Scarlattina nei neonati e nei bambini: come riconoscerla e curarla

Contents
  1. Scarlattina nei neonati e bambini
  2. Cos'è la scarlattina
  3. Scarlattina, i sintomi
  4. Cause della scarlattina
  5. Come curare la scarlattina nei bambini
  6. Quanto  dura la scarlattina nei bambini
  7. Come si capisce se il neonato ha la scarlattina?
  8. Scarlattina senza febbre
  9. Vaccino scarlattina
  10. Scarlattinetta
  11. Scarlattina e Bambini
  12. Perché i bersagli preferiti della scarlattina sono proprio i bambini di 3-10 anni?
  13. Streptococco beta-emolitico di gruppo A, scarlattina e altre infezioni
  14. POSSIBILI COMPLICAZIONI DELLA SCARLATTINA NEI BAMBINI
  15. TAMPONE FARINGEO: COS'È?
  16. QUALI ANTIBIOTICI IMPIEGARE CONTRO LA SCARLATTINA NEI BAMBINI?
  17. I BAMBINI POSSONO AMMALARSI UNA SECONDA VOLTA DI SCARLATTINA?
  18. RIMEDI PER ALLEVIARE LA SINTOMATOLOGIA
  19. Prognosi della scarlattina nei bambini
  20. Scarlattina nei bambini: sintomi e cura
  21. 1. Che cos'è
  22. 2. Chi e quando colpisce
  23. 3. Quante volte ci si può ammalare
  24. 4. Quanto dura l'incubazione
  25. 5. Come si trasmette
  26. 6. Per quanto tempo si è contagiosi
  27. 7. Quali sono i sintomi della scarlattina
  28. 8. Quanto dura l'esantema
  29. 9. Rischi e complicanze della scarlattina
  30. 10. Terapia della scarlattina
  31. 11. Quando il bambino può tornare a scuola
  32. Scarlattina: Sintomi, incubazione, contagio e terapia
  33. Malattie esantematiche, la scarlattina: Cos'è e come si riconosce
  34. Segni e sintomi della scarlattina
  35. Diagnosi di scarlattina
  36. Terapia per trattare la scarlattina
  37. Scarlattina e profilassi
  38. Scarlattina in bambini e adulti: sintomi, foto, contagio e cura
  39. Sintomi e foto
  40. Giorno 1
  41. Giorno 2
  42. Giorno 3
  43. Esantema
  44. Contagio e incubazione
  45. Durata
  46. Fattori di rischio
  47. Quando chiamare il pediatra
  48. Complicazioni
  49. Gravidanza e scarlattina
  50. Diagnosi
  51. Cura
  52. Altri rimedi
  53. Prevenzione
  54. Fonti e bibliografia

Scarlattina nei neonati e bambini

Scarlattina nei neonati e nei bambini: come riconoscerla e curarla

Che cos'è la scarlattina, come si manifesta in bambini e neonati, quali possono essere le cause e quando è il caso di rivolgersi al pediatra. Una guida completa

Oggi parliamo di malattie esantematiche e, nel dettaglio, di scarlattina.

Una malattia di origine batterica che, a differenza di altre, non dà l'immunità una volta contratta.

Cosa vuol dire? Che, cari mamme e papà, la scarlattina può anche ritornare, purtroppo. Cerchiamo di saperne di più su questa malattia comune nei bambini e, talvolta, anche nei neonati.

Ecco una guida completa per riconoscere la scarlattina e curarla in neonati e bambini.

Cos'è la scarlattina

Si tratta di una malattia esantematica che solitamente riguarda bambini tra i 3 e i 10 anni. Può manifestarsi anche prima, ma mai al di sotto dei 6 mesi di vita. Può interessare anche gli adulti, soprattutto nella fascia 18-20 anni. Si distingue dalle altre malattie esantematiche tipiche dell'infanzia, perché è batterica e non provocata da virus.

A causarla è lo streptococcus pyogenes di gruppo A e, poiché ne esistono diversi ceppi, può tornare diverse volte nella vita, soprattutto nei periodi indicati sopra.

Scarlattina, i sintomi

La scarlattina può manifestarsi con diversi sintomi più o meno lievi, ma sono alcuni che, più di altri, indicano che siamo proprio di fronte a questa malattia esantematica.

Ad interessare tutti, neonati, bambini, ma anche adulti, è un malassere generale (stesso sintomo di morbillo e rosolia), che si manifesta attraverso spossatezza, mal di gola (causato da tonsille gonfie e presenza di pus), vomito, mal di testa, febbre alta, mal di pancia.

La febbre può oscillare tra i 38 e i 40°C, con picchi elevati soprattutto nel secondo giorno della malattia. Dal terzo giorno, gradualmente, la febbra inizia a scendere. 

Attenzione alla lingua che è sicuramente un campanello d'allarme: tra le principali caratteristiche della scarlattina, infatti, c'è la cosiddetta lingua a fragola: sulla lingua compaiono delle papule rosse, rivestite da una pellicola bianco-giallastra che poi comincia a desquamarsi e la lingua assume un colore rosso vivo.

L'esantema, dalla lingua, può estendersi in altre parti del corpo, solitamente ascelle e inguine.

Come riconoscerla? La scarlattina è caratterizzata dalla presenza di puntini rossi molto fitti che restano sulla pelle 24-48 ore per poi sparire. Quando andranno via, però, la malattia non sarà finita, prima la pelle si desquamerà. I pediatri, spesso, consigliano l'uso di saponi naturali, non schiumosi, o amido di riso in questa fase delicata.

Cause della scarlattina

Come anticipato, la scarlattina è una malattia batterica provocata da streptococco beta emolitico di gruppo A, lo stesso che genera altre infezioni, tra cui impetigine e tonsillite.

La causa, dunque sono proprio questi batteri che producono tre esotossine (SpeA, SpeB, SpeC) responsabili dell’esantema caratteristico della scarlattina. Le piccole bollicine rosse di cui parlavamo prima.

Si trasmette tra una persona e l'altra per contatto diretto, nello specifico attraverso le goccioline di saliva della persona infetta. A differenza delle comuni malattie virali, però, contrarla è più difficile, poiché è necessario passare del tempo prolungato con la persona infetta per esserne contagiati.

La persona infetta può trasmettere il batterio sino a 24-48 ore dopo l’inizio della cura con antibiotici. Il periodo d’incubazione è minore, a differenza delle altre malattie infantili, e va da 24 ore sino a 3 giorni.

Come curare la scarlattina nei bambini

Non esiste un vaccino per la scarlattina e questa malattia esantematica si cura in maniera efficace con un ciclo di antibiotici. Se si presentano nel bambino i sintomi sopra elencati, i sospetti puntini rossi e la lingua a fragola, è necessario consultare il pediatra che, dopo aver visitato il bambino, prescriverà la cura più adeguata.

La scarlattina si cura con gli antibiotici.

Bisogna dire che nel corso degli anni la sua diffusione è notevolmente diminuita, proprio per l'utilizzo di antibiotici a cui lo streptococco è sensibile.

E' importante individuare subito la malattia esantematica ed iniziare la terapia entro le 24-48 ore, anche perché, successivamente, il rischio di contagio prosegue durante tutto il corso della malattia.

Quanto  dura la scarlattina nei bambini

Il tempo di incubazione è il periodo che passa tra l'esposizione al patogeno e i sintomi della malattia.

Solitamente il tempo di incubazione della scarlattina dura tra i 2 e i 5 giorni, può durare anche meno (ad esempio 1 giorno) o di più e arrivare fino ad una settimana.

Con la cura antibiotica la scarlattina si risolve completamente ma, ricordiamo, può tornare a distanza di tempo.

Come si capisce se il neonato ha la scarlattina?

I segni che devono insospettire mamme e papà sono senza dubbio lo stato di malassere, la spossatezza, il fatto che il neonato si lamenta, piange, non vuole mangiare e ha la febbre alta. Ovviamente, ad allarmare devono essere anche i piccoli puntini rossi sulla pelle e la lingua arrossata.

Scarlattina senza febbre

Quelli che vi abbiamo elencato sopra sono i sintomi comuni della scarlattina. Quest'ultima, però, può anche manifestarsi in forma lieve, senza febbre o con febbre bassa, e con i seguenti sintomi:

  • mal di testa
  • spossatezza e inappetenza
  • gola rossa
  • ingrossamento dei linfonodi
  • esantema con piccoli puntini avvicinati di colore rosato che scompaiono entro 5 giorni

Vaccino scarlattina

A differenza di altre malattie esantematiche, non esiste un vaccino per la scarlattina. L'unica terapia efficace è quella antibiotica, come spiegato in precedenza. 

Scarlattinetta

La scarlattinetta, altro non è che una forma lieve e attenuata della scarlattina.

Anche questa, quindi, è una malattia batterica, provocata dallo streptococco emolitico del gruppo A, talvolta così lieve da non essere neanche diagnosticata e che si risolve da sola.

La scarlattinetta è quella che i pediatri chiamano anche “quarta malattia”, interessa bambini molto piccoli e scompare da sola, senza antibiotici e senza conseguenze.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/scarlattina-nei-neonati-e-bambini.html

Scarlattina e Bambini

Scarlattina nei neonati e nei bambini: come riconoscerla e curarla

La scarlattina è una malattia infettiva scatenata dal batterio Streptococco beta-emolitico di gruppo A.

Scarlattina e bambini sono strettamente legati tra loro, per il fatto che i secondi rappresentano il target preferito della prima; per la precisione, i bersagli prediletti della scarlattina sono i bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni.

Perché i bersagli preferiti della scarlattina sono proprio i bambini di 3-10 anni?

La scarlattina colpisce soprattutto questa fascia di età perché i bambini sono generalmente privi delle difese immunitarie che proteggono dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A.

Da questa informazione, si può quindi intuire che individui più giovani di 3 anni e individui di età superiore ai 10 anni sono per lo più esenti dalla scarlattina, in quanto godono di difese immunitarie adeguate.

Infatti, è proprio così:

  • I neonati e i soggetti al sotto dei 2 anni possono contare sugli anticorpi anti-scarlattina, che la madre passa loro attraverso il latte materno;
  • Le persone di età superiore ai 10 anni sono in possesso, in più dell'80% dei casi, di un sistema immunitario sufficientemente maturo e dotato di anticorpi anti-Streptococco beta-emolitico di gruppo A.

Streptococco beta-emolitico di gruppo A, scarlattina e altre infezioni

Conosciuto anche come Streptococcus pyogenes, lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A è un batterio Gram-positivo molto comune, che, in tutto il Mondo, ogni anno, è responsabile di almeno 700 milioni di infezioni.

Trasmesso principalmente via aerosol, lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A può provocare, oltre alla scarlattina nei bambini e nell'essere umano in generale, forme molto comuni di faringite e infezioni della pelle, come impetigine, erisipela, cellulite, fascite necrotizzante ecc.

La trasmissione via aerosol di una malattia infettiva implica che il contagio di un nuovo ospite avvenga attraverso le goccioline di saliva infetta (quindi contenenti l'agente patogeno responsabile dell'infezione), emesse da un malato in occasione di starnuti, colpi di tosse o quando parla.
Le malattie infettive trasmissibili via aerosol rendono i luoghi sovraffollati degli ambienti ideali per la diffusione del'agente patogeno scatenante.

I sintomi della scarlattina nei bambini di 3-10 anni sono i classici sintomi che riportano tutti i trattati medici e gli articoli presenti on-line, relativi alla scarlattina.
In termini più concreti, ciò significa che, nei bambini dell'età considerata, la scarlattina causa:

  • Un esantema (o eruzione cutanea) caratterizzato da puntini e chiazzette di colore rosso scarlatto, molto vicini e vicine tra loro e leggermente in rilievo, che a partire dal collo, le ascelle e l'area inguinale finiscono per interessare un po' tutto il corpo (nel giro di 24 ore), tranne le zone anatomiche di naso, bocca e mento;
  • La formazione di una patina biancastra sulla lingua (lingua a fragola bianca), che nel giro di qualche giorno cambia colore e diviene di colore rosso (lingua a lampone);
  • Un processo di desquamazione diffuso, che prende il posto dell'esantema sopra descritto;
  • Febbre sui 38°C;
  • Mal di gola;
  • Dolori addominali;
  • Tachicardia;
  • Cefalea.

POSSIBILI COMPLICAZIONI DELLA SCARLATTINA NEI BAMBINI

Prima della scoperta degli antibiotici, i bambini con la scarlattina erano vittime, per nulla di rado, di gravi complicanze, quali severa sinusite, polmonite, meningite, setticemia, encefalite, endocardite, febbre reumatica e glomerulonefrite, il cui esito finale poteva essere anche la morte.
Oggi, grazie a un'ampia disponibilità di farmaci contro lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, le sopraccitate complicanze sono fortunatamente rare e il rischio di morte è, altrettanto fortunatamente, molto basso.

La scarlattina nei bambini è facilmente diagnosticabile mediante l'osservazione e l'analisi critica dei sintomi, in altre parole attraverso l'esame obiettivo e l'anamnesi.

In alcune circostanze dubbie o equivoche (es: esantema modesto, febbre e altri sintomi tipici assenti o appena accennati), può capitare che il medico debba ricorrere a un test più approfondito dei due menzionati in precedenza, il cosiddetto tampone faringeo.

TAMPONE FARINGEO: COS'È?

Il tampone faringeo è un esame diagnostico che permette di chiarire in via definitiva se una certa sofferenza della gola è legata o meno a un determinato microrganismo patogeno.

Brevemente, esso prevede lo strofinamento, mediante un apposito bastoncino cotonato, delle tonsille e della mucosa faringea, allo scopo di prelevare alcune cellule da analizzare successivamente in laboratorio.

Il trattamento della scarlattina nei bambini prevede:

  • La somministrazione di antibiotici per almeno 10 giorni;
  • Il riposo assoluto a letto fino all'esaurimento dello stato febbrile;
  • L'isolamento del malato, specie durante i primi giorni della malattia, per evitare la trasmissione dell'infezione ai familiari e ai coetanei (es: compagni di scuola, compagni di giochi ecc.).

A queste cure, bisogna aggiungere poi una serie di rimedi validi contro la sintomatologia, che in genere è il medico di famiglia a ricordare ai genitori dei bambini con scarlattina.

In merito all'isolamento del malato di scarlattina in età scolare, la legge italiana è chiara, affermando che è possibile la riammissione a scuola dopo 2 giorni dall'inizio della terapia antibiotica.

Tale raccomandazione trova giustificazione in diversi studi scientifici, i quali hanno appurato che i bambini con scarlattina, dopo 24 ore dall'inizio delle somministrazioni antibiotiche, sono ancora contagiosi.

QUALI ANTIBIOTICI IMPIEGARE CONTRO LA SCARLATTINA NEI BAMBINI?

Gli antibiotici di prima scelta per la cura della scarlattina nei bambini sono le penicilline a uso orale oppure, se il malato è allergico a quest'ultime, i macrolidi (es: eritromicina).

I BAMBINI POSSONO AMMALARSI UNA SECONDA VOLTA DI SCARLATTINA?

Esistono diversi ceppi di Streptococco beta-emolitico di gruppo A e ciascun ceppo produce, nell'essere umano interessato, una forma di immunità naturale specifica per quel dato ceppo, ma non per gli altri.

Tutto ciò ha, come implicazione, il fatto che i bambini colpiti da scarlattina, per colpa di un certo ceppo di Streptococco beta-emolitico di gruppo A, possono ammalarsi nuovamente della stessa malattia infettiva, se sono esposti a un ceppo di Streptococco beta-emolitico di gruppo A differente dal precedente.

RIMEDI PER ALLEVIARE LA SINTOMATOLOGIA

Per alleviare la sintomatologia della scarlattina, è sicuramente utile:

  • La somministrazione di un antidolorifico, come per esempio l'ibuprofene o il paracetamolo. Scopo: allevia il dolore alla gola e/o la febbre;
  • Bere molta acqua. Scopo: riduce le possibilità di disidratazione legate alla presenza della febbre;
  • Umidificare l'aria della stanza in cui soggiorna il paziente, durante la malattia. Scopo: è di sollievo nei confronti dello stato infiammatorio e irritativo presente in gola;
  • L'esecuzione di gargarismi con acqua salata. Scopo: lenisce il mal di gola;
  • Consumare cibi di consistenza tenera o semi-liquida. Scopo: alimentare un paziente la cui gola è talmente irritata da impedirgli l'ingestione di cibi solidi;
  • Evitare l'esposizione del paziente a sostanze irritanti, come per esempio il fumo passivo di sigaretta. Scopo: impedisce che la guarigione sia più lenta del previsto.

Prognosi della scarlattina nei bambini

Se la terapia è tempestiva e adeguata, la scarlattina nei bambini tende a risolversi positivamente nell'arco di pochi giorni (7 in genere).
In assenza di una terapia antibiotica appropriata, i tempi di guarigione si allungano (fino a 2 settimane) e, inoltre, sussiste un rischio più che concreto di complicanze.

Per una guarigione ottimale dalla scarlattina, è fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni del medico, in merito alla terapia antibiotica; infatti, trasgredire tali indicazioni (es: interrompere prima le terapie, perché il paziente mostra dei sensibili miglioramenti) può portare a una ricaduta.

Attualmente, non sono disponibili vaccini finalizzati alla prevenzione della scarlattina. Ciò, tuttavia, non esclude che esistano accortezze e precauzioni, in grado di ridurre il rischio di contrarre lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A e le conseguenti malattie infettive.

Tra le accortezze e le precauzioni che garantiscono un controllo del rischio di scarlattina, figurano:

  • Evitare la condivisione degli utensili da cucina e del cibo. A giustificare tale accortezza è il fatto che molti agenti batterici, compreso lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, sopravvivono a lungo sugli oggetti da loro contaminati.
  • Coprire naso e bocca, in caso di starnuti o colpi di tosse. Ciò trova giustificazione nella modalità di trasmissione preferita dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, che come abbiamo visto è appunto la trasmissione via aerosol.
  • Provvedere alla pulizia di tutto ciò che un individuo con la scarlattina può aver toccato.
  • Curare l'igiene personale a partire dalle mani. Trascurare l'igiene personale espone alle infezioni. Pertanto, considerata la scarsa attenzione dei più giovani nei confronti della cura dell'igiene personale, quest'ultima rappresenta un punto cardine della prevenzione della scarlattina nei bambini.

Источник: https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/scarlattina-bambini.html

Scarlattina nei bambini: sintomi e cura

Scarlattina nei neonati e nei bambini: come riconoscerla e curarla

La scarlattina è una delle malattie esantematiche più diffuse tra i bambini. Si manifesta con febbre, brividi, mal di testa, mal di gola e una caratteristica eruzione cutanea. È prevista la terapia antibiotica per evitare il rischio di complicazioni

La scarlattina è una malattia infettiva che si trasmette per via respiratoria e causata da uno streptococco beta emolitico di gruppo A.

Si manifesta soprattutto in inverno e in autunno con

  • febbre improvvisa e alta,
  • brividi,
  • vomito,
  • mal di testa,
  • mal di gola
  • e dolori addominali.

1. Che cos'è

E' una malattia esantematica contagiosa di origine batterica, dovuta allo Streptococco beta emolitico di gruppo A e in particolare alle tossine da lui prodotte.

2. Chi e quando colpisce

Colpisce soprattutto i bambini in età scolare ed è più frequente nei mesi invernali.

3. Quante volte ci si può ammalare

Poiché ne esistono diversi ceppi, ci si può ammalare di scarlattina più volte.

Quindi sì, la scarlattina può tornare e non esiste un vaccino, quindi l'unico modo per prevenirla è quello di evitare il contagio.

4. Quanto dura l'incubazione

Il periodo di incubazione dura dai due ai cinque giorni dal contagio.

5. Come si trasmette

La scarlattina è trasmessa per via aerea con le goccioline di saliva (tosse, starnuti…) da un soggetto malato o anche portatore.

6. Per quanto tempo si è contagiosi

Il malato è molto contagioso soprattutto durante la fase acuta della malattia mentre lo è poco nel periodo che la precede e non lo è più dopo 24-48 ore dall'inizio della necessaria terapia antibiotica.

7. Quali sono i sintomi della scarlattina

Febbre alta, brividi, mal di testa, mal di gola e faringe molto arrossata. La lingua si copre in principio di una patina bianca che poi diventerà rosso lampone. Entro 12-48 ore compare l'eruzione cutanea fatta di una miriade di macchioline rosse un po' in rilievo: parte dall'inguine, dalle ascelle e dal collo ma nel giro di un giorno si diffonde a tutto il corpo.

Il viso diventa rosso acceso tranne le zone del naso, della bocca e del mento che rimangono bianche.

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La scarlattina è una malattia infettiva batterica che si manifesta con la comparsa di mal di gola, vomito, febbre e mal di testa. L'esantema si può diffondere su tutto il corpo e…

Fino a non molto tempo fa, di un bambino con:

  • lieve eruzione cutanea,
  • piccole macchie rossastre che compaiano a partire dal tronco,
  • altri sintomi lievi e non sempre presenti (come vomito, febbre, mal di gola, disturbi respiratori),

si diceva che avesse la quarta malattia, o scarlattinetta. Venica considerata una forma lieve di scarlattina (o, per alcuni, di rosolia),  [Leggi anche: Malattie esantematiche, sintomi e cure].

In realtà, che questa malattia – descritta per la prima volta nel 1901 dal medico inglese Clement Dukes – esistesse davvero è stata a lungo questione controversa.

Ora, però, la maggior parte degli studiosi è d'accordo nell'affermare che non esista, tanto che è effettivamente scomparsa dalle classificazioni più recenti della letteratura scientifica e dai manuali di pediatria.

Quella che una volta veniva chiamata quarta malattia può al massimo rientrare tra i cosiddetti esantemi atipici.

8. Quanto dura l'esantema

L'eruzione cutanea dura 3-4 giorni, poi impallidisce, la febbre scompare e può subentrare una desquamazione della pelle.

9. Rischi e complicanze della scarlattina

In genere non è una malattia grave, ma se non viene adeguatamente trattata le tossine rilasciate dal batterio responsabile possono arrivare a compromettere, nei casi più gravi, la funzionalità

  • del cuore,
  • dei reni,
  • del fegato
  • e delle articolazioni.

Come nelle faringiti da streptococco, in assenza di trattamento si possono manifestare complicanze immunologiche tardive come la malattia reumatica, che comporta febbre e dolori articolari, e la glomerulonefrite a carico del rene.

10. Terapia della scarlattina

La scarlattina è trattata con terapia antibiotica, necessaria per evitare il rischio di complicazioni.

In genere il farmaco prescritto è l'amoxicillina, da prendere per bocca per 10 giorni (i medici raccomandano di NON interrompere l'assunzione, anche se i sintomi migliorano).

Si possono associare anche farmaci per attenuare i sintomi, come il paracetamolo come antipiretico.

11. Quando il bambino può tornare a scuola

Già dopo 24-36 ore dalla prima assunzione dell'antibiotico il bambino può tornare a scuola perché non è più infettivo. Ovviamente, se si sente in forma!

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/scarlattina

Scarlattina: Sintomi, incubazione, contagio e terapia

Scarlattina nei neonati e nei bambini: come riconoscerla e curarla

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La scarlattina è l’unica malattia infettiva esantematica tipica dell’infanzia provocata da batteri.

I sintomi della scarlattina compaiono in genere dopo 2-5 giorni dal contagio (febbre, cefalea, nausea, vomito, dolore alla gola), mentre dopo 12-48 ore compare il caratteristico esantema rosso scarlatto (da cui il nome scarlattina).

Malattie esantematiche, la scarlattina: Cos'è e come si riconosce

La scarlattina è una malattia esantematica tipica dell'età infantile, ma può colpire anche in età adulta

La scarlattina è una malattia infettiva esantematica caratteristica dell'età pediatrica, ma può colpire anche gli adulti. Le fasce più colpite sono quelle tra i 5 e gli 8 anni (scuola primaria) e tra i 18 e 20 anni.

A differenza delle altre malattie esantematiche tipiche dell'infanzia, la scarlattina è l'unica provocata da batteri anziché da virus.

L’agente responsabile è lo streptococcus pyogenes di gruppo A, che produce tossine eritrogeniche responsabili delle manifestazioni cliniche.

Non esiste un vaccino, ma può essere trattata efficacemente tramite la somministrazione di antibiotici.

Colpisce principalmente in autunno ed inverno e nel corso degli anni ha avuto un’incidenza sempre minore, probabilmente per l’uso di antibiotici cui lo streptococco è sensibile.

Si trasmette per contatto diretto da malato o portatore sano, oppure attraverso materiali infetti.

In assenza di un'adeguata terapia antibiotica, che azzera dopo 24-48 ore la contagiosità, il rischio di trasmettere l'infezione permane per tutta la durata della malattia.

Prima dell'avvento degli antibiotici, il tasso di mortalità nei soggetti colpiti da scarlattina era rilevante, oggi si è quasi totalmente azzerato. La prognosi è decisamente buona e con un’adeguata terapia, le complicanze sono piuttosto scarse. In rari casi, si possono avere febbre reumatica, reumatismo articolare, glomerulonefrite acuta e endocardite.

Poiché esistono diversi ceppi di Streptococco beta-emolitico di gruppo A, ci si può ammalare di scarlattina più volte.

Nella scarlattina, il contagio può essere:

  • diretto: attraverso le goccioline di saliva, che i malati emettono con la tosse, gli starnuti, i respiri o quando parlano;
  • indiretto: attraverso oggetti contaminati (per esempio, giocattoli, libri, indumenti, posate, bicchieri ecc.), grazie alla lunga capacità di sopravvivenza nell'ambiente, di cui gode lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A.

Segni e sintomi della scarlattina

In genere dopo 2-5 giorni dal contagio compaiono i primi sintomi: febbre, cefalea, nausea, vomito, dolore alla gola.

Le tonsille sono ipertrofiche e, come sulla lingua, possono ricoprirsi di una patina biancastra. La lingua poi desquamandosi, diventa di colore rosso vivo con papille ipertrofiche così da ricordare la superficie di una fragola (lingua “a fragola”); la deglutizione è dolorosa.

Dopo 12-48 ore insorge un esantema rosso scarlatto (da cui il nome “scarlattina”), che inizia all'inguine, alle ascelle e al collo, per poi generalizzarsi, nell'arco di 24 ore, a tutto il corpo, caratterizzato dalla comparsa di puntini e chiazzette rosse molto vicine tra loro e leggermente in rilievo, che svaniscono al tatto.

Anche il viso appare di colore rosso scarlatto, esclusa la zona del naso, della bocca e del mento che restano pallide.

L'esantema si attenua in 3-4 giorni lasciando il posto ad una desquamazione furfuracea diffusa, che, a partire dal volto, si dissemina fino agli arti e alle estremità (cioè mani e piedi); questa può durare parecchi giorni.

L'esantema non ha mai una natura pruriginosa. La guarigione completa dalla scarlattina richiede circa due settimane di tempo.

Diagnosi di scarlattina

La diagnosi si basa essenzialmente sull’osservazione clinica e sulla comparsa del caratteristico esantema, soprattutto nelle forme conclamate.

Nelle forme più lievi possono esservi problemi di diagnosi differenziale con i diversi esantemi scarlattiniformi, per questo motivo potrebbe essere utile un esame colturale con il tampone faringeo.

In alcuni casi alla diagnosi si può giungere tramite esami ematici:

  • l’emocromo, che rivelerà una notevole leucocitosi con neutrofilia (eccessivo aumento del numero dei neutrofili) e talvolta aumento degli eosinofili;
  • il titolo antistreptolisinico (TAS), cioè il dosaggio dell’antistreptolisina, un anticorpo che l’organismo produce per contrastare la streptolisina, una proteina ad azione emolitica che viene prodotta dagli streptococchi; la presenza di questa proteina indica una reazione di difesa dell’organismo e, conseguentemente, l’esistenza di un’infezione da streptococco (il titolo antistreptolisinico nel siero aumenta progressivamente nel corso di 2-3 settimane).

Terapia per trattare la scarlattina

La terapia per lascarlattina consiste nella somministrazione di antibiotici per circa 8-10 giorni attivi sull’infezione streptococcica (penicillina, amoxicillina, cefalosporina), antipiretici e un’adeguata idratazione.

È consigliabile il riposo a letto, soprattutto fin quando il soggetto è febbricitante.

Scarlattina e profilassi

Non esiste un vaccino contro la scarlattina ed è difficile, nei bambini che frequentano le scuole materne, elementari e medie, adottare misure idonee. L'unico sistema per evitarla è quello di tenere lontano il bambino dalle persone già contagiate.

In famiglia, i genitori e gli altri eventuali figli, se non sono immuni alla malattia dovrebbero adottare misure precauzionali come: evitare il più possibile il contatto con gli indumenti e le posate utilizzate dal soggetto affetto dalla malattia. Molto importante è il lavaggio frequente e accurato delle mani.

La legge italiana prevede la riammissione a scuola dopo 2 giorni dall'inizio della terapia antibiotica.

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Scarlattina in bambini e adulti: sintomi, foto, contagio e cura

Scarlattina nei neonati e nei bambini: come riconoscerla e curarla

La scarlattina è un’infezione causata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A (Streptococcus pyogenes), un batterio in grado di produrre una tossina (veleno) responsabile della comparsa di un’eruzione cutanea dal colore tipicamente scarlatto, da cui la malattia prende il nome.

Il mal di gola è la manifestazione più comune di infezione da Streptococcus pyogenes, mentre la scarlattina è la sindrome clinica caratterizzata dalla presenza dell’eruzione cutanea associata all’infezione stessa (che nella maggior parte dei casi è appunto una faringite); in genere un bambino su dieci infettato da faringite streptococcica di gruppo A svilupperà la scarlattina.

La malattia è più comune nei bambini da 5 a 15 anni di età, ma può colpire anche gli adulti; ripetere la malattia è possibile, ma raro.

A differenza di rosolia, varicella ed altre malattie esantematiche, è l’unica provocata da batteri.

Il tempo d’incubazione è pari a circa 2-5 giorni.

I sintomi principali della scarlattina in bambini e adulti sono:

  • mal di gola,
  • febbre,
  • eruzione cutanea rossa, che al tatto sembra carta vetrata,
  • pelle arrossata sotto le ascelle, gomiti e pieghe inguinali,
  • rivestimento biancastro della lingua,
  • mal di testa,
  • dolori muscolari,
  • nausea e/o vomito,
  • dolore addominale,
  • linfonodi gonfi.

La prognosi è ottima, ma è importante trattare la malattia con antibiotici per evitare il rischio di gravi complicazioni.

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Sintomi e foto

La seguente suddivisione in giorni è puramente indicativa ed i tempi possono leggermente variare da un paziente all’altro.

Giorno 1

La scarlattina ha un esordio improvviso caratterizzato dai seguenti sintomi:

  • febbre alta fino a 39-40 °C (lieve nei bambini più piccoli),
  • brividi,
  • mal di testa,
  • mal di stomaco,
  • vomito,
  • forte mal di gola con difficoltà nella deglutizione,
  • talvolta tonsille bianche,
  • linfonodi del collo ingrossati.

I bambini di età inferiore ai 3 anni possono presentare anche congestione nasale, mentre nei neonati spesso si rileva irritabilità e diminuzione dell’appetito.

Giorno 2

Entro 12-48 h dall’esordio del mal di gola (che rimane sempre severo) compare l’esantema: tutto il viso appare di colore rosso acceso ad eccezione della zona compresa fra naso, bocca e mento. Persiste la febbre alta.

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Giorno 3

La lingua si copre di una patina bianca che poi tende a desquamare lasciando la lingua stessa di un acceso color rosso fragola o lampone; le macchioline rosse, lievemente rilevate al tatto (come fosse cartavetro), dal viso e dal collo passano al torace e agli arti. Diventano particolarmente evidenti sulla superficie interna del gomito, nelle pieghe inguinali e sulla faccia interna delle cosce.

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L’esantema è causato dalla tossina prodotta dal batterio e non tutti i soggetti ne sono ugualmente soggetti, tanto che in una famiglia è possibile che un bambino sviluppi l’esantema ed il fratello solo la faringite da streptococco.

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Altri sintomi tipici della scarlattina in questa fase sono:

  • linfonodi del collo ingrossati,
  • lingua rossa,
  • mal di stomaco,
  • mal di testa,
  • tonsille bianche,
  • vomito.

L’eruzione cutanea sfuma nel giro di una settimana circa e sulla pelle, successivamente, compare la desquamazione che può persistere anche per alcune settimane (normalmente da 10 a 14 giorni); in questa fase potrebbe comparire prurito.

Esantema

L’eruzione cutanea inizia circa 1-2 giorni dopo l’insorgenza dei tipici sintomi dell’infezione (mal di gola, febbre, affaticamento); il rash cutaneo è particolarmente caratteristico, tanto che alcuni medici parlando di rash scarlattiforme.

Si presente come un diffuso arrossamento della pelle con la presenza di piccole papule che conferiscono la sensazione di carta vetrata al tatto; se si preme sulla pelle questa tenderà a sbiancarsi (lo si apprezza in modo particolarmente accurato esercitando una leggera pressione con il fondo di un bicchiere trasparente).

Può essere presente un leggero prurito, ma non dolore

Tende ad esordire sul tronco del corpo, per poi allargarsi gradualmente fino a comprendere anche gli arti (gambe e braccia); non coinvolte palmi delle mani e piante dei piedi, mentre il viso può apparire arrossato sulle guance, ma con un caratteristico alone bianco pallido attorno alla bocca. Con il progredire dell’eruzione l’infiammazione si accentua nelle pieghe della pelle (regione inguinale e ascelle).

Tende a spirare dopo circa una settimana, attraverso un processo di graduale desquamazione (esfoliazione dello strato superficiale della pelle) che può persistere anche per diverse settimane, iniziando dal volto e allargandosi poi fino a comprendere tutto il corpo.

Al termine della desquamazione la pelle si presenterà con un aspetto tale da ricorcare una leggera ustione solare.

Contagio e incubazione

La scarlattina è l’unica malattia esantematica causata da un batterio, anziché da un virus; si tratta in particolare dello streptococco di gruppo A, lo stesso batterio che è causa della faringite streptococcica.

Colpisce in uguali percentuali maschi e femmine, mentre l’età maggiormente interessata è la fascia i tra 5-15 anni.

L’incubazione della scarlattina è di norma variabile da 2 a 5 giorni, ma possono esserci casi più estremi (1-7 giorni).

Il batterio responsabile della scarlattina è molto resistente alle condizioni ambientali (temperatura, umidità, …) e si trasmette prevalentemente per via aerea attraverso la saliva, ma resiste a lungo anche su oggetti di uso quotidiano come le stoviglie, i libri e i giocattoli dei bambini infetti.

È quindi capace di propagarsi per contatto attraverso le secrezioni delle vie aeree, ma sono stati riportati casi di contagio attraverso cibo infetto o infezioni cutanee.

Generalmente un malato è contagioso da 1-2 giorni prima dell’inizio dei sintomi: se si instaura un’adeguata terapia antibiotica il paziente non è più contagioso (e può quindi tornare a scuola od al lavoro) dopo 24-48 ore dalla prima dose, diversamente rimane infettivo per due o tre settimane dopo la comparsa dei sintomi.

Possono verificarsi casi di portatore sano, ossia soggetti che non mostrano sintomi pur essendo in grado di contagiare altre persone.

Ricordiamo infine il rischio di trasmissione indiretta attraverso la condivisione di vestiti, asciugamani, giochi, …

Nel caso della malattia esantematica i sintomi cutanei e la lingua rossa sono dovuti a una reazione dell’organismo a una tossina prodotta dal batterio; non tutti i batteri streptococchi producono questa tossina e non tutti i ragazzi sono sensibili ad essa. Due bambini nella stessa famiglia possono contrarre entrambi infezioni da streptococco, ma un bambino (sensibile alla tossina) può sviluppare l’eruzione cutanea tipica della scarlattina, mentre l’altro può non manifestarla.

Durata

Quando compare febbre, che dura da 3 a 5 giorni, questa si verifica a causa di un’infezione alla gola che scompare pochi giorni dopo l’inizio della terapia antibiotica.

Il rash di scarlattina di solito svanisce il sesto giorno dopo l’inizio del mal di gola, ma la pelle che è stata coperta dall’eruzione cutanea può iniziare a sfaldarsi. Questo spellamento può durare fino a 10 giorni.

Con un trattamento antibiotico l’infezione in genere viene curata con un ciclo di 10 giorni, ma può essere necessaria qualche settimana perché le tonsille ed il gonfiore delle ghiandole tornino alla normalità.

I bambini contagiati devono rimanere a casa dalla scuola o dall’asilo per almeno 24-48 ore dal momento della prima dose di antibiotico.

Fattori di rischio

Circa l’80% dei casi di scarlattina riguarda bambini sotto i 10 anni, principalmente nella fascia 2-8, anche se è possibile contrarre la malattia a qualsiasi età.

Quando chiamare il pediatra

Chiamate il medico quando il bambino sviluppa un rash cutaneo improvviso, in particolare se accompagnato da

  • febbre,
  • mal di gola
  • o gonfiore dei linfonodi.

Anche se la scarlattina ha di per sé un decorso benigno, è indispensabile la cura antibiotica per evitare il rischio di pericolose complicazioni.

Complicazioni

Se diagnosticata precocemente e trattata con antibiotico, la malattia si risolve di norma senza alcuna complicazione e la prognosi è eccellente (4-5 giorni).

La scarlattina, come tutte le infezioni sostenute da streptococchi β-emolitici, può indurre varie complicanze:

  • febbre reumatica (una malattia infiammatoria che può interessare:
    • cuore,
    • articolazioni,
    • pelle
    • e cervello,
  • malattie renali (come un’infiammazione dei reni, chiamata glomerulonefrite post-streptococcica),
  • infezioni dell’orecchio (otite media),
  • infezioni della pelle (cellulite),
  • ascessi della gola,
  • polmonite (infezione polmonare),
  • artrite (infiammazione delle articolazioni).

La maggior parte di queste complicanze possono essere prevenute mediante il trattamento con antibiotici.

Gravidanza e scarlattina

La scarlattina in gravidanza non provoca malformazioni fetali e l’eventuale contagio al momento del parto, per contatto con una possibile colonizzazione vaginale, è decisamente poco probabile anche se non impossibile.

Esiste invece un rischio di parto pretermine, anche in questo caso solo se l’infezione colpisce anche il tratto vaginale.

In generale quindi si consiglia di evitare inutili esposizioni al contagio, ma non è necessario allarmarsi in caso di infezione o contatto con pazienti con scarlattina; è comunque bene informare il proprio ginecologo per valutare con lui un eventuale tampone vaginale e/o una copertura antibiotica.

Utile invece segnalare l’esame necessario a rilevare l’eventuale presenza del batterio a livello vaginale.

Diagnosi

La diagnosi avviene essenzialmente attraverso la visita medica, soprattutto in presenza del caratteristico esantema, ed eventualmente a seguito di conferma con un tampone faringeo.

È infine possibile che il medico richieda anche esami del sangue relativi al titolo antistreptolisinico (TAS), che aumenta progressivamente nelle 2-3 settimane successive; da notare che il TAS rimarrà poi sempre positivo a seguito del primo contatto con lo streptococco, quindi il risultato andrà sempre interpretato con l’aiuto di un pediatra/medico per distinguere infezioni in corso da infezioni passate e superate.

Cura

Se il bambino presenta un’eruzione cutanea e il medico sospetta scarlattina, può effettuare una coltura della gola (un prelievo indolore effettuato con batuffolo di cotone imbevuto di secrezioni della gola) per vedere se i batteri crescono in laboratorio, oppure un più rapido tampone in ambulatorio.

Una volta che l’infezione è confermata, il pediatra probabilmente prescriverà un antibiotico; in Italia il farmaco di prima scelta è in genere amoxicillina con acido clavulanico (per esempio Augmentin®), ma in alternativa è possibile ricorrere per esempio a claritromicina (Veclam®, Macladin®, …).

 la febbre probabilmente passerà nel giro di 24 ore e il bambino non sarà a quel punto più contagioso, ma è indispensabile continuare il trattamento fino al termine per essere sicuri di debellare completamente l’infezione e non correre così il rischio di sviluppare febbre reumatica.

Il trattamento antibiotico permette inoltre di ridurre leggermente anche la durata degli altri sintomi.

Altri rimedi

Un bambino con mal di gola da streptococco può trovare doloroso mangiare, diventa quindi necessario offrirgli alimenti morbidi o, se necessario, una dieta liquida. Includete tè caldo lenitivo e zuppe nutrienti, bibite analcoliche fresche, frappè e gelati. Assicuratevi che il bambino beva molti liquidi.

Utilizzare un umidificatore per aggiungere l’umidità all’aria può contribuire a lenire il mal di gola, mentre un asciugamano umido e caldo può aiutare a lenire il gonfiore delle ghiandole intorno al collo del bambino.

Se l’eruzione cutanea causasse prurito, assicuratevi che le unghie del vostro bambino siano tagliate corte, in modo che la pelle non sia danneggiata dai graffi.

Due studi contengono dati sull’esclusione del soggetto malato dai contesti sociali:

  • Nel primo l’esclusione di bambini sintomatici dalla scuola, in combinazione con il trattamento con penicillina e la successiva chiusura della scuola, determinavano l’arresto del focolaio;
  • nel secondo l’esclusione di casi sintomatici da scuola fino a dopo 24 ore di trattamento antibiotico (che poi in realtà era quasi sempre meno di 24 ore) non risultava efficace nel controllare l’epidemia.

Prevenzione

Non esiste un vaccino per prevenire il mal di gola da streptococco né tantomeno la scarlattina e non esiste un modo sicuro per evitare il contagio, quindi quando un bambino è a casa malato è raccomandabile evitare la condivisione di posate e bicchieri in cui  mangia e beve, per poi lavarli accuratamente con acqua calda e sapone.

Fondamentale il lavaggio frequente ed accurato delle mani.

Fonti e bibliografia

Источник: https://www.farmacoecura.it/malattie/scarlattina-foto-sintomi-durata-e-cura/

Gravidanza
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