Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

Ossiuri: sintomi e rimedi naturali per adulti e bambini

Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

Gli ossiuri, meglio noti come parassiti intestinali, possono colpire sia gli adulti che i bambini anche se sono molto più comuni in questi ultimi. Quali sono i sintomi e i rimedi naturali da utilizzare in caso di ossiuriasi?

L’ossiuriasi è un infestazione intestinale causata dall’Enterobius vermicularis. Il sintomo principale è rappresentato dal prurito perianale. Questo tipo di problema interessa soprattutto l’intestino crasso e la zona anale. È coinvolto un piccolo parassita di colore bianco che assomiglia ad un verme.

Sintomi dell’ossiuriasi

L’infezione da ossiuri colpisce soprattutto i bambini con particolare riferimento all’età scolare e all’età prescolare. L’ossiuriasi viene chiamata anche enterobiasi. Sia nei bambini che negli adulti può comparire una sintomatologia abbastanza caratteristica, che comprende prurito anale, sintomi intestinali e talvolta disturbi nervosi.

Il parassita raggiunge le pliche cutanee perianali, dove deposita le uova, che si schiudono a livello del duodeno. Nel duodeno e nell’ileo le uova si schiudono e così avviene la formazione del verme adulto che da questa zona passa al tratto del ceco. Le uova compaiono a livello anale dopo circa 20-40 giorni dall’inizio dell’infezione.

Possono comparire: irritazione della regione perianale e lesioni da grattamento che rischiano di infettarsi. Insonnia, irritabilità e convulsioni sono sintomi che possono presentarsi nei bambini, mentre nella donna questo problema può portare ad un’infezione della zona vaginale e uterina e causare perdite vaginali e prurito.

Rimedi naturali per i parassiti intestinali

Cosa possiamo fare se i parassiti intestinali sono presenti nel nostro organismo o in quello dei nostri bambini? I rimedi naturali per gli ossiuri riguardano soprattutto l’alimentazione. Dovremo dunque riservare una particolare cura a ciò che mangiamo.

È inoltre molto importante rivolgersi al proprio medico di fiducia per capire quale trattamento applicare su se stessi o sui propri bambini. Alcuni alimenti possono aiutarci a limitare la proliferazione dei vermi intestinali. Nel caso dei bambini, soprattutto quando sono piccoli, è necessario consultare il pediatra prima di intervenire dal punto di vista alimentare.

Per quanto riguarda i cibi e i rimedi naturali adatti a contrastare la presenza dei parassiti intestinali, troviamo al primo posto aglio e cipolla. Aglio e cipolla andrebbero utilizzati come dei veri e propri medicinali, in piccole quantità, e soltanto se e quando serve. Si tratta infatti di rimedi naturali molto potenti.

Nel caso dei parassiti intestinali i rimedi della nonna indicano di utilizzare aglio e cipolla sia a livello alimentare che per l’applicazione sulle parti da trattare dove si genera il prurito.

Aglio o cipolla frullati in piccole quantità ad esempio vengono applicati mescolandoli ad una crema per uso topico a livello anale o vaginale.

Vi è poi un rimedio che indica di lasciare una cipolla tagliata a fettine in infusione in acqua per una notte per poi berne il liquido con l’obiettivo di eliminare i parassiti a livello intestinale.

Un altro alimento e rimedio naturale considerato utile per contrastare i parassiti intestinali è rappresentato dalle carote. Normalmente le carote sono un ortaggio ben tollerato che non causa problemi di allergia. Potrete quindi provare a consumare le carote sia crude che cotte più volte durante la giornata.

Alcuni alimenti più di altri facilitano il transito intestinale, con conseguente eliminazione più semplice di tossine e parassiti.

Tra questi cibi troviamo in particolar modo le banane, i cachi, le prugne sia fresche che secche, le albicocche, il melone, l’uva, i fichi d’India e i fichi.

Per creare un ambiente inospitale per i parassiti, sulla base dei rimedi naturali, potreste provare a bere una o due volte al giorno un bicchiere d’acqua a cui avrete aggiunto un cucchiaino di aceto di mele.

Non dimenticate di chiedere maggiori informazioni sui rimedi naturali per i parassiti intestinali al vostro erborista di fiducia in modo che possa suggerirvi la soluzione più adatta alle vostre condizioni di salute. Conoscete e avete applicato altri rimedi per i parassiti intestinali?

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo

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Ossiuri (vermi): sintomi in bambini e adulti, cause e terapia

Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

L’infezione da ossiuri (ossiuriasi o enterobiasi) è una delle parassitosi più diffuse al mondo, Italia compresa, e si stima che colpisca all’incirca un miliardo di persone a livello globale.

È più diffusa fra i bambini, ma può interessare anche gli adulti.

I sintomi più comuni sono

  • prurito anale,
  • disturbi intestinali,
  • segni e sintomi “nervosi” (come bruxismo, disturbi del sonno, enuresi notturna, …).

L’infezione può diffondersi rapidamente nella cerchia dei conoscenti più stretti del soggetto infetto e, in questo senso, le condizioni igieniche dell’ambiente in cui si vive giocano un ruolo importante.

La terapia è essenzialmente farmacologica, ma un’accurata gestione dell’ambiente attraverso una scrupolosa igiene è essenziale per ridurre al minimo il rischio di reinfezione e di contagio dei famigliari.

La prognosi è eccellente e le complicazioni estremamente rare.

iStock.com/Dr_Microbe

Causa

L’ossiuriasi è causata da due specie di parassiti di cui l’uomo rappresenta il serbatoio naturale:

  • enterobius vermicularis (verme “a spillo”),
  • enterobius gregorii.

Si tratta di vermi appartenenti al gruppo dei Nematodi intestinali, caratterizzati da un ciclo di sviluppo diretto, in assenza cioè di ospiti intermedi; il parassita femmina è più lungo del maschio, rispettivamente circa 1 cm e 0.4 cm.

Ciclo vitale del parassita

L’intero ciclo vitale del parassita avviene all’interno dell’intestino umano e l’infezione ha inizio con l’ingestione delle uova embrionate.

Le uova si schiudono liberando le larve nell’intestino tenue; queste migrano quindi verso l’intestino crasso dove maturano in forma adulta nel giro di 2-6 settimane.

I vermi adulti (maschi e femmine) si localizzano nell’intestino; il maschio ha vita breve, dopo aver fecondato la femmina muore e viene eliminato con le feci. La femmina gravida diventa invece serbatoio di uova, potendone contenere fino a migliaia.

Migra a questo punto verso l’ano, soprattutto nelle ore notturne; al contatto con l’aria si disidrata e muore, lasciando le uove adese alla zona perianale (fino a 16000 per parassita).

Al mattino le uova sono già mature, contengono cioè vermi in grado di re-infettare lo stesso soggetto che, per esempio dopo essersi grattato per alleviare il prurito, porti le mani alla bocca, causando così un’autoinfezione; anche chi è venuto a contatto con la biancheria intima o da letto contaminata può accidentalmente ingerire le uova rimastevi adese (eteroinfezione).

Il processo di rilascio delle uova nell’ambiente inizia circa cinque settimane dopo il contagio iniziale.

Contagio e trasmissione

Il contagio da ossiuri avviene per ingestione accidentale delle uova del parassita, che possono trovarsi nell’ambiente e su oggetti di uso comune; le uova sono particolarmente resistenti nell’ambiente, potendo sopravvivere fino a 2-3 settimane dopo essere state espulse dall’ospite.

Le uova possono facilmente raggiungere oggetti di uso comune, come lenzuola, vestiti, giocattoli, mobili, ma anche utensili da cucina, spazzolini da denti, … soprattutto in caso di insufficiente igiene della mani; è comune l’accumulo delle uova al di sotto delle unghie dei bambini, che a causa dell’intenso prurito si grattano a livello anale e perianale andando poi a diffondere nell’ambiente le uova così raccolte.

Oltre al contagio attraverso l’ingestione, la trasmissione può avvenire anche per via area, con la deglutizione delle uova a seguito dell’entrata nell’organismo attraverso l’inspirazione; le uova sono infatti così piccole e leggere da poter essere facilmente sollevate dalle superfici, per esempio scuotendo coperte e lenzuola contaminate, e così diffuse anche nell’ambiente circostante. La pur piccola dimensione non è invece tale da determinare un possibile ingresso a livello polmonare.

La trasmissione non è quindi legata a contaminazione fecale, in quanto le uova non vengono eliminate con le feci.

Animali domestici

Gli ossiuri infettano solo gli esseri umani e non contagiano cani e gatti di casa; esiste al limite il rischio che le uova raggiungano indirettamente il pelo dell’animale (per esempio se il bambino lo accarezza dopo essersi grattato) che può così favorirne la diffusione e aumentare il rischio di contagio.

Sintomi

L’infezione può decorrere in maniera asintomatica, ma tendenzialmente l’entità e la tipologia dei sintomi sono correlate alla carica parassitaria (cioè il numero di vermi presenti nell’intestino), presentandosi in modo tanto più importante quanto più la carica è elevata.

Le manifestazioni cliniche sono dovute all’adesione dei parassiti alla parete intestinale e alla loro migrazione lungo l’intestino; comprendono sintomi riferibili alla localizzazione intestinale come

  • prurito ed irritazione anale,
  • dolori addominali

ma anche disturbi aspecifici, quali

  • facile irritabilità,
  • insonnia,
  • bruxismo (digrignamento dei denti),
  • e in alcuni casi perfino convulsioni.

È occasionalmente possibile vedere il parassita adulto nelle feci, negli slip o in zona perianale, mentre le uova risultano invisibili a occhio nudo.

La prognosi è generalmente buona, ma le reinfezioni possono essere frequenti, anche all’interno del nucleo famigliare.

Complicazioni

  • L’intenso prurito perianale può essere causa di lesioni da grattamento suscettibili di infezioni batteriche.
  • In casi eccezionali i parassiti possono compiere migrazioni aberranti nell’appendice o nella vagina, causando problemi genitali e granulomi.
  • Raramente è stata riportata l’invasione addominale, a livello di fegato e polmoni, dovuta alla penetrazione dei vermi attraverso la parete intestinale.

Sono rari i segni sistemici di infestazione quali l’eosinofilia (aumento di specifici globuli bianchi nel sangue).

Diagnosi

La diagnosi si avvale dello scotch-tape test, eseguito al risveglio, prima del bagno e della defecazione, in modo che sia resa agevole la raccolta delle uova depositate dai vermi migranti durante la notte.

Si procede applicando sull’ano una striscia di comune nastro adesivo, che viene poi fissata su un vetrino portaoggetti da laboratorio. Il successivo esame microscopico del preparato consente di osservare le uova di Enterobius. In caso di negatività, il test va ripetuto per 4-6 giorni consecutivi.

Un altro valido metodo diagnostico prevede l’uso di un tampone da applicare sulla zona perianale (può essere usato allo scopo un “cotton-fioc”), che va poi immerso in una provetta contenente soluzione fisiologica; la centrifugazione successiva consente di reperire le uova nel sedimento. Sono attualmente in commercio anche spatoline trasparenti dotate di un lato adesivo, che consentono un prelievo agevole e possono essere osservate direttamente al microscopio.

Per quanto detto finora, è chiara l’inutilità del classico esame delle feci, potendo risultare positivo solo occasionalmente.

La diagnosi differenziale comprende altre parassitosi e infezioni intestinali, per esempio il prurito e l’irritazione in sede perianale potrebbero essere dovuti a una candidosi dell’ano e della cute circostante.

Cura e rimedi

Per quanto concerne la terapia esistono numerosi principi attivi, tra i più comunemente usati compaiono

  • mebendazolo (Vermox®),
  • tiabendazolo,
  • sali di pirenzepina,
  • pirantel pamoato (Combantrin®).

Tali farmaci non agiscono sulle uova, bensì sulle larve in via di sviluppo, per cui è indispensabile ripetere il trattamento a distanza di 2-3 settimane, al fine di eliminare i vermi eventualmente sviluppatisi da uova ingerite poco tempo prima, o dopo la somministrazione del farmaco.

È altresì necessario il contemporaneo trattamento dei familiari, conviventi o di altri soggetti potenzialmente infetti.

Prevenzione

La profilassi risulta spesso ostica, essendo l’infezione abbastanza comune e di facile diffusione (soprattutto tra i bambini e all’interno del nucleo famigliare).

Sono certamente utili azioni combinate di terapia e accorgimenti comportamentali che migliorino le condizioni igieniche ambientali e personali: i bambini vanno lavati al mattino e gli indumenti usati la notte vanno maneggiati e immediatamente lavati in maniera adeguata. A tal proposito è utile sapere che le uova si devitalizzano a 60 °C e sono uccise dal sole o dal calore secco.

Utile un frequente lavaggio delle mani, soprattutto prima di mangiare o maneggiare del cibo.

Si raccomanda di tenere le unghie molto corte, soprattutto dei bambini, per evitare che le uova si accumulino se il paziente dovesse grattarsi.

Quando si esegue la pulizia della casa la polvere presente sotto al letto, nelle commessure delle finestre e sopra le porte, dovrebbe essere rimossa con un panno inumidito per evitare l’inalazione delle uova.

Tali misure riducono la consistenza delle fonti di infezione, ma purtroppo una prevenzione radicale risulta praticamente impossibile.

A cura della Dottoressa Elisabetta Fabiani, medico chirurgo

Articoli ed approfondimenti

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Ossiuri: i vermi nei bambini (ossiuri)

Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

Moltissimi bambini e adolescenti soffrono, prima o poi, di un'infezione da ossiuri, cioè vermi. Niente paura: l'infezione – che non è indice di sporcizia – è fastidiosa, ma non comporta gravi conseguenze e può essere debellata facilmente.

Un prurito persistente nella zona anale e, nel caso delle bambine, anche in quella vulvare, accompagnato magari da qualche dolore addominale e da un senso generale di fastidio: sono i sintomi tipici di un'infezione da ossiuri, i cosiddetti vermi.

Che cosa sono e come si riconoscono

Gli ossiuri sono minuscoli animali filiformi appartenenti al gruppo dei nematodi: biancastri, non più lunghi di un centimetro, molto sottili e difficili da vedere a occhio nudo.

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Minuscoli animali filiformi appartenenti al gruppo dei nematodi: biancastri, non più lunghi di un centimetro, molto sottili e difficili da vedere a occhio nudo. Sono gli ossiuri, i…

Diffusione

L'infestazione da vermi intestinali è molto frequente: si stima che, nel mondo, il 30-60% di bambini e adolescenti sia colpito almeno una volta da un'infezione da ossiuri e in italia probabilmente questa cifra oscilla tra il 25% e il 50% dei bambini. Una percentuale altissima, che ha a che fare con l'ampia diffusione di questi vermi nell'ambiente e con la relativa facilità di trasmissione. Le condizioni igieniche, invece, non c'entrano.

L'infezione non segue una stagionalità particolare: si possono prendere i vermi in qualunque momento dell'anno. I più colpiti sono i bambini nella fascia d'età della scuola d'infanzia e primaria.

Come si trasmettono

I vermi, dunque, sono ampiamente presenti nell'ambiente, dove vengono generalmente dispersi o da animali domestici, come cani e gatti, o da persone infette. Ma come ci si infetta? Semplice: ci contagiamo ingerendo le uova di questi organismi. Basta toccare una superficie infetta, portare le mani alla bocca e il gioco è fatto.

Dalla bocca le uova si spostano nell'intestino, dove si schiudono: gli ossiuri sono dunque parassiti intestinali. Dall'intestino le femmine, specialmente di notte, migrano verso l'ano, dove depongono le loro uova, che si accumulano quindi in questa zona. Nelle bambine, le uova si spostano anche verso la vagina, provocando infiammazione dei genitali esterni.

Ovviamente, il bambino con i vermi che si metta le mani in bocca dopo essersi toccato il sederino non fa altro che re-infettarsi continuamente. E se con le mani tocca lenzuola, asciugamani o altro, finisce con lo spargere in giro l'infezione. Ecco perché ambienti come asili e scuole facilitano la diffusione dell'infezione.

I sintomi più comuni

  • prurito
  • mal di pancia
  • sensazione di agitazione e fastidio
  • difficoltà a dormire bene

Molto raramente si riescono a vedere i vermi, ma è difficile che il bambino colpito passi inosservato.

Il sintomo più evidente è il prurito, per cui il bambino si gratta spesso il sedere o, se è una bambina, anche la zona vulvare. Se questo prurito dura più di due giorni consecutivi è probabile che il bambino abbia i vermi.

A volta, al prurito si aggiungono altri sintomi meno specifici, come il mal di pancia, una sensazione generale di agitazione e fastidio, la difficoltà a dormire bene.

Al di là del fastidio, che tuttavia è significativo e aumenta via via che passano i giorni, l'infezione non comporta conseguenze più importanti.

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Minuscoli animali filiformi appartenenti al gruppo dei nematodi: biancastri, non più lunghi di un centimetro, molto sottili e difficili da vedere a occhio nudo. Sono gli ossiuri, i…

Come si fa la diagnosi

A volte basta l'osservazione diretta: talvolta è infatti possibile osservare gli ossiuri nelle feci, nelle mutande o nella zona attorno all'ano.

Lo scotch test

Se non si riesce a vedere nulla ma rimane il dubbio di un'infestazione da ossiuri, si si ricorre a un test molto semplice chiamato scotch test, perché prevede proprio l'utilizzo di un pezzetto di nastro adesivo. Oltre allo scotch, bisogna procurarsi 3/4 vetrini da microscopio: si possono acquistare in farmacia o chiedere a un laboratorio di analisi mediche.

Le procedura è molto semplice: al mattino, appena il bambino è sveglio e prima di lavargli il sedere, si applica sull'ano un pezzetto di scotch di 5-6 cm, lasciandolo in sede per circa 5 minuti. Poi si incolla lo scotch un un vetrino, facendolo aderire bene.

Il procedimento va ripetuto per tre mattine, conservando i vetrini a temperatura ambiente. Alla fine, si portano i vetrini in un laboratorio di analisi mediche: una semplice osservazione al microscopio permetterà di verificare se sono presenti uova oppure no.

Praticamente tutti i laboratori dovrebbero svolgere questa analisi, ma è comunque più sicuro accertarsene prima, anche con una telefonata.

Un'avvertenza sulla procedura: lavarsi sempre molto bene le mani dopo aver incollato lo scotch sul nastro adesivo, perché le uova sono molto infettanti!

Trattamento e cura degli ambienti

Se il bambino ha i vermi, la terapia per guarirlo è molto semplice. Tuttavia, è importante che venga eseguita correttamente, altrimenti questi animali non saranno debellati.

  • farmaco antiparassitario
  • disinfestazione della casa

La terapia si basa su un farmaco antiparassitario che va preso per bocca in due somministrazioni: una al momento della diagnosi e una quindici giorni dopo.

L'aspetto fondamentale della terapia, però, è che non la faccia solo il bambino colpito, ma tutti i membri della famiglia, compresi i nonni se vivono in casa.

E che la facciano esattamente negli stessi giorni in cui la fa il bambino.

L'altro passaggio importante è la disinfestazione della casa, da eseguire subito dopo aver preso la prima pastiglia di farmaco: se si aspetta qualche giorno non funziona bene e c'è il rischio di nuove infezioni.

Per la disinfestazione non serve niente di estremo: basta lavare in lavatrice a 60° C la biancheria intima, quella da letto (lenzuola, copripiumini…) e quella da bagno e gettare via eventuali spugne utilizzate per lavarsi.

Anche se l'infezione è stata debellata, in futuro può comunque essere ripresa.

Strategie di prevenzione

  • Lavaggio frequente e accurato delle mani, specialmente dopo essere andati in bagno e prima di mangiare o maneggiare il cibo.

    E' sicuramente la strategia più semplice ed efficace, ma non sempre facilmente applicabile, perché non tutti i bambini accettano di buon grado di lavarsi le manine;

  • tenere le unghie corte e pulite;
  • lavare biancheria intima, lenzuola, pigiami, asciugamani e copridivani ad alte temperature (almeno a 60°C) e separatamente da altri indumenti;
  • lavare accuratamente servizi igienici, sanitari, stoviglie giocattoli e sabbiere, banchi e tavoli da cucina

In caso di infestazione in atto, può essere d'aiuto far indossare al bambino mutandine e pigiami attillati per limitare il grattamento della zona anale e vulvo-vaginale. In questo caso, inoltre, meglio preferire la doccia al bagno in vasca, per rimuovere più efficacemente le uova.

Pidocchi, vermi e altri parassiti: come pulire casa se ci sono dei bambini

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/vermi-nei-bambini-ossiuri-cosa-sono-come-si-prendono-come-si-trattano

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