Pedofilia: cosa fare per sconfiggerla?

Pedopornografia e violenza online: come proteggere gli adolescenti

Pedofilia: cosa fare per sconfiggerla?

22 Luglio 2020

Gli eventi di cronaca riguardanti i casi di pedofilia online e altri contenuti violenti emersi in quest’ultimo periodo, colpiscono particolarmente. Colpiscono perché riguardano strettamente il mondo degli adulti, in generale, ma anche e soprattutto genitori e educatori.
Conosci il fenomeno della pedopornografia online? Per approfondire leggi il nostro articolo.

Le tecnologie digitali sono parte integrante della vita dei bambini, delle bambine e degli adolescenti in quanto strumenti di comunicazione e relazione, di informazione, studio, creatività e partecipazione.

Allo stesso tempo, abbiamo a che fare con una realtà complessa, nella quale possono trovare spazio anche situazioni spiacevoli, comportamenti a rischio, contenuti inappropriati per i più giovani (sia in riferimento all’età, sia in riferimento all’esposizione a messaggi violenti).

La domanda che sorge immediata, quindi, è: come proteggere i più giovani dai rischi della Rete? Come difenderli dai pericoli della pedofilia online?

Pedopornografia: come proteggere i nostri figli?

Proteggere i nostri figli dalla pedopornografia non significa cominciare a controllare ogni singolo contenuto dei cellulari dei nostri adolescenti, ma occuparci del loro mondo, riducendo le distanze. 

Il dialogo e la condivisione di regole (adeguate all’età) sull’uso delle tecnologie sono fondamentali per un’educazione positiva all’utilizzo delle tecnologie e la prevenzione deve cominciare presto, prestissimo, dato che viviamo circondati dalle tecnologie digitali: siamo onlife, le nostre vite online e offline sono connesse.  

Abusi online, alcuni dati

Nel 2017 sono stati individuati quasi 80.000 URLs contenenti immagini di abuso sessuale su minori. Oltre la metà delle vittime, il 55%, ha meno di 10 anni. Nel 40% dei casi l’abusante è conosciuto online (IWF, 2017).

Nel 2018 sempre la Internet Watch Foundation ha rilevato un aumento del 32% del numero di siti che contenevano immagini CSAM (child sexual abuse material): Il 39% delle vittime aveva meno di 10 anni, il 55% aveva tra 11 e 13 anni ed il 5% aveva 14-15 anni.

Per abuso online si intende ogni forma di abuso sessuale su minori perpetrata attraverso internet e la documentazione di immagini, video, registrazioni di attività sessuali esplicite, reali o simulate.

La rete e lo sviluppo delle tecnologie digitali rappresentano oggi un terreno fertile in cui il fenomeno dell’abuso sessuale a danno di bambini e ragazzi trova nuove forme di espressione attraverso l’ adescamento su internet. 

I minori e la consapevolezza dei rischi online

Essere consapevole dei rischi che si annidano online, è un primo importante passo per navigare con coscienza e saper riconoscere un pericolo. 

Secondo una recente indagine Ipsos realizzata per Save the Children (gennaio 2020), “Minori e percezione dei rischi”, genitori e ragazzi considerano lo spazio “virtuale” come il meno sicuro. La rete è infatti un luogo a rischio per l’85% degli adulti e il 74% dei ragazzi intervistati.

A conferma di ciò, la ricerca rivela che il 29% dei ragazzi ha provato disagio per avere ricevuto determinate richieste o contenuti online da parte degli adulti (percentuale più alta in Campania – 35% – e più bassa in Lombardia, 19%), un dato confermato anche da più di 1 genitore su 10 (1 su 5 in Sicilia e Campania). I dati mettono in luce però una bassa conoscenza da parte dei genitori su quello che i figli fanno online. Più di 1 genitore su 6 (17%) dice di non controllare mai i contenuti che i figli condividono in rete, mentre il 44% lo fa solo occasionalmente.

Come supportare la “vita online” dei minori

Supportare bambini e adolescenti nella gestione della propria identità online è fondamentale per gli adulti di riferimento, sempre cercando di non risultare invadenti.

Parlare, interessarsi e prevenire sono le parole chiave, dunque, per evitare di trovarsi coinvolti in situazioni rischiose.

Sebbene la pratica di verificare i contenuti a cui nostro figlio/figlia ha accesso possa essere un comportamento consigliabile nel caso dei più piccoli, facendone sempre oggetto di dialogo e come pretesto per spunti educativi, ciò potrebbe anche essere inutile e controproducente con gli adolescenti più grandi.

Inutile per il moltiplicarsi di spazi, canali e “luoghi” virtuali a cui è possibile accedere con particolari abilità informatiche e controproducente, perché allontana, lede la privacy a cui hanno diritto e soprattutto interferisce con una dinamica educativa basata sulla responsabilizzazione, la progressiva autonomia e la fiducia. 

Gli adolescenti dovrebbero essere supportati nel riconoscimento e nella gestione delle proprie emozioni, nello sviluppo di autonomia, responsabilità e senso etico.

Devono imparare ad esercitare il proprio pensiero critico anche quando sono online, quando cioè provare empatia per l’altro è più difficile, perché scatta un meccanismo di de-responsabilizzazione e di distacco.

Devono sapere che se si ritrovano in una situazione più grande di loro, possono chiedere aiuto e possono chiederlo e riceverlo anche se si sono messi nei guai. 

Segnalare materiale pedopornografico online

In particolare, segnalare materiale pedopornografico rinvenuto online è importantissimo. Le immagini e i video pedopornografici sono la registrazione visiva della violenza sessuale commessa su un bambino, una bambina o un adolescente.

Segnalare consente alle forze dell'ordine di investigare al fine di individuare non solo chi produce, detiene e condivide questo materiale ma, soprattutto, di identificare i minori presenti nelle immagini e nei video e assicurare loro la protezione e il supporto necessari.

Se si è a conoscenza di tale tipologia di reato occorre far riferimento a:

  • Polizia di Stato – Compartimento di Polizia postale e delle Comunicazioni;
  • Polizia di Stato – Questura o Commissariato di P.S. del territorio di competenza;
  • Arma dei Carabinieri – Comando Provinciale o Stazione del territorio di competenza
  • Polizia di Stato – Commissariato online. 

Inoltre, attraverso la piattaforma STOP-IT, il servizio di hotline di Save the Children, parte del Safer Internet Centre Italiano  gli utenti di internet possono segnalare anonimamente sia la presenza di materiale pedopornografico online (URL, P2P, ecc.); sia episodi di utilizzo della tecnologie digitali per diffondere e distribuire materiale pedopornografico (chat, profili su social network, etc.). 

Ulteriori strumenti per sostenere operatori che si occupano di infanzia e adolescenza:
“Fuori dalla rete. Procedure operative per la tutela delle vittime minorenni di abuso sessuale online”;
“Approcci multidisciplinari per l’identificazione e la presa in carico dei minori abusati attraverso le tecnologie digitali”.

Per saperne di più e avere consigli utili sulla vita online dei più giovani, visita l’approfondimento del Progetto Generazioni Connesse sul tema dei “contenuti inadatti”. 

  • Il ritorno dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole contempla anche l’educazione alla cittadinanza digitale per fornire competenze sempre più indispensabili nella società odierna.
  • Nell’ultimo anno la Didattica a Distanza è diventata protagonista delle vite degli studenti, molte sono state le difficoltà nel gestire una situazione completamente nuova ma ci sono anche casi di successo. Oggi vi portiamo in una scuola di Reggio Emilia.
  • Ragazze e ragazzi del progetto You the Future prendono la parola per dirci la loro sulla DAD. Cosa non ha funzionato e quali sono i problemi emersi? Una riflessione anche di chi, a breve, affronterà la maturità.

Источник: https://www.savethechildren.it/blog-notizie/pedopornografia-e-violenza-online-come-proteggere-gli-adolescenti

Gravidanza
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