Salute dei bambini: i segnali che qualcosa non va

Contents
  1. Problemi alla vista del bambino: 5 segnali da non sottovalutare
  2. Una premessa: perché è importante fare prevenzione e portare i propri figli dall’oculista?
  3. 1 – Strizza frequentemente le palpebre
  4. 2 – Un bambino con problemi alla vista ha spesso mal di testa
  5. 3 – Tiene la testa inclinata da un lato
  6. 4 – Si strofina spesso gli occhi
  7. 5 – I suoi occhi sembrano non allineati o diversi tra di loro
  8. Vuoi prenotare una visita oculistica specialistica pediatrica? Ecco il nostro recapito
  9. Questi segnali ti aiutano a capire se tuo figlio ha bisogno della psicoterapia
  10. Per prima cosa, un promemoria: entro certi limiti, comportarsi male è normale
  11. Ciò a cui bisogna prestare attenzione è la frequenza, la durata, la gravità e l’appropriatezza di questi comportamenti rispetto all’età del bambino
  12. Prendi nota e confronta con gli amici
  13. Nei bambini l’ansia e la depressione non si manifestano necessariamente allo stesso modo
  14. Prendi in considerazione la tua storia familiare
  15. Ricorda che porre delle domande va sempre bene
  16. Chiedi ai tuoi figli come si sentono, poi ascoltali
  17. Segnali che il bambino sta male
  18. Colorito del viso
  19. Occhi
  20. Labbra
  21. Lingua
  22. Malattie esantematiche
  23. Segnali di allarme da non sottovalutare
  24. Salute dei bambini: i segnali che qualcosa non va
  25. INCARNATO: il viso dev’essere luminoso e colorito, le guance devono apparire piu’ rosee rispetto alle altre parti del viso
  26. OCCHI: la sclera (il bianco dell’occhio) deve apparire bianca e brillante, e le palpebre tese e toniche, anche la congiuntiva deve essere chiara e non devono essere presenti occhiaie o borse sotto gli occhi
  27. LABBRA: devono apparire turgide, rosate, elastiche e morbide
  28. LINGUA: in una situazione normale ha un colorito roseo-rosso e le papille gustative devono essere ben evidenziate
  29. MALATTIE ESANTEMATICHE

Problemi alla vista del bambino: 5 segnali da non sottovalutare

Salute dei bambini: i segnali che qualcosa non va

Non sempre è facile intuire quando un bambino non si sente bene o ha qualcosa che non va, specie se è ancora molto piccolo e fatica a comunicarlo.

Se alcuni sintomi, come quelli influenzali o gastrointestinali, sono più facili da individuare, non si può dire lo stesso di quelli oculari. Ecco perché è fondamentale non perdere l’appuntamento con le principali tappe della salute oculare.

Intanto però, vediamo quali potrebbero essere i 5 segnali da non sottovalutare che ci possono indicare che il bambino ha problemi alla vista. 

Una premessa: perché è importante fare prevenzione e portare i propri figli dall’oculista?

Un’indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute dell’Infanzia e dell’Adolescenza ha consentito di portare alla luce dati piuttosto allarmanti riguardo l’approccio di molti genitori alla salute oculare dei loro figli. All’indagine hanno preso parte 1000 genitori circa, e 1100 bambini. Ecco alcuni dati emersi dall’indagine:

  • il 34% dei genitori usa ancora acqua borica oppure la classica bustina di camomilla in presenza di arrossamenti o secrezioni oculari;
  • il 20% dei genitori che nota un occhio “storto” nei propri figli, ritiene che probabilmente il problema si risolverà da solo con la crescita;
  • il 10% ritiene che per correggere l’ambliopia sia sufficiente un collirio e lo associa erroneamente alla miopia;
  • il 14% pensa che la miopia sia un difetto che si accentua durante le ore serali;
  • il 20% pensa che la miopia porti a vedere bene da lontano e male da vicino;
  • il 25% dei genitori pensa che sia sufficiente portare il bambino dall’oculista in età scolare.

Leggi anche: età dopo età, tutte le tappe della prevenzione oculare

1 – Strizza frequentemente le palpebre

Se il bambino strizza frequentemente le palpebre, forse lo fa perché fatica a vedere bene, e dunque sta cercando di mettere meglio a fuoco gli oggetti che ha davanti. O ancora, potrebbe esserci qualche agente esterno che gli provoca fastidio, specie se questo ammiccamento frequente è associato a rossore oppure a qualche secrezione.

2 – Un bambino con problemi alla vista ha spesso mal di testa

Il bambino lamenta spesso mal di testa? Forse queste cefalee sono il sintomo di un problema oculare, sia esso un affaticamento dovuto ad un difetto visivo trascurato, oppure una patologia.

Non dimentichiamo che spesso si tende a pensare che i bambini vedano alla perfezione, e che difetti visivi e patologie siano prerogativa dell’età adulta. Non è così. Vi sono alcune patologie, dette congenite, che sono presenti già alla nascita.

Altre, invece, esordiscono proprio in età infantile. Ecco perché i controlli in età pediatrica sono quanto mai importanti.

3 – Tiene la testa inclinata da un lato

Un bambino che tiene spesso la testa reclinata da un lato per leggere, scrivere, guardare la tv, potrebbe farlo perché ha un occhio che “lavora meno” oppure peggio dell’altro.

Con questo tipo di postura, il piccolo cerca di favorire l’occhio sano e di vedere quanto meglio possibile.

La diagnosi potrebbe essere quella di ambliopia (occhio pigro), oppure di un difetto visivo più marcato da un lato.

4 – Si strofina spesso gli occhi

Un bambino che si strofina spesso gli occhi potrebbe avere un difetto visivo sia congenito che in fase evolutiva, una manifestazione allergica, una patologia oculare.

Il gesto di strofinare può essere associato al desiderio di accomodare, cioè di mettere meglio a fuoco il mondo intorno a lui, oppure a scacciare una sensazione di corpo estraneo.

Anche in questo caso, la visita oculistica è d’obbligo.

5 – I suoi occhi sembrano non allineati o diversi tra di loro

Se gli occhi del vostro piccolo vi sembrano troppo grandi, troppo piccoli, diversi tra di loro, poco allineati, insomma se vi sembra di notare qualcosa che non va, non aspettate. Prenotate subito una visita oculistica specialistica pediatrica.

Potrebbe non essere nulla, ma potrebbe anche essere un problema che necessita una soluzione, nell’interesse e per il bene del bambino.

Evitate di formarvi un’opinione in autonomia, ma affidatevi sempre a chi ha le competenze per giudicare e valutare lo stato di salute visiva e stabilire se il bambino ha problemi alla vista.

Leggi anche: la miopia nei bambini, domande e risposte

Vuoi prenotare una visita oculistica specialistica pediatrica? Ecco il nostro recapito

Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Источник: https://www.camospa.it/magazine/problemi-vista-bambino/

Questi segnali ti aiutano a capire se tuo figlio ha bisogno della psicoterapia

Salute dei bambini: i segnali che qualcosa non va

La salute mentale dei bambini è un’emergenza di cui occorre parlare. I tentativi di suicidio dei giovani sono raddoppiati nell’ultimo decennio, e alcuni riguardano piccoli di soli 5 anni.

Basti pensare che solo negli Stati Uniti, secondo le stime, a oltre 4 milioni di bimbi è stato diagnosticato il disturbo d’ansia e a quasi 2 milioni la depressione. Secondo gli esperti si tratta di un’epidemia nascosta.

Nonostante la consapevolezza sul tema sia certamente aumentata, soltanto il 20% dei bambini con un disturbo di salute mentale diagnosticabile ottiene davvero l’aiuto di cui ha bisogno.

Per un genitore è difficile far fronte a tutto ciò. Tuttavia psichiatri e psicoterapeuti sono d’accordo sul fatto che esistano trattamenti, tra i quali la terapia e i farmaci, che possono fare una profonda differenza.

La difficoltà sta nel comprendere se un bambino possa trarre beneficio da un aiuto esterno e poi capire come ottenerlo.

Fortunatamente secondo gli esperti esistono dei segnali e dei comportamenti comuni da tenere d’occhio, così come alcune semplici norme per relazionarsi alla terapia. Ecco qualche consiglio per aiutare i genitori.

Per prima cosa, un promemoria: entro certi limiti, comportarsi male è normale

Certo, l’infanzia può essere meravigliosa. Ma anche molto, molto, difficile. I bambini stanno imparando a farsi strada nel mondo, superando gli ostacoli e cambiando ogni giorno.

“Tutti i bambini provano delle emozioni”, dice Alexandra Hamlet, psicologa clinica al Centro disturbi dell’umore presso l’Istituto per la mente del bambino (Child Mind Institute).

“Le emozioni non sono negative e quando ci sono delle difficoltà i bambini sono in grado di superarle.

Per cui quando avvertono delle emozioni e sono in crisi non significa necessariamente che hanno bisogno della psicoterapia”.

I genitori dovrebbero sentirsi rassicurati nel sapere che gli scatti d’ira, di rabbia e anche semplicemente le giornate “no”, non sono solo tipici dell’età: sono previsti dal punto di vista dello sviluppo, specialmente nei più piccoli. Certo, possono essere sintomo di problemi di fondo, ma per molti costituiscono anche una sorta di rito di passaggio.

Ciò a cui bisogna prestare attenzione è la frequenza, la durata, la gravità e l’appropriatezza di questi comportamenti rispetto all’età del bambino

“Quasi tutti i bambini piccoli hanno degli scatti d’ira prima o poi”, ripete Steven Meyers, ricercatore e professore di psicologia presso la Roosevelt University e psicologo di Chicago. Ma bisogna fare attenzione a quanto durano gli scatti, quanto tendono a essere gravi e se il bambino continua ad averli anche una volta superata l’età in cui si possano considerare appropriati.

Il compito degli specialisti è raccogliere i feedback dei genitori e usare gli strumenti di valutazione clinica disponibili, come le scale di valutazione, per comprendere se il comportamento di un bambino sia effettivamente fuori dalla norma.

Se il bambino è arrivato a un punto in cui i problemi comportamentali (dai cambi d’umore agli scatti d’ira o ai problemi di concentrazione) gli impediscono di affrontare le giornate, o se essi interferiscono con lo svolgimento delle attività di un genitore, allora è un segnale da prendere in considerazione. Per esempio, è normale fare i capricci prima di andare a scuola, ma se il bambino ha crisi nervose quotidiane, durature e che fanno far tardi un genitore al lavoro, si tratta di un potenziale segnale del fatto che sta succedendo qualcosa di più serio.

″È quando le emozioni iniziano a essere ingestibili e hanno delle conseguenze sulle prestazioni del bambino o ne compromettono le funzionalità che arriva il momento di dirsi ‘Ok, cerchiamo di andare a fondo per capire di cosa si tratta’, consiglia Hamlet.

Prendi nota e confronta con gli amici

Anche se il mondo dei genitori è spesso intriso di spirito di competizione e giudizi severi, sia Meyers sia Hamlet ritengono che confrontarsi con amici o famigliari con bambini di età simile ai propri sia un modo efficace per iniziare a capire se il proprio figlio sia effettivamente in difficoltà. Tuttavia bisogna sempre ricordare che i bambini sono molto diversi tra loro: non si tratta dunque di fare paragoni quanto piuttosto di sfruttare la propria rete sociale per iniziare a stabilire alcune linee guida.

È inoltre molto efficace prendere appunti sui cambiamenti o gli schemi che si vedono emergere, in modo che quando ci si rivolge al pediatra si sia in grado di fornire esempi concreti, anziché limitarsi semplicemente a elencare l’episodio o il comportamento più recente che si riesce a ricordare.

Nei bambini l’ansia e la depressione non si manifestano necessariamente allo stesso modo

“I disturbi psicologici sono di due tipi”, spiega Meyers, sottolineando però come questa sia una distinzione approssimativa. “Quelli del primo tipo riguardano il comportamento, come il disturbo da deficit di attenzione o il disturbo oppositivo provocatorio. Di solito è semplice coglierne i sintomi, perché sono visibili e impattano sulle vite delle altre persone”.

“Il secondo tipo comprende i cosiddetti disturbi interiorizzati”, continua Meyers, “tra i quali l’ansia e la depressione, che possono essere più difficili da diagnosticare in quanto i loro sintomi si basano più che altro su pensieri e sentimenti alterati, piuttosto che su comportamenti irregolari”.

Per quanto non siano affatto esaustivi, alcuni segnali inaspettati di ansia nei bambini comprendono problemi di concentrazione, rifiuto e scatti d’ira: forse non esattamente quelli che i genitori credano essere i tratti caratteristici del comportamento ansioso. “È semplicemente il loro modo di reagire alle preoccupazioni”, spiega Hamlet.

Allo stesso modo, i segnali della depressione variano così sensibilmente che è difficile elencarne solo alcuni. I genitori dovrebbero prestare attenzione a episodi di irritabilità, scatti d’ira e cambiamenti nel modo di mangiare e dormire. Non bisogna aspettarsi necessariamente che la depressione si manifesti nel modo più ovvio, cioè con la tristezza.

Anche i segnali fisici possono essere importanti, soprattutto nei bambini che potrebbero non possedere le abilità verbali per esprimere ciò che sentono. “Quello che i genitori potrebbero notare maggiormente è che il bambino lamenta mal di testa o mal di pancia, poiché non è in grado di descrivere il malessere a parole e quindi probabilmente lo somatizza a livello fisico”, continua Hamlet.

Infine, mai ignorare ciò che sembra un’emergenza, come i casi in cui il bambino smette di mangiare, provoca episodi di autolesionismo o esprime pensieri o comportamenti suicidi. Si tratta di un’emergenza ed è necessario chiedere subito aiuto.

Prendi in considerazione la tua storia familiare

Anche se i problemi di salute mentale sono il risultato di un insieme complesso di fattori genetici e ambientali, è importante essere consapevoli della propria storia familiare, dice Hamlet.

“Bisogna tenere a mente eventuali precedenti in famiglia”, dice, poiché i disturbi mentali possono essere un tratto caratteristico della famiglia. La genetica non è certo un destino, ma semplicemente uno dei tanti fattori da tenere in considerazione.

Ricorda che porre delle domande va sempre bene

Se sei preoccupato per la salute mentale di tuo figlio dovresti assolutamente sentirti autorizzato a portarlo da un esperto e iniziare a parlarne. Se non sai come trovare uno specialista di salute mentale pediatrica, chiedere al pediatra può essere un ottimo punto di partenza. Anche gli insegnanti possono anche essere un buon punto di riferimento, dice Meyers.

Chiedere delle informazioni non significa necessariamente che il tuo bambino stia iniziando un lungo trattamento di salute mentale, anche se non ci sarebbe assolutamente nulla di sbagliato se lo facesse. Purtroppo capita che lo stigma nei confronti dei problemi di salute mentale impedisca ai genitori di chiedere aiuto.

“Per un genitore può essere difficile”, dice Hamlet. “A volte drammatizzano. A volte pensano ‘Beh, non voglio etichettare mio figlio. Non voglio che pensi di avere qualcosa che non va’. Ripetiamo, però, che cercare un’opinione esterna non significa necessariamente che il bambino inizierà una cura; è solo un modo di essere attenti e informarsi”.

Chiedi ai tuoi figli come si sentono, poi ascoltali

È importante parlare regolarmente delle condizioni emotive dei bambini, anche quando sono molto piccoli.

Alcuni sono più comunicativi di altri, dice Meyers, ma se si stabilisce l’abitudine di parlare dei loro pensieri e sentimenti, potrebbe diventare più semplice convincerli a rivolgersi a un genitore quando sentono di essere in difficoltà.

A quel punto la mamma o il papà saranno maggiormente in grado di guidarli verso un aiuto esterno in base alle necessità.

È fondamentale ascoltare senza passare subito alla quella che Meyers chiama la “modalità di intervento”. Il genitore non ha tutte le risposte e non può risolvere ogni problema.

″È dura rimanere concentrati ad ascoltare quando i bambini descrivono eventi dolorosi, vorremmo soltanto farli sentire meglio”, dice. “Ma a volte abbiamo troppa fretta”.

“Bisogna ascoltare. Fare domande per capire i dettagli”, aggiunge Meyers. “Chiedere al bambino come si sente e trasmettere comprensione e compassione, piuttosto che passare direttamente a cercare di risolvere il problema”.

Источник: https://www.huffingtonpost.it/entry/questi-segnali-ti-aiutano-a-capire-se-tuo-figlio-ha-bisogno-della-psicoterapia_it_5d5bc012e4b0f667ed6826d4

Segnali che il bambino sta male

Salute dei bambini: i segnali che qualcosa non va

A volte ad una mamma basta uno sguardo per rendersi conto che il suo bimbo non sta bene e che c'è qualcosa che non va. Ecco i segnali che il bambino sta male

Ad una mamma basta poco per rendersi conto che il bambino non sta bene, ma quando è il caso di chiamare il medico? Ci sono genitori molto apprensivi che corrono dal medico per ogni ginocchio sbucciato, starnuto o tosse, ed altri che non riescono a distinguere i segnali che il bambino sta male e i campanelli d'allarme di una malattia importante. Un colorito un po' pallido, inappetenza, svogliatezza, un pianto diverso dal solito, basta davvero poco per mettersi in guardia e, se necessario, indagare per capire se il nostro bimbo sta bene. Ecco come rendersi conto se si tratta solo di un momento “no” o di un disturbo normale o se il bimbo sta covando qualcosa di piu' importante.

Colorito del viso

Il viso deve essere luminoso e colorito, le guance devono apparire più rosee rispetto alle altre parti del viso.

  • Se il bimbo è pallido e le mucose – bocca e interno delle palpebre – appaiono sbiadite, e mostra una certa irritabilità e stanchezza, potrebbe trattarsi di anemia da carenza da ferro, quindi è necessario fare una visita dal pediatra che deciderà se modificare la dieta integrando alimenti con maggiore apporto di ferro o prescrivere direttamente farmaci contenenti ferro.
  • Se la pelle appare ruvida e arrossata potrebbe essere il segnale che il bimbo sta soffrendo per essere stato esposto per parecchio tempo a freddo e vento o ancora potrebbero essere i primi segnali di una dermatite atopica, scaturita generalmente da intolleranza o allergia alimentare. Anche in questo caso è indispensabile fare una visita al più presto dal pediatra, che deciderà l'eventuale terapia

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Come riconoscere se il nostro piccolo soffre di qualche malattia. Ecco i segnali da non sottovalutare

Occhi

La sclera (il bianco dell'occhio) deve apparire bianca e brillante e le palpebre tese e toniche, anche la congiuntiva deve essere chiara e non devono essere presenti occhiaie o borse sotto gli occhi.

  • Se la sclera è giallognola può trattarsi di ittero, un aumento di bilirubina nel sangue causata dal mancato smaltimento del fegato che si cura con la fototerapia, e talvolta si può associare ad ematuria (sangue nelle urine) o a urine scure quasi marroni;
  • la sclera gialla puo' essere segno anche di epatite, altra malattia del fegato e in questo caso potrebbe essere accompagnata da febbre. In entrambi i casi è bene rivolgersi al pediatra per trovare la cura adatta e risolvere al meglio;
  • Se la congiuntiva (la membrana che ricopre il bulbo oculare e la parte interna della palpebra) è rossa e il bimbo avverte fastidio, lacrimazione, fotofobia (eccessiva sensibilità alla luce), prurito e l'occhio appare infiammato e arrossato c'è un'infiammazione della congiuntiva causata probabilmente da un'esposizione agli agenti atmosferici (vento, sole o agenti irritanti) e per farla passare può bastare fare degli impacchi con camomilla tiepida o acqua distillata; in alcuni casi si tratta di reazione allergica o di vera e propria infezione e in quel caso, quando la camomilla non da risultati, è bene rivolgersi al pediatra per avere una terapia idonea;
  • se le palpebre sono gonfie si può trattare di punture di insetti o di sfogo per intolleranza alimentare, soprattutto se si verifica durante lo svezzamento è indispensabile farlo presente al pediatra;
  • se ci sono occhiaie molto evidenti, quando non rientrano nelle caratteristiche ereditarie per razza e tratti somatici tipici della famiglia, e che quindi possono essere considerate normali, potrebbero essere segnale di anemia per carenza di ferro o essere un sintomo di allergia.

Labbra

Le labbra devono apparire turgide, rosate, elastiche e morbide.

  • Se si presentano gonfie potrebbero essere venute a contatto con sostanze irritanti oppure si potrebbe trattare di un segnale di allergia, quindi meglio interpellare il pediatra.
  • Se sono viola significa che il bimbo è stato per parecchio tempo esposto a temperature molto basse e la temperatura corporea si è quindi abbassata.
  • Se sono molto rosse e screpolate, potrebbe trattarsi di un'infiammazione causata da agenti irritanti portati spesso alla bocca chiamata cheilite oppure da funghi e batteri; anche per questo bisogna rivolgersi al pediatra.

Lingua

In una situazione normale ha un colorito roseo-rosso e le papille gustative devono essere ben evidenziate.

  • Se è biancastra può segnalare un disturbo di stomaco, intestino ma anche di altri organi, infatti spesso è segnale di una imminente tonsillite, ma in quel caso bisogna pazientare e vedere eventuali sviluppi prima di interpellare il pediatra
  • Se si arrossa e diviene liscia e brillante e dopo qualche giorno appaiono chiazze biancastre che sembrano latte cagliato o simile alla ricotta e che si tolgono facilmente con una garzetta si tratta di mughetto, basterà somministrare una pomatina per via orale sotto prescrizione del pediatra e si risolverà presto
  • Se prima diventa bianca e poi a puntini rossi con le papille molto evidenti si potrebbe trattare di scarlattina, una malattia esantematica

Malattie esantematiche

Le malattie esantematiche sono tutte malattie tipiche dell'infanzia e che si manifestano con una tipica eruzione cutanea diversa a seconda della malattia contratta e sono spesso accompagnate da febbre e rigonfiamento dei linfonodi. In quasi tutti i casi è indispensabile somministrare un antipiretico, fare dei bagni con amido per alleviare il prurito, utilizzare talco mentolato e mantenere un'alimentazione leggera, ricca di liquidi e vitamine.

  • Varicella: macchioline rosse in rilievo che diventano vescichette piene di “acqua” o siero al centro; escono in ogni parte del corpo, compreso cuoio capelluto e interno della bocca
  • Morbillo: macchioline rossastre con contorno mal definito, escono prima dietro le orecchie e nella fronte e poi nel viso formando una sorta di mascherina intorno agli occhi e successivamente su collo, busto, gambe e piedi
  • Rosolia: piccole macchie rosa-rossastre, escono sul viso poi nel tronco e solo a volte anche nelle gambe
  • Scarlattina: puntini rossi minuscoli e vicinissimi tra di loro, escono nell'incavo dell'ascella, nella piega del gomito, nell'inguine e nel viso; la punta della lingua si arrossa
  • Quinta malattia: chiazze rosse e calde al tatto, escono prima sul viso formando due macchie simmetriche come una sorta di ali di farfalla, poi sulle gambe
  • Sesta malattia: macchioline rosate poco numerose e distanti una dall'altra; escono nel busto e in maniera minore sul viso.

Segnali di allarme da non sottovalutare

Come rendersi conto se si tratta solo di un momento “no” o di un disturbo normale o se il bimbo sta covando qualcosa di più importante? Ecco qualche indicazione di massima:

  • in caso di febbre, tutti gli esperti concordano sul fatto che i genitori dovrebbero preoccuparsi non tanto della temperatura quanto dei disturbi che il bambino continua a presentare, nonostante abbia assunto dei medicinali.
  • Se il vostro piccolo continua ad avere problemi di respirazione, è molto pallido, e presenta altri disturbi rilevanti, nonostante abbia preso i medicinali, in quel caso è opportuno recarsi da un medico.
  • Come capire invece se l'eccessiva sonnolenza è un segno di qualcosa di serio? Secondo alcuni medici le mamme dovrebbero preoccuparsi quando il bambino non riesce a svegliarsi per mangiare e non risponde alle nostre domande.
  • Se la tua bambina si lamenta di sentire dolore quando fa pipì, è probabile che possa soffrire di un'infiammazione della vulva, causata molto probabilmente da bagnoschiuma o saponi aggressivi. Un'altra possibile causa potrebbe essere un'infezione del tratto urinario.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/salute-dei-bambini-i-segnali-che-qualcosa-non-va.html

Salute dei bambini: i segnali che qualcosa non va

Salute dei bambini: i segnali che qualcosa non va
I bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un’impronta. Haim G. Ginott

A volte ad una mamma basta uno sguardo per rendersi conto che il suo bimbo non sta bene e che c’è qualcosa che non va. Ecco i campanelli d’allarme quando qualcosa non va.

A volte ad una mamma basta uno sgurso per rendersi conto che il suo bimbo non sta bene e che c’è qualcosa che non va. Basta avere buon intuito e far attenzione ad alcuni particolari e campanelli d’allarme che l’organismo manda per i disturbi tipici della prima infanzia

Un colorito un po’ pallido, inappetenza, svogliatezza, basta davvero poco per mettersi in guardia e, se necessario, indagare per capire se il nostro bimbo sta bene. Ecco cosa guardare per rendersi conto se si tratta solo di un momento “no” o se il bimbo sta covando qualcosa di piu’ importante.

INCARNATO: il viso dev’essere luminoso e colorito, le guance devono apparire piu’ rosee rispetto alle altre parti del viso

Se il bimbo è pallido e le mucose – bocca e interno delle palpebre – appaiono sbiadite, e mostra una certa irritabilita’ e stanchezza, potrebbe trattarsi di anemia da carenza da ferro, quindi è necessario fare una visita dal pediatra che decidera’ se modificare la dieta integrando alimenti con maggiore apporto di ferro o prescrivere direttamente farmaci contenenti ferro

Se la pelle appare ruvida e arrossata potrebbe essere il segnale che il bimbo sta soffrendo per essere stato esposto per parecchio tempo a freddo e vento o ancora potrebbero essere i primi segnali di una dermatite atopica, scaturita generalmente da intolleranza o allergia alimentare. Anche in questo caso è indispensabile fare una visita al piu’ presto dal pediatra, che decidera’ l’eventuale terapia

OCCHI: la sclera (il bianco dell’occhio) deve apparire bianca e brillante, e le palpebre tese e toniche, anche la congiuntiva deve essere chiara e non devono essere presenti occhiaie o borse sotto gli occhi

Se la sclera è giallognola si puo’ trattare di ittero, un’aumento di bilirubina nel sangue causata dal mancato smaltimento del fegato che si cura con la fototerapia, e talvolta si puo’ associare ad ematuria (sangue nelle urine) o a urine scure quasi marroni; la sclera gialla puo’ essere segno anche di epatite, altra malattia del fegato e in questo caso potrebbe essere accompagnata da febbre. In entrambi i casi è bene rivolgersi al pediatra per trovare la cura adatta e risolvere al meglio

Se la congiuntiva (la membrana che ricopre il bulbo oculare e la parte interna della palpebra) è rossa e il bimbo avverte fastidio, lacrimazione, fotofobia (eccessiva sensibilita’ alla luce), prurito e l’occhio appare infiammato e arrossato c’è un’infiammazione della congiuntiva causata probabilmente da un’esposizione agli agenti atmosferici (vento, sole o agenti irritanti).

Per farla passare puo’ bastare fare degli impacchi con camomilla tiepida o acqua distillata; in alcuni casi si tratta di reazione allergica o di vera e propria infezione e in quel caso, quando la camomilla non da risultati, è bene rivolgersi al pediatra per avere una terapia idonea

Se le palpebre sono gonfie si puo’ trattare di punture d’insetti o di sfogo per intolleranza alimentare, soprattutto se si verifica durante lo svezzamento è indispensabile farlo presente al pediatra.

Se ci sono occhiaie molto evidenti, quando non rientrano nelle caratteristiche ereditarie per razza e tratti somatici tipici della famiglia, e che quindi possono essere considerate normali, potrebbero essere segnale di anemia per carenza di ferro o essere un sintomo di allergia

LABBRA: devono apparire turgide, rosate, elastiche e morbide

Se si presentano gonfie potrebbero essere venute a contatto con sostanze irritanti oppure si potrebbe trattare di un segnale di allergia, quindi meglio interpellare il pediatra.

Se sono viola significa che il bimbo è stato per parecchio tempo esposto a temperature molto basse e la temperatura corporea si è quindi abbassata.

Se sono molto rosse e screpolate, potrebbe trattarsi di un’infiammazione causata da agenti irritanti portati spesso alla bocca chiamata cheilite oppure da funghi e batteri; anche per questo bisogna rivolgersi al pediatra

LINGUA: in una situazione normale ha un colorito roseo-rosso e le papille gustative devono essere ben evidenziate

Se è biancastra puo’ segnalare un disturbo di stomaco, intestino ma anche di altri organi, infatti spesso è segnale di una imminente tonsillite, ma in quel caso bisogna pazientare e vedere eventuali sviluppi prima di interpellare il pediatra

Se si arrossa e diviene liscia e brillante e dopo qualche giorno appaiono chiazze biancastre che sembrano latte cagliato o “ricottino” e che si tolgono facilmente con una garzetta si tratta di mughetto, bastera’ somministrare una pomatina per via orale sotto prescrizione del pediatra e si risolvera’ presto.

Se prima diventa bianca e poi a puntini rossi conn le papille molto evidenti si potrebbe trattare di scarlattina, una malattia esantematica

MALATTIE ESANTEMATICHE

Sono tutte malattie tipiche dell’infanzia e che si manifestano con una tipica eruzione cutanea diversa a seconda della malattia contratta e sono spesso accompagnate da febbre e rigonfiamento dei linfonodi.

In quasi tutti i casi è indispensabile somministrare un antipiretico, fare dei bagni con amido per alleviare il prurito, utilizzare talco mentolato e mantenere un’alimentazione leggera, ricca di liquidi e vitamine

  • VARICELLA: macchioline rosse in rilievo che diventano vescichette piene di “acqua” o siero al centro; escono in ogni parte del corpo, compreso cuoio cappelluto e interno della bocca
  • MORBILLO: macchioline rossastre con contorno mal definito,escono prima dietro le orecchie e nella fronte e poi nel viso formando una sorta di mascherina intorno agli occhi e succerssivamente su collo, busto, gambe e piedi
  • ROSOLIA: piccole macchie rosa-rossastre, escono sul viso poi nel tronco e solo a volte anche nelle gambe
  • SCARLATTINA: puntini rossi minuscoli e vicinissimi tra di loro, escono nell’incavo dell’ascella, nella piega del gomito, nell’inguine e nel viso; la punta della lingua si arrossa
  • QUINTA MALATTIA: chiazze rosse e calde al tatto, escono prima sul viso formando due macchie simmetriche come una sorta di ali di farfalla, poi sulle gambe.
  • SESTA MALATTIA: macchioline rosate poco numerose e distanti una dall’altra; escono nel busto e in maniera minore sul viso.

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