Poesie e versi per la Festa della Mamma

Poesie per la Festa della mamma

Poesie e versi per la Festa della Mamma

Poesie sulla mamma – Aforisticamente

Ecco una raccolta delle più belle poesie per la festa della mamma per questa occasione speciale. Dedica a tua mamma una frase per la sua festa, scrivile un dolce biglietto di auguri per ricordarle che ogni giorno la ami.

La mamma è una delle persone più importanti della nostra vita, se non la più importante di tutte. Ci mette al mondo, ci cresce, ci insegna a vivere. Ma tanto altro ancora: è la persona che per noi ci sarà sempre. Pronta a porgersi una mano in caso di aiuto, un piatto caldo e un letto profumato di pulito. Le porte del suo cuore, sono sempre aperto per noi.

Ecco perché, qui di seguito abbiamo raccolto una serie tra le più belle poesie da dedicare proprio in onore della Festa della mamma per farla sorridere e per farle capire quanto bene le vogliamo ogni singolo giorno.

Condividi con la tua mamma le immagini con frasi, citazioni, aforismi e poesie sulla Festa della mamma.

Gianni Rodari, Per la mamma

Filastrocca delle parole:si faccia avanti chi ne vuole.Di parole ho la testa piena,come dentro ‘la luna’ e ‘la balena’.Ma le più belle che ho nel cuore,

le sento battere: ‘mamma’, ‘amore’.

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Francesco Pastonchi, Che cos’è una mamma

Una mamma è come un albero grandeche tutti i suoi frutti ti dà:per quanti gliene domandi

sempre uno ne troverà.

Ti da il frutto, il fiore, la foglia,per te di tutto si spoglia,anche i rami si taglierà.

Una mamma è come un albero grande

Una mamma è come una sorgente.Più ne togli acqua e più ne getta.Nel suo fondo non vedi belletta:sempre fresca, sempre lucente,nell’ombra e nel sol è corrente.Non sgorga che per dissetarti,se arrivi ride, piange se parti.

Una mamma è come una sorgente.

Una mamma è come il mare.Non c’è tesori che non nasconda,continuamente con l’ondati culla e ti viene a baciare.Con la ferita più profondanon potrai farlo sanguinare,subito ritorna ad azzurreggiare.

Una mamma è come il mare.

Una mamma è questo mistero:Tutto comprende tutto perdona,Tutto soffre, tutto dona,non coglie fiore per la sua corona.Puoi passare da lei come straniero,puoi farle male in tutta la persona.Ti dirà: «Buon cammino bel cavaliero!»

Una mamma è questo mistero

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Victor Hugo, La madre

La madre è un angelo che ci guardache ci insegna ad amare!Ella riscalda le nostre dita, il nostro capofra le sue ginocchia, la nostra animanel suo cuore: ci dà il suo latte quandosiamo piccini, il suo pane quando

siamo grandi e la sua vita sempre.

**

Erri De Luca, Mamma Emilia

In te sono stato albume, uovo, pesce,le ere sconfinate della terraho attraversato nella tua placenta,

fuori di te sono contato a giorni.

In te sono passato da cellula a scheletroun milione di volte mi sono ingrandito,

fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.

Sono sgusciato dalla tua pienezzasenza lasciarti vuota perché il vuoto

l’ho portato con me.

Sono venuto nudo, mi hai copertocosì ho imparato nudità e pudore

il latte e la sua assenza.

Mi hai messo in bocca tutte le parolea cucchiaini, tranne una: mamma.Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra

quella l’insegna il figlio.

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Anonimo, La prima poesia

La prima poesiache lessi

fu il sorriso di mia madre.

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Juan Ramon Jiménez, Madre

Ti dico, madre,che tu sei come il mare; che sebbene le ondedei tuoi anni si alternino e ti mutino.il tuo luogo è il medesimoal passo del mio cuore.Non occorre misurané calcolo per conoscere il cielodella tua anima;il colore, ora eterna,la luce del tuo occaso,ti rivelano, oh madre, tra le onde,

eterna e nota nel loro mutare.

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Lina Schwarz, Per la festa della mamma

Ho pregato un poetadi farmi una poesiacon tanti auguri per te,mammina mia;ma il poeta ha rispostoche il verso non gli viene;così ti dico solo:

Ti voglio tanto bene!

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Maurice Carême, Mia madre

Ci sono più fioriper mia mamma, nel mio cuore,

che in tutti i giardini.

Più merli ridentiper mia mamma, nel mio cuore,

che nel mondo intero.

E tanti più baciper mia mamma, nel mio cuore

di quanti se ne possono donare.

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Judith Bond, Grazie mamma

Grazie mammaperché mi hai datola tenerezza delle tue carezze,il bacio della buona notte,il tuo sorriso premuroso,la dolce tua mano che mi dà sicurezza.

Hai asciugato in segreto le mie lacrime,hai incoraggiato i miei passi,hai corretto i miei errori,hai protetto il mio cammino,hai educato il mio spirito,con saggezza e con amoremi hai introdotto alla vita.

E mentre vegliavi con cura su di metrovavi il tempoper i mille lavori di casa.Tu non hai mai pensatodi chiedere un grazie.

Grazie mamma.

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Marino Moretti, La parola più bella

Mamma. Nessuna parola è più bella.La prima che si impara,la prima che si capisce e che s’ama.La prima di una lunga serie di parolecon cui s’è risposto alle infinite,alle amorose, timorose domandedella maternità.E anche se diventassimo vecchi,come chiameremmo la mammapiù vecchia di noi?Mamma.

Non c’è un altro nome.

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Continua a leggere altre poesie per la Festa della mamma

La Festa della mamma si celebra ogni anni la seconda domenica di maggio. In questo giorno di gioia è bello ricordare e condividere con la propria mamma un momento insieme, magari preparandole un biglietto di auguri o un pensiero per lei.

Ecco una raccolta tra le più belle poesie per la Festa della mamma, per dirle che ogni giorno le vogliamo bene e che per noi lei è unica ed insostituibile! Condividi con lei le immagini con frasi, aforismi e citazioni per la Festa della mamma e rendi indimenticabile questo giorno.

Tu non sei più vicina a Diodi noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupendebenedette le mani.Nascono chiare in te dal manto,luminoso contorno:io sono la rugiada, il giorno,

ma tu, tu sei la pianta.

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Fabrizio Caramagna, Mamma

Mamma è colei che alle prime tue domande– che cos’è il morire, che cos’è il domani –ti risponde con un sorriso luminoso,colei che ti soffia sulle palpebre

e ti fa volare via il buio.

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Arpalice Cuman Pertile, Cosa mi piace

Mi piace il sole, il mare,mi piace il fior, l’uccello,m’è caro passeggiare mirando il verde bello.Ma più del sol, del fiore,ma più del mar profondo,ma più di tutto il mondo,m’è dolce il grande amore,

mammina, del tuo cuore.

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Alfonso Gatto, Una madre che dorme

Una madre che dormepiove in dolcezza dentro di sécome una grottae in fondo al lume ha il suo bambino.Una madre che dormedorme al panneggio ardente d’una fierache la guarda mansueta.È una dolce serain mezzo alla pupille

della sua onda quieta.

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Rabindranath Tagore, Maternità

Da dove sono venuto?Dove mi hai trovato?Domandò il bambino a sua madre.Ed ella pianse e rise allo stesso tempoe stringendolo al petto gli rispose:tu eri nascosto nel mio cuore, bambino mio,

tu eri il suo desiderio.

Tu eri nelle bambole della mia infanzia,in tutte le mie speranze,in tutti i miei amori, nella mia vita,nella vita di mia madre,

tu hai vissuto.

Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casati ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,e mentre contemplo il tuo viso,l’onda del mistero mi sommergeperché tu che appartieni a tutti,

tu mi sei stato donato.

E per paura che tu fugga viati tengo stretto nel mio cuore.Quale magia ha dunque affidato

il tesoro del mondo nelle mie esili braccia?

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Giuseppe Ungaretti, La madre

E il cuore quando d’un ultimo battitoAvrà fatto cadere il muro d’ombra,Per condurmi, Madre, sino al Signore,

Come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,Sarai una statua di fronte all’Eterno,Come già ti vedeva

Quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,Come quando spirasti

Dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.

**

La mamma non è più giovanee ha già molti capelligrigi: ma la sua voce è squillantedi ragazzetta e tutto in lei è chiaroed energico: il passo, il movimento,

lo sguardo, la parola.

**

Pier Paolo Pasolini, Supplica a mia madre

E’ difficile dire con parole di figliociò a cui nel cuore ben poco assomiglio.Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannataalla solitudine la vita che mi hai data.E non voglio esser solo. Ho un’infinita famed’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tusei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:ho passato l’infanzia schiavo di questo sensoalto, irrimediabile, di un impegno immenso.Era l’unico modo per sentire la vita,l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusionedi una vita rinata fuori dalla ragione.Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

**

Edmondo De Amicis

Non sempre il tempo la beltà cancellao la sfioran le lacrime e gli affannimia madre ha sessant’anni e più la guardoe più mi sembra bella.Non ha un accento, un guardo, un risoche non mi tocchi dolcemente il cuore.Ah se fossi pittore, farei tutta la vitail suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il visoperch’io le baci la sua treccia biancae quando inferma e stanca,nasconde il suo dolor sotto un sorriso.Ah se fosse un mio prego in cielo accoltonon chiederei al gran pittore d’Urbinoil pennello divino per coronar di gloriail suo bel volto.

Vorrei poter cangiar vita con vita,darle tutto il vigor degli anni mieiVorrei veder me vecchio e lei…

dal sacrificio mio ringiovanita!

**

Salvatore Quasimodo, Lettera alla madre

Mater dolcissima, ora scendono le nebbie, il Naviglio urta confusamente sulle dighe,gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve; non sono triste nel Nord:non sono in pace con me, ma non aspetto perdono da nessuno, molti mi devono lacrime da uomo a uomo.

So che non stai bene, che vivi come tutte le madri dei poeti,povera e giusta nella misura d’amore per i figli lontani.Oggi sono io che ti scrivo:Finalmente, dirai, due parole di quel ragazzo che fuggì di nottecon un mantello corto e alcuni versi in tasca.

Povero, così pronto di cuore lo uccideranno un giorno in qualche luogo.Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo di treni lenti cheportavano mandorlee arance, alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze, di sale,d’eucalyptus.

Ma ora ti ringrazio, questo voglio, dell’ironia che hai messo sul mio labbro,

mite come la tua. Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.

E non importa se ora ho qualche lacrima per te, per tutti quelli che come teaspettano, e non sanno che cosa.

Ah, gentile morte, non toccare l’orologio in cucina che battesopra il murotutta la mia infanzia è passata sullo smalto del suo quadrante,su quei fiori dipinti: non toccare le mani, il cuore dei vecchi.

Ma forse qualcuno risponde?O morte di pietà, morte di pudore.

Addio, cara, addio, mia dolcissima Mater.

**

Salvatore Di Giacomo, A mamma

Chi tene ‘a mammaè ricche e nun ‘o sape;chi tene ‘o bbene

è felice e nun ll’apprezza

Pecchè ll’ammore ‘e mammaè ‘na ricchezzaè comme ‘o mare

ca nun fernesce maje.

Pure ll’omme cchiù triste e malamenteè ancora bbuon si vò bbene ‘a mamma.‘A mamma tutto te dà,

niente te cerca

E si te vede e’ chiagneresenza sapè ‘o pecché,t’abbraccia e te dice:“Figlio!!!”

E chiagne nsieme a te.

**

Sharon Doubiago, Mia madre è una poesia

Mia madre è una poesiache non sarò maiin grado di scrivereanche se tutto quelloche scrivo

è una poesia a mia madre.

**

Yehuda Amichai, Nostalgie

Mia madre cuoceva nel forno il mondointero per mein dolci torte.La mia amata riempiva la mia finestracon uva passa di stelle.E le nostalgie sono racchiuse in me comebolle d’aria

nel pane

Источник: https://aforisticamente.com/poesie-sulla-mamma/

Festa della Mamma, le poesie più belle da dedicare a una mamma

Poesie e versi per la Festa della Mamma

Per la Festa della Mamma, non c’è niente di più speciale che dedicare una poesia ad una mamma, il cui sentimento è stato da sempre stato uno dei temi più ricorrenti nei versi degli scrittori di tutto il mondo, soprattutto per i grandi poeti che hanno celebrato la figura della madre attraverso le loro parole.

Dedicare una poesia alla mamma è un gesto romantico che richiama un po’ quel momento in cui da piccoli tornavamo da scuola con il “lavoretto” nella borsa, quel momento in cui in piedi sulla sedia si recitava la filastrocca della maestra e si mostrava con tanto orgoglio il lavorino creato in classe. Oggi, da adulti è possibile rinnovare quella tradizione e rendere omaggio alla nostra mamma attraverso versi e poesie d’autore.

In occasione della Festa della Mamma, vi proponiamo le poesie scritte dai grandi autori della letteratura proprio su questo tema. Un omaggio letterario a tutte le mamme, che può essere accompagnato da un regalo speciale.

Filastrocca delle parole:si faccia avanti chi ne vuole.Di parole ho la testa piena,come dentro ‘la luna’ e ‘la balena’.Ma le più belle che ho nel cuore,

le sento battere: ‘mamma’, ‘amore’.

La mamma, Roberto Piumini

Due braccia che m’abbracciano,due labbra che mi baciano,due occhi che mi guardano,e mani che accarezzanosento un buon odoree sento un bel sapore:la mamma e’ questo per mee molto altro ancora:

la mamma e’ una dolcissima signora.

La mamma, Ada Negri

La mamma non è più giovanee ha già molti capelligrigi: ma la sua voce è squillantedi ragazzetta e tutto in lei è chiaroed energico: il passo, il movimento,

lo sguardo, la parola.

La madre, Giuseppe Ungaretti

La mamma non è più giovanee ha già molti capelligrigi: ma la sua voce è squillantedi ragazzetta e tutto in lei è chiaroed energico: il passo, il movimento,

lo sguardo, la parola.

Tu non sei più vicina a Diodi noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupendebenedette le mani.Nascono chiare in te dal manto,luminoso contorno:io sono la rugiada, il giorno,

ma tu, tu sei la pianta.

Preghiera alla madre, Umberto Saba

Vi è un nome soave in tutte leo lingue, venerato fra tutte le genti.il primo a che suona sul labbrodel bambino con lo svegliarsidella coscienza.

l’ultimo che mormorail giovinetto in faccia alla morte;un nome che l’uomo maturo e il vecchioinvocano ancora, con tenerezzadi fanciulli, nelle ore solenni della vita,anche molti anni dopo che non è piùsulla terra chi lo portava; un nomeche pare abbia in sé una virtù misteriosadi ricondurre al bene. di consolare edi proteggere. un nome con cui si dicequanto c’è di più dolce. di più forte.di più sacro all’anima umana.

la madre.

A Mia Madre, Edmondo De Amicis

Non sempre il tempo la beltà cancellao la sfioran le lacrime e gli affannimia madre ha sessant’anni e più la guardoe più mi sembra bella.Non ha un accento, un guardo, un risoche non mi tocchi dolcemente il cuore.Ah se fossi pittore, farei tutta la vitail suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il visoperch’io le baci la sua treccia biancae quando inferma e stanca,nasconde il suo dolor sotto un sorriso.Ah se fosse un mio prego in cielo accoltonon chiederei al gran pittore d’Urbinoil pennello divino per coronar di gloriail suo bel volto.

Vorrei poter cangiar vita con vita,darle tutto il vigor degli anni mieiVorrei veder me vecchio e lei…

dal sacrificio mio ringiovanita!

La madre, Victor Hugo

La madre è un angelo che ci guardache ci insegna ad amare!Ella riscalda le nostre dita, il nostro capofra le sue ginocchia, la nostra animanel suo cuore: ci dà il suo latte quandosiamo piccini, il suo pane quando

siamo grandi e la sua vita sempre.

A tutte le donne, Alda Merini

Fragile, opulenta donna, matrice del paradisosei un granello di colpaanche agli occhi di Diomalgrado le tue sante guerreper l’emancipazione.Spaccarono la tua bellezzae rimane uno scheletro d’amoreche però grida ancora vendettae soltanto tu riesciancora a piangere,poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,poi ti volti e non sai ancora diree taci meravigliata

e allora diventi grande come la terra.

Supplica a Mia Madre, Pier Paolo Pasolini

È difficile dire con parole di figliociò a cui nel cuore ben poco assomiglio.Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.Sei insostituibile. Per questo è dannataalla solitudine la vita che mi hai data.E non voglio esser solo. Ho un’infinita famed’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tusei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:ho passato l’infanzia schiavo di questo sensoalto, irrimediabile, di un impegno immenso.Era l’unico modo per sentire la vita,l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusionedi una vita rinata fuori dalla ragione.Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Vergine madre, figlia del tuo figlio, Dante Alighieri

La madre è un angelo che ci guardache ci insegna ad amare!Ella riscalda le nostre dita, il nostro capofra le sue ginocchia, la nostra animanel suo cuore: ci dà il suo latte quandosiamo piccini, il suo pane quando

siamo grandi e la sua vita sempre.

Mia madre, Giovanni Pascoli

Zitti, coi cuori colmi,ci allontanammo un poco.Tra il nereggiar degli olmibrillava il cielo in fuoco.… Come fa presto sera,o dolce madre, qui!Vidi una massa buiadi là del biancospino:vi ravvisai la thuia,l’ippocastano, il pino…… Or or la mattinieravoce mandò il luì;Tra i pigolìi dei nidi,io vi sentii la vocemia di fanciullo… E vidi,nel crocevia, la croce.

… sonava a messa, ed eral’alba del nostro dì:E vidi la Madonnadell’Acqua, erma e tranquilla,con un fruscìo di gonna,dentro, e l’odor di lilla.… pregavo… E la preghieradi mente già m’uscì!Sospirò ella, pienadi non so che sgomento.Io me le volsi: appenavidi il tremor del mento.

… Come non è che sera,madre, d’un solo dì?Me la miravo accantoesile sì, ma bella:pallida sì, ma tantogiovane! una sorella!bionda così com’era

quando da noi partì.

Источник: https://libreriamo.it/poesie/festa-della-mamma-poesie-piu-belle-da-dedicare-a-vostra-madre/

Le 10 poesie più belle per la festa della mamma

Poesie e versi per la Festa della Mamma

Come l’amore, la passione, l’odio e la guerra, la mamma è da sempre stato uno dei temi più cari per gli artisti di tutto il mondo, in special modo per gli artisti della penna.

Poeti e scrittori hanno spesso scritto rivolgendosi alle loro madri, oppure le hanno racchiuse in struggenti e sentitissimi versi sotto la più alta forma della poesia. Le possibili citazioni sono innumerevoli.

Noi, umilmente e senza alcun tentativo di essere esaustivi, ne abbiamo scelte dieci, fra le più belle e significative, scritte da dieci grandissimi nomi della poesia di tutti i tempi, da Dante a  Ungaretti, da Quasimodo a Pasolini.

Un omaggio a tutte le mamme in occasione della loro festa (10 maggio: Auguri alla mamma!).
Se invece delle parole preferite le note, vi proponiamo le più belle canzoni per la festa della mamma, per cantarle gli auguri e la nostra gratitudine.

Idee regalo

Perché non creare un Biglietto 3d da personalizzare con la vostra poesia preferita, e accompagnarlo con un pensierino originale per le mamme più estrose?

Se siete alla ricerca di un’idea regalo particolare, per stupire la vostra mamma e farla sorridere insieme a voi, c’è un e-commerce che fa al caso vostro! Si chiama Troppotogo e ha una sezione dedicata appositamente alla festa della mamma: dallo show di luci per la vasca da bagno al cuscino musicale, dal set per la cucina molecolare al massaggiatore plantare… per rendere felice la vostra mamma avrete solo l’imbarazzo della scelta!

E ora veniamo alla poesia…

Ada Negri

Scrittrice ed insegnante, Ada Negri è considerata una delle più grandi potesse italiane di sempre.

Nata a Lodi nel 1870, morì a Milano nel 1945 dopo una avventurosa vita dalle mille sfaccettature: colta e popolare, socialista  e patriottica, dipinta come vicina al regime ma in realtà sempre profonda e tormentata, fino alla conversione negli ultimi anni della sua vita. Una vera donna dal suo tempo.

La mammaLa mamma non è più giovanee ha già molti capelligrigi: ma la sua voce è squillantedi ragazzetta e tutto in lei è chiaroed energico: il passo, il movimento,

lo sguardo, la parola

Rainer Maria Rilke

Poeta, narratore e drammaturgo austriaco ma di origine boema, Rainer Maria Rilke nacque a Praga nel 1875 ed è considerato il più importante autore di lingua tedesca del XX secolo.

Fu un grande viaggiatore passando periodi della sua vita a Vienna, Monaco, Parigi, Mosca e perfino in Scandinmavia.

Nel 1906 rimase per quasi un anno in Italia, fra Capri e Napoli e tornò nel nostro paese per un lungo viaggio cinque anni più tardi prima di stabilirsi in Svizzera dove morì, a Montreux nel 1926.

Le Mani della Madre

Tu non sei più vicina a Diodi noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupendebenedette le mani.Nascono chiare in te dal manto,luminoso contorno:io sono la rugiada, il giorno,

ma tu, tu sei la pianta.


Edmondo De Amicis

Edmondo De Amicis (Oneglia, 1846 – Bordighera 1908) è stato soldato, giornalista, insegnante e pedagogo e, naturalmente, scrittore.

La sua fama è legata soprattutto a Cuore, il celebre libro per ragazzi, ma egli fu anche poeta, pubblicando una raccolta di suoi componimenti nel 1881, di cui fa parte questa struggente dichiarazione d’amore alla mamma.

A Mia Madre
Non sempre il tempo la beltà cancellao la sfioran le lacrime e gli affannimia madre ha sessant’anni e più la guardoe più mi sembra bella.Non ha un accento, un guardo, un risoche non mi tocchi dolcemente il cuore.Ah se fossi pittore, farei tutta la vitail suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il visoperch’io le baci la sua treccia biancae quando inferma e stanca,nasconde il suo dolor sotto un sorriso.Ah se fosse un mio prego in cielo accoltonon chiederei al gran pittore d’Urbinoil pennello divino per coronar di gloriail suo bel volto.Vorrei poter cangiar vita con vita,darle tutto il vigor degli anni mieiVorrei veder me vecchio e lei…

dal sacrificio mio ringiovanita!


Victor Hugo

È considerato il “Manzoni” francese, uno dei più grandi scrittori europei dell’era moderna. Ma fu molto di più: poeta, saggista, politico, drammaturgo, attivista per i diritti umani e pittore.

Victor Hugo fu un grande protagonista del XIX secolo (nacque a Besançon nel 1802 e morì a Parigi nel 1885), ricordato soprattutto per quel grandissimo spaccato della società del tempo che fu I Miserabili, il suo capolavoro.

Ha però una predilezione personale della poesia, cominciando a comporre fin da giovanissimo e “fondando” poi il romanticismo francese.

La madre
La madre è un angelo che ci guardache ci insegna ad amare!Ella riscalda le nostre dita, il nostro capofra le sue ginocchia, la nostra animanel suo cuore: ci dà il suo latte quandosiamo piccini, il suo pane quando

siamo grandi e la sua vita sempre.

Giuseppe Ungaretti

Ungaretti è uno dei più noti ed originali poeti italiani, impresso nella mente di tutti per la sua estrema sintesi e la capacità di esprimere immagini e concetti profondi ed intensi con poche pennellate di parole.

Nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1988 e morì a Milano nel 1970: centro della sua poesia l’esperienza della guerra che lo segnò profondamente, ma non gli impedì di scrivere questo intenso ricordo di sua madre.

La madre
E il cuore quando d’un ultimo battitoavrà fatto cadere il muro d’ombraper condurmi, Madre, sino al Signore,come una volta mi darai la mano.In ginocchio, decisa,Sarai una statua davanti all’eterno,come già ti vedevaquando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,come quando spirastidicendo: Mio Dio, eccomi.E solo quando m’avrà perdonato,ti verrà desiderio di guardarmi.Ricorderai d’avermi atteso tanto,

e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Pier Paolo Pasolini

Personalità fra le più complesse e discusse dell’Italia del secolo scorso, Pier Paolo Pasolini è senza dubbio però anche una della più geniali, profonde e versatili figure della cultura e dell’arte del nostro paese, che segnò in maniera profonda.

Di origini bolognesi, morì in circostanze tragiche e misteriose sul Lido di Ostia nel 1975, a 53 anni. Tra i vari talenti, quello di poeta e scrittore.

Supplica a Mia Madre
È difficile dire con parole di figliociò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.Sei insostituibile. Per questo è dannataalla solitudine la vita che mi hai data.E non voglio esser solo.

Ho un’infinita famed’amore, dell’amore di corpi senza anima.Perché l’anima è in te, sei tu, ma tusei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:ho passato l’infanzia schiavo di questo sensoalto, irrimediabile, di un impegno immenso.Era l’unico modo per sentire la vita,l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusionedi una vita rinata fuori dalla ragione.Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Dante Alighieri

Il Sommo Poeta non poteva mancare in questa rassegna: l’umo che è per la poesia e della lingua italiana uno spartiacque fra il “prima di lui” e il “dopo di lui”.

E non poteva mancare nella rassegna, quel sublime, geniale, incredibile inno alla bellezza della madre – quella Madre Celeste che racchiude la figura di tutte le madri del mondo – che è la celebre sequenza di endecasillabi contenuta nel Paradiso.

Vergine madre, figlia del tuo figlio,umile e alta più che creatura,termine fisso d’eterno consiglio,tu se’ colei che l’umana naturanobilitasti si’, che ‘l suo fattorenon disdegnò di farsi sua fattura.Nel ventre tuo si riaccese l’amore,per lo cui caldo ne l’eterna pacecosì è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana facedi caritate, e giuso, intra mortali,se’ di speranza fontana vivace.Donna, se’ tanto grande e tanto vali,che qual vuol grazia e a te non ricorre

sua disianza vuol volar senz’ali.

Eugenio Montale

Nato a Genova nel 1896, Eugenio Montale fu poeta, scrittore e critico musicale e fu una delle figure più importanti nel panorama culturale italiano, tanto da essere nominato senatore a vita nel 1961.

FU soprattutto il grandissimo poeta del “più in là”, l’uomo alla ricerca del significato dietro a ciascuna delle cose esistenti. Fu Premio Nobel per la letteratura nel 1975 e morì a Milano nel 1981.

A mia madre
Ora che il coro delle coturniciti blandisce nel sonno eterno, rottafelice schiera in fuga verso i clivivendemmiati del Mesco, or che la lottadei viventi più infuria, se tu cedicome un’ombra la spoglia(e non è un’ombra,o gentile, non è ciò che tu credi)chi ti proteggerà? La strada sgombranon è una via, solo due mani, un volto,quelle mani, quel volto, il gesto d’unavita che non è un’altra ma se stessa,solo questo ti pone nell’elisofolto d’anime e voci in cui tu vivi;e la domanda che tu lasci è anch’essa

un gesto tuo, all’ombra delle croci.

Salvatore Quasimodo

Dopo Montale ed Ungaretti, non poteva non essere presente in questa rassegna parzialissima e priva di pretese anche Salvatore Quasimodo, l’altro grande classico della poesia italiana del novecento.

Uomo e voce del sud, nacque infatti a Modica, in provincia di Ragusa nel  1901 vinse a sua volta il Premio Nobel nel 1959. Morì a Napoli nel 1968.

Lettera Alla MadreMater dolcissima, ora scendono le nebbie, il Naviglio urta confusamente sulle dighe,gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve; non sono triste nel Nord:

non sono in pace con me, ma non aspetto perdono da nessuno,

molti mi devono lacrime da uomo a uomo.So che non stai bene, che vivi come tutte le madri dei poeti,povera e giusta nella misura d’amore per i figli lontani.Oggi sono io che ti scrivo:Finalmente, dirai, due parole di quel ragazzo che fuggì di nottecon un mantello corto e alcuni versi in tasca.

Povero, così pronto di cuore lo uccideranno un giorno in qualche luogo.Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo di treni lenti cheportavano mandorlee arance, alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze, di sale,d’eucalyptus.Ma ora ti ringrazio, questo voglio, ell’ironia che hai messo sul  mio labbro,mite come la tua.

Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.E non importa se ora ho qualche lacrima per te, per tutti quelli  che come teaspettano, e non sanno che cosa.Ah, gentile morte, non toccare l’orologio in cucina che battesopra il murotutta la mia infanzia è passata sullo smalto del suo quadrante,su quei fiori dipinti: non toccare le mani, il cuore dei vecchi.

Ma forse qualcuno risponde?O morte di pietà, morte di pudore.

Addio, cara, addio, mia dolcissima Mater.

Umberto Saba

Dalla Sicilia a Trieste per incontrare il nostro ultimo personaggio: Umberto Saba, poeta e scrittore nato nella città storica città giuliana, allora facente parte dell’Impero Austro-Ungarico, nel 1883. Fu il poeta della quotidianità con uno stile essenziale, semplice e chiaro. Parlava veramente a tutti. Come fece a sua madre in questa bella poesia

Preghiera alla madre

Madre che ho fattosoffrire(cantava un merlo alla finestra, il giornoabbassava, sì acuta era la penache morte a entrambi io mi invocavo)madreieri in tomba obliata, oggi rinatapresenza,che dal fondo dilaga quasi venad’ acqua, cui dura forza reprimeva,e una mano le toglie abile o incautal’impedimento;presaga gioia io sentoil tuo ritorno, madre mia che ho fatto,come un buon figlio amoroso, soffrire.Pacificata in me ripeti antichimoniti vani. E il tuo soggiorno un verdegiardino io penso, ove con te riprenderepuò a conversare l’ anima fanciulla,inebriatasi del tuo mesto viso,sì che l’ ali vi perda come al lumeuna farfalla. È un sognoun mesto sogno; ed io lo so. Ma giungerevorrei dove sei giunta, entrare dovetu sei entrata— ho tantagioia e tanta stanchezza! —farmi, o madre,come una macchia della terra nata,

che in sé la terra riassorbe ed annulla.

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Gravidanza
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