Non vuole fare il riposino pomeridiano: che fare?

Pisolino pomeridiano: perché fa bene e fino a che età farlo?

Non vuole fare il riposino pomeridiano: che fare?

Diciamocelo: noi dopo pranzo, che sia a lavoro, a casa, al mare o in qualsiasi altro posto al mondo, una mezz’oretta – o anche più – sul letto o sul divano, la faremmo molto volentieri.

E alzi la mano chi sostiene il contrario!

Ma i nostri bimbi invece? Pisolino sì, pisolino no?

Tanti neo-genitori se lo chiedono, e i pareri a riguardo – anche di esperti – non diminuiscono certo la confusione!

C’è chi ne mette in luce i benefici e chi invece sostiene che finisce per alterare il sonno notturno dei nostri pargoli.

Partiamo da una premessa: la famosa “pennichella” pomeridiana non è un capriccio, ma è spesso un’esigenza fisiologica per i nostri bambini.

Il sonno è un momento fondamentale all’interno della giornata di qualsiasi individuo, ma mentre per noi grandi le incombenze della vita quotidiana possono incidere sulla qualità del riposo senza gravi conseguenze, per i bimbi il discorso è diverso.

Il momento della nanna deve rimanere un punto fisso sacro e inviolabile: i piccoli devono dormire bene e a sufficienza.

Non ne parliamo poi in vacanza: buche, castelli di sabbia, torri da costruire e corse avanti e indietro. Tutte attività amate dai nostri bimbi in spiaggia, ma che sfiancano noi come stessimo correndo la Maratona di New York, figuriamoci loro!

E allora, perché negare il riposino pomeridiano se sono particolarmente stanchi?

Beh, c’è anche da dire che ci sono bambini che, dopo pranzo, dormono sereni per ore, altri che si rilassano una mezz’oretta e altri ancora che proprio non ne vogliono sapere.

Ecco, questo è il punto: non preoccupatevi più di tanto, saranno loro a guidarvi e a farci capire ciò di cui hanno bisogno.

Perché fa bene?

Sono tante le ricerche scientifiche che dimostrano come la pennichella faccia bene sia a grandi che piccini.

Dormire nel pomeriggio produce numerosi effetti positivi sul cervello, migliorando memoria e capacità di concentrazione e permettendo di recuperare energie e il senso di benessere.

La nanna ha una funzione di apprendimento, ma non solo: è indispensabile all’equilibrio di ogni bambino, perché serve ad affrontare con energia e buonumore il resto del pomeriggio fino all’ora di cena.

Ca va sans dire, eliminare il pisolino nella giornata di un bambino potrebbe essere controproducente: spesso si è convinti che crolli, la sera, facendogli saltare volutamente il riposo pomeridiano.

In questo caso però, spesso si ottiene l’effetto opposto, perché il piccolo arriva più nervoso ed eccitato alla fine della giornata e perciò ancor più riluttante ad abbandonarsi alla nanna.

Se c’è il rischio che, avendo dormito il pomeriggio, non dorma bene la notte, bisogna fargli fare il sonnellino subito dopo pranzo.

L’orario giusto?

Tra le 13 e le 16. Bisogna sfruttare il momento di stanchezza che il bimbo avverte subito dopo pranzo e che fa capire con segnali inequivocabili: si strofina gli occhi, diventa capriccioso, non risponde alle proposte di nuove attività.

E la durata?

Ovviamente non bisogna non esagerare: alcuni bambini si “ricaricano” con un riposo di mezz’ora o un’ora, altri hanno bisogno di dormire più a lungo.

Il pisolino pomeridiano rischia di influenzare il sonno notturno se dura troppo, soprattutto dopo il secondo anno di vita.

Dovrebbe quindi durare una o due ore (mai più di tre): dormire troppo quindi non va bene, così come non è opportuno far dormire il bambino troppo tardi, ovvero a ridosso della cena.

E se il piccolo continua a dormire?

In genere i bambini sono capaci di autoregolarsi e si svegliano da soli, ma se il riposo pomeridiano dura un po’ troppo, rischia di ritardare l’ora della nanna alla sera o provocare problemi di insonnia durante la notte.

In questo caso lasciate pure dormire il piccolo, ma ricordatevi di svegliarlo dolcemente dopo un certo lasso di tempo.

Fino a che età?

In genere fino ai tre anni di età i bambini sentono il bisogno del riposino pomeridiano, ma non c’è una età precisa per “smettere”: c’è chi rinuncia prima, altri che invece vogliono farlo ancora a sei-sette anni.

Ognuno ha necessità diverse: il pisolino, fino ai cinque-sei anni, è quasi d’obbligo.

Ovviamente più si cresce, più diminuisce la necessità della classica pennichella, che invece rischia di ostacolare il sonno notturno.

E se non vuole riposare?

Partendo dal presupposto che non si deve costringere il bambino ad andare a dormire per forza, potete ricorrere agli stessi espedienti che utilizzate per favorire la nanna notturna.

Una filastrocca, cantare la ninna nanna: piccoli rituali che lo rassicurano e che lo aiutino a rilassarsi per poi cadere tra le “braccia di Morfeo”.

Cercate di abituarlo a dormire nello stesso luogo, sia di giorno che di notte, preferibilmente nel suo lettino.

In questo modo imparerà ad identificare una determinata stanza, che dovrebbe essere al buio o in penombra e possibilmente lontana da rumori o altri stimoli visivi e uditivi, come “il posto in cui si fa la nanna”.

Pisolino sì, pisolino no: e voi da che parte state?

#dormire, bambini, Pisolino, Riposare, stanchezza

Источник: https://www.famideal.it/blog/2019/07/bambini-pisolino-pomeridiano/

GESTIRE I PISOLINI DIURNI DEI BAMBINI: DOMANDE E RISPOSTE

Non vuole fare il riposino pomeridiano: che fare?

La gestione dei pisolini diurni dei neonati e dei bambini è argomento di molte discussioni e confronti tra i genitori. Le domande che più spesso mi vengono poste riguardo ai sonnellini diurni dei bambini sono:

  • Sono sufficienti i pisolini che mio figlio fa durante il giorno?
  • Quanti pisolini dovrebbe fare un bambino durante il giorno?
  • Come posso allungare un pisolino diurno di mio figlio?
  • A che ora dovrebbero dormire durante il giorno i bambini?
  • I pisolini diurni interferiscano con il sonno notturno?

In questo articolo provo a rispondere alle domande più frequenti riguardo ai sonnellini diurni dei bambini.

Quanti pisolini diurni deve fare un bambino durante il giorno?

La risposta a questa domanda dipende dall’età del bambino in questione. Infatti, i sonnellini diurni dei bambini variano in base all’età.

Neonati

I neonati passano circa 16 ore su 24 a dormire. In questo periodo il sonno è polifasico, ossia gli stati di sonno e di veglia si alternano in cicli di 3-4 ore.

Già al primo mese dopo la nascita l’organizzazione degli stati di sonno-veglia inizia ad adattarsi al ciclo luce-buio e ai segnali dell’ambiente esterno.

Pian piano il sonno polifasico lascia spazio ad un sonno prevalentemente notturno, ossia il maggior numero di ore continuative di sonno si fissano durante la notte mentre i periodi di veglia più lunghi si consolidano durante il giorno, interrotti da più o meno brevi pisolini.

Bambini di 6 mesi

I bambini di 6 mesi dormono all’incirca il 50% delle 24 ore. A questa età il sonno diurno si distribuisce in 2-3 sonnellini diurni: uno al mattino, uno nel pomeriggio e uno nel tardo pomeriggio.

Il primo pisolino che si perde è quello del tardo pomeriggio e, intorno all’anno di età, viene abbandonato anche quello del mattino.

A partire da questo periodo fino ai 3-5 anni il sonno è bifasico, ossia si concentra prevalentemente durante la notte e per un breve periodo nel primo pomeriggio.

Età prescolare

In età prescolare la maggior parte dei bambini smettono di dormire durante il giorno, sebbene possa rimanere per tutta la vita la voglia e la tendenza a schiacciare un pisolino di pomeriggio (Sadeh- Anders, 2002).

Quante ore deve dormire un bambino?

Per saperne di più su quante ore di sonno necessitano i bambini nei vari periodi di vita possiamo visionare questo video .

Se abbiamo visto il video, ci siamo fatti un’idea su quanto deve dormire un bambino. C’è da precisare che le ore di sonno considerate sono orientative: ci può essere una variabilità individuale dettata dal temperamento, dalle abitudini familiari, dal momento di vita.

Se però il nostro piccolo si discosta significativamente dai tempi di sonno indicati nel video, il rischio è che possa essere cronicamente stanco e che questo incida profondamente sulla qualità e quantità sia dei suoi pisolini diurni che del suo sonno notturno.

I bambini che soffrono di carenza di sonno, spesso, non mostrano i segni tipici della stanchezza (stropicciarsi gli occhi, addormentarsi improvvisamente, perdita di interesse per le attività) ma si presentano irritabili o iperattivi. È importante sapere che anche questi sono segnali di stanchezza (Pantley, 2014).

I pisolini diurni influenzano il sonno notturno?

Innanzi tutto, è bene sottolineare che dormire meno di giorno non sempre significa dormire di più la notte.

 Non è sempre facile capire quanto il sonno diurno condizioni quello notturno, ma di sicuro alcune fatiche legate al momento dell’addormentamento possono essere associate ad una troppa stanchezza accumulata di giorno.

“Un bambino ben riposato risponde meglio alle sollecitazioni per farlo dormire più a lungo la notte” (Pantley, 2014, 138).

Dunque la cosa migliore da fare per favorire il sonno notturno dei bambini è quello di garantire dei pisolini diurni adeguati, cioè adatti al bambino e alle sue necessità, senza forzarlo in schemi che non gli appartengono e che non potrebbero fare altro che nuocere la sua salute.

Creare una routine nei pisolini diurni

Ci sono bambini che durante il giorno si addormentano ovunque e in qualunque condizione: in macchina, nel passeggino, in un ambiente rumoroso e molto luminoso. Molti invece hanno bisogno di un ambiente tranquillo, silenzioso e protetto.

D’altra parte, anche noi adulti siamo alquanto diversi nelle nostre abitudini legate al sonno.

Mi è capitato di vedere persone adulte cambiare letto e portarsi il proprio cuscino al seguito! Per i bambini che fanno fatica ad addormentarsi durante il giorno può essere utile inserire una routine, anche diversa da quella serale e magari più breve.

Allungare i pisolini diurni

Alcuni bambini fanno pisolini molto brevi, che non arrivano nemmeno a completare un intero ciclo di sonno , che dovrebbe essere di almeno 45 minuti.

Questi sonnellini possono essere poco ristoratori, oppure può capitare che il piccolo senta il bisogno, dopo poco tempo, di dormire ancora.

In questo caso, considero utile provare ad allungare il sonnellino seguendo qualche accorgimento.

Immaginiamo, ad esempio, che il piccolo sia andato a letto e che dopo 20 minuti si svegli richiamando la nostra attenzione: possiamo provare a farlo riaddormentare subito nel modo che ci è più consueto, cioè allattandolo, cullandolo, offrendogli il ciuccio, ridandogli il suo oggetto del cuore, rimanendo a contatto con lui oppure pronunciamo parole dolci. Un altro modo per allungare il pisolino diurno può essere quello di caricare una sveglia o tenere d’occhio l’orologio e, quando manca poco al momento in cui il bambino generalmente si sveglia, avvicinarsi a lui prestando attenzione al momento in cui inizia a destarsi. Proviamo ad intervenire nello stadio che precede immediatamente il risveglio utilizzando, anche questa volta, qualsiasi sistema noto per farlo riaddormentare. Se riusciamo ad arrivare in tempo, riprenderà subito sonno. Dopo qualche settimana è molto probabile che i pisolini si allunghino.

Accorciare i pisolini troppo lunghi

Se il bambino fa sonnellini diurni “troppo lunghi”, che per esempio nei neonati superano le 3-5 ore e nei bambini più grandi le 2-3 ore, la sera probabilmente farà fatica a prendere sonno e avrà risvegli molto frequenti durante la notte, valutiamo l’idea di infrangere la regola “mai svegliare un bambino che dorme”. Consideriamo la possibilità di metterlo a dormire in una stanza più luminosa e rumorosa, lasciando l’ambiente silenzioso e buio per il sonno notturno.

Quando è il momento di abbandonare un pisolino diurno?

Tra i primi segnali che ci indicano che un bambino può iniziare a saltare un sonnellino è la sua fatica ad addormentarsi al momento del sonnellino, oppure il fatto che non ne vuol sapere di andare a dormire la sera. Facciamo alcuni esempi.

Se il bambino è abituato a dormire il pomeriggio un paio d’ore e ci rendiamo conto che nell’ultimo periodo fatica a prendere sonno, può significare che non ha più necessità di dormire a quell’ora. Oppure, il bambino dorme le sue due ore pomeridiane, ma la sera impiega molto tempo ad addormentarsi e non mostra i soliti segni di stanchezza.

Nel momento in cui ci rendiamo conto che il bambino può essere pronto ad un cambiamento nelle sue abitudini di sonno diurne, prima di sospendere completamente il pisolino diurno, proviamo a considerare l’idea di diminuirne il tempo.

Ricordiamoci inoltre che l’abbandono di un pisolino pomeridiano può richiedere l’anticipazione dell’orario della nanna serale.

Info e consulenze

Se hai bisogno di maggiori informazioni rispetto a quanto detto in questo articolo, oppure hai bisogno di una consulenza sui pisolini diurni del tuo bambini, puoi contattarmi a adriana.saba30@gmail.com

Bibliografia

Letardi Sara (2007). Il mio bambino non mi dorme. Pavia, Bonomini Editore.

Pantley E. (2009). Fai la nanna senza lacrime. Milano, Edizioni Piemme.

Sadeh A., T.F. Anders (2002). Disturbi del sonno, in Zeanah Jr., Manuale di salute mentale infantile. Milano, Masson, pp. 267-277.

Источник: http://www.adrianasaba.it/gestire-pisolini-sonnellini-diurni-bambini-domande-risposte/

Riposino dei bambini, le regole per assecondarli

Non vuole fare il riposino pomeridiano: che fare?

Riposino dei bambini, le regole per assecondarli. Quante nanne devono fare nell'arco della giornata a un anno e come passare da due riposini a uno solo?

Il riposino pomeridiano migliora la memoria dei bambini, ma non tutti i piccoli sono d'accordo con questo assunto su cui tutti gli esperti della prima infanzia puntano i riflettori.

Il bambino di 1 anno in particolare può cominciare a mostrare segni di conflitto all'approssimarsi dell'ora delle nanne quotidiane, che il genitore spesso distribuisce nell'arco della giornata per farlo riposare, una a metà mattina e una a metà pomeriggio.

Per il riposino dei bambini le regole d'oro sono soggettive ma tutto sommato semplici, soprattutto perché si tratta di decriptare il loro bisogno di riposare nell'arco della giornata.

Ecco una guida per capire quando è necessario seguire i bisogni del bambino e modificare le sue abitudini quotidiane con la nanna oppure diminuire le occasioni di riposo, aiutandolo a conciliare il sonno solo al pomeriggio.

Riposino dei bambini, le regole da seguire per le nanne quotidiane

Il riposino dei bimbi fino all'anno di età è funzionale alla loro crescita. Il riposo notturno, accompagnato da un riposo breve a metà mattina e uno più consistente nel primo pomeriggio, li aiuta a recuperare le energie.

Diversi studi hanno inoltre confermato che il pisolino facilita l'apprendimento di bambini in età prescolare, dunque mantenere almeno una nanna quotidiana è una routine vincente.

Ma come fare se il piccolo si oppone a questi pit-stop? Secondo Harvey Karp, ricercatrice e autrice del libro The Happiest Baby Guide to Great Sleep, i bambini tra il primo e il secondo anno di età vivono un momento di transizione che li porta ad aver bisogno di una nanna al giorno anziché due.

Una nanna senza lacrime è possibile se si seguono i bisogni del bambino: ma come capire quando è lui ad aver effettivamente bisogno di dormire solo una volta al giorno nell'arco della giornata? Ecco i segnali da decriptare.

Doppia nanna quotidiana, quando è necessaria

Il bambino ha ancora bisogno di dormire due volte al giorno se si presentano queste condizioni nell'arco della giornata:

  • Ha meno di 1 anno
  • Quando si prova a farlo addormentare e, nonostante il conflitto, alla fine il bambino cede al sonno
  • Quando il bambino cede al sonno in auto durante il giorno
  • Se il bambino è stanco o arrabbiato
  • Se il bambino sta vivendo un periodo di transizione (inserimento al nido, arrivo di un fratellino)
  • Se il bambino si sveglia spesso la notte e non riposa come dovrebbe

In tutti questi casi è meglio mantenere la nanna quotidiana due volte al giorno, anche se il piccolo si oppone o non sembra dell'idea di voler dormire. Ne ha bisogno ed è corretto che il genitore lo accompagni nella routine del riposo.

Una nanna al giorno, come capire se è il momento

Allo stesso modo potrebbe anche succedere che il bambino dall'anno in poi non abbia effetticamente bisogno di dormire due volte al giorno. Come individuare questa nuova fase? 

  • Il bambino lotta per non dormire ed effettivamente anche se cede riposa poco o non riposa affatto
  • Il bambino non si addormenta neanche in auto
  • Il bambino si mantiene in ogni caso energico fino a sera
  • La nanna del pomeriggio è pacifica, mentre per quella del mattino fa più resistenze

Come passare da due nanne al giorno a una sola

Le regole da seguire nel momento in cui si capisce che il bambino non ha più bisogno di due nanne al giorno ma soltanto di una seguono un processo graduale, che non forza il piccolo ma lo asseconda nell'abbandonare lentamente l'abitudine della doppia nanna. Tra le regole per un buon sonno – perché alla questione dei riposini quotidiani si lega anche l'equilibrio notturno – ci sono:

  • Gradualità: posticipare il riposino della mattina di 15 minuti fino ad arrivare alla fascia del dopo pranzo è un buon modo per fare il passaggio
  • Aiuto col sonno notturno: come riporta George Cohen, autore del libro American Academy of Pediatrics Guide to Your Child's Sleep: Birth Through Adolescence, i bambini in questa fase di transizione potrebbero patire un po' il cambio di abitudine e soffrire di una leggera deprivazione del sonno. Anticipare l'orario della cena per metterli a letto prima diventa quindi strategico al fine di aiutarli a recuperare le energie durante la giornata.
  • Ridimensionare la loro routine quotidiana: un bambino che dorme di meno e ha più energia alla sera nonostante un solo riposino non è necessariamente un bambino che ce la fa a sostenere mille attività ludiche diverse durante la giornata. Ridimensionare le occasioni di socialità e gli stimoli esterni può essere una buona idea per non farli stancare più del dovuto.

Fonti per questo articolo: Harvey Karp, The Happiest Baby Guide to Great Sleep; George J. Cohen, American Academy of Pediatrics Guide to Your Child's Sleep: Birth Through Adolescence; Elizabeth Pantley, The No-Cry Nap Solution.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/nanna/riposino-dei-bambini-le-regole

Pisolini: cosa sapere per ogni fase della crescita

Non vuole fare il riposino pomeridiano: che fare?

Ogni nuovo genitore conosce i dolori (e le gioie!) di far dormire i bambini per tutta la notte. Ma anche i sonnellini pomeridiani sono fondamentali: influenzano la qualità del loro sonno notturno così come il loro umore durante la giornata. Ecco cosa fare per ogni fase della crescita.

Neonati (da 0 a 3 mesi)

Cosa aspettarsi: all'inizio il sonno è un'attività del tutto relativa: i bebè non dormono secondo orari stabiliti e non esiste molta differenza tra il giorno e la notte. (Secondo l'Accademia Americana di Pediatria, i neonati riposano in genere circa 16-17 ore al giorno).

Tuttavia, tra le 8 e le 12 settimane di vita, è finalmente possibile scorgere un ciclo del sonno, che vede il bambino abituarsi gradualmente a stare sveglio durante il giorno e a dormire in orari predefiniti durante la notte. Così afferma Jodi A. Mindell, Ph.D.

, autrice di Sleeping Through the Night (Dormire di notte), direttrice associata del Pediatric Sleep Council di Philadelphia. “Una volta entrati in questa fase, probabilmente vi accorgerete che il piccolo comincia ad avere sonno dopo essere stato sveglio per circa 1 ora e mezza o 2”, spiega la dottoressa Mindell.

Non preoccupatevi se non notate un ritmo più stabile fino a circa 4 mesi: alcuni bambini hanno bisogno di un po' di tempo in più.

Come educare al sonno: cercate di cogliere i segnali che il vostro neonato vi lancia quando comincia a essere stanco: irritabilità, arrossamenti intorno agli occhi, sguardo perso nel vuoto o l'istinto di toccarsi l'orecchio. Naturalmente, potete provare a conciliare il sonno del vostro bebè.

“Mantenere delle abitudini quotidiane vi aiuterà a trasmettere al bambino il messaggio che è ora di lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo”, afferma la dottoressa Mindell.

Potete ad esempio abbassare le tapparelle, leggere un libro, intonare una ninna ninna, parlare con una voce calma o qualsiasi altra cosa sia prevista dalle vostre abitudini notturne.

Da 4 a 12 mesi

Cosa aspettarsi: dopo aver superato i primi tre mesi, il sonno del bambino comincia a seguire un modello più prevedibile. Tra i 4 e gli 8 mesi, il sonno dei neonati è solitamente scandito dall'orologio in orari specifici del giorno oppure si distribuisce in sonnellini più brevi e frequenti dopo un periodo di circa due ore di attività, sostiene la dottoressa Mindell.

A partire dai 9 mesi, quasi tutti i bambini dormono a orari prestabiliti.

Quanto durano solitamente i pisolini in questa fase? Dai 4 ai 6 mesi si tratta in genere di 3-4 ore suddivise in tre sonnellini, che nella fascia 6-12 mesi diventano 2-3 concentrate in una o due sessioni.

Così riporta Jennifer Waldburger, operatrice sociosanitaria, coautrice di The Sleepeasy Solution e co-fondatrice di Sleepy Planet Parenting.

Se il vostro piccolo è nella fase dei tre sonnellini, cercate di capire se è pronto ad abbandonarne uno: “Quando tra i 6 e i 9 mesi i bambini entrano nella fase che li porta all'abbandono del terzo pisolino, è possibile notare che questo diventa spesso più breve: è ciò che chiamo un “pisolino lampo”, che può durare anche solo 20 o 30 minuti”, afferma Waldburger.

Come educare al sonno: ripetete i gesti abitudinari che precedono il riposino con dieci o quindici minuti di preparazione al sonno, consiglia Waldburger. Mettete giù vostro figlio quando è rilassato, ma prima che sia esausto.

“Quando i bambini si stancano troppo, il loro corpo produce un ormone dello stress chiamato cortisolo: questa sostanza rende loro più difficile tranquillizzarsi e può causare interruzioni del ciclo del sonno”, afferma Waldburger.

Il momento ideale è quando il bambino è assonnato ma ancora sveglio. “Lasciare che il bimbo si calmi da solo senza cullarlo o allattarlo fino a quando non si addormenta significa che, se durante il pisolino entrerà in una fase di sonno leggera, saprà come calmarsi in autonomia”, dice Waldburger.

Bambini da 2 a 3 anni

Cosa aspettarsi: “La maggior parte dei bambini dai 2 ai 3 anni si limita a un solo pisolino pomeridiano prolungato, di solito dopo l'ora di pranzo”, spiega la dottoressa Mindell. Solitamente ha una durata compresa tra 90 minuti e 3 ore.

Come educare al sonno: “nel passaggio da due a un solo sonnellino, si possono notare due tendenze: o il secondo si protrae tanto a lungo da incidere sulla capacità del bambino di riposare tranquillamente la notte, oppure il piccolo si rifiuta semplicemente di dormire una seconda volta”, afferma Waldburger.

Quello sarà il momento in cui capirete che è ora di liberarsi del secondo pisolino.

“Durante questa fase di transizione, l'ideale è che il momento della nanna si svolga a metà giornata”, dichiara Waldburger. L'orario dalle 11:30 alle 12:00 è il più comune per iniziare.

“Se il vostro bambino è ancora solito fare la sua dormitina mattutina, posticipatela gradualmente di 15-20 minuti ogni due o tre giorni fino ad arrivare a un orario di inizio attorno alle 11:30”, suggerisce Waldburger.

Età prescolare (da 4 a 5 anni)

Cosa aspettarsi: Se molti bambini rinunciano all'appuntamento con il pisolino dall'età di quattro anni, altri continuano con quest'abitudine fino ai cinque: la fascia oraria in cui solitamente si appisolano è tra le 12 e le 13:30 (andando mediamente a letto alle 20 ).

uttavia, anche se vostro figlio non fa più i sonnellini, non significa che dovete eliminare del tutto il tempo del riposo. “A mano a mano che il vostro piccolo cresce, la cosiddetta 'ora del pisolino' può essere sostituita dall'ora di tranquillità”, afferma la dottoressa Mindell.

“Questo spazio assicura a tutti la possibilità di ritagliarsi un momento di pace durante il giorno, favorendo al contempo il pisolino in caso di necessità”.

Come educare al sonno: spesso è facile capire quando i bambini hanno definitivamente chiuso con i pisolini.

“Vi accorgerete che il vostro piccolo non prende più sonno durante gli orari in cui era solito farlo, o che, se salta un pisolino, sta comunque bene e non dà segni di cedimento”, spiega la dottoressa Mindell.

Источник: https://www.fisher-price.com/it-it/articles/articoli-0-6-mesi/pisolini-cosa-sapere-per-ogni-fase-della-crescita

Tutti i segreti del pisolino!

Non vuole fare il riposino pomeridiano: che fare?

Il ritmo veglia-sonno è importantissimo per i bambini, anche durante il giorno. Un ‘cattivo’ pisolino, la mattina o il pomeriggio, potrebbe portare a stanchezza e irritabilità. Ma come capire se è arrivato il momento di abbandonare il classico riposino dopo pranzo? Ce lo spiega l’esperta.

Quanto sono importanti i pisolini? I pisolini sono incredibilmente importanti per neonati e bambini piccoli. Il pisolino rappresenta un momento importantissimo della crescita e permette al cervello di immagazzinare e riorganizzare le mille novità apprese durante la giornata.

Le abitudini che regolano i sonnellini cambiano però costantemente e spesso i genitori non sanno se il loro bambino è pronto a rinunciare prematuramente a essi.

Ecco allora alcune indicazioni di base sul pisolino ricordando sempre che ogni bambino ha il suo carattere e il suo percorso.

Da neonato a 5 mesi

I neonati hanno bisogno di dormire il più possibile, per questo fanno molti pisolini: da 4 a 5 pisolini al giorno è assolutamente normale e va benissimo.

Da 6 a 8 mesi

A questa età la maggior parte dei bambini necessita di 2/3 pisolini al giorno.

In teoria un pisolino mattutino, un pisolino pomeridiano e un pisolino nel tardo pomeriggio per aiutarli a colmare il divario tra la sveglia e la nanna.

Questi pisolini sono davvero importanti perché il bambino non deve andare a dormire la sera troppo stanco. Ricordate che la stanchezza eccessiva porta a un sonno più irrequieto.

Da 9 mesi a 12 mesi

La maggior parte dei bambini rinuncia al pisolino nel tardo pomeriggio tra i 9 e 18 mesi. Inoltre scoprirete che il pisolino mattutino del vostro bambino si accorcerà e sarà integrato da un pisolino pomeridiano più lungo, che inizia circa tre ore dopo la fine del pisolino mattutino.

Da 13 mesi a 18 mesi

Tra 13 e 18 mesi, la maggior parte dei bambini fa una transizione naturale da due pisolini a uno. Questo pisolino è di solito un pisolino pomeridiano di 2 ore, subito dopo pranzo.

18 mesi e oltre

Il bambino continuerà con il suo modello di pisolino fino a quando non sarà pronto per il passaggio al “tempo di riposo”. Di norma i bambini smettono di fare un pisolino tra i 3 e i 4 anni.

Molti bambini iniziano a rinunciare lentamente ai loro pisolini e la transizione potrebbe durare qualche tempo. Questo significa che se vostro figlio non ha fatto un pisolino ieri non è detto che oggi non ne avrà bisogno.

Quindi continuate ad offrirgli l’opzione del pisolino in un ambiente fresco e tranquillo senza troppa luce.

Le fasi

Ecco alcune finestre medie di veglia per età. Ossia: “per quanto tempo potete aspettarvi che il vostro bambino rimanga sveglio tra due momenti di nanna senza tracollare!”

  • 3 mesi: ha solo una finestra di 1-2 ore di veglia.
  • 6 mesi: la finestra della veglia è di 1,5–3 ore.
  • 9 mesi: la finestra della veglia è di 2-4 ore.
  • 12 mesi: la finestra della veglia è di 3-4 ore.
  • 18 mesi: la finestra della veglia è di 4-6 ore.
  • 2 anni: la finestra della veglia è di 5-6,5 ore.
  • 3 anni: la finestra della veglia è di 6-8 ore.
  • 4 anni: la finestra della veglia è di 6-12 ore.

I tempi sopra indicati sono medie relative a bambini che dormono tutta la notte. Il modo in cui un bambino fa un pisolino dipende da come dorme di notte e naturalmente ogni bambino ha la sua storia e il suo carattere.

  Assicuratevi che vostro figlio stia dormendo abbastanza e fate attenzione alla sua finestra di veglia, cercando di assicurarvi di iniziare la routine del sonno almeno 15 minuti prima che scada la finestra della veglia per evitare il tracollo!

Infine da ricordare che non tutti i pisolini sono uguali.  Un “pisolino disastroso” è qualsiasi pisolino di durata inferiore a 40 minuti, perché non comporta un ciclo di sonno completo.

In questo caso i bambini si svegliano spesso irritabili e ancora stanchi, piuttosto che rinfrescati.

Quindi un po’ di pazienza e attenzione ricordando che l’abitudine e la routine è la più grande nostra alleata!

Alexis Granelli

Consulente del sonno di neonati e bambini // dolcedreamers.com

Источник: https://mumadvisor.com/tutti-i-segreti-del-pisolino/

Gravidanza
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