Scuola: primina sì o no?

Anticipo scolastico: la “primina” è sempre da considerare?

Scuola: primina sì o no?

Quante volte avete sentito parlare di “primina” e di “anticipo scolastico”? O quante volte ancora avete pensato che i vostri figli siano più maturi rispetto ai loro coetanei e che abbiano dato dimostrazione di particolari abilità? Effettivamente, sono tantissimi i genitori che per i propri bambini opterebbero proprio per il cosiddetto anticipo scolastico, ovvero per cogliere l’opportunità di far cominciare ai propri piccoli la scuola elementare un po’ prima rispetto ai sei anni, come previsto dalla normativa vigente in termini di istruzione.

Quindi, i bambini non ancora in età di scuola elementare, potrebbero frequentare la prima classe già a partire dai cinque anni e mezzo. Insomma, in poche parole, si ripropone la possibilità della ormai ex primina che, in virtù di un’apposita legge del 2003, si è trasformata proprio nel cosiddetto anticipo scolastico, anch’ esso regolato da apposita normativa.

Ma prima di entrare più nel dettaglio, bisogna chiedersi se effettivamente l’anticipo scolastico sia adatto per tutti i bambini.

Sarà opportuno soffermarsi su alcuni interrogativi e capire se, in concreto, gli anticipatari della scuola primaria avrebbero effettivamente le stesse opportunità di crescita dei propri compagni di classe, più grandi.

È chiaro che i genitori che optano per l’anticipo scolastico – pur non essendo loro figli in età da scuola elementare – nel momento in cui prenderanno tale decisione, dovranno assumersi grandissima responsabilità e sarà necessario che, in merito alla stessa, si sentano opinioni e pareri anche di appositi specialisti del settore, sia di maestre sia di psicologi che potrebbero fornire consigli utili alla determinazione finale in merito all’anticipo scolastico.

Anticipo scolastico: è giusto cominciare la scuola al di sotto dei sei anni?

Molti professionisti ritengono che i bimbi oggi siano sottoposti a tanti stimoli, più che in passato: secondo loro, un ingresso precoce nella scuola primaria e il confronto con bimbi più grandi, potrebbe solo favorire l’intelligenza del bimbo. Allo stesso modo, per loro non è sbagliato che il bimbo suddivida il proprio tempo tra lo studio ed il gioco.

Molti altri pedagogisti, ricercatori e educatori ritengono, al contrario, che la scuola primaria non sempre sia in continuità con la scuola dell’infanzia e raramente sia “scuola del gioco”, individuato come elemento cardine per una crescita equilibrata.

Si dà il caso che l’inserimento a scuola sia rilevante per la crescita cognitiva ma anche relazionale ed emotiva del bambino e ponga le basi per le tappe del suo sviluppo scolastico.

Per questo, il genitore deve fare molta attenzione e rispettare i tempi del bambino e il suo stadio di sviluppo nel valutare se fargli iniziare la scuola primaria prima dei 6 anni.

Cominciare la scuola a soli cinque anni e mezzo può essere una decisione molto difficile da prendere.

Prima di ogni cosa, ci sarebbe da analizzare la situazione partendo dal bambino stesso e cercando di mettere a fuoco le sue abilità, capacità, comprendere le sue doti e dare libera espressione al suo talento.

Queste valutazioni sarebbero già un buon punto di partenza per capire se i piccoli, di fatto, potrebbero rientrare nelle file degli anticipatari della scuola primaria oppure, al contrario, se è più opportuno rimandare l’iscrizione.

In particolare c’è da mettere in evidenza che ovviamente ogni bambino ha un proprio carattere e una propria personalità in via di definizione e, in qualunque caso, merita che ne vengano fuori tutti gli aspetti, sia quelli positivi, sia eventuali limiti e difetti.

Da questa valutazione, e a seguito di un importante riflessione, si potrebbero già ottenere le prime indicazioni per capire se l’anticipo scolastico, che ha di fatto superato la primina, possa essere o meno la migliore soluzione a garanzia di una crescita ed uno sviluppo il più possibile armoniosi e tranquilli.

Ma ora, più nel dettaglio, ci soffermeremo prima sulla legge che disciplina l’anticipo scolastico per i bambini ancora non in età di scuola elementare e poi raccoglieremo una serie di informazioni utili per comprendere quando un bambino può essere considerato pronto per cominciare la sua prima vera avventura scolastica.

Anticipo scolastico, età scuola elementare e primina: legge ed informazioni utili

La legge italiana che disciplina l’anticipo scolastico è la n. 53/2003, formalizzata poi con il Decreto Legislativo n. 54/ 2004.

Conosciuta ai più come “Legge Moratti”, la stessa ha fissato a sei anni l’età della scuola elementare, per cominciare a frequentare la prima classe.

Tale legge, di fatto, ha completamente superato la primina aprendo le porte al cosiddetto anticipo scolastico, grazie al quale – secondo la normativa vigente – si può effettuare l’iscrizione alla scuola elementare anche per bambini più piccoli, purché abbiano già cinque anni e mezzo e compiano i sei anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico al quale si iscrivono.

Fatto presente ciò, bisogna fare ulteriori importanti precisazioni. Non è detto, infatti, che l’anticipo scolastico sia la soluzione migliore per tutti bambini di cinque anni e mezzo.

È necessario evidenziare che ogni bambino è differente dall’altro e, come tale, avrà differenti esigenze, differenti tempi di apprendimento, comprensione, avrà un livello di attenzione diverso rispetto anche ai propri coetanei.

Tali differenze possono essere considerate come grandi risorse solo ed esclusivamente se ogni bambino verrà messo nelle condizioni di mantenere vive le proprie peculiarità, in un contesto – anche scolastico – che garantisca equità, uguaglianza e che educhi anche al rispetto delle regole, alla condivisione e allo spirito di gruppo.

L’età della scuola elementare, fuori da ogni dubbio, è una tra quelle più delicate e proprio per questo è bene che vengano rispettati i tempi di tutti i bambini ed è indispensabile non obbligare loro a diventare anticipatari della scuola primaria a tutti i costi.

Per capire se i bambini siano pronti o meno a vivere quotidianamente il contesto scolastico, sarà bene fare una valutazione complessiva, in considerazione di una serie di parametri.

Per prendere la determinante ed influente decisione sull’anticipo scolastico, il consiglio che i genitori dovranno seguire è quello di confrontarsi con insegnanti, educatori e, naturalmente, specialisti che siano in grado di esprimere, nell’eventualità, pareri competenti sui bambini anticipatari della scuola primaria.

Le opinioni di coloro che sono responsabili – tanto quanto la famiglia – della crescita serena ed equilibrata dei bambini saranno fondamentali per capire se l’anticipo scolastico sia o meno la soluzione ottimale per i più piccoli di cinque anni e mezzo.

Ad oggi sono stati espressi vari pareri a livello internazionale secondo i quali i bimbi che iniziano precocemente la scuola primaria ottengono risultati scolastici peggiori.

Gli studi svolti in Italia in tal senso hanno dimostrato che – imprescindibili le variabili legate alle abilità innate e all’ambiente di provenienza – la causa dei peggiori risultati scolastici è spesso dovuta a:

1) il bimbo è troppo piccolo per un efficace apprendimento;

2) il bimbo è inserito in classe con bimbi più grandi.

Un bambino, tuttavia, potrà essere considerato pronto per la “primina” nel momento in cui dimostrerà di aver raggiunto un buon grado di autonomia ed indipendenza, di saper mantenere elevato il livello di attenzione e quando le sue capacità saranno tali da permettere al piccolo di fare gruppo e di relazionarsi perfettamente con i compagni di classe, la maggior parte dei quali sarà più grande di età.

Scuola elementare, maestre come nuovi punti di riferimento e compagni con cui giocare e studiare faranno parte della nuova realtà quotidiana di tutti quei bambini che, grazie all’anticipo scolastico, cominceranno a frequentare le prime classi.

Ma quali sono le caratteristiche che accomunano gli anticipatari della scuola primaria?

  • Livello di attenzione e concentrazione simile a quello dei compagni più grandi: anche se più piccoli, tutti gli scolari dovranno dimostrare le proprie abilità in modo da garantire l’uguaglianza e l’equità tra tutti i compagni di classe. Attenzione e concentrazione sono fondamentali perché assicurano l’apprendimento. Però per questo motivo, l’anticipo scolastico sarà consigliato solo a quei bambini che rispettano in un certo senso gli standard richiesti e di livelli di attenzione e concentrazione tipici dei compagni almeno sei mesi più grandi.
  • Spirito di gruppo e interiorizzazione di regole e principi: gli anticipatari della scuola primaria, pur non essendo propriamente in età di scuola elementare, saranno chiamati a vivere all’interno di un gruppo. Così come in ogni contesto in cui sono previste forme di aggregazione, anche la scuola ha le sue regole ed educa al rispetto delle stesse. Pertanto, i bambini che frequenteranno la prima beneficiando dell’anticipo scolastico dovranno dimostrare di saper interiorizzare e fare propri quei valori e quelle norme di comportamento, scritte e non, per partecipare attivamente alla vita del gruppo e rendere armoniosa e serena la convivenza
  • Conquista dell’autonomia: quella di cinque anni e mezzo è un’età oggettivamente molto delicata. Proprio per questo motivo l’anticipo scolastico è consigliato solo per i bambini che dimostrano di aver già conquistato un certo grado di autonomia e che sono totalmente indipendenti, ovviamente in merito ai compiti che dovranno svolgere anche tra i banchi. Gli anticipatari della scuola primaria, quindi, non dovranno avere necessità di essere aiutati dagli adulti in ciò che fanno e dovranno raggiungere in maniera totalmente autonoma i propri obiettivi
  • Capacità logiche e di ragionamento: come abbiamo detto, non basterà che i bambini siano “svegli” per frequentare la scuola elementare sei mesi prima rispetto all’età prevista. È bene che per l’anticipo scolastico venga vissuto nel migliore dei modi dei piccoli, essi abbiano già acquisito delle capacità logiche e di ragionamento importanti e che permettano di coprire quello che potrebbe essere un gap cognitivo in relazione ai compagni di classe più grandi.
  • Riconoscere le emozioni: un bambino che frequenta la scuola sarà capace di gestire i propri sentimenti grazie ad una buona dose di autocontrollo e sarà in grado di spiegare le proprie emozioni. Nell’età della scuola elementare, a partire quindi dalla prima classe, i bambini quindi avranno raggiunto un grado di maturità emotiva uguale a quello di tutti gli altri compagni.

Il pensiero della scuola Ada Bolchini dell’Acqua

La Scuola Ada Bolchini dell’Acqua opera secondo un approccio di educazione attiva per la quale è molto importante rispettare il singolo bambino, i suoi tempi e la sua autonomia mentale.

Il bimbo impara usando tutti i sensi e si forma facendo, dunque il gioco ha una importanza determinante per creare nel bimbo una forte motivazione: al fine di conquistare le più varie competenze (pratiche, di comportamento, culturali, morali).

Ed è parere della Scuola che la Scuola migliore, quella dell’infanzia o primaria, sia quella capace di appassionare i bimbi, valorizzando al massimo la dimensione ludica e del gioco, capace di mettere il bimbo intero al centro della propria attenzione.

Prima di decidere per un inserimento anticipato alla primaria, quindi, è bene valutare attentamente il bambino: qualora non dovesse risultare pronto, non c’è nessuna fretta e non serve ostinarsi ad anticipare. In fondo, è meglio arrivare bene che arrivare prima!

Источник: https://www.bolchinicascinacorba.org/anticipo-scolastico/

Anticipo scolastico: fare la

Scuola: primina sì o no?

L’anticipo scolastico è stato introdotto con la legge 53/2003, che ha stabilito la possibilità di iscrivere alla prima classe della scuola primaria i bambini di 5 anni e mezzo che compiranno i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. Una possibilità successivamente formalizzata con il decreto legislativo n. 59/2004.

Rimane allora da capire se iscrivere un bambino di cinque anni e mezzo alla scuola primaria sia o meno la scelta giusta da fare.

Generalmente gli elementi che inducono il genitore a prendere questa decisione sono il fatto che il bambino riconosce le lettere o sa già leggere, è “sveglio”, curioso, sa contare, ha una bella chiacchiera e “la sa lunga” su molte cose.

Ma i requisiti che servono per iniziare la scuola hanno poco a che vedere con questi elementi. È invece indispensabile aver raggiunto una certa autonomia, un livello adeguato  di attenzione e di concentrazione, una buona maturità cognitiva ed emotiva, oltre che saper rispettare le regole del gruppo.

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L’autonomia

Un bambino autonomo è capace di tenere a posto i giocattoli, si ricorda dove ha messo le sue cose, sa allacciarsi le scarpe da solo, è in grado di tagliare il cibo con coltello e forchetta, sa vestirsi e svestirsi senza chiedere aiuto.

Sono tutti elementi importanti perché a scuola dovrà togliersi e rimettersi la giacca, dovrà cambiarsi le scarpe quando c’è educazione fisica (con poco tempo a disposizione), dovrà rimanere seduto per tutta la durata delle lezioni, avrà del materiale di cui prendersi cura e da non perdere o rovinare, avrà uno zaino da preparare, avrà bisogno che le sue mani siano pronte a usare bene la penna. Dovrà, insomma, dare prova di sufficiente autonomia.

Il livello di attenzione e concentrazione

Un bambino che ha raggiunto un adeguato livello di attenzione e di concentrazione dovrebbe essere capace di iniziare un gioco e di concluderlo senza abbandonarlo dopo pochi istanti; dovrebbe saper giocare anche da solo, inventando storie o situazioni senza chiedere continuamente l’intervento di un adulto; dovrebbe partecipare alla gestione della vita domestica, per esempio preparando e sparecchiando la tavola. 

Se il bambino riesce a fare queste cose, o altre simili, in autonomia, possiamo immaginare che sarà capace di rimanere concentrato a lungo e questo, una volta seduto al banco di scuola, gli consentirà di svolgere senza difficoltà il compito che gli viene assegnato, sia esso ascoltare una storia, colorare un disegno, copiare dalla lavagna o lavorare con i numeri.

La maturità cognitiva

Un bambino che sa raccontare quanto accaduto ieri o l’estate scorsa, che si accorge se gli abbiamo dato una caramella in più o in meno, che distingue chi ha il gelato più grande e chi ne ha uno più piccolo, che è in grado di ascoltare una storia e poi di disegnare – in maniera abbastanza dettagliata – il personaggio che lo ha colpito di più, ha sicuramente le cognizioni di base che gli permetteranno di imparare a leggere, a scrivere e a far di conto senza difficoltà.

La maturità emotiva

Se un bambino reagisce ai no lamentandosi, ma senza esplodere, se il distacco dai genitori non è sempre una tragedia, se di fronte alla frustrazione di un desiderio (per esempio: «Oggi piove e quindi non puoi andare in bicicletta») trova un’alternativa costruttiva, se quando sbaglia prova di nuovo per fare meglio, allora il bambino sarà capace di affrontare l’impegno emotivo richiesto dalla scuola.

Il rispetto delle regole del gruppo

Una classe, come dice la psicologa Daniela Lucangeli, è un organismo vivente e ogni bambino che ne fa parte ne determina il clima e la capacità di funzionare in fase di apprendimento ma anche di gioco.

È chiaro quindi che un bambino che sa giocare con gli altri, che sa condividere e collaborare, che rispetta il suo turno, sarà in grado di integrarsi nella classe, di rispettarne le regole e di dare il proprio contributo affinché il gruppo possa apprendere tra i banchi di scuola.

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Il gruppo classe

Supponiamo ora che un bambino di 5 anni e mezzo possieda tutti questi requisiti: è il momento di decidere se fargli fare “la primina” oppure no.

Ci sono altri due elementi da prendere in considerazione: il gruppo classe e la perdita di un anno di esperienze.

Alcuni suoi compagni di classe avranno un anno in più rispetto a lui. Il che significa che avranno un anno di esperienze in più e avranno una maggiore dimestichezza con ogni dominio dell’apprendimento.

È importante sottolinearlo perché se il nostro bambino di cinque anni e mezzo basa la sua autostima non solo sul fatto che sa fare le cose ma anche sul fatto che è un passo avanti ai suoi coetanei, improvvisamente potrebbe trovarsi ad avere delle difficoltà rispetto agli altri e a non essere più “il più bravo”.

Questa, chiaramente, non è una regola (lo sviluppo globale di un bambino non dipende solo dall’età, ma anche da altri fattori), però rimane una possibilità.

Vale quindi la pena di riflettere se sia il caso di mettere il bambino in una situazione che potrebbe richiedergli uno sforzo maggiore rispetto a quello che gli ci vorrebbe nella stessa situazione, ma posticipata di un anno. Se a un bambino viene imposto uno sforzo eccessivo perderà infatti l’entusiasmo e la motivazione ad apprendere perché lo riterrà troppo difficile. 

Un anno di esperienze in  meno

L’anticipo scolastico comporta necessariamente una privazione: al bambino viene negato un intero anno di gioco, di scoperta del mondo e di fermentazione delle competenze acquisite. Uso l’espressione “fermentazione delle competenze” perché è proprio quello che avviene tra i cinque e i sei anni e mezzo.

In questo periodo le esperienze che sono state fatte si trasformano, inizia la fase di astrazione, ed è come se i bambini mescolassero tra loro gli elementi che hanno visto, sentito, provato, scoperto, e li trasformassero mediante una reazione chimica, quale è la fermentazione, per farli diventare un prodotto complesso come il vino o il pane.

I bambini, in questa fase, comprendono i nessi tra le esperienze che hanno vissuto e si preparano a formarne di nuovi.

Quale decisione, allora?

Il consiglio ai genitori che pensano di scegliere l’anticipo scolastico, quindi, è di valutare attentamente tutti gli elementi che abbiamo discusso e di parlarne con le insegnanti della scuola dell’infanzia, con il pediatra ed eventualmente con esperti dello sviluppo e pedagogisti, in modo da avere un quadro della situazione il più chiaro possibile, nell’interesse dello sviluppo del bambino.

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/educazione/scuola/anticipo-scolastico/

Scuola a 5 anni, sì o no. Come fare la scelta giusta

Scuola: primina sì o no?

A scuola in anticipo, sì o no? Qual è la scelta giusta? Anche i bambini che compiranno sei anni dopo il 31 dicembre 2017 ed entro il 30 aprile 2018 possono essere iscritti alla scuola primaria e iniziare a frequentarla dal prossimo settembre. La scelta se farli cominciare in anticipo oppure no spetta ai genitori. Ecco che cosa valutare

Come si fa a decidere la cosa giusta per il bambino? Meglio optare per l’ingresso anticipato per “guadagnare un anno” o non accelerare i tempi e lasciare che ancora per un po’ i propri figli giochino liberamente senza l’incombenza di compiti e tante ore sedute ai banchi di scuola? Ecco che cosa pensano alcuni esperti con visioni diverse e che cosa stabilisce il ministero dell'Istruzione per gli anticipatari.

La scelta va 'calibrata' sul singolo bambino

La scelta, secondo Luigia Milani, psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta dell’adolescenza all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, va calibrata sul singolo bambino. E ponderata bene.

“Perché un cattivo inizio può essere un trauma: minare l’autostima del bambino e segnarlo da un punto di vista emotivo.

Al contrario, invece, un buon inizio lo fa sentire adeguato alle nuove sfide e alimenta il piacere dell’imparare”.

Insomma, pochi mesi di differenza a quella età, è il caso di dirlo, possono fare la differenza e un inserimento traumatico può essere fonte di ansia e demotivazione.

Nel ponderare quindi il passaggio anticipato dalla scuola dell’infanzia a quella primaria non basta valutare solo la maturità cognitiva.

Anche le bambine e i bambini più svegli intellettivamente e già “svezzati” alla lettura e alla scrittura possono provare disagio al peso delle prestazioni richieste dalla scuola dell’obbligo.

Valutate la maturità emotiva del bambino

Non è da sottovalutare, infatti, la loro maturità emotiva: “La capacità cioè di stare serenamente e per molte ore (se la scuola è a tempo pieno) lontano dall’ambiente familiare, capacità che non per tutti si consolida nei primi anni di materna, la capacità di relazionarsi in modo cooperativo con i coetanei (e gli adulti), di portare a termine un compito, di saper gestire piccole frustrazioni legate a eventuali difficoltà, e di accettare in modo sereno le richieste e i giudizi degli insegnanti,” dice la psicologa infantile.

Valutate gli insegnanti e la didattica. Non sono tutti uguali

Da non sottovalutare poi il tipo di scuola e di didattica con cui il proprio figlio si confronterà: “Non tutti gli insegnanti sono esigenti allo stesso modo e se c’è chi accompagna gradualmente gli alunni alla lettura e alla scrittura, ci sono altri invece che corrono di più e che, per alcuni bambini in particolare, possono essere vissuti come troppo esigenti”.

Mettete da parte le vostre aspirazioni. Si parla di vostro figlio

Certo: chi va a scuola prima finisce prima, “ma a mio parere meglio procedere con calma mettendo il bambino nelle condizioni di sentirsi a proprio agio, con i compagni, con le richieste dell’insegnante e con i contenuti dell’insegnamento,” dice la psicologa Milani.

Quindi meglio mettere da parte le proprie aspirazioni genitoriali che, a volte, rischiano di prevaricare sulle reali esigenze dei figli, e considerare i vantaggi che possono derivare dal trascorrere ancora un anno alla scuola materna, dove il gioco la fa da padrone.

Il gioco è un'importante forma di apprendimento. Non è tempo buttato

“Il gioco infatti è una forma di apprendimento e ha un’importanza enorme per la crescita emotiva, perché attraverso il gioco tra pari i bambini possono riprodurre situazioni di vita reali, o dare libero sfogo alla fantasia e all’immaginazione, sperimentando emozioni, relazioni e sviluppando sicurezza di sé” conclude Milani.

Giuseppe Mele (Paidòss): sono a favore dell'anticipo scolastico

Diversa la posizione del pediatra Giuseppe Mele, presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Paidòss): “Sono a favore dell’anticipo scolastico perché ritengo che il processo formativo, con l’ingresso nel mondo della scuola, possa esaltare lo sviluppo di un bambino, che oggi riceve molti più stimoli di un tempo. La nostra scuola – conclude – è matura per accogliere gli anticipatari”.

Miur: la scuola deve accogliere gli anticipatari con attenzione e cura

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La scorsa settimana le scuole sono terminate. In questa galleria fotografica abbiamo voluto perlustrare gli studenti in giro per il mondo. Buona visione a tutti.

Aggiornato il 05.12.2016

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/istruzione/scuola-a-5-anni-si-o-no-come-fare-la-scelta-giusta

In classe a 5 anni? Meglio di no

Scuola: primina sì o no?

Li chiamano primini e ogni anno sono sempre di più. Stiamo parlando dei bambini che anticipano l’entrata nella scuola elementare a cinque anni.

Ma mandare i bambini a scuola un anno prima dei fatidici sei non è per tutti un grande vantaggio.

I numeri parlano chiaro: un bimbo su dieci entra in prima elementare in anticipo…

Perché è bene aspettare

I nostri figli sono precoci in molti ambiti, rispetto ai bambini di 10 anni fa. Sanno parlare lingue diverse, usare computer e videogiochi.  Quel che si dimentica è che la capacità di imparare in modo formale, secondo schemi standard lontani dalla loro logica, richiede anche la giusta preparazione emotiva.

L’errore principale, infatti, è considerarli pronti, valutando solo le potenzialità intellettuali, ma queste non sono sufficienti: c’è una realtà emozionale di cui tenere conto. “Capita”, dicono le maestre, “che tu li riprenda e loro crollino a piangere. Questo dimostra che non sono ancora pronti dal punto di vista psicologico”.

La tendenza ad anticipare: tutte le ragioni di questa scelta

L’effettiva precocità dei bambini in molti campi (usa il computer meglio di noi, sa già leggere e scrivere, è sveglio e veloce…).

Il desiderio dei genitori di offrire loro stimoli adeguati, sempre più elevati, nell’illusione chi prima comincia, prima finisce.

La moda attuale e dunque la pressione sociale per adeguarsi al modello prevalente o la convinzione (meglio sarebbe dire il desiderio) non sempre fondata, che dentro il proprio figlio sia nascosto un piccolo genio precoce.

I rischi per gli anticipatari

  • Lacune o vuoti nell’apprendimento I risultati poco soddisfacenti che possono derivare da questo sforzo, dovuti solo ai tempi sbagliati, possono essere scambiati per disturbi dell’apprendimento o del comportamento.
  • Facile distraibilità In classe freme, vuole muoversi. Soprattutto durante l’ultima ora ha difficoltà a stare attento, a concentrarsi, a partecipare.
  • Incapacità di appassionarsi Le difficoltà a cui va incontro il bambino e la sensazione di inadeguatezza possono alla lunga minare la sua autostima.  
  • Stanchezza Il bambino, in alcuni casi, fa più fatica soprattutto quando entra in terza elementare.

Il gioco fa più della scuola!

Disciplina in classe, concentrazione, costanza e cura nello studio, impegno nei compiti. E poi capacità di gestire la propria esuberanza fisica e restare seduti composti per diverse ore… Il cambiamento che il bambino deve affrontare quando mette piede in prima elementare è una piccola rivoluzione già per chi va a scuola a sei anni.

Figuriamoci per uno più piccolo. Per noi adulti è normale, ma per il bambino no. Lui vorrebbe che la magia del gioco continuasse il più possibile e come dargli torto? Per questo è importante che il genitore rispetti la sua evoluzione psicofisica, la sua competenza emotiva, il suo cuore.

D’altra parte la natura non sbaglia mai: l’albero di pesco fa i fiori a primavera, non prima, non dopo.

I consigli

  • Non avere fretta, segui i suoi ritmi A 5 anni parla già perfettamente una lingua straniera e usa il computer come se l’avesse sempre fatto senza che nessuno gliel’abbia mai insegnato. Come si spiega? Il cervello del bambino è “programmato” per imparare. Non ha bisogno di particolari stimoli. Quindi è vero che i bambini imparano alla svelta ma in modo altrettanto rapido si annoiano, si distraggono e dimenticano le nozioni che non gli interessano. Quindi, tanto più i nostri piccoli saranno capaci di far emergere il loro talento, quanto più saranno lasciati liberi di avvicinarsi naturalmente a ciò che li interessa. 
  • Non sottovalutare la materna: risponde ai suoi “veri” bisogni  La scuola materna ha una grande importanza nel gettare le basi dello sviluppo del bambino. In questi tre anni i nostri figli imparano a muoversi, a orientarsi nello spazio, a distinguere la destra dalla sinistra, ma soprattutto a socializzare e a stare con i compagni. Il tutto con un approccio giocoso. Non ci sono aspettative sul risultato, si resta in un ambito dove si privilegia la creatività al dovere e dove non è obbligatorio stare seduti per 4-5 ore.
  • Ricorda: a 5 anni vince lo svago La scuola dell’infanzia alterna momenti di apprendimento ad altri di gioco libero e, soprattutto, di movimento. A questa età i bambini hanno ancora molto bisogno di esprimersi fisicamente. Nei primi anni di vita il bambino pratica diverse forme di gioco, ma è quello simbolico che domina la fase dai tre ai sei anni. Prima è un poliziotto, poi un astronauta: saltando da un ruolo all’altro il piccolo dissolve le sue paure, soddisfa i suoi bisogni e attiva dentro di sé le risorse per affrontare le piccole difficoltà quotidiane.

Источник: https://www.riza.it/figli-felici/scuola/2995/in-classe-a-5-anni-meglio-di-no.html

Anticipatari a scuola: i pro e i contro della primina

Scuola: primina sì o no?

L’anticipo di iscrizione alla scuola primaria in Italia è consentito ai bambini che compiono sei anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.

Essere anticipatari a scuola è davvero un’opportunità di crescita per i nostri figli? O si sottrae invece loro un periodo di gioco spensierato? Meglio scegliere la primina? O invece decidere di non accelerare i tempi, obbligando i bambini a stare seduti ore in un banco? Scegliere non è facile, poichè entrano in gioco moltissimi fattori. Si tratta di una tematica che va analizzata da diversi punti di vista: pedagogico, psicologico, sociale e familiare. Per una scelta consapevole occorre affidarsi anzitutto alle indicazioni fornite dal pediatra e dai docenti della scuola dell’infanzia frequentata dal bambino.

La scelta va naturalmente calibrata su ogni singolo bambino, poichè un inizio scolastico forzatamente anticipato può rappresentare un vero e proprio trauma per il piccolo.

Un cattivo inizio può pertanto minare l’autostima del bimbo, segnandolo da un punto di vista emotivo.

D’altro canto, invece, l’anticipo può rivelarsi un alleato potente per alimentare nel bambino la voglia di imparare e di aprirsi alle sfide.

Anticipatari: valutare con obiettività

Non tutti i bambini nati nel periodo utile per l’anticipo sono pronti: l’ingresso a scuola a 5 anni deve essere riservato infatti solo a quelli che dimostrano uno sviluppo superiore alla media da ogni punto di vista.

Non dimentichiamo che si tratta di una scelta che va compiuta esclusivamente per il bene del bambino e non per vanagloria dei genitori.

Mamma e papà troppo spesso hanno infatti fretta di vedere crescere il proprio figlio, in un’ottica quasi di competizione.

I genitori indecisi dovrebbero anzitutto confrontarsi apertamente con le maestre della scuola materna, al fine di conoscere le sfumature caratteriali del proprio figlio.

Ogni bambino è un essere umano peculiare, che presenta tappe di sviluppo fisico e psicologico differenti. Il fatto che nostro figlio sappia contare o riconoscere le lettere non è una condizione sufficiente perché sia pronto per l’ingresso a scuola.

È infatti essenziale che sia emotivamente preparato al grande salto della primina.

Non da ultimo, occorrerà valutare con grande attenzione anche le caratteristiche della struttura scolastica ed il metodo didattico scelto dai docenti della scuola che si intende far frequentare al proprio figlio. È infatti importante che la scuola che eventualmente li accoglierà saprà far fronte alle esigenze peculiari dei bambini anticipatari.

Come scegliere consapevolmente

È compito del pediatra, in quanto medico di crescita e di educazione, consigliare o meno la primina, tenendo conto delle capacità psicomotorie del bambino.

Sono 4 i parametri che vanno valutati e che rivelano le capacità psicologiche e motorie del piccolo. Anzitutto, la mancanza di balbuzie: il lessico deve essere normale.

Il bambino deve possedere l’abilità di riconoscere almeno i colori, almeno due su tre. La capacità motoria viene valutata prendendo al volo una palla, almeno due volte su tre.

Infine, deve saper disegnare la figura umana con almeno tre parti definite: testa, tronco, gambe. Se un bambino rispetta questi requisiti possiede le capacità di andare a scuola anche prima dei sei anni.

Nella scelta di anticipare l’iscrizione di un bambino alla scuola primaria, però, non bisogna valutare unicamente le capacità cognitive. Non è sufficiente, in altre parole, che il bambino sappia leggere e scrivere.

Un bimbo di 5 anni e mezzo può infatti essere intelligentissimo, ma totalmente incapace di concentrarsi. È fondamentale infatti tener conto della sfera psicomotoria, emotiva e relazionale.

Secondo recenti risultati della prove Invalsi non esistono sostanziali differenze a lungo termine tra gli anticipatari e i regolari per quanto riguarda i risultati scolastici. Ciò che invece cambia è l’impatto dell’anticipo scolastico dal punto di vista comportamentale.

Un bambino anticipatario può ad esempio soffrire la differenza di età con i compagni di classe o può non essere emotivamente pronto al peso delle prestazioni richieste dalla scuola dell’obbligo.

La maturità emotiva e relazionale del bambino va attentamente valutata.

Occorre infatti che il bambino sappia relazionarsi in modo cooperativo con i coetanei e che sappia accettare in modo sereno le richieste ed i giudizi degli insegnanti.

Deve inoltre essere in grado di portare a termine un compito assegnato e saper gestire le piccole frustrazioni derivanti dalle difficoltà.

I motivi per non anticipare

Secondo alcuni psicologi dell’età evolutiva è meglio attendere, per prolungare il tempo dedicato al gioco libero e all’esplorazione corporea. La scuola può diventare una fonte di stress, più che un’opportunità di crescita e di sviluppo.

Il gioco è infatti una forma di apprendimento: attraverso il gioco, infatti, i bambini danno libero sfogo all’immaginazione o riproducono situazioni di vita reali.

In questo modo sperimentano emozioni e relazioni e sviluppano sicurezza in se stessi.

Il gioco è il bisogno primario e fondamentale del bambino: è lo spazio nel quale vengono costruiti significati condivisi e si instaura tra i bambini la cultura del pari. La scuola primaria non tiene sufficientemente conto del ruolo del gioco e potrebbe richiedere ai bambini più piccoli uno sforzo di adattamento troppo grande.

Secondo alcuni studi anticipare la scuola non mostra vantaggi nè dal punto di vista dello sviluppo verbale, nè per quello logico-simbolico o matematico.

I risultati Invalsi mostrano che gli anticipatari hanno un punteggio in italiano e matematica lievemente inferiori rispetto ai loro compagni in età standard.

Un gap che però sostanzialmente si annulla col proseguire della carriera scolastica.

Le ragioni a favore

Secondo alcuni pediatri i bambini ricevono oggi molti più stimoli di un tempo, pertanto l’ingresso anticipato a scuola è un’opportunità di crescita importante per un bambino.

L’inizio della prima elementare a 6 anni non ha infatti valenza psicopedagogica, ma si riferisce unicamente ad una legge risalente al periodo dell’Unità d’Italia.

I bambini di oggi sono decisamente più inclini all’apprendimento rispetto al secolo scorso, grazie agli stimoli che ricevono ogni giorno. Fondamentale però è che la scuola che accoglie i bambini anticipatari sia dotata degli strumenti didattici adeguati.

Ci sono infatti insegnanti che accompagnano il bambino in modo più graduale nella lettura e nella scrittura.

La scelta è davvero difficile, ma occorre tener presente come prioritario il benessere dei nostri bambini.

Источник: https://www.unadonna.it/mamma/asilo-e-scuola/anticipatari-a-scuola-i-pro-e-i-contro-della-primina/1576527/

Gravidanza
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