Prima neve per tuo figlio: dritte e consigli

Contents
  1. Come organizzare una gita sulla neve insieme ad un neonato
  2. 1 Parti solo se il bambino sta bene
  3. 2 Fai molte soste durante il percorso
  4. 3 Scegli l’abbigliamento giusto
  5. 4 Porta con te lo stretto indispensabile
  6. 5 Divertiti e rilassati insieme a tutta la famiglia
  7. Giocare con la neve: i benefici per i bambini
  8. 1 Perché la neve ai bambini piace tantissimo
  9. 2 Perché con la neve ci si può giocare (e che giochi!)
  10. 3 Perché la neve è una ricchezza “culturale”
  11. 4 Perché il freddo non fa ammalare: basta coprirsi bene
  12. 5 Perché anche la neve è esperienza del mondo!
  13. 6. Perché la neve è incanto
  14. 7 Perché la neve – e la merenda dopo il gioco all'aperto – sono una bellissima occasione per stare insieme
  15. 5 consigli utilissimi per affrontare la settimana bianca con i bambini! – Mamma con caschetto | Family Natural Lifestyle
  16. 1- Sfruttare i sonnellini per il lungo viaggio in macchina
  17. 2- Scegliere per i bambini un abbigliamento caldo e poco ingombrante
  18. 3- Alloggiare il più vicino possibile alle piste da sci
  19. 4 – Meglio il corso di sci collettivo o lezioni private?
  20. 5- Ascoltare le loro richieste e rispondere ai loro bisogni, sempre!
  21. Lo sviluppo del bebè: dal 1° al 3° mese
  22. Percezione, linguaggio e pensiero
  23. Sviluppo motorio
  24. Sviluppo motorio e linguistico
  25. Gattonare
  26. Stare seduti
  27. Succhiare e afferrare
  28. Dal latte al cucchiaio
  29. Conoscenza di sé
  30. Socievolezza e timidezza
  31. Sonno
  32. Sonno mattutino e pomeridiano
  33. Rituali fissi
  34. Come far imparare a sciare i bambini: 6 consigli
  35. A che età i miei bambini dovrebbero imparare a sciare?
  36. Quale comprensorio sciistico scegliere per fare imparare a sciare i bambini?
  37. Dovrei essere io a insegnare a sciare ai miei figli?
  38. Lezioni di gruppo o lezioni private di sci: cosa scegliere?
  39. Quanto tempo impiega un bambino per imparare a sciare?
  40. Quali dritte devo seguire per l’attrezzatura da sci?

Come organizzare una gita sulla neve insieme ad un neonato

Prima neve per tuo figlio: dritte e consigli

26 Dicembre 2017

Se hai partorito da poco e hai voglia, ora che la stagione fredda è arrivata, di fare una gita sulla neve insieme ad un neonato, di sicuro niente dovrà essere lasciato al caso. Ecco dunque una serie di consigli che potranno aiutarti a trascorre un pomeriggio o un’intera giornata in montagna insieme ad un bambino di pochi mesi anche in inverno.

1 Parti solo se il bambino sta bene

Il primo consiglio di Bimbo & Mamma per una gita sulla neve insieme ad un bambino piccolo è che tuo figlio stia bene: muoversi da casa  con un neonato in precarie condizioni di salute anche se per un semplice raffreddore, potrebbe rivelarsi dannoso sia per lui, sia per voi genitori. Mal di gola, tosse e naso che cola potrebbero, infatti, acuirsi al contatto con l’aria fresca di montagna, peggiorando le cose: col risultato che sarai quasi sicuramente costretta a tornare a casa molto prima del previsto.

2 Fai molte soste durante il percorso

Chi ben comincia è a metà dell’opera! Durante il viaggio per arrivare alla località di montagna prescelta, imponiti di fare molte soste per allattare il bambino e sostituire il pannolino bagnato.

In questo modo il neonato viaggerà in modo più sereno e tranquillo e di sicuro questo farà stare meglio anche mamma e papà e gli altri membri della famiglia che viaggiano con lui.

Senza contare che queste soste aiuteranno anche il piccolo ad abituarsi gradatamente al cambio di altitudine, evitandogli il tipico mal d’orecchi.

3 Scegli l’abbigliamento giusto

Una volta arrivati a destinazione è molto importante che il bambino non prenda freddo, ecco dunque che dovrai scegliere con molta attenzione i capi da fargli indossare.

Esistono oggi in commercio delle tute termiche da neve adatte anche per i neonati: prima di partire, procuratene una di buona qualità e che sia dotata anche di guantini e copri piedini incorporati. Evita però di far indossare la tuta in auto o nei posti chiusi, perché in questo modo il piccolo potrebbe sudare.

La cosa migliore è vestire il bimbo a strati, in modo da poterlo svestire dei capi più pesanti negli ambienti in cui fa troppo caldo: sotto la tuta, dunque, fagli indossare tranquillamente una semplice tutina in ciniglia, un body di lana o caldo cotone e una morbida calzamaglia.

Per quando dorme, soprattutto se sosti all’aperto, utilizza una copertina di lana e le coperture anti-vento e anti-pioggia in dotazione col tuo passeggino. Indispensabile anche un cappellino in lana o ciniglia per far stare a caldo la testa.

4 Porta con te lo stretto indispensabile

Trattandosi della tua prima gita sulla neve con il tuo bambino, sarai tentata di portarti dietro la casa: cerca però di limitarti e di portare con te solo lo stretto indispensabile, in questo modo non solo viaggerai più leggera ma troverai anche molto più facilmente le cose che ti servono sul momento.

Oltre a pannolini ed indumenti di ricambio in quantità (entrando in contatto con la neve tutina, calzamaglia e body potrebbero bagnarsi e sarai costretta a sostituirli) ti servirà anche tutto l’occorrente per preparare il latte o la pappa a meno che tu non stia allattando al seno; ricorda poi di portare con te anche uno o più teli o asciugamani per appoggiare e asciugare il neonato durante il cambio, cappellino in pile, ciniglia o lana, occhiali da sole e crema anti-scottature dato che in montagna il sole anche in inverno è molto forte. L’ultimo consiglio sull’abbigliamento riguarda te, Mamma:  se il tuo bimbo ha il rigurgito, metti nella borsa anche qualche maglione o pantalone in più per te, non si sa mai!

5 Divertiti e rilassati insieme a tutta la famiglia

Per rendere davvero speciale la tua gita sulla neve insieme al tuo neonato, la cosa migliore è quella di divertirsi e staccare davvero la spina: anche se il tuo bimbo è molto piccolo e non può fare tutte le attività che di solito si fanno in inverno in montagna (sciare, andare sui pattini o sullo slittino, ecc) ci sono alcune località che sono attrezzate per accogliere anche bambini di età inferiore ai 12/18 mesi. Irrinunciabile una bella passeggiata in mezzo alla natura, ma solo se non c’è troppo vento e la giornata lo consente, tenendo il bimbo al caldo dentro il marsupio o nel passeggino. Se in famiglia ci sono altri bambini, approfitta dell’occasione per far fare loro delle esperienze nuove, come ad esempio lo sled dog, la gita in slittino trainata dai cani da neve.

Источник: https://www.neolatte.it/gita-sulla-neve-insieme-ad-un-neonato/

Giocare con la neve: i benefici per i bambini

Prima neve per tuo figlio: dritte e consigli

La neve è incanto, gioco, scoperta del mondo, occasione di stare insieme e tanto altro. Ne parliamo con Monica Castagnetti, pedagogista collaboratrice del Centro per la salute del bambino di Trieste 

Cielo grigio chiaro, fiocchi svolazzanti, strade, tetti e alberi imbiancati: quando nevica per i bambini è una festa.

Non guastiamogliela con il divieto a uscire: anche se fa freddo e la neve “bagna”, basta un abbigliamento adeguato per permettere ai bambini di godersi lo spettacolo.

Vediamo con la pedagogista Monica Castagnetti, formatrice del Centro per la salute del bambino di Trieste, tutte le buone ragioni per far uscire i bambini a giocare, soprattutto quando nevica!

1 Perché la neve ai bambini piace tantissimo

Basta contemplare il loro sguardo quando osservano la neve cadere per capire quanto i bambini sono affascinati dalla neve. “Forse perché – afferma Castagnetti – a differenza della pioggia la neve modifica lo spazio: copre, nasconde, attutisce i suoni. E se le cose cambiano, allora sono da scoprire di nuovo”.

2 Perché con la neve ci si può giocare (e che giochi!)

Correre, saltare, fare l'angelo, costruire un pupazzo di neve: tutti giochi entusiasmanti che si possono fare con la neve, magari in compagnia degli amici o di mamma e papà. Cosa c'è di più bello? Per non parlare delle battaglie a palle di neve che, tra l'altro, non richiedono neppure che sia nevicato a lungo.

“Come tutti i giochi di lancio – ricorda la pedagogista – la battaglia a palle di neve è benvenuta perché permette ai bambini di imparare a graduare la propria forza, a coordinare i movimenti, a mirare. E permette anche di mettersi alla prova con le regole, per esempio non si mira al volto”.

3 Perché la neve è una ricchezza “culturale”

“Una nevicata è un evento che capita solo in inverno e si accompagna al freddo: questo aiuta anche i bambini più piccoli a rendersi conto della ciclicità delle stagioni” spiega Castagnetti, sottolineando che soprattutto in questo periodo storico segnato dai cambiamenti climatici non possiamo più darla per scontata anche nei luoghi dove tradizionalmente lo era: “Una ragione in più per goderne, quando c'è”. Senza contare che i bambini vorranno sapere di cosa è fatta la neve, come si forma e così via.

4 Perché il freddo non fa ammalare: basta coprirsi bene

“L'idea che il freddo faccia male è un retaggio del passato, quando le abitazioni non erano riscaldate bene e l'abbigliamento non era adeguato” aveva spiegato a nostrofiglio.it la pediatra Laura Reali.

“D'altra parte, se è vero che alcuni germi, come il virus dell'influenza, al freddo stanno meglio e si moltiplicano più facilmente, è altrettanto vero che l'ambiente aperto riduce di molto la possibilità di trasmettere malattie”.

Tra l'altro quando nevica il freddo non è particolarmente pungente, ed è ovvio che a giocare con la neve si deve andare con un abbigliamento adatto: “Un bel giubbotto caldo, cappello, sciarpa, guanti e ai piedi qualcosa di impermeabile. Anche i classici stivaletti anti-pioggia vanno bene, magari indossando due paia di calze pesanti” consiglia Castagnetti.

Senza contare che saranno i bambini stessi a chiedere di rientrare quando cominceranno a sentire freddo, ormai appagati da tutti i giochi che hanno fatto. “I bambini non sono esseri privi di senno: bisogna avere fiducia in loro!”. 

Infine, un consiglio per i genitori: “Stare fermi all'aperto mentre il bambino gioca fa sentire più freddo” sottolinea Castagnetti. “Per sentire di meno basta poco: giocate con i vostri bambini“.

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Dall'angelo nella neve al classico pupazzo, dalla battaglia a palle di neve alla discesa in slittino: ecco alcune attività divertenti da fare con il tuo bambino in montagna o nel giardino o…

5 Perché anche la neve è esperienza del mondo!

La neve può sciogliersi (quando? A quali condizioni?), può sporcarsi, può essere ammucchiata a fare un pupazzo di neve, oppure lanciata. “Fare esperienza di tutto questo – per esempio lasciando posare un fiocco di neve sulla lingua – significa avere la possibilità di sperimentazione come vanno le cose, come funziona il mondo”, sottolinea la pedagogista.

6. Perché la neve è incanto

“Avete presente il barattolo della calma o della tranquillità?” chiede Castagnetti? “È un piccolo vasetto di vetro contenente dei brillantini: scuotendolo, i brillantini scendono e ci si perde a guardarli. Ecco, lo stesso effetto ce l'abbiamo in natura quando scende la neve. Lasciamo al bambino il diritto di rilassarsi, osservando il movimento tranquillo della neve che scende”.

7 Perché la neve – e la merenda dopo il gioco all'aperto – sono una bellissima occasione per stare insieme

Giocare con la neve, al freddo, è bellissimo anche perché poi si può rientrare a casa, al caldo, in compagnia di mamma e papà. Magari per condividere il tè, un biscotto, una cioccolata calda. “Creando, insomma, una bellissima occasione per stare insieme. Che è ciò di cui più di tutto hanno bisogno i bambini”.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/tempo-libero/inverno-bambini-coperti

5 consigli utilissimi per affrontare la settimana bianca con i bambini! – Mamma con caschetto | Family Natural Lifestyle

Prima neve per tuo figlio: dritte e consigli

Scegliere di andare in settimana bianca con i bambini è sicuramente divertente: rotolarsi sulla neve, lanciarsi in discese adrenaliniche con il bob o lo slittino, imparare a sciare o fare a gara sulle piste da sci con mamma e papà. Può rivelarsi un’esperienza indimenticabile, come lo è stata per me quando i miei genitori portavano me e mia sorella a Selva di Val Gardena.

La mia passione è cresciuta poco alla volta, sicuramente grazie alle vacanze sulla neve fin da piccolissima. 

Inoltre respirare l’aria pura e pulita di montagna, anche se fredda, apporta solo benefici al sistema immunitario di grandi e piccini. Trascorrere del tempo all’aria aperta e godere di panorami mozzafiato regalerà ai bambini ricordi da tenere stretti nel cuore.

Tuttavia, con il tempo, io e mio marito abbiamo imparato a gestire alcuni inconvenienti logistici che potrebbero presentarsi durante la settimana bianca con i bambini. Perché si sa, con i bambini è un attimo che la felicità si trasformi in capriccio e in pianti inconsolabili. E noi non vogliamo che accada, vero?! La vacanza è vacanza per tutti!

1- Sfruttare i sonnellini per il lungo viaggio in macchina

A meno che tu non abbia la fortuna di abitare ad un’ora di distanza dalle località sciistiche, raggiungere le Alpi – o gli Appennini – in auto può rivelarsi abbastanza stancante per i bambini. Ecco allora, con calcoli dei chilometri alla mano, valutare prima le ore di strada da dover affrontare e pianificare il viaggio in base ai sonnellini dei bambini.

Se ancora sono piccoli e dormono volentieri dopo pranzo, meglio partire alle 12 o alle 13 in modo tale da arrivare in montagna nel tardo pomeriggio.

Altrimenti, consiglio l’alzataccia verso le 6 di mattina: dovremmo svegliare i bambini ma, assonnati, si riaddormenteranno poco dopo.

In questo modo l’arrivo in montagna sarà verso l’ora di pranzo e potremmo sfruttare tutto il pomeriggio per una passeggiata sulla neve o per goderci la piscina e la sala giochi dell’hotel.

2- Scegliere per i bambini un abbigliamento caldo e poco ingombrante

Ricordo ancora mia madre che, in montagna, mi metteva circa 4 o 5 strati di abbigliamento di lana pensando che avessi freddo. Risultato?! Non mi muovevo o meglio, mi muovevo a fatica. E non mi divertivo.

I bambini – ma anche noi adulti del resto – devono potersi muovere liberamente e sentirsi caldi e asciutti. Ne ho parlato tanto sul mio blog perché in commercio oggi si trovano i capi giusti, confortevoli e di ottima qualità. Basta soltanto fare un pò di ricerca e investirci un pò del nostro tempo: i nostri figli ci ringrazieranno!

Qui troverai il link diretto alla scelta della tuta da sci e all’abbigliamento termico da indossare sotto la tuta.

3- Alloggiare il più vicino possibile alle piste da sci

Con i bambini, scegliere l’appartamento o l’hotel non è così facile: la scelta si riduce drasticamente se si decide di alloggiare direttamente sulle piste da sci o nelle immediate vicinanze.

Eppure, facendo una piccola rinuncia all’hotel con piscina – certo, a meno che il vostro budget non sia illimitato! – la settimana bianca con i bambini sarà un successo.

Vuoi mettere lo sbattimento già di prima mattina di dover aspettare al freddo lo skibus, di solito affollatissimo, o di dover salire in macchina ogni giorno?! Con i bambini meglio prediligere soluzioni comode e a portata di piste da sci! Se poi avete bimbi piccolissimi meglio ancora: sarà possibile per i genitori darsi il cambio in stanza in pochissimo tempo, più volte al giorno, permettendo così a mamma e papà di sciare o passeggiare entrambi.

Nella sezione “Family Hotel” del mio blog troverai alcune soluzioni strategiche e molto comode!

4 – Meglio il corso di sci collettivo o lezioni private?

La risposta è: dipende dal carattere di tuo figlio. Soprattutto se ha meno di 6 anni. Molti genitori preferiscono il corso di sci collettivo perchè tiene impegnati i bambini per diverse ore tutta la settimana a prezzi molto inferiori rispetto alle lezioni private. Tuttavia, se i bambini hanno meno di 6 anni, potrebbero non apprezzare questa ulteriore “scuola” anche in vacanza.

Mettiamoci nei loro panni: sono così contenti di andare in vacanza con mamma e papà e poi si ritrovano tutto il giorno con i maestri e altri bambini che non conoscono.

Potrebbe non essere la soluzione migliore; apparte per i bambini molto socievoli che invece non vedono l’ora di fare nuove amicizie.

Dopo i 6 anni, abituati anche dai ritmi delle scuole elementari, potrebbero invece apprezzare e divertirsi molto di più in compagnia di un gruppo di bambini della loro età.

Il mio consiglio è di parlare apertamente con loro e, soprattutto, ascoltare le loro richieste. Se poi riesci ad organizzare un gruppo di 2 massimo 3 bambini che già si conoscono tra di loro, magari amici di famiglia o cugini, sarebbe l’ideale!

5- Ascoltare le loro richieste e rispondere ai loro bisogni, sempre!

Il fatto che tu non abbia freddo in montagna non significa che anche tuo figlio non ne abbia.

Non siamo tutti uguali! In montagna, ma in generale nella vita quotidiana, dobbiamo sempre ascoltare i nostri bambini, comprendere i loro bisogni e metterci nei loro panni.

E’ successo anche a me di voler imporre qualcosa a mia figlia Cloe perché lo ritenevo più comodo in quel momento: ho guadagnato solo grandi pianti e la giornata rovinata a tutta la famiglia. Non ne vale la pena.

Parliamo con i bambini, chiediamo loro se vogliono sciare o preferiscono lo snowboard. Se hanno voglia di passeggiare oppure di giocare tutto il giorno sullo Snow park. D’altronde, la vacanza non è solo la nostra, è anche la loro, non credi?!

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Источник: https://www.mammaconcaschetto.it/5-consigli-utilissimi-per-affrontare-la-settimana-bianca-con-i-bambini/

Lo sviluppo del bebè: dal 1° al 3° mese

Prima neve per tuo figlio: dritte e consigli

  • da 3 a 4 mesi: riconoscimento dello schema intonativo della propria lingua madre
  • da 5 a 6 mesi: riconoscimento del significato emotivo delle parole
  • da 8 a 9 mesi: riconoscimento delle parole all’interno di un discorso
  • da 10 a 12 mesi: comprensione del significato delle parole
  • da 16 a 30 mesi: comprensione delle regole grammaticali
  • da 30 a 36 mesi: sovra-generalizzazione delle regole grammaticali
  • 1 mese: vocalizzi (versi del tubare)
  • da 3 a 5 mesi: ciangottii e borbottii
  • da 7 a 8 mesi: lallazioni (ripetizione di sillabe)
  • da 8 a 10 mesi: ecolalia (jargoning)
  • da 11 a 12 mesi: prime parole
  • 18 mesi: esplosione del vocabolario
  • da 20 a 30 mesi: frasi di due parole
  • da 30 a 36 mesi: frasi di tre o più parole

I genitori possono coadiuvare solo in parte lo sviluppo del linguaggio nel loro bambino. Tuttavia nei primi mesi di vita al bebè fa molto piacere sentire che i genitori gli rispondono e imitano i suoni che produce, o gliene insegnano di nuovi. In questo periodo non è indispensabile usare la «lingua dei bebè»: potete parlare normalmente con il vostro bimbo. In linea di massima, gli piace sentire la vostra voce e il suono di discorsi semplici. Fra i 3 e i 6 mesi il bebè inizia a interagire con i giochi che producono suoni o rumori. Inoltre, gli piace sentire i vostri commenti su quello che succede, come ad esempio: «Ma come è morbida la pecorella».

Percezione, linguaggio e pensiero

Il bambino manifesta molto presto i propri bisogni. A 3 mesi, il vostro bebè piange in modo diverso a seconda del motivo (fame, rabbia, noia) e ha bisogno che voi riconosciate quali sono le sue esigenze. Però non piange solamente: chioccia e ride spesso. A 6 mesi borbotta in tonalità diverse e riesce a riconoscere gli stati d’animo delle altre persone.

Sviluppo motorio

In generale, lo sviluppo è individuale e non può, né deve, essere forzato in alcun modo. Ciò vale anche per lo sviluppo motorio. Pertanto, è più che sufficiente creare delle condizioni favorevoli.

Un bambino che ha sufficienti possibilità di movimento e che non viene lasciato sempre in una sdraietta allena la propria motricità in modo autonomo; è lui stesso a stabilire con quale ritmo avanzare.

A grandi linee, le tappe sono le seguenti:

  • fino al 4° mese: controllo del capo
  • fino al 9° mese: capacità di stare seduto da solo
  • fino al 15° mese: capacità di camminare da solo

Sviluppo motorio e linguistico

È scientificamente provato che i bambini che si muovono molto imparano più facilmente a parlare. Ogni forma di movimento favorisce l’apprendimento linguistico perché è proprio attraverso il movimento che il bambino fa esperienze significative automaticamente espresse in parole che si fissano particolarmente bene nella memoria.

Gattonare

A 3 o 4 mesi i bambini assumono una posizione simile a quella delle foche: la testolina incuriosita rivolta all’insù, il busto a pancia in giù appoggiato sugli avambracci e sulle mani, i gomiti tesi.

Da questa posizione si può esplorare bene il mondo dalla copertina per gattonare.

Non si tratta soltanto di una fase di sviluppo motorio importante, ma è anche una dimostrazione del buon controllo dell’attenzione visiva: ora non reagisce più soltanto agli stimoli esterni, ne va alla ricerca.

Stare seduti

Normalmente, prima del 4° mese il vostro bebè non riesce a stare seduto perché i suoi muscoli non sono ancora in grado di sostenere il peso del corpo. Sostenete quindi sempre la sua testolina quando lo tenete in braccio. Nella maggior parte dei casi, dal sesto mese i bambini si alzano in piedi automaticamente e si siedono da soli per la prima volta.

Succhiare e afferrare

Portare da soli un oggetto alla bocca è una grande prova di coordinazione in quanto richiede la padronanza di diverse abilità.

Per prepararsi a questa prova, infatti, si comincia molto presto: già al 4° mese di gravidanza molti feti succhiano le loro dita, dimostrando così già una buona padronanza della coordinazione fra mani e bocca. Quando i neonati portano una mano al viso, la guardano e muovono le dita, mettono in moto la coordinazione oculo-manuale.

Verso il 3° mese di vita, un neonato riesce a unire le manine e padroneggiare così la coordinazione fra le due mani. Dal 5° mese riescono ad avvicinarsi in modo mirato a un oggetto con le mani e ad afferrarlo.

Dal latte al cucchiaio

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia di allattare esclusivamente i bambini nei primi 6 mesi. Secondo i più recenti studi in materia di ricerca nutrizionale neonatale, l’ideale è iniziare lentamente a dare piccole porzioni di cibi solidi a partire dal 4° mese.

Offrire una varietà più ampia possibile di cibi può prevenire l’insorgere di allergie. All’inizio, il bebè si limiterà a leccare e succhiare le carote lesse, il pezzo di pane, la mela cotta (prestare sempre molta attenzione perché il rischio di soffocamento in caso di ingestione è sempre in agguato!).

Si può continuare con questo cosiddetto finger food, soprattutto se il piccolo non mangia la pappa. Anche il cibo è, come tutto il resto, molto individuale.

Al 6° mese il vostro bambino dovrebbe essere in grado di mangiare dal cucchiaio: può rifiutarsi consapevolmente di aprire la bocca, lasciare la lingua indietro, mandare giù la pappa o i cibi solidi.

Conoscenza di sé

Si sviluppa dal 18° mese. Il vostro bambino comincia a riconoscersi allo specchio e a prendere consapevolezza di se stesso.

Socievolezza e timidezza

Già a 3 mesi, il neonato comincia a instaurare un contatto visivo e gira la testa intenzionalmente. Gli piace quando qualcuno gli parla, sorride ai volti noti e meno noti e impara sempre di più a distinguere una persona dall’altra. La fase della timidezza inizia più o meno dall’8° mese.

Sonno

Su 24 ore, un neonato ne dorme in media 18, ovvero tre quarti della giornata.

Tuttavia, non si tratta di ore di sonno ininterrotte, né si tratta di sonno notturno, dal momento che ha bisogno di mangiare molto più spesso rispetto a un adulto o anche a un bambino piccolo.

Nei primi tre mesi, quindi, il suo ritmo sonno-veglia prevede delle fasi di sonno un po’ più lunghe la notte, ma comunque più brevi e meno profonde rispetto a quelle di un adulto.

Questo ciclo varia da bebè a bebè, ma in generale il piccolo dormirà per un massimo di 2 ore di fila durante il giorno e da 4 a 6 ore di fila la notte. Alcuni bambini possono già dormire ininterrottamente dopo poche settimane, ma nella maggior parte dei bebè bisogna aspettare a volte fino al primo compleanno per vederli dormire tutta la notte.

Sonno mattutino e pomeridiano

Verso i 3 mesi il vostro bebè dormirà la notte per circa il doppio del tempo rispetto al giorno. I sonnellini mattutini e pomeridiani cominciano ad essere meno frequenti e ad allungarsi verso i 6 mesi.

A quest’età dovrebbe dormire circa 11 ore in media con brevi intervalli; durante il giorno fa dei sonnellini di circa mezz’ora.

Si tratta ovviamente solo di dati indicativi, anche perché la necessità di sonno dei bambini è individuale quanto quella degli adulti.

Rituali fissi

Dal momento che anche il vostro bebè ha un suo bioritmo, non dormirà sempre quando voi lo vorrete. Ma dei rituali fissi possono aiutarvi a consolidare il suo bioritmo in modo che il piccolo mangi e dorma in un determinato ordine.

Источник: https://www.sanitas.com/it/rivista/condividere-momenti/bebe/checklist-1-3-mese-sviluppo-bebe.html

Come far imparare a sciare i bambini: 6 consigli

Prima neve per tuo figlio: dritte e consigli

È il sogno di ogni genitore appassionato di sci vedere il proprio bambino sciare sulle piste con un grande sorriso sul viso.Sì, è vero, i bambini imparano a sciare molto più velocemente degli adulti, ma quando è esattamente il momento giusto per i bambini per imparare a sciare?

Scegliere il momento giusto per far iniziare a sciare i vostri piccoli è fondamentale perché è uno dei fattori principali che deciderà se i bambini ameranno lo sci o meno. Imparare a sciare per un bambino può essere un’attività molto divertente. La prima esperienza è molto importante.

Il team di CheckYeti ha raccolto i 6 consigli più utili su come i bambini imparano a sciare e come possono contribuire i genitori per rendere la prima esperienza sugli sci dei bambini la più bella possibile.

A che età i miei bambini dovrebbero imparare a sciare?

I bambini imparano a sciare molto più velocemente degli adulti

In generale, prima deciderete di fare imparare a sciare i vostri bambini, meglio sarà. È tuttavia importante non esagerare. L’età in cui i bambini dovrebbero iniziare a sciare dipende dalla loro motivazione, dal loro entusiasmo e dalle capacità fisiche.

Alcuni bambini non vedono l’ora di sciare come mamma e papà, mentre altri bambini iniziano a mostrare interesse per lo sci un po’ di anni dopo. Ciò che può aiutarvi a scegliere è la personalità dei vostri bambini. Sono timidi o estroversi? Da valutare sono anche le loro capacità fisiche.

Camminano con sicurezza? Hanno già un buon equilibrio?

Una regola generale che ci sentiamo di dare in base alle nostre osservazioni empiriche è che la maggior parte dei bambini sono pronti a iniziare a sciare all’età di 4 anni. Di solito, i bambini a questa età sono in grado di mantenere l’equilibrio e spostare il peso da una gamba all’altra. Questi movimenti si riveleranno importanti durante la prima lezione di sci.

Imparare a utilizzare lo snowboard, d’altra parte, richiede movimenti diversi. Questi movimenti potrebbero ancora essere troppo difficili per bambini così piccoli. Si consiglia di iniziare a praticare snowboard a partire dagli 8 anni.

Consiglio CheckYeti: Non siete sicuri se ai vostri bambini piacerà sciare? Lasciate che si uniscano prima a un corso di un giorno, offerto da molte prove di sci.

In questo modo i vostri bambini si abitueranno all’attrezzatura da sci e si divertiranno a giocare sulla neve con gli altri bambini.

Iniziate con 1 giorno per fargli assaporare lo sci e, se i bambini si divertono il primo giorno, lasciate che si uniscano per ancora qualche giorno.

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Quale comprensorio sciistico scegliere per fare imparare a sciare i bambini?

Un Kinderland divertente aiuta i bambini a imparare a sciare

Alcune stazioni sciistiche sono maggiormente adatte a famiglie rispetto ad altre.

In generale, conviene scegliere una stazione sciistica che offra diverse aree di allenamento e piste facili per aiutare i vostri bambini a imparare a sciare in tutta tranquillità.

Un altro suggerimento utile è quello di assicurarsi che le aree di allenamento siano vicine a impianti di risalita o a valle in modo che siano facilmente raggiungibili. La vicinanza permette ai bambini di non stancarsi prima di mettere gli sci ai piedi.

Un Kinderland, o città dei bambini, è sinonimo di divertimento sugli sci. Giocando i bambini impareranno le tecniche base, come ad esempio lo spazzaneve senza quasi accorgersene.

Figure colorate, tappeti magici, diversi ostacoli e caroselli sciistici attendono di essere conquistati dai vostri bambini.

Una scuola di sci con una città dei bambini può quindi essere un’altra delle caratteristiche che si possono desiderare per fare imparare a sciare i propri bambini seguiti da professionisti ma con il giusto spirito giocoso.

Consiglio CheckYeti: Le mascotte delle scuole sono di solito la perfetta combinazione tra gioco e insegnamento professionale. Le mascotte non sostituiscono i maestri di sci ma sono sempre pronte a dare utili consigli.

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Dovrei essere io a insegnare a sciare ai miei figli?

Le lezioni di gruppo sono un modo divertente per imparare a sciare

La maggior parte dei genitori appassionati di sci non vede l’ora di insegnare a sciare ai propri figli, ma l’insegnamento ai bambini è consigliabile solo in 2 circostanze.

I genitori per insegnare a sciare devono essere degli sciatori eccellenti, per evitare di insegnare movimenti sbagliati e, oltre ad avere le conoscenze adatte, si deve avere la pazienza di insegnare.

Quello che i genitori spesso dimenticano è che l’obiettivo principale di un bambino la prima volta sugli sci è quello di divertirsi sulla neve e di abituarsi alle attrezzature sciistiche.

Per tutto il tempo in cui l’attività sarà divertente, i bambini impareranno a sciare in maniera inconsapevole. Purtroppo non è sempre facile conciliare apprendimento corretto e sicuro con apprendimento giocoso e divertente.

I maestri di sci professionisti sono addestrati a soddisfare le esigenze dei vostri bambini. Sanno inoltre esattamente quando è il momento per una pausa o un gioco motivazionale per mantenere lo spirito dei bambini alto.

Consiglio CheckYeti: Fate in modo che il corso di sci non finisca un giorno prima rispetto alla vostra vacanza. Usate quelle ultime ore per sciare assieme.

Dopo una settimana passata a imparare a sciare con i migliori maestri, la maggior parte dei bambini è in grado di affrontare le piste blu del comprensorio sciistico.

I vostri figli saranno orgogliosi di mostrarvi cosa hanno imparato.

Lezioni di gruppo o lezioni private di sci: cosa scegliere?

Per rispondere a questa domanda bisogna come prima cosa analizzare le esigenze dei propri bambini.

I bambini sono principianti? Sono felici di interagire con gli altri bambini o di solito hanno bisogno di un po’ più di tempo per adattarsi a una nuova situazione? Soprattutto per i bambini più piccoli, sono più consigliate le lezioni di gruppo. Imparare a sciare insieme a bambini della loro età è per loro infatti molto più divertente.

Quando avete il tempo contato, si può allora considerare la possibilità di scegliere un maestro privato per fare imparare a sciare i vostri bambini molto più rapidamente.

Il maestro di sci può concentrarsi esclusivamente sul ritmo, il livello e le esigenze dei vostri figli, permettendo ai bambini di imparare a sciare più in fretta.

Se quella che pianificate è una breve fuga sulla neve, magari una vacanza di soli 3 giorni, potrebbe essere difficile trovare un corso di sci per bambini che inizi il giorno in cui arrivate nel comprensorio sciistico. Anche in questo caso il maestro privato è la risposta più adatta perché permette orari e punti d’incontro estremamente flessibili.

Consiglio CheckYeti: Avete mai provato lezioni private in famiglia o in gruppo? In questo modo avrete tutti i vantaggi di un istruttore privato di sci e il divertimento di una lezione di gruppo.

Quanto tempo impiega un bambino per imparare a sciare?

Un maestro di sci può insegnare a sciare ai tuoi figli in pochissimo tempo

Imparare a sciare richiede tempo perché i bambini imparano a sciare in modi diversi e al proprio ritmo. La nostra esperienza ha dimostrato che la maggior parte dei bambini si sente abbastanza sicuro sugli sci dopo 3-4 giorni di lezioni di sci da 3 ore ciascuna.

Durante le prime lezioni di sci, i bambini si abitueranno all’attrezzatura sciistica e cominceranno a praticare lo spazzaneve e le curve di base. Impareranno inoltre a fermarsi in modo autonomo su un terreno pianeggiante. Non appena i vostri bambini si sentiranno a loro agio con le nozioni di base, potranno partecipare alle lezioni intermedie.

L’obiettivo di queste lezioni è quello di iniziare a fare curve parallele e di essere in grado di sciare piste blu e anche alcune piste rosse.

Le lezioni avanzate sono destinate ai bambini che hanno già una certa esperienza nello sci, che fanno curve parallele e che possono affrontare facilmente le piste rosse.

Se di norma andate in vacanza sulla neve solo una volta all’anno, è consigliabile lasciare che i vostri bambini partecipino a un paio di lezioni di sci per ritoccare le loro abilità sciistiche.

Consiglio CheckYeti: Arrivate a metà settimana? La maggior parte delle lezioni per principianti per bambini iniziano la domenica o il lunedì. Le lezioni private possono essere una buona possibilità.

Dai un’occhiata alle lezioni private a Cervinia

Quali dritte devo seguire per l’attrezzatura da sci?

La giusta attrezzatura garantisce sicurezza sulle piste

La dotazione standard comprende una tuta da sci (giacca, pantaloni, guanti), sci, scarponi, bastoncini, casco e occhiali da sci.

Affinché i vostri figli possano godere appieno dei loro corsi di sci, dovreste assicurarvi che sia il casco che gli scarponi da sci si adattino perfettamente.

Scegliere scarponi da sci adatti farà sì che le prime lezioni di sci dei vostri bambini non si trasformino in una brutta esperienza. Il casco giusto, naturalmente, è importante per mantenere i vostri bambini al sicuro in ogni momento.

Quando si tratta di abbigliamento da sci per bambini ci sono 2 aspetti da considerare. Gli indumenti devono essere caldi e resistenti all’acqua. Quando i bambini imparano a sciare trascorrono molto tempo giocando sulla neve e il giusto abbigliamento aiuta i bambini a rimanere asciutti e caldi durante le lezioni di sci.

Consiglio CheckYeti: Acquistare tutto l’equipaggiamento sciistico per i vostri bambini può essere molto costoso.

Se non siete sicuri se ai vostri figli piacerà o meno sciare o se avete paura che di lì a poco quello che comprate sarà già troppo piccolo al bambino, è possibile noleggiare l’attrezzatura all’arrivo presso la località sciistica che avete scelto.

Un modo molto comodo per noleggiare l’attrezzatura sciistica per i vostri bambini è quello di prenotare un’offerta “tutto in uno” offerta dalla scuola di sci.

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Nata in Alto Adige, non posso che essere un’appassionata di montagne e, più in generale, di natura. Che ci siano 30 gradi o che ce ne siano -10, il mio motto è “trovare sempre nuove sfide e nuove emozioni all’aria aperta”.

Источник: https://www.checkyeti.com/blog/it/far-imparare-a-sciare-bambini

Gravidanza
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