Pannolino addio: metodi di spannolinamento testati dalle mamme

Addio al pannolino

Pannolino addio: metodi di spannolinamento testati dalle mamme

L’età e i metodi con cui togliere il pannolino sono cambiati più volte nel corso del tempo.

In passato il traguardo si raggiungeva in fretta, intorno all’anno di età, ma spesso le modalità utilizzate non erano particolarmente rispettose del bambino: i piccoli venivano costretti a orari fissi sul vasino fino all’evacuazione, talvolta dovendo subire sgridate e punizioni se qualcosa non andava come previsto, con un seguito di effetti collaterali dal punto di vista emotivo, relazionale e fisico.

Negli anni ’60, alla luce di nuove ricerche, gli esperti hanno iniziato a consigliare un approccio diverso, riconoscendo i bisogni del bambino e i suoi tempi di sviluppo.

In particolare, il pediatra Thomas Berry Brazelton ha proposto un approccio “centrato sul bambino” all’educazione al vasino: è il bambino a diventare protagonista attivo dell’intero processo e i genitori devono aspettare che egli sia pronto ad abbandonare il pannolino (individuando alcuni segnali della sua volontà e consapevolezza), senza fretta o pressioni.

Oggi l’approccio centrato sul bambino (con diverse varianti) è una delle modalità più utilizzate nel processo di “spannolinamento”, tuttavia l’età in cui iniziare è sempre più spesso prolungata nel tempo.

A che età togliere il pannolino?

L’Accademia Americana di Pediatria consiglia di cominciare dai 18-24 mesi di età, ma in realtà osserviamo tantissimi bambini che tra i 3 e i 5 anni (a volte anche 6 anni) si portano appresso enormi pannoloni.

Su questo aspetto – così come per altri, per esempio imparare a parlare e a camminare – non vi è una regola uguale per tutti, ma bisogna tenere presente che eccessivi ritardi in questa acquisizione fisiologica possono comportare per il nostro bambino una serie di problematiche da non sottovalutare.

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Allo stesso tempo, si stanno diffondendo esperienze che fanno riferimento a un’educazione precoce e assistita al vasino (ad esempio l’EC, Elimination Communication): fin dai primi mesi di vita, i genitori, senza costrizioni o punizioni, possono aiutare il bambino nel processo della minzione e della defecazione, e ciò gli permetterà di essere autonomo molto presto.

Obiettivi educativi più ampi

Dal punto di vista pedagogico, parlare solo di spannolinamento è riduttivo.

Ciò che ci dovrebbe interessare non è unicamente il risultato finale (togliere il pannolino), ma soprattutto come ci arriviamo, cosa succede nel frattempo e il significato educativo per la crescita del bambino.

Educare alla conoscenza e alla cura del proprio corpo, all’autonomia, scoprire la dimensione dell’intimità, la capacità di ascoltarsi, fare nuove esperienze: sono questi gli obiettivi educativi di largo respiro che dovremmo avere in mente anche quando pensiamo a come far sì che il nostro bambino smetta di utilizzare il pannolino. Avremo bisogno di tempo e gradualità, e sarà molto importante il tipo di relazione che instauriamo con nostro figlio, l’ascolto dei suoi bisogni e la proposta di diverse esperienze.

La fretta non è buona consigliera

Se la strada dal pannolino al gabinetto fa parte di un processo educativo molto più ampio, allora sarebbe meglio non attendere l’ultimo momento per pensarci.

Per tanti genitori, invece, la campanella che ricorda il “problema pannolino” suona solo qualche mese prima dell’entrata nella scuola dell’infanzia, e allora si prova a fare tutto in fretta e furia.

Ma ci aspettiamo veramente che un bambino, che per i primi tre anni della sua vita non si è mai occupato di cosa accade “lì sotto”, possa poi di punto in bianco, e senza alcuna difficoltà, fare tutto subito, nel modo e nel posto giusto?

Come fare diversamente?

I metodi di educazione precoce al vasino (come l’EC) si stanno gradualmente diffondendo anche in Italia: si tratta di un percorso impegnativo per i genitori, ma dagli innegabili vantaggi per il bambino.

Un’altra strada educativamente valida consiste nel mettere insieme l’approccio centrato sul bambino, che riconosce i bisogni, le caratteristiche e i tempi unici di sviluppo di ogni bambino, con un’educazione precoce maggiormente guidata dai genitori (prima dei 18 mesi).

Quando parliamo di educazione precoce non ci riferiamo solo a “cacca e pipì”, ma a tutte quelle attenzioni che i genitori possono mettere in pratica per favorire nel bambino la conoscenza e la cura del proprio corpo e lo sviluppo dell’autonomia. Vediamo come.

La cura del neonato

Come suggeriva la pediatra Emmi Pikler, «con il bambino, non al bambino» dovrebbe essere il nostro motto anche quando ci occupiamo delle prime cure.

Il cambio del pannolino, il bagnetto, la vestizione possono divenire occasioni, sin dalla nascita, per aiutare il bambino a entrare in contatto con il proprio corpo, scoprendolo tramite le carezze e i giochi di mamma e papà.

Il neonato farà poi esperienza delle sensazioni corporee (caldo/freddo, asciutto/bagnato) e inizierà a muoversi nell’ambiente utilizzando le parti del proprio corpo con sempre maggiore consapevolezza e competenza.

Dedicare tempo e attenzione a questi momenti, senza dare al bambino giocattoli con cui distrarsi, così come descrivere con calma quanto accade («Adesso sei asciutto»; «Ora hai fatto la cacca»; «Facciamo un massaggino alla pancia»), serve a gettare le basi per una relazione profonda con il proprio corpo e quindi con sé stessi, ed è in questo senso anche un’attività propedeutica alla successiva autonomia sfinterica.

Fare amicizia con il gabinetto

Il bambino può familiarizzare con il vasino e/o con il gabinetto (utilizzando un riduttore) sin dai primi mesi di vita, da quando è in grado di stare seduto da solo.

I genitori, osservando il bambino, impareranno a riconoscere da alcuni segnali che si sta preparando per fare cacca o pipì, anche prima che cominci a parlare (ad esempio, in base al tipo di pianto, all’orario, a espressioni o comportamenti particolari, alla relazione con i pasti).

Se possibile, i genitori dovrebbero dunque portare il bambino in bagno quando compaiono i “segnali premonitori”, rendendo l’utilizzo del vasino o del gabinetto un gesto normale e quotidiano che fa parte delle abitudini familiari.

Ciò non significa abolire completamente l’uso del pannolino, ma preparare la strada al momento in cui il bambino sarà pronto per farlo.

In alcune occasioni il tutto si risolverà in un tempo giocoso trascorso con papà e mamma sul gabinetto, magari con qualche libro a disposizione; in altre, il bambino farà cacca e pipì direttamente nel water.

Il protagonismo e l’autonomia del bambino cresceranno con il tempo; anche in questo caso sarà compito dei genitori parlare sempre tranquillamente di cacca e pipì e aiutare il bambino a concentrarsi sulla percezione di quanto accade dentro il suo corpo («Hai il faccino rosso, forse devi fare la cacca?»; «La tua pancia sta dicendo che la cacca vuole uscire?»).
I bambini imitano il comportamento dei genitori, quindi se occasionalmente diamo loro la possibilità di osservarci anche in queste funzioni, non ci sarà bisogno di tante spiegazioni su “come si fa”, perché semplicemente vorranno fare come noi.

Un bagno a misura di bambino

Per un bambino, sentirsi a proprio agio in bagno significa avere a disposizione un luogo che sia alla sua portata, una stanza conosciuta e non ostile, dove poter agire in maniera autonoma.

Con alcuni piccoli espedienti è facile organizzare qualsiasi bagno in questo senso, mettendo alla portata dei bambini un asciugamano, della carta igienica, del sapone, uno spazzolino e le altre cose necessarie alle attività di igiene personale.

Per aiutare il bambino ad assumere una posizione che facilita l’evacuazione, servirà un solido appoggio per sostenere i piedi, che non vanno lasciati penzoloni. Non c’è una regola per stabilire se sia meglio il gabinetto o il vasino. Dipende dalle preferenze del bambino.

Per alcuni il vasino può risultare un inutile passaggio in più, per altri invece serve ad acquisire sicurezza prima di abituarsi al gabinetto.

L’addio definitivo al pannolino

Se nei mesi precedenti abbiamo preparato la strada all’autonomia dal pannolino, non sarà difficile accorgersi del momento in cui il bambino è pronto per l’addio definitivo. Talvolta sarà il bambino stesso a chiedere di toglierlo. Sono da considerare segnali positivi in questo senso:

  • Il fatto che il bambino cominci a fare pipì e ad andare di corpo con maggiore regolarità, rimanendo asciutto per diverse ore;
  • Il fatto che comprenda il significato delle parole e del compito che gli viene chiesto di eseguire;
  • Il fatto che sia in grado di dire “no” se non vuole fare qualcosa;
  • Il fatto che inizi a essere consapevole del proprio corpo, ad esempio indicando il pannolino quando è bagnato, o che produca suoni particolari mentre cerca di andare di corpo;
  • L’imitazione del comportamento dei genitori.

No allo stress da pannolino!

  1. Evitate che tutta l’attenzione della famiglia sia puntata verso la liberazione dal pannolino.

    Le aspettative e la pressione sul bambino potrebbero farlo sentire a disagio, rischiando che si rifiuti di andare avanti

  2. Ricordatevi che l’addio al pannolino è un momento delicato per il bambino: non va proposto in concomitanza con altri cambiamenti o eventi particolarmente impegnativi (ad esempio l’ingresso a scuola, la nascita di un fratellino, un trasferimento, un lutto in famiglia)
  3. Evitate rimproveri, punizioni e ricatti, che hanno solo effetti controproducenti. Armatevi di pazienza e di un kit di ricambi per i naturali “incidenti di percorso”. Attenzione ai premi: è bello festeggiare un traguardo di crescita importante, ma la felicità più grande per un bambino dovrebbe essere quella di riuscire a fare da solo, come i più grandi che vede intorno a sé
  4. Se il bambino frequenta il nido, confrontatevi con il personale della struttura per agire coerentemente senza provocare in lui confusione
  5. Siate sereni e abbiate sempre fiducia nel vostro bambino: se sentirà che ce la può fare, crescerà libero e felice

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Bibliografia:

  • American Academy of Pediatrics, Toilet training guidelines, «Pediatrics», 1999, n. 103, pp. 1362-1368
  • Thomas B. Brazelton, A child-oriented approach to toilet training, «Pediatrics», 1962, n. 29, pp. 121–128
  • Simone Rugolotto, Min Sun, Toilet training, «Pediatrics», 2004, n. 113 (1 Pt 1), pp. 180-181
  • Simone Rugolotto, Educazione assistita precoce al vasino, Bollettino SIGENP, agosto 2005
  • Laurie Boucke, Senza Pannolino, Terra Nuova Edizioni, Firenze, 2006
  • Elena Del Pra, Via il pannolino, Il leone verde edizioni, Torino, 2011

Источник: https://www.uppa.it/educazione/addio-al-pannolino/

Spannolinamento

Pannolino addio: metodi di spannolinamento testati dalle mamme

La fase di abbandono del pannolino può essere difficile: ecco tanti metodi di spannolinamento provati dalle mamme

Tutte le mamme di bambini piccoli prima o poi passanno attraverso la difficile (per qualcuna molto difficile) fase dello spannolinamento. E in parecchi casi i consigli delle mamme che ci sono già passate possono rivelarsi molto utili.

Come togliere il pannolino, consigli delle mamme

  • Prima di tutto rispettare i tempi del bambino. In genere non riescono a trattenere lo stimolo prima dei 18 mesi.
  • Quando il bambino inizia a mostrare interesse per la cacca e la pipì, nominandole o parlandone, e il pannolino resta asciutto, può essere arrivato il momento di provare il passaggio alla mutandina.
  • Secondo alcune mamme il passaggio al vasino, può essere utile come prima fase di distacco dal pannolino. Comprare un vasino colorato e che rappresenti per il bambino un momento di gioco potrebbe essere un'ottima strategia. Su Amazon abbiamo trovato questo simpatico vasino:

Vasino per Bambini con 2 Diverse modalità di Utilizzo e Tanti Dettagli Realistici

Questo vasino piace tanto ai bambini che lo utilizzano come se fosse un gioco perché ci sono le canzoncine da imparare, le frasi incoraggianti e i suoni da scoprire. Il suo aspetto così simile alla toilette di casa incoraggia i bambini a passare dal vasino al water dei grandi.

Funziona con 3 pile formato stilo “AA” (non incluse). Si sente un allegro clic ogni volta che si preme la maniglia. Ed è persino dotato del portarotolo estraibile. La bacinella è estraibile per pulirlo con facilità. Per i bambini più grandi si trasforma in un riduttore del wc.

Le recensioni di chi ha acquistato il prodotto su Amazon sono tutte positive.

PRO: I bambini sono attirati dalla musichetta del vasino. In molte dicono che il vasino Fisher Price è molto carino esteticamente e facile da pulire. Visto che è molto simile al gabinetto di casa, dovrebbe essere più naturale il passaggio a quello vero. Sono molto stimolanti anche le canzoni che il bambino può cantare.

CONTRO: Il prezzo è un po' alto, tutte lo consigliano perchè è stato fondamentale nel passaggio dal pannolino al water.

Fisher Price Vasino dell'Ochetta 3 in 1, Il Coperchio Si Trasforma in Uno Sgabello Robusto

Ecco un altro vasino che abbiamo trovato su Amazon e consigliato dalle mamme per questa fase delicata di passaggio dal pannolino all'uso del water di casa. Questo vasino dell'ochetta premia i successi del bambino e si può utilizzare anche come anello riduttore, e infine pratico sgabellino.

Il Vasino dell'ochetta tre in uno Fisher-Price aiuta i piccoli a passare al water in modo semplice e divertente. La base stabile e anti-scivolo è dotata di pratiche impugnature per aiutare i bambini nella fase dei primi passi a sentirsi sicuri mentre fanno i bisogni, e grazie al salvapipì e alla vaschetta estraibile, pulire sarà davvero semplice.

Le recensioni di chi ha acquistato il prodotto su Amazon sono positive.

PRO: Ci sono diverse musichette che piacciono ai bambini. Si può usare come scalino per lavarsi le manine e i denti nel lavabo. Ogni successo del bambino è premiato con la musichetta. È stato un successo utilizzato per rendere più semplice il passaggio dal pannolino al water.

CONTRO: Secondo alcuni è piccolo ed è utilizzato più come un giocattolo dai bambini.

Ora invece vi presentiamo alcuni modelli di vasino semplice ed economici per da il via allo spannolinamento con simpatia.

I libri possono aiutare moltissimo nello spannolinamento. Prima, per preparare il bambino e dopo per tenergli compagnia con favole sul tema. Ecco le nostre proposte.

“Spannolinamento”: consigli da mamma a mamma

Ecco altre dritte testate dalle mamme raccolte da un portale americano affinchè l'abbandono del pannolino non sia solo una strada in salita. A volte, la consulenza di un altro genitore che ci è già passato può incoraggiare a fare altrettanto.

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Togliere il pannolino ed abituarsi al vasino in modo creativo e divertente

Ecco la prima esperienza:

“Quello che funziona bene per noi è questo: invece di dire “sedersi sul vasino, prima di andare in biblioteca (o in qualsiasi posto dove il bambino voglia andare), “dico, “Dopo che ti sei seduto sul vasino, andremo alla biblioteca”.

Poi gli faccio capire che non c'è fretta, mi metto a fare altro, per fargli capire che ha tutto il tempo del mondo e che soprattutto ha una scelta, può controllare il suo corpo”.

La scelta consiste nel sedersi sul vasino ora e quindi andare alla libreria, o di non sedersi sul vasino e trovare qualcosa da fare a casa in attesa che decida di sedersi vasino.

Un'altra mamma sostiene di avere un metodo infallibile:

Lasciate che il vostro bambino vada nudo per casa per un periodo di tempo durante il giorno. Fategli portare il suo vasino dappertutto. Fatecelo sedere sopra spesso, non solo in bagno, fatecelo leggere, guardare la tv o giocare sia sopra che vicino al vasino stesso.

Se vedete che sta cominciando a fare pipì per terra o da qualunque altra parte, siate veloci nell'acchiapparlo e portarlo subito sul vasino! Ricompensatelo sempre ogni volta che la farà sul vasino con una piccola caramella, un cioccolatino, un piccolo regalino e tante coccole.

Quando sarà diventato molto bravo, potrete passare alle mutandine allenatrici in cotone portandolo sempre sul vasino ogni 2 ore. Metterlo semplicemente sul vasino, senza chiederglielo.

Portatelo ogni 2 ore, dopo i pasti, colazione e merenda fino a che non inizia a chiedere di andare per conto suo

Più o meno dello stesso parere questa terza mamma:

Quello che abbiamo fatto è stato fare un grafico per ricordarci dell'uso del vasino e ogni volta che nostro figlio faceva i suoi bisogni sul vasino o sul water ottiene una stella d'oro. Se ci fa la popò, ottiene due stelle. Questa cosa lo esalta. Ogni cinque stelle si ottiene una ricompensa

C'è chi ci ricorda che non tutti i bambini sono pronti negli stessi tempi: “basta ricordarsi di essere pazienti! Alcuni bambini più grandi imparano facilmente, ma molti non sono interessati e sono disposti a tutto pur di non abbandonare il pannolino”.

La pianificazione è la cosa che funziona meglio. Si dovrebbe tenere il bambino in bagno ogni ora e poi dopo i pasti, spuntini, e il sonno. Quello che non bisogna fare è chiedere al bambino se gli scappa, bisogna portarlo in bagno a prescindere

dice un altro genitore.

Molti bambini non amano proprio il vasino, ma Carol ha trovato un trucco che aiuta: “Mettere il riduttore sul wc che così sembra meno intimidatorio”

Ma come fare per gli incidenti imprevisti, non si mette nessun pannolino? Le mamme consigliano i cosiddetti Pull up che si trovano in vendita di varie marche ma anche ecologici e lavabili.

Si tirano su e giù come vere e proprie mutandine ma sono decisamente più assorbenti.

Problemi comuni con lo spannolinamento

Anche quando ormai sembra che tutto stia andando per il meglio e che il bambino abbia acquisito indipendenza e controllo sulla pipì possono presentarsi alcuni problemi. Ad esempio:

  • Il bambino sembra pronto, vi avverte quando deve andare in bagno, ma una volta di fronte al vasino si rifiuta di sedersi.
  • Oppure è arrivato il momento di andare alla scuola materna e lui non è affatto pronto a fare a meno del pannolino

In questa gallery i problemi più comuni che possono presentarsi durante lo spannolinamento e i consigli per risolverli

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Passare dal pannolino al vasino non è sempre facile. Qualche volta possono presentarsi alcuni problemi, vediamo quali

Errori da non fare

Prima di tutto la parola d'ordine è pazienza, pazienza, pazienza.

  • Ogni bambino ha i suoi tempi e non vanno forzati, pena cento passi indietro. Poi è importante sapere che se l'età giusta per cominciare a pensare di togliere il pannolino è intorno ai due anni, è altrettanto vero che i bambini non sono tutti uguali. E non è grave se vostro figlio arriva al vasino sei mesi dopo
  • E tener conto anche dell'ambiente e di ciò che sta accadendo nella sua vita è fondamentale. Se è appena nato un fratellino o state traslocando il piccolo potrebbe non riuscire a vivere con serenità questo passaggio al vasino.
  • E ancora, non forzarlo a stare seduto a lungo sul vasino.
  • Mai e poi mai utilizzare il vasino come minaccia o come punizione. Finirà con l'odiarlo.

Ecco altri errori da evitare se stai cercando di toglierli il pannolino

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Ecco cosa non si deve fare quando si decide di togliere il pannolino e passare al vasino

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/igiene/pannolino-addio-metodi-di-spannolinamento-testati-dalle-mamme.html

Spannolinamento: quando è ora di togliere il pannolino (trucchi e idee)

Pannolino addio: metodi di spannolinamento testati dalle mamme

È arrivato il momento di togliere il pannolino?

Un evento tutt’altro che “rapido e indolore”, lo spannolinamento è una tappa sempre molto impegnativa, sia per il bambino che per la mamma!

Il pensiero di non dover più lottare con tuo figlio a ognicambio pannolino probabilmente ti elettrizza, ma ricordati che non sarà tuttorosa e fiori come pensi: l’immagine del tuo bambino, seduto sul suo vasinopersonalizzato che ti sorride felice è un bel frutto dell’immaginazione chedifficilmente si concretizzerà!

Quindi, armati di tanta pazienza e leggi con attenzione i nostri consigli: potrai averne bisogno!

Hai scelto il momento giusto?

Chi meglio della mamma conosce i ritmi di crescita delproprio bambino?

Capire quale sia il momento giusto per togliere il pannolino di certo non è cosa semplice: ricordati, però, di non dare troppo spazio ai tuoi dubbi e anzi fidati del tuo istinto!

Il piccolo, infatti, nel corso del suo sviluppo ti darà segnali inequivocabili, come ad esempio il fatto di osservare con curiosità un adulto in casa che va in bagno, o farti trovare il pannolino asciutto al momento del cambio!

Fai attenzione a questi eventi…potrebbero voler dire che è arrivato il momento giusto per dire addio al pannolino!

Il periodo dell’anno conta

Hai notato che il tuo bambino è pronto ad accogliere ilvasetto nella sua vita?

Se finalmente anche questo traguardo si sta avvicinando, provare a raggiungerlo nella bella stagione, quindi in primavera o in estate, sicuramente può esserti d’aiuto! Ma perché?

  • Il fatto di indossare meno vestiti che ininverno renderà più semplice l’atto di spogliarsi e vestirsi prima e dopo l’usodel vasino;
  • Nel caso in cui il tuo bambino dovesse farsi lapipì addosso (e sicuramente non si tratterà di un evento raro), la temperaturapiù elevata delle stagioni calde farà sì che il piccolo non prenda freddo;
  • Inoltre, sempre in riferimento alla possibilitàche il piccolo non riesca a domare il suo stimolo impellente, lavare easciugare le lenzuola, il pavimento o altro sarà molto più veloce che ininverno.

C’è un’età precisa?

Solitamente l’età intorno alla quale si dà inizio allo spannolinamento si aggira tra i 18 – 36 mesi, sebbene esistano casi, molto rari, di bambini che abbiano tolto il pannolino ancora prima del compimento dei 18 mesi.

Può accadere alle volte che l’uso del pannolino si protragga anche oltre i 36 mesi nelle ore notturne, ma il consiglio è quello di impegnarsi a eliminarlo completamente: sarebbe bene, infatti, che il piccolo iniziasse la scuola d’infanzia pronto a utilizzare il wc in modo autonomo.

Ricordati, però, che ogni bambino è diverso e soprattutto che nessuno conosce i suoi tempi meglio di te!

La pazienza è fondamentale!

La calma è la virtù dei forti…in ogni circostanza!

Non dimenticarti che abbandonare il pannolino significa peril tuo bambino rinunciare a una sicurezza, alla sua zona di comfort che loaccompagna dal momento della nascita!

Essere paziente e restare calma anche quando si verificano frequenti “incidenti di percorso” è senza dubbio l’approccio migliore: non innervosirti davanti a un insuccesso, piuttosto battigli le mani, sorridi e mostrati entusiasta quando fa la popò e la pipì dentro al water o al vasino!

Indietro non si torna!

La ripetitività, le abitudini e la routine create per il tuobambino sono l’elemento fondamentale per una crescita serena.

Ecco perché, se pensi che sia arrivato il momento di togliere il pannolino, è importante che tu sia decisa e ferma nella tua scelta.

In questo senso, quindi, se porti il piccolo dai nonni per una giornata, evita di confonderlo mettendogli il pannolino, per poi toglierlo di nuovo una volta tornati a casa: segui una linea univoca e fai in modo che anche chi si prende cura di lui ne sia a conoscenza.

Così facendo, eviterai di vanificare il lavoro fatto fino aora e di perdere tempo prezioso!

Le mutandine trainer

Hai mai sentito parlare delle mutandine trainer?

Si tratta di mutandine dotate di un cavallo assorbente, un accessorio utilissimo quando si è alle prese con lo spannolinamento per diversi motivi:

  • Il fatto di essere assorbenti, permette di tamponare la fuoriuscita di pipì nel caso in cui il piccolo non riesca ad arrivare al vasino o al water. In questo modo eviterà di sentirsi mortificato e l’evento non rappresenterà un trauma per lui;
  • Agevolano l’autonomia del piccolo: si alzano e si abbassano proprio come delle normali mutandine, quindi possono essere tolte e indossate senza l’intervento necessario del genitore.

Coinvolgere e gratificare, sempre!

Spannolinamento non significa solo togliere il pannolino, maanche iniziare a indossare mutandine nuove!

Un buon modo per far accettare più rapidamente questa novità al tuo bambino è quello di coinvolgerlo nella scelta delle sue future mutandine: si sentirà importante e motivato a indossarle quanto prima!

Ovviamente non dimenticarti mai di fargli notare,positivamente, tutte le volte che avrà centrato il vasino, perché così loaiuterai ad accelerare i tempi!

S.O.S Psicologia!

Probabilmente ti sembrerà strano, ma ci sono casi in cui passare dal pannolino al vasino o al water può essere un vero trauma per i più piccoli.

Per i bambini, infatti, la pupù è una parte del proprio corpoe vederla andar via una volta tirato lo sciacquone può essere un eventodifficile da accettare.

Raccontargli allora una storia di fantasia, di come, peresempio, la pupù finisce in mare e si trasforma in cibo per le pianteacquatiche!

Si tratta di una rassicurazione significativa, che renderàil distacco sicuramente meno brusco.

C’è un altro aspetto da tener presente! Anche l’attesa dellostimolo può portare stress al bambino: mentre per te questo è momento di“pace”, dove puoi sbirciare cosa fanno i tuoi amici sui social o leggertiqualche pagina di un libro in tranquillità, per i più piccoli spesso non ècosì!

Aiutalo a ingannare il tempo che passa, facendogli trovareun gioco o un libro! È una routine che renderà questo momento meno noioso eripetitivo.

Vai per gradi: prima il vasino

Lo abbiamo detto tante volte: dire addio al pannolino è tutt’altro che una passeggiata! Inoltre, molti bambini provano timore davanti al water e in effetti, dal loro punto di vista, sembra qualcosa di immenso e rumoroso, che da un momento all’altro potrebbe mangiarli!

Vai per gradi! Se vedi che il piccolo non è a suo agio, proponigli il vasino! Per iniziare andrà benissimo e gli permetterà di prendere, piano piano, confidenza con questa novità

E per invogliarlo ancora di più a utilizzarlo, puoiacquistarne uno tutto colorato, o che abbia raffigurato uno dei suoi cartonianimati o super eroi preferiti!

Fra giorno e notte…c’è differenza!

Sapevi che l’andare in bagno è un’attività legata alla razionalità?

Proprio per questo motivo, quando si tratta di bambinipiccoli, bisogna tener presente la differenza fra il giorno e la notte.

Di giorno il controllo degli sfinteri è meno complesso, inquanto è un’attività collegata alla volontà del piccolo, e ciò permette che lospannolinamento sia per certi versi più semplice.

Per far sì che si sviluppi il controllo fisiologico deglisfinteri anche di notte, mentre il bambino dorme, ci vorrà più tempo, maquindi…quando togliere il pannolino definitivamente?

Non esiste una risposta esatta né un tempo preciso e anchequi potrai affidarti alle tue doti di mamma detective: quando noterai che peralcune notti il pannolino rimane asciutto…forse sarà arrivato il momento difare un tentativo!

E ora, non ci resta che augurarti un grande in bocca al lupo!

Источник: https://assomamme.it/spannolinamento/

Dire addio al pannolino con la filosofia montessoriana!

Pannolino addio: metodi di spannolinamento testati dalle mamme

Il momento dello “spannolinamento” è spesso atteso dal genitore con un misto di felicità e di ansia.

Da un lato l’adulto è felice del fatto che il bambino possa riuscire a compiere questo ulteriore grande passo verso l’autonomia necessaria alla gestione della propria persona, dall’altro lato però è preoccupato, teme le possibili regressioni che il bambino potrà incontrare lungo il percorso e ha paura di non riuscire a gestire il processo correttamente.

Ma cosa significa per un bambino dire addio al pannolino? Quando questo diviene possibile e come può l’adulto accompagnarlo correttamente verso questa grande conquista? 

La filosofia montessoriana ci giunge ancora una volta in aiuto e ci offre alcuni spunti preziosi per affrontare questo processo in maniera più consapevole e più rispettosa.

Rifacendoci ai principi cardine del pensiero di Maria Montessori possiamo affermare che, anche in questo caso, sarà fondamentale:

  • Seguire il bambino, i suoi tempi e le sue necessità;
  • Amare il bambino, mostrargli affetto, offrirgli un sostegno emotivo forte;
  • Stimolare e favorire la sua ricerca di autonomia;
  • Creare un ambiente preparato adeguato.

Quando il bambino è pronto per iniziare questo percorso?

Il bambino può iniziare ad intraprendere il delicato passaggio dal pannolino alle mutandine quando diversi processi di sviluppo si sono concretizzati a livello fisiologico, cognitivo, motorio e, soprattutto, emotivo.

Intorno ai 12-14 mesi di vita ha inizio il lungo e lento processo di mielinizzazione delle fibre nervose che prelude al periodo sensitivo del controllo degli sfinteri. La capacità di controllo sfinterico è una forma di controllo complessa, che il bambino deve poter imparare a comprendere e a regolare gradualmente, attraverso l’esercizio.

Con il tempo, in particolare intorno ai 18 mesi, egli percepirà in maniera sempre più viva l’impulso ed esercitandosi arriverà infine a mantenere tesa la muscolatura fino a che non arriva in bagno.

I principali segnali che indicano che il bambino è pronto ad iniziare ad abbandonare il pannolino sono di varia natura.

Sul piano comportamentale-motorio:

  • Rimane asciutto per lungo tempo, anche per tutta la notte;
  • Si reca in bagno da solo;
  • Si abbassa e si rialza da solo i pantaloni;
  • Mostra curiosità anche per le abitudini igieniche degli altri;
  • Mostra interesse per storie e racconti aventi per oggetto la pipì e la cacca.

Sul piano emotivo:

  • Non ha paura del bagno;
  • Mostra interesse verso il bagno e verso il water;
  • Cerca la privacy quando vive momenti riguardanti i propri bisogni;
  • Manifesta insofferenza verso il pannolino, lo rifiuta;
  • E’ pronto a separarsi da qualcosa che è parte di sè, lasciandolo uscire dal proprio corpo.

Sul piano cognitivo e linguistico:

  • È in grado di comprendere le relazioni causa-effetto (centrale per associare stimolo-bisogno);
  • Presta attenzione all’impulso anche quando è impegnato in una attività (una sfida per molti bambini: questo è il motivo principali per cui gli incidenti possono essere comuni!);
  • Distingue pipì e cacca, conosce ed utilizza correttamente le parole corrispondenti;
  • Avvisa l’adulto della necessità di espletare i propri bisogni.

Se dunque nella media il bambino inizia ad avere gli strumenti per abbandonare il pannolino intorno ai 15-18 mesi è tra i 18 e i 36 che generalmente il traguardo viene raggiunto. Alcuni bambini lo raggiungono prima, altri più tardi, e raramente il percorso è lineare e privo di regressioni.

L’adulto deve avere chiara consapevolezza della normalità di tutto ciò e prestare attenzione a sostenere con pazienza il bambino, seguendolo sempre. E’ lui la nostra guida!

Come facilitare il bambino: un ambiente preparato

È importante che l’adulto si impegni a creare un ambiente che faciliti il bambino nel dire addio al pannolino.

Generalmente l’adulto tende ad offrire al bambino il vasino, un aiuto intelligente ma che non sempre riscontra le simpatie dei piccoli.

Molti bambini infatti si mostrano molto più felici nell’utilizzo del wc dell’adulto, grazie al ricorso a speciali riduttori.

 Per il bambino sarà semplice utilizzare anche il normale wc in maniera autonoma se gli si metterà a disposizione una scaletta o sgabello.

Nel caso in cui il bambino voglia utilizzare il vasino prestate attenzione a fare in modo che esso occupi nell’ambiente un posto fisso e ben noto al bambino, e che quindi egli sia in grado di accedervi liberamente e facilmente quando ne senta la necessità.

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E’ bene che il bambino abbia a disposizione vicino la toilette anche quanto necessario per potersi lavare ed asciugare le mani una volta terminato.

Quando il bambino ha espletato le proprie necessità coinvolgetelo nella pulizia.

Se ha utilizzato il vasino “salutate” insieme la parte di lui che se ne va nel wc (si è già fatto riferimento alla difficoltà che rappresenta per il bambino il dire addio ad una parte di sè) e poi fatevi aiutare nella pulizia del’oggetto. L’attività lo responsabilizza e lo rende ancor più protagonista dell’intero processo.

Un ulteriore aiuto: il vestiario

Per aiutare il bambino ad acquisire l’autonomia necessaria diamogli dei vestiti comodi, facili da mettere e da togliere da sè quando necessario. Meglio evitare quindi body, vestiti con chiusure sulla schiena o difficilmente raggiungibili dal bambino.

Preferite quindi vestiti elastici, morbidi, semplici da gestire e quando il vostro bambino manifesterà il bisogno di recarsi in bagno non sostituitevi a lui: dopo avergli mostrato le azioni da compiere per raggiungere il risultato finale lasciate che si spogli da solo, che si sieda e che rimanga seduto per tutto il tempo necessario, senza pressioni e senza fretta. Una volta terminato invitatelo a pulirsi, a svuotare il vasino e a tirare lo sciacquone, quindi a rivestirsi!

Una storia per facilitare il processo: libri e filastrocche

Il bambino si trova in un momento dello sviluppo in cui storie, filastrocche e racconti esercitano su di lui un grande fascino.

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Oltre ad essere una risorsa per l’arricchimento linguistico, le storie aiutano il bambino ad elaborare e a comprendere meglio aspetti del suo stesso vissuto, riuscendo così a compiere importanti progressi.

È quindi consigliabile, dato l’interesse mostrato dal bambino verso il processo, proporgli anche la lettura di storie aventi per oggetto l’addio al pannolino.

Per rendere più piacevole l’esperienza del bambino si può pensare di allestire un piccolo spazio per i libri proprio di fianco al vasino, con delle apposite letture che il bambino potrà sfogliare durante le attese sul vasino o sul wc!

L’importanza delle routine

Un ulteriore aiuto che possiamo offrire al bambino è quello di stabilire delle routine che lo aiutino a controllare meglio i propri bisogni. Chiedergli in continuazione se ha necessità di andare in bagno può infatti generare nel bambino ansia, stress, frustrazione.

Piuttosto sosteniamolo abituandolo a recarsi in bagno prima e dopo momenti come il riposo o il pasto, prima e dopo essere usciti di casa, prima e dopo il nido. Quando si ha l’impressione che il bambino potrebbe avere la necessità chiederglielo con gentilezza, senza pressioni o imposizioni, accettando anche un suo rifiuto.

Dobbiamo offrirgli la possibilità, anche attraverso errori ed inevitabili incidenti, di imparare a regolare e a soddisfare da sè le proprie necessità, anche fisiologiche.

In conclusione

Diffidate quindi di tutti quei metodi presunti miracolosi che affermano che “In 7 giorni il bambino dirà addio al pannolino“!

La verità è che non esiste una formula magica precostituita da applicare rigidamente ad ogni bambino. Ognuno di loro è diverso, ognuno ha i suoi tempi, i suoi modi di affrontare le diverse conquiste e una specifica, peculiare sensibilità che dobbiamo mirare a non urtare ad ogni costo!

Sarà il bambino, attraverso la propria condotta, a mostrarci quello di cui ha bisogno per muovere questo grande ulteriore passo per l’indipendenza. Ciò che spetta a noi è offrirgli gli strumenti, accompagnarlo con amore e con pazienza, rispettando i suoi tempi.

D’altronde, come ricorda la stessa Maria Montessori: “Chi non comprende che insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi e vestirsi, è lavoro ben più lungo, difficile e paziente che non imboccarlo, vestirlo, lavarlo? Il primo è il lavoro dell’educatore, il secondo è il lavoro inferiore e facile del servo”[1].

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[1]MONTESSORI M., La scoperta del bambino, Garzanti, 1999, p. 62.

Источник: https://www.aiutamiafaredame.it/blog/dire-addio-al-pannolino-con-la-filosofia-montessoriana/

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