutine non determina il manifestarsi di sintomi particolarmente accentuati, il danno a livello intestinale si produce comunque, per cui va assolutamente evitato.

Fatevi seguire da un professionista serio e qualificato, e l’alimentazione del vostro bambino celiaco non sarà un problema.

E se avete qualche dubbio, o se volete approfondire telefonicamente o via mail la questione, non esitate a contattarmi compilando l’apposito form. Metterò al vostro servizio tutta la mia esperienza come biologa nutrizionista per bambini, a Torino.

Источник: https://www.nutrizionistaregis.it/alimentazione-del-bambino-celiaco-nutrizionista-bambini-torino/

Sintomi di celiachia: come sapere se un bambino è celiaco

Se il bambino è celiaco: cosa fare?

La celiachia è una problematica di cui si sente parlare sempre più spesso ultimamente. Ma come fare per sapere se vostro figlio è celiaco? Vi diciamo qui quali sono i principali sintomi di celiachia.

Quando i neonati iniziano l’alimentazione complementare, alcuni cominciano a sentirsi male e a non tollerare certi alimenti. Se è anche il vostro caso, vostro figlio potrebbe essere celiaco.

La celiachia è un intolleranza alimentare permanente al glutine, una proteina che si trova nella maggior parte dei cereali come il grano, la segale o l’avena. Se un bambino è affetto da questa malattia sarà costretto ad evitare qualsiasi prodotto che contenga questi cereali.

È utile sapere che esistono anche cereali che non contengono glutine come il mais, il riso, il sorgo e il miglio. I bambini con intolleranza al glutine possono assumere questi cereali e solitamente sono i primi che vengono inclusi nella loro dieta.

Sintomi di celiachia: come individuarla

In genere la celiachia viene scoperta in un bambino quando si inizia l’alimentazione complementare e si introducono alimenti diversi dal latte. Un esempio sono le pappe di cereali che vengono raccomandate come primo alimento. Si inizia solitamente con le pappe senza glutine per passare successivamente a quelle che lo contengono.

L’intolleranza al glutine può presentarsi a qualsiasi età, però è comune diagnosticarla tra i 6 mesi e i due anni e normalmente tra i due o tre mesi dopo il consumo del glutine. Spesso i sintomi di celiachia sono comuni anche nei genitori dei bambini celiaci, che così scoprono di esserlo anche loro.

È necessario tenere conto del fatto che non si tratta di una reazione immediata come succede per le allergie, ad esempio quella alle uova o alla frutta secca, ma che si presenta lentamente. Una volta che la celiachia è diagnosticata la persona non deve assumere glutine per tutta la vita.

Se pensate che vostro figlio possa essere celiaco, la cosa migliore è consultare il pediatra che può confermare i dubbi e diagnosticare la malattia.

L’intolleranza al glutine non è un allergia al glutine e il medico vi dirà quali provvedimenti prendere se vostro figlio ne soffre.

È importante che venga sottoposto a delle analisi e che si abbia un risultato sicuro perché i sintomi di celiachia possono corrispondere anche ad altre malattie.

I sintomi di celiachia

I bambini possono presentare diversi sintomi di celiachia, nonostante i più frequenti siano nausea, vomito, diarrea, perdita di peso e problemi di crescita. In genere i pediatri sospettano subito che possa trattarsi di celiachia quando vengono descritti questi sintomi, e provvedono ad effettuare le analisi necessarie.

L’intolleranza al glutine può causare anche un cattivo assorbimento intestinale dei nutrienti. Può provocare sintomi diversi come stanchezza, prurito, sanguinamento nasale, spasmi o intolleranza al lattosio.

I bambini celiaci devono evitare gli alimenti che contengono glutine. Per questo motivo è necessario controllare le etichette dei prodotti quando si compra il cibo.

Alcuni anni fa era molto complicato trovare prodotti per celiaci, ma oggi non è più così. Esistono anche alcune marche specializzate in prodotti senza glutine ed esistono associazioni, come l’AIC, che possono offrirvi informazioni utili. Anche su internet si possono contattare genitori di bambini con intolleranza al glutine per scambiarsi opinioni e consigli.

Se uno dei genitori del bambino è celiaco, per gli esperti può esserci una predisposizione genetica del figlio alla celiachia. È ottima cosa sottoporre anche i fratelli all’esame per verificare l’intolleranza.

Cosa fare se un bambino è celiaco

La cosa più importante, se il pediatra conferma che vostro figlio è celiaco, è non farne una tragedia. Guardate il lato positivo: la scoperta dell’intolleranza è avvenuta velocemente. Per questo motivo è subito possibile eliminare gli alimenti con glutine in modo da eliminare i gravosi sintomi di celiachia.

Al giorno d’oggi l’offerta di prodotti senza glutine è molto vasta ed esistono pizze, torte e biscotti per celiaci, oltre a innumerevoli ricette da preparare a casa. Dovete solo ricordare di avvisare la mensa della scuola o famigliari e amici in occasioni come merende, feste o compleanni.

La cosa migliore è che il bambino con l’età si abitui a riconoscere i prodotti che può consumare oppure no, guardando le etichette nel caso si tratti di un alimento nuovo. Oggigiorno a molti bambini viene diagnosticata l’intolleranza al glutine durante l’infanzia, ma nonostante questo possono comunque avere una vita normalissima.

Potrebbe interessarti …

Источник: https://siamomamme.it/neonati/sintomi-di-celiachia/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: