Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

Ossiuri: i vermi nei bambini (ossiuri)

Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

Moltissimi bambini e adolescenti soffrono, prima o poi, di un'infezione da ossiuri, cioè vermi. Niente paura: l'infezione – che non è indice di sporcizia – è fastidiosa, ma non comporta gravi conseguenze e può essere debellata facilmente.

Un prurito persistente nella zona anale e, nel caso delle bambine, anche in quella vulvare, accompagnato magari da qualche dolore addominale e da un senso generale di fastidio: sono i sintomi tipici di un'infezione da ossiuri, i cosiddetti vermi.

Che cosa sono e come si riconoscono

Gli ossiuri sono minuscoli animali filiformi appartenenti al gruppo dei nematodi: biancastri, non più lunghi di un centimetro, molto sottili e difficili da vedere a occhio nudo.

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Minuscoli animali filiformi appartenenti al gruppo dei nematodi: biancastri, non più lunghi di un centimetro, molto sottili e difficili da vedere a occhio nudo. Sono gli ossiuri, i…

Diffusione

L'infestazione da vermi intestinali è molto frequente: si stima che, nel mondo, il 30-60% di bambini e adolescenti sia colpito almeno una volta da un'infezione da ossiuri e in italia probabilmente questa cifra oscilla tra il 25% e il 50% dei bambini. Una percentuale altissima, che ha a che fare con l'ampia diffusione di questi vermi nell'ambiente e con la relativa facilità di trasmissione. Le condizioni igieniche, invece, non c'entrano.

L'infezione non segue una stagionalità particolare: si possono prendere i vermi in qualunque momento dell'anno. I più colpiti sono i bambini nella fascia d'età della scuola d'infanzia e primaria.

Come si trasmettono

I vermi, dunque, sono ampiamente presenti nell'ambiente, dove vengono generalmente dispersi o da animali domestici, come cani e gatti, o da persone infette. Ma come ci si infetta? Semplice: ci contagiamo ingerendo le uova di questi organismi. Basta toccare una superficie infetta, portare le mani alla bocca e il gioco è fatto.

Dalla bocca le uova si spostano nell'intestino, dove si schiudono: gli ossiuri sono dunque parassiti intestinali. Dall'intestino le femmine, specialmente di notte, migrano verso l'ano, dove depongono le loro uova, che si accumulano quindi in questa zona. Nelle bambine, le uova si spostano anche verso la vagina, provocando infiammazione dei genitali esterni.

Ovviamente, il bambino con i vermi che si metta le mani in bocca dopo essersi toccato il sederino non fa altro che re-infettarsi continuamente. E se con le mani tocca lenzuola, asciugamani o altro, finisce con lo spargere in giro l'infezione. Ecco perché ambienti come asili e scuole facilitano la diffusione dell'infezione.

I sintomi più comuni

  • prurito
  • mal di pancia
  • sensazione di agitazione e fastidio
  • difficoltà a dormire bene

Molto raramente si riescono a vedere i vermi, ma è difficile che il bambino colpito passi inosservato.

Il sintomo più evidente è il prurito, per cui il bambino si gratta spesso il sedere o, se è una bambina, anche la zona vulvare. Se questo prurito dura più di due giorni consecutivi è probabile che il bambino abbia i vermi.

A volta, al prurito si aggiungono altri sintomi meno specifici, come il mal di pancia, una sensazione generale di agitazione e fastidio, la difficoltà a dormire bene.

Al di là del fastidio, che tuttavia è significativo e aumenta via via che passano i giorni, l'infezione non comporta conseguenze più importanti.

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Minuscoli animali filiformi appartenenti al gruppo dei nematodi: biancastri, non più lunghi di un centimetro, molto sottili e difficili da vedere a occhio nudo. Sono gli ossiuri, i…

Come si fa la diagnosi

A volte basta l'osservazione diretta: talvolta è infatti possibile osservare gli ossiuri nelle feci, nelle mutande o nella zona attorno all'ano.

Lo scotch test

Se non si riesce a vedere nulla ma rimane il dubbio di un'infestazione da ossiuri, si si ricorre a un test molto semplice chiamato scotch test, perché prevede proprio l'utilizzo di un pezzetto di nastro adesivo. Oltre allo scotch, bisogna procurarsi 3/4 vetrini da microscopio: si possono acquistare in farmacia o chiedere a un laboratorio di analisi mediche.

Le procedura è molto semplice: al mattino, appena il bambino è sveglio e prima di lavargli il sedere, si applica sull'ano un pezzetto di scotch di 5-6 cm, lasciandolo in sede per circa 5 minuti. Poi si incolla lo scotch un un vetrino, facendolo aderire bene.

Il procedimento va ripetuto per tre mattine, conservando i vetrini a temperatura ambiente. Alla fine, si portano i vetrini in un laboratorio di analisi mediche: una semplice osservazione al microscopio permetterà di verificare se sono presenti uova oppure no.

Praticamente tutti i laboratori dovrebbero svolgere questa analisi, ma è comunque più sicuro accertarsene prima, anche con una telefonata.

Un'avvertenza sulla procedura: lavarsi sempre molto bene le mani dopo aver incollato lo scotch sul nastro adesivo, perché le uova sono molto infettanti!

Trattamento e cura degli ambienti

Se il bambino ha i vermi, la terapia per guarirlo è molto semplice. Tuttavia, è importante che venga eseguita correttamente, altrimenti questi animali non saranno debellati.

  • farmaco antiparassitario
  • disinfestazione della casa

La terapia si basa su un farmaco antiparassitario che va preso per bocca in due somministrazioni: una al momento della diagnosi e una quindici giorni dopo.

L'aspetto fondamentale della terapia, però, è che non la faccia solo il bambino colpito, ma tutti i membri della famiglia, compresi i nonni se vivono in casa.

E che la facciano esattamente negli stessi giorni in cui la fa il bambino.

L'altro passaggio importante è la disinfestazione della casa, da eseguire subito dopo aver preso la prima pastiglia di farmaco: se si aspetta qualche giorno non funziona bene e c'è il rischio di nuove infezioni.

Per la disinfestazione non serve niente di estremo: basta lavare in lavatrice a 60° C la biancheria intima, quella da letto (lenzuola, copripiumini…) e quella da bagno e gettare via eventuali spugne utilizzate per lavarsi.

Anche se l'infezione è stata debellata, in futuro può comunque essere ripresa.

Strategie di prevenzione

  • Lavaggio frequente e accurato delle mani, specialmente dopo essere andati in bagno e prima di mangiare o maneggiare il cibo. E' sicuramente la strategia più semplice ed efficace, ma non sempre facilmente applicabile, perché non tutti i bambini accettano di buon grado di lavarsi le manine;
  • tenere le unghie corte e pulite;
  • lavare biancheria intima, lenzuola, pigiami, asciugamani e copridivani ad alte temperature (almeno a 60°C) e separatamente da altri indumenti;
  • lavare accuratamente servizi igienici, sanitari, stoviglie giocattoli e sabbiere, banchi e tavoli da cucina

In caso di infestazione in atto, può essere d'aiuto far indossare al bambino mutandine e pigiami attillati per limitare il grattamento della zona anale e vulvo-vaginale. In questo caso, inoltre, meglio preferire la doccia al bagno in vasca, per rimuovere più efficacemente le uova.

Pidocchi, vermi e altri parassiti: come pulire casa se ci sono dei bambini

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/vermi-nei-bambini-ossiuri-cosa-sono-come-si-prendono-come-si-trattano

Ossiuri: sintomi e rimedi naturali per adulti e bambini

Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

Gli ossiuri, meglio noti come parassiti intestinali, possono colpire sia gli adulti che i bambini anche se sono molto più comuni in questi ultimi. Quali sono i sintomi e i rimedi naturali da utilizzare in caso di ossiuriasi?

L’ossiuriasi è un infestazione intestinale causata dall’Enterobius vermicularis. Il sintomo principale è rappresentato dal prurito perianale. Questo tipo di problema interessa soprattutto l’intestino crasso e la zona anale. È coinvolto un piccolo parassita di colore bianco che assomiglia ad un verme.

Sintomi dell’ossiuriasi

L’infezione da ossiuri colpisce soprattutto i bambini con particolare riferimento all’età scolare e all’età prescolare. L’ossiuriasi viene chiamata anche enterobiasi. Sia nei bambini che negli adulti può comparire una sintomatologia abbastanza caratteristica, che comprende prurito anale, sintomi intestinali e talvolta disturbi nervosi.

Il parassita raggiunge le pliche cutanee perianali, dove deposita le uova, che si schiudono a livello del duodeno. Nel duodeno e nell’ileo le uova si schiudono e così avviene la formazione del verme adulto che da questa zona passa al tratto del ceco. Le uova compaiono a livello anale dopo circa 20-40 giorni dall’inizio dell’infezione.

Possono comparire: irritazione della regione perianale e lesioni da grattamento che rischiano di infettarsi. Insonnia, irritabilità e convulsioni sono sintomi che possono presentarsi nei bambini, mentre nella donna questo problema può portare ad un’infezione della zona vaginale e uterina e causare perdite vaginali e prurito.

Rimedi naturali per i parassiti intestinali

Cosa possiamo fare se i parassiti intestinali sono presenti nel nostro organismo o in quello dei nostri bambini? I rimedi naturali per gli ossiuri riguardano soprattutto l’alimentazione. Dovremo dunque riservare una particolare cura a ciò che mangiamo.

È inoltre molto importante rivolgersi al proprio medico di fiducia per capire quale trattamento applicare su se stessi o sui propri bambini. Alcuni alimenti possono aiutarci a limitare la proliferazione dei vermi intestinali. Nel caso dei bambini, soprattutto quando sono piccoli, è necessario consultare il pediatra prima di intervenire dal punto di vista alimentare.

Per quanto riguarda i cibi e i rimedi naturali adatti a contrastare la presenza dei parassiti intestinali, troviamo al primo posto aglio e cipolla. Aglio e cipolla andrebbero utilizzati come dei veri e propri medicinali, in piccole quantità, e soltanto se e quando serve. Si tratta infatti di rimedi naturali molto potenti.

Nel caso dei parassiti intestinali i rimedi della nonna indicano di utilizzare aglio e cipolla sia a livello alimentare che per l’applicazione sulle parti da trattare dove si genera il prurito.

Aglio o cipolla frullati in piccole quantità ad esempio vengono applicati mescolandoli ad una crema per uso topico a livello anale o vaginale.

Vi è poi un rimedio che indica di lasciare una cipolla tagliata a fettine in infusione in acqua per una notte per poi berne il liquido con l’obiettivo di eliminare i parassiti a livello intestinale.

Un altro alimento e rimedio naturale considerato utile per contrastare i parassiti intestinali è rappresentato dalle carote. Normalmente le carote sono un ortaggio ben tollerato che non causa problemi di allergia. Potrete quindi provare a consumare le carote sia crude che cotte più volte durante la giornata.

Alcuni alimenti più di altri facilitano il transito intestinale, con conseguente eliminazione più semplice di tossine e parassiti.

Tra questi cibi troviamo in particolar modo le banane, i cachi, le prugne sia fresche che secche, le albicocche, il melone, l’uva, i fichi d’India e i fichi.

Per creare un ambiente inospitale per i parassiti, sulla base dei rimedi naturali, potreste provare a bere una o due volte al giorno un bicchiere d’acqua a cui avrete aggiunto un cucchiaino di aceto di mele.

Non dimenticate di chiedere maggiori informazioni sui rimedi naturali per i parassiti intestinali al vostro erborista di fiducia in modo che possa suggerirvi la soluzione più adatta alle vostre condizioni di salute. Conoscete e avete applicato altri rimedi per i parassiti intestinali?

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo

Источник: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/ossiuri-rimedi-naturali-adulti-bambini/

Ossiuri (vermi): sintomi in bambini e adulti, cause e terapia

Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

L’infezione da ossiuri (ossiuriasi o enterobiasi) è una delle parassitosi più diffuse al mondo, Italia compresa, e si stima che colpisca all’incirca un miliardo di persone a livello globale.

È più diffusa fra i bambini, ma può interessare anche gli adulti.

I sintomi più comuni sono

  • prurito anale,
  • disturbi intestinali,
  • segni e sintomi “nervosi” (come bruxismo, disturbi del sonno, enuresi notturna, …).

L’infezione può diffondersi rapidamente nella cerchia dei conoscenti più stretti del soggetto infetto e, in questo senso, le condizioni igieniche dell’ambiente in cui si vive giocano un ruolo importante.

La terapia è essenzialmente farmacologica, ma un’accurata gestione dell’ambiente attraverso una scrupolosa igiene è essenziale per ridurre al minimo il rischio di reinfezione e di contagio dei famigliari.

La prognosi è eccellente e le complicazioni estremamente rare.

iStock.com/Dr_Microbe

Causa

L’ossiuriasi è causata da due specie di parassiti di cui l’uomo rappresenta il serbatoio naturale:

  • enterobius vermicularis (verme “a spillo”),
  • enterobius gregorii.

Si tratta di vermi appartenenti al gruppo dei Nematodi intestinali, caratterizzati da un ciclo di sviluppo diretto, in assenza cioè di ospiti intermedi; il parassita femmina è più lungo del maschio, rispettivamente circa 1 cm e 0.4 cm.

Ciclo vitale del parassita

L’intero ciclo vitale del parassita avviene all’interno dell’intestino umano e l’infezione ha inizio con l’ingestione delle uova embrionate.

Le uova si schiudono liberando le larve nell’intestino tenue; queste migrano quindi verso l’intestino crasso dove maturano in forma adulta nel giro di 2-6 settimane.

I vermi adulti (maschi e femmine) si localizzano nell’intestino; il maschio ha vita breve, dopo aver fecondato la femmina muore e viene eliminato con le feci. La femmina gravida diventa invece serbatoio di uova, potendone contenere fino a migliaia.

Migra a questo punto verso l’ano, soprattutto nelle ore notturne; al contatto con l’aria si disidrata e muore, lasciando le uove adese alla zona perianale (fino a 16000 per parassita).

Al mattino le uova sono già mature, contengono cioè vermi in grado di re-infettare lo stesso soggetto che, per esempio dopo essersi grattato per alleviare il prurito, porti le mani alla bocca, causando così un’autoinfezione; anche chi è venuto a contatto con la biancheria intima o da letto contaminata può accidentalmente ingerire le uova rimastevi adese (eteroinfezione).

Il processo di rilascio delle uova nell’ambiente inizia circa cinque settimane dopo il contagio iniziale.

Contagio e trasmissione

Il contagio da ossiuri avviene per ingestione accidentale delle uova del parassita, che possono trovarsi nell’ambiente e su oggetti di uso comune; le uova sono particolarmente resistenti nell’ambiente, potendo sopravvivere fino a 2-3 settimane dopo essere state espulse dall’ospite.

Le uova possono facilmente raggiungere oggetti di uso comune, come lenzuola, vestiti, giocattoli, mobili, ma anche utensili da cucina, spazzolini da denti, … soprattutto in caso di insufficiente igiene della mani; è comune l’accumulo delle uova al di sotto delle unghie dei bambini, che a causa dell’intenso prurito si grattano a livello anale e perianale andando poi a diffondere nell’ambiente le uova così raccolte.

Oltre al contagio attraverso l’ingestione, la trasmissione può avvenire anche per via area, con la deglutizione delle uova a seguito dell’entrata nell’organismo attraverso l’inspirazione; le uova sono infatti così piccole e leggere da poter essere facilmente sollevate dalle superfici, per esempio scuotendo coperte e lenzuola contaminate, e così diffuse anche nell’ambiente circostante. La pur piccola dimensione non è invece tale da determinare un possibile ingresso a livello polmonare.

La trasmissione non è quindi legata a contaminazione fecale, in quanto le uova non vengono eliminate con le feci.

Animali domestici

Gli ossiuri infettano solo gli esseri umani e non contagiano cani e gatti di casa; esiste al limite il rischio che le uova raggiungano indirettamente il pelo dell’animale (per esempio se il bambino lo accarezza dopo essersi grattato) che può così favorirne la diffusione e aumentare il rischio di contagio.

Sintomi

L’infezione può decorrere in maniera asintomatica, ma tendenzialmente l’entità e la tipologia dei sintomi sono correlate alla carica parassitaria (cioè il numero di vermi presenti nell’intestino), presentandosi in modo tanto più importante quanto più la carica è elevata.

Le manifestazioni cliniche sono dovute all’adesione dei parassiti alla parete intestinale e alla loro migrazione lungo l’intestino; comprendono sintomi riferibili alla localizzazione intestinale come

  • prurito ed irritazione anale,
  • dolori addominali

ma anche disturbi aspecifici, quali

  • facile irritabilità,
  • insonnia,
  • bruxismo (digrignamento dei denti),
  • e in alcuni casi perfino convulsioni.

È occasionalmente possibile vedere il parassita adulto nelle feci, negli slip o in zona perianale, mentre le uova risultano invisibili a occhio nudo.

La prognosi è generalmente buona, ma le reinfezioni possono essere frequenti, anche all’interno del nucleo famigliare.

Complicazioni

  • L’intenso prurito perianale può essere causa di lesioni da grattamento suscettibili di infezioni batteriche.
  • In casi eccezionali i parassiti possono compiere migrazioni aberranti nell’appendice o nella vagina, causando problemi genitali e granulomi.
  • Raramente è stata riportata l’invasione addominale, a livello di fegato e polmoni, dovuta alla penetrazione dei vermi attraverso la parete intestinale.

Sono rari i segni sistemici di infestazione quali l’eosinofilia (aumento di specifici globuli bianchi nel sangue).

Diagnosi

La diagnosi si avvale dello scotch-tape test, eseguito al risveglio, prima del bagno e della defecazione, in modo che sia resa agevole la raccolta delle uova depositate dai vermi migranti durante la notte.

Si procede applicando sull’ano una striscia di comune nastro adesivo, che viene poi fissata su un vetrino portaoggetti da laboratorio. Il successivo esame microscopico del preparato consente di osservare le uova di Enterobius. In caso di negatività, il test va ripetuto per 4-6 giorni consecutivi.

Un altro valido metodo diagnostico prevede l’uso di un tampone da applicare sulla zona perianale (può essere usato allo scopo un “cotton-fioc”), che va poi immerso in una provetta contenente soluzione fisiologica; la centrifugazione successiva consente di reperire le uova nel sedimento. Sono attualmente in commercio anche spatoline trasparenti dotate di un lato adesivo, che consentono un prelievo agevole e possono essere osservate direttamente al microscopio.

Per quanto detto finora, è chiara l’inutilità del classico esame delle feci, potendo risultare positivo solo occasionalmente.

La diagnosi differenziale comprende altre parassitosi e infezioni intestinali, per esempio il prurito e l’irritazione in sede perianale potrebbero essere dovuti a una candidosi dell’ano e della cute circostante.

Cura e rimedi

Per quanto concerne la terapia esistono numerosi principi attivi, tra i più comunemente usati compaiono

  • mebendazolo (Vermox®),
  • tiabendazolo,
  • sali di pirenzepina,
  • pirantel pamoato (Combantrin®).

Tali farmaci non agiscono sulle uova, bensì sulle larve in via di sviluppo, per cui è indispensabile ripetere il trattamento a distanza di 2-3 settimane, al fine di eliminare i vermi eventualmente sviluppatisi da uova ingerite poco tempo prima, o dopo la somministrazione del farmaco.

È altresì necessario il contemporaneo trattamento dei familiari, conviventi o di altri soggetti potenzialmente infetti.

Prevenzione

La profilassi risulta spesso ostica, essendo l’infezione abbastanza comune e di facile diffusione (soprattutto tra i bambini e all’interno del nucleo famigliare).

Sono certamente utili azioni combinate di terapia e accorgimenti comportamentali che migliorino le condizioni igieniche ambientali e personali: i bambini vanno lavati al mattino e gli indumenti usati la notte vanno maneggiati e immediatamente lavati in maniera adeguata. A tal proposito è utile sapere che le uova si devitalizzano a 60 °C e sono uccise dal sole o dal calore secco.

Utile un frequente lavaggio delle mani, soprattutto prima di mangiare o maneggiare del cibo.

Si raccomanda di tenere le unghie molto corte, soprattutto dei bambini, per evitare che le uova si accumulino se il paziente dovesse grattarsi.

Quando si esegue la pulizia della casa la polvere presente sotto al letto, nelle commessure delle finestre e sopra le porte, dovrebbe essere rimossa con un panno inumidito per evitare l’inalazione delle uova.

Tali misure riducono la consistenza delle fonti di infezione, ma purtroppo una prevenzione radicale risulta praticamente impossibile.

A cura della Dottoressa Elisabetta Fabiani, medico chirurgo

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Источник: https://www.valorinormali.com/malattie/ossiuri/

Infezione da ossiuri: cosa fare quando il bambino ha i vermi

Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

Da qualche giorno avete notato che il vostro piccolo, scostando le mutandine a destra o a sinistra, si gratta in continuazione il sederino, anche dopo avergli fatto il bagno e cambiato la biancheria.

Il prurito è tanto forte da svegliarlo addirittura nel cuore della notte e voi, che lo avete sentito agitarsi tra le coperte, lo avete sorpreso a sfregarsi con veemenza.

Quella prurigine anomala, insomma, non è passata inosservata al vostro occhio vigile, sempre pronto a scovare il minimo cambiamento nella condotta di vostro figlio.

«Il prurito nella zona anale e perianale, che colpisce soprattutto nelle ore notturne, è il segno caratteristico dell’ossiuriasi, un’infezione parassitaria intestinale causata dall’Enterobius vermicularis, più comunemente chiamato ossiuro», spiega Elena Bozzola, pediatra infettivologa presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma e segretario nazionale della Società italiana di pediatria. «Si tratta di un verme di colore biancastro, a volte trasparente, che ha forma cilindrica e dimensioni estremamente ridotte: se è maschio, misura solo cinque millimetri; se è femmina, raggiunge il centimetro».

Infezione da ossiuri: qual è l’incidenza?

A dispetto di quanto si possa pensare, l’infestazione da ossiuri non è correlata a particolari condizioni socio-economiche e sanitarie né a una cattiva igiene personale, anzi: nei Paesi industrializzati, tra cui anche l’Italia, è piuttosto frequente soprattutto nella popolazione pediatrica, tanto da interessare ogni anno almeno il 25-30% dei bambini in età prescolare e scolare. «La malattia colpisce più i piccoli degli adulti ed è molto diffusa nelle scuole materne e primarie proprio per la facilità di contagio che si verifica in questi ambienti», continua Bozzola.

Come avviene il contagio?

«L’infezione, infatti, si contrae attraverso l’ingestione delle uova dei parassiti, che può avvenire in seguito al contatto con oggetti e superfici contaminati, sui quali questi microrganismi possono sopravvivere anche per due-tre settimane.

Se una persona infetta si gratta o va in bagno senza poi lavarsi accuratamente le mani, può trasferire le uova degli ossiuri, che si depositano facilmente sotto alle unghie, su giocattoli, matite, quaderni, sedie, biancheria e sedili del wc, infettando quindi gli individui che successivamente entrano in contatto con queste cose.

Può succedere anche che, per lo stesso motivo di prima, le uova di questi parassiti finiscano sotto alle unghie e, se ci si mette spesso le mani in bocca come tendono a fare i più piccoli, ci si autoinfesti e si dia il via a un nuovo ciclo. Infine, ma questo è un evento più raro, il contagio può avvenire per inalazione quando si scuotono lenzuola o vestiti contaminati, perché le uova sono, come abbiamo visto, estremamente piccole e dunque leggere».

Dopo la loro ingestione, le uova raggiungono l’intestino tenue, si schiudono e danno vita alle larve: queste si inoltrano fino all’intestino crasso dove, nel giro di qualche settimana, maturano e diventano ossiuri adulti. Durante la permanenza in questa sede, i maschi fecondano le femmine, muoiono poco dopo e se ne vanno con le feci.

Gli ossiuri femmine, invece, aderiscono alla mucosa intestinale e quando le uova sono mature – si stima che un parassita fecondato possa contenerne fino a 15-16mila – si spostano verso l’ano, soprattutto nelle ore notturne. Qui, tra le pieghe della pelle, depositano le loro uova che, dopo poche ore, diventano infestanti.

Gli esemplari femmina muoiono poco dopo aver portato a termine il loro compito.

Infezione da ossiuri: quali sono i sintomi?

«L’ossiuriasi si manifesta principalmente con un forte prurito anale e perianale, che compare specialmente di notte, quando i parassiti femmine giungono in questa zona del corpo per deporre le loro uova», continua la pediatra.

«Se questo disturbo è particolarmente intenso, il piccolo tende a grattarsi con vigore, favorendo la comparsa di ferite e lesioni cutanee, dalle quali possono originare infezioni batteriche secondarie.

Si possono verificare anche dolori addominali, inappetenza, irritabilità e agitazione, insonnia e, con frequenza inferiore, anche meteorismo e diarrea.

Una nota a parte meritano le bambine che, oltre a questa prurigine al sederino, possono sviluppare anche un’infiammazione ai genitali.

Le larve di ossiuri, infatti, possono migrare verso la vagina e annidarsi tra le piccole e le grandi labbra, causando delle vulvo-vaginiti che si manifestano anch’esse con prurito e talvolta con secrezioni biancastre, che in gergo medico si chiamano leucorrea e si possono riscontrare sulle mutandine».

Invece gli adulti che contraggono l’infezione sono, nella maggior parte dei casi, paucisintomatici, cioè presentano sintomi molto modesti, dei quali spesso non si accorgono neanche.

Se la mamma e il papà sospettano un’infezione da ossiuri possono verificare la presenza dei vermi intorno all’ano del bimbo, nelle sue feci e sulla sua biancheria intima.

«Nelle prime ore del mattino, infatti, le femmine sono visibili a occhio nudo perché hanno raggiunto la zona anale e perianale per deporre le uova», spiega la pediatra Elena Bozzola.

«Dunque è in questo momento della giornata che i genitori possono riscontrare questi parassiti, che si presentano come piccoli e mobili filamenti biancastri».

La diagnosi può essere poi confermata da un esame parassitologico delle feci, eseguito su tre campioni raccolti in altrettanti giorni, e dallo scotch test, suggerito dallo specialista.

«Questo esame consiste nel posizionare, per almeno cinque minuti, un nastro adesivo trasparente sull’ano del piccolo, non appena questo si sveglia al mattino e prima di essere lavato», precisa l’esperta. «Una volta rimosso, lo scotch va applicato su un vetrino da laboratorio.

Si consiglia di ripetere il test per tre mattine consecutive, utilizzando altrettanti vetrini. Questi, poi, si conservano a temperatura ambiente in buste di plastica sigillate e si consegnano al laboratorio per l’analisi al microscopio.

In questo modo è possibile individuare eventuali uova e/o parassiti, intrappolati in precedenza sul nastro adesivo».

Infezione da ossiuri: come si cura?

Qualora la diagnosi di ossiuriasi fosse confermata, si procede immediatamente con la terapia farmacologica per debellare l’infezione.

«I medicinali più utilizzati sono il mebendazolo, l’albendazolo e il pirantel pamoato», prosegue Bozzola.

«I primi due impediscono agli ossiuri di nutrirsi di glucosio, che è la loro fonte energetica, in modo da farli andare incontro alla morte, e il secondo favorisce il distaccamento dei parassiti dalla mucosa intestinale e la loro espulsione attraverso le feci.

Questi farmaci, però, sono in grado di eliminare i parassiti ma non le uova: per questo motivo è necessario somministrare due dosi, la prima il giorno stesso della diagnosi e la seconda dopo due settimane, in modo da spazzare via anche i vermi nati da uova non ancora schiuse o ingerite dopo la prima assunzione. Se il medicinale – disponibile sotto forma di compresse o sciroppo in dose variabile a seconda dell’età e del peso del bambino, – venisse preso una sola volta, si rischierebbe di non debellare definitivamente gli ossiuri e di non attenuare la sintomatologia». Poiché l’infezione, come detto in precedenza, è estremamente contagiosa, è necessario estendere la terapia farmacologica a tutti i membri della famiglia, compresi i nonni e le eventuali babysitter che si prendono cura del bambino durante la giornata, anche se asintomatici.

In che modo si può evitare di estendere il contagio?

«Oltre a ciò, nel caso in cui il piccolo di casa sia stato contagiato, bisognerebbe cambiargli ogni giorno la biancheria intima e frequentemente le lenzuola, le federe, i copriletto, i copridivano, i pigiami e gli asciugamani, lavando tutto ad almeno 60 gradi, visto che gli ossiuri possono sopravvivere alle basse temperature», conclude la specialista. «È necessario pulire quotidianamente le superfici con le quali il bimbo è entrato in contatto, come i servizi igienici, le stoviglie, i giocattoli, il materiale scolastico e così via.

Bisognerebbe poi insegnargli a non mettersi le mani in bocca e a lavarsele correttamente, perché questa pratica lo mette al riparo da questa e altre possibili infezioni.

Le unghie del piccolo andrebbero tenute corte e ben pulite, in modo che i parassiti non possano annidarsi dopo essersi grattato il sederino.

Infine, nel periodo di infestazione sarebbe meglio preferire la doccia al bagno, soprattutto se il bambino è grandicello: così facendo si eliminano più agevolmente le uova in sede anale».

Источник: https://www.ok-salute.it/benessere/bambini/infezione-da-ossiuri-cosa-fare-quando-il-bambino-ha-i-vermi/

Ossiuri: cause, sintomi e rimedi naturali

Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

Infezione da ossiuri sintomi e cure naturali: andiamo a scoprire i rimedi che ci aiuteranno a debellare questo parassita dell’intestino crasso e della zona anale.

L’ossiuri è simile a un piccolo verme bianco il cui nome scientifico è Enterobius vermicularis.

 Notoriamente interessa i bambini, che sono più esposti al rischio di infettarsi, tuttavia anche gli adulti possono trasmettersi le uova fra loro.

Ossiuri sintomi

Nell’ossiuri i sintomi a volte sono del tutto silenti, in altri casi appare prurito persistente nella zona perianale. Quando l’infezione viene trascurata, la persona potrebbe accusare anche dolore durante la minzione e perdita di peso, sangue nelle feci, nausea e scarso appetito.

Nei bambini l’ossiuriasi può apportare anche a disturbi del sonno, maggiore irritabilità o convulsioni, mentre per le donne è molto alto anche il rischio di contrarre infezioni vaginali. Il grande prurito porta spesso alla formazione di escoriazioni e ferite, dovute al continuo grattarsi, per cui questo amplifica la possibilità di sviluppare ulteriori infezioni.

Come si contrae l’infezione da ossiuriasi

L’ossiuriasi viene contratta nel momento in cui sono ingerite le uova del parassita intestinale.

Le uova si trovano ovunque, sugli asciugamani, tra le lenzuola, sulla biancheria intima, sugli oggetti. Possono migrare dalle mani a qualsiasi superficie esterna, sopravvivendo fino a 3 settimane.

Una volta ingerite, le uova viaggiano lungo l’intestino tenue, dove si schiudono all’altezza del duodeno e dell’ileo.

Da qui, il parassita intestinale raggiungerà la zona del ceco, il tratto iniziale dell’intestino crasso. Durante la notte, la larva femmina esce dal retto e inizia a depositare le uova.Ossiuri sintomi e caratteristiche del parassita intestinale

Si stima che dal momento in cui viene contratta l’infezione ci vogliono fino a 40 giorni per la formazione delle uova.

 Per questo motivo è fondamentale mantenere una buona igiene della casa e lavarsi spesso le mani, cercando di utilizzare prodotti naturali.

Il contagio può avvenire anche per via sessuale tra partner, mentre non avviene con il contatto tra uomo e animale.

Nei bambini a volte può capitare di vedere questi piccoli vermi bianchi nelle feci, nella zona anale, sulla biancheria intima. Essendo infatti lunghi anche 1 centimetro, sono ben visibili ad occhio nudo. Generalmente la diagnosi viene effettuata mediante lo scotch test, dove si vanno a individuare i vermi nelle feci.

Lo sapevi? La forma delle feci rivela se siamo in salute?

Ossiuri sintomi: rimedi naturali a tavola

Per combattere i sintomi dell’ossiuri possiamo ricorrere a molti rimedi naturali, evitando così di acquistare farmaci prescritti dal medico.

Questo parassita intestinale, come la candida, si nutre di carboidrati e di zuccheri, quindi è bene limitarne il consumo, preferendo un’alimentazione naturale e ricca di fibre, con frutta e verdure di stagione, cereali e tanta acqua. Ossiuri sintomi e rimedi: la frutta aiuta ad eliminare il parassita

Bisogna fare il pieno di frutta che facilita l’evacuazione, di modo che con le feci anche i vermi intestinali vadano via: quindi via libera a prugne, albicocche, cachi, banane, fichi d’India e fichi, uva e melone.

In alternativa provate a mangiare un cucchiaio di polpa di cocco al mattino seguito, qualche ora dopo, da un lassativo come l’olio di ricino.

 Potete anche bere un bicchiere d’acqua con un cucchiaio di aceto di mele e mangiare tante carote, sia cotte che crude, in base alle vostre preferenze.

Leggi anche: Listeria negli alimenti: un batterio che può uccidere

Ossiuri sintomi: creare un’ambiente inospitale

Lo yogurt, essendo ricco di probiotici, favorisce la formazione di un ambiente inospitale per i vermi intestinali.

 Contro l’ossiuri e i sintomi fastidiosi si consiglia anche l’estratto di semi di pompelmo: in un bicchiere d’acqua mescolatene 10 gocce e poi bevete per 3 volte al giorno almeno per una settimana. L’aglio, noto per le sue proprietà vermifughe, aiuta il nostro intestino a debellare l’ossiuri.

Potete utilizzarlo per insaporire i vostri piatti, ma frullato può essere aggiunto anche alla crema, come la vasellina, per curare l’infezione a livello locale.Ossiuri sintomi: aglio come antifungino

La cipolla, potente antibiotico naturale, ci viene in aiuto anche in questo caso: si può tagliarne una fettina e lasciarla in infusione in un bicchiere d’acqua per l’intera notte, per poi berla il giorno dopo.

Un altro rimedio naturale contro l’ossiuriasi è l’assenzio romano, un’erba officinale in grado di distruggere la membrana cellulare del verme intestinale.

Ne bastano alcune gocce in un bicchiere d’acqua, da bere preferibilmente a stomaco vuoto.

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Источник: https://www.tuttogreen.it/ossiuri-sintomi-e-rimedi-naturali/

Ossiuri: cosa sono, come si prendono, sintomi, cure e prevenzione

Ossiuri o vermi dei bambini, sintomi e rimedi

Gli ossiuri sono elminti Nematodi, conosciuti in ambito scientifico con il nome di Enterobius vermicularis. E’ un verme filiforme di colore bianco-trasparente, mobile, visibile ad occhio nudo allo stadio adulto e che ha sede abituale nell’intestino.

Gli ossiuri sono l’agente eziologico di un’elmintiasi (parassitosi da elminti) nota come ossiuriasi o enterobiasi, un’infezione parassitaria intestinale molto comune in età pediatrica. Per il bambino affetto da ossiuriasi non è previsto l’allontanamento dalla scuola o da altre collettività.

Ossiuri: cosa sono

Gli esseri umani sono considerati l’unico ospite di E. vermicularis, nonostante siano state segnalate infezioni occasionali negli scimpanzé in cattività.

Dopo l’ingestione, le uova percorrono l’apparato digerente fino a raggiungere l’intestino tenue, dove si schiudono e danno vita alle larve.

Dall’intestino tenue le larve si accrescono e si inoltrano nell’intestino crasso dove diventano vermi adulti. Le femmine di vermi e gli ovuli adulti migrano poi verso la zona anale, principalmente di notte, e depositano fino a 10.000 uova che si schiudono nell’area perianale.

L’intervallo di tempo dall’ingestione di uova infettive alla deposizione delle uova da parte delle femmine adulte è di circa un mese.

Alla piena maturità, le femmine adulte misurano dagli 8 a 13 mm e i maschi adulti dai 2 a 5 mm e la durata della vita adulta è di circa due mesi.

In condizioni ottimali, le larve contenute all’interno delle uova si sviluppano in 4-6 ore.

Le uova risultano molto resistenti all’ambiente esterno – sopravvivono a lungo a basse temperature, ma non tollerano quelle altee la luce del sole – e possono restare vitali, quindi infettive, fino a tre settimane.

Prurito perianale nei bambini: quando chiamare il medico

Si raccomanda di fare riferimento al medico quando vedi in un bambino una persistente azione di grattamento nella zona rettale o genitale, che di norma peggiora nelle ore notturne e dura da più di una settimana.

Oppure in caso di presenza di vermi nelle feci o nella biancheria intima, soprattutto al mattino, o nella zona anale o tra le natiche. Inoltre, nelle bambine, si possono trovare anche nella zona vulvare, tra le piccole e grandi labbra.

Epidemiologia

L’Enterobius vermicularis rimane un importante problema di salute pubblica in molti paesi.

Si stima che quasi 1 miliardo di persone in tutto il mondo e di tutte le classi socioeconomiche ne siano infettate.

Negli Stati Uniti, colpisce da 20 a 42 milioni di persone, con un tasso di incidenza sulla popolazione generale pari all’11,4% secondo uno studio del Center of Disease Control.

Sebbene l’infestazione da ossiuri possa colpire chiunque, si verifica più frequentemente nei bambini in età scolare o prescolare, in condizioni di affollamento e di scarsa igiene.

Infatti, nei bambini, i tassi di prevalenza raggiungono il:

  • 61% in India
  • 50% in Inghilterra
  • 39% in Thailandia
  • 37% in Svezia
  • 29% in Danimarca.

Ossiuri: fattori di rischio e trasmissione

La modalità di trasmissione più comune è la via oro-fecale. L’infezione può avvenire tramite autoinoculazione. Ad esempio, l’ingestione delle uova avviene per trasferimento di uova infette dall’ano (dopo grattamento) alla bocca direttamente attraverso le mani o attraverso:

  • indumenti
  • superfici contaminate
  • biancheria da letto
  • cibo
  • giocattoli ecc. 

Raramente, le uova possono essere disperse nell’aria ed essere inalate e ingerite. Ma, può verificarsi anche la retroinfezione, ossia la migrazione delle larve appena schiuse dall’ano al retto.

Diversi fattori e condizioni di rischio favoriscono l’infestazione da ossiuri, tra cui:

  • scarse abitudini igienico sanitarie
  • convivenza con un individuo infetto
  • per i bambini il succhiarsi il pollice e mettersi i giocattoli o oggetti per scrivere in bocca.

Sintomi

Circa un terzo dei pazienti con infestazione da ossiuri è asintomatico. Il sintomo più comune è il prurito perianale che a sua volta può causare eritema perianale e una sovrainfezione batterica superficiale nei siti di graffio.

Occasionalmente può verificarsi invasione del tratto genitale femminile con vulvovaginite e granulomi pelvici o peritoneali. Altri sintomi includono:

  • digrignamento dei denti
  • enuresi
  • insonnia
  • anoressia
  • irritabilità
  • dolore addominale, che può simulare l’appendicite.

Le larve di E. vermicularis si trovano spesso all’interno dell’appendice durante l’appendicectomia, ma il ruolo del nematode nell’appendicite rimane ancora controverso. Inoltre, sono stati segnalati casi molto rari di colite eosinofila associata a larve di E. vermicularis.

Ossiuri: diagnosi

La diagnosi può essere raggiunta attraverso tre semplici tecniche:

  1. la ricerca dei vermi nella regione perianale 2-3 ore dopo che la persona infetta si è addormentata.
  2. Lo scotch test, che consiste nell’applicazione di una striscia di nastro adesivo trasparente a livello dell’apertura anale e serve a far aderire eventuali uova o parassiti presenti in questa sede. Lo scotch va staccato dopo circa cinque minuti e incollato attentamente su un vetrino, che conservato a temperatura ambiente, va poi consegnato al laboratorio di analisi mediche, dove verrà esaminato al microscopio. Questo test deve essere eseguito per tre mattine consecutive, subito dopo il risveglio e prima di qualsiasi defecazione e lavaggio.
  3. Analisi al microscopio di campioni prelevati da sotto le unghie del paziente.

Poiché le uova dei vermi di ossiuri sono rare nelle feci, la microscopia di un campione di feci non è uno strumento diagnostico utile. I metodi sierologici non hanno rilevanza diagnostica.

Allo stesso modo, non sono generalmente previsti né eosinofilia ematica né livelli elevati di immunoglobuline E a causa della bassa invasività dei vermi.

Ossiuri: trattamenti e cure

Il trattamento dell’ossiuriasi consiste nella somministrazione di uno dei seguenti farmaci antielmintici:

  • Albendazolo
  • Mebendazolo
  • Pirantel Pamoato.

La terapia prevede la somministrazione di una singola dose di farmaco per bocca, sotto forma di compresse o di sciroppo, che va ripetuta a distanza di 11-15 giorni per eliminare non solo i vermi, ma anche le uova di ossiuri.

Per aumentare l’efficacia della terapia e prevenire una recidiva tutti i componenti della famiglia, sintomatici o meno, dovranno essere trattati.

Albendazolo

E’ un antielmintico ad ampio spettro capace di espletare un’azione antiparassitaria a livello intestinale e sistemico. Il farmaco può dare diversi effetti indesiderati come:

  • febbre
  • vomito
  • nausea
  • cefalea
  • vertigini
  • reazioni di ipersensibilità e alterazioni ematologiche.

Non deve essere somministrato ai lattanti, alle donne in gravidanza accertata o presunta né durante l’allattamento.

Mebendazolo

E’ dotato di una potente attività nei confronti di molti elminti appartenenti alle classi di nematodi e cestodi. Tuttavia, non deve essere somministrato alle donne in gravidanza accertata o presunta né durante l’allattamento. Inoltre, sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati:

  • vertigini
  • disturbi e dolore addominale
  • diarrea
  • rash cutaneo
  • orticaria
  • disturbi del sangue e del fegato.

Pirantel Pamoato

E’ un antielmintico a bassa tossicità e particolarmente efficace nei confronti delle parassitosi intestinali.

La sua attività si concretizza attraverso l’azione inibitrice nei confronti del recettore nicotinico della placca neuromuscolare del parassita, con conseguente paralisi.

Tuttavia, presenta effetti indesiderati quali:

  • anoressia
  • diarrea
  • vomito
  • crampi addominali
  • incremento delle transaminasi
  • cefalea
  • vertigini
  • sonnolenza.

Rimedi della nonna per eliminare gli ossiuri

I rimedi della nonna per eliminare gli ossiuri, come l’aglio sotto forma di supposta, semi di zucca, scorza di limone, cannella, chiodi di garofano, non sono efficaci nel risolvere il problema, ma anzi potrebbero contribuire alla diffusione dei parassiti.

Si ricorda che i rimedi più efficaci per l’eradicazione del parassita prevedono:

  • assunzione di specifici farmaci
  • igiene personale e dell’ambiente.

Ossiuri: come prevenire

Il modo più efficace per prevenire l’ossiuriasi è l’attenzione alle buone pratiche igieniche come:

  • lavarsi le mani con sapone e acqua calda dopo aver usato il bagno o prima e dopo aver cambiato il pannolino;
  • lavarsi ogni mattina per aiutare a rimuovere una grande quantità di uova dalla pelle. La doccia è un metodo migliore rispetto al bagno, perché si evita una potenziale contaminazione dell’acqua del bagno con uova di ossiuri;
  • tagliare regolarmente le unghie;
  • cambiare frequentemente la biancheria intima e le lenzuola. Va menzionato che, per evitare ulteriore contaminazione ambientale, le lenzuola non devono essere agitate, ma riposte con cura in una lavatrice e lavate in acqua calda (almeno 60°);
  • non condividere asciugamani fino alla seconda somministrazione del farmaco;
  • pulire le superfici e gli oggetti, soprattutto i giocattoli, che potrebbero essere contaminati; – mantenere le camere ben illuminate durante il giorno, perché le uova sono sensibili alla luce del sole.

Fonti

  1. Centers for Disease Control and Prevention. Enterobiasis
  2. CDC– Center for disease Control and Prevention.
  3. MSD manuals.
  4. Wendt S, Trawinski H, Schubert S, Rodloff AC, Mössner J, Lübbert C. The Diagnosis and Treatment of Pinworm Infection.

     Dtsch Arztebl Int. 2019;116(13):213-219. doi:10.3238/arztebl.2019.0213.

  5. Lohiya GS, Tan-Figueroa L, Crinella FM, Lohiya S. Epidemiology and control of enterobiasis in a developmental center. West J Med. 2000;172(5):305-308. doi:10.1136/ewjm.172.5.305.

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Источник: https://www.melarossa.it/salute/patologie/ossiuri/

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