Non voler essere madre è un diritto: continuiamo a parlarne

10 buoni motivi per non dimenticarti che sei soprattutto donna oltre che mamma

Non voler essere madre è un diritto: continuiamo a parlarne

Da quando sei diventata mamma, senti che ti stai un po' annullando come donna? Per recuperare equilibrio e serenità, ritrova il contatto con la tua vera natura, seguendo i consigli di Francesco Catona, psicologo e psicoterapeuta.

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Da quando sei diventata mamma, senti che ti stai un po' annullando come donna? Per recuperare equilibrio e serenità, ritrova il contatto con la tua vera natura, seguendo i consigli di…

Alzi la mano chi non ha pensato almeno una volta: “Da quando sono diventata mamma, mi sto annullando come donna”. Rinunce, pochi momenti per sé, quel mettersi sempre in secondo piano, la mancanza di tempo perenne che scivola come niente nel rischio di trascurarsi.

E a quel punto l'umore crolla a picco.

Per recuperare la serenità e l'equilibrio si può provare a ritrovare il contatto con la propria vera natura, seguendo i consigli di Francesco Catona, psicologo e psicoterapeuta, che di recente ha pubblicato il libro “Ansia e depressione – La cura è dentro di te” (Edizioni Riza).

1 Non solo mamma

Riscoprire altri lati del proprio universo femminile diversi da quel ruolo in cui quotidianamente ci si identifica, ovvero quello di mamma. Ciò permette di sentirsi una donna completa.

Oltre che mamma probabilmente si è anche compagna, lavoratrice, amante, donna trasgressiva e via dicendo: riportare a galla questi modi d'essere accresce l'autostima.

Fai il test: Che dea prevale in te?

2 Prenditi cura di te

Prendersi cura di sé: una mamma che dedica attenzioni a se stessa è una donna più felice, ma anche una madre migliore. Diventando più serena, trasmette energia positiva anche ai figli, che percependo una situazione di benessere crescono meglio.

3 Coltiva uno spazio segreto

Ritagliarsi spazi privati e segreti: il segreto è la scintilla che accende l'amore. Individuare dei momenti nella giornata in cui si fanno delle cose piacevoli e appaganti all'insaputa di tutti preserva le proprie scelte dai condizionamenti e dai giudizi e dona un immenso fascino, legato al mistero di quanto facciamo in privato.

4 L'altra faccia dell'amore

Giudicarsi meno: una mamma, a fronte dell'amore infinito che prova per i propri figli, può talvolta sperimentare sensazioni di freddezza e distacco.

E' assolutamente normale, è l'altra faccia della medaglia dell'amare appassionatamente. Non bisogna mai sentirsi in colpa per questo e per tutte le volte in cui capita di non sopportare più i figli.

In quei momenti è meglio affidarli al marito, alla nonna o alla tata e staccare la spina.

5 Autonomia ai figli

Dare autonomia ai figli: è molto importante, nelle varie fasi di crescita dei bambini, insegnare loro a sperimentare l'autonomia, anche nelle piccole cose (giocare da soli o quando sono più grandi fare i compiti da soli). La simbiosi continua con la mamma è invece molto pericolosa e mina la loro capacità di affrontare la vita.

6 Non chiamarmi mamma

Proteggere l'intimità della coppia: tenere sempre distinti il ruolo di madre e quello di compagna è fondamentale.

Un esempio concreto? Mai farsi chiamare dal partner “mamma”, lui deve continuare a vedervi (e dunque a chiamarvi) come prima. E voi dovete continuare a incuriosirlo, ogni giorno.

Occorre tenere vivo l'eros, insieme, in due. Ne va dell'armonia della coppia e di conseguenza della famiglia.

8 Custodisci i tuoi sogni

Custodire i propri sogni a prescindere dal ruolo di madre: che si tratti di un particolare hobby, di viaggi o di libri, ogni giorno pensare a quel sogno, alimentarne l'immagine, anche se al momento non ci si può dedicare a quel progetto, aiuta a stare meglio. Fai il test: Che principessa sei?

9 Cura la tua femminilità

Curare la propria femminilità: una donna che si mantiene attraente e sexy rimane giovane più a lungo, non solo fisicamente ma anche di testa. E' una donna che si lamenta meno e non si lascia andare. Anche con lo spirito. Come riaccendere la passione nella coppia

10 Tieni a bada i chili di troppo … anche con l'eros

Chili di meno, più salute: una donna che non si dimentica dell'importanza dell'eros, ingrassa meno.

Perché? Semplice: non sfoga le proprie frustrazioni sul cibo, che spesso diventa un surrogato del piacere sessuale.

Quando viene meno l'interesse per il sesso il cibo può diventare una droga, e i chili di troppo si trasformano in un problema anche per la salute fisica. 13 trucchi per dimagrire

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Aggiornato il 03.07.2018

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/cura-e-salute/10-buoni-motivi-per-non-dimenticarti-che-sei-soprattutto-donna-oltre-che-mamma

La Madre, Lessico Famigliare

Non voler essere madre è un diritto: continuiamo a parlarne

Secondo Massimo Recalcati, in Lessico Famigliare, la Madre è colei che non esaurisce i suoi bisogni nella maternità e non perde la sua dimensione di Donna

“I bambini hanno bisogno che le loro madri restino donne, che abbiano interessi e passioni nel mondo. I nostri figli hanno bisogno anche dell'assenza della madre, altrimenti non c'è libertà”.

E' uno dei passi più significativi e profondi di Massimo Recalcati psicoanalista, scrittore e accademico che ha portato su Rai 3, con Lessico Famigliare, una serie di incontri e riflessioni sulla famiglia: quattro puntate il lunedì alle 23.

10 su Rai 3, per raccontare altrettante figure archetipiche della famiglia: la Madre, il Padre, il Figlio, la Scuola.

La Madre

La prima puntata, dedicata proprio alla madre, ha fotografato luci ed ombre della figura materna, spingendo a riflessioni profonde chi, come noi, vive la maternità ogni giorno.

“E' la donna che salva il bambino dal rischio di essere assorbito dalla madre”: una delle frasi che mi ha maggiormente colpito della riflessione lunga ed emozionante di Recalcati: quante volte ci sentiamo solo e soltanto madri, quante donne vivono l'esperienza della maternità in modo così totalizzante da dimenticare il proprio essere donna, le proprie aspirazioni, i propri sogni. A volte finiamo col chiederci chi eravamo prima di essere diventata madre e cosa sia accaduto alla donna che c'era prima.

Siamo così sicure che questo nostro esserci trasformate in mamme e solo mamme faccia bene ai nostri figli? In realtà il bambino ha bisogno di una mamma che non esaurisca nella maternità tutta la sua esistenza, che “ci sia un desiderio che trascenda l'orizzonte della maternità”. E ancora, riuscire a non annullare la donna che c'è nella madre salva sia il bambino che la madre. Molto spesso inquietudine, collera e rabbia della madre emergono quando la donna che è dentro di lei rigetta con forza il suo sacrificio.

E anche se guardiamo al bambino: egli ha bisogno, sì, della presenza della mamma (del suo sguardo, delle coccole, dell'abbraccio), ma hanno altrettanto bisogno dell'assenza delle madri, perché solo in questo modo può esserci libertà dalla madre.

In altre parole se siamo solo e soltanto mamme, se trascorriamo la nostra esistenza gratificandoci solo nel ruolo e nell'esperienza della maternità rischiamo di rinchiudere i nostri figli, di stritolarci in un abbraccio che alla fine si rivela deleterio. Una trappola d'amore che non permette loro di affrancarsi e diventare liberi.

Fa paura. L'idea che i nostri figli, seppur così piccoli, possano vivere indipendentemente da noi, liberi da noi, senza la loro mamma può sembrare strana.

E che senso di colpa se invece che occuparci di loro 24 ore al giorno dedichiamo del tempo alle nostre passioni, e se non ricordiamo più quali erano ne andiamo a cercare di nuove.

Se salvaguardiamo, proteggiamo la nostra dimensione individuale, intima, nella quale i bambini non entrano, se in qualche modo ci sembra di abbandonarli, costringendoli ad essere liberi da noi.

Può sembrare strano, sbagliato, e per le donne che hanno abbracciato in modo totalizzante la maternità può essere molto difficile recuperare una dimensione che vada aldilà.

Da dove cominciare? Ricordando chi eravamo prima di diventare madre, cosa ci piaceva, quali erano i nostri hobby, i passatempi.

Cosa ci avrebbe appassionato, divertito e coinvolto prima di avere i figli, come impiegavamo il nostro tempo PRIMA?

Ripartiamo da lì, da ciò che riempiva la nostra vita allora e che oggi sembra essere così insulso, inutile, qualcosa che ci distoglie dalla cosa più importante, i nostri bambini, e cominciamo a considerarlo come qualcosa di importante per noi come persone.

Il dono più alto della maternità

Riscoprire la nostra individualità permette anche di cambiare approccio mentale, di abituarsi all'idea che il dono più alto della maternità non è avere un figlio “proprio”, ma dare la vita ad un figlio “proprio” che in realtà non lo è.

E' un individuo destinato ad andarsene e che noi stesse aiutiamo ad imparare a camminare e muoversi nel mondo, per poterci poi abbandonare.

Secondo Recalcati essere madre vuol dire anche “ospitare la vita nella vita, crescere la vita, prendersi cura della vita rendere la vita del figlio vita unica ed insostituibile, ma al tempo stesso saper perdere questa vita, saper lasciare andare questa vita”.

E allora, ricordando le parole di Donald Winnicott sulla “madre sufficientemente buona” (cioè una mamma imperfetta, ma al tempo stesso sana e presente affettivamente), è giusto riflettere sul fatto che non è necessario, anzi sarebbe sbagliato, concedere tutta la nostra esistenza al bambino, ma anzi dobbiamo accentuare in egual misura la nostra presenza e la nostra assenza di madre (lasciando spazio alla dimensione di donna) per riuscire a custodire la vita di nostri figlio e contemporaneamente prepararci alla separazione da lui.

  • Per rivedere la puntata di Lessico Famigliare dedicata a La Madre

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Источник: https://www.pianetamamma.it/donna-e-mamma/la-madre-lessico-famigliare.html

Nonostante la possibilità di adottare i figli del parnter, le famiglie arcobaleno sono ancora discriminate dalla legge in Svizzera. © Keystone / Gaetan Bally

Un percorso insidioso attende gli omosessuali che desiderano diventare genitori in Svizzera. Tra lacune e procedure complicate, la legge è ancora lungi dal garantire loro la parità di trattamento.

Le coppie dello stesso sesso ripongono le loro speranze nel progetto di matrimonio civile per tuttiLink esterno, di cui si occuperà il nuovo parlamento uscito dalle elezioni federali del 20 ottobre.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 ottobre 2019 – 11:3025 ottobre 2019 – 11:30

“Per tanto tempo mi sono detta che non ne avevo il diritto. La mia compagna, invece, ha cominciato molto presto a parlare della possibilità di avere un figlio”, ricorda Véronique. Dopo molte riflessioni, lunghe e costose pratiche e tante emozioni, Véronique e Julie*, in unione registrataLink esterno dal 2013, hanno realizzato il loro desiderio comune di fondare una famiglia.

Banca di sperma all'estero

In Svizzera, l'accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMALink esterno) è riservato alle coppie eterosessuali sposate.

Le due donne, che vivono nel cantone di Berna, hanno vagliato diverse alternative. “Prima di tutto abbiamo pensato ad una donazione privata di sperma e abbiamo chiesto ad una coppia di uomini.

Ma per finire non erano interessati al progetto”, spiega Véronique.

Avere più di due genitori?

“L'ideale sarebbe avere quattro genitori”, dice Fabien*. Il 45enne bernese, in coppia con un uomo, è padre di un figlio di sette anni. “Sua madre è la mia migliore amica da quando ero adolescente. Siamo entrambi omosessuali e desideravamo essere genitori”, spiega.

In questo caso, non è stata necessario ricorrere alla PMA e neppure a una procedura di adozione. Fabien e la sua migliore amica hanno costruito insieme il loro progetto di co-genitorialità.

I loro rispettivi partner non sono sempre stati coinvolti e non possono essere riconosciuti come genitori dalla legge, che vieta di avere più di due genitori.

“Tuttavia, questa sarebbe una prassi da riconsiderare, perché oggi non è raro vedere bambini che crescono con più di due adulti, sia in famiglie arcobaleno che in altre famiglie”, rileva Fabien. Attualmente, tuttavia, nessun Paese concede la possibilità di avere più di due genitori legali.

*nome fittizio

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Véronique e Julie si sono quindi rivolte ad una clinica della fertilità a Londra. “Abbiamo notato che la legislazione inglese in questo campo è simile a quella svizzera; la donazione non è anonima. Nostra figlia potrà, se lo desidera, ottenere informazioni sul suo donatore quando sarà maggiorenne. Una condizione che consideravamo determinante”, spiega Véronique.

Per l'inseminazione, era necessario pianificare un viaggio nella capitale britannica al momento giusto del ciclo ormonale di Véronique. La donna è rimasta incinta al primo tentativo. “Siamo state fortunate”, commenta. Véronique e Julie ora sono madri di una bambina di tre anni. Tuttavia, il loro percorso per essere considerate dalla legge come una famiglia non è finito.

Procedura intrusiva, lunga e costosa

Fino alla fine del 2017, solo Véronique, la madre biologica della bambina, poteva essere riconosciuta come genitrice legale. In seguito alla revisione del diritto svizzero in materia di adozioneLink esterno, entrata in vigore il 1° gennaio 2018, è ora possibile per gli omosessuali adottare il figlio del partner.

Ma per essere riconosciuta dalla legge come madre della bambina, Julie ha dovuto intraprendere una procedura di adozione, che è ben lungi dall'essere una semplice formalità amministrativa. In primo luogo, la legislazione impone alcuni criteri preliminari: i genitori devono aver condiviso tre anni di vita insieme e il bambino deve avere un anno di età.

“Da un lato, questo termine permette alle autorità di garantire che entrambi i genitori siano effettivamente legati al bambino”, rileva Véronique. Tuttavia, i problemi potrebbero sorgere in caso di morte della madre biologica, osserva. “I miei genitori potrebbero, per esempio, volere il bambino. Nel nostro caso, per fortuna, questo non accadrebbe, perché le nostre famiglie ci sostengono”.

La procedura varia a seconda del cantoneLink esterno.

In primo luogo, si deve richiedere tutta una serie di documenti, tra cui un estratto del casellario giudiziario, un certificato della procura, una copia della notifica di tassazione, un certificato medico, una biografia dettagliata, ecc.

Viene poi condotta un'indagine sociale all'interno della famiglia, che comporta una visita a domicilio e talvolta anche un'audizione del bambino se ha più di sei anni. Il costo della procedura va da un migliaio a oltre 3500 franchi, a seconda dei cantoni.

Dispositivo inadeguato

Il sistema è lo stesso di quello creato nel 1973 per le famiglie ricomposte.

“Nella maggior parte dei casi, è il patrigno che adotta i figli della moglie, mentre il padre biologico è sconosciuto, deceduto o non si assume alcuna responsabilità.

Una procedura che non è affatto adatta alla realtà delle famiglie arcobaleno”, spiega Catherine Fussinger, co-presidente della Federazione Famiglie ArcobalenoLink esterno. 

“A volte mi fa arrabbiare essere trattata come qualcuno che deve dimostrare di essere pulito”.
Véronique *

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L'organizzazione cerca al contempo di sensibilizzare le autorità sulle specificità delle famiglie omosessuali e di sostenere queste ultime. Famiglie Arcobaleno non è a conoscenza di procedure sfociate su una decisione negativa, ma molte domande sono pendenti.

“La lunga attesa prima di giungere all'adozione sconvolge l'unità e l'identità della famiglia”, ha deplorato Maria von Känel, direttrice dell'organizzazione, in una recente conferenza stampaLink esterno.

Senza parlare del fatto che la procedura deve essere ripetuta per ogni nuovo figlio della famiglia.

Per il momento, Veronique e Julie sono ancora in attesa di una risposta delle autorità alla loro richiesta. Un periodo durante il quale la loro famiglia non dispone di una copertura legale adeguata.

“A volte mi fa arrabbiare essere trattata come qualcuno che deve dimostrare di essere pulito.

Se fossi una donna single, mi sarebbe riconosciuto il diritto di essere madre, ma non mi viene riconosciuto con una donna che amo”, lamenta Veronique.

“Non sposate dal 2013 per motivi politici”: il movimento Operation Libero aveva fatto campagna nel luglio 2018 per rivendicare il diritto al matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Keystone / Anthony Anex

Il matrimonio per tutti, la soluzione

Per porre fine alle disuguaglianze persistenti, le associazioni per i diritti LGBTIQ sostengono l'introduzione di un matrimonio civile per tuttiLink esterno, che garantirebbe agli omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali.

Ciò include l'accesso all'adozione, nonché l'accesso alla PMA e alla doppia filiazione dalla nascita per le coppie lesbiche.

In questo modo, non sarebbe più necessario ricorrere ad una procedura di adozione, la coniuge della madre biologica sarebbe automaticamente riconosciuta come seconda genitrice legale.

Il ricorso alla maternità surrogata continuerà ad essere vietato in Svizzera, come nella maggior parte dei Paesi europei. Tuttavia, alcune coppie di uomini eludono la legge viaggiando all'estero per farlo. Molti uomini optano anche per un progetto di co-genitorialità con una donna.

Sul fronte politico, la situazione rimane incerta.

Il 30 agosto scorso la Commissione affari giuridici del Consiglio nazionale (Camera del popolo) si è pronunciata a favore dell'apertura del matrimonio alle coppie omosessuali, escludendo tuttavia la possibilità di utilizzare la PMA. Questo nonostante che durante la procedura di consultazione la possibilità di ricorrere alla donazione di sperma avesse raccolto i favori della maggior parte dei partiti.

Spetterà ora al Consiglio nazionale prendere una decisione, al più presto nel marzo 2020. La palla è quindi nel campo del nuovo parlamento.

*nomi fittizi

E all'estero?

La Federazione Famiglie Arcobaleno evidenzia che sui venti Paesi dell'Europa occidentale, undici accordano alle coppie dello stesso sesso non solo il diritto di sposarsi, ma anche tutti i diritti genitoriali correlati, cioè l'adozione intra ed extrafamiliare, l'accesso alla PMA e il riconoscimento della doppia filiazione di entrambi i genitori alla nascita.

La Svizzera è uno dei quattro Paesi dell'Europa occidentale che concede meno diritti ai partner omosessuali. Alle sue spalle ci sono solo Grecia, Italia e Liechtenstein, che concedono alle coppie omosessuali il diritto di entrare in un'unione civile ma negano loro tutti i diritti genitoriali, come mostra questo grafico.

“Il nostro Paese è circondato male dai suoi grandi vicini”, dice Catherine Fussinger. Infatti, Francia e Germania hanno aperto il matrimonio a coppie dello stesso sesso, ma queste non hanno ancora accesso alla PMA.

Tuttavia, dopo accesi dibattiti e manifestazioni degli oppositori, la Francia potrebbe fare il grande passo l'anno prossimo; l'Assemblea Nazionale ha appena detto “sì” alla PMA per tutte, mentre il Senato dovrebbe decidere nel gennaio 2020.

Fonte: Federazione Famiglie ArcobalenoLink esterno

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