Problemi di vista durante la gravidanza, i rimedi

Contents
  1. Bruciore agli occhi: cause, pericoli e rimedi
  2. Può essere sintomo di COVID-19?
  3. Sintomi associati
  4. In gravidanza
  5. Quando preoccuparsi e rivolgersi al medico
  6. Cura e rimedi
  7. Link sponsorizzati
  8. Perché non ci vedo più bene in gravidanza?
  9. A volte serve il medico
  10. Come intervenire per il calo di vista
  11. Con gli occhiali
  12.  Con le lenti a contatto
  13. Meglio le morbide e le “usa e getta”
  14. Con il laser
  15. Ti potrebbe interessare anche:
  16. Gravidanza e disturbi della vista: cause e rimedi
  17. 1. Occhio secco
  18. 2. Contrazione degli occhi
  19. 3. Aumento della miopia
  20. 4. Lampi o macchie scure
  21. 5. Affaticamento visivo
  22. 6. Palpebre gonfie
  23. 7. Edema oculare
  24. Come cambia la vista in gravidanza
  25. Vista in gravidanza: quali sono i principali cambiamenti e i loro sintomi?
  26. Peggioramento della miopia:
  27. Vista offuscata:
  28. Secchezza oculare:
  29. Macchie e scintille davanti agli occhi:
  30. Palpebre gonfie:
  31. Lenti a contatto fastidiose:
  32. Problemi di vista in gravidanza: consigli e rimedi
  33. Gravidanza e allattamento: è vero che peggiorano la vista?
  34. Durante i nove mesi può capitare talvolta di vedere più sfocato: vero
  35. Si può avere una sensazione di maggiore secchezza oculare: vero
  36. Se sei miope, il cesareo è sempre necessario: falso
  37. I “lampi” agli occhi possono segnalare un problema di pressione: vero
  38. Durante i nove mesi è meglio fare una visita oculistica: vero
  39. Per proteggere la vista in gravidanza, è opportuno assumere integratori: falso
  40. In gravidanza il sole può dare più fastidio agli occhi: vero e falso
  41. Le lenti degli occhiali da sole possono essere scelte in base al gusto personale: falso
  42. Le lenti con una marcia in più
  43. Gli occhiali da sole devono essere corredati da una nota informativa in cui è indicato:

Bruciore agli occhi: cause, pericoli e rimedi

Problemi di vista durante la gravidanza, i rimedi

Il bruciore agli occhi è un sintomo comune che tutti quanti abbiamo, almeno una volta nella vita, avvertito. Si tratta di un fastidio che percepiamo come bruciore nella zona interna attorno all’occhio.

Questo sintomo può derivare da cause altamente eterogenee, ma le più comuni sono:

  • Esposizione a sostanze irritanti: fumo di sigaretta, polveri, inquinanti, detersivi e prodotti per la pulizia della casa, cloro nelle piscine, osservazione diretta del sole, shampoo, spray e tinture per capelli, …
  • Eccessivo uso di dispositivi elettronici retroilluminati come computer, smatphone, televisori, tablet.
  • Uso non corretto o prolungato di lenti a contatto.

Da un punto di vista più prettamente medico sono ovviamente numerose le patologiche in grado di manifestarsi anche attraverso questo disturbo, tra cui ricordiamo ad esempio:

iStock.com/Pheelings Media

Può essere sintomo di COVID-19?

Come visto nel paragrafo precedente il bruciore agli occhi può essere espressione di infezioni delle vie respiratorie, ed in questo senso la COVID-19 non fa eccezione, ma certamente non può rappresentarne l’unico sintomo (in altre parole la sola presenza di bruciore agli occhi non è suggestiva di malattia da nuovo coronavirus).

Sintomi associati

Spesso non si tratta di un sintomo isolato, può essere infatti accompagnato da uno o più dei seguenti rilievi:

  • lacrimazione
  • secrezioni oculari
  • fotofobia (ovvero una maggior sensibilità alla luce)
  • iperemia congiuntivale (arrossamento dell’occhio)
  • sensazione di corpo estraneo all’interno dell’occhio
  • visione annebbiata
  • prurito
  • dolore oculare.

In gravidanza

Durante la gravidanza il corpo della donna subisce grandi cambiamenti, per esempio da un punto di vista ormonale si osserva un aumento dei livelli di progesterone e una quasi completa soppressione della produzione di ormoni androgeni.

Questi cambiamenti ormonali possono portare ad una secchezza oculare che rende l’occhio più sensibile agli agenti esterni.

Si rileva inoltre anche un leggero aumento della curvatura della cornea che, associata ad una ridotta lubrificazione, porta ad una maggior frizione da parte delle palpebre che possono irritare l’occhio e causare così l’insorgenza di bruciore oculare.

Si tratta tuttavia di una situazione temporanea ed autolimitante, ovvero in grado di regredire spontaneamente dopo il parto con la ripresa del corretto assetto ormonale.

Quando preoccuparsi e rivolgersi al medico

Se il bruciore agli occhi rappresenta in genere un disturbo autolimitante e spesso dovuto a condizioni ambientali cui chiunque può essere esposto, possono costituire motivo di preoccupazione sintomi che non regrediscono in un paio di giorni o che si associano a disturbi più severi.

Seppur non frequentemente, il bruciore agli occhi può essere spia di patologie anche molto gravi che richiedono un immediato intervento, si raccomanda quindi di rivolgersi al medico o al Pronto Soccorso in caso di:

  • Sanguinamento oculare
  • Secrezioni purulente giallo/verdastre
  • Miodesopsie (corpi mobili che fluttuano all’interno del campo visivo)
  • Improvvisa alterazione visiva: diplopia (vedere doppio), visione offuscata, …
  • Incapacità a muovere l’occhio nello spazio
  • Proptosi (protusione di un occhio)
  • Febbre, brividi e malessere generale

Cura e rimedi

Il trattamento del bruciore agli occhi cambia a seconda della causa che l’ha generato, ma in ottica di prevenzione è utile:

  • Evitare l’esposizione ad irritanti, che consente la regressione del fastidio nell’arco di qualche ora; si consiglia quindi di:
    • Evitare fattori accidentali: fumo di sigaretta, polvere, …
    • Arieggiare i locali aprendo le finestre almeno un paio d’ore al giorno
    • Evitare l’uso di trucchi, detergenti e prodotti che possono essere irritanti
  • Riposare gli occhi: se si è costretti a passare molte ore davanti uno schermo stabilire delle pause e sbattere le palpebre più volte per garantire una corretta lubrificazione dell’occhio; può essere d’aiuto la regolare del 20:20:20, che prevede di guardare un oggetto a 20 piedi di distanza (circa 6 metri) per 20 secondi consecutivi ogni 20 minuti di lavoro.
  • Rimuovere le lenti a contatto ed usare occhiali da vista finché il dolore non passa.

Il ricorso a lacrime artificiali, anche in termini di prevenzione, può essere d’aiuto in quasi tutte le circostanze viste, così come sottoporsi a risciacqui con soluzioni saline e praticare impacchi freddi sulla palpebra per una decina di minuti.

È poi possibile, spesso necessario, ricorrere a rimedi specifici in caso di patologie all’origine del disturbo:

  • Antistaminici se si sospetta una patologia su base allergica.
  • Antibiotici se si sospetta una patologia infettiva di origine batterica.

A cura del Dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

Источник: https://www.valorinormali.com/sintomi/bruciore-occhi/

Perché non ci vedo più bene in gravidanza?

Problemi di vista durante la gravidanza, i rimedi

Questo disturbo è strettamente legato alla nuova condizione che l’organismo della futura mamma sta vivendo e, in particolare, al nuovo assetto ormonale (soprattutto, all’elevato tasso di progesterone ed estrogeni in circolo nel sangue), legato ai cambiamenti che si verificano durante l’attesa per garantire un corretto sviluppo del feto.

Questo nuovo assetto molto spesso arriva a coinvolgere anche l’occhio, provocando una lieve modificazione della curvatura della cornea (la membrana trasparente situata nella parte anteriore dell’occhio costituente la prima e più importante delle lenti oculari) e del cristallino (la struttura trasparente che consente la messa a fuoco delle immagini) che incide sulla vista. Inoltre, cambia la qualità della secrezione lacrimale, modificando lo stato di idratazione della cornea.

Ecco perchè può verificarsi una difficoltà nella messa a fuoco e, quindi, la futura mamma può avere la sensazione di vedere meno bene. In ogni caso si tratta di una condizione assolutamente temporanea: dopo il parto e, soprattutto, al termine dell’allattamento, quando gli ormoni saranno rientrati nella norma, la vista tornerà quella di prima.

A volte serve il medico

Anche se il calo della vista può essere una condizione transitoria, che nella maggior parte dei casi si risolve al più tardi al termine dell’allattamento, è consigliabile che la futura mamma si sottoponga a una visita di controllo dall’oculista all’inizio della gravidanza, prima del parto e al termine dell’allattamento, sia se portano già gli occhiali (o le lenti a contatto) sia se non hanno mai avuto problemi alla vista.

All’inizio della gravidanza, la visita serve a valutare lo stato di salute complessivo dell’occhio e la presenza di eventuali difetti della vista (o a stabilirne il grado, se la donna porta già gli occhiali); Prima del parto il controllo è utile per stabilire se effettivamente ha perso qualche diottria (unità di misura dei difetti della vista) nel corso dei nove mesi e, soprattutto, per escludere la presenza di eventuali complicanze che potrebbero peggiorare con il parto come, per esempio, un difetto nella retina (parte dell’occhio che trasforma le immagini in impulsi nervosi trasmessi poi al cervello mediante il nervo ottico); Al termine dell’allattamento la visita serve a verificare se il calo della vista è effettivo (e, quindi, a prendere i provvedimenti del caso correggendo la vista con le lenti o il laser) oppure se la sensazione di vedere meno bene è rientrata e non ci si deve preoccupare. Non serve, invece, andare dall’oculista durante la gravidanza o subito dopo il parto perché in questa fase gli ormoni non si sono ancora stabilizzati e lo specialista può solo individuare un eventuale difetto che, però, è transitorio e, quindi, può essere inutile correggere. Se il calo della vista provoca un eccessivo disagio alla futura mamma è, comunque, possibile ricorrere agli occhiali o a nuove lenti (se già si utilizza la correzione), tenendo, però conto che con ogni probabilità non saranno più necessari al termine dell’allattamento, quando la vista torna quella di prima.

Come intervenire per il calo di vista

Le domande più frequenti che le future mamme rivolgono all’oculista riguardano il modo più appropriato per correggere l’eventuale difetto della vista, la possibilità di continuare a portare gli stessi occhiali (se già si ricorre alla correzione) o l’utilità di cambiare le vecchie lenti. Vediamo, quindi, quali sono i sistemi più adatti per correggere i difetti della vista durante la gravidanza e nel periodo dell’allattamento.

Con gli occhiali

Rappresentano senza dubbio la soluzione più indicata durante la gravidanza e nel periodo dell’allattamento. Possono quindi essere portati senza problemi sia dalle future mamme che già li utilizzavano prima della gravidanza, sia da quelle che ne sentano la necessità in questo periodo.

 Con le lenti a contatto

La gravidanza può ridurre il livello di tollerabilità verso le lenti a contatto.

La modificazione della cornea e del film lacrimale provocata dal nuovo equilibrio ormonale, infatti, rende l’occhio della gestante più sensibile agli stimoli provenienti dall’esterno (come la luce o il pulviscolo), provocando fastidio e a volte, anche, bruciore e, quindi, rendendo l’utilizzo delle lenti a contatto più problematico. In questo caso, è necessario sospendere il loro uso fino al parto per evitare di peggiorare l’infiammazione agli occhi e provare a rimetterle solo successivamente. Anche se non provocano fastidio, comunque, è bene limitare l’impiego delle lenti a contatto in gravidanza, utilizzandole non più di quattro-cinque ore al giorno e sospenderne l’uso dall’ottavo mese fino al parto. In questo modo si elimina il rischio di una cattiva ossigenazione della cornea, che può provocare irritazione.

Meglio le morbide e le “usa e getta”

Se proprio non si riesce a rinunciare alle lenti a contatto, è preferibile utilizzare quelle morbide oppure le cosiddette “usa-e-getta”. Le lenti a contatto morbide sono meglio tollerate dall’occhio nella fase delicata della gravidanza rispetto a quelle “rigide”.

Occorre, comunque, seguire sempre una scrupolosa igiene delle lenti, utilizzando soluzioni di lavaggio specifiche in modo da pulire le lenti in profondità, eliminando depositi di batteri e funghi, potenziale fonte di infezioni; le “usa-e-getta” sono molto pratiche e igieniche, in quanto vengono indossate una sola volta e poi buttate via, quindi non necessitano di manutenzione.

In questo modo si riduce al massimo il rischio di deposito di microrganismi sulla lente, possibile causa di infezioni all’occhio.

Con il laser

L’utilizzo del laser per correggere un eventuale calo della vista non è praticabile durante la gravidanza in quanto il difetto non è stabile e, quindi, il suo utilizzo potrebbe risultare inutile, quando non addirittura dannoso a causa di una possibile imprevedibilità nella cicatrizzazione della cornea (sulla quale il laser agisce). Il ricorso a questa tecnica va, dunque, rinviato al termine dell’allattamento, quando il livello di ormoni nel sangue torna a essere quello precedente la gravidanza, ponendo fine ai disturbi della vista o stabilizzando il difetto.

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Источник: https://www.bimbisaniebelli.it/gravidanza/disturbi/perche-non-ci-vedo-piu-bene-11480

Gravidanza e disturbi della vista: cause e rimedi

Problemi di vista durante la gravidanza, i rimedi

Redazione Salute – 28 Aprile 2021

Durante la gravidanza molte donne vanno incontro a disturbi della vista più o meno fastidiosi. Ma c’è un vero nesso? La risposta è sì: «Durante la gravidanza è normale che il corpo subisca molte trasformazioni.

I cambiamenti ormonali producono ritenzione idrica e un aumento del volume del sangue e questo può causare problemi visivi come visione offuscata, visione doppia, la comparsa di macchie nel campo visivo o occhio secco», spiega il dottor Federico Fiorini, direttore sanitario di Clinica Baviera Bologna. «La maggior parte di questi problemi scompare in modo naturale dopo il parto, ma è sempre consigliabile consultare un oculista in caso di sintomi persistenti o che preoccupano e provocano qualsiasi dubbio in una donna». Di seguito, l’elenco dei possibili disturbi, con relative cause e soluzioni, messa a punto dagli specialisti di Clinica Baviera.

1. Occhio secco

I cambiamenti ormonali causano una diminuzione della produzione di lacrime: di conseguenza l’occhio può risultare più irritato e secco, con conseguenti fastidi come bruciore, lieve dolore, prurito, sensazione di sabbia all’interno del bulbo oculare o visione offuscata.

Per cercare di alleviare il problema si possono usare le lacrime artificiali in vendita in farmacia, così da idratare e lubrificare l’occhio.

Si può anche ricorrere a umidificatori negli ambienti indoor per alleviare questi disturbi e minimizzare anche il continuo ammiccamento volontario che altrimenti gli occhi mettono in atto per lubrificarsi.

2. Contrazione degli occhi

Non è fortunatamente uno dei problemi più comuni, ma a partire dal secondo trimestre di gravidanza alcune donne notano di avere piccole contrazioni degli occhi.

Per cercare di evitarle è utile la pratica di tecniche di rilassamento e anche un’attenzione per la dieta: una carenza di vitamine (soprattutto vitamina B12) o di sali minerali (potassio e magnesio) può infatti essere alla base di spasmi muscolari involontari. Clicca qui per sapere ad esempio come assicurarti queste preziose sostanze con sani alimenti vegetali.

3. Aumento della miopia

Ritenzione idrica e aumento di peso possono causare nelle donne in gravidanza un peggioramento della miopia, che di solito è però una condizione solo transitoria.

In particolare, la ritenzione di liquidi può far sì che la cornea cambi la sua curvatura e questo distorce la visione e aumenta la miopia.

Come prevenzione della ritenzione idrica è anche utile praticare una regolare attività fisica in gravidanza: clicca qui per avere tutte le informazioni utili sullo sport in gravidanza.

4. Lampi o macchie scure

Le donne in stato interessante possono anche iniziare a vedere lampi luminosi dovuti all’aumento della pressione sanguigna.

Ma possono comparire anche piccole macchie scure, chiamate scotomi, che possono essere causate dal diabete gestazionale, dai cambiamenti ormonali o dalla mancanza di ferro.

Uno dei rimedi naturali più efficaci è la luteina, un potente antiossidante naturale che protegge gli occhi da possibili problemi e si trova in molti alimenti come spinaci, broccoli, piselli, barbabietole, zucca e carote.

5. Affaticamento visivo

L’affaticamento visivo nelle donne gravide è dovuto alla diversa produzione ormonale e alla preparazione dell’utero al parto.

Dormire un numero sufficiente di ore, non rimanere troppo a lungo davanti agli schermi dei vari device, approfittare della luce naturale per non sforzare gli occhi con la luce bassa o artificiale sono tutte buone abitudini che aiutano a tenere sotto controllo il problema.

6. Palpebre gonfie

Ritrovarsi con le palpebre gonfie può dipendere da un’irritazione conseguenza di una secchezza oculare o dell’aumento della pressione intraoculare. Oltre alle lacrime artificiali, risulta utile una dieta che preveda cibi ricchi di acidi grassi e Omega-3 come salmone, noci e tonno.

7. Edema oculare

La ritenzione di liquidi in gravidanza non è solo causa di gonfiori alle gambe, ai piedi e alle mani: in alcuni casi può anche essere responsabile di edema oculare e visione offuscata. Anche in questo caso, oltre alle dritte fornite dal ginecologo, può essere utile una regolare attività fisica: clicca qui per avere tutte le indicazioni utili.

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Источник: https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/gravidanza-e-disturbi-della-vista-cause-e-rimedi/

Come cambia la vista in gravidanza

Problemi di vista durante la gravidanza, i rimedi

Pubblicato il 11 Dicembre 2019 | Ultima modifica il 21 Ottobre 2020

Durante i nove mesi di gestazione capita spesso di soffrire di disturbi alla vista, che solitamente si risolvono in breve tempo. Recenti ricerche mediche hanno, infatti, confermato che si tratta di sintomi transitori che però non vanno sottovalutati.

Ma per quale motivo la nostra vista in gravidanza può subire dei cambiamenti così significativi? Il motivo principale è che l’organismo deve fare i conti con sbalzi ormonali non indifferenti che possono influire anche sulla percezione degli stimoli visivi.

Vista in gravidanza: quali sono i principali cambiamenti e i loro sintomi?

La vista in gravidanza può andare incontro ad alterazioni di diverso genere. Di seguito una panoramica sulle principali.

Peggioramento della miopia:

il peggioramento della miopia in gravidanza non deve preoccupare in quanto è assolutamente transitorio. Non solo, occorre considerare che spesso questo problema sia più correlato a una naturale degenerazione data dall’avanzare dell’età, più che al particolare periodo della donna.

Vista offuscata:

questo sintomo può essere provocato da squilibri ormonali o da carenza di ferro. Nel secondo caso, sarebbe opportuno consultare il proprio medico che prescriverà delle analisi del sangue per valutare una terapia a base di integratori alimentari.

Secchezza oculare:

le variazioni ormonali causano una riduzione del film lacrimale e di conseguenza secchezza oculare. In questi casi è utile avvalersi di gocce oculari a base di estratti vegetali di camomilla e altre piante lenitive e acido ialuronico. Controllare sempre che i prodotti siano adatti a donne in stato interessante.

Macchie e scintille davanti agli occhi:

sbalzi di pressione e carenze di ferro possono sollecitare in modo eccessivo la retina generando questo disturbo. Prestare attenzione se si tratta di episodi molto frequenti e associati anche a un aumento generale della pressione arteriosa (soprattutto dei valori minimi).

  In questi casi è indispensabile rivolgersi tempestivamente a uno specialista, poiché potrebbe essere uno dei campanelli d’allarme di una preeclampsia, complicazione potenzialmente pericolosa che generalmente compare verso la fine della gravidanza e provoca mal di testa, visione offuscata o lampi di luce, nausea, vomito, tremore alle mani e dolore sotto le costole.

Palpebre gonfie:

Alcune patologie sistemiche possono determinare gonfiore palpebrale. In presenza di altre forme di gonfiore (come quello alle mani), è necessario rivolgersi al medico.

Lenti a contatto fastidiose:

la riduzione del film lacrimale in gravidanza può, come conseguenza, provocare fastidio a chi usa lenti a contatto. Si consiglia l’uso degli occhiali almeno fino al parto.

Problemi di vista in gravidanza: consigli e rimedi

Anche in assenza di specifici sintomi è bene, all’inizio della gravidanza, organizzare una visita di controllo della vista, così da avere un quadro più preciso della propria situazione. Inoltre, è possibile seguire alcuni semplici consigli per cercare almeno in parte di proteggere gli occhi. Tra questi troviamo:

  • prediligere una dieta sana e bilanciata ricca di alimenti come spinaci, broccoli, basilico, radicchio, foglie di rapa, cavoli di Bruxelles, piselli, barbabietole, zucca, carote, pomodori, albicocche, kiwi e uova, tutti cibi contenenti luteina, un tipo di carotenoide antiossidante alleato degli occhi e della pelle. Appartenente alla famiglia delle xantofille, ha, infatti, la capacità di contrastare l’invecchiamento cellulare e di proteggere la macula dell’occhio dalle radiazioni nocive e dai raggi ultravioletti.
  • Avvalersi di specifiche gocce oculari lubrificanti che aiutano a contrastare la secchezza oculare a base di acqua distillata di camomilla, dall’azione calmante, e di acido ialuronico, in grado di lubrificare la superficie oculare, prevenendo eventuali irritazioni e arrossamenti.
  • Utilizzare, quando necessario, per almeno i nove mesi di gestazione, lenti a contatto di qualità: il rischio di problemi di vista in gravidanza sarà così limitato.
  • Non risparmiare sugli occhiali da sole: è, infatti, importante ogni volta che ci si espone a luce intensa, portare sempre gli occhiali da sole che vanno scelti secondo la presenza o meno di difetti visivi e del colore dell’iride. Un altro parametro da considerare è la categoria della lente, che può andare da 0 a 4: più elevata è la categoria, maggiore è il potere filtrante della lente.
  • Effettuare, in assenza di specifici sintomi, almeno tre visite dall’oculista: all’inizio della gravidanza, qualche settimana dopo il parto e alla fine dell’allattamento. Un esame di controllo, infatti, è sempre utile soprattutto se non è fatto da molto tempo e se si hanno già difetti visivi. Inoltre, lo specialista potrà consigliare l’uso di lenti adeguate e potrà valutare lo stato di salute dell’occhio, in particolare della retina. La visita è invece d’obbligo in caso di diabete (sia gestazionale sia preesistente alla gravidanza) e nel caso in cui la mamma contragga la toxoplasmosi durante i nove mesi, perché si tratta di patologie che possono provocare seri problemi alla retina.

Fonti:

https://www.dolceattesa.com/gravidanza/occhi-in-gravidanza_salute-ed-esami/ | https://www.occhiali24.it/blog/benessere-visivo/problemi-vista-durante-gravidanza-nostri-consigli
https://www.visiondirect.it/blog/conseguenze-gravidanza-vistahttps://www.oculistaitaliano.it/articoli/gravidanza-che-influenza-ha-sulla-vista/

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Источник: https://www.mbenessere.it/salute-degli-occhi/articoli-salute-degli-occhi/vista-gravidanza-problemi-comuni/

Gravidanza e allattamento: è vero che peggiorano la vista?

Problemi di vista durante la gravidanza, i rimedi

Non è vero che aspettare un bebè e allattarlo “consumi” la vista. Disturbi visivi come la miopia sono congeniti e legati a una predisposizione familiare, quindi la gravidanza o l’allattamento non possono influire in alcun modo.

Tale convinzione si è consolidata alcuni decenni fa, quando le donne diventavano madri in un’età in cui la miopia poteva ancora progredire.

Oggi, invece, i figli si hanno in media dopo i 30 anni, quando il disturbo in genere si assesta (a meno che non si tratti di una miopia particolarmente elevata).

Durante i nove mesi può capitare talvolta di vedere più sfocato: vero

La causa può essere una carenza di ferro – abbastanza frequente soprattutto negli ultimi tempi della gravidanza – che può far avvertire una maggiore stanchezza agli occhi e una diminuzione della qualità dell’immagine, portando a vedere un po’ più sfuocato. Anche gli ormoni possono contribuire, sia pure in misura lieve, poiché l’aumento di progesterone provoca una maggiore imbibizione e un ispessimento della struttura corneale, che può modificare temporaneamente la qualità della visione.

Si può avere una sensazione di maggiore secchezza oculare: vero

È un disturbo che può capitare di frequente: le modificazioni ormonali dei nove mesi determinano una diminuzione della quantità del film lacrimale, quello che scorre sulla superficie bulbare a ogni ammiccamento spontaneo e un aumento della sua componente lipidica, che favorisce dei “dry spot”, ovvero delle aree poco bagnabili della superficie corneale. A risentirne possono essere soprattutto le donne che usano le lenti a contatto, sia rigide sia morbide. Le gas permeabili e le rigide, in particolare, trovandosi a “galleggiare” su un pellicola lacrimale ridotta, potrebbero bloccarsi e non assecondare i normali movimenti oculari; le morbide, invece, essendo idrofile, hanno bisogno di essere continuamente idratate dal film lacrimale: se però questo è insufficiente, potrebbe crearsi un effetto ventosa, che diminuisce la motilità delle lenti e rende più difficoltoso toglierle a fine giornata.

Il fastidio è individuale e ci sono donne che non notano alcuna differenza rispetto a prima della gravidanza. Se però il disturbo è particolarmente intenso, una possibile soluzione sono le lenti morbide al silicone hydrogel, un particolare materiale che consente una maggiore traspirazione e una ridotta disidratazione.

Un buon aiuto lo possono dare anche le lacrime artificiali, che aiutano a umettare la superficie corneale. Altro accorgimento se si usano le lenti morbide: toglierle a metà giornata anche solo per una-due ore, in modo da lasciar riposare l’occhio e consentire alla lente di reidratarsi nella soluzione specifica.

In ogni caso tali disturbi sono transitori e nel giro di un paio di mesi dopo il parto tutto torna come prima.

Se sei miope, il cesareo è sempre necessario: falso

Nella stragrande maggioranza dei casi anche le donne miopi possono avere un parto naturale. Il problema si pone per le miopie molto elevate (con -10, -15 diottrie) o nei rari casi di difetti strutturali della retina.

Nelle persone miopi il bulbo oculare si allunga posteriormente, facendo stirare posteriormente anche la retina.

Questo stiramento, che è tanto maggiore quanto più elevata è la miopia, potrebbe comportare micro-lacerazioni periferiche che, se sottovalutate, possono provocare al momento del parto una rottura o addirittura un distacco della retina.

Questo perché durante la fase delle spinte c’è un aumento della pressione endoaddominale che, per riflesso, porta a un aumento della pressione del microcircolo vascolare retinico. In ogni caso, la necessità di un eventuale cesareo dovrà essere valutata dall’oculista in accordo con il ginecologo.

I “lampi” agli occhi possono segnalare un problema di pressione: vero

Talvolta durante i nove mesi può capitare di vedere piccole scintille davanti agli occhi. Le cause possono essere diverse: può dipendere da una maggiore sollecitazione della retina, da una carenza di ferro o da sbalzi di pressione.

In ogni caso, se gli episodi si ripetono più volte nel corso della giornata e dei giorni, meglio farsi controllare dall’oculista.

Se poi al fenomeno si associa un aumento generale della pressione arteriosa (in special modo dei valori minimi), è indispensabile rivolgersi tempestivamente al ginecologo, poiché potrebbe essere uno dei campanelli d’allarme di una preeclampsia.

Durante i nove mesi è meglio fare una visita oculistica: vero

Un controllo dall’oculista è utile in ogni caso, soprattutto se non viene fatto da molto tempo e se si hanno già difetti visivi.

Inoltre, lo specialista potrà consigliare sull’uso di lenti adeguate e potrà valutare lo stato di salute dell’occhio, in particolare della retina.

La visita è d’obbligo in caso di diabete (sia gestazionale sia preesistente alla gravidanza) e nel caso in cui la mamma contragga la toxoplasmosi durante i nove mesi, perché si tratta di patologie che possono provocare problemi alla retina.

Per proteggere la vista in gravidanza, è opportuno assumere integratori: falso

Durante la gravidanza, meno integratori si prendono meglio è, sempre che non si tratti di prodotti specifici per la donna in attesa.

Per fare il pieno di sostanze amiche della vista basta seguire un’alimentazione varia, ricca in particolare di frutta e verdura colorate, che contengono un mix di antiossidanti, come il betacarotene e gli antocianosidi, che migliorano la visione notturna e crepuscolare.

Fondamentale, inoltre, garantire il giusto apporto di ferro, di cui aumenta il fabbisogno col trascorrere dei mesi, consumando regolarmente carne, pesce e vegetali come legumi, cavolo e spinaci.

In gravidanza il sole può dare più fastidio agli occhi: vero e falso

La gestazione, di per sé, non aumenta la sensibilità degli occhi. È vero, però, che chi era sensibile alla luce già prima di restare incinta potrebbe vedere aumentare il fastidio nel corso dei nove mesi.

Anche la secchezza oculare potrebbe accentuare la fotosensibilità, provocando lacrimazione, prurito e arrossamenti.

Per risolvere adoperare le lacrime artificiali per compensare la secchezza del film lacrimale e indossare gli occhiali da sole ogni volta che ci si espone alla luce intensa.

Le lenti degli occhiali da sole possono essere scelte in base al gusto personale: falso

Nella scelta della lente entrano in gioco diversi fattori, come la presenza di difetti visivi, l’uso che si farà degli occhiali, il colore dell’iride.

In caso di miopia, ad esempio, le lenti migliori sono quelle nelle frequenze del marrone, mentre per gli ipermetropi sono indicate quelle nei toni verde-grigio.
Chi non ha disturbi visivi, invece, potrà scegliere il colore che preferisce.

Da evitare, però, i colori come il bluette, il viola, il giallo o il fucsia, che non hanno alcun potere filtrante, ma solo una valenza estetica; il giallo, addirittura, ha un effetto schiarente anziché scurente!
Un altro parametro da considerare è la categoria della lente, che può andare da 0 a 4: più elevata è la categoria, maggiore è il potere filtrante della lente. La categoria andrà scelta soprattutto in base all’ambiente in cui gli occhiali verranno adoperati: si tenga presente, ad esempio che la sabbia dà un riverbero che moltiplica l’intensità dei raggi UV del 15%, l’acqua del 20%, la neve addirittura dell’80%. Per scegliere gli occhiali più adatti alle proprie esigenze è bene affidarsi al consiglio dell’ottico ed evitare assolutamente i prodotti da bancarella.

Le lenti con una marcia in più

  • Alla melanina. Sono in grado di proteggere anche la cute della zona perioculare, ritardando la formazione di rughe nel contorno occhi.

    In più riescono a schermare, oltre agli UV, anche la cosiddetta luce blu, una luce a confine tra il visibile e l’ultravioletto, che negli anni può determinare danni a livello corneale e opacità del cristallino.

  • Polarizzate.

    Eliminano l’abbagliamento dovuto a riflessi di superficie, come lo sfarfallio di luci sull’acqua o l’effetto “bagnato” che si percepisce sull’asfalto quando fa molto caldo.

    Le lenti migliori sono quelle polarizzate con trattamento antiriflesso, che garantiscono una visione più nitida, poiché non disturbata da riflessi di luce.

  • Fotocromatiche. Sono lenti “intelligenti”, che si scuriscono progressivamente col variare dell’intensità della luce.

    Se quindi in un ambiente chiuso risultano chiare come degli occhiali da vista, all'esterno cominciano a scurirsi, fino a diventare veri e propri occhiali da sole quando ci si espone alla luce intensa. Sono indicate soprattutto per chi deve far uso di lenti graduate, perché non c’è bisogno di cambiare gli occhiali quando ci si sposta da un luogo all’altro.

Gli occhiali da sole devono essere corredati da una nota informativa in cui è indicato:

Источник: https://quimamme.corriere.it/gravidanza/primo-trimestre/gravidanza-e-allattamento-e-vero-che-peggiorano-la-vista

Gravidanza
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