Rientro a scuola: i consigli del pediatra

Covid-19 e rientro a scuola a gennaio: novità e consigli

Rientro a scuola: i consigli del pediatra

Con la fine delle vacanze natalizie bambini e ragazzi sono tornati in aula. Ecco le principali novità sul rientro a scuola e alcuni consigli utili sulla salute

Il 7 gennaio bambini e ragazzi sono tornati tra i banchi di scuola, ma non in tutte le regioni italiane. L'emergenza sanitaria, infatti, ha spinto alcune regioni a rimandare di qualche giorno la riapertura degli istituti scolastici.

Quasi ovunque, invece, aperti asili nido e scuole d'infanzia.

Dal 16 gennaio è in vigore il nuovo DPCM: vediamo quindi le principali novità e cerchiamo di rivedere alcuni consigli utili per la sicurezza di bambini e ragazzi e l'igiene a scuola.

Rientro a scuola a gennaio: le novità

Dal 16 gennaio entra in vigore il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che sarà valido fino al 5 marzo, salvo diverse future indicazioni. Asili nido, scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado proseguiranno con la didattica in presenza in tutto il territorio italiano (zone gialle e arancioni).

Nelle regioni e nelle provincie autonome in zona rossa, invece, l'attività scolastica sarà svolta a distanza a partire dalla seconda media.

Come già previsto anche dai precedenti decreti verrà comunque garantita la possibilità dell'attività in presenza per l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali.

Resta sempre in vigore l'obbligo della mascherina per tutti gli alunni anche in condizioni di staticità (seduti al banco), “fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina” come si legge sul sito del Ministero dell'Istruzione.

Queste, per il momento, sono le disposizioni in vigore nel territorio italiano, ora non ci resta che aspettare le ordinanze regionali. Ogni regione, infatti, potrà adottare misure più restrittive.

Nel frattempo, però, possiamo “ripassare” alcuni consigli utili sulla salute e chiarire qualche dubbio sulla situazione Covid-19 e scuola.

Consigli pratici per il rientro a scuola

Come ogni anno dopo le vacanze natalizie riprende l'attività scolastica. Quest'anno però il ritorno a scuola è più impegnativo, sia per i bambini che per i loro genitori.

Abbiamo quindi pensato di raggruppare qualche consiglio sulla salute dei bimbi che possa essere utile in questo periodo, soprattutto perché tra Covid-19, influenza e sindromi simil-influenzali bisogna stare sempre all'erta.

In primis, è bene ricordare ai bambini tutto ciò che avevate loro insegnato quando erano tornati a scuola a settembre. I messaggi principali da ripassare con i bimbi sono:

  • lavare spesso le mani, soprattutto dopo aver toccato oggetti o superfici;
  • evitare di toccare occhi, naso, bocca e orecchie soprattutto se le mani non sono pulite;
  • indossare la mascherina quando sono vicini ad altre persone (sopra i sei anni di età);
  • niente baci e abbracci con i compagni;
  • non giocare troppo vicini.

I genitori, invece, dovranno ricordarsi ogni mattina di misurare la temperatura corporea ai propri figli prima di mandarli a scuola o all'asilo.

L’igiene delle mani

Il primo consiglio che vogliamo dare è quello di lavare bene le mani con acqua e sapone perché, per quanto possa sembrare banale, è un gesto importantissimo per evitare le infezioni, non solo da Covid-19. A scuola è importante ricordarsi di lavare le mani o di igienizzarle con un gel disinfettante:

  • prima di entrare e prima di uscire da scuola;
  • prima e dopo i pasti (pranzo e merenda);
  • dopo aver starnutito o tossito;
  • dopo essere andati in bagno;
  • prima di indossare la mascherina;
  • dopo aver tolto la mascherina.

In quanto genitori, ricordatevi sempre di dare il buon esempio ai bambini e di lodarli quando seguono le regole per evitare il contagio.

Ripassata l'igiene delle mani, vediamo ora come usare correttamente la mascherina, obbligatoria per i bambini a partire dai 6 anni.

Consigli per un buon utilizzo della mascherina

Come ampiamente dimostrato l'uso della mascherina, insieme al distanziamento e all'igiene delle mani, limita in modo efficace la diffusione del virus Sars-Cov-2, ma è importante ricordarsi come usarla nel modo corretto:

  1. prima di indossarla è buona regola lavare le mani con acqua e sapone per almeno 40 secondi, oppure usare una soluzione alcolica;
  2. indossare la mascherina cercando di toccare solo gli elastici;
  3. allo stesso modo, anche per rimuoverla cerchiamo di usare solo gli elastici;
  4. non toccare la mascherina mentre la si indossa;
  5. lavare le mani con acqua e sapone o disinfettarle con una soluzione alcolica dopo aver tolto la mascherina;
  6. la mascherina deve coprire ampiamente sia il naso che la bocca;
  7. evitare l'uso di mascherine troppo grandi (o “fastidiose”) per il bambino.

Anche qui, il buon esempio dei genitori potrà essere sicuramente d'aiuto.

Altri consigli anti-contagio

Oltre all'uso delle mascherine e all'igiene delle mani è importante spiegare ai bambini (almeno a quelli più grandicelli) che in questo periodo devono mantenere il “distanziamentosociale” evitando quindi di giocare troppo a stretto contatto con altri bambini.

A poco servono invece integratori alimentari e preparati simili, nessuno studio scientifico ha infatti finora dimostrato la loro utilità nel prevenire il Covid-19.

Resta comunque una buona regola per i genitori quella di proporre ai bambini un'alimentazione sana, varia e bilanciata, completa di tutti i nutrienti.

Un'alimentazione ricca di vegetali (frutta, verdura, legumi e cereali) è sicuramente un buon aiuto per le difese immunitarie.

Se però distanziamento sociale, mascherina e igiene delle mani non sono comunque bastate e il bambino presenta sintomi compatibili con il Covid-19, vediamo quali comportamenti adottare e quali sono le modalità per il rientro a scuola grazie anche alle indicazioni del Ministero dell'Istruzione.

Se il bambino ha i sintomi del Covid-19

Sebbene una buona parte dei bambini non manifesti alcun sintomo quando contrae il Covid-19, in coloro che presentano la forma sintomatico della malattia il primo campanello d'allarme è la febbre. Gli altri sintomi più comuni sono:

  • tosse;
  • mal di testa;
  • dolori muscolari;
  • congestione nasale;
  • mal di gola;
  • respiro difficoltoso;
  • dolori muscolari.

In pratica, si tratta di sintomi praticamente identici a quelli dell'influenza e delle sindromi simil-influenzali tipiche delle stagioni fredde.

Quando il bambino presenta uno o più di questi sintomi deve restare a casa e va avvertito immediatamente il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale che valuterà il da farsi. In generale però si prescrive un tampone nasofaringeo per la ricerca di Sars-Cov-2.

Se il bambino ha effettuato il vaccino antinfluenzale si può escludere l'influenza, ma per sapere se si siamo di fronte a una sindrome simil-influenzale o al Covid-19 è necessario eseguire un tampone.

Se il tampone è positivo

Se l'esito del tampone risulta positivo, il bambino viene posto in isolamento domiciliare.

I genitori dovranno contattare la scuola, la quale si occuperà di avvisare i genitori dei compagni di classe del bambino.

Nel rispetto della privacy la scuola invierà al Dipartimento di Prevenzione la lista con i nomi dei compagni di classe del bambino e con i nomi degli insegnanti.

I contatti stretti individuati dal Dipartimento di Prevenzione saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell'ultimo contatto con il bambino positivo oppure in quarantena per 10 giorni dall'ultimo contatto con effettuazione al decimo giorno di un test molecolare o antigenico. Spetta sempre al Dipartimento decidere quale strategia attuare per eventuali screening al personale docente e agli alunni.

Per il rientro a scuola bisognerà attendere la guarigione completa del bambino che va accertata con l'effettuazione di un tampone molecolare. Gli alunni hanno la priorità nell'esecuzione dei test diagnostici.

La scuola dovrà invece procedere con le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella parte interessata

In caso di esito positivo di un tampone le linee guida prevedono l'utilizzo dell'ibuprofene e del paracetamolo per la gestione dei sintomi da Covid-19 come la febbre.

Se il tampone è negativo, ma i sintomi persistono

In questo periodo oltre al Covid-19, sebbene in modo ridotto rispetto ai precedenti anni, stanno circolando anche l'influenza stagionale e le sindromi simil-influenzali. Quindi, se il tampone risulta negativo al Covid-19, spetterà al pediatra o al medico valutare il percorso clinico più idoneo per il bambino.

Se il bambino presenta febbre, mal di gola o altri sintomi il pediatra potrà consigliare l'assunzione di un farmaco sintomatico come il paracetamolo o l'ibuprofene in modo tale da alleviare i sintomi. No categorico, invece, per gli spray nasali decongestionanti, vietati per i bambini con meno di 12 anni.

Una volta scomparsi i sintomi, il medico o il pediatra dovrà attestare che il bambino è guarito e può rientrare a scuola.

I contagi nelle scuole e negli asili

Molti genitori sono comunque preoccupati che i propri figli possano contagiarsi a scuola o all'asilo. Questi luoghi sono sicuri sì o no per i bambini? Per rispondere al dibattito sul ruolo delle scuole nella trasmissione del virus Sars-Cov-2 è stato da poco pubblicato un documento dello European Centre for Disease Prevention and Control.

Nel report, aggiornato il 23 dicembre scorso, si afferma che la chiusura delle scuole per prevenire il contagio ha più rischi che benefici e dovrebbe essere utilizzata sono in situazioni molto critiche.

La chiusura delle scuole, infatti, ha un impatto estremamente negativo sulla salute fisica e mentale e sull'istruzione dei bambini e dei ragazzi.

Nel documento si afferma inoltre che sebbene siano stati segnalati alcuni contagi e alcuni focolai all'interno di asili e scuole, l'incidenza del Covid-19 in questi ambienti sembra influenzata soprattutto dai livelli di trasmissione all'interno delle famiglie o nella comunità.

Anche l'Istituto Superiore di Sanità sembrerebbe confermare quanto riportato dall'ECDC.

Nel suo ultimo report “Apertura delle scuole e andamento dei casi confermati di SARS-CoV-2: la situazione in Italia”, pubblicato il 30 dicembre scorso, analizza l'andamento epidemiologico nazionale e regionale die casi di Covid-19 in età scolare (3-18) nel periodo compreso tra il 24 agosto e il 27 dicembre 2020 e descrive l'impatto dell'apertura/chiusura degli istituti scolastici sulla diffusione del virus.

Nel documento si può leggere: “Allo stato attuale delle conoscenze le scuole sembrano essere ambienti relativamente sicuri, purché si continui ad adottare una serie di precauzioni ormai consolidate quali indossare la mascherina, lavarsi le mani, ventilare le aule, e si ritiene che il loro ruolo nell'accelerare la trasmissione del coronavirus in Europa sia limitato. L'esperienza di altri Paesi, inoltre, mostra che il mantenimento di un'istruzione scolastica in presenza dipende dal successo delle misure preventive adottate nella comunità più ampia. Quando sono in atto e ampiamente seguite misure di mitigazione sia a scuola che a livello di comunità, le riaperture scolastiche pur contribuendo ad aumentare l'incidenza di COVID-19, causano incrementi contenuti che non provocano una crescita epidemica diffusa.”

Stando poi ai dati dell'Istituto Superiore di Sanità nel periodo compreso tra il 31 agosto e il 27 dicembre 2020, il sistema di monitoraggio ha rilevato 3.173 focolai in ambito scolastico, cioè solo il 2% del totale dei focolai registrati in tutta Italia.

Le scuole sarebbero quindi un luogo abbastanza sicuro, anche se resta ancora poco chiaro il ruolo dei bambini nella trasmissione di Sars-Cov-2. Alcuni studi, tra cui uno pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, ipotizzano che, specialmente i bambini al di sotto dei 10 anni, giochino un ruolo minore nella trasmissione dell'infezione.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/salute/covid-19-e-rientro-a-scuola-a-gennaio

Che succede se un bambino ha la febbre a scuola? Tutte le risposte

Rientro a scuola: i consigli del pediatra

22 Settembre 2020

Molti genitori o adulti di riferimento se lo sono chiesto e continuano a chiederselo: “Che succede se un bambino ha la febbre a scuola?”, “Qual è la procedura da seguire?”.

Tutte le misure da adottare sono contenute nel Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità COVID-19 n. 58/2020 “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS CoV 2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”. Vediamo quali sono le indicazioni più importanti.

Caso sospetto di COVID-19 a scuola: cosa fare

Per gestire i casi sospetti di covid-19 all’interno della scuola, viene identificato preventivamente un Referente scolastico, possibilmente uno per ciascun plesso, che svolga un ruolo di interfaccia con il Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento.

Nel caso in cui durante l’orario scolastico un alunno presentasse febbre superiore a 37,5° o altri sintomi compatibili con il coronavirus, è necessario avvisare il Referente scolastico che a sua volta ha il compito di avvertire immediatamente i genitori o i tutori legali.

Nell’attesa dell’arrivo degli adulti di riferimento, il minore sarà ospitato in una stanza dedicata. Qui si procede all’eventuale rilevazione della temperatura seguendo due accortezze: 

  • tutti gli alunni con età superiore ai 6 anni dovranno indossare la mascherina chirurgica, 
  • nella rilevazione della temperatura corporea si deve ricorrere all’uso di termometri che non prevedono il contatto. 

Il minore non verrà mai lasciato da solo, ma sarà sempre in compagnia di un adulto che dovrà mantenere, ove possibile, il distanziamento fisico di almeno un metro e indossare la mascherina chirurgica fino a quando l’alunno non sarà affidato a un genitore o tutore legale.

Non appena il bambino viene riportato nel proprio nucleo famigliare, i genitori devono contattare il pediatra o il medico di base per la valutazione clinica del caso (triage telefonico) e per sottoporre la persona al test con tampone naso-oro faringeo.

Cosa fare se il tampone dell’alunno è negativo

Se il tampone è negativo, l’alunno – sempre dopo consulto con il pediatra o medico curante – ripete il test a distanza di 2-3 gg. L’alunno deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e alla conferma negativa del secondo test.

In caso di diagnosi di patologia diversa da COVID-19 (e quindi in presenza di tampone negativo), l’alunno rimarrà a casa fino alla completa guarigione.

Per il rientro a scuola il medico dovrà attestare tramite un’apposita certificazione che lo studente ha seguito tutto il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per COVID-19.

Cosa fare se il tampone dell’alunno è positivo

Quando il tampone è positivo, il Dipartimento di prevenzione della Asl notifica il caso e la scuola avvia sia la ricerca dei contatti sia le azioni di sanificazione straordinaria dell’edificio (o delle parti interessate).

Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica, cioè la totale assenza di sintomi. La conferma di guarigione viene data in seguito alla realizzazione di due tamponi, effettuati a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risultano negativi l’alunno potrà definirsi guarito, altrimenti dovrà proseguire l’isolamento. 

Alunni positivi al COVID-19, le regole da seguire a scuola

In presenza di casi confermati di COVID-19 a scuola, il Referente è incaricato di collaborare con il Dipartimento di prevenzione per procedere al tracciamento dei contatti. In questa fase il Referente fornisce:

  • l’elenco degli studenti della classe in cui si è verificato il caso confermato, 
  • l’elenco degli insegnanti/educatori/esperti che hanno svolto attività all’interno della classe in cui si è verificato il caso confermato, 
  • elementi utili per la ricostruzione dei contatti stretti avvenuti nelle 48 ore prima della comparsa dei sintomi (per gli asintomatici considerare le 48 ore precedenti la raccolta del campione che ha portato alla diagnosi) e quelli avvenuti nei 14 giorni successivi alla comparsa dei sintomi (o della diagnosi), 
  • l’elenco degli alunni o operatori scolastici con fragilità ed eventuali elenchi di operatori scolastici e/o alunni assenti.

I contatti stretti individuati dal Dipartimento di prevenzione dovranno osservare la quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato.

La chiusura di una scuola o di una parte di essa sarà valutata dal Dipartimento di prevenzione della Asl.

Figli in quarantena e diritti dei genitori lavoratori

Qualora uno studente venga posto in quarantena per positività al COVID-19 o per essere stato tracciato come contatto a rischio, come dovranno comportarsi i genitori lavoratori?

In questo caso il genitore lavoratore potrà attivare lo smart working per tutto o una parte del periodo di quarantena del figlio minore di 14 anni convivente.

Se la prestazione di lavoro non può essere svolta in smart working, uno dei due genitori, in alternativa, potrà chiedere un congedo straordinario retribuito al 50%.

Per tutte le informazioni sul congedo straordinario “Covid-19” vedere il testo di legge D.L. n. 111/2020 – art. 5. 

Per maggiori dettagli consultare:

Источник: https://www.savethechildren.it/blog-notizie/che-succede-se-bambino-ha-febbre-a-scuola-risposte

Gravidanza
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