Quanto costa un bambino? I consigli per risparmiare

Economia familiare: ecco quanto costa fare un figlio oggi ed i consigli utili per risparmiare

Quanto costa un bambino? I consigli per risparmiare

Fare un figlio ha sicuramente un costo ed un peso sull’economia familiare. Non si tratta di una frase fatta ma della realtà. Tra le spese da sostenere prima del parto a quelle dopo il parto, decidere di fare un figlio ha un costo economico non indifferente. Tuttavia ci sono dei consigli e piccole strategie che permettono di risparmiare. Vediamo di cosa si tratta.

Economia familiare: i figli costano ed il calo delle nascite aumenta

Decidere di mettere al mondo un figlio, non è una cosa semplice e da sottovalutare. Non solo per il carico di responsabilità che la nascita di un figlio comporta, ma anche per il peso che questo ha sull’economia familiare stessa. Non a caso, nel nostro Paese continua il calo demografico.

Infatti, stando ai dati Istat relativi al 2018, si è avuto un calo delle nascite del 4% rispetto all’anno precedente. Ma non è tutto, di fatti il crollo delle nascite non è un problema di oggi, già a partire dal 2008 si è registrata una costante diminuzione delle nascite in Italia.

Quale la causa di tutto ciò? Sicuramente tra le varie cause, anche le spese economiche connesse alla messa al mondo di un figlio incidono notevolmente.

Quanto costa fare un figlio? Le spese prima della nascita

Le spese che inevitabilmente influiscono sull’economia familiare, iniziano prima ancora della nascita del bebè. Secondo i dati elaborati dalla Federconsumatori, durante la gravidanza, le spese da sostenere possono arrivare a 2.000 euro.

Infatti, le visite ginecologiche, gli esami del sangue, i controlli vari, hanno un costo. Tuttavia, è sempre utile per i futuri genitori, informarsi sulla presenza o meno di eventuali servizi sanitari offerti gratuitamente o comunque con agevolazioni, in modo da poter risparmiare.

Ed ancora, anche il guardaroba premamam ha un costo. Sempre secondo i dati di Federconsumatori, le future mamme spendono in media circa 755 euro per comprare differenti capi pensati per le donne in stato di gravidanza.

Non è necessario cambiare tutto il guardaroba, ed in ogni caso ci sono ottimi capi venduti a prezzi abbastanza economici.

Le spese dopo la nascita del bambino

La spesa maggiore a pesare sull’economia familiare è sicuramente quella dopo la nascita del bambino. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, durante il primo anno di vita del bambino, le famiglie si trovano a dover sostenere spese che vanno dai 7.123 e 15.345 euro.

Nello specifico, solo per l’attrezzatura come il passeggino, la carrozzina, la culla, il lettino ed il seggiolino da mettere in auto, si spendono 1.500 euro circa, per i pannolini si spendono in media 700 euro mentre per l’abbigliamento vanno via 1.000 euro circa. Anche il cibo ed i farmaci hanno un loro costo sull’economia familiare.

Infatti, tra pappe varie le famiglie spendono circa 2.000 euro, per i giochi 400, mentre 1.400 gli euro che servono per le visite pediatriche ed eventuali farmaci.

Se facciamo due conti in tasca, fare un figlio oggi non è qualcosa di economico, per questo molte famiglie decidono di non mettere al mondo un figlio se non hanno un lavoro stabile e sicuro.

Economia familiare: alcuni consigli per risparmiare

Non disperate, perché le possibilità di risparmiare ci sono, almeno per quanto riguarda le spese connesse all’abbigliamento, accessori e giocattoli. I due canali maggiormente usati per risparmiare sono Internet, che spesso offre prezzi vantaggiosi, oppure puntare direttamente all’usato.

Il risparmio medio connesso all’acquisto di prodotti sul web è del 25%, mentre si può arrivare a risparmiare il 50% se si sceglie l’usato. Tuttavia ci sono anche delle eccezioni, in quanto molto dipende anche dal rapporto tra la qualità ed il capo che si vuole acquistare.

Altro canale di risparmio è quello dello sharing, ossia della condivisione degli accessori, abbigliamento e giocattoli. Spesso, quando un seggiolone, oppure il passeggino la culla e molto altro ancora non servono più, le mamme prestano questi oggetti alle loro amiche o familiari.

Si tratta dunque del prestare e condividere accessori legati alla vita del bebè, operazione che si traduce in notevoli risparmi per le tasche dei neo genitori

Economia familiare e l’asilo nido

La lista delle spese da sostenere non si ferma certo qua. Infatti, anche la retta dell’asilo nido ha un suo peso sull’economia familiare. Spesso, i genitori lavorano e non hanno nessuno a cui lasciare i figli.

Così si decide di iscrivere i bambini all’asilo nido, che però ha un suo costo variabile a seconda della tipologia di struttura (pubblica o privata). Solitamente le strutture pubbliche sono più economiche, con una retta che si aggira sui 300 euro al mese, anche se i posti a disposizione sono limitati.

Per questo motivo, spesso molte famiglie si trovano a dover optare inevitabilmente per l’asilo privato, con relativi costi aggiuntivi.

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Quanto costa un figlio al mese?

Quanto costa un bambino? I consigli per risparmiare

Quanto costa un figlio al mese? Molti genitori che si apprestano a vivere il meraviglioso momento della nascita di un figlio si pongono varie domande, non ultime quelle relative al “costo” di un nuovo arrivato.

Ovviamente la gioia di un fiocco azzurro o rosa non si valuta in termini monetari ma, visto anche il periodo non esattamente roseo per l’economia, in tanti si staranno facendo due calcoli per non lasciarsi prendere alla sprovvista.

Vedi anche: Consigli per gestire una famiglia numerosa tra soldi e vita privata

Mantenere un figlio, spese fisse e spese una tantum

Prima cosa importante: ci saranno una serie di spese da fare solo una volta o comunque che non si ripeteranno periodicamente.

Per esempio l’acquisto del trio, di un cuscino da allattamento, di una fascia portabebè o mei tai, di tutto l’arredamento della cameretta o anche di un semplice lettino (nel primo anno di vita il bambino starà comunque accanto a voi e alla madre se lo allatterà).

Tutte queste spese, anche corpose, si faranno in molti casi prima dell’arrivo del figlio e sono anche quelle più facili da calcolare.

Per un trio si spende da 250 euro a salire, per un cuscino da allattamento sui 50 euro, per un lettino sui 150 euro (l’arredamento completo per la camera partirà dai 500 euro a salire). Ci sono altre spese “una tantum” che possono essere considerate meno “essenziali”, come lo sterilizzatore o i ciucci, che se incluse nel totale andranno ovviamente a rincarare il primo acquisto.

C’è poi una serie di spese fisse, che si ripeteranno ogni mese, e queste sono quelle che andremo a calcolare in questo nostro bilancio mensile per capire quanto costa al mese il mantenimento del bambino o bambina.

Ecco le spese fisse mensili:

I pannolini

Il costo di un bambino nel primo anno di vita ha alcune voci principali di spesa: una delle prevalenti consiste nei pannolini usa e getta.

Pur dipendendo molto dalla marca e quindi avendo un’oscillazione di prezzo importante, anche superiore al 50-60% tra i vari produttori, il costo dei pannolini si aggira su una media di almeno 50 euro al mese.

I bimbi usano almeno 5 pannolini al giorno e spesso li dovrete cambiare anche poco dopo averli messi, il pacco finisce molto in fretta ed è essenziale saper approfittare di pacchi famiglia e di sconti periodici dei grandi store.

Per risparmiare ancora di più si può scegliere di comprare pannolini lavabili mettendo in conto un costo iniziale tra i 300 e i 400 euro ma un deciso risparmio nel medio-lungo periodo. Se si sceglie questa soluzione è consigliabile però aver in casa un’asciugatrice perché altrimenti, in particolare nella brutta stagione, è complicato far asciugare in fretta tutto quel materiale lavato.

Latte

Un bambino allattato al seno non comporta costi: quella del latte in polvere, quando si rende necessario, è la seconda voce di spesa più importante al mese. Dai 10-12 € per pacchi da ½ kg, – 800 g che dureranno proporzionalmente al grado di crescita del piccolo e alla sua “voracità”. Perciò calcoliamo anche in questo caso circa 40 euro al mese.

Abiti

Il costo mensile è estremamente variabile (discorso che varrà anche per le calzature): se scegliete di riusare abiti dei fratellini, dei cugini, o di ricorrere agli store dell’usato che rivendono capi spesso messi pochissimo, la vostra spesa sarà molto contenuta, quasi azzerata. Optando invece per il nuovo, magari di marca, potrete arrivare anche a ben oltre 100 euro al mese, tanto più che i piccoli crescono velocemente e si troveranno costretti a cambiare taglia repentinamente.

Scarpe

Replichiamo quanto detto per gli abiti: se optate per il nuovo troverete anche singoli modelli di scarpe, ciabatte, pantofole, oltre i 100 € (e non è detto che durino a lungo, anzi). Attenzione alle scarpe invernali, i modelli buoni, traspiranti ma impermeabili hanno un costo ancora superiore.

Pappe

Cucinate voi o comprate prodotti già pronti? Dalla risposta a questa questione preventiva avrete un range di costo per mantenere un bambino molto diversificato.

A partire dai 100-150 € se vi dedicherete all’acquisto di omogeneizzati e pappe pronte, circa la metà se vi metterete di impegno e provvederete voi cucinandole e preparandole, magari predisponendo anche dosi “a lungo termine” da surgelare.

Medicinali

In generale la gran parte dei costi sono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale: non sono passate pomate, olio di mandorle, detergenti e alcuni medicinali di automedicazione che sarà opportuno tenere in casa come gli antipiretici in supposte (5-6 euro di costo), soluzione fisiologica per i lavaggi nasali (acquistabili anche negli ipermercati a circa 2 euro a confezione), magari un termometro digitale infrangibile (circa 10 €).

L’asilo nido

Il costo dell’asilo nido, che non è coperto dallo stato (la scuola obbligatoria e gratuita comincia in Italia dalle scuole primarie, cioè dai 6 anni) è estremamente alto anche perché esistono poche strutture comunali/statali. Si devono mettere in conto almeno 400 € al mese con surplus se si fa effettuare ai piccoli il pre-scuola o il dopo scuola.

Alcune ipotesi di costo mensile dei figli

Non si può fare un’ipotesi univoca di costo mensile viste le tante variabili in gioco (esclusi i costi una tantum sopra descritti). Proviamo a ipotizzare alcuni scenari, dal più “risparmioso” a quello di chi ha più possibilità.

Un costo mensile di un figlio supercontenuto, che possa prescindere dal latte in polvere, si aggira sui 100 € e considera 50 € per le pappe, 30 euro per vestiti e scarpe (in questo caso da usato o mercatini) e 20 euro per medicinali e imprevisti di piccola entità. È una cifra che ovviamente non può considerare le eventuali spese extra che si dovessero rendere necessarie (per esempio se doveste cambiare il lettino o intervenire su uno degli elementi di costo fisso elencati a inizio articolo).

Un costo mensile “gold”: qui consideriamo abiti e scarpe acquistati nuovi, latte in polvere, asilo nido, omogeneizzati, insomma la fascia di costo più elevata. Ci muoviamo sui 900-1000 euro al mese, cifra che potrà aumentare in base a ulteriori fattori come le marche degli abiti e delle scarpe acquistati, la tipologia di pannolini ecc.

Curiosità

A proposito del costo dei bambini per la famiglia, tutti ricorderete la vecchia sigla dei Simpson in cui la piccola Maggie viene passata velocemente alla cassa come un qualsiasi altro prodotto e prezzata. La cifra che appariva nel display della cassa era il costo annuale per mantenere un bambino negli Stati Uniti all’epoca in cui era stata fatta la vecchia sigla (1989).

Источник: https://donnesulweb.net/quanto-costa-un-figlio-al-mese/

Caro bimbo 2017: quanto costa mantenere un figlio nel primo anno di vita? –

Quanto costa un bambino? I consigli per risparmiare

I recenti dati dell’Istat sulla natalità nel nostro Paese hanno confermato una realtà drammatica. Una realtà che trova riscontro nella consueta indagine condotta dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori sui costi relativi al mantenimento di un figlio nel primo anno di vita.

Come denunciamo da anni, infatti, crescere un figlio è una scelta estremamente impegnativa, non solo ovviamente dal punto di vista umano, ma anche economico. L’elevato tasso di disoccupazione giovanile incide in maniera determinante su tale scelta, costringendo molte coppie a rimandare o a rinunciare ad avere figli fino a quando la loro condizione economica non si stabilizzerà.

Dallo studio sulla spesa per mantenere un bambino nei primi 12 mesi emerge che tale costo varia da un minimo di 7.072,90 € ad un massimo di 15.140,76 €, con un aumento medio dell’1,1% rispetto al 2016.

Ecco di seguito la tabella con i costi in dettaglio ed i consigli per risparmiare:

(a) differenze dipendono da marca pannolino e numero di cambi
(b) costo varia a seconda numero mesi di allattamento materno, il numero di mesi in cui si utilizza il latte in polvere o il latte fresco. Inoltre nelle pappe si considerano anche omogeneizzati e condimenti;

(c) Il costo delle visite mediche dipende dalla possibilità di avere un buon pediatra pubblico (anche se il fatto che non facciano visite a domicilio costringe i genitori ad averne sempre uno privato a disposizione).

Risparmiare è possibile

Le cifre emerse dallo studio sono a dir poco impressionanti, ma è anche vero che, relativamente ad alcuni costi è possibile risparmiare in maniera notevole.

Il metodo più diffuso per abbattere i costi è il prestito tra familiari e amici… ma anche tra sconosciuti!  Sono nati a questo scopo, infatti, diversi gruppi su internet e sui social network, dove scambiare oggetti, accessori, o anche semplici consigli all’insegna del risparmio e del riuso.

In occasione della nascita, inoltre, parenti, amici e conoscenti vengono spesso in aiuto con regali utili. In questi casi è una buona abitudine predisporre una “lista dei desideri”: aiuterà i neogenitori ad eliminare l’eventualità di ricevere doppioni o oggetti indesiderati, agevolerà anche la scelta di chi deve fare il regalo.

Per il corredo (lettini, fasciatoi, box, ecc.

) non è da sottovalutare, inoltre, il mercato dell’usato, anche online!

Molte coppie per risparmiare dal punto di vista dello spazio, oltre che da quello della spesa, decidono di sostituire il passeggino, la carrozzina e l’ovetto per l’auto, con i cosiddetti “tris”, cioè carrozzine che, a seconda di come vengono regolate, si trasformano in passeggino e in ovetto. Questa tipologia di accessori possono costare tra 396 e 718 Euro.

Costi pre-nascita

Va considerato, inoltre, che ai costi da sostenere nel primo anno di vita del bimbo vanno aggiunti anche quelli sostenuti prima della nascita, per un totale di 2.073,20 Euro (l’1% in più rispetto al 2016).

Asilo nido e baby sitter

Dopo la maternità, inoltre, dovendo tornare al lavoro, più di tre coppie su dieci sono costrette a chiedere aiuto a nonni e parenti (da dati recenti sono 12 milioni i nonni che si occupano dei nipotini), o a pagare salatamente un asilo nido privato o per una babysitter a tempo pieno. Ecco di seguito un esempio dei costi per tali voci.

Aiuti e sostegni

Esistono alcune forme di sostegno studiate per aiutare le famiglie ad affrontare i costi del mantenimento di un figlio.

E’ confermato il bonus bebè, per i bambini nati tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, per le famiglie con un reddito Isee al di sotto dei 25mila euro annui.

 Tra i 7mila e i 25 mila euro all’anno di reddito dichiarato, la prestazione sarà pari a 960 euro nei 12 mesi (80 euro al mese); per chi denuncia meno di 7mila euro, gli assegni garantiranno 1920 euro annui. La durata di percezione dell’assegno avrà estensione triennale.

Per presentare domanda ci si può rivolgere all’Inps (anche online), a un CAF o patronato che curi la pratica. Ad avanzare richiesta dovrà essere un genitore, fornendo adeguata autocertificazione che sarà sottoposta al vaglio dell’ente di previdenza per la verifica dei requisiti.

Novità del 2017 è il premio alla nascita o premio mamma domani. Consiste in un premio una tantum da 800 euro concesso alle future mamme al settimo mese di gravidanza, valido dal 1° gennaio 2017.

Per richiederlo è necessario presentare domanda dopo il compimento del settimo mese di gravidanza, corredata con certificato medico di uno specialista del Servizio Sanitario Nazionale, che attesti la data presunta del parto.

 Come specifica la circolare INPS, verranno in seguito rilasciati i dettagli per presentare la domanda in via telematica. Tale bonus non ha vincoli Isee.

Possono richiederlo le mamme che hanno effettuato un’adozione nazionale o internazionale di un minorenne, che hanno ottenuto l’affidamento preadottivo nazionale o internazionale, che si trovano al 7° mese di gravidanza. Le mamme devono avere residenza in Italia, cittadinanza italiana o comunitaria o status di rifugiato politico e protezione sussidiaria o permesso di soggiorno Ue di lungo periodo o carta di soggiorno per familiari di cittadini Ue.

Nel 2017 sarà disponibile il Bonus nido: pari a 1.000 euro l’anno, corrisposti in 11 mensilità, destinati al pagamento delle rette dell’asilo nido. Il bonus vale per i bambini nati dal 2016 e potrà essere percepito per al massimo tre anni. Per ottenerlo non vi sono limiti di reddito, ma bisogna aspettare le indicazioni.

Questo beneficio non è cumulabile con la detrazione fiscale per le spese documentate di iscrizione in asili nido sostenute dai genitori (una detrazione fiscale pari al 19% sul totale delle spese annue documentate, sostenute fino a un massimo di 632 euro).

Non è cumulabile nemmeno con i voucher asili nido o babysitter, misura già in vigore nel 2016 e prorogata nel 2017.

Esistono, inoltre, i voucher asilo nido e baby sitter. Si tratta di un’agevolazione di 600 euro al mese (totale 3.

600 euro) un massimo di sei mesi, che spetta alle mamme lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata INPS, che tornano al lavoro dopo la maternità obbligatoria o alle lavoratrici autonome non parasubordinate (non iscritte alla gestione separata INPS) e alle imprenditrici. Per queste figure, il periodo fruibile dei voucher è ridotto della metà, per cui per 3 mesi per un totale di 1800 euro.

Per usufruirne, entro gli 11 mesi successivi al rientro dopo la maternità obbligatoria, al posto del congedo parentale, le neomamme lavoratrici possono utilizzare il voucher baby sitter o asili nido.

Tale contributo viene erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro che saranno ritirati dalle lavoratrici presso la sede provinciale INPS entro e non oltre 120 giorni dalla ricezione della comunicazione di accoglimento della domanda.

La madre potrà ritirare i voucher in un’unica soluzione oppure scegliere di ritirarli a cadenza mensile.

Bisognerà aspettare la fine di marzo per poter usufruire di un’altra agevolazione, il fondo crediti nuovi nati destinato a fornire garanzie sui piccoli prestiti concessi alle famiglie che avranno o adotteranno un figlio a partire dal 2017.

Questo fondo di credito è pensato per i bambini – sia nati che adottati – durante i tre anni dal 2015 al 2017 (dunque dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017). La misura è stata approvata in via definitiva con la Legge di Stabilità 2017, ma è necessario attendere la circolare dell’INPS che spiegherà nei dettagli le modalità con cui accedere al prestito.

Per avere un’idea degli importi degli scorsi anni, per i figli nati nel 2009, 2010 e 2011 era possibile avere fino a 5mila euro, da rendere entro massimo 5 anni.

Ufficio Stampa

Federconsumatori Nazionale

Источник: https://www.investireoggi.it/fisco/caro-bimbo-2017-quanto-costa-mantenere-un-figlio-nel-primo-anno-vita/

Come risparmiare nel primo anno di vita del bambino: 8 consigli pratici

Quanto costa un bambino? I consigli per risparmiare

Acquistare su internet, approfittare degli sconti e dei negozi dell'usato. Puntare sulla qualità più che sulla marca ed evitare il superfluo. Ecco tanti trucchi e consigli per non spendere troppo

Mantenere un bambino nei primi 12 mesi di vita ha un costo che varia da un minimo di 7.123 euro a un massimo che supera i 15mila euro. È quanto emerge da uno studio Federconsumatori che evidenzia come le voci di spesa più onerose siano

  • il latte e le pappe (tra i 1.730 e i 3.701 euro spesi nel 2018);
  • i vestiti e le calzature (tra i 1.060 e i 2.899 euro l'anno);
  • e i pannolini (per una spesa di minimo 729 euro e massimo 1.101 euro l'anno).

Ci sono però alcuni accorgimenti pratici che, come sottolineano le associazioni dei consumatori, possono aiutare i genitori a non rimanere al verde. Ecco qualche consiglio utile.

1. Evitate gli sprechi

Un modo per risparmiare è sicuramente quello di ridurre all'origine i costi a partire dalla riduzione degli sprechi.

È davvero necessario comprare la bilancia? O il termometro per misurare la temperatura dell'acqua? No di certo, ma nemmeno il fasciatoio, la culla o il box. Ecco 20 cose da NON comprare quando arriva un bebè.

Per evitare di cadere in tentazione, una buona idea è chiedere alle mamme più esperte che cosa sia veramente necessario.

2. Chi fa da sé…

Ovviamente, non è possibile per tutto, ma dalle pappe ai giochi, passando per alcuni capi di abbigliamento, il fai da te riduce sicuramente la spesa.

Quando si passa alle pappe, dicono gli esperti dell'Unione Nazionale Consumatori, «Puoi preparare la maggior parte dei cibi in casa, incidendo in modo minimo sul budget familiare. In questo caso devi considerare una spesa minima che comprende l'acquisto di qualche spuntino (es.

biscotti), di bavaglini, ciotola e cucchiaio per un totale di circa 200 euro.

Nel caso in cui si decida di acquistare solo omogeneizzati devi considerare circa 3 vasetti al giorno per 6 mesi (540 vasetti), calcolando un costo medio di 1,50 euro a vasetto oltre a bavaglini, spuntini, ciotola e cucchiaio arrivando a spendere anche più di 900 euro».

3. Convenienza online

siti tedeschi

www.windeln.de

www.rossmann.de

C'è poi un programma interessante di Amazon, che è l'Iscriviti e risparmia: in pratica, ci si abbona a ricevere uno o più prodotti a una determinata cadenza (mensile, bimestrale, trimestrale, ecc.). Più si aggiungono iscrizioni, più si risparmia: l'abbonamento a un prodotto dà diritto allo sconto del 5% sul suo prezzo, a tre o più prodotti si ottiene uno sconto del 10% sul prezzo di ogni singolo prodotto.

4. Outlet e spacci

Negli spacci, invece, si possono trovare prodotti all'ingrosso, ad esempio i pannolini, a un prezzo notevolmente ridotto. Basta digitare “spaccio pannolini” su Google per trovare quelli più vicini.

5. Gruppi d'Acquisto

L'unione fa la forza: perché quindi non acquistare in tanti i prodotti per bambini e ridurne il prezzo? Se fate già parte di un GAS (Gruppo d'Acquisto Solidale), potete proporre l'acquisto di prodotti per l'infanzia, dai pannolini al latte in polvere. In alternativa, potete fondarne uno voi, magari coinvolgendo dalle mamme incontrate al corso pre-parto, che hanno bambini della stessa età (e taglia) del vostro.

6. Usato, perché no? Si risparmia dal 46% al 77%

«Per alcuni prodotti, quali ad esempio passeggini, lettini, fasciatoi, seggioloni, ecc., il mercato dell’usato offre soluzioni pratiche ed economiche, in vendita sia nei negozi fisici che in quelli online» suggerisce Federconsumatori.

In effetti, i negozi dell'usato si stanno moltiplicando negli ultimi anni: dentro si possono trovare capi anche nuovi, alla metà del prezzo.

Secondo l'associazione, il risparmio minimo di chi opta per l'usato è del 46% sull'acquisto di uno culla e può arrivare anche al 77% per l'acquisto di un passeggino.

C'è poi il classico passaggio di mano in mano, tra fratelli o amici: è di sicuro uno dei modi migliori per valorizzare oggetti e capi che avrebbero una vita brevissima.

8. Qualità e non la marca

Per risparmiare, controllate la qualità di un prodotto, che non è necessariamente legata alla marca.

Altroconsumo stila periodicamente delle classifiche di qualità dei prodotti legati alla prima infanzia: l'ultimo test sui pannolini ha decretato come il migliore per qualità e prezzo i pannolini Liupilu della Lidl (costo annuo: 292 euro), al secondo posto ci sono quelli di un altro discount, i Soft Dream di Eurospin (costo annuo: 337 euro), e al terzo i Pampers Baby Dry (costo annuo: 558 euro).
Qui altri test su prodotti per i bambini come seggioloni, passeggini, antipidocchi, creme per il cambio e così via.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/risparmiare-primo-anno-bambino-consigli

Gravidanza
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