Raffreddore nei neonati

Il raffreddore nei neonati: sintomi, prevenzione, come intervenire

Raffreddore nei neonati

Si tratta di un'infezione comune, tipicamente non grave ma fastidiosa perché ostacola il riposo e l'alimentazione. Ecco come comportarsi nel caso il neonato abbia il raffreddore

Anche i neonati possono avere il raffreddore, la più frequente tra le infezioni delle vie respiratorie.

I sintomi evidenti sono  naso chiuso e che cola, starnuti, tosse, difficoltà a dormire e ad alimentarsi (per via del naso chiuso) e, talvolta, febbre. Non c'è una cura vera e propria: basta aspettare che passi da sé.

Tenere pulito il nasino con soluzione fisiologica può aiutare ad alleviare il fastidio e favorire le poppate, al seno o al biberon.

I sintomi

I neonati tendono naturalmente ad avere un respiro abbastanza rumoroso. È la fisiologia, e non c'è niente di cui preoccuparsi. A volte, però, il respiro può diventare più rumoroso del normale, e accompagnarsi a secrezioni mucose: in questi casi il neonato ha il naso chiuso, che è il più classico sintomo del raffreddore.

Altri sintomi possibili: naso che cola, starnuti (se accompagnati da naso chiuso e colante, altrimenti anche questi possono essere fisiologici); tosse. Inoltre, si vede chiaramente che il piccolino fa fatica a succhiare (al seno o al biberon) perché si attacca e si stacca di continuo e piange innervosito. Può anche fare fatica a riposare e a dormire.

Le cause

Il raffreddore è causato da vari virus, che nella maggior parte dei casi appartengono alla famiglia dei rinovirus (ma anche virus della famiglia dei coronavirus, balzati alla ribalta nel 2019/2020 per la diffusione dell'infezione da nuovo corovonavirus Sars-Covid19, possono essere responsabili di comuni raffreddori). 

Gravità e frequenza

Nella stragrande maggioranza dei casi il raffreddore non costituisce niente di grave, però si tratta sicuramente di un fastidio: il neonato respira con il naso, e avercelo chiuso significa fare più fatica a poppare. 

Quanto è frequente il raffreddore nei neonati

Nella stagione fredda le infezioni respiratorie – tra le quali in particolare il raffreddore – sono un fenomeno abbastanza comune, soprattutto se in casa ci sono fratelli o sorelle più grandi. O se il neonato è molto esposto al contatto con amici e parenti, che potrebbero trasmettere qualche agente infettivo.

Le cure e le cose da non fare

Se il bambino non mostra di soffrire di disagi particolari non occorre fare nulla.

Se invece ci si accorge che quel nasino chiuso qualche problema lo dà – per esempio il piccolo non riesce ad alimentarsi bene, o a dormire, perché si sveglia di continuo – occorre cercare di ammorbidire le secrezioni, per facilitarne l'uscita”. Parola di Guglielmo Salvatori, della Terapia intensiva neonatale dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. 

“Può essere utile umidificare l'ambiente, se magari l'aria è troppo secca per via dei caloriferi, e lavare il nasino” afferma Salvatori. “In commercio ci sono vari prodotti disponibili, come acqua di mare, acque termali, soluzione con acido ialuronico, ma la classica soluzione fisiologica va benissimo”.

Secondo Salvatori non è detto che occorra fare un lavaggio vero e proprio: “A volte basta mettere qualche goccia di soluzione nel naso, giusto per rendere le secrezioni un po' più morbide”. Se tuttavia il bambino lo tollera, si può fare un lavaggio più “convinto”, posizionandolo su un fianco. 

Ci sono anche degli aspiratori che permettono di aspirare il muco liberato dal lavaggio: “In questo caso, meglio i dispositivi che permettono alla mamma o al papà di aspirare il muco, rispetto a quelli completamente meccanici, che possono essere un po' più aggressivi con il rischio di danneggiare la mucosa nasale”.

Quando fare i lavaggi nasali

“Al bisogno” risponde Salvatori, e cioè, in genere, prima delle poppate, in modo che il nasino sia libero quando si tratta di mangiare. Inoltre, potrebbero essere utili la sera, prima di andare a dormire, per facilitare il sonno.

Raffreddore nei neonati: le cose da non fare

Non è vero che in caso di raffreddore si devono dare da bere al bambino tisane a base, per esempio, di timo o lavanda. Men che meno va utilizzato il miele, che non va dato nel primo anno di vita perché potrebbe contenere spore di batteri responsabili della produzione di tossina botulina, nocive per i piccolissimi.

Quando consultare il pediatra

In genere il naso chiuso non è nulla di grave, e le infezioni responsabili si risolvono da sole nel giro di pochi giorni. Ricordiamo però che stiamo parlando di bambini molto piccoli, sotto il mese di età o poco più, per cui è bene sentire il pediatra o andare al pronto soccorso se il piccolino:

  • ha la febbre;
  • sembra avere difficoltà respiratorie.

Potrebbero infatti essere in corso altre infezioni, come bronchite o bronchiolite, che richiederanno una terapia specifica.

La prevenzione

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/cura-e-salute/il-neonato-ha-il-raffreddore-e-il-naso-chiuso

Il raffreddore nei neonati: cosa fare e quando preoccuparsi

Raffreddore nei neonati

Il raffreddore nei neonati è un’infiammazione del naso causata da un’infezione virale: quando il tessuto che riveste l'interno del naso, cioè la mucosa nasale, si infiamma tende a gonfiarsi, il muco tende ad accumularsi all'interno delle cavità nasali, il naso è tappato e cola. Si tratta di un disturbo che colpisce ogni anno molte persone, compresi neonati e bambini. Fortunatamente ci sono dei modi per riconoscerlo, così che si possa curare con prontezza ed evitare complicazioni, sgradite specialmente se a prendere il raffreddore sono dei neonati.

Raffreddore nei neonati: quali sono le cause?

Sebbene il freddo abbia un ruolo nel facilitare l’infezione, non sono le temperature basse a fare ammalare i neonati di raffreddore, ma un virus, anzi, centinaia di virus, noti per essere i responsabili del raffreddore comune: tra questi ci sono quelli che appartengono alle famiglie dei rhinovirus, degli adenovirus e dei coronavirus. Quando questi microbi entrano in contatto con l’organismo, il corpo cerca di respingerli, perché li riconosce come nocivi; mette allora in atto delle azioni per allontanarli che danno poi i sintomi che conosciamo.

Com'è che quindi il freddo contribuisce a fare ammalare di raffreddore neonati, bambini e adulti? Le temperature basse riescono a diminuire l’efficacia delle difese naturali delle vie aeree, che trovano più difficoltà a combattere da sole virus e batteri. Il freddo rallenta poi la capacità del naso di filtrare l’aria: solitamente le ciglia che rivestono le sue cellule, muovendosi, spingono verso l’esterno le impurità, ma in questo caso il movimento diventa più lento e, di conseguenza, meno efficace.

Il raffreddore nei bambini (e quindi anche nei neonati), si presenta più spesso rispetto a quello degli adulti.

Questo accade perché il loro sistema immunitario è ancora immaturo e deve svilupparsi per diventare in grado di fronteggiare i malanni al meglio.

È normale, quindi, vedere un bambino prendere il raffreddore molte volte durante l’anno, in certi casi persino fino a 10 volte, contro le 3 o 4 che sono la media per una persona adulta.

Raffreddore nei neonati: come riconoscerlo

I sintomi del raffreddore nei neonati sono:

  • naso chiuso (congestione nasale)
  • naso che cola (rinorrea)
  • starnuti

Possono inoltre comparire:

  • tosse
  • occhi arrossati
  • febbre

Quando hanno il raffreddore, i neonati hanno il nasino tappato dal muco che si accumula e spesso cola dalle narici.

Non mancano anche gli starnuti, mentre la tosse non è comune come i sintomi precedenti.

A causa di questi fastidi, il bambino può apparire irritato e piangere frequentemente, così come può avere difficoltà a dormire la notte o a mangiare quando viene allattato.

I sintomi del raffreddore nei neonati sono pressoché quelli che toccano una persona adulta, ma a causa del sistema immunitario in via di sviluppo possono durare più giorni ed essere perciò più fastidiosi.

Nei primi tre mesi di vita i bambini riescono a essere più forti grazie agli anticorpi che hanno ricevuto alla nascita dalla mamma, ma successivamente il loro sistema di difesa ha bisogno di tempo per imparare a riconoscere i virus e combatterli.

I bambini sono anche più a rischio di complicazioni, per questo devono ricevere qualche attenzione in più.

Tra le problematiche più diffuse ci sono la sinusite e l’otite, due affezioni che interessano i seni paranasali e l’orecchio.

In alcuni casi, possono presentarsi invece la bronchiolite o la polmonite, infezioni che vanno a colpire rispettivamente i bronchioli e i polmoni.

Raffreddore nei neonati: quando preoccuparsi

Innanzitutto, se ad aver preso il raffreddore è un bambino molto piccolo, è sempre bene consultare il pediatra, che può capire se il disturbo si stia complicando in qualcosa di più serio.

È ancora più raccomandato andare dal medico se il neonato non sembra stare meglio dopo una settimana, se inizia in qualsiasi momento ad avere la tosse o, a maggior ragione, se dà segni di difficoltà a respirare.

Stessa indicazione se compare la febbre che sale oltre i 37,5°C o se il bambino dà segnali di aver dolore alle orecchie. Fare attenzione anche al colorito del neonato: un colore bluastro potrebbe significare cattiva ossigenazione ed è bene intervenire.

Cosa fare in caso di raffreddore nei neonati?

Dopo aver sentito il pediatra, si possono mettere in pratica dei rimedi per curare il raffreddore nel neonato. La migliore delle pratiche per portare giovamento ai piccoli raffreddati è quella dei lavaggi nasali, un’abitudine che riduce il rischio di complicazioni e che non costituisce un pericolo.

Ilavaggi nasali nel neonato spesso spaventano i genitori, ma sono innocui e raccomandati anche in tenera età; vanno effettuati con una soluzione fisiologica più volte durante la giornata, in particolare prima di allattare il bambino e prima di metterlo a dormire. Tenere libero il naso dei bambini di pochi mesi è importante, perché hanno un modo di respirare che è chiamato respirazione nasale obbligata, respirano cioè esclusivamente dal naso e non dalla bocca, cosa che si complica notevolmente se le narici sono ostruite dal muco.

Anche l’aria della stanza dove riposano e stanno durante il giorno dovrebbe essere mantenuta umida, per lo stesso principio di liberare le vie aeree.

Si può fare con un umidificatore oppure, più semplicemente, mettendo dell’acqua vicino a un termosifone acceso.

Il bambino, infine, deve essere sempre idratato (specialmente in caso di febbre), perché il naso e la gola non si secchino e non ne aumenti l’irritazione.

Non dare alcun farmaco al neonato a meno che non sia stato espressamente segnalato dal medico: niente spray, supposte o sciroppi se non c’è una chiara indicazione. Gli antibiotici, in più, non avrebbero alcun effetto sul raffreddore, perché pensati per curare un’infezione di tipo batterico, diversa dunque da questa patologia.

Come prevenire il raffreddore nei neonati

Nonostante la non gravità di un disturbo come il raffreddore, è sempre meglio evitare che i bambini appena nati lo contraggano. Per prevenire il raffreddore nei neonati si possono quindi prendere degli accorgimenti.

Il virus del raffreddore si trasmette per mezzo di goccioline emesse da un soggetto ammalato e può sopravvivere per del tempo sulle superfici, come i giocattoli. È bene quindi evitare che una persona con il raffreddore venga in visita a casa per qualche giorno e che abbia contatti con il bambino.

Quando ad avere il raffreddore è invece qualcuno che si prende cura del neonato, questi può ridurre le possibilità di contagio lavandosi bene e spesso le mani, specialmente quando gli dà da mangiare.

Con bimbi molto piccoli, infine, è opportuno non recarsi in luoghi chiusi e affollati, come centri commerciali o mezzi di trasporto.

Fonti:

Amico Pediatra, Perché è importante la pulizia del nasino, Perché il mio bambino ha sempre il raffreddore

Fondazione Veronesi, I lavaggi nasali non hanno controindicazioni

MyPersonalTrainer, Il raffreddore nei neonati

Ospedale Bambino Gesù, Il raffreddore

Sapere Salute, Il raffreddore nel neonato

SIP, Le 10 cose da sapere sul raffreddore nel bambino

Источник: https://arysol.it/inunsoffio/raffreddore-neonati

Raffreddore nei neonati

Raffreddore nei neonati

Come si manifesta e quali sono le cause del raffreddore nei neonati: come curarlo e come prevenirlo

Il raffreddore nei neonati può certamente spaventare e impensierire i genitori, ma è bene ricordare che queste malattie sono importantissime per allenare l'organismo del bambino a reagire in modo corretto ai virus. Quali sono i principali sintomi del raffreddore nei neonati e come si deve intervenire?

Cause

Il raffreddore è un'infezione causata dai virus ed è meno comune nei neonati perché hanno una certa immunità agli agenti virali derivanti dal corredo di anticorpi che proviene dall'organismo materno, quindi per le prime settimane di vita i neonati si ammalano difficilmente. Dopo qualche mese questa immunità comincia ad affievolirsi fino a scomparire e il neonato diventa più vulnerabile di fronte all'attacco di germi e virus, anche perché il suo sistema immunitario è ancora immaturo.

Sintomi

I bambini solitamente hanno numerosi raffreddori nel corso del primo anno di vita, tuttavia è importante chiamare il pediatra se il bambino ha il raffreddore perché gli stessi sintomi potrebbero indicare anche patologie diverse che vanno trattate in maniera mirata.

I sintomi del raffreddore nei neonati includono:

  • starnuti
  • naso chiuso
  • tosse
  • irritabilità o agitazione
  • occhi rossi
  • mancanza di appetito
  • difficoltà a dormire
  • difficoltà di allattamento a causa di un naso chiuso

La secrezione nasale, nelle fasi iniziali, è acquosa e abbondante, poi col passare dei giorni diventa più consistente e cambia colore fino al verde. Anche qualche linea di febbre non dovrebbe preoccupare, anche se la febbre nel neonato va sempre segnalata al pediatra.

Quanto dura il raffreddore nei neonati?

Possono volerci anche due settimane prima che il raffreddore nel neonato passi, in questo frangente sarà il pediatra a dare indicazioni precise su quale sia il trattamento più appropriato.

Posizione per far dormire il neonato se ha il raffreddore

E' consigliabile far dormire il bambino con la testa un po' sollevata.

Dal momento che i neonati devono dormire senza coperte o cuscini, per evitare che la temperatura corporea aumenti tropo e anche per prevenire il rischio della Sids, è consigliabile mettere un cuscinetto sotto il materasso all'altezza della testa. Questa posizione favorisce la respirazione e impedisce il ristagno delle secrezioni nasali nell'area nasofaringe.

Un cuscino sotto il materasso o un rialzo sotto i piedini del letto dalla parte della testa evita il ristagno delle secrezioni nel nasofaringe.

Come prevenire il raffreddore nei neonati

Molti pediatri prescrivono i lavaggi nasali regolarmente ai neonati, anche in assenza del raffreddore vero e proprio. Le soluzioni fisiologiche o gli spray con fisiologica o soluzione isotonica, ipertonica possono aiutare a tenere sempre libere le vie aree superiori, decongestionare le mucose, pulire il naso.

Inoltre è bene:

  • umidificare correttamente gli ambienti;
  • idratare bene il bambino;
  • non fumare perché il fumo passivo irrita le mucose nasali e aumenta il rischio di asma e disturbi respiratori;
  • lavare frequentemente le mani e comunque sempre prima di toccare il neonato;
  • quando il bambino è molto piccolo, limitare il contatto con persone estranee alla famiglia che potrebbero avere il raffreddore senza mostrare particolari sintomi.

Neonato ha il raffreddore e non mangia. Cosa fare?

L'inappetenza e la difficoltà ad attaccarsi al seno o al biberon è una delle più evidenti manifestazioni che il bambino ha il raffreddore.

Il naso chiuso, infatti, rende difficoltosa la respirazione soprattutto durante la suzione.

La cosa importante è mantenere idratato l'organismo del piccolo e fare dei lavaggi nasali prima della poppata in modo da liberare il naso e permettergli di nutrirsi.

Muco neonato. Rischio soffocamento?

Il “riflesso della tosse” è uno dei più importanti riflessi del neonato e serve proprio ad espellere qualsiasi secrezione che ristagni in gola impedendo la respirazione.

Per questa ragione i famosi “muchi” che si fermano in gola potrebbero essere responsabili della tosse in conseguenza del raffreddore.

Il rischio di soffocamento accidentale causato da muco è più elevato solo nei prematuri.

Fluidificare il più possibile il muco con i lavaggi nasali è il modo migliore per prevenire qualsiasi rischio.

Come curare il raffreddore nei neonati

  • Il pediatra può prescrivere delle soluzioni nasali saline per fare dei lavaggi che servono a liberare le narici e le fosse nasali dal muco e aiutare il bimbo che ha il naso chiuso.
  • Evitare di somministrare al bambino farmaci da banco a meno che non vengano prescritti dal medico; in alcuni casi il pediatra può autorizzare la somministrazione di paracetamolo.
  • E' importante idratare adeguatamente il bambino, allattandolo oppure somministrando acqua e latte.
  • Tenere gli ambienti domestici ben umidificati perché l'aria secca rende il nasino ancora più chiuso.

Come si fa il lavaggio nasale?

Ecco come procedere per fare il lavaggio nasale con la soluzione fisiologica:

  1. Sistemare il bambino steso oppure seduto con il capo leggermente chino su un lato (attenzione a non far andare la testa all'indietro);
  2. Inserire delicatamente il flaconcino nella narice del lato chino e spruzzare il liquido direzionando il getto in direzione dell'orecchio opposto
  3. Ripetere dall'altro lato.
  4. Far soffiare il naso al bambino se è abbastanza grande, altrimenti utilizzare delicatamente un aspiratore nasale per asportare il muco.

Come pulire il nasino del bambino

In questo video la pediatra Letizia Raimondi ci spiega come pulire il nasino del bambino nel modo più sicuro ed efficace possibile.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/raffreddore-nei-neonati.html

Bambini e Raffreddore: Come Comportarsi? | Schwabe Italia

Raffreddore nei neonati

Il raffreddore è una delle problematiche più frequenti e fastidiose dell’età pediatrica. Spesso mette in ansia mamma e papà, soprattutto se colpisce i neonati o i bambini fra i 2 e i 3 anni, che non sono ancora in grado di soffiarsi il naso.

Il raffreddore si diffonde per contagio diretto, attraverso le mani che vengono poi portate alla bocca, oppure attraverso le goccioline di saliva che vengono emesse quando si parla, si starnutisce o si soffia il naso.

Stiamo parlando di una problematica che nella maggior parte delle volte è di origine virale. In questo caso i virus, moltiplicandosi, determinano gonfiore delle mucose delle vie respiratorie con un aumento della produzione di muco.

Questo gonfiore (edema) provoca il restringimento delle vie aeree e rende difficoltosa la respirazione.

Si verifica quindi una congestione nasale, con starnuti continui e naso che cola, e le congiuntive degli occhi si arrossano.

Raffreddore Neonato: Quando Preoccuparsi

Mentre per gli adulti il raffreddore è solitamente autolimitante e si risolve in pochi giorni, per i bambini, e soprattutto per i neonati, il rischio di complicanze si accentua.

Generalmente il raffreddore si verifica molto di frequente nei neonati e nei bambini nei primi anni di vita. Questo è ancora più vero se i bimbi frequentano asili nido o altre strutture per la prima infanzia.

Di norma la guarigione da un raffreddore non richiede più di una settimana. Qualora la problematica persistesse oltre questo tempo, diventa opportuno rivolgersi al medico pediatra.

Quando è dunque davvero il caso di preoccuparsi? Quando è bene prestare particolare attenzione a sintomi sospetti e all’evoluzione del disturbo? Il campanello di allarme scatta quando la respirazione diventa difficoltosa e il muco, se il naso non viene adeguatamente pulito, ristagna. Il ristagno di muco rappresenta infatti un terreno ideale per lo sviluppo germi e batteri e la comparsa di complicanze quali l’otite e la bronchite.

Raffreddore nei Bambini: Che Cosa Fare

Se il raffreddore colpisce i bambini fino ai 3 anni, sarà necessario pulire le secrezioni e liberare le vie respiratorie. In questo modo al bambino sarà consentito di alimentarsi senza problemi, sia che sia allattato al seno oppure con il biberon, e di dormire serenamente.

  • Liberare le vie nasali tramite gli aspiratori nasali. Si tratta di “pompette” studiate appositamente per i bambini, semplici da usare e utili per aspirare meccanicamente il muco presente nelle fosse nasali.
  • Pulire le fosse nasali dal muco. Si può effettuare una efficace pulizia tramite i lavaggi nasali, che si effettuano introducendo nelle narici quantità adeguate di soluzione fisiologica tramite una siringa senza ago.
  • Umidificare l’ambiente con l’umidificatore oppure ponendo panni bagnati sui caloriferi accesi. Ciò impedisce che l’aria troppo secca asciughi le mucose e ispessisca il muco, rendendone più difficoltosa l’eliminazione.
  • Curare l’alimentazione, facendo in modo che il neonato assuma molti liquidi. Acqua, tisane, zuppe di verdure fresche, centrifugati o succhi di frutta fresca, permetteranno alle secrezioni di mantenersi fluide. Sono invece da ridurre i grassi animali e i latticini, poiché aumentano la produzione di muco e catarro.

Raffreddore Bambini dai 2 anni: Soluzioni Vegetali Delicate ed Efficaci

Se tutto questo non dovesse bastare, in caso di raffreddore nei bambini dai 2 anni, si possono utilizzare innovativi spray nasali. In particolare, spray attentamente formulati che contengano acqua termale e un mix di estratti vegetali ad azione lenitiva ed emolliente.

Prodotti di questo tipo risultano estremamente utili in caso di raffreddore persistente, e dove si richieda un’azione rapida ed efficace su diversi fronti. L’acqua termale, infatti, soprattutto quella salsobromoiodica delle Terme di Monticelli, risulta avere una doppia azione.

Da un lato lava le fosse nasali, aiutando l’eliminazione del muco. Dall’altro esercita una valida azione decongestionante sulla mucosa edematosa, contribuendo al miglioramento della respirazione.

Gli attivi vegetali, come gli estratti di aloe e camomilla aiutano invece a ridurre l’infiammazione e a lenire eventuali piccole lesioni ed abrasioni della mucosa.

Rimangono inoltre valide le comuni norme di prevenzione e di igiene. Non solo prevengono le possibilità di contagio ma agevolano il recupero, scongiurando un eventuale aggravamento o ricaduta. Lavarsi quindi le mani, lavare e igienizzare ciucci, giochi e superfici, evitare il contatto e la prossimità con persone ammalate.

Источник: https://www.schwabe.it/bisogni/raffreddore-nei-neonati-quando-preoccuparsi/

Raffreddore nel lattante, trattamenti e rimedi efficaci | Guna – IT

Raffreddore nei neonati
Il raffreddore nel lattante come negli adulti è una condizione sintomatologica dovuta alla presenza di un virus.

21 ricette facili da realizzare con prodotti naturali e di qualità.

Dallo Chef Ugo Gastaldi

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Il raffreddore è sicuramente la malattia più diffusa al mondo e può colpire sia grandi che piccoli.

Quando ad ammalarsi sono però i neonati (primo mese di vita) o i lattanti (primo anno di vita), spesso i genitori si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni: “È una cosa passeggera? Sarà grave? È normale che non abbia appetito” ecc.

Impariamo allora a riconoscere quali sono i sintomi di un lieve raffreddore e quali invece i segnali di un’infezione respiratoria più importante, per capire se basta aspettare che tutto passi o se bisogna rivolgersi al pediatra.

Sintomi del raffreddore

Il raffreddore, definito in termini medici rinite acuta, è un’infezione di tipo virale delle vie aeree superiori: cavità nasali, gola, faringe e laringe.

I sintomi con cui il raffreddore si manifesta nei neonati sono:

  • congestione nasale
  • naso che cola
  • starnuti
  • mal di gola e gola arrossata
  • febbricola
  • tosse
  • irrequietezza
  • riduzione dell’appetito
  • difficoltà a dormire
  • problemi ad assumere il latte sia dal seno che dal biberon, a causa del naso chiuso.

Quanto dura il raffreddore di un neonato

Il raffreddore si presenta sempre con questi sintomi e dura circa 7/10 giorni.

In alcuni casi però, ci si potrebbe accorgere della presenza di sintomi particolari, che possono rappresentare veri e propri campanelli d’allarme di un’infezione respiratoria o di una condizione infiammatoria più seria, come: laringo-tracheo-bronchite, bronchite, bronchiolite, otite.

Occorre soprattutto prestare attenzione a: respiro frequente (tachipnea) e difficoltoso (dispnea), tosse persistente, febbre alta, pianto inconsolabile in posizione supina, dolorabilità addominale, vomito,  diarrea,

Quando si tratta di lattanti, soprattutto con età inferiore a 3 mesi, il consiglio è sempre quello di rivolgersi al pediatra di famiglia non appena compaiono i comuni sintomi del raffreddore.

Il medico è l’unico in grado di effettuare una diagnosi corretta e, quando necessario, di decidere la terapia da attuare.[1]

Tosse dopo il raffreddore nel lattante

La tosse può essere molto comune nel lattante, anche dopo essere guarito dal raffreddore. Si tratta di un meccanismo di difesa che il corpo attua in maniera spontanea, per rimuovere sostanze irritanti dalle vie aeree o ripulirle dopo un’infiammazione o un’infezione.

Bisogna però preoccuparsi e chiamare il pediatra quando:

  • la tosse persiste e/o non consente al bambino di eseguire le sue normali attività, dal semplice nutrirsi fino al giocare
  • il bambino risulta poco reattivo
  • il respiro è particolarmente affannoso
  • i colpi di tosse compaiono in determinati momenti (ad esempio dopo aver riso, dopo aver fatto piccoli movimenti).

Sistema immunitario

I neonati cominciano a costruire il proprio sistema immunitario sin dalla nascita, poiché il corpo inizia a difendersi presto da virus e batteri presenti nell’ambiente.

Quando i bambini nascono con un parto naturale, il contatto con determinati agenti microbici si verifica prima di venire alla luce, poiché nel canale del parto essi hanno il loro primo incontro col microbiota della madre.

Anche i piccoli che si nutrono col latte materno hanno una risposta immunologica più rapida rispetto a quelli che invece assumono latte artificiale.

In ogni caso, tutti i neonati hanno un proprio sistema immunitario innato (definito aspecifico), che col tempo si rafforza, ma sin da subito comincia ad agire in difesa dell’organismo per prevenire infezioni.

Prima di essere affiancato dal sistema immunitario adattivo, questo meccanismo difensivo si trova a far fronte a numerosi microrganismi ancora sconosciuti per il bambino, esponendolo più facilmente alle infezioni.

COME EVITARE MAL DI GOLA E INFLUENZA

Infezione respiratoria

Soprattutto i primi 6 mesi  di vita, possono costituire un momento delicato per il lattante, poiché anche una semplice influenza o un raffreddore possono richiedere tempi lunghi di guarigione.

Ciò accade quando a provocare il raffreddore è un’infezione respiratoria, delle vie aeree superiori: tracheite, rinite, faringite e otite.

Osservare i bambini risulta indispensabile per poter cogliere eventuali cambiamenti e segnali d’allarme.

L’infezione che interessa le vie respiratorie superiori infatti, potrebbe arrivare ad interessare anche le vie respiratorie inferiori, provocando bronchite, bronchiolite o polmonite.

Uno degli agenti causali è il virus respiratorio sinciziale (VRS).

Oltre alla tosse, esso può provocare sintomi simili al raffreddore, che durano per una o due settimane.

È necessario informare al più presto il pediatra di famiglia o recarsi al pronto soccorso se il bambino:

  • emette sibili mentre respira
  • tossisce espellendo muchi giallo-verdognoli
  • ha problemi di respirazione e fa delle pause nei respiri
  • rifiuta di nutrirsi
  • è disidratato, ovvero fa poca pipì (il bambino ha il pannolino asciutto anche dopo 6 ore), piange senza lacrime, ha la pelle secca.

Quando ad essere colpiti dal virus respiratorio sinciziale sono i bambini con età inferiore a 2 mesi, risulta necessario il ricovero in ospedale per poter attuare una terapia specifica.

Ancora più a rischio per questo tipo di infezioni sono i bambini nati prematuri, quelli che hanno cardiopatie e anomalie alle vie respiratorie congenite, i bambini con displasia broncopolmonare e fibrosi cistica.[2]

Come liberare il naso di un lattante

Generalmente è preferibile evitare la somministrazione di farmaci ai lattanti, a meno che essi non siano strettamente necessari e, soprattutto, solo dopo una visita e relativa prescrizione del pediatra.

Il raffreddore è causato da un virus, quindi ancor meno raccomandabile può essere l’uso di antibiotici, utili contro i batteri, ma non contro i virus.

Si possono invece alleviare i sintomi ricorrendo ad alcuni metodi naturali e semplici da attuare.

Inoltre, visto che i bambini (ancor più i lattanti) non sanno soffiare il naso, bisogna aiutarli a liberare le narici per consentire una respirazione migliore.

Linee guida per l’alimentazione nella prima infanzia

Rimedi naturali

Vediamo nello specifico quali sono i rimedi naturali più diffusi per alleviare la congestione nasale.

  • I lavaggi nasali effettuati con soluzione fisiologica o soluzione salina sono molto efficaci da questo punto di vista, soprattutto se applicati prima dei pasti e prima di andare a dormire. In entrambi i casi, a causa della congestione nasale, i bambini raffreddati non riescono a respirare bene, a nutrirsi, idratarsi e dormire correttamente. Con l’aiuto di una siringa senza ago o con delle apposite pipette (oggi esistono anche strumenti più sofisticati, che micronizzano la soluzione salina), iniettando direttamente nel naso il liquido, esso trascina con sé le secrezioni mucose e le conduce verso l’esterno.

    In questo modo il bambino espelle la maggior parte dei fluidi dalle narici e la restante parte attraverso l’evacuazione intestinale.

  • Favorire il riposo è uno dei rimedi più efficaci per rimettere il neonato in forze, nell’attesa che il virus venga sconfitto.
    Se i bimbi frequentano il nido, sarebbe opportuno tenerli a casa per tutto il periodo del raffreddore, per evitare che contagino anche gli altri.
  • Incoraggiare l’idratazione fa sì che i muchi possano essere più facilmente espulsi .
  • Evitare sbalzi termici, anche da una stanza all’altra della casa, è importantissimo perché il raffreddamento non si prolunghi o degeneri.
  • Se necessario, al fine di consentire una respirazione migliore durante il sonno, è possibile aggiungere un cuscino sotto al materassino della culla per sollevare il bimbo.

Precauzioni per evitare il contagio

Il virus del raffreddore si trasmette attraverso le goccioline di saliva, sia col contatto diretto che tramite oggetti infetti.

Per evitare il contagio dunque, bisogna:

    • Lavarsi le mani prima di toccare e allattare il bambino.
    • Tenere il piccolo lontano da persone raffreddate.
    • Pulire spesso i giocattoli.
    • Se in famiglia ci sono altri bambini, è importante insegnare loro a starnutire nella piega del gomito o in un fazzoletto per evitare che delle microparticelle possano entrare in contatto col bambino.
    • Se si tratta di un lattante che è stato svezzato, prima di dargli la pappa è necessario lavargli le manine, è infatti quasi impossibile impedirgli di portarle alla bocca.
    • Evitare i luoghi affollati almeno nei primi mesi di vita del bambino.
    • Evitare che il piccolo respiri fumo passivo (questo dovrebbe essere un accorgimento da adottare a prescindere da eventuali contagi di virus, dato che il fumo passivo è molto dannoso per tutti e ancor più per i bambini). [3]

In definitiva possiamo dire che il raffreddore nei lattanti non è una malattia grave ma, per evitare complicanze, è sempre meglio chiedere consiglio al pediatra e assumere le dovute precauzioni.

Источник: https://guna.com/it/guna-lifestyle/raffreddore-nel-lattante-trattamenti-e-rimedi-efficaci/

Gravidanza
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