Perché custodire i ricordi dei propri figli

Contents
  1. Metodi per ricordare i momenti più emozionanti dei primi anni di vita di nostro figlio
  2. Metodi più o meno pazzi per ricordare tutte le emozioni dei primi mesi o delle prime parole
  3. Tenere memoria nei contesti educativi attraverso la scrittura
  4. 20 Idee Originali Per Conservare Per Sempre I Ricordi Dei Tuoi Piccoli
  5. 1. Fare l’impronta del peluche
  6. 2. Trasformare un disegno in un portachiavi
  7. 3. Trasformare un disegno in un peluche
  8. 4. Conservare il braccialetto della nascita in una pallina natalizia
  9. 5. Fare un album fotografico annuale
  10. 6. Fare dei cataloghi suddivisi per anni scolastici
  11. 7. Fare delle scatole
  12. 8. Fare un album di foto imbarazzanti
  13. 9. Fare delle foto imbarazzanti di proposito
  14. 10. Creare un album con tutti i biglietti degli spettacoli visti insieme
  15. 11. Conservare in piccole bottigliette la sabbia delle spiagge visitate in vacanza
  16. 12. Fare un album fotografico dei disegni dei bambini
  17. 13. Documenta la gravidanza
  18. 14. Fare una coperta con i vestitini dismessi
  19. 15. Fare un peluche con i vestitini
  20. 16. Riporre i giocattoli in teche di vetro
  21. 17. Intervistare i bambini dopo un viaggio in famiglia
  22. 18. Intervistarli alla fine di ogni anno
  23. 19. Creare un blog della famiglia
  24. 20. Tenere un quaderno con tutte le frasi buffe
  25. La scatola dei ricordi per conservare qualche momento speciale
  26. Una scatola speciale
  27. Me lo ricordo, Mamma!
  28. Quando iniziano i ricordi nei bambini
  29. I primi ricordi
  30. Come si formano i ricordi nei bambini
  31. La memoria nei bambini
  32. Come migliorare la memoria dei bambini
  33. La magia del ricordo
  34. Una mente piena di ricordi è il cammino verso la felicità di vostro figlio
  35. I ricordi di un’infanzia felice
  36. A che cosa serve una mente piena di ricordi felici?

Metodi per ricordare i momenti più emozionanti dei primi anni di vita di nostro figlio

Perché custodire i ricordi dei propri figli

Lo spettacolo “Da grande” dei torinesi OndaTeatro è emozionante.

Il tema della messa in scena è la crescita: due attrici passano dai ritmi della prima infanzia a quelli della vita adulta, in un crescendo soffocante che fa venire voglia alle protagoniste di tornare a essere piccole.

Guardando lo spettacolo, da genitori, capita di accorgersi di due cose. La prima è che si sta dimenticando tutto. Dei primi anni di vita coi bambini, delle piccole conquiste (il primo dentino, la prima parola, il primo passo) e delle emozioni e dei pensieri legati a ogni novità.

La seconda è una riflessione sull’insensatezza dell’affanno in cui troppo spesso cade la vita in famiglia e sulla differenza che c’è tra i tempi lenti dell’infanzia e i tempi della vita adulta. Poi lo spettacolo finisce e la vita riprende la sua corsa. Ma il seme è stato gettato.

Metodi più o meno pazzi per ricordare tutte le emozioni dei primi mesi o delle prime parole

E, dopo qualche mese, germoglia. Magari mentre d’estate, riordinando gli armadi, una ritrova i pigiami di quando i bambini avevano due anni, tre anni. E scatta il dilemma: buttare? Tenere? Non si riesce a uscirne. Allora ecco l’idea: basta ritagliare un quadrato di 10 x 10 cm di ogni abitino liso e farne un libricino con pochi punti di cucito. E, dopo, sentirsi felici.

Ci si sente riconciliati con il tempo e creativi. E il cuore si entusiasma quando, dopo poco, si scopre di non essere l’unica collezionista di tracce di vita. Una mamma traduttrice e autrice, Cristina Vezzaro, ad esempio, ha aperto un blog (www.piccolidivoratoridilibri.blogspot.

com)  per tenere traccia dei libri letti dai suoi figli e loro amici, del loro percorso di avvicinamento alla lettura; in questo blog sono i bambini stessi a scrivere un commento sulle storie lette. I modi di tenere traccia sono numerosi.

Basta, ad esempio, un piccolo registratore digitale, (se ne trovano anche per  50-60 euro), e in alcuni momenti speciali dell’anno, al compleanno, Natale o dopo un viaggio, si può fare un’intervista ai bambini e farsi intervistare. Quel che succede nelle interviste di famiglia è che tutti fanno osservazioni particolari, rivelazioni, che in una chiacchiera a cena non emergerebbero.

Sarà l’emozione della registrazione? Sarà il gioco? Sarà il sentirsi più ascoltati del solito? Forse tutte queste cose insieme.

E poi ci sono le fotografie, tante e relegate in buie cartelle nei pc. E allora ben venga la moda, diffusa ma forse non nota a tutti, dello scrapbooking.

In sostanza ci vogliono due pomeriggi piovosi a disposizione: nel primo si fa una selezione delle foto più belle dell’anno, si portano a stampare, e nel secondo si crea l’album in cui conservarle. Si sceglie il cartoncino, il pennarello per le scritte, gli stampini per decorarlo e quant’altro.

Sul web, digitando la parola scrapbooking, si trova ogni sorta di consiglio per diventare bravissimi in questo.

Ma il punto, al di là del diventare bravissimi, forse è un altro: nello scegliere come conservare i ricordi fotografici, si creano narrazioni e creare una narrazione è una cosa che fa bene al cuore e alla relazione, un gesto che fa il punto del tempo passato e ne fissa la bellezza e il senso. In realtà, mentre si compiono questi gesti, si finisce per accorgersi che il tema del tenere memoria non è l’unico in gioco. Non sono, questi gesti, importanti solo per un lontano “tra dieci anni”, ma diventano utili per il presente: perché permettono di creare occasioni di incontro tra genitori e figli a volte allontanati dal ritmo dei giorni. E mentre si riflette su queste cose, si scopre che anche altri ci stanno pensando.

Tenere memoria nei contesti educativi attraverso la scrittura

Manuela Ravecca è una pedagogista torinese, formatrice autobiografica ed esperta di pratiche di scrittura. Da anni opera presso il Comune e l’Università di Torino utilizzando la scrittura sia come dispositivo formativo per gli adulti sia come strumento per rielaborare la relazione con i bambini.

Manuela, in che cosa consiste il tuo lavoro con i docenti e gli educatori nelle scuole? “La scrittura è fondamentalmente una pratica, un’esperienza da attraversare. Spesso il nostro primo contatto con la scrittura, in genere quella scolastica, è stato difficile, infruttuoso, frustrante e poco creativo.

Si riparte da lì, dal recuperare il valore espressivo della parola, la magia dei suoni e dei significati. Si lavora in un laboratorio dove si forgiano nuove parole, si dipingono nuove frasi e ciascuno può sperimentarsi in libertà e scoprire il suo essere scrittore e narratore, come insegnante, educatrice, genitore, bambina o adulto”.

E come avvii le persone a tenere traccia del proprio vissuto lavorativo? “Dopo la prima fase di presa di contatto con la scrittura espressiva si utilizzano dei dispositivi per riscaldare la memoria e far sì che i ricordi e le tracce possano riemergere e farsi parola.

Gli strumenti possono essere suoni, profumi, immagini presentati in modo tale da suscitare sorpresa, stupore; la memoria viene evocata e mai interrogata. A questo punto si può orientare il laboratorio a seconda che i partecipanti siano genitori desiderosi di scrivere dei loro bimbi o insegnanti ed educatori che utilizzano la scrittura nella loro pratica professionale”.

Perché, a tuo avviso, una comunità in cui ci sono bambini, la famiglia, la scuola, dovrebbe tenere traccia del proprio vissuto? A che cosa serve? “Scrivere di sé così come scrivere di altri da sé, siano essi i nostri bambini o anche i nostri anziani, assolve alcune funzioni fondamentali del nostro essere umani e del nostro vivere in comunità e a volte in comunione con altri.

Innanzitutto il posare lo sguardo, fermarsi, sostare e osservare. Cogliere in un tempo quieto, spesso da ritagliare, l’attimo che scorre e afferrarlo. La scrittura ci aiuta e ci invita a posare lo sguardo con delicatezza. Poi il dedicarsi, donare e dedicare il proprio tempo alla relazione con l’altro che spesso ha più bisogno di tempo dedicato che di oggetti e proposte.

La scrittura diviene così strumento per esercitarsi al dedicarsi. Infine il fare memoria. Un fare memoria che non significa ancorarsi agli accadimenti del passato ma comprenderne il senso per non dimenticarli e per orientarsi meglio al tempo che viene. La scrittura ci aiuta ad accrescere la nostra consapevolezza rendendo più consapevoli anche i nostri bambini”.

Grazie a Manuela, Cristina, a Ondateatro, ai bambini, perché ci si sente in buona compagnia nel dare valore al dialogo tra genitori e figli.

Источник: https://www.giovanigenitori.it/lifestyle/costruire-ricordi-dai-primi-anni-di-vita-coi-bambini/

20 Idee Originali Per Conservare Per Sempre I Ricordi Dei Tuoi Piccoli

Perché custodire i ricordi dei propri figli

I ricordi sono una parte importantissima della nostra vita.

Sono la testimonianza delle esperienze che abbiamo vissuto, positive e negative.

Sono la somma di quello che siamo, il resoconto di tutte le nostre azioni.

Per questo facciamo il possibile per fissarli nella memoria evitando che sbiadiscano.

Il metodo più efficace per renderli eterni sono le fotografie.

Chi non ha cassetti interi pieni di scatti dei momenti più importanti della propria vita?

Dai primi giorni in culla alla prima festa di compleanno.

Dai primi passi al primo giorno di scuola.

Ma non ci sono solo le foto.

Un ricordo può essere custodito in un peluche, in un indumento, in qualcosa che ci ha accompagnato per un certo periodo della nostra vita e che è stato fondamentale per noi, qualcosa da cui è impossibile separarci, anche se ormai non lo usiamo più.

Lo sanno bene le mamme, che seguono passo passo tutte le fasi della crescita dei propri bambini cercando di conservarne gelosamente ogni piccolo dettaglio, giorno dopo giorno e di fissarlo a fuoco nella mente.

In fondo è merito delle nostre mamme se abbiamo cassetti colmi di foto o di ricordi della nostra infanzia, perché è grazie a loro che gli oggetti che ci hanno accompagnato per un certo periodo della nostra vita o le immagini che ci hanno immortalato in un momento importante sono giunti a noi, come dei veri e propri cimeli.

Come un diario che porta il nostro nome ma che è stato firmato da un’altra persona.

E allora, per evitare che questo rituale di preservazione dei ricordi venga meno e per dare nuove idee originali alle mamme ecco 26 modi creativi per custodire per sempre le fasi più importanti della vita dei propri figli.

1. Fare l’impronta del peluche

(Foto: Web)

Ogni bambino ha avuto una vera e propria fissazione per un peluche (qualcuno anche per più di uno).

Il pupazzo che ci si portava ovunque.

L’amico inseparabile e fidato che ci teneva compagnia a letto, prima di addormentarci o durante i noiosissimi pomeriggi di pioggia.

Una volta cresciuti il peluche è passato da migliore amico a soprammobile prendi polvere.

Così logoro e sporco da aver un unico destino davanti a sé: finire in pattumiera.

Ma prima di gettarlo via perché non fare un’impronta della sagoma per preservarne la memoria per sempre?

2. Trasformare un disegno in un portachiavi

(Foto: Web)

Il primo disegno non si scorda mai.

Orribile e alquanto astratto (data la mancanza di manualità dei piccini alle prime armi con le matite) ma pur sempre adorabile.

L’idea per averlo sempre con sé?

Farne un portachiavi!

3. Trasformare un disegno in un peluche

(Foto: Web)

L’idea del portachiavi non ci è piaciuta?

Be se il disegno non è proprio un miscuglio di linee indefinite ma ha un soggetto ben definito può essere trasformato in un peluche, che a sua volta può diventare un’impronta prima di essere buttato.

4. Conservare il braccialetto della nascita in una pallina natalizia

(Foto: Web)

Natale segna il giorno della nascita di Gesù.

Quale modo migliore per celebrare la vita se non inserendo il braccialetto legato al polso in ospedale in una pallina natalizia da appendere all’albero?

5. Fare un album fotografico annuale

(Foto: Web)

Richiede un lavoro da certosini ma il risultato è fantastico.

Esistono moltissimi siti on-line che offrono il servizio di creare dei veri e propri libri illustrati con le immagini degli anni trascorsi dai vostri figli.

6. Fare dei cataloghi suddivisi per anni scolastici

(Foto: Web)

Anche le imprese compiute a scuola si trasformano in ricordi da sfoggiare con grande soddisfazione!

Ecco allora che il modo migliore per non andare in confusione è creare dei fascicoli che suddividano anno per anno tutti i lavoretti e le pagelle scolastiche.

7. Fare delle scatole

(Foto: Web)

Se l’idea dei fascicoli vi sembra un po’ troppo da maniaci del controllo potete sempre conservare il materiale didattico in apposite scatole!

Vi basterà ricorrere a delle etichette per sapere sempre cosa vi è al loro interno.

8. Fare un album di foto imbarazzanti

(Foto: Web)

Siamo onesti: non sempre le foto di famiglia riescono alla perfezione e ci ritraggono al nostro meglio.

Alcune foto sono dei veri e propri orrori… ma perché buttarle?

Meglio conservarle tutte in un unico luogo.

Così sarà più facile riguardarle per farsi grasse risate (o per bruciarle in fretta e furia per evitare che qualcuno se ne impossessi con lo scopo di ricattarvi).

9. Fare delle foto imbarazzanti di proposito

(Foto: Web)

A volte le mamme sono proprio dei mostri.

Ci immortalano in momenti imbarazzanti della nostra vita quando siamo ancora piccoli e indifesi per poi deriderci spudoratamente mostrando gli scatti ai nostri amici o fidanzati/e.

10. Creare un album con tutti i biglietti degli spettacoli visti insieme

(Foto: Web)

Ok, questo è forse troppo… ma c’è chi colleziona febbrilmente biglietti di concerti, spettacoli o eventi e persino scontrini di ristoranti in cui si è celebrato un momento particolare della vita.

11. Conservare in piccole bottigliette la sabbia delle spiagge visitate in vacanza

(Foto: Web)

Anche le vacanze devono essere ricordate in qualche modo… c’è chi si accontenta di scattare foto al panorama e chi invece si porta via un pezzetto del luogo visitato.

12. Fare un album fotografico dei disegni dei bambini

(Foto: Web)

Quando i bambini hanno imparato ad usare carta e matite colorate non li ferma più nessuno! Se non volete conservare tutte le creazioni del piccolo artista che avete in casa a causa della mancanza di spazio limitatevi a fotografarli e a inserirli in un album fotografico.

13. Documenta la gravidanza

(Foto: Web)

I video in timelapse che mostrano l’evolversi del corpo di una donna durante la gravidanza sono di gran moda e sono anche dei bellissimi espedienti per condividere questo magico momento della propria vita con il bambino che portate dentro di voi, quando sarà grande.

14. Fare una coperta con i vestitini dismessi

(Foto: Web)

Dove mettete i vestitini che i vostri bambini non indossano più?

Perchè non cucirli insieme per creare una coperta.

Vi terrà caldi il corpo e il cuore.

15. Fare un peluche con i vestitini

(Foto: Web)

Oppure potete sempre riciclare gli indumenti che non vanno più ai vostri bambini facendo dei bellissimi peluche.

16. Riporre i giocattoli in teche di vetro

(Foto: Web)

I vostri bambini andavano  matti per le macchinine?

Perchè buttarle?

Riponetele nelle teche di vetro e adagiatele sulle mensole della loro camera.

Sarà come avere sempre i giorni felici della propria infanzia sempre sotto gli occhi.

17. Intervistare i bambini dopo un viaggio in famiglia

(Foto: Web)

Volete conservare il ricordo che vostro figlio ha di un viaggio in famiglia?

Sapere cosa lo ha emozionato di più ed entrare nella sua testolina per vedere il mondo attraverso i suoi occhi?

Fategli una bella intervista e segnatevi le domande… il risultato sarà esilarante.

18. Intervistarli alla fine di ogni anno

(Foto: Web)

Per documentare la crescita, in questo caso mentale, dei vostri pargoletti potete anche sottoporli a delle divertentissime interviste alla fine di ogni anno.

La comparazione sarà davvero uno spasso!

19. Creare un blog della famiglia

(Foto: Web)

Mai come in questo momento storico i blog spuntano come funghi… e allora perchè non crearne uno in cui riversare tutti gli attimi della vita della vostra famiglia?

20. Tenere un quaderno con tutte le frasi buffe

(Foto: Web)

Si sa che i bambini quando sono piccoli regalano delle perle di saggezza che fanno crollare dalla sedia dal ridere.

Perché non conservarle tutte in un quaderno per poterle rileggere quando si ha bisogno di  un po’ di spensieratezza?

Articolo originale pubblicato il 16 Ottobre 2014

Источник: https://mamma.robadadonne.it/modi-per-conservare-ricordi/

La scatola dei ricordi per conservare qualche momento speciale

Perché custodire i ricordi dei propri figli

Strano pensare che un bimbo piccolo abbia dei ricordi importanti, ci viene più facile immaginarlo alle prese con le cose ancora da vivere che con quelle vissute da ricordare.

Eppure loro hanno una memoria di ferro e a volte ripropongono aneddoti e racconti di cose accadute chissà quanto tempo prima e noi non ci capacitiamo di come possano ricordarle.

Già da piccolissimo un bambino costruisce la sua personalità, il suo carattere, attingendo dal grande bagaglio delle sue piccole esperienze che, seppur poche, sono fondamentali e incidono completamente sulla sua formazione, sulla sua serenità emotiva e sulla sua empatia verso se stesso e gli altri.

L’eterno discorso che figli piccoli creano ai genitori problemi piccoli e figli grandi danno invece problemi grandi sarà anche vero ma sempre di problemi si parla.

Un bambino con la sua pallina andata perduta o il suo libro strappato, la sua macchinina smontata, soffre la distruzione o la perdita del suo oggetto tanto quanto soffrirebbe un adulto alle prese con la sua macchina: tutto è rapportato e relativo, non vale meno il loro dispiacere o la loro gioia, rispetto alla nostra.

Una scatola speciale

I bambini hanno testimonianze di giornate o attimi vissuti che conservano in un angolino del loro cervello pronti a tornare a galla. Ogni volta che mio figlio riproponeva momenti o esperienze vissute, mi ripetevo che era arrivato il momento di procurargli una scatola dei ricordi vera, grande, bella.

Ma tutte le volte alla fine rimandavo perché immaginavo questa scatola come qualcosa di davvero unico.

Nonostante abbia più volte pensato di dare nuova vita a una scatola di scarpe o di utilizzare vecchi pacchi di natale poi mi sono sempre fermata perché credo che, come lo sono i suoi ricordi, anche il loro contenitore debba essere  speciale.
Mi sembra giusto e doveroso procurargliene uno che sia tutto suo.

Nel tempo ho notato che alcune cose importanti per me, cose che avevo il piacere di conservare per lui, magari ai suoi occhi non destavano alcun interesse e altre che credevo fossero semplici foglietti da poter buttare, lui li ha investiti di una carica emozionale che solo a guardarlo arrossire, ha emozionato anche me.

L’ho visto abbracciare la confezione ormai vuota del suo Buzz Lightyear, porre nel suo cassetto un tappo della bottiglietta tutto smangiucchiato, nascondere in un vascone dei fiori un dinosauro rotto che io avevo buttato.

Ho capito che dovevo provvedere a procurargli al più presto il suo personalissimo forziere del tesoro, che contenesse tutti quei foglietti, oggetti, accessori che ci tiene ad archiviare come fossero Dobloni d’Oro.

Un’amica mi ha fatto conoscere il Paese delle Meraviglie delle scatole, una semplice cartoleria che però faceva al caso mio, dalla quale lei già da anni attinge per fare ricordi personalizzati.

Artigiancarta Snc
Largo Guglielmo Bilancioni, 500152 Roma

Numero

Sito web 

Ti fanno scegliere la carta con la quale rivestire la tua scatola e poi incidono il nome del bambino e scrivono che la scatola contiene, appunto, i suoi ricordi.

La cosa importante è prospettargli per bene lo scopo e la funzione che può dare a tale scatola, riempiendola giorno per giorno con i ricordi di un viaggio fatto insieme o una gita a scuola o ancora il primo biglietto del cinema o quel disegno fatto con tanto amore.

Sarebbe ideale che fosse lui a scegliere cosa metterci, in fondo, è la sua scatola dei ricordi.

Poi magari noi, separatamente e di nascosto ne riempiamo un’altra mettendoci dentro quelle cose da lui scartate e per noi necessarie alla memoria futura.

Me lo ricordo, Mamma!

Rovistando nella loro scatola sarà bello vederli prendere in mano un oggetto e affermare con decisione “Me lo ricordo, Mamma!” e poi giù a raccontare tutto d’un fiato che cosa era accaduto quel giorno, cosa avevate fatto e perché era risultata una giornata importante.
Spesso più che il ricordo in sé, di quel momento, è bello scoprire come quell’episodio abbia inciso sul nostro bambino e quanto lo riempie di gioia ricordarlo e raccontarlo ancora e ancora.

Anni dopo terrà quel sassolino in mano preso sulla spiaggia della California, sfiorerà quel fiore raccolto sul prato sotto casa della nonna, guarderà ridendo quella foto sul treno, si emozionerà tenendo in mano quello scontrino del suo primo Spiderman. 
O magari no, e sarà solo una scatola piena di cose inutili da poter buttare, ma mi piace credere che dev’esser lui a decidere cosa farne.

Io ho i miei ricordi indelebili di lui piccolissimo che ride e corre e salta e non necessariamente combaciano con i momenti che invece ricorda lui e ci tiene a conservare.

Mi fa così paura vederlo crescere, nonostante sia la cosa più giusta e “normale” che ci sia al mondo: a volte in gran segreto apro la sua scatola, quella che ha voluto riempire con le sue cose e ammetto che forse mi emozionano di più gli oggetti inutili che ha, tenuto rispetto al primo ciuccio, le prime scarpette e il braccialino della nascita che ho conservato io.

Chissà cosa si metteremo domani in quella scatola, chissà quanto ci farà ridere quello che abbiamo fatto oggi tra qualche anno.

Sarà come sarà e sarà vero. Unico, speciale, come i suoi ricordi.

Источник: https://roma03.it/blog/me-lo-ricordo-mamma/

Quando iniziano i ricordi nei bambini

Perché custodire i ricordi dei propri figli

Quando iniziano i ricordi nei bambini? Comunemente si crede che la memoria cominci a fissare i ricordi a tre anni. Cosa c'è di vero?

Ce lo domandiamo spesso: quando iniziano i ricordi nei bambini? Cosa ricorderà nostro figlio delle estati, dei Natali o di un particolare avvenimento che speriamo resti scolpito nella sua memoria?

Comunemente si crede che i ricordi inizino intorno ai tre anni, qualsiasi genitore sa che a questa età i bambini cominciano a fissare i ricordi nella memoria e dopo qualche tempo ricordano ad alta voce questo o quell'avvenimento.

Ma in realtà le cose non stanno proprio così e la memoria del proprio vissuto può avere inizio anche prima.

I primi ricordi

Una ricerca condotta dall'Università di Otago, in Nuova Zelanda, ha scoperto che alcuni bambini possono cominciare a ricordare cose avvenute quando avevano solo due anni e questi ricordi si fissano ancor meglio se di questi eventi i piccoli ne hanno parlato con i loro genitori.

Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno arruolato dei bambini di età compresa tra 21 e 57 mesi cui sono state date delle scatole magiche con dei giochi da comporre. I piccoli hanno giocato con la scatola per due giorni e alla fine hanno ricevuto una medaglia di partecipazione.

Interrogati dopo sei anni alcuni bambini ricordavano la medaglia e qualcuno riusciva addirittura a collegarla alla scatola magica. E questi ricordi erano vivi anche in quelli che avevano partecipato al gioco quando avevano solo due anni.

Secondo gli scienziati neozelandesi i bambini che ricordavano meglio erano quelli che, nei giorni del gioco, avevano parlato con i propri genitori di ciò che stava accadendo e della scatola magica.

Possiamo, quindi, concludere che indubbiamente a tre anni cominciano a fissarsi nella memoria i primi ricordi che resteranno vividi anche in età adulta, ma in alcuni il fenomeno può anche essere anticipato a qualche mese prima. E molto dipende dagli stimoli ricevuti nel contesto familiare.

Come si formano i ricordi nei bambini

Partiamo dalla premessa che in età infantile è del tutto normale rimuovere i ricordi, questo perché il cervello deve gestire una quantità enorme di informazioni e quindi seleziona quelle più importanti.

A questo punto molti ricordi considerati superflui vengono scartati in favore di quelli nuovi. Per questo nella memoria dei bambini assistiamo ad un continuo ricambio.

Di certo potremmo pensare che non è gratificante sapere che di tutte le cure e le attenzioni che riserviamo ai nostri bimbi in tenera età non rimanga traccia nella memoria, ma in realtà le cose sono un po' più complesse e dobbiamo pensare ai ricordi nei primi anni di vita come ad un mare magnum di informazioni, stimoli ed emozioni che contribuiscono a costruire l'identità del bambino.

La memoria nei bambini

La memoria dei bambini non funziona come quella degli adulti. Nel cervello delle persone adulte esistono due tipi di memoria: a breve termine e a lungo termine.

La distinzione è importante perché nel giro dentato dell'ippocampo risiedono proprio tutte le informazioni utili alla memoria a breve termine che una volta esaurita la loro utilità vengono eliminati e non immagazzinati nella memoria a lungo termine.

Un fenomeno che ha luogo grazie al continuo rinnovamento dei neuroni che avviene proprio in questa specifica zona del cervello.

Nei bambini, invece, non esiste la distinzione tra memoria a breve termine o lungo termine: in pratica il cervello dei bambini fino ai tre anni di vita tendono a rimuovere i ricordi acquisiti nei primi anni.

Questo processo si chiama amnesia infantile e altro non è che la tendenza da parte del cervello a rimuovere ed eliminare i ricordi dei primi tre anni di vita, mantenendo comunque tutte le nozioni apprese che hanno permesso all'individuo il suo sviluppo e la sua crescita (camminare, parlare etc…).

Come migliorare la memoria dei bambini

Se, quindi, la comunità scientifica è pressoché unanime nel ritenere che prima dei tre anni i ricordi, anche quelli importanti, vengano man mano scartati dal cervello in favore di quelli nuovi e che soltanto nel periodo compreso tra i 3 e i 5 anni cominci a formarsi una memoria a lungo termine, ciò non toglie che, come abbiamo visto, possiamo intervenire per fra sì che, già a due anni, i bambini possano fissare nella memoria il ricordo di un evento felice o un avvenimento importante che lo ha riguardato.

Il ricordo, insomma, può essere consolidato nel cervello grazie all'interazione che i genitori hanno con il loro bambino: parlando dell'evento, ricordandolo insieme possiamo contribuire a far sì che il ricordo labile e passeggero di ciò che è accaduto rimanga impresso nella memoria.

A partire tra 3 anni, poi, possiamo anche mettere in atto delle strategie per fissare i ricordi e allenare la memoria dei più piccoli.

Ad esempio possiamo creare insieme un album dei ricordi, inserendo man mano, insieme al bambino, foto e oggetti collegati ad un certo avvenimento.

Un album da sfogliare insieme ogni tanto, proprio con lo scopo di “rinfrescare la memoria”.

La magia del ricordo

In questa infografica gli esperti del sito Fotoregali.com hanno voluto sintetizzare le emozioni che sa suscitare solo la magia di un ricordo.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/quando-iniziano-i-ricordi-nei-bambini.html

Una mente piena di ricordi è il cammino verso la felicità di vostro figlio

Perché custodire i ricordi dei propri figli

La felicità di vostro figlio, come quella di qualsiasi essere umano, dipende anche dal fare tesoro dei bei ricordi. Una mente piena di ricordi felici farà sì che ogni persona si senta bene e si senta amata.

In questo articolo vi spieghiamo le motivazioni della nostra tesi, perché crediamo che una mente piena di ricordi sia il cammino verso la felicità di vostro figlio.

Si chiama memoria autobiografica l’insieme dei ricordi che abbiamo del nostro passato e quello che sappiamo di noi stessi.

La memoria autobiografica inizia a formarsi intorno ai 3 anni, ma che avvenga proprio in questa fase della vita non è un dato di fatto. Molti tra noi non possono ricordarsi quello che gli è successo prima dei 7 o 8 anni di età.

La plasticità del cervello durante l’infanzia è straordinaria e a mano a mano che cresciamo gran parte del nostro vissuto si dimentica e viene rimpiazzato dall’apprendimento di nuove esperienze.

Detto questo, recenti studi hanno concluso che i genitori possono influire, in qualche modo, sulla formazione dei ricordi dei propri figli anche quando loro sono ancora piccoli.

A seguire vi spiegheremo come.

I ricordi di un’infanzia felice

Per la creazione dei ricordi che evidenzino un’infanzia felice, la prima cosa da fare è far sì che questa infanzia sia realmente felice. Tra tanta gioia, il cervello di vostro figlio già si incaricherà di conservare qualche bel momento.

Dovete anche sapere che l’infanzia è una fase caratterizzata dall’inesperienza e dall’innocenza. Per questo motivo, per i bambini la vita stessa è un’interessantissima avventura.

Sulla base di queste conoscenze non pochi esperti in materia riferiscono che le migliori esperienze si formano vivendo, esplorando e facendo.

Un bambino potrà ascoltare delle storie sulle farfalle e persino vederle in un cartone animato; tuttavia, è probabile che queste esperienze non diventino mai dei ricordi.

Invece, la vista di un giardino fiorito in cui ci sono farfalle colorate, grandi e piccole, che svolazzano intorno a lui e si posano sui fiori può diventare un ricordo che lo accompagnerà fino all’età adulta.

Il profumo che usate per uscire, la morbidezza delle coperte che mettete sul suo letto, il modo in cui lo accarezzate, la vostra voce mentre cantate, il dolce che gli fate per merenda… qualunque di questi effimeri istanti può rimanere inciso nella sua memoria per sempre.

A che cosa serve una mente piena di ricordi felici?

Le informazioni su come viviamo la nostra esistenza si “immagazzinano” man mano nel cervello a poco a poco che cresciamo e ci relazioniamo con il mondo. Tutto questo creerà la nostra memoria a lungo termine, che utilizzeremo per costruire la nostra identità.

I ricordi aiutano a prendere delle decisioni migliori. Chi ha assimilato un’esperienza vissuta e ha imparato da questa è in grado di risolvere i suoi problemi in modo migliore.

Inoltre, il benessere psicologico ed emotivo che generano i ricordi felici si traduce in migliori relazioni sociali. In più, sono alla base della formazione dell’autostima, dell’accettazione di se stessi e dell’essere soddisfatti di ciò che siamo.

Noi genitori possiamo influire sui ricordi dei nostri figli dando loro la possibilità di avere momenti gradevole e mettendoli in risalto con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.

Se, ad esempio, state preparando una festa di compleanno per lui e volete che se la ricordi negli anni a venire:

  • Parlategli di questo momento durante i giorni precedenti la festa. Il suo significato, quanto sarà importante sia per la sua vita che per il resto della famiglia, ed ascoltate la sua opinione su come desidera che sia.
  • Rendetelo partecipe dei preparativi e dell’organizzazione dell’attività.
  • Filmate e fotografate il momento includendo quanti più dettagli possibile.
  • Parlategli della festa dopo che è avvenuta.
  • Fate dei disegni e inventate delle canzoni su quello che è successo durante il compleanno.
  • Commentate la festa e rivedete le foto in momenti successivi. Ricordate tutti i sentimenti che ha provato e ripassate insieme quello che si ricorda di quel momento.

Mamme, date ai vostri figli l’opportunità di avere un’infanzia felice, per cui siate complici delle loro avventure.

Dedicategli dei momenti di confidenza in cui essere solo voi due per darvi affetto e parlare delle sue idee e delle sue emozioni.

Dategli fiducia, appoggiatelo, abbracciatelo, fate dei viaggi insieme, giocate, ridete, ballate…

Mostrategli fin da piccolo che la vita è bella e che bisogna godersela come il miglior regalo che ci ha donato l’universo.

Insegnategli ad essere positivo e ottimista, a vedere la luce all’inizio del cammino, invece che alla fine. In questo modo, voi potrete essere uno dei suoi migliori ricordi.

Источник: https://siamomamme.it/bambini/una-mente-piena-di-ricordi/

Gravidanza
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