Quanto si spende per i figli: infografica

Infografica: i genitori italiani insegnano la finanza ai loro figli?

Quanto si spende per i figli: infografica

Chi è genitore lo sa bene, chi ancora non lo è deve aspettarsele, ma non si scappa. Prima o poi arrivano le due fatidiche domande: “Da dove vengono i bambini?” e “Da dove vengono i soldi?”.

In entrambi i casi i genitori si ritrovano in imbarazzo o non sanno bene come affrontare i continui “Perché?” che sollevano i bambini. Nel caso dell’economia e della finanza poi, è ancora più difficile dato il basso livello di educazione finanziaria in Italia.

Per capire meglio la relazione tra genitori, figli e denaro AdviseOnly ha deciso di coinvolgere direttamente le famiglie italiane con un breve questionario online, somministrato tra il 17 marzo e il 5 ottobre 2015. A rispondere sono stati oltre 100 genitori da tutta la Penisola. Vediamo insieme i risultati.

Il sondaggio offre degli spunti di riflessione molto interessanti sulla relazione tra genitori, figli e denaro.

I figli vogliono parlare di denaro coi genitori. Lo fanno presto, entro i 7 anni di età (il 72%). Anche se sono pochi ad avere già in mente i concetti di soldi e ricchezza: la maggior parte fa domande riconducibili alle sfere del lavoro (stipendio, ragioni che spingono i genitori ad andare a lavorare) e degli acquisti (i motivi del mancato acquisto di qualcosa).

I genitori italiani spiegano insieme l’economia e la finanza ai figli. Nonostante le decisioni finanziarie in famiglia siano prevalentemente appannaggio dagli uomini, quando si tratta di insegnarne l’uso sono fortunatamente coinvolte anche le donne. È senz’altro positivo che non ci sia una specializzazione dei ruoli in questo campo dell’educazione dei figli.

I genitori italiani sono incoerenti.

Pur ritenendo opportune le pratiche della paghetta (79%) e di far svolgere ai propri figli lavoretti per arrotondare (89%), di fatto quelli che nella vita quotidiana danno/hanno dato questa possibilità ai loro figli sono decisamente meno (rispettivamente il 53% e il 37%). Eppure la paghetta sarebbero molto salutare come primo passo per l’educazione finanziaria dei loro figli.

Paghetta e lavoretti: sì o no?

Un caso celebre di lavoretti per arrotondare è quello del miliardario americano Warren Buffett che, a 6 anni, guadagnò i suoi primi soldini vendendo porta a porta gomme da masticare, Coca-Cola e riviste. A 11 anni comprò azioni per la prima volta e a 14 dei terreni agricoli, che salirono di prezzo facendogli guadagnare 90mila dollari quando giunse al termine dell’università.

Il famoso miliardario americano, intervistato dall’emittente CNBC, ha consigliato ai genitori di insegnare l’importanza della gestione del denaro ai bambini fin dall’asilo.

Buffett si è speso in prima persona, creando la serie animata “Secret Millionaires Club”, trasmessa dall’emittente HUB cable network e ora disponibile online.

Dalla serie è stato poi tratto del materiale didattico, utilizzato dalle scuole per insegnare l’educazione finanziaria ai più piccoli e il business game Grow your own business, che premia le migliori idee imprenditoriali dei bambini.

Per quanto riguarda la paghetta, la “ING International Survey 2014.

Mobile Banking, Social Media and Financial Behaviour” dimostra che le persone che ricevono la paghetta da piccole hanno maggiori competenze finanziarie, sono più propense a controllare le spese, tenere un budget familiare e a risparmiare in modo regolare e per la pensione.

La stessa ricerca fa notare che, dopo la paghetta, la maggior parte dei genitori (70-80%) ha visto un miglioramento nelle capacità dei figli di capire il valore del denaro, fare budget, gestire il denaro e diventare indipendenti.

Investire per (e con) tuo figlio

Se tuo figlio è ancora troppo piccolo per capire le nozioni base del risparmio, puoi iniziare fin d’ora a mettere da parte un gruzzoletto per il suo futuro: del resto, il 13% degli italiani risparmia proprio per i figli. Pensando a questa esigenza, AdviseOnly ha creato per te il Portafoglio Premium Figli, con diversi orizzonti temporali di investimento e in due modalità (reddito e accumulazione).

Se invece tuo figlio è adolescente o giovane, al tuo investimento può affiancarsi anche il suo. Puoi insegnargli a risparmiare e investire in modo costante nel tempo parte della paghetta, poi i guadagni di qualche lavoretto extra e infine una parte del suo stipendio.

Su questo blog abbiamo dimostrato con una simulazione che risparmiare è un gioco da ragazzi, che investire nel lungo termine e con metodo si possono ottenere degli interessanti risultati come accumulare 366.000 euro in 60 anni, partendo da piccoli con un investimento di soli 20 euro a settimana. Provare per credere!

CondividiTweetNewsletterCondividi

Источник: https://www.adviseonly.com/economia-e-mercati/economia-politice-e-societa/infografica-i-genitori-italiani-insegnano-la-finanza-ai-loro-figli/

Baby sitter, ma quanto mi costa?

Quanto si spende per i figli: infografica

Qual è il costo orario di una baby sitter? Paga oraria o forfait, cosa scegliere?  Se non sai come orientarti, leggi qui e scopri quanto costa una baby sitter nel 2019.

Una premessa. All’interno della relazione fra i genitori e chi si prende cura dei loro bambini, il tema del compenso è di importanza fondamentale.

Approcciare la questione con un atteggiamento del tipo “il risparmio per il risparmio” non è mai una buona idea. La baby sitter è la persona a cui deleghiamo la cura dei nostri figli.

Colei che ci sostituisce nell’educazione, nelle cure materiali e perfino nell’affettività durante le ore in cui non siamo in casa.

In ogni caso, è bene sapere che ci sono parametri oggettivi per determinare il costo orario di una baby sitter. Vediamo quali.

Quanto costa una baby sitter occasionale all’ora?

Determinare con una certa esattezza quanto costa una baby sitter all’ora è utile nel caso in cui tu abbia deciso di ricorrere ad un aiuto esterno ogni tanto, o solo per un paio di ore al giorno, per esempio per “coprire” le ore successive all’uscita da scuola. Oppure nell’eventualità in cui  tu abbia bisogno ogni tanto di una baby sitter notturna.

Negli altri casi, come per esempio per una tata che accudisce un bambino piccolo dalla mattina al pomeriggio inoltrato, o per una baby sitter part-time che ogni giorno si occupa dei bambini per tre o quattro ore, è consigliabile ricorrere a formule di retribuzione forfettaria.

Ma questo lo vedremo più avanti. Ora occupiamoci di prezzi baby sitter su base oraria

Quanto costa in media una baby sitter in Italia?

Nel 2019, il costo medio orario di una baby sitter in Italia èdi 8,06 euro all’ora. Rispetto al 2017, un po’ di più (era 7,76).

Lo dice una ricerca  di Sitly, la piattaforma che fa incontrare on-line genitori e baby sitter. La statistica si basa su un data-base di transazioni rilevante (ad oggi sono più di 500.000 le baby sitter iscritte al portale), spalmato su tutte le regioni d’Italia.

Tuttavia, come abbiamo detto, il costo baby sitter riportato è un valore medio. Come è facile immaginare, infatti, dovrai decidere quanto pagare una baby sitter anche in base al luogo in cui vivi.

Per esempio, per una baby sitter a Roma e a Milano si spende in media ben più di 8 euro all’ora (8,40 euro a Roma e 8,91 Milano).

Nelle più grandi città del Sud, come Napoli, Palermo, Reggio Calabria o Bari le baby sitter sono pagate in media 7,50 euro l’ora.

Più a Nord della Penisola la musica cambia, e il costo orario sale a 8,50 euro. Così avviene a Torino, Bologna, Genova, Firenze, Venezia.

E qui si apre un altro tema. Come molti sanno per esperienza, nelle località turistiche affidare la cura dei bambini  per qualche ora è quasi un lusso.

E se ti stai chiedendo quanto costa una baby sitter in vacanza, sappi che a Cortina ci si attesta sui 9 euro. A Selva di Val Gardena in media la tariffa oraria di una baby sitter è intorno ai 12 euro.

Va un po’meglio a Carloforte, dove una baby sitter costa all’ora 9 euro. 

Fattori che influenzano il compenso orario della baby sitter /1

Il costo all’ora di una baby sitter dipende anche dal livello di esperienza  della professionista e dalservizio che i genitori richiedono:

  • una baby sitter con vari anni di esperienza (più di cinque) costa più di una ragazza che fa la baby sitter come lavoretto per studenti alle prime armi;
  • una professionista che abbia frequentato un corso per baby sitter e che sia  in possesso di competenze certificate (per esempio che abbia seguito un corso della Croce Rossa sulla disostruzione delle vie aeree dei bambini) esige normalmente compenso orario più alto;
  • una baby sitter che sia in grado di svolgere anche mansioni di aiuto compiti andrà retribuita oltre la tariffa base;
  • l’età dei bambini conta altrettanto; fare la baby sitter sitter a un neonato o di bambini molto piccoli, sotto i tre anni, richiede un livello di attenzione e di competenze maggiore rispetto a quello necessario per occuparsi di ragazzi di 11 o 12 anni, e quindi una paga oraria più alta.

Dunque, per fare un esempio, a Roma una baby sitter professionale che debba occuparsi di un bebè di 6 mesi potrebbe ragionevolmente applicare una tariffa oraria dagli 11 euro  fino ai 15.

A  Napoli, dove si parte da una media di 7,35 euro, lo stesso tipo di servizio potrebbe invece essere remunerato a partire da 9 o 10 euro.

Reciprocamente, una ragazza senza particolare esperienza, che a Milano debba occuparsi di ragazzini  di 12 o 13 anni, potrà ricevere  una paga oraria di 7,50 euro. Cioè più o meno il 15% meno della tariffa oraria media applicata dalle baby sitter in quella città.

Fattori che influenzano il compenso orario della baby sitter /2

Altro tema: quanto costa una baby sitter all’ora per due bambini? Evidentemente non il doppio! Su questo abbiamo  fatto un piccolo sondaggio su alcuni forum dedicati.

Nel thread lanciato si ipotizzava una situazione con due bambini di 7 o 10 anni.

Tutte le mamme “intervistate” hanno dichiarato come accettabile un costo orario di 10 euro, quindi una paga oraria superiore per un buon 20% a quella media per la custodia di un solo bambino (8 euro).

Infine, l’ultimo dubbio. Quanto prende una baby sitter serale. In questo caso, è consigliabile concordare un forfait per il tempo che si intende restare fuori. L’importo da proporre alla baby sitter dipende dal numero di ore, dalle locali tariffe di mercato, dalla frequenza dell’impegno.

E soprattutto… dal sonno dei bambini! Se dormono tutto il tempo, la baby sitter sarà davvero poco impegnata. Ma se invece i bambini da accudire hanno il sonno difficile, la paga stabilita dovrà tenerne conto.

Spesso, le baby sitter serali sono giovani studentesse, per cui  la tariffa oraria base su cui calcolare il forfait potrà attestarsi sotto la media locale.

In ogni caso, per le prestazioni orarie che abbiamo elencato sopra, si potrà mettere la baby sitter in regola con il Libretto di Famiglia. Lo strumento messo a punto dall’INPS  nel 2017, dopo l’abolizione dei voucher.

Stai cercando una baby sitter? Registrati a Sitly. È gratis!

Voglio trovare una baby sitter

Per cercare subito la baby sitter che fa per te, scarica l’App di Sitly sul tuo telefono o sul tuo tablet!

Guarda come funziona la app di Sitly:

Invece, quanto pagare una baby sitter assunta regolarmente?

Parliamo adesso di una baby sitter full-time o part-time, impegnata in maniera continuativa nella gestione familiare.

Quanto costa un contratto baby sitter di questo tipo? Stavolta a darci indicazioni precise è il CCNL, ovvero  il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro sulla Disciplina del Lavoro Domestico.

Il CCNL, che regola anche il lavoro di baby sitter (definito “assistenza all’infanzia”) è stato firmato nel 2013; sebbene scaduto nel 2016 vien aggiornato ogni anno  nelle parti riguardanti  le retribuzioni minime .

Ma cosa fa esattamente una baby sitter secondo il CCNL?

Cominciamo dall’inizio: come vengono definite e “inquadrate” nel Contratto le figure professionali che in una casa si dedicano alla cura dell’infanzia?

Esistono 8 livelli,  da A (il più basso) fino a D super (il più alto). Noi riportiamo solo le definizioni che riguardano l’assistenza ai bambini.

Livello A Super -Il lavoratore addetto alla mera compagnia di persone autosufficienti; baby-sitter con mansioni occasionali e/o saltuarie di mera vigilanza di bambini in occasione di assenze dei familiari.

Livello B Super -Il lavoratore esperienza superiore ai 12 mesi, che svolge mansioni, sempre di natura esecutiva, implicanti specifiche capacità professionali. Assistente a persone (anziani o bambini) autosufficienti, che svolge anche mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa.

Livello C Super -Il lavoratore che possiede  specifiche capacità professionali, che gli permettono di svolgere la propria attività godendo di totale autonomia e responsabilità. Assistente a persone (anziani o bambini) non autosufficienti, senza diploma professionale, che svolge altresì mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa.

Livello D – Istitutore o istitutrice

Livello D Super -Il lavoratore provvisto di diploma nello specifico campo oggetto della propria mansione, che svolge con piena autonomia decisionale e responsabilità attività di gestione e di coordinamento.

Assistente a persone (anziani o bambini) non autosufficienti, in possesso di un diploma professionale o di un attestato specifico (es.

infermiere diplomato generico, assistente geriatrico), che svolge altresì mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa.

Il livello che hai deciso di attribuire alla tua baby sitter dipende dunque dalle sue mansioni. Deve assistere bambini autosufficienti o no? Deve anche occuparsi delle pulizie? Così come dal suo livello di esperienza e di formazione professionale:  ha un diploma o no? Da quanti anni lavora?

Dal livello discende, ovviamente, la retribuzione minima.

Non sai come mettere in regola la babysitter?

Minimi retributivi baby sitter 2019: quanto pagare la baby sitter (come minimo!)

Allora, nel 2019 quanto costa una baby sitter che lavora a casa nostra, a tempo pieno o solo part-time, ma comunque assunta con un contratto regolare?

Una baby sitter convivente, al mese, guadagna:

  • livello AS: € 751,88
  • livello BS : € 867,55
  • livello CS: € 983,22
  • livello D: € 1327,76 (con tutte le indennità)
  • livello DS: € 1385,60 (con indennità)

Invece una baby sitter non convivente costa, all’ora:

  • livello AS € 5,45
  • livello BS € 6,13
  • livello CS: € 6,82
  • livello D: € 7,87
  • livello DS € 8,21

Non abbiamo considerato le indennità di vitto e alloggio, o l’ipotesi in cui la tua baby sitter lavori esclusivamente nelle ore notturne. Se ti interessa approfondire questi aspetti, vale la pena dare un’occhiata a questa minimi retributivi 2019. 

Quanto costa una baby sitter in totale: la parte contributiva

Naturalmente, se vuoi calcolare la tua spesa totale, non devi dimenticare i contributi INPS.

Questi si calcolano su base oraria, e variano in base al compenso orario stabilito e al tipo di rapporto di lavoro (a tempo determinato o a tempo indeterminato). Per aiutarti, l’INPS ti mette a disposizione uno strumento automatico di calcolo dei contributi dei lavoratori domestici.

Per saperne di più, va al nostro post sui contributi lavoro domestico 2019: troverai tutte le info che ti servono sul calcolo dei contributi previdenziali INPS, e sui tempi e le  modalità di versamento. Importante: se paghi regolarmente hai diritto a dei vantaggi fiscali: i contributi INPS baby sitter sono deducibili quando fai la dichiarazione dei redditi.

In conclusione: ecco cosa fare, step by step

Hai domande, osservazioni, suggerimenti? Facci sapere, condividi e commenta! Ciao!

Источник: https://www.sitly.it/blog/quanto-costa-una-baby-sitter/

Indice dei prezzi di viaggio: viaggia in base al tuo budget – Wimdu Blog

Quanto si spende per i figli: infografica

Se siete colti da un’improvvisa nostalgia per l’ultimo viaggio fatto, l’unico rimedio è partire di nuovo! Sì, ma per dove? E quanto mi costeranno i piccoli piaceri del turista? Il nostro indice dei prezzi di viaggio indica quale paese è più adatto per un budget limitato, ma offre anche una stima di quanto dovrai risparmiare per goderti le mete più care, ma magari più desiderate.

Il nostro indice dei prezzi di viaggio Wimdu include il prezzo minim dei prodotti alimentari e il prezzo di un ristorante dei rispettivi paesi. Viene preso in considerazione il prezzo giornaliero e per persona.

Indice dei prezzi di viaggio – Prezzo in Italia

Prezzo del cibo al giorno per persona : 8,42 €
Prezzo del ristorante a persona : 15,00 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona : 31,90 €

L’Italia è il punto di partenza della nostra lista, pertanto è posizionata con un indice di prezzo Wimdu del 100% nella nostra infografica. I paesi con un valore superiore al 100% sono quindi più costosi dell’Italia e quelli con un valore inferiore al 100% sono invece più economici.

Per avere un’immagine più omogenera possibile tutti i prezzi sono espressi in euro. Si tratta ovviamente di approssimazioni.

Le 5 destinazioni più care rispetto all’Italia

Se dai un’occhiata alle cinque destinazioni più care della nostra infografica, avrai un’idea delle destinazioni per cui ci sarà bisogno di tirare la cinghia in vista della partenza.

Naturalmente si tratta di un confronto basato sui tre parametri scelti nella nostra infografica ovvero prezzo del cibo, del ristorante e dell’alloggio, ma puoi sempre strategie diverse per risparmiare (per esempio evitando i ristoranti!)

5° posto : Danimarca

Prezzo del cibo al giorno per persona: 8,86 €
Prezzo del ristorante a persona: 13,41 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona : 41,15 €

Il prezzo per notte a persona è più caro in Danimarca di circa 9 euro rispetto all. Il prezzo per il cibo risulta più o meno simile a quello per un soggiorno italiano, con un rincaro di circa 40 centesimi per persona. A sorpresa la spesa media di un ristorante danese è conveniente per un italiano, che risparmia all’incirca 2 euro.

4° posto : Stati Uniti

Prezzo del cibo al giorno per persona: 9,01 €
Prezzo del ristorante a persona: 12,06 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona: 47,74 €

Gli Stati Uniti si piazzano al 4° di questa speciale classifica, con un soggiorno per notte più caro di 15 euro a notte rispetto all’Italia, e anche il cibo vi costerà in media circa 60 centesimi al giorno in più a testa.

Per il ristorante invece niente paura: rispetto all’Italia potrete risparmiare in media quasi 3 euro.

Senza dimenticare che solitamente le porzioni di un pranzo o una cena americana sono notevolmente più grandi di quelle che puoi trovare in Italia.

3° posto : Paesi Bassi

Prezzo del cibo al giorno per persona: 8,25 €
Prezzo del ristorante a persona: 15,00 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona: 46,30 €

Arriviamo alle posizioni calde della classifica. Al terzo posto abbiamo i Paesi Bassi, dove dovrai prepararti a spendere in media 14 euro in più per un alloggio, ma in compenso riparmieri circa 20 centesimi sul prezzo del cibo. Se pianifichi una cena al ristorante, ricordati che spenderai in media 15 euro, esattamente come in Italia.

2° posto : Norvegia

Prezzo del cibo al giorno per persona: 12,40 €
Prezzo del ristorante a persona: 17,30 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona: 41,57 €

In Norvegia le temperature posso essere tanto basse quanto cari i prezzi per un soggiorno: la spesa media per notte a persona è più caro di circa 9 euro rispetto all’Italia.

I prezzi per il cibo e per il ristorante sono più costosi di circa 6 euro, rispetto all’Italia.

Senza contare i mezzi di trasporti, che da quelle parti saranno necessari per spostarsi tra i vari villaggi e per raggiungere supermercati e luoghi d’interesse.

1° posto : Svizzera

Prezzo del cibo al giorno per persona: 17,96
Prezzo del ristorante a persona: 20,81 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona: 43,20 €

Sorpresi dalla prima posizione della Svizzera come destinazione più cara? Non così tanto. Il paese nel cuore dell’Europa è da sempre noto per essere tra i più costosi del continente, basti pensare alla Station Street a Zurigo con i suoi numerosi negozi di design da di lusso.

Per non parlare di una delle più famose stazioni sciistiche di lusso, quella di St. Moritz, che ospita ogni numerosi personaggi pubblici.

Rispetto all’Italia, il prezzo medio di un soggiorno è più alto di circa 11 euro e La spesa media per il cibo e il ristorante sarà in media 9 euro più cara rispetto all’Italia.

Le 5 destinazioni più economiche rispetto all’Italia

Le cinque destinazioni più economiche della nostra infografica sono assolutamente una sorpresa. Tuttavia, bisogna tenere conto che l’indice dei prezzi di viaggio Wimdu si riferisce esclusivamente alle spese in loco. Bisogna considerare infatti che alcuni di queste destinazioni sono molto distanti e andrà calcolato quindi anche il prezzo dell’eventuale viaggio.

5° posto : Repubblica Ceca

Prezzo del cibo al giorno per persona: 5,31 €
Prezzo del ristorante a persona: 4,69 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona: 23,99 €

La Repubblica Ceca si piazza al quinto posto come uno dei posti meno cari dove spendere le proprie vacanze. Il segreto? Un alloggio che costa in media circa 8 euro in meno rispetto all’Italia e una spesa davvero bassa per cibo e ristorante. Pronti ad abbuffarvi di gulasch e scolarvi buonissime birre ceche?

4° posto : Indonesia

Prezzo del cibo al giorno per persona: 4,99 €
Prezzo del ristorante a persona: 1,51 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona: 26,43 €

Messo da parte il prezzo del volo, l’Indonesia è di certo una delle mete che dovrete tenere presente se volete godervi una vacanza esotica senza spendere cifre da capogiro.

Troverete alloggi a meno di 30 euro e mangerete in ristoranti spendendo in media 1,51 euro (!!!).

Anche in questo caso dovrete forse tenere da conto anche il costo di eventuali spostamenti, ma saranno spese più che ammortizzate dai prezzi davvero a buon mercato dei consumi giornalieri.

3° posto : Polonia

Prezzo del cibo al giorno per persona: 4,18 €
Prezzo del ristorante a persona: 4,69 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona: 22,09 €

Anche se molti affermano che tempo fa in Polonia tutto era molto più economico, si tratta ancora di una delle mete ideali per il viaggiatore italiano che non vuole spendere cifre da capogiro, Tieni presente che le città turistiche sono ovviamente più costose dei dei piccoli villaggi, ma resta il fatto che il prezzo medio di un alloggio Wimdu è di circa 22 euro a notte per persona, mentre il cibo e il ristorante costano meno di 10 euro a persona.

2° posto : Argentina

Prezzo del cibo al giorno per persona: 4,12 €
Prezzo del ristorante a persona: 6,39 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona: 20,34 €

L’Argentina attera al 2° posto tra le destinazioni più economiche. Nella terra delle pampas potrai spendere 30 euro al giorno e quindi risparmiare 25 euro rispetto a un soggiorno in Italia.

Un ristorante costa meno di 5 euro, così come il prezzo dei prodotti alimentari che solitamente si aggira intorno ai 4 euro.

In Argentina, le carni alla griglia sono la specialità di casa e le potrai assaggiare a un prezzo medio di 6 euro.

1° posto : Thailandia

Prezzo del cibo al giorno per persona: 6,34 €
Prezzo del ristorante a persona: 1,56 €
Prezzi dei nostri alloggi per per notte a persona: 19,00 €

La Thailandia si aggiudica meritatamente il primo posto come meta più economica. Con una media di meno di 20 euro a persona per notte questa bellissima località del SudEst asiatico è letteralmente imbattibile. Aggiungi il costo medio di 1,56 euro per un ristorante, e capirai perché questa è tra le destinazioni più amate dagli europei.

Sources : Les prix des logements: Wimdu

Prix d’un restaurant et des produits alimentaires : www.numbeo.com

Источник: https://www.wimdu.it/blog/indice-dei-prezzi-di-viaggio-viaggia-in-base-al-tuo-budget

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: