Pokémon GO: cosa è e perché piace così tanto ai vostri figli

Guida per genitori ai videogiochi

Pokémon GO: cosa è e perché piace così tanto ai vostri figli

Oggi i videogiochi sono molto diffusi tra tutte le fasce di età, molto di più di quanto non fossero ai loro inizi, 30 anni fa.

Ne abbiamo anche per tutti i gusti: da quelli che potremmo paragonare a film interattivi, da giocare al televisore comodi sul nostro divano, a quelli che fanno leva sui riflessi, ai passatempi rapidi che tanti utilizzano sui cellulari. O una qualunque combinazione di questi!

I videogiochi offrono un divertimento immersivo e versatile, stimolando la fantasia soprattutto dei bambini, che aspetta soltanto di avere una spintarella, per poi prendere il volo.

C’è quasi una magia che tiene incollati i giocatori agli schermi: a una tua azione, il videogioco risponde! Non ci sono pedine da muovere o libretti di istruzioni: è tutto così immediato che è facile venire trasportati in un altro mondo, come in un libro o un film.

Ma non è tutto rose e fiori. I videogiochi sono un’attività di svago, che va tenuta sotto controllo come le altre attività. Se siete genitori, magari avrete già pensato a come controllare i vostri figli.

Come affrontare i problemi

  • Giocare è un’attività che richiede spesso concentrazione: bisogna capire la situazione e rispondere rapidamente, in modo continuo e senza pause. Chiaramente dipende dal gioco, però succede che, dopo una sessione di oltre un’ora, si sia mentalmente più stanchi. Mentre lo studio tende ad annoiare e difficilmente si resta concentrati ininterrottamente a lungo, il divertimento del gioco permettere di mantenere alta la concentrazione per tempi prolungati, generando maggiore stanchezza in meno tempo.
  • Se vedete i vostri figli distratti o più stanchi dopo aver giocato, non è niente di grave: non stanno diventando scemi e non ci saranno conseguenze a lungo termine. Se hanno giocato per un’ora, è come se avessero studiato per 5 ore.
  • Se a vostro avviso sono troppo distratti, si può ridurre il tempo concesso al gioco, oppure spostarlo ad altri momenti di relax. Per esempio, prima di andare a scuola non è opportuno dedicarsi a un gioco impegnativo, ma al massimo un passatempo leggero per svegliare gradualmente il cervello.

Una nota importante: quando ricevono un gioco nuovo, avranno sicuramente il desiderio di giocarci ininterrottamente.

È fisiologico volersi immergere in pace in un gioco che si attende da tempo, un po’ come un film o un libro tanto atteso. All’inizio i ragazzi faranno storie quando viene loro detto che il tempo è scaduto, quindi attenderei il fine settimana o un periodo in cui c’è maggiore tempo libero per mettere il gioco nelle loro mani, per poi lasciarglielo godere più a lungo del solito.

  • Come regolarsi con l’età e i giochi violenti?Esiste il PEGI (Pan European Game Information), che è un riferimento per i genitori all’acquisto dei titoli, che in pratica vi dice l’età minima per cui è consigliato il gioco, come per i film alla televisione.Ma perché esistono i videogiochi violenti, oppure sessualmente espliciti? La risposta è la stessa per i film: cioè “perché no?”. Gli sviluppatori di giochi sono dei creativi, e i giocatori hanno voglia di provare giochi nuovi. Prima o poi si arriva a esplorare zone in cui nessuno è arrivato, e degli sviluppatori abbastanza coraggiosi decidono di pubblicare il titolo in questione: sta al mercato decidere se avranno successo o meno.Dal punto di vista di un genitore, potrebbe venire spontaneo guardare il mondo dei videogiochi come una zona della vita dei propri figli sulla quale hanno poco o nessun controllo, e perciò chiedersi cosa ci fanno lì giochi basati sulla guerra o sui criminali. La prima risposta è che i giochi non sono pensati solo per i vostri figli, ma per una vastissima fascia di pubblico, che è abbastanza corposa almeno fino a 40 anni.Quindi, se ritenete tanti giochi inadatti ai vostri figli, magari è perché non sono rivolti a loro. Ma proprio come esistono i film horror, oppure serie tv in cui i protagonisti non sono esempi da seguire, ci sono anche giochi che non vogliono essere didattici. O magari sì, ma in modo diverso dall’impartire prescrizioni come a scuola.
  • Un caso emblematico sono i giochi in cui si spara, che sono tra i più demonizzati dai media. Per spezzare una lancia a loro favore, molti di questi sono giochi di gruppo, quindi c’è occasione di socializzare.

Inoltre, si consideri un esperimento mentale, per progettare un gioco competitivo. Ad esempio, sfidare un amico a tirare una palla nel cestino. È un gioco semplice e non violento.

Si supponga che, nel lungo termine, si diventi così bravi da dover rendere il gioco più difficile per essere stimolante: una possibilità è mettere i cestini in movimento. Ora, ogni giocatore deve tirare la palla in un cestino, ma il cestino si muove.

Come farlo? Un giocatore può muovere il cestino, mentre l’altro tira la palla, e viceversa.Ancora più difficile, ancora più veloce: mentre ognuno muove il cestino, l’altro tira la palla. I giocatori giocano attivamente tirando la palla, ma stanno anche rendendo più difficile la partita dell’avversario.

Questa idea non è violenta, e un gioco in cui si spara è lo stesso concetto appena descritto, ottenuto immergendo in una situazione realistica il gioco del tiro al bersaglio. È un gioco di abilità, nessuno pensa di uccidere davvero, anche se usa le parole “uccidere” e “morire”.

Per un giocatore la differenza è così ovvia che chiedergli “non pensi che sia sbagliato sparare alle persone nei videogiochi?” sarebbe come chiedere “non è strano che gli animali parlino nei film della Disney?”.

  • Ultimo punto su cui un genitore deve fare attenzione: i giochi gratuiti con microtransazioni (detti free-to-play).Un tempo, per giocare si andava nelle sale giochi e si faceva una partita con una moneta. Poi, giochi più lunghi e complessi sono stati sviluppati per dispositivi acquistabili, affinché potessimo giocare in ogni momento. Oggi, l’evoluzione del mercato ci ha portato a un nuovo modo di guadagnare dai giochi. Semplificando al massimo: prima giochi, se ti piace paghi per premiare gli sviluppatori, altrimenti puoi giocare lo stesso. Ma se paghi, avrai in premio un piccolo bonus di ringraziamento. Il tempo passa, il mercato ha metabolizzato questo sistema al punto che oggi è la forma di videogioco più redditizia al mondo, e la situazione è degenerata.Tanti giochi sono stati prodotti al preciso scopo di assuefare i giocatori e spingerli a comprare sempre di più questi bonus, che per di più hanno la meccanica dei biglietti della lotteria, aggiungendo pure il gioco d’azzardo ai problemi dati in pasto ai propri “clienti”. In Giappone il problema è diventato così grave che sono state fatte leggi apposite che regolamentano questo genere di giochi. È importante assicurarsi che i figli non abbiano la possibilità di spendere denaro dei genitori tramite carte di credito o PayPal senza permesso, e lo è ancora di più condividere con loro quanto più possibile la loro esperienza di gioco, in modo da avere un’idea dei loro interessi e di dirigere in modo educativo il contenuto (qualora ci siano temi di cui discutere).

Lati positivi

Dopo tutti questi dubbi e problemi, perché non vietare totalmente a tutti di giocare? Perché ci sono anche tanti aspetti positivi, nei giochi.

Proprio come cinema, televisione, libri e fumetti, raccontano storie, ma possono essere ancora più coinvolgenti grazie all’interattività. I videogiochi insegnano, come ogni gioco.

Per giocare, per raggiungere un obiettivo, bisogna capire come funziona e bisogna ottenere il risultato.

I giochi sono un OTTIMO sistema per insegnare, e il videogioco si presta perfettamente, grazie alla possibilità di impacchettare su misura ciò che si vuole trasmettere, e di comunicare direttamente con l’utente.

Molti giochi richiedono tempismo, attenzione, matematica, creatività, mettendo fortemente alla prova i giocatori. Persino l’inglese, ai vecchi tempi in cui i giochi non si trovavano in italiano e ci si arrangiava con quel che passava in convento. Tanti adulti di oggi hanno molti ricordi di infanzia grazie ai videogiochi.

Pokémon Go a Torino

La comunità di Torino di Pokémon Go è un ottimo esempio
L’idea del gioco è di fare delle passeggiate per la città, collezionando i Pokémon, riscoprendo intanto angoli della città che magari si erano dimenticati. I Pokémon sono degli animaletti che si possono sfidare, ognuno con punti di forza e debolezza.

Le sfide si basano su precise regole matematiche implementate nei videogiochi, e i giocatori appassionati si sono addentrati nelle formule per spingere al massimo il loro lato competitivo.

Questo è un aspetto didattico dei giochi, perché spinge i giocatori a studiare matematica e informatica e fisica per scoprire cosa c’è dietro lo schermo, e questo è valido per tutti i videogiochi.

Poiché i pokemon sono nati molti anni fa, ci sono tanti appassionati di generazioni diverse che hanno iniziato a giocare, e oggi i giocatori si tengono in contatto e organizzano attività insieme.

La community di Torino è abbastanza grande e conta qdiverse centinaia di giocatori, alcuni dei quale si dedicano veramente tanto allo spirito di gruppo e a organizzare eventi, infatti sono state svolte diverse attività che sarebbero state impossibili da singoli.

Ci sono eventi mensili in cui vengono regalati gadget offerti dagli sponsor e dai donatori, ci sono raduni in cui gli organizzatori preparano giochi e competizioni a premi al parco, è stato addirittura possibile organizzare un viaggio in pullman per partecipare a un evento in Germania.

A marzo 2019, collaborando con il Banco Alimentare di Torino, i giocatori sono stati invitati a donare liberamente del cibo a lunga conservazione, e l’iniziativa ha avuto un grandissimo successo, con due auto piene di scatoloni arrivate in sede.

A maggio 2019 è uscito nella sale il film Detective Pikachu, e la comunità di Torino si è organizzata con il cinema Massaua per riempire due sale.

Su iniziativa della Circoscrizione 8 e La Stampa, è stata organizzata una notte bianca al parco del Valentino l’11 maggio 2019; tra le varie associazioni che hanno aderito, c’era anche la community di Pokémon Go di Torino.

In sintesi

I videogiochi hanno un grosso potenziale per fare stringere nuove amicizie, creare comunità, insegnare e proporre nuove esperienze, condividere.

Sono anche un’occasione per un genitore di avvicinarsi ai figli, che spesso hanno piacere di condividere i loro interessi con chi si mostra aperto nei loro confronti.

I pericoli esistenti non sono un buon motivo per proibire i videogiochi, perché è solo questione di tempo poi i ragazzi avranno la possibilità di agire di testa propria.

È quindi opportuno approfittare del proprio rapporto con i figli per guidarli e accompagnarli in questa esperienza, senza demonizzarla.

Источник: https://www.merendedigitali.it/approfondimenti/guida-genitori-videogiochi

Go Pokèmon Go

Pokémon GO: cosa è e perché piace così tanto ai vostri figli
Venerdì sera mi trovavo in un chiosco, con vista sul parco, a bere la consueta birra tra amici che segna la fine della settimana lavorativa (o l’inizio del weekend, dipende dai punti di vista) e vedevo un sacco di gente che gironzolava attorno al locale e per il parco.

Incuriosito ho aperto il telefono e…oddio nella zona era pieno di Pokémon!

Lo so, in questo periodo non si parla d’altro.

Ma dopo essermi documentato un po’ e aver osservato il comportamento delle persone ho deciso di scrivere questo articolo per fare, spero, un po’ di chiarezza.

Cos’è e come funziona Pokémon Go

Pokémon Go è uscito in Italia il 15 luglio, ma già prima della sua uscita contava molti utenti che lo avevano scaricato da paesi esteri.

Il gioco per Smartphone (Android e iPhone) ricorda molto gli omonimi cartone animato e videogioco per GameBoy.

Proprio come nel cartone animato, lo scopo del gioco è andare in giro per il mondo (quello vero!) a cercare Pokémon, farli diventare sempre più forti, sfidare gli altri utenti nella palestre avversarie e cercare i Pokéstop per rifornirsi di tutto quello che vi può servire nella vostra caccia. Facile no?
Queste palestre e Pokéstop si trovano in punti d’interesse pescati direttamente da Google Maps, quindi potrebbe essere un monumento nel centro città, la chiesa o il capitello all’inizio della vostra via.

Il Marketing del gioco

Non sono un esperto di marketing, ma credo che potremmo passare tutto il tempo che vogliamo a discutere di tattiche di marketing e strategia, ma nessuna di queste pratiche sarà in grado di replicare il successo planetario che Pokémon Go ha avuto in una settimana.
In pochissimo tempo la Nintendo è riuscita a superare qualsiasi altro gioco nella storia come numero di utenti, e persino ogni Social (e sito porno) come numero di visite.

A 20 anni dall’uscita del marchio, molto probabilmente, sono questi i tre elementi chiave del successo di questa applicazione:

  1. Un marchio iconico che ha segnato diverse generazioni;
  2. Foto virali che hanno invogliato miliardi di giocatori. L’introduzione della Realtà Aumentata e la condivisione del momento della cattura del Pokémon ha reso la diffusione nei Social virale e gratuita;
  3. Nostalgia che ha colpito tutti gli utenti che negli anni sono cresciuti con i Pokémon.

Il vostro Marketing

Che ci crediate o no, Pokémon Go potrebbe essere una svolta per il vostro business.
In questi giorni non sono mancati gli annunci di gestori di attività commerciali che hanno cavalcato l’onda, annunciando nei Social di avere dei Pokéstop o delle palestre vicino.

C’è chi si è sbizzarrito fornendo offerte speciali per i cacciatori di Pokémon o chi offriva campioni omaggio ai giocatori di passaggio.

Negli Stati Uniti è già nata una startup (LureDeals) che consente ai negozianti di posizionare delle “esche virtuali” vicino alle proprie attività per attirare Pokémon e quindi giocatori a caccia.

I più temerari si offrono addirittura di girare con il vostro telefono per allenarvi i mostriciattoli.

Insomma, se non vi manca la fantasia, potete sfruttare questa moda come volete a vostro vantaggio.

 “Venite da noi a giocare”

La tecnologia

Visto che sto scrivendo su Marketing Technology mi sembra d’obbligo fare un accenno anche alle tecnologie utilizzate.
La società che ha sviluppato il gioco è la Niantic, affiliata a Google nel 2015 e in partnership con Nitendo, non proprio gli ultimi arrivati.

Il gruppo Niantic e Google avevano già provato qualche tempo fa a sfondare nel mondo dei videogiochi in realtà aumentata con Ingress, un gioco dalla dinamica molto simile a quella di Pokémon Go ma con degli aspetti, passatemi il termine, molto più da NERD, che lo hanno reso un gioco di nicchia e per una comunità ristretta.

ll trucco è stato usare il motore di Ingress però inserendolo nel mondo dei Pokémon.

L’altra tecnologia chiave di questa app è la realtà aumentata, punto di forza del gioco.

Questa è stata realizzata con l’ausilio degli strumenti messi a disposizione da Vuforia, una tra le principali aziende che da agli sviluppatori i mezzi per inserire la realtà aumentata nelle proprie applicazioni.

Grazie a questa gli utenti possono guardare e interagire con una ricreazione digitale del mondo dei Pokémon sovrapposta all’ambiente reale.

Il lato Social

Nonostante quello che si legge in giro, folle di pazzi che corrono per Central Park, gente che si licenza o musei indignati, devo dire che ho trovato un aspetto sociale e se vogliamo carino in tutta questa storia. Non proverò a spiegarvelo ma mi limiterò a raccontarvi due semplici episodi realmente accaduti, traete voi le vostre conclusioni.

  1. In piene vacanze scolastiche estive, questi 3 compaesani si trovano per andare in spiaggia e, come succede sempre a quell’età, è l’amico più grande che passa in auto a raccogliere i due più giovani per andare tutti assieme al mare. Come in ogni compagnia che si rispetti c’è sempre il solito ritardatario, e mentre lo aspettano, decidono di aprire Pokémon Go curiosi di vedere che Pokémon si trova nelle vicinanze. Localizzatolo, partono in auto per avvicinarsi e catturarlo, ma durante il tragitto notano un ragazzo e una ragazza, che conoscevano già di vista, palesemente impegnati nella caccia dello stesso. Beh, i due gruppi si salutano, catturano assieme il Pokémon e finisco con andare tutti e 5 in auto assieme in spiaggia.
  2. Sempre mentre bevevo la meritata birra de venerdì, ho notato questo gruppetto di 3 ragazzini cinesi che vagavano per il parco cercando di catturare più Pokémon possibili. Dopo alcuni minuti ho visto arrivare altre 2 ragazze, più o meno della stessa età, attirate dagli stessi Pokémon. Poco dopo i 5 si sono ritrovati tutti assieme, all’aperto a chiacchierare. Probabilmente avranno iniziato parlando dei Pokémon presenti nella zona. Non so come sia finita la storia ma mi piace immaginare un lieto fine.

Forse la nostra amata Nitendo è riuscita finalmente a dare un senso alla realtà aumentata e a lasciare nuovamente un segno nella storia dei videogiochi.

Se volete un consiglio però, evitate di licenziarvi per andare a caccia di Pokémon, e se volete andare a farvi una passeggiata lasciate a casa il telefono e portatevi dietro il vostro cane o figlio, sono anche loro un ottimo partner per socializzare!

Источник: https://marketingtechnology.it/pokemongo-follia-marketing-tecnologia/

Pokémon go come funziona perche piace ai bambini

Pokémon GO: cosa è e perché piace così tanto ai vostri figli

Il 15 luglio anche in Italia potremo scaricare Pokémon GO, il gioco più amato dai bambini. Ecco come funziona e perché piace tanto

Pokémon GO come funziona e perché piace ai bambini

Pokémon GO, la vera mania di questa estate. Mancano poche ore al lancio anche in Italia di questo nuovo gioco firmato Niantic per Android e iPhone che permette di cercare i famosi Pokémon nel mondo reale grazie alla realtà aumentata.

Negli Stati Uniti il gioco è già stato scaricato 7,5 milioni di volte dal 6 luglio scorso, giorno del rilascio, e centinaia di persone, adulti e bambini, stanno girando per le strade delle città, smartphone alla mano, per catturare più di 100 specie diverse di Pokémon.

Come funziona Pokémon GO

In pratica il mondo reale si popola di queste creature fantastiche – che vanno catturate e conservate nelle diverse Poké Ball – e va esplorato alla ricerca dei Pokémon, Poké Ball ed altri oggetti utili.

Mentre si è in giro per la città (reale!) lo smartphone emetterà una vibrazione per segnalare la presenza di un Pokémon nelle vicinanze.

Bisognerà provare ad inquadrarlo con il telefono e catturarlo lanciandogli una Poké Ball, non sarà facile perché il Pokémon proverà a scappare.

Inoltre in luoghi importanti della città, come opere di interesse storico o monumenti, ci saranno dei Pokéstop, posti dove si possono reperire oggetti utili per la caccia.

Più Pokémon si catturano e più si arricchisce il proprio Pokédex, un vero e proprio raccoglitore,e si potrà salire di livello come allenatore, si può personalizzare il proprio Avatar in modo tale da apparire come si desidera agli occhi degli altri giocatori che visiteranno la Palestra di cui si fa parte.

Ad un certo punto del gioco si potrà entrare a far parte di una squadra e si potranno sfidare gli Allenatori delle altre squadre.

Perché Pokémon GO piace così tanto

Pokémon GO è indubbiamente una piccola, grande rivoluzione nel mondo dei videogiochi: il videogame di Niantic è uno dei più amati e utilizzati in tutto il mondo da molti anni, e l'arrivo dei Pokémon su smartphone contribuirà senza dubbio alla sua diffusione.

Permette di mescolare realtà virtuale e mondo reale in un'avventura unica nel suo genere. Trasforma la propria città in un mondo fantastico popolato da creature mitiche che fino a oggi era possibile vedere solo sulla propria consolle e mette alla prova le proprie abilità di cacciatore direttamente sul campo, con movimenti reali.

Allora, appuntamento il 15 luglio con Pokémon GO e per chi volesse conoscere sin da oggi qualche trucco e qualche segreto per catturare Pokémon speciali i redattori di Games.it hanno già qualche dritta.

Telefono Azzurro e Pokémon Go

Telefono Azzurro mette però in guardia sui rischi di alcuni giochi online per bambini e adolescenti.

Nello specifico, la realtà aumentata e la geolocalizzazione che costituiscono i principi fondamentali di Pokémon Go, rischiano di esporre i piccoli giocatori a non pochi pericoli, primo tra tutti l'adescamento da parte di adulti, con gli scopi più diversi, dalla rapina all'abuso sessuale. Questo perché le basi del videogioco sono associati al mondo reale: per catturare i pokemon occorre spostarsi fisicamente nello spazio. Episodi come quelli del Missouri dove tramite l'applicazione quattro rapinatori armati hanno attirato e derubato 11 adolescenti in una zona isolata, non devono più accadere. Inoltre bisogna fare attenzione a non provocare incidenti stradali per distrazione, perché si è intenti a catturare i pokemon.

Nel mondo virtuale, purtroppo, le differenze di età sono annullate.

E questo rischia di essere una grossa fonte di pericoli per i minori, che si ritrovano soli e senza difese, esposti alle mire di malintenzionati – ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile – E’ proprio in questi spazi, che si insinuano sempre di più i fenomeni dell’adescamento online e della pedofilia. Da un lato, occorre che bambini e ragazzi sviluppino una maggiore responsabilità nell’uso di questi strumenti. Su questo Telefono Azzurro promuove, da anni, attività di prevenzione, formazione nelle scuole, ascolto e intervento, con l’obiettivo di promuovere un uso sicuro del web. Dall’altro, sono le aziende sviluppatrici di nuove tecnologie a dover giocare un ruolo chiave per garantire che gli strumenti da loro promossi non possano in nessun modo mettere a rischio i minori

Per promuovere il tema della sicurezza in Rete, Telefono Azzurro ha lanciato la campagna DIVENTA UN DIGITAL SUPPORTER #TAdigitalsupporter, che mira a costituire una rete di volontari digitali pronti a diffondere attraverso i social informazioni e materiali sul tema dell’Internet sicuro e segnalare potenziali pericoli. chiamando subito l’1.96.96 o scrivendo a www.azzurro.it/chat.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/pokemon-go-perche-piace-ai-bambini.html

Occhio alle challenge per i genitori: sono spesso terreno di caccia per i pedofili

Pokémon GO: cosa è e perché piace così tanto ai vostri figli

Condividere foto o video dei nostri figli può avere serie conseguenze, fino a portare a cadere nella rete della pedofilia

Se ti chiedessi di inviarmi il tuo indirizzo di casa insieme al nome di tuo figlio o tua figlia e la sua età tu che cosa mi risponderesti? E se insieme a queste informazioni ti chiedessi anche tre foto del tuo bambino? E se ti dicessi che esiste un modo molto più semplice per ottenere tutte queste informazioni non solamente da te, ma anche da decine o centinaia di genitori, e in modo che voi siate anche felicissimi da passarmele, tu cosa mi diresti?

Come un malintenzionato potrebbe raccogliere facilmente foto o video di tuo figlio

Anche se di fronte alle domande che ti ho posto sopra mi hai risposto picche, per me eventuale malintenzionato sarebbe in realtà molto semplice:1) Creo una pagina dal nome accattivante e tenero ritagliato apposta per suscitare l’orgoglio di mamma o di papà

2) Pubblico una challenge in cui esorto i genitori a pubblicare le foto più belle dei propri figli e farle votare dagli amici: l’idea qui è che faccio leva sul vostro orgoglio di genitore, per cui più vostro figlio ottiene più vi sale il vanto. Inoltre così facendo anche i vostri amici vedranno la challenge, saranno ispirati a parteciparvi e a invitare altri amici, e così via verso la viralità

3) Specifico che per la challenge dovrete utilizzare un hashtag apposito

4) Mi godo lo spettacolo mentre mi diverto a raccoglierle le foto più intriganti per poi tenermele oppure, peggio ancora, rivenderle nel mercato nero del digitale (non solo il Dark Web)

L’idea dell’hashtag mi serve per scovare più facilmente i vostri post nel mare magnum di o Instagram (solo per citarne alcuni), ma in alternativa se sono su potrei facilitarmi la vita invitando a condividere le foto dei vostri bambini nei commenti del post della challenge, così mi assicuro che le vostre foto siano pubbliche e quindi trovabili da me.

Il pericolo di pedofilia che si annida nelle challenge rivolte a voi genitori, e un allarme della Polizia lanciato già molti anni fa

Fantascienza?Esagerazione?

Eppure è proprio quello che può accadere, come già indicato dalla stessa Polizia di Stato il 20 febbraio 2016 in un post su condiviso attraverso al loro pagina Una Vita da Social.

In questo post infatti la Polizia segnala la pericolosità di un’iniziativa in cui si invita le mamme a pubblicare “3 foto che mi rendano felice di essere mamma”.Inoltre per rendere virale l’iniziativa “Scelgo alcune donne che ritengo siano grandi madri. Se sei una madre che ho scelto, copia questo testo, inserisci le tue foto e scegli le grandi madri”.

Accalorato l’appello della Polizia Postale, che oltre a segnalare la pericolosità di iniziative come queste (anche quando originano in buona fede e senza cattive intenzioni), che ci avvisa in un suo commento che “la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono dalle foto condivise da voi.”

Sempre nel post si legge che “nel corso del 2015 sono stati operati 67 arresti e 485 denunce per adescamento di minori online, produzione, diffusione e commercializzazione online di materiale pedopornografico”, oltre a 221 denunce e il coinvolgimento di ben 17.283 siti internet, dei quali ben 1.819 sono stati inseriti in una black list.

Un’altra iniziativa pericolosa segnalata sempre nello stesso post riguarda “Vota il bambino più bello”, una challenge indetta da una pagina non ufficiale, e quindi per la quale non è verificabile chi sia il proprietario, e di conseguenza per la quale non avete garanzie su come verranno utilizzate le foto dei vostri bambini e di quelli dei vostri amici coinvolti.
Nel suo post la Polizia non specifica se si tratta di una iniziativa in buona fede oppure creata appositamente per la raccolta di materiale pedopornografico, ma per il nostro discorso questo aspetto è secondario: a noi basta sapere che le foto dei nostri bambini rimangono in questo modo all’aperto, pubbliche e a disposizione di chiunque passi di lì.

Non solo pedopornografia, ma anche reperimento dei dati dei vostri figli

E c’è anche di peggio: ad esempio potrei inventarmi un’iniziativa in modo che voi stessi mi indichiate indirizzo, nome ed età di vostro figlio.Di recente infatti mi è capitata questa iniziativa:“Ecco le indicazioni per partecipare a questo progetto.

È molto semplice:1) Invia un libro al bambino #1 che trovi qua sotto (puoi comprarlo in libreria ed inviarlo per posta o puoi acquistarlo direttamente su un sito di vendita online ed incaricare loro della spedizione Fnac, Cultura, Amazon…

in due clic è fatta!)2) modifica questo messaggio ed invialo privatamente alle 6 persone interessate: togli il nome del bambino #1 e metti il bambino #2 al primo posto.

Infine aggiungi il nome, l'età e l'indirizzo del tuo bambino al posto #2 (inserendo anche la preferenza della lingua dei libri)Se tutti giocano, tu riceverai rapidamente 36 libri. Niente male, no?!Insomma: cinque minuti per inviare il libro e un minuto per copiare ed incollare il messaggio sul tuo muro .

È semplicissimo!Dunque ricapitolando:- inviare un libro al bambino 1#- cercare sei amici che vogliono partecipare- modificare questo messaggio ed inoltrarlo ai sei interessatiConto su di te!Se non puoi farlo entro una settimana dimmelo, perché non sarebbe carino fare attendere chi ha partecipato e crede in questo progetto.Grazie per la tua partecipazione.

Se vuoi altri chiarimenti non esitare a scrivermi!”

Non so se questa iniziativa nasca in buona oppure in cattiva fede, ma potete facilmente intuire la sua pericolosità: qui vi si sta chiedendo di pubblicare sulla vostra bacheca di l’indirizzo, il nome e l’età di vostro e figlio!
Pensate a quante cose potrei fare con tutte queste informazioni se io fossi un malintenzionato!

Ecco perché dobbiamo sempre fare molta attenzione a non cadere nel cosiddetto sharenting, ossia la pratica di pubblicare foto e video dei propri bambini, di fatto anche violando la loro privacy, non potendo questi scegliere se essere ripresi e pubblicati oppure no, pratica per la quale molti esperti hanno già espresso i pericoli nello sviluppo del ragazzo.
Per via di questa pratica rischiamo infatti di lasciare tracce di nostro figlio che un domani potrebbero metterlo in ridicolo, oltre a generare un aspetto della sua vita sulla quale non avranno alcun controllo perché, si sa, ciò che va su Internet è destinato a rimanere per sempre.

Spesso quando le scuole mi contattano per parlare ai genitori dei rischi che i loro figli corrono sul Web mi chiedono di spiegare dove i loro figli sbagliano, ma inevitabilmente finiamo per parlare anche di noi, ossia degli adulti.
Perché spesso nelle nostre lotte per proteggere i ragazzi l’anello più debole della catena siamo noi. 

Источник: https://innovazione.tiscali.it/news/articoli/baby-challenge-allarme-pedofilia/

Pokémon Go: i rischi e pericoli per i bambini sono reali?

Pokémon GO: cosa è e perché piace così tanto ai vostri figli

Pokémon Go è il gioco che piace a grandi e piccoli: prima che vostro figlio cominci a giocarci, vi consigliamo di leggere questa breve guida per capire come funziona, quali sono i rischi di Pokémon Go e quali, invece, i benefici.

Se avete un bambino, sicuramente l'avete detto anche voi: “Non stare sempre in casa davanti ai videogiochi, esci un po'!”. Bene: questa frase ormai non ha più senso.
Con Pokémon Go i videogiochi ci seguono anche fuori casa.

Pokémon Go è il gioco sotto forma di app che sta spopolando in America: le reazioni di chi ha già usato Pokémon Go sono un misto di demenza e genialità che dimostrano come i Pokémon stiano invadendo il nostro mondo e rivoluzionando il nostro modo di vivere e di intendere un videogioco.

Non passerà tanto prima che i vostri figli ci vogliano giocare: per questo, è importante sapere cos'è Pokémon Go, come funziona e quali sono i possibili rischi.

Vedi anche

Pokémon Go è il gioco di Niantic e The Pokémon Company: si scarica dall'app store, è compatibile sia con iOS che con Android ed è un videogioco free-to-play, ovvero gratuito ma espandibile a pagamento.
Funziona sfruttando i principi e i meccanismi della realtà aumentata.

In parole semplici, il termine “realtà aumentata” indica l'integrazione e l'interazione del mondo reale con quello virtuale. La realtà aumentata, se combinata con uno smartphone, ci permette di interagire in maniera semplice e intuitiva con quello che ci circonda. Potremmo, ad esempio, scoprire informazioni su strade e monumenti…

oppure, catturare un Bulbasaur.

Una volta scaricata l'app, capire come funziona Pokémon Go è semplice. Dovrete collegare il gioco a un account Google e, dopodiché, scegliere l'avatar che vi rappresenterà in quanto allenatore. Pokémon Go funziona tramite GPS: in base a dove vi trovate, genera automaticamente dei Pokémon nei paraggi, avvisandovi della loro presenza.

La schermata principale dell'app è simile a Google Maps: il vostro avatar si muove, insieme a voi, per lo spazio alla ricerca di nuove Pokéball da lanciare. Questa è la rivoluzione di Pokémon Go: non basta trovarsi davanti a un device per giocare, bisogna uscire di casa e muoversi.

Solo esplorando posti nuovi, infatti, sarà possibile catturare nuovi Pokémon.

Pokémon Go: quali sono i rischi e i pericoli per bambini e adolescenti?

Girovagare alla ricerca di Pokémon può comportare dei rischi. In Missouri, ad esempio, un gruppo di ragazzi ha approfittato della ricerca dei Pokémon per derubare alcuni allenatori che si erano addentrati in posti poco raccomandabili.

Prima di essere arrestato, il gruppo ha derubato undici giocatori.
Non solo ladri, ma anche adescatori possono nascondersi dietro una Pokéball.

Il Presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, ha commentato così l'uscita di Pokémon Go:

Nel mondo virtuale, purtroppo, le differenze di età sono annullate. E questo rischia di essere una grossa fonte di pericoli per i minori, che si ritrovano soli e senza difese, esposti alle mire di malintenzionati

Per questo, Telefono Azzurro ha lanciato la campagna Diventa un Digital Supporter, con l'obiettivo di costituire una rete di volontari digitali pronti a diffondere informazioni utili e segnalare potenziali pericoli.

​Non solo giocare a Pokémon Go può essere pericoloso, ma anche installarlo può comportare dei rischi. Circolano, infatti, delle versioni hackerate in grado di infettare il vostro smartphone. Assicuratevi di scaricare sempre la versione originale dal vostro app store.

Come Pokémon Go può far bene a vostro figlio

Quindi? Visto i rischi e i pericoli che Pokémon GO può attirare, non dovreste lasciare che vostro figlio ci giochi? No: comunque, finirebbe col farlo di nascosto.

L'importante è accertarsi che non cerchi di rincorrere un Charmender in un magazzino isolato e dall'aspetto tutt'altro che invitante.

È difficile tenere i bambini impegnati: fra le attività che potete proporre ai vostri figli una volta finita la scuola, c'è l'organizzazione di una cooperativa estiva, ovvero un gruppo di genitori che dia disponibilità per tenere, a turno, un gruppo di bambini. Perché, allora, non raggruppare mamme e papà appassionate di Pokémon per intrattenere i propri figli a suon di Pokéball?
Sarete, così, più tranquille e, vi promettiamo che, una volta che avrete provato, non vorrete più smettere neanche voi.

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Pokémon Go non nasconde solo aspetti negativi e preoccupanti. Lo psicologo John M. Grohol ha analizzato il comportamento di alcuni giocatori di Pokémon Go, evidenziando come il gioco avesse inaspettatamente alleviato i loro sintomi di depressione e ansia.

Pokémon Go motiva ragazzi e adulti a uscire di casa, obiettivo non raggiunto da molte app di fitness.

Inoltre, la maggior parte dei Pokémon si trova vicino a spazi verdi: così, aumenta la possibilità di trovarsi a contatto con la natura, alleviando di conseguenza il cattivo umore e le preoccupazioni.

Источник: https://www.alfemminile.com/essere-genitori/pokemon-go-bambini-rischi-pericoli-gioco-come-si-gioca-s1912641.html

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