Quinta malattia: sintomi, contagio e rimedi

Quinta malattia

Quinta malattia: sintomi, contagio e rimedi

La pediatra ci parla della quinta malattia: come si manifesta a livello cutaneo, come avviene il contagio e quanti sono i giorni di incubazione

La quinta malattia è nota anche come megaloeritema epidemico da eritrovirus, il Parvovirus P19. Il suo nome, quinta, deriva dal fatto che è stata descritta in medicina come quinta malattia esantematica.

Ricordiamo che la prima a essere scoperta è il morbillo nel 1553, la seconda la scarlattina nel 1564, la terza la rosolia nel 1740, la quarta la scarlattinetta nel 1894, la quinta il megaloeritema epidemico nel 1905, la sesta l’esantema subitum nel 1910.

Incubazione

È una malattia esantematica del bambino, poco frequente nell’adulto. L’incubazione della malattia varia da 7 a 21 giorni, durante i quali non si hanno manifestazioni cutanee. Caratteristica della malattia è che dà una immunità permanente, pertanto le recidive sono pressochè assenti.

Sintomi della quinta malattia

La comparsa di esordio della malattia è una reazione esantematica che al viso assume un aspetto singolare come di guance schiaffeggiate, mentre sulla restante parte del corpo si manifesta come eruzione maculo papulosa con un aspetto a reticolato.

Caratteristica importante è che la manifestazione non dà prurito, ma la sua comparsa può accompagnarsi a malessere, cefalea, febbricola non più di 38°C, astenia, rinorrea, linfonodi ingrossati e palpabili, dolori articolari.

A volte la manifestazione può interessare anche il cavo orale con un enantema caratteristico.

Quinta malattia, immagini

vai alla gallery

Le malattie contagiose tipiche dell'infanzia: le foto che ti aiutano a riconoscerle

Contagio

Questa fase coincide con la viremia che dura mediamente una settimana: questo è il periodo di contagio, essendo il virus eliminato in grande quantità attraverso la via respiratoria con goccioline aerosolizzate (goccioline di Flügge). Il quadro in età pediatrica tende a risolversi in pochi giorni, solitamente 7-10 giorni e senza alcuna sequela, ma in alcuni casi può perdurare a lungo, come è in caso di persone adulte, nei soggetti con anemia, negli immunodepressi.

Quinta malattia nei bambini

La quinta malattia si presenta in qualsiasi fascia di età, ma è decisamente frequente in età pediatrica nella fascia 3-12 anni, con segni caratteristici, tant’è che sulla cute si osservano tre fasi:

  • Prima fase: l'esantema inizia al viso col classico aspetto “a guance schiaffeggiate” (slapped- cheek). L'eritema, rosso vivo, appare improvvisamente alle guance con risparmio della piega nasolabiale, della base e del dorso del naso, della regione periorale e periorbitale, della fronte e del mento. Assomiglia all'eritema solare. Scompare nel giro di 2-4 giorni;
  • Seconda fase: dopo 1-4 giorni dalla comparsa dell'esantema al viso, l'eruzione, non pruriginosa, si estende al: dorso del braccio, regione postero-laterale dell'avambraccio e dorso della mano, regione antero-laterale delle cosce ed ai glutei, risparmiando gomiti, pieghe di flessione, dorso e torace; la regione palmo-plantare è colpita in maniera incostante. Sono lesioni maculo-papulose, isolate o confluenti, con margini di colore rosso-acceso e centro rosa pallido leggermente cianotico. Il sovrapporsi ed il confluire delle lesioni, unitamente all'impallidimento del centro delle lesioni dà origine al caratteristico aspetto reticolato, merlettato, in un disegno a ghirlande ed arabeschi. Nonostante il nome ” malattia dalle guance schiaffeggiate” sia sinonimo del quadro morboso, l'aspetto reticolare dell'esantema è la caratteristica distintiva, potendone essere anche la sola manifestazione;
  • Terza fase: può durare da 3 giorni a 3 settimane, in un succedersi di remissioni e riaccensioni che si manifestano se il bambino non sta a riposo, se si espone al sole, se fa il bagno in acqua calda, se piange o se intervengono fattori emotivi.

Quinta malattia negli adulti

Lo stato di salute si mantiene buono durante tutto il decorso, mentre quando è l'adulto ad essere infettato dal PV-B19, la malattia si manifesta, più che col classico esantema, con una poliartrite periferica, simmetrica delle articolazioni delle mani, dei polsi, delle ginocchia e delle caviglie, accompagnata da dolore articolare che peggiora durante il giorno e prediligono le femmine.

Quinta malattia in gravidanza

La malattia pur non influendo sullo sviluppo del feto, può comunque dare un rischio di aborto che va dal 3% al 9% nelle prime venti settimane di gestazione e scende allo 0,5% dopo la ventiduesima settimana.

Il 60% delle donne in età fertile sviluppa degli articorpi contro la quinta malattia e può essere che molte gravide l’abbiano avuta senza accorgersene perché la malattia può decorrere senza che si manifesti alcun sintomo.

Quinta malattia, rimedi

La malattia si risolve spontaneamente in 1-2 settimane, talvolta con esiti pigmentari, peraltro transitori. Trattandosi di una malattia virale la terapia è solo di supporto (idratazione ed eventuale paracetamolo).

Sono da evitare l’esposizione al sole e i bagni prolungati in acqua.


L’omeopatia può essere utile contro le malattie infettive dei bambini, anche in associazione a trattamenti della medicina convenzionale.

  • La pulsatilla indiluizione 5- 15ch è utile contro le chiazze rosse ed il prurito, in un dosaggio di 4 granuli ogni ora, mentre in diluizione 15 ch è utile contro il dolore diffuso. 
  • La belladonna 5ch 4 granuli x 4-5 al dì,  può contribuire ad abbassare la febbre e lenire bruciori.

gpt inread-altre-0

Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/quinta-malattia.html

Quinta Malattia

Quinta malattia: sintomi, contagio e rimedi

GeneralitàCos'è la quinta malattia?CauseSintomi e complicanzeDiagnosiTerapiaPrognosi Prevenzione

La quinta malattia – nota anche come eritema infettivo o megaloeritema epidemico – è una patologia infettiva acuta, scatenata dal Parvovirus B19.

Particolarmente contagiosa e tipica dei bambini in età da scuola elementare, la quinta malattia è responsabile di un eritema caratteristico su braccia, gambe e guancie, nonché di sintomi più aspecifici, come mal di testa, senso di fatica, febbre lieve (febbricola), mal di gola e nausea.

Nella stragrande maggioranza dei pazienti, la quinta malattia si risolve spontaneamente, senza problemi e senza conseguenze degne di nota; a dimostrazione di ciò è il fatto che moltissimi adulti colpiti dalla quinta malattia in tenera età affermano di non ricordare questa malattia infettiva e l'entità della sua sintomatologia. La quinta malattia non richiede alcun trattamento particolare, in quanto guarisce spontaneamente nel giro di 1-3 settimane.

La prognosi è eccellente.

La quinta malattia è una patologia infettiva di origine virale, dal decorso acuto e alquanto contagiosa, che colpisce tipicamente i bambini in età da scuola elementare.

Nota per provocare un caratteristico eritema in braccia, gambe e guance, la quinta malattia rappresenta – insieme alla rosolia, al morbillo e alla sesta malattia – una delle principali cause di esantemi dell'infanzia correlati ai virus.

A cosa si deve il nome di “quinta malattia”?

La quinta malattia deve il proprio nome al fatto che è stata, in ordine temporale, la quinta patologia infettiva tipicamente giovanile a essere descritta in medicina.   

Altri nomi della quinta malattia

La quinta malattia è anche nota con gli appellativi di: eritema infettivo, megaloeritema epidemico e malattia della guancia schiaffeggiata.

La scelta di questi sinonimi si spiega con il carattere eritematoso della quinta malattia, compreso il terzo, in cui “la guancia schiaffeggiata” è un richiamo al caratteristico eritema che la malattia infettiva in questione causa a livello delle guance.

Epidemiologia

La quinta malattia è diffusa in tutto il Mondo e, nonostante possa interessare chiunque senza distinzione di età, colpisce prevalentemente bambini e ragazzi tra i 5 e i 15 anni.

La quinta malattia presenta una certa stagionalità; infatti, salvo qualche eccezione, le statistiche dicono che la maggior parte dei casi clinici imputabili all'eritema infettivo si riscontra durante l'inverno e l'inizio della primavera.

Per “malattia infettiva di origine virale” s'intende un'affezione che compare a causa di un virus.
Nel caso specifico della quinta malattia, il virus responsabile è il cosiddetto Parvovirus B19.

Parvovirus B19

Scoperto per caso nel 1975 dalla virologia australiana Yvonne Cossart, il Parvovirus B19 appartiene alla famiglia virale denominata Parvoviridae e possiede, per genoma, una piccolissima molecola di DNA.

Tra le varie caratteristiche del Parvovirus B19, si segnala in particolare il suo spiccato tropismo per i globuli rossi immaturi contenuti nel midollo osseo, in quanto questa capacità è alla base dell'eritema cutaneo tipico della quinta malattia.

Per chi non ne fosse a conoscenza, questo tropismo consiste, sostanzialmente, nell'abilità, da parte del Parvovirus B19, di riuscire a invadere i globuli rossi non ancora maturi e ancora situati all'interno del midollo osseo.

Modalità di trasmissione della quinta malattia

La trasmissione della quinta malattia (e del Parvovirus B19) a un nuovo ospite può avvenire attraverso:

  • L'inalazione di goccioline di saliva infetta, emesse da un portatore dell'infezione, in occasione di starnuti, colpi di tosse o quando parla.
  • Il contatto con oggetti toccati in precedenza da un individuo malato, seguito dal mancato lavaggio delle mani.
  • Il contatto diretto con del sangue infetto, chiaramente appartenente a un soggetto malato.

Incubazione della quinta malattia

Il periodo di incubazione della quinta malattia (cioè il tempo che deve trascorrere affinché, dopo la prima esposizione all'agente patogeno, compaiano i primi sintomi) può andare da un minimo di 4 a un massimo di 21 giorni; tuttavia, in genere, ha una durata di 14-16 giorni.

Quand'è che un malato è contagioso per gli altri?

Un individuo che ha contratto la quinta malattia inizia a essere contagioso da prima dell'esordio dei sintomi (quindi durante il periodo di incubazione della malattia) a quando fanno la loro comparsa i primi segni dell'eritema cutaneo.
Dopodiché, il livello di contagiosità scema abbastanza rapidamente, fino ad annullarsi.

Chi è più a rischio?

Le persone più a rischio di ammalarsi di quinta malattia sono:

  • I soggetti giovani di età compresa tra i 5 e 15 anni;
  • Coloro che lavorano nelle scuole e che trascorrono molto tempo a stretto contatto con i soggetti giovani dell'età specificata in precedenza (quindi insegnanti, collaboratori scolastici ecc.);
  • I genitori di bambini e ragazzi a rischio di quinta malattia (cioè i “soliti” giovani di età compresa tra i 5 e i 15 anni).

In genere, la quinta malattia esordisce con sintomi aspecifici, quali febbricola (febbre lieve), mal di testa, rinorrea, mal di gola, senso di stanchezza e dolore alle articolazioni.

Questa sintomatologia dura poco tempo (2-3 giorni) e, nell'esaurirsi, lascia spazio alla manifestazione clinica più caratteristica della quinta malattia: l'eritema cutaneo a cui si è fatto cenno all'inizio dell'articolo.

L'eritema cutaneo della quinta malattia ha connotati ben precisi:

  • Comincia a livello delle guance, che appaiono gonfie e risultano dolorose, e si espande, col passare dei giorni, in altre sedi, come tronco, arti superiori, natiche e arti inferiori;
  • Comporta la generazione di macchie rossastre, talvolta in rilievo. Queste macchie rossastre sono frutto della peculiare predilezione che il parvovirus B19 ha nei confronti dei globuli rossi immaturi;
  • Sulle guance, è responsabile della cosiddetta eruzione a farfalla, una vera particolarità sintomatologica della quinta malattia;

Visualizza Foto dell'Eritema Infettivo

  • Raramente interessa i palmi delle mani e le piante dei piedi;
  • Tende a svanire gradualmente. Stime riportano che in circa il 65% dei pazienti scompare nel giro di 5-8 giorni, mentre nel rimanente 35% dei casi clinici si risolve nell'arco di 2-3 settimane.

Talvolta, può capitare che, assieme all'eritema cutaneo, insorgano un esantema orale (contraddistinto da macchioline rosacee a livello del palato e della mucosa faringea) e adenopatie occipitali o latero-cervicali.

Sempre in circostanze eventuali può accadere che con l'eritema cutaneo insorgano anche i dolori alle articolazioni, a cui si è fatto riferimento parlando della sintomatologia d'esordio della quinta malattia (è quindi possibile che il dolore articolare compaia in un secondo momento).

Quinta malattia nei bambini e negli adulti

Negli adulti, la quinta malattia produce sintomi che sono solo in parte sovrapponibili a quelli dei bambini.

Infatti, mentre nei pazienti giovani è predominante, rispetto agli altri disturbi, la presenza dell'eritema cutaneo sopra descritto, nei pazienti di età adulta trova maggiore riscontro il dolore alle articolazioni (in particolare a quelle di polsi, ginocchia, caviglie, dita e spalle).

Nel paziente adulto, i dolori articolari possono presentarsi in svariati modi: sotto forma di artriti acute (almeno il 60% dei casi), di artriti sub-acute, di artriti croniche e di artromialgie (20% dei casi) accompagnate o meno da un senso di fatica cronica.
Nel bambini, invece, i dolori articolari si presentano, di solito, in veste di artromialgie e, più raramente, in forma di artrosinoviti.

Complicanze della quinta malattia

La quinta malattia è una patologia infettiva di modesta entità clinica, che, però, in specifici gruppi di persone, può degenerare in gravi complicanze.
Tra i soggetti particolarmente sensibili o suscettibili alla quinta malattia, figurano:

  • Individui malati di anemia emolitica autoimmune, alfa/beta talassemia, leucemia mieloide cronica, anemia emolitica da deficit di piruvato-chinasi e anemia falciforme.
    • In quest'ampia gamma di soggetti sensibili, la quinta malattia può avere svariate conseguenze, tra cui: anemia acuta, consistente diminuzione dei globuli rossi, scomparsa dei reticolociti (crisi aplastica) e leucopenia.
  • Le donne incinte nel primo trimestre di gravidanza. In questi soggetti, la quinta malattia può provocare idrope fetale, aumentando sensibilmente il rischio di aborto spontaneo.
  • Individui in uno stato di immunodepressione, dovuto per esempio a una malattia come l'ADIS o all'assunzione di farmaci chemioterapici.

La diagnosi di quinta malattia si basa, in genere, sulla semplice valutazione e sull'analisi critica dei sintomi e dei segni, quindi, in sostanza, sull'esame obiettivo e sull'anamnesi.
Ciò è possibile perché la quinta malattia – come affermato in più di un'occasione – causa un eritema caratteristico.

Come diagnosticare la quinta malattia, in assenza dell'eritema caratteristico?

La diagnosi di quinta malattia può risultare difficile da porre, nel caso in cui la malattia infettiva in questione si limiti a causare sintomi aspecifici, senza provocare il classico eritema sulle guance o su altre parti del corpo.

Per risolvere i dubbi e le perplessità che, inevitabilmente, emergono da tali circostanze, è sufficiente che il medico prescriva al paziente una serie di esami del sangue, i quali consentono di stabilire una volta per tutte il preciso agente causale.

In assenza di una sintomatologia chiara ed evidente, la quinta malattia può essere confusa con il morbillo, la rosolia, la quarta malattia o la scarlattina.
Questa eventualità giustifica la strategia di diagnosi differenziale, basata su esami più approfonditi di quella che è la semplice analisi dei sintomi.

In genere, la quinta malattia non richiede alcuna terapia particolare, in quanto tende a risolversi spontaneamente, senza peraltro alcuna minima conseguenza sul paziente.

Talvolta, se la febbre è insistente e/o il dolore articolare è intenso, può capitare che il medico curante prescriva un antipiretico come il paracetamolo, semplice da utilizzare ed sufficientemente efficace contro la suddetta sintomatologia.

Chiaramente, durante il decorso della malattia, il paziente deve stare a riposoassoluto da qualsiasi attività (scuola, lavoro ecc.

), in modo tale da facilitare la guarigione; inoltre, è bene che assuma molta acqua, in quanto una corretta idratazione mantiene efficienti le funzioni dell'organismo (e ciò è fondamentale, quando è in corso di un'azione di difesa contro un'infezione).

Vedi anche: Farmaci per Curare la Quinta Malattia »

Nota importante: evitare le radiazioni solari

L'eritema cutaneo che caratterizza la quinta malattia impone ai pazienti di evitare l'esposizione alle radiazioni solari, in quanto queste sono potenziali responsabili di un aggravamento dei sintomi cutanei.

La prognosi in caso di quinta malattia è generalmente eccellente. Le complicanze, infatti, sono rare e riguardano particolari categorie di persone.

Quali sono i tempi di guarigione?

I tempi di guarigione dalla quinta malattia possono variare da una a tre settimane

Dopo quanto un bambino può tornare a scuola?

Un bambino potrebbe fare ritorno a scuola ed entrare in contatto tranquillamente con altre persone una volta comparso l'eritema cutaneo. Come affermato, infatti, la comparsa dell'eritema cutaneo coincide con la fine della contagiosità del paziente.
Ciononostante, i medici consigliano di attendere qualche giorno, per evitare inutili affaticamenti.

Chi si è ammalato di quinta malattia può ammalarsi nuovamente?

La quinta malattia produce un'immunità naturale definitiva; in altre parole, a seguito dell'infezione da parvovirus B19, l'essere umano è in grado di sviluppare una protezione naturale contro il suddetto virus, che nega ogni possibilità di ammalarsi nuovamente di quinta malattia.

Attualmente, non esiste alcun vaccino finalizzato alla prevenzione della quinta malattia e, data l'entità dell'infezione in questione, non ve n'è neppure la necessità.

Come ridurre il rischio di contagio?

Per ridurre il rischio di contagio, i medici raccomandano ai soggetti con quinta malattia e a chi si prendae cura di questi, il frequente e accurato lavaggio delle mani.

Quinta Malattia in breve: riassunto sulla quinta malattia »

Источник: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/quinta-malattia.html

Quinta malattia: sintomi, contagio e incubazione

Quinta malattia: sintomi, contagio e rimedi

  • Cause
  • Sintomi
  • Decorso
  • Complicanze
  • Prevenzione

La quinta malattia, più propriamente chiamata eritema infettivo, fa parte del gruppo delle malattie esantematiche proprie dell’infanzia, anche se può insorgere teoricamente a qualsiasi età.

Tipicamente colpisce i bambini a partire dai 3-5 anni, a cavallo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, con andamento epidemico a intervalli di 4-7 anni.

Così come il morbillo, la varicella, la rosolia e la roseola infantum (sesta malattia) è un’infezione virale.

Cause

L’agente infettivo responsabile è il Parvovirus B19, identificato per la prima volta nel 1974.

Questo virus colpisce esclusivamente l’uomo e nell’organismo ha come bersaglio specifico le cellule del midollo osseo che danno origine ai globuli rossi.

Le manifestazioni cliniche più comuni della malattia non sono però dovute all’azione diretta del virus, ma alla risposta del sistema immunitario all’infezione, con la formazione di immunocomplessi che si depositano nei tessuti, soprattutto a livello della cute e delle articolazioni.

Sintomi

La comparsa di un eritema localizzato alle guance è il segno tipico della malattia, eventualmente seguito da un’analoga eruzione cutanea a livello di gambe e braccia.

L’esantema ha un aspetto reticolato o “merlettato” caratteristico, una distribuzione simmetrica sia alle guance sia agli arti e in genere non è pruriginoso.

Un’infiammazione delle articolazioni periferiche (mani, polsi, caviglie, ginocchia) può comparire anticipatamente oppure in concomitanza dell’esantema o anche successivamente, con maggiore frequenza negli adulti (nei quali possono anche mancare le manifestazioni cutanee) o negli adolescenti e molto più raramente nei bambini.

La fase conclamata della malattia è spesso preceduta da sintomi simil-influenzali, in genere così aspecifici e di lieve entità da destare poca attenzione.

Decorso

La malattia ha un periodo di incubazione possibilmente prolungato, da 4 a 20 giorni, durante il quale i virus si moltiplicano, entrano in circolo e vengono eliminati in grande quantità attraverso le vie respiratorie inglobati in goccioline aerosolizzate.

Il periodo di contagiosità dura circa una settimana e coincide con la fase dei sintomi prodromici, mentre alla comparsa delle manifestazioni cutanee e articolari è praticamente terminato ed è già in atto la risposta immunitaria.

Gli esantemi scompaiono di solito entro 1-2 settimane, ma possono riacutizzarsi a fasi alterne in caso di stress fisico o emotivo oppure di esposizione al sole o contatto con acqua calda.

I dolori articolari e muscolari, quando presenti, regrediscono di solito in 2-4 settimane e solo in rari casi, e più spesso negli adulti, si protraggono per periodi lunghi.

In condizioni normali la sintomatologia si risolve comunque spontaneamente senza richiedere alcun trattamento specifico.

Le fasi della malattia sono schematizzate nella tabella seguente:

Fase della malattiaDurata
Incubazione4-20 giorni
ContagiositàCirca 7 giorni (in coincidenza con fase dei sintomi prodromici)
Durata esantema7-14 giorni
Durata dolori articolari2-4 settimane

Complicanze

Mentre nei soggetti sani l’eritema infettivo è una malattia del tutto benigna, in soggetti a rischio può avere complicanze anche gravi.

In pazienti con malattie del sangue o immunodepressione (emoglobinopatie, leucemie, infezione da HIV) il temporaneo arresto della produzione di globuli rossi causato dal Parvovirus B19 può determinare anemia grave.

In donne incinte che non abbiamo avuto precedente contatto con il virus, e non siano quindi già immunizzate, l’infezione può causare sofferenza fetale ed eventualmente (1-10% dei casi) l’interruzione della gravidanza.

Prevenzione

La prevenzione del contagio è difficilmente praticabile perché la diffusione dei virus avviene in una fase dell’infezione in cui la sintomatologia che la rende riconoscibile è ancora assente.

Invece, il decorso della malattia richiede un’attenta sorveglianza nei soggetti a rischio di sviluppare complicanze.

Potrebbero interessarti anche questi articoli:

Quinta malattia: cause, sintomi e decorso

Источник: https://www.saperesalute.it/quinta-malattia-contagio-sintomi-rischi-terapie

Quinta malattia in bambini e adulti: sintomi, foto e cura

Quinta malattia: sintomi, contagio e rimedi

L’eritema infettivo (o quinta malattia) è una malattia benigna dell’infanzia caratterizzata da un tipico arrossamento delle guance e da un esantema in grado di interessare varie parti del corpo.

È causato dal parvovirus umano (PV-B19), una forma di eritrovirus che colpisce soltanto la specie umana (è diverso da quello che colpisce i cani e i gatti).

La quinta malattia è tipica dei bambini e tra i sintomi più comuni ricordiamo:

  • febbre lieve,
  • sintomatologia del raffreddore,
  • mal di testa,
  • eruzione cutanea sul viso ed in particolare sulle guance, che assumono il tipico aspetto arrossato (guance schiaffeggiate).

L’eruzione cutanea può in una seconda fase diffondersi agli arti e al tronco, mentre gli adulti possono lamentare anche dolori e gonfiori articolari.

La malattia si diffonde facilmente attraverso saliva e muco, quando i malati tossiscono o starnutiscono. Si può prevenire il contagio lavandosi spesso e bene le mani.

La diagnosi di solito si basa solo sulla visita medica, quindi per i pazienti con il classico eritema non sono necessari ulteriori approfondimenti. Per chi invece manifesta sintomi dubbi o per le gestanti può essere utile una conferma della diagnosi attraverso test di laboratorio.

La quinta malattia di solito è molto lieve e guarisce senza alcuna terapia, tuttavia può avere conseguenze gravi in caso di:

  • gravidanza,
  • anemia,
  • tumori o altre forme di compromissione del sistema immunitario.

A seguito della guarigione si acquisisce in genere immunità.

Fattori di rischio

Tra i fattori di rischio più comuni ricordiamo:

  • Uomini/Donne: L’eritema infettivo colpisce con uguale frequenza entrambi i sessi, anche se l’artropatia (sintomi che coinvolgono le articolazioni) è più diffusa tra le donne. Inoltre le donne possono soffrire delle complicazioni dell’eritema infettivo durante la gravidanza.
  • Età: Il 70% circa dei casi riguarda bambini di età compresa tra i 5 e i 15 anni, ma può colpire persone di ogni età (adulti compresi).
  • Contatto con bambini (scuole, asili, …).
  • Immunodeficienza (sistema immunitario indebolito).

Trasmissione e contagio

I bambini affetti dalla quinta malattia sono contagiosi soprattutto durante la fase asintomatica (cioè senza sintomi, che si verifica circa una settimana prima della comparsa dell’eruzione cutanea) e quella in cui la malattia sembra un semplice raffreddore, prima che compaiano l’eruzione cutanea, il dolore e il gonfiore articolare; questo rende peraltro conto della facilità con cui s’innescano piccole epidemie negli asili.

Le modalità del contagio sono analoghe a quelle del raffreddore, il parvovirus B19 si diffonde tramite le secrezioni respiratorie (cioè la saliva, il catarro o il muco nasale) quando il paziente infetto tossisce o starnutisce.

Dopo la comparsa dell’eruzione cutanea con ogni probabilità non si è più contagiosi, quindi si può ritornare al lavoro, a scuola o all’asilo.

Il parvovirus B19 può anche diffondersi tramite il sangue e gli emoderivati, ma si tratta ovviamente di un rischio più che altro teorico, mentre più concreta è la possibilità che le gestanti colpite da questo virus possano contagiare i loro figli.

Fase prodromica

I sintomi lievi di norma iniziano dopo 1-2 settimane circa dall’esposizione al virus.

Questa fase si manifesta in particolar modo negli adulti, soprattutto per quanto riguarda i dolori articolari che in questa fascia di popolazione colpiscono un soggetto su due.

I possibili sintomi includono:

Fase 1 (esantematica)

L’esantema di colore rosso vivo e in rilievo compare improvvisamente e solo sulle guance, risparmiando naso, la zona intorno alla bocca e intorno agli occhi. Può assomigliare a una scottatura e in alcuni casi può essere edematoso.

Fase 2

Dopo qualche giorno può iniziare la seconda fase, caratterizzata da un’eruzione eritematosa maculopapulare in corrispondenza del tronco e delle estremità (di solito sulle braccia e sulle superfici estensorie, cioè sulle parti di pelle che permettono l’estensione degli arti).

I palmi delle mani e dei piedi di norma non sono interessati e il prurito è più frequente negli adulti rispetto ai bambini.

La manifestazione dell’esantema sulle mucose (bocca, genitali) è rara.

Durante la guarigione l’eritema lascia tracce reticolari.

Con la comparsa della manifestazione cutanea il paziente non è in genere più contagioso.

Ci possono essere ricadute frequenti dell’esantema, per settimane o addirittura mesi in seguito a fattori scatenanti come

  • esercizio fisico,
  • irritazione,
  • stress,
  • surriscaldamento della pelle causato dalla luce del sole o dal contatto con l’acqua calda.

Adulti

Oltre a quanto visto finora, i pazienti adulti corrono un rischio maggiore di soffrire di dolori articolari durante l’esposizione al virus. Questa fase può iniziare con sintomi prodromici e con tracce di esantema, ma nella maggior parte dei casi si manifesta semplicemente con dolori articolari bilaterali mai avvertiti in precedenza.

Colpisce con maggior frequenza le donne e può durare per giorni o addirittura mesi.

Le zone colpite sono (dal più frequente al meno frequente):

  • mani,
  • ginocchia,
  • polsi,
  • caviglie.

Il dolore articolare, diversamente dall’artrite reumatoide, peggiora durante la giornata, ma le articolazioni non vengono danneggiate.

Gravidanza

La metà circa delle gestanti è immune al parvovirus B19 e di solito, quindi, queste donne e i loro figli sono protetti dal contagio.

Le gestanti non immuni di norma non soffrono di complicazioni gravi dopo l’esposizione al virus della quinta malattia e possono ammalarsi al massimo in modo lieve.

Anche i bambini generalmente non hanno problemi, ma in rari casi il feto può iniziare a soffrire di anemia grave e la mamma potrebbe abortire.

Questa situazione per fortuna non è frequente e si verifica in meno del 5% delle gestanti contagiate, quasi sempre durante la prima metà della gravidanza.

Consigliamo quindi alle gestanti non immuni di evitare inutili rischi di contatto con malati, ma la malattia è comunque considerata meno pericolosa di altre (come la rosolia).

Prognosi e complicazioni

La quinta malattia, nella forma classica che colpisce i bambini, guarisce spontaneamente senza complicazioni.

Le infezioni negli adulti, nelle persone con problemi del sistema immunitario, nei pazienti anemici e nelle gestanti possono causare invece complicazioni (anemia severa).

L’anemia è un disturbo in cui i globuli rossi, che trasportano l’ossigeno in tutto il corpo, si consumano prima che il midollo riesca a sostituirli. L’infezione da parvovirus nei pazienti anemici può interrompere la produzione di globuli rossi e causare una crisi anemica.

I soggetti più esposti a questo rischio sono:

  • pazienti affetti anemia falciforme,
  • feto (quando il contagio avviene prima della nascita, ossia nel caso di figli delle gestanti colpite dal parvovirus durante la gravidanza),
  • soggetti con sistema immunitario compromesso, ad esempio da:
    • AIDS,
    • terapie antitumorali,
    • farmaci anti-rigetto usati dopo i trapianti.

Quando chiamare il medico?

  • Chiamate subito il medico se vostro figlio ha un’eruzione cutanea, in particolare se è diffusa su tutto il corpo o accompagnata da altri sintomi.
  • Chiamate il ginecologo o l’ostetrica se siete incinta e avete un’eruzione cutanea oppure siete entrate in contatto con qualcuno con la quinta malattia (o con un’eruzione cutanea estesa).

Cura

Non esiste una cura specifica per la quinta malattia, che di norma tende a risolversi senza complicazioni.

Può essere utile alleviare i sintomi attraverso:

  • riposo,
  • abbondante idratazione e se possibile una normale nutrizione,
  • antipiretici per la febbre (come il paracetamolo),
  • antistaminici in caso di prurito.

Источник: https://www.valorinormali.com/malattie/quinta-malattia/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: