San Nicola: tradizioni in Italia, lavoretti e ricette

San Nicola che porta i doni ai bambini

San Nicola: tradizioni in Italia, lavoretti e ricette

In alcuni paesi la notte tra il 5 e il 6 Dicembre arriva San Nicola con i doni per i bambini. Qual è la sua storia e come si festeggia in Italia?

San Nicola con i bambini

Non tutti i bambini aspettano il 25 Dicembre per ricevere i doni di Natale, in alcuni paesi infatti le strenne arrivano già la notte tra il 5 e il 6 Dicembre, ovvero quando nelle case di bimbi buoni passa San Nicola o San Nicolò (o Niccolò). Ecco come vivere San Nicola con bambini.

Dalla fine di novembre in certi luoghi dell'Italia e dell'Europa le strade pullulano già di decorazioni natalizie, lucine e festoni, e i bimbi, dal canto loro, preparano i loro lavoretti per il vecchietto che tra la notte del 5 e 6 di dicembre, porterà loro le strenne, se si saranno comportati bene e saranno stati buoni. Talvolta lascia i regali ai piedi del caminetto e altre volte fuori dall'uscio dove i bambini, la sera, usano lasciare dei vecchi stivali da riempire con doni e regali. Questo vecchio dalla lunga barba grigia vestito da vescovo è San Nicola.

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Festa di San Nicola | Ricette, immagini, lavoretti e tradizioni legate a san Nicola, ovvero quello che conosciamo come Babbo Natale

Storie e leggende di San Nicola

San Nicola è esistito veramente, originario di Patara e vescovo della città di Myria (Anatolia), originario di una ricca famiglia ma sfortunato perchè rimasto orfano da piccino, studiò e fu allevato in un monastero e a 17 anni divenne il più giovane prete dell'epoca e della sua ricchezza, ereditata dai poveri genitori, fece regali e doni ai bimbi poveri e alle famiglie che non possedevano niente.

La sua figura è legata alla protezione delle persone povere, delle vedove e dei bambini. Si dice che, quand'era già vescovo, fece resuscitare tre bambini che un macellaio aveva ucciso e fatto a pezzi per venderne la carne.

San Nicola, in Italia

Fin dal VI secolo il culto di San Nicolò (o San Nicola) era diffuso in tutto l'oriente. La sua fama quindi approdò in Italia, specie a Roma e nel sud che allora era dominato dai Bizantini.

Attraverso i secoli il ricordo di questo santo non si spense, tanto che viene nominato come San Nicolò di Bari, quasi la città pugliese l'avesse adottato.

Tuttavia, i baresi, di cui è anche patrono, festeggiano il santo il 9 maggio, giorno in cui le sue spoglie arrivarono in città nel 1087, mentre nel nord la sua festa ricorre, come ho già detto, il 6 dicembre che è la data in cui sarebbe morto a Myra nel 343.

Leggenda più famosa di San Nicola

La leggenda più famosa del Santo che aiutava i bambini è legata alla storia di tre giovanissime fanciulle molto povere che non potevano esser date in mogli perchè prive di dote; le fanciulle e il padre piangevano disperati e San Nicola impietosito dai pianti e commosso dalla loro sofferenza, decise di aiutarli donando tre sacchi di monete d'oro, uno per ogni fanciulla. Una notte introdusse il primo sacchetto atttraverso la finestra aperta e fece lo stesso con il secondo sacchetto la notte successiva. La terza notte, avendo trovato la finestra chiusa, calò il sacchetto attraverso il camino, regalando alla povera famiglia una gioia infinita.

Da San Nicola a Santa Claus e Babbo Natale

Il culto di San Nicolò (o Nicola) fu portato a New York dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas.

Questo nome, poi, fu tradotto nel britannico Santa Claus o Klaus ed eccoci arrivati a … Babbo Natale! Nella Storia di New York, di Washington Irving, si trova un Sinterklaas americanizzato in Santa Claus: non ha più le caratteristiche vescovili di San Nicola ma viene rappresentato come corpulento marinaio olandese avvolto in un mantello verde e con la pipa in bocca. Sembra che l'aspetto moderno di Santa Claus, abbia assunto la forma definitiva con la pubblicazione della poesia Una visita di San Nicola, ora più nota con il titolo La notte di Natale (The Night Before Christmas), avvenuta il 23 dicembre 1823.

Quando arriva San Nicola?

San Nicola arriva la notte tra il 5 e il 6 dicembre a seconda del paese dove viene festeggiato e porta doni e dolciumi che lascia accanto al caminetto, in una scarpa o fuori dalla porta di casa.

  • I bimbi dell'Italia del nord ad esempio, lasciano fuori ai davanzali delle finestre calze e scarpe che la mattina dopo saranno colmi dei regalini del Santo protettore di bimbi.Pare che il vecchio dalla lunga barba, caritatevole e buono, sia il protettore oltre che dei bambini e dei poveri, anche di pellegrini, viaggiatori, notai, avvocati, giudici, prigionieri, farmacisti, contadini, mugnai, macellai, e che lo si possa invocare per chiedere aiuto in caso di paura delle acque, contro i furti e gli smarrimenti.
  • A Coperchia, in provincia di Salerno, in onore del santo, i giovani organizzano una serie di programmi festosi che si svolgono nella piazza della chiesa che prende il nome dal santo caritatevole e che si conclude con la tradizionale Messa presieduta dall'arcivescovo.
  • A Narni, in provincia di Terni, l'arrivo di san Nicola si festeggia in vesti medioevali, organizzando banchetti a tema e con l'arrivo di San Nicola vestito in antichi abiti talari con il suo sacco pieno di dolciumi e doni per i bimbi che vi partecipano. Nei paesi europei è chiamato anche Santa Claus o San Nicholas.

San Nicolò de Bari

xè la festa dei scolari

se i scolari no fa festa

ghe taieremo la testa

  • La sera del 5 dicembre per le strade di Ortisei (Val Gardena) è celebrata la Festa di San Nicolò. Appena fa buio il santo comincia a percorrere le vie del paese, accompagnato dagli angeli e dal fedele servitore, distribuendo ai paesani caramelle e dolci. Durante la festa inoltre San Nicolò passa in visita le case del paese, premiando o rimproverando i bambini a seconda se sono stati più o meno buoni. La caratteristica festa non vede come protagonisti esclusivamente il celebre santo con i suoi angeli: alla sfilata infatti partecipano anche alcuni diavoli (i Krampus) che, indossando pellicce e paurose maschere, vagano schiamazzanti per la città alla ricerca di bambini “cattivi”. La “festa dei diavoli e la visita di San Nicolò” costituisce una delle celebrazioni più caratteristiche e diffuse in molte località dell'arco alpino ed è particolarmente nota persino in Tirolo e Baviera.

Cibi tradizionali legati a san Nicola

  • Una strana ma simbolica devozione quella che nella sera fredda del 5 Dicembre vuole che si mettano a bollire le fave. Un rituale antico che rievoca un evento miracoloso. Nel Medioevo, secondo la tradizione, grazie all'intercessione di San Nicola di Bari Patrono di Pollutri, la popolazione, colpita da una grave carestia, fu salvata miracolosamente da una quantità enorme di fave bollite, comparsa all'improvviso all'interno di un grosso pentolone.
  • Il Grättimaa è l'ometto di pan dolce tipico, qui trovate la ricetta
  • Ci sono poi gli speculoos: biscotti alla cannella tipici del Belgio e dei Paesi Bassi (dove sono chiamati “speculaas”), preparati tradizionalmente per la ricorrenza di San Nicola, sono ormai disponibili come prodotto dolciario in qualsiasi periodo dell'anno. Ecco dove trovare la ricetta
  • E infine i Pepernoten (noci di pepe)

Le parate di san Nicola

Sotto la scorza di un'Europa pragmatica e razionale ne emerge un'altra mitica e fabulosa nel nome di San Nicola e dell'infanzia. Persino Lutero, che aveva scacciato i Santi dal calendario, non poteva fare a meno di annotare nel suo quaderno il 6 dicembre, fino al 1535, le spese dei regali per i suoi bambini.

Nonostante i tentativi di creare figure alternative al Vescovo portatore di doni (il Cristkindel, genio del bene, il Peckeresel, asino mascherato o lo stesso Gesù Bambino), San Nicola gode tuttora il trionfo dei suoi cortei infantili a Bulle, Zurigo e Friburgo in Svizzera; a Magonza, Treviri, Augusta, Colonia, SaarbrŸcken in Germania; Bruxelles, Gand, Lovanio, Anversa e nella città di Sint-Niklaas in Belgio; ad Amsterdam, Rotterdam, Maastricht in Olanda; a Metz, Strasburgo, Saint-Nicolas-de-Port e soprattutto Nancy in Francia. Quest'ultimo è certamente il corteo più sontuoso d'Europa

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/san-nicola-tradizioni-in-italia-lavoretti-e-ricette.html

SAN NICOLA TRADIZIONI E CURIOSITÀ

San Nicola: tradizioni in Italia, lavoretti e ricette

SAN NICOLA TRADIZIONI E CURIOSITÀ

Ieri vi ho raccontato come accadde che San Nicola divenne Santa Klaus e dalla Turchia si trasferì al Polo Nord. Oggi voglio invece raccontarvi qualcuna delle usanze tipiche del giorno della sua festa.

Mi sono divertita nel preparare questo articolo, perché ho scoperto tante curiosità legate al culto di questo santo, in particolare relative ai suoi festeggiamenti nel Nord Europa!

Ma anche tante notizie sul suo culto qui in Italia! vi racconto qualcuna di queste “scoperte”.

SAN NICOLA TRADIZIONI E CURIOSITÀ. il rito delle nubili

La città di Bari è indissolubilmente legata al nome di S. Nicola, tanto che il Santo viene onorato in due occasioni, durante le quali si svolgono particolari riti legati alla fede e alla tradizione popolare.

In particolare, ho scoperto che il 6 dicembre è associato al rito delle nubili: tutte le fanciulle in età da matrimonio si recano ad assistere alla prima messa, celebrata alle 5 del mattino, per poi compiere tre volte il giro intorno alla cosiddetta “colonna miracolata”(una delle colonne della Basilica di San Nicola), nella speranza di trovare marito entro l’anno.

Sempre nel capoluogo pugliese, è usanza scambiarsi dei doni sotto gli archi di Bari Vecchia. Si tratta soprattutto di dolci, che vengono preparati nella notte tra il cinque e il sei dicembre: pettole (popizze),  paste reali, dolci di pasta di mandorla, cartellate, paste tagliate al latte ” ‘uà trron’ “, il torrone.

La festa, a Bari Vecchia, comincia alle 4 di notte e dura fino alla sera del giorno seguente! E’ tra l’altro usanza, subito dopo aver assistito alla Prima Messa in Basilica, consumare una bella cioccolata calda, nelle stradine fredde della città.

A Bari, si usa cominciare ad allestire il presepe, in vista del Natale, proprio il giorno 6 dicembre

Ma come dicevamo, è a tavola che i baresi onorano meglio San Nicola. Infatti il pranzo è persino più ricco di quello di Natale, con le immancabili orecchiette con le cime di rapa e tanti altri piatti della tradizione.

E poi ci sono i tanti dolci: oltre a pettole e cartellate, si preparano anche le cosiddette castagnelle, con mandorle, farina, zucchero, scorza di limone, cannella, cacao amaro.

Cotte al forno, vengono poi immerse nel cioccolato, cosparse di cacao ed infine lasciate asciugare.

Le mandorle sono l’ingrediente chiave anche del torrone e dei dolcetti di mandorle. Bollite, sgusciate e asciugate, le mandorle vengono poi tritate poi assieme allo zucchero. Impastate con altri ingredienti, vengono poi modellate a forma di pallina e poi cotte in forno.

SAN NICOLA TRADIZIONI E CURIOSITÀ. Pane di San Nicola in Abruzzo (e non solo)

Lo sapevate che San Nicola viene invocato per la lievitazione del pane? Infatti è famoso in molte località il “pane di San Nicola”. Ad Albaneto di Leonessa (RI) e a Cansano (AQ), il 6 dicembre avviene la distribuzione del pane benedetto.

A Capitignano (AQ), la festività religiosa si mescola al culto pagano dei morti.

Il 6 dicembre decine di bambini bussano alle porte delle abitazioni per chiedere “il pane di San Nicola”, nel dialetto locale “le cacchiette de Santu Nicola”, pronunciando la frase “Sia benedetta l’anima dei morti”. 

Lettomanoppello (PE), invece, i festeggiamenti in pnore di San Nicola sono a ottobre, in ricordo del salvataggio del paese dalle incursioni saracene.

La distribuzione del pane è comune anche ad altre località. Ad esempio, nell’eparchia di Lungro, di rito bizantino. In questo bel comune della provincia di Cosenza, nei tre giorni precedenti il 6 dicembre si  hanno, oltre alla distribuzione del pane di San Nicola, anche l’accensione dei falò.

Anche in Sicilia, per il sei dicembre, si preparano i panuzzi di San Nicola, dei panini dolci aromatizzati con semi di anice e scorze di arancia.

Persino all’estero si prepara un pane per l’occasione. In Olanda, di cui parleremo meglio tra poco, per l’occasione viene cucinato il Duivekater, un pane dolce dalla forma molto particolare che richiama il numero tre, legato a San Nicola.

In Germania, Svizzera, Lussemburgo o Alsazia, si preparano invece gli OMINI DI SAN NICOLA, dei soffici panini al latte a forma di omini

SAN NICOLA TRADIZIONI E CURIOSITÀ. Le mele a Lecco

Invece a Lecco, in Lombardia, i bambini ricevono “i pomm di San Niccolò“, delle grandi mele rosse travestite da San Nicola, che talvolta sono sostituite da quelle in marzapane!

SAN NICOLA TRADIZIONI E CURIOSITÀ. La notte di San Nicolò

San Nicola è molto amato anche nelle regioni del Nord – Est italiano. In Trentino, Friuli e Veneto è molto sentita la tradizione della notte di San Nicolò.

Nelle splendide valli di queste regioni, nella notte tra il cinque e il sei Dicembre si può ancora assistere al corteo di San Nicola e dei suoi aiutanti, che distribuiscono doni ai bambini buoni.

Il santo è accompagnato anche dai Krampus, che puniscono i bimbi cattivi!

La tradizione del “Krampus” è di origine germanica: infatti si ritrova anche in Austria, Germania, Cecoslovacchia, Svizzera!

La vigilia di San Niccolò i bambini di queste zone mettono alla finestra una calza, una scarpa o un piatto. Il santo passerà sul suo asinello e lascerà loro dolci e giocattoli.

Assieme al piatto era tradizione lasciare sul davanzale della crusca, del fieno e dell’acqua per l’asinello che trasporta le pesanti bisacce del santo.

Il mattino seguente i bambini avrebbero trovato frutta secca, monete di cioccolata, mandarini, mele rosse e, a testimonianza che di lì era passata la magica processione, anche un piccolo Krampus di pane dolce o di panpepato con la lingua di carta rossa e con in mano una verga!

I dolci tipici di San Nicola in Trentino sono i Lebkuchen, tipici biscotti speziati che nel resto d’Italia sono chiamati pan di Zenzero, panpepato, panforte, e in altre zone di lingua tedesca sono detti Pfefferkuchen o Gewürzkuchen. Io li adoro!!!

SAN NICOLA TRADIZIONI E CURIOSITÀ. Sinterklas in Olanda

Come dicevamo, San Nicola è festeggiato in maniera solenne in tutti i Paesi di lingua tedesca. In Olanda, “Sinterklaas” (San Nicola) arriva verso la metà del mese di novembre, in un gran veliero che proviene dalla Spagna, dove vive durante il resto dell’anno.

Accolto dal sindaco e da una folla di bambini entusiasti, San Nicola fa un giro per le vie della città accompagnato dai suoi fedeli aiutanti ‘Zwarte Pieten’, portando doni ai bambini buoni nella notte tra il 5 e il 6 Dicembre, ma la festa si rinnova il 25 Dicembre, quando anche qui giunge Babbo Natale.

La sera del 5 dicembre, i bambini mettono i loro stivali sull’uscio di casa o accanto al camino. La sera tardi, si sente bussare alla finestra o alla porta e si trovano regali e dolci negli stivali… dei bambini buoni! Si dice che quelli cattivi sono portati via dagli swarte Pieten.

Una tradizione simile si trova anche in Belgio e nell’est della Francia. Qui San Nicola porta regali e dolci nella notte tra il 5 e il 6 dicembre e, in alcune regioni, a partire dalla metà del mese di novembre, lascia una caramella ogni notte nelle scarpe dei bimbi buoni.

Tra i molti dolci, oltre al Duivekater, si preparano anche i famosi SPECULOOS!

In Svizzera, la sera del 5 dicembre, molte persone si travestono e percorrono allegramente le strade. San Nicola li accompagna, scortato dai suoi assistenti, gli Schmutzli

In Austria, San Nicola è accompagnato dai Krampus che minacciano di portare via i bambini disubbidienti mentre in Slovacchia ad accompagnarlo sono dei personaggi mascherati.

In Germania il culto di S. Nicola ebbe origine verso l’anno 1000. Nel corso del tempo nacque poi la tradizione di eleggere un “vescovo bambino”.

I ragazzi giravano per le strade delle città cantando “Sunner Klaus, De Grote Man”, e ricevevano regali dai passanti.

La stessa tradizione del vescovo bambino si ritrova anche in Svizzera, ma i bambini, alla fine della giornata, ricevevano gli omini di San Nicola.

SAN NICOLA TRADIZIONI E CURIOSITÀ. In Russia

Il Santo di Myra è molto amato anche in Russia. Non dimentichiamo che è il PATRONO di Russia (e pure della Lorena). Per i Russi, San Nicola è un vecchio che gira per città e campagne, aiutando i deboli e i diseredati. Lo chiamano “difensore di chi è senza difensori”. Secondo un proverbio “quando Dio morirà, ci sarà sempre San Nicola a difenderci”.

Ricordiamo però che la Chiesa Ortodossa segue nella liturgia il calendario giuliano, per cui San Nicola viene festeggiato il 19 DICEMBRE!

Ed ora, dopo tante chiacchiere, passiamo alle ricette!

SAN NICOLA TRADIZIONI E CURIOSITÀ. I dolci di Sinterklaas

Come dicevamo poco fa, gli Olandesi adorano questa festa, forse più sentita del Natale. E er l’occasione preparano veramente tanti dolci! I più tradizionali sono gli SPECULOOS, dei biscotti speziati, e i KRUIDNOTEN, simili a piccole noci. Molto amati anche i PEPERNOTEN, biscotti al miele dal gusto di anice.

E’ poi usanza scambiare con le persone amate delle lettere di cioccolato e mangiare dolci alle mandorle. Il tutto è accompagnato dal “VINO DEL VESCOVO”, un vin brulé molto speziato, o da cioccolata calda!

Источник: https://lacuocaignorante.altervista.org/san-nicola-tradizioni-e-curiosita/

Storia di Babbo Natale: origine e tradizione del personaggio natalizio

San Nicola: tradizioni in Italia, lavoretti e ricette

Il simpatico omone con la barba bianca e il vestito rosso che tutti oggi conosciamo come Babbo Natale non è sempre stato così.

Scopriamo quindi insieme la vera Storia di Babbo Natale!

In origine era spesso rappresentato come un elfo o un uomo alto e magro, indossava a volte una pelle simile a quelle dei cacciatori norvegesi oppure la veste di un vescovo.

Pare che il personaggio abbia origine da San Nicola, Vescovo di Myra, protettore dei bambini.
In alcuni paesi dell’Europa come Belgio, Paesi Bassi o Austria, Babbo Natale viene ancora rappresentato così, con gli abiti vescovili.

Il nome Santa Claus (Babbo Natale in inglese) pare derivi proprio da Sinterklass, San Nicola in olandese.

In Germania, prima della conversione al cristianesimo, il folclore popolare raccontava che ogni anno il dio Odino facesse una battuta di caccia nei giorni del solstizio invernale insieme a altri dei.

Era quindi tradizione che i bambini ponessero i loro stivali vicino al caminetto, dopo averli riempiti di carote, paglia o zucchero da regalare il cavallo volante di Odino, Sleipnir. Come ringraziamento, il dio riempiva gli stivaletti con regali o dolciumi.
Questa pratica si è mantenuta in Belgio e Paesi Bassi anche in epoca cristiana, associata alla figura di San Nicola.

Questa tradizione germanica attraversò l’oceano pacifico e arrivò negli Stati Uniti nelle colonie olandesi ed è all’origine di quella che sussiste ancora oggi di appendere delle calze al caminetto nella notte di Natale e molto simile a quella che è diffusa in Italia per la notte dell’Epifania.

In Islanda invece esiste una tradizione che parla di ben 13 Babbi Natale!
La tradizione si basa infatti su 13 elfi o folletti chiamati Jólasveinar che hanno nomi differenti ispirati al tipo di cibo che preferiscono.

Nei 13 giorni che precedono il Natale i bambini islandesi buoni ricevono quindi 13 regali, uno per ognuno dei 13 folletti.Questi doni vengono posti nelle scarpe che i bambini han lasciato sotto la finestra.I bambini cattivi invece ricevono delle patate.

I 13 folletti alle volte si divertono comunque a fare i dispettosi e tirare scherzi

Источник: https://www.filastrocche.it/feste/storia-di-babbo-natale/

San Nicola: origini e tradizioni

San Nicola: tradizioni in Italia, lavoretti e ricette

Il 6 dicembre si festeggia San Nicola. Bari è in festa per il suo patrono, ma anche in altre parti del mondo questo è un giorno di grandi celebrazioni. Scopriamo dove si festeggia e come mai in Italia e nel mondo

Da Nord a Sud, il culto di San Nicola è diffuso in molte parti del mondo, Italia compresa, dove la città di Bari lo venera da secoli come proprio patrono.

Ma quali sono le origini di questa tradizione? E come raccontarla ai bambini?

Il santo: la vita

Nicola visse tra il III e il IV secolo d.C.

Nato a Pàtara di Licia, un distretto romano dell'odierna Turchia, non si sa molto della sua infanzia. Trasferitosi a Myra, venne ordinato sacerdote e successivamente eletto vescovo in seguito alla morte del vescovo metropolita.

Sotto Diocleziano subì le persecuzioni condotte contro i cristiani, ma l'editto di Milano di Costantino gli restituì la libertà di professare il proprio Credo.

La tradizione lo vuole essere uno dei più tenaci nemici dell'eresia, in particolare dell'Arianesimo, che non concorda con il Cattolicesimo sulla “parità di divinità” tra Padre e Figlio nella Trinità.

La vita di Nicola finì il 6 dicembre del 343 (ma non è sicuro), giorno che in seguito venne adottato per le celebrazioni del santo.

Il culto

Come spesso accade, l'agiografia della vita del Santo intreccia storicità e mito.

All'imponente caratura spirituale e politica (ottenne dall'Imperatore un abbassamento delle tasse in seguito alla carestia) si associano infatti episodi meno provati ma che hanno alimentato una tradizione secolare adottata sia dai cattolici che dagli ortodossi.

San Nicola è passato alla storia come un uomo d'immensa bontà, sempre pronto ad aiutare i poveri e sfortunati.

Anche per questo uno dei momenti più famosi e ripresi dalla tradizione riguarda l'aiuto miracoloso che offrì a tre sorelle cadute in disgrazie.

Queste ragazze erano figlie di un nobile decaduto che in seguito ad eventi sfortunati si ritrovò nella più totale indigenza.

San Nicola, per evitare che le tre sorelle finissero sulla strada a prostituirsi, prese una forte somma di denaro, la avvolse in tre fagotti e per tre notte consecutive gettò ciascun fagotto nella casa della famiglia disgraziata.

In questo modo tutte e tre le figle ebbero la dote per potersi sposare.

Il dono delle tre mele

Si racconta poi che in un'occasione analoga, Nicola donò tre mele ad altrettanti bimbi così poveri da non avere di che mangiare. Il mattino dopo quei tre pomi si erano tramutate in preziose mele d'oro.

Simili episodi alimentarono la tradizione che dipinge il Santo come amico dei povero e dei bambini, cui spesso e volentieri porta doni.

I festeggiamenti in Italia

La festa di San Nicola più famosa d'Italia è ovviamente quella di Bari, dove il Santo è venerato come patrono e le sue reliquie riposano nella basilica a lui dedicata.

Nel capoluogo pugliese già nella notte tra il 5 e il 6 dicembre iniziano le prime celebrazioni e le prime messe. Poi nel pomeriggio del 6 una lunga processione porta la statua del Santo attraverso la città.

Musiche, danze e spettacoli si protraggono fino a sera e anche la “pancia” viene appagata con cioccolate calde e dolci tipici come le “cartellate” immerse nel vin cotto.

San Nicola nel Nord Italia

Ma anche a Nord San Nicola viene celebrato in grande stile: a Lecco i bimbi si svegliano con una bella mela rossa sul cuscino, a ricordare il miracolo dei tre pomi d'ori, mentre a Trieste e in Val Gardena San Nicola (o San Nicolò) porta i regali ai bambini buoni.

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Nel resto del mondo

Nel Nord Europa è San Nicola a portare i doni (infatti il nostro Babbo Natale altro non è che una rivisitazione di “marketing” del buon Santo di Myra!). Lo fa in Austria, Olanda, Russia (dove però si festeggia il 19 dicembre) e Germania.

In Olanda San Nicola è addirittura il patrono della capitale, Amsterdam, dove per invocare l'arrivo di Sinter Klaas (poi Santa Klaus) bisogna mettersi a cantare tenendo in mano la scarpa dove poi verranno mesi regali e dolcetti.

In Svizzera

Anche in Svizzera centrale si celebra San Nicola e la tradizione è condivisa con quelle degli altri Paesi “teutonici” (Germania e Austria): San Nicola, o Santa Klaus o Sunner Klaus si aggira di notte vestito di rosso con un grande sacco pieno di regali. Talvolta ad affiancare il mito di Nicola c'è anche Krampus, una specie di demonietto che punisce i bambini cattivi.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/famiglia/costume/san-nicola-origini-e-tradizioni

Saint Nicholas bringing gifts to children

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Not all children wait until December 25th to receive Christmas gifts, in fact in some countries the gifts arrive already on the night between December 5th and 6th, or when in the homes of good children passes St. Nicholas or San Nicolò (or Niccolò). Here it is how to experience San Nicola with children.

From the end of November in some places in Italy and Europe the streets are already full of Christmas decorations, lights and festoons, and the children, for their part, prepare their jobs for the old man who between the night of 5 and 6 December , will bring them the gifts, if they have behaved well and have been good. Sometimes she leaves the gifts at the foot of the fireplace and other times outside the door where the children, in the evening, use to leave old boots to fill with gifts and presents. This long gray bearded old man dressed as a bishop is St. Nicholas.

Saint Nicholas really existed, a native of Patara and bishop of the city of Myria (Anatolia), a native of a rich family but unfortunate because he was orphaned as a child, he studied and was raised in a monastery and at 17 he became the youngest priest of the time and of his wealth, inherited from poor parents, he gave gifts and presents to poor children and families who had nothing.

His figure is linked to the protection of poor people, widows and children. It is said that, when he was already a bishop, he resurrected three children whom a butcher had killed and cut to pieces to sell their meat.

San Nicola, in Italy

Since the sixth century the cult of San Nicolò (or San Nicola) was widespread throughout the East. His fame then landed in Italy, especially in Rome and in the south which was then dominated by the Byzantines.

Through the centuries the memory of this saint did not fade, so much so that he is named as San Nicolò di Bari, as if the Apulian city had adopted it.

However, the people of Bari, of which he is also patron, celebrate the saint on May 9, the day his remains arrived in the city in 1087, while in the north his feast occurs, as I have already said, on 6 December which is the date on which he would have died in Myra in 343.

Most famous legend of St. Nicholas

There most famous legend of the Saint who helped children is linked to the story of three very poor young girls who could not be given as wives because they lacked a dowry; the girls and their father wept in despair and St.

Nicholas, moved to pity by the tears and moved by their suffering, decided to help them by donating three sacks of gold coins, one for each girl. One night he put the first bag through the open window and did the same with the second bag the next night.

On the third night, having found the window closed, he lowered the bag through the fireplace, giving the poor family infinite joy.

From St. Nicholas to Santa Claus and Father Christmas

The cult of St. Nicholas (or Nicholas) was brought to New York by Dutch colonists (he is in fact the protector of the city of Amsterdam), under the name of Sinterklaas.

This name, then, was translated into the British Santa Claus or Klaus and here we are at… Santa Claus! In the History of New York, by Washington Irving, there is an Americanized Sinterklaas in Santa Claus: he no longer has the episcopal characteristics of St.

Nicholas but is represented as burly Dutch sailor wrapped in a green cloak and with a pipe in his mouth. It seems that the modern aspect of Santa Claus took on its final form with the publication of the poem A visit from St.

Nicholas, now better known as The Night Before Christmas, which took place on December 23, 1823.

St. Nicholas arrives there night between 5 and 6 December depending on the country where it is celebrated and brings gifts and sweets that he leaves by the fireplace, in a shoe or outside the front door.

  • The children of northern Italy, for example, leave socks and shoes outside on the window sills that the next morning will be filled with the little gifts of the patron saint of children.

    It seems that the old man with long beard, charitable and good, is the protector as well as children and the poor, including pilgrims, travelers, notaries, lawyers, judges, prisoners, pharmacists, farmers, millers, butchers, and who it can be invoked to ask for help in case of fear of water, against theft and loss.

  • In Coperchia, in the province of Salerno, in honor of the saint, young people organize a series of festive programs that take place in the church square which takes its name from the charitable saint and ends with the traditional Mass presided over by the archbishop.

  • In Narni, in the province of Terni, the arrival of St. Nicholas is celebrated in medieval clothes, organizing themed banquets and with the arrival of St. Nicholas dressed in ancient cassocks with his sack full of sweets and gifts for the children who participate in it. In European countries it is also called Santa Claus or San Nicholas.

Under the shell of a pragmatic and rational Europe, another mythical and fabulous one emerges in the name of Saint Nicholas and of childhood. Even Luther, who had chased the Saints off the calendar, could not help but write down in his notebook on December 6, until 1535, the cost of gifts for his children.

Despite the attempts to create alternative figures to the bishop bearer of gifts (il Cristkindel, genius of good, the Peckeresel, masked donkey or the Child Jesus himself), St.

Nicholas still enjoys the triumph of his infantile processions in Bulle, Zurich and Friborg in Switzerland; in Mainz, Trier, Augusta, Cologne, SaarbrŸcken in Germany; Brussels, Ghent, Leuven, Antwerp and in the city of Sint-Niklaas in Belgium; in Amsterdam, Rotterdam, Maastricht in the Netherlands; in Metz, Strasbourg, Saint-Nicolas-de-Port and above all Nancy in France. The latter is certainly the most sumptuous procession in Europe

Источник: https://parentfresh.com/baby/saint-nicholas-bringing-gifts-to-children/

Gravidanza
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