Perché Harry Potter piace tanto ai bambini, ma anche agli adulti ?

Perché dovremmo trasmettere l’amore per Harry Potter ai nostri bambini

Perché Harry Potter piace tanto ai bambini, ma anche agli adulti ?

Non sono esattamente libri “per bambini”, se ci pensiamo: partono così, ma sono poi diventati cult del genere young adult, così come del fantasy. E in effetti, andando avanti con la saga, dopo i primi tre libri la trama si fa più complessa e a tratti cupa.

Ma Harry Potter è qualcosa di magnifico, e per questo il nostro consiglio è quello di fare crescere i nostri bambini proprio insieme a lui, leggendo un libro all’anno a partire dagli 11 anni, facendogli trovare accanto ragazzi della loro stessa età.

Perché nel primo anno Harry compie 11 anni, e nell’ultimo ne ha 17. E, proprio come noi millennials che ogni uno o due anni attendevamo trepidanti l’uscita dei nuovi libri, così anche i nostri ragazzi potranno vivere la magia lasciandola sedimentare e godendosela appieno, senza abbuffarsi.

Ma perché è così importante leggere Harry Potter? Per molte, moltissime e nobilissime ragioni. Dunque, grazie J.K. Rowling!

Per instillare l’amore per la lettura

Spesso sono proprio le saghe ad avvicinare le persone alla lettura: appassionando grazie ad una trama incalzante, mostrano come la lettura sia piacevole e coinvolgente, e non noiosa e obbligata dalla scuola.

Perché chi legge Harry Potter “è una persona migliore”

Non lo diciamo noi, ma uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Applied Social Psychology: chi ama Harry Potter è tendenzialmente “una persona migliore” perché impara ad avere un’attitudine positiva nei confronti dei gruppi più deboli e verso quelli più vittima di stereotipi (come gli immigrati, la comunità LGBTQ, i rifugiati…), perché si identifica meglio con i personaggi “buoni” e perché ha meno pregiudizi nei confronti dell’altro.

Per imparare il valore del rispetto, dell’empatia e della convivenza

Oltre all’inutilità dei pregiudizi, Harry Potter, attraverso moltissime storie che si intrecciano, insegna ai ragazzi a mettersi nei panni dell’altro, a difendere il più debole, a trovare pregi in ogni persona, anche la più bistrattata, a lottare per la libertà e il bene, a rispettare tutti. E lo fa in maniera indiretta, facendoci identificare con i personaggi e non snocciolando regole noiose.

Per capire il bene e il male

Sì, il bene e il male intesi come assoluti, ma anche il bene e il male intesi come qualcosa da analizzare, per non cadere nei famosi pregiudizi di cui parlavamo prima.

Perché se avete letto tutti i libri, saprete che anche i personaggi più malvagi si redimono o mostrano lati iper positivi, che a volte il male è imposto da altri, che avere pietà e perdonare è fondamentale per Harry Potter e compagni.

Per capire che anche i giovani hanno voce in capitolo e possono cambiare il mondo

In Harry Potter gli eroi sono sostanzialmente ragazzi. Anche gli adulti aiutano, hanno potere decisionale, ma la differenza la fanno i più piccoli.

Un grande messaggio in un mondo nel quale spesso gli adulti si macchiano del peccato di sottovalutare le intenzioni dei più piccoli, di ridicolizzarle (pensiamo alle derisioni nei confronti di Greta Thunberg) e di tarpare le ali anche quando hanno buonissime intenzioni.

Per imparare l’importanza delle responsabilità personali

A volte fare ciò che crediamo utile non è la scelta giusta per tutti. E spesso le nostre azioni hanno conseguenze, non sempre positive. Lo sanno bene i personaggi di Harry Potter, che spesso agiscono di impulso per poi trovarsi a riflettere e ad aggiustare il tiro. Sbagliando si impara, quindi, ma è anche giusto sapere e vedere che gli sbagli portano a conseguenze sull’altro.

Per capire che essere amici non è solo “stare bene insieme”

Harry litiga spesso con Ron ed Hermione. Harry deride inizialmente Neville, o Luna. Ma alla fine essere amici è anche questo: è scontrarsi, confrontarsi, tornare insieme. È capire di avere sbagliato, ascoltare davvero gli altri, vederli per ciò che sono e rimediare.

Per capire che ognuno di noi è coraggioso, ma a modo suo

Essere coraggiosi è importante. Ma non come vuole farci credere la società: un coraggioso non è solo uno che sfodera la spada (o la bacchetta), che si ribella, che affronta a viso aperto i nemici.

È anche chi, con un po’ di paura, affronta i propri amici quando sbagliano (Silente docet). Oppure chi è stralunato ma se ne frega, chi non ascolta le risate nei corridoi, chi fa il provino per diventare portiere pur vergognandosene moltissimo.

Tutti sono coraggiosi, solo che non lo sanno ancora.

Perché ci si può identificare

… In Harry per il coraggio, per la mancanza dei genitori, per la tristezza, per il peso della responsabilità. In Ron per la lealtà, per la frivolezza, perché ci fa capire che i soldi non sono tutto.

In Hermione la “secchiona”, che ci mostra come l’intelligenza sia un dono. In Luna, nel suo mondo, che fa capire che l’essere diversi è bellissimo. In Neville, il più deriso, che alla fine cambia il mondo.

Ma anche in Draco, cattivello e bullo, che alla fine soffre tanto quanto noi.

Perché è femminista

Perché ormai è una battuta vecchia, ma tanto vera… “Senza Hermione, Harry sarebbe morto nel primo libro”!

Источник: https://www.mammapretaporter.it/educazione/libri-per-bambini/perche-dovremmo-trasmettere-l-amore-per-harry-potter-ai-nostri-bambini

Perché amiamo così tanto Harry Potter?

Perché Harry Potter piace tanto ai bambini, ma anche agli adulti ?

harry potter recensione

Domani sera si chiude un altro ciclo della saga di Harry Potter sparato sulle reti Mediaset in prima serata.
Parliamo dell’opera più popolare dell’era contemporanea, fondativa del fantasy moderno (e, per un effetto matrioska, dell’urban fantasy).

Un successo partito dalle fasce più giovani di pubblico, ma che ha saputo risalire la corrente, conquistando le generazioni più mature, e riscenderla, incontrando di volta in volta le nuove.
Un successo costante che probabilmente non avrà mai fine. Perché Harry Potter è già storia. Letteratura. Cinema.

Immaginario collettivo.

Ma quali sono i motivi dell’incredibile successo di Harry Potter?

Perché, ogni volta che Harry Potter viene proposto in tv, siamo come incantati da una qualche sinistra magia che ci fa rimanere sintonizzati sul canale?
La sua perfezione? No, perché Harry Potter non è un’opera perfetta, soprattutto i film.

Ma in compenso, è un’opera per tutti e di tutti. Ovvero, gode di alcune caratteristiche che gli permettono di incontrare la sensibilità di un gran numero di persone e le miscela bene, arricchendole di una fantasia che sembra illimitata. Vediamo quali sono nel dettaglio.

Prima di tutto il genere di appartenenza.

Essenzialmente, Harry Potter è una storia di riti di passaggio, dove i protagonisti – bambini – diventano adulti,  affrontando piccole e grandi difficoltà come i problemi di cuore, le angherie del compagno di classe, la solitudine, il lutto.

Alla fine di questo percorso ogni opera di formazione è chiamata a trasmettere una morale ed Harry Potter non ne è esente. Nel suo caso ci insegna a non perdere mai la speranza.

Una morale forse banale ma che diventa efficace nella saga della Rowling perché non è somministrata in maniera retorica allo spettatore, ma viene rafforzata ricorrendo alla concretezza del sogno. Harry Potter ci mostra chiaramente come dietro il velo di un mondo ingiusto, a volte, si possa celare un altro mondo incredibile dove ogni desiderio diventa realtà.

Altro elemento decisivo, e che ha proiettato Harry Potter nella storia della letteratura, sono i personaggi. E no non parliamo dei personaggi di contorno, anche loro molto stratificati e profondi, ma dei protagonisti: ovvero Harry e Voldemort.

Il primo, è uno svantaggiato con cui diventa facile empatizzare: ha perso la famiglia, da quella adottiva viene trattata come un reietto, e inoltre ha un nemico che giura di eliminarlo da quando è in fasce.

Tutto ciò al lettore/spettatore appare tremendamente ingiusto, un vero e proprio accanimento della sorte (come fosse vittima di una provvidenza che agisce in maniera opposta), ma Harry, nonostante ciò, rimane un buono.

È la prova evidente che lui non sia un personaggio da temere, bensì una figura pura in grado di sintetizzare in sé tutti i buoni sentimenti, un riferimento morale che il pubblico può ergere a modello e in cui spera di rivedersi.

Il fascino dell’antagonista: Voldemort

Il secondo, Voldemort, è uno dei più grandi villain della letteratura fantasy contemporanea. La sua storia parte da quel “tu sai chi” delle prime pagine dove avvertiamo subito la presenza ingombrante del personaggio tramite proprio… la sua assenza.

La sua venuta è attesa, temuta, centellinata, presagita. Un personaggio che al di là della sua malvagità è armata di fascino e suggestioni. Lo vorremmo veder apparire, ma in realtà non vogliamo. È l’Hitler del mondo di Hogwarts, l’Innominato senza alcun briciolo di pentimento.

Una figura vacua e oscura che respinge e attrae.

Il successo di Harry Potter è questione di magia

Un ulteriore chiave del successo globale e trasversale di Harry Potter è l’ambientazione scolastica.

Quel luogo deputato alla formazione dei maghetti, ma anche di noi babbani, dove abbiamo affrontato esperienze che possono essere elevate ad universali: il professore ingiusto, l’amico del cuore, il bullo, i primi amori.

Attraverso la scuola, Harry Potter crea un percorso esperienzale simmetrico tra finzione e realtà, sebbene il nostro sia stato sicuramente molto meno straordinario di quello dei protagonisti Hogwarts.

Infine, più importante di tutti, c’è l’ultimo elemento: la magia.Provate a chiudere gli occhi. Se vi chiedessero di esprimere un desiderio, probabilmente questo sarebbe realizzabile solo ricorrendo alla magia.

Ecco, in Harry Potter, il mondo magico non è il mero contesto che fa da ambientazione agli eventi. Non è un semplice oggetto (un’abilità, uno strumento..) da utilizzare in base alla necessità di trama. Ma è una monade, un elemento unico che permea la trama e i personaggi.

Ci spieghiamo meglio: la narrazione basica presente in altre opere seminali come, ad esempio, Star Wars, sarebbe riproducibile in altre ambientazioni. Nel caso dell’opera di George Lucas, c’è un imperatore (Palpatine) che ha messo sotto scacco il mondo conosciuto e cerca di appianare i moti ribelli (i Ribelli) usando il suo arsenale (la Morte Nera). Senza l’ambientazione fantasy futuristica, Star Wars, di sicuro non avrebbe avuto lo stesso successo, certamente non avrebbe lasciato quell’impronta profondissima nell’immaginario del pubblico, ma la storia sarebbe stata riproducibile facilmente anche in altri contesti (nel Medioevo, nel presente, in un futuro distopico terrestre).
Altro esempio: gli intrecci narrativi di Game of Thrones si sarebbero potuti riprodurre in tante altre ambientazioni sostituendo le spade con le armi laser, i draghi con dei dinosauri alieni provenienti da un altro pianeta e cos andare…
Con Harry Potter si può fare lo stesso: lo si può spogliare dei suoi elementi basici, ma poi, cosa ne rimarrà? Niente. Più delle altre opere citate, Harry Potter non ha ragione di esistere in una qualsiasi altra ambientazione (se non in maniera estremamente forzata). L’opera di J.K Rowling ha creato un nucleo inscindibile tra ambientazione, protagonisti, narrazione e oggetti.

La scuola di Hogwarts

Luke Skywalker senza spada laser è comunque l’eroe che deve conoscere il suo passato e compiere il suo destino e salvare il mondo conosciuto.
Harry Potter, senza bacchetta magica, non è nessuno. Non puoi dargli una spada e tracciare lo stesso arco narrativo. Senza la magia, senza il suo contesto, Harry Potter non esiste.

È un’opera troppo vincolata ai suoi luoghi topici, ai personaggi, ai suoi oggetti, al suo linguaggio.

Cosa che può apparire una debolezza per una qualunque opera letteraria, ma che in questo preciso caso diventa un punto di forza perché, questa siamesi con la propria ambientazione, lo rende in qualche modo archetipico, nello specifico, del racconto di magia.

Inoltre, altro elemento ricettivo, è che il mondo di Harry Potter è molto più vicino di quanto si pensi: non è in una “galassia lontana lontana”, in un passato indefinito dove l’Inverno sta arrivando, ma un binario vicino vicino, in Inghilterra, precisamente il 9 e ¾ .

Il sogno, insomma, con Harry Potter è a portata di mano. E grazie alla magia della Rowling lo sarà sempre.

Enrico Ciccarelli

Источник: https://www.liberopensiero.eu/06/04/2020/cultura/harry-potter-recensione/

Gravidanza
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