Mensa scolastica obbligatoria ? Stop al panino da casa

Mensa obbligatoria e panino a scuola: cosa dice “veramente” la nuova legge

Mensa scolastica obbligatoria ? Stop al panino da casa

Il servizio mensa nelle scuole presto potrebbe diventare obbligatorio: in Parlamento infatti si sta discutendo di un disegno di legge che sembrerebbe vietare agli alunni di consumare il “panino” portato da casa.

Un ddl che sta facendo molto discutere tra i genitori perché contrasta con la sentenza del Tribunale di Torino dello scorso anno, con la quale è stato stabilito che i genitori hanno il diritto di dare ai loro figli un “pasto fai-da-te” da consumare a scuola.

A quanto pare però il Governo ha deciso di superare questa sentenza approvando una nuova legge che impone il servizio mensa a tutti gli alunni del tempo pieno.

A dire la verità non è proprio così, perché il ddl tanto contestato introduce molte norme per la tutela degli alunni e non è ancora detto che la mensa diventerà obbligatoria. Prima di trarre conclusioni affrettate sulla bontà di questa legge, quindi, è bene analizzarla nel dettaglio mettendo in risalto tutte le novità.

Nuova legge sulla mensa nella scuole: perché non piace ai genitori

Al centro delle polemiche c’è l’articolo 5 del disegno di legge, dove viene stabilito che “i servizi di ristorazione scolastica sono parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche”.

Con questo articolo sembra che venga stabilito che il servizio mensa, essendo “parte integrante” delle attività formative, diventi obbligatorio per tutti gli alunni. È bastato questo articolo per scatenare le polemiche di quelle famiglie che da tempo difendono il panino.

Un articolo che comunque è ancora in discussione, visto l’alto numero di richieste di abolizione. Bisogna precisare però che non tutti interpretano questa norma come un obbligo dell servizio di refezione. Per parlare di obbligo, infatti, questo dovrebbe essere ben più chiaramente esplicitato nel disegno di legge, con tutte le implicazioni che ne conseguono.

Da una parte ci sono i genitori, che attaccano la legge perché non “rende obbligatoria la mensa, ma il servizio a pagamento in mensa”, mentre dall’altra la relatrice del ddl in commissione – la senatrice PD Angelica Saggese – dichiara che “non si vuole obbligare nessuno, ma aumentare il livello del servizio, rendendo migliore ciò che si mangia”.

Qual è la verità quindi? Ne sapremo di più nei prossimi giorni, visto che entro venerdì 21 luglio presso la 9° Commissione permanente del Senato si discuterà di tutti gli emendamenti presentati in questi giorni.

Ma quanto stabilito dall’articolo 5 non è l’unica novità importante di questo ddl. La nuova legge introduce nuove forme di tutela per gli alunni che mangiano a scuola, ecco perché prima di contestarla consigliamo di aspettare che si arrivi alla redazione di un testo definitivo e che venga fatta chiarezza sui punti “oscuri” del ddl.

Prima di concludere, vediamo quali sono le altre novità – in esame in commissione – che potrebbero far parte dell’impianto normativo.

Nuova legge sulla mensa nelle scuole: le altre novità

In questi giorni sono stati presentati diversi emendamenti al ddl sul servizio mensa nelle scuole. Uno di questi è quello su cui il Governo si è impegnato particolarmente, cioè il far sì che ogni scuola sia dotata di locali adeguati per la refezione.

La nuova legge vuole evitare che si ripetano situazione come quelle di questi anni, quando molti alunni – specialmente nelle scuole del Sud – sono stati costretti a mangiare sul proprio banco.

Le altre novità di cui si sta discutendo in questi giorni sono:

  • costo del pasto giornaliero non superiore ai 5 euro;
  • pasti ad hoc per la celiachia;
  • divieto di stoviglie monouso;
  • favorire le convenzioni tra le istituzioni scolastiche e gli istituti professionali alberghieri per la gestione del servizio mensa;
  • coinvolgere le organizzazioni civiche con comprovata esperienza nell’individuare dei criteri oggettivi predefiniti per l’elaborazione delle linee guida.

Insomma, l’obiettivo dichiarato del Governo è quello di migliorare la qualità del servizio mensa nelle scuole; se poi questo avverrà vietando agli alunni di consumare pasti portati da casa è ancora da scoprire.

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Panino a scuola: sì del Consiglio di Stato

Mensa scolastica obbligatoria ? Stop al panino da casa

A scuola gli alunni potranno portare da casa il pasto da consumare a pranzo, sia che si tratti di un panino, di un piatto freddo o caldo.

Lo ha stabilito a inizio settembre una sentenza del Consiglio di Stato confermando un pronunciamento attraverso cui il Tar della Campania si era opposto al divieto imposto dal Comune di Benevento.

L’amministrazione del comune campano aveva respinto la proposta di circa 50 famiglie che avevano chiesto di far mangiare ai loro figli a scuola un pasto preparato a casa e non quello servito dalla mensa.

La sentenza del Consiglio di Stato ha dunque fatto valere la libertà delle famiglie nel fare le scelte alimentari che ritengono più opportune per i loro figli. Una decisione in linea con la circolare n.

348 del 3 marzo 2017 del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), in cui però viene anche specificato che nel caso in cui ci siano studenti che portano il cibo da casa è compito dei dirigenti scolastici dettare determinate “regole igieniche da seguire” e “adottare una serie di consequenziali cautele e precauzioni”.

La situazione in Italia

La sentenza del Consiglio di Stato ha una valenza nazionale, il che significa che d’ora in avanti le famiglie che non ritengono valida l’offerta alimentare della mensa della scuola frequentata dai loro figli, o che non possono permettersi il costo di questo servizio, potranno optare per il pranzo fai-da-te. Finora, invece, c’era l’obbligo di far uscire il figlio da scuola durante la pausa mensa e farlo poi rientrare prima della ripresa delle lezioni pomeridiane. Una situazione complicata da gestire, specie per quei genitori che lavorano a tempo pieno. Oltre che nelle scuole di Benevento, ad oggi possono pranzare con il cibo portato da casa anche gli alunni delle scuole di Torino, Milano, Venezia, Verona, Ferrara, Genova, Guidonia e Lucca.

In Italia il servizio mensa nelle scuole varia a livello regionale sia per ciò che concerne l’offerta alimentare che per quanto riguarda il prezzo. Nell’ultimo anno scolastico 2.

900 istituti hanno aderito al progetto governativo “Frutta nelle scuole”, il cui obiettivo è incentivare un maggior consumo di frutta e verdura durante la pausa pranzo a scuola.

Mentre per il periodo 2017-2023 l’Unione Europea ha stanziato 25,8 milioni per sostenere il consumo di più frutta e verdura nelle scuole primarie.

Il pasto portato da casa è più sano?

La notizia della sentenza del Consiglio di Stato contraria al Comune di Benevento ha aperto un dibattito su quanto effettivamente un pasto portato da casa sia più sano rispetto dal cibo offerto dalla mensa scolastica.

Per le famiglie che optano per il fai-da-te il consiglio che danno i nutrizionisti è far seguire ai propri figli una dieta bilanciata. Un panino ripieno, ad esempio, potrebbe essere un buon sostituto del pasto ma solo se alternato ad altre pietanze.

In generale, per ogni pasto dovrebbero essere previsti dei carboidrati (pasta, pane, riso, farro, orzo, patate), delle proteine (formaggio, pesce, carne, uova, legumi), fibre (come la verdura di stagione), vitamine (frutta) e olio extravergine d’oliva.

Come si trasportano i cibi a scuola?

Altro aspetto importante da considerare, infine, riguarda i problemi igienico-sanitari legati ai panini portati da casa e, in particolare, il pericolo di tossinfezioni alimentari.

In tal senso i genitori devono prestare la dovuta attenzione a come i cibi vengono conservati e trasportati a scuola. La soluzione migliore è utilizzare dei contenitori in vetro.

Possono essere usati anche contenitori in plastica, alluminio o altri materiali purché non rilascino nessun materiale che potrebbe contaminare i cibi.

Per l’estate l’ideale è usare una borsa frigo con all’interno del ghiaccio sintetico in modo da far mantenere agli alimenti una temperatura di 4 gradi fino alla consumazione. Nei mesi freddi, invece, le pietanze andrebbero riscaldate a una temperatura adeguata.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 11 settembre 2018

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Источник: https://www.consumatori.it/alimentazione/alimentazione-notizie/panino-scuola-mensa/

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