Menarca a 7 anni per il 15% delle bambine

Pubertà femminile, i sintomi

Menarca a 7 anni per il 15% delle bambine

Non è solo l'arrivo del ciclo mestruale a fare di una ragazza una nuova donna. Con l'entrata nella pubertà si avvia un meccanismo ormonale difficile da gestire. Anche a livello psicologico si trova costretta ad apportare delle modifiche. Scopriamolo meglio!

Pubertà femminile: i segnali

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Chi sono gli adolescenti di oggi? Sono i giovani svogliati e ormai disillusi che ci raccontano le cronache, con la testa persa dentro lo smartphone o i videogiochi, o i ragazzi svegli capaci di…

1. L'arrivo della pubertà femminile: i segnali

«La pubertà femminile inizia prima rispetto a quellamaschile. Già intorno ai 10 anni, le bambine sono molto più interessate ai coetanei, rispetto ai maschi».

Da fuori questo è evidente: le femmine crescono in altezza prima dei compagni maschi, il corpo prende forme rotonde, spunta il seno, le anche si allargano, e tutto questo accade già alla fine delle scuole elementari.

All'arrivo nelle scuole medie c'è poi una notevole scissione a livello visivo: se, da una parte, vediamo i maschi ancora con le guance rosa, dall'altra le ragazze usano il mascara e fanno la prova rossetto.

Ma questa maturità fisica precoce spesso non è corrisposta a una maturità psicologica: «Come per i maschi, il controllo, l'accettazione, e la conoscenza avvengono tramite un lungo percorso. Le ragazze sembrano più pronte oggi, ma non è semplice comprendere cosa accada veramente dentro di loro».

2. Pubertà femminile: ormoni a lavoro

Il menarca (questo il nome delle prime mestruazioni) «arriva intorno agli 11 anni, anche se l'età media sta calando. Un momento che può essere previsto, controllando se ci sono delle perdite sulle mutandine».

L'utero inizia così la sua attività: il ciclo mestruale segna la fine di un processo di crescita e formazione. Tutto questo accade grazie a diversi ormoni che entrano in funzione.

«La crescita del seno, ad esempio, è legata all'estradiolo e può essere lenta o molto evidente».

Dentro la ragazza, dunque, si mette in moto una macchina regolata dagli ormoni, che può stancarla e che non sempre funziona perfettamente: «Una conseguenza indesiderata può essere l'acne. La pelle ingrassa più facilmente e si infetta».

3. Pubertà femminile: quando andare dal medico

A volte, i dolori e gli sbalzi d'umore rallentano le attività della ragazza durante il cambiamento. Per aver chiaro cosa accade «e per avere un sostegno a livello sessuale, si può fare una prima visita dal ginecologo.

Non è, però, un passo obbligatorio; più che altro, dev'essere intesa per la ragazza come un'occasione per capire meglio cosa sta accadendo nel suo corpo.

Non deve passare il messaggio che questo passaggio sia una malattia, le mestruazioni sono infatti un processo biologico naturale».

Per vivere meglio il cambiamento fisiologico e psicologico, sarebbe utile una «formazione sessuale infantile», chiarendo al bambino cosa lo aspetta nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza: «Ti capiterà questo ma non preoccuparti, cambierai forme e aspetto, ma il risultato sarà qualcosa di unico».

4. Pubertà femminile: le criticità

Per le (quasi) donne accettarsi, controllarsi e conoscersi sono passi più difficili. «Sono tre fasi inevitabili, che tutti i ragazzi devono passare per giungere all'età adulta. Per le ragazze questo è più difficile».

I modelli di riferimento cambiano, e quello che si richiede a queste giovani donne è di esprimere una sensualità, atipica per la loro tenera età. Le ragazze devono essere «sexy come le star della canzone, del cinema e della tv.

Un compito non facile, che richiede per la maggior parte delle donne un'attenzione costante al proprio corpo e all'abbigliamento. Il difetto fisico è una colpa a cui va posto immediato rimedio.

Il paragone con le bellissime degli schermi è perdente e genera inquietudine».

Questo comporta diverse conseguenze, tra cui lo sforzo che ogni giorno le ragazze compiono per migliorare il loro aspetto e soddisfare il giudizio che le attende.

«Quello su cui i genitori dovrebbero lavorare è l'accettazione del fisico, valorizzandolo per ciò che è, senza nessun tipo di intervento. Insegniamo pure l'uso del make-up, magari per coprire un po' di acne, ma limitiamolo se vediamo che le nostre figlie vogliono diventare come i personaggi della tv».

Источник: https://www.nostrofiglio.it/adolescenza/puberta-femminile-sintomi

Amenorrea: se il primo ciclo non arriva

Menarca a 7 anni per il 15% delle bambine

Lo sviluppo puberale femminile tende a comparire con sempre maggiore anticipo nel nostro Paese: se all’inizio del Novecento il menarca (cioè l’arrivo della prima mestruazione) si verificava a 16-17 anni, oggi questa tappa è anticipata tra i 12 e i 13 anni. Solo in una piccola parte delle bambine (1% circa) il flusso può arrivare prima dei 10 anni. Si parla però di menarca precoce solo quando la mestruazione insorge prima degli otto anni di età.

Questo evento è preceduto, tra gli 8 e i 12 anni, dai primi segni di sviluppo puberale. Dapprima si ha lo sviluppo del seno (telarca) cui segue, a distanza di alcuni mesi, la comparsa dei primi peli pubici (pubarca).

In questo periodo si ha un incremento di altezza e si verificano notevoli cambiamenti psichici (tipici quelli del tono dell’umore o delle modalità relazionali). Il menarca si verifica circa due anni dopo l’inizio dello sviluppo puberale.

Sono però necessari da pochi mesi ad alcuni anni prima che il ciclo si regolarizzi.

Il menarca è un momento molto importante nella vita di una donna, rappresenta l’inizio della sua età fertile, contrassegnata dal ciclo mestruale a cadenza mensile.

La sua comparsa fisiologica tra i 12 e i 15 anni è un importante indicatore dello stato di salute della donna, e in particolare del suo apparato riproduttore.
A provocare il menarca è la notevole quantità di androgeni (ormoni sessuali) liberati dall’ovaio, a sua volta stimolato, sempre per via ormonale, dalla ghiandola ipofisi.

Gli androgeni sono anche responsabili dei caratteri sessuali elencati sopra (peli pubici, aumento in altezza, crescita del seno).

Amenorrea: cosa si intende

Per amenorrea primaria si intende l’assenza del menarca e dei caratteri sessuali in età superiore ai 13 anni, oppure l’assenza del menarca in presenza dei caratteri sessuali a 15 anni di età. L’amenorrea secondaria è invece un blocco mestruale prolungato (più di sei mesi) che può comparire in alcuni momenti dell’età fertile per svariate ragioni.

Possibili cause dell’amenorrea

Diverse sono le cause che possono stare all’origine dell’amenorrea, vediamole di seguito:

  • L’amenorrea è oggi molto frequente nelle adolescenti che si sottopongono a diete drastiche o “autogestite”, che hanno subito stress affettivi importanti (quali un abbandono amoroso o un lutto), che non hanno un adeguato peso corporeo o sono soggette a importanti oscillazioni ponderali (riduzione drastica o aumento esagerato), che fanno sport in modo eccessivo o praticano sport agonistici di particolare impegno per l’organismo (quali il mezzofondo o la maratona). Tutte queste situazioni influiscono negativamente sulla produzione ormonale provocando alterazioni nel regolare flusso mensile.
  • L’amenorrea può anche essere il segnale di un’alterazione della struttura ovarica (ovaio micropolicistico, ovaio policistico e cisti ovarica semplice), situazioni che si possono studiare con l’ecografia pelvica a vescica piena, di patologie gravi che possono interferire con gli apparati endocrini (tumori, diabete, alterazioni marcate del metabolismo, ecc.), o di malformazioni dell’apparato genitale. Tutte queste condizioni possono essere di entità variabile, fino alla configurazione di quadri francamente patologici.
  • Anche le malformazioni genetiche a carico dell’apparato genitale interno possono comportare amenorrea. Tra queste troviamo l’agenesia (mancata formazione) delle ovaie, Sindrome di Rokitansky (aplasia utero-vaginale) oppure a carico dell’imene (imperforazione). Si tratta di condizioni rare che interessano meno dell’1% delle bambine. Nel primo caso l’amenorrea dipende dalla mancata produzione di ormoni, nel secondo il sangue non viene prodotto in caso di spiccata ipoplasia dell’utero. Mentre quando l’imene è imperforato il sangue non può defluire e si raccoglie in vagina (ematocolpo). L’agenesia ovarica viene trattata con l’integrazione di estro-progestinici. In pratica si può utilizzare la pillola contraccettiva dopo avere escluso le controindicazioni tipiche. Nella Sindrome di Rokitansky si crea chirurgicamente una nuova vagina, mentre l’intervento più semplice è quello dell’incisione dell’imene.

Cosa fare in caso di amenorrea

L’arrivo della prima mestruazione deve essere un evento normale nella vita delle adolescenti, va preparato con grande naturalezza dando loro informazioni corrette e tendenzialmente rassicuranti.

Oggi il ruolo dei genitori è facilitato dal fatto che molte scuole offrono corsi di educazione sessuale finalizzati alla conoscenza degli eventi naturali che riguardano la vita dei ragazzi e le problematiche a essi correlate.

Conoscere aiuta a vivere meglio i fenomeni e sminuire anche le vere patologie che, per fortuna, sono di per sé rare e che vanno affidate alle cure di specialisti esperti.

Se il primo ciclo tarda ad arrivare, quindi in caso di amenorrea, il primo consiglio utile, in assenza di disturbi conosciuti, è quello di sdrammatizzare il problema non attribuendogli un’eccessiva importanza, per non accentuare i frequenti risvolti psicologici negativi correlati alla mancata comparsa delle mestruazioni (soprattutto se le coetanee sono già sviluppate). Il medico di famiglia e i genitori devono pertanto rassicurare la ragazza e indirizzarla a un ginecologo solo quando si supera l’età-soglia di 15 anni o quando compaiono disturbi come dolori pelvici, gonfiore addominale, disturbi urinari o intestinali. Lo specialista si limiterà all’osservazione dei genitali esterni per escludere l’imperforazione dell’imene o valuterà le caratteristiche dei caratteri sessuali per escludere eventuali squilibri ormonali.

Dopo un’attenta anamnesi e un accurato esame obiettivo generale, viene generalmente consigliata un’ecografia pelvica (eseguita per via addominale a vescica piena), che consente di studiare la morfologia delle ovaie e dell’utero e di escludere le malformazioni prima elencate. Inoltre è opportuno eseguire un dosaggio ematico dei principali ormoni prodotti da ovaie, ipofisi, tiroide e surrene per escludere gli squilibri endocrini più importanti.

Ulteriori approfondimenti diagnostici strumentali o di laboratorio sono indicati solo quando si rilevano valori endocrini particolarmente fuori dalla norma. Il ginecologo è anche lo specialista preposto a guidare l’operato di altri colleghi (endocrinologo, dietologo, psicologo, ecc) che possono eventualmente essere interpellati e intervenire a seconda delle problematiche che emergono.

Fonti:
SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia Alessandra Graziottin

News and Opinions in Ginecologia

Con la consulenza di:
Rocco Gallicchio, Specialista in Ostetricia e Ginecologia

Источник: https://www.farmitalia.net/magazine/amenorrea-se-il-primo-ciclo-non-arriva.html

Prime mestruazioni: parliamone!

Menarca a 7 anni per il 15% delle bambine

Per quanto non sia più un tabù come un tempo, il tema delle prime mestruazioni, o menarca, è comunque un argomento delicato e da non sottovalutare, che può provocare preoccupazioni e imbarazzo nelle ragazzine, in quanto contrassegna il punto eclatante nel passaggio graduale che porta la bambina a diventare una donna.

Le prime mestruazioni compaiono durante la pubertà, tra gli ultimi anni delle elementari e i primi anni delle scuole superiori: normalmente quindi tra i 10 e i 15 anni, con un’ampia variabilità da persona a persona, dovuta a fattori genetici, socioeconomici, climatici e alimentari.

Anticipo e ritardo delle prime mestruazioni

Alcuni studi hanno rilevato un abbassamento dell’età del menarca negli ultimi decenni, anche se la definizione di pubertà anticipata va riservata a casi in cui i caratteri sessuali secondari compaiono prima degli otto anni.

Questo fenomeno può essere determinato da numerosi fattori, tra cui, in modo sempre più frequente negli ultimi anni, il sovrappeso. Il tessuto adiposo infatti produce un ormone, la leptina, che è uno dei fattori che concorrono all’avvio della maturazione sessuale.

La problematica dell’obesità, che affligge tanti bambini, ha quindi un ulteriore risvolto nelle femmine.

È bene segnalare al pediatra eventuali sintomi di pubertà precoce: la crescita rallenta molto dopo l’instaurarsi del ciclo, e un inizio anticipato può quindi portare a una statura definitiva più bassa di quanto sarebbe stata geneticamente programmata. In alcuni casi è indicato un trattamento farmacologico per bloccare lo sviluppo puberale.

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Viceversa, in ragazze sottopeso o che svolgono un’intensa attività fisica, le prime mestruazioni possono ritardare.

Generalmente non si considera tanto il ritardo rispetto all’età della ragazza, quanto rispetto allo sviluppo puberale: il consiglio è di fare una visita, ed eventuali esami, se non è comparsa la mestruazione dopo quattro anni dalla comparsa dei primi caratteri sessuali secondari.

L’argomento mestruazioni va affrontato con la bambina con un certo anticipo, in modo da avere il tempo di prepararla prima: sono infatti la non conoscenza, le fantasie, i pregiudizi, a creare problemi e timori su questo argomento.

Il semplice parlarne è tranquillizzante: sapere cos’è la mestruazione, perché accade, riscoprire il senso di ciclicità della natura, permette di inquadrarla in una logica di rassicurante e normale buon funzionamento dell’organismo.

Importante poi sottolineare che anche “in quei giorni” si potrà condurre la vita di sempre: essere mestruate non significa essere malate.

Diventare donne

Anche se con il primo ciclo mestruale si identifica il momento in cui una bambina diventa donna, il processo di crescita è molto più lungo e complesso: la maturazione sessuale inizia con l’aumento di volume dei seni e la comparsa di peli sotto le ascelle e sul pube e si completa solo diverso tempo dopo il menarca.

Per alcune ragazze il ciclo ha da subito una periodicità regolare, ma in molti casi rimane irregolare per un anno e più, con intervalli variabili, talvolta inframmezzati da spotting (ossia da lievi perdite rosso-marroncine).

Sono fenomeni normali, dovuti a un sistema ormonale ancora in fase di rodaggio.

Le diete sbilanciate, frequenti in questa fase della vita, aumentano ulteriormente le fluttuazioni ormonali, tanto che oggi si considerano le irregolarità mestruali come uno dei primi campanelli d’allarme di un disturbo dell’alimentazione.

Anche lo stress e le situazioni familiari/emotive difficili possono avere ripercussioni sul ciclo mestruale. Se dopo due anni le mestruazioni continuano a essere ancora molto irregolari, è bene parlarne con il ginecologo.

I segnali del corpo

Alcune ragazze lamentano dolore alla pancia o tensione al seno, nei giorni precedenti la prima (e non solo) mestruazione. Altre riferiscono cefalee, senso di spossatezza e di malessere. Generalmente è sufficiente concedersi un po’ di riposo, solo in alcuni casi si tratta di un dolore difficile da sopportare, per cui è necessaria l’assunzione di antidolorifici.

È normale anche provare emozioni contrastanti: sentirsi più fragili, smarrite, irritabili, un po’ depresse, e insieme emozionate per la sensazione di essere “diverse”, di diventare grandi.

La ricchezza che c’è in ogni donna

In molte culture la prima mestruazione di una ragazza viene festeggiata: è il suo ingresso nel mondo delle donne, si conferma che il potere della sua femminilità rende più ricca tutta la comunità.

La ragazza riceve un nuovo e gratificante senso di sé, del proprio corpo, della propria centralità sociale: un valore che le permette di compensare alla difficoltà dell’abbandono dell’infanzia e dell’accesso alla dimensione adulta.

Nella nostra cultura questi rituali di passaggio sono andati persi, e il menarca, come tante funzioni del corpo, è relegato in un clima di clandestinità, segreto, vergogna: la mestruazione è spesso vissuta come una seccatura inutile, qualcosa di sporco, di cui si farebbe volentieri a meno. Si perde così un’occasione per instaurare un sereno rapporto col proprio corpo, e quindi avviarsi a una sana sessualità e dunque alla capacità di affrontare prove più intense come la gravidanza, il parto e la maternità.

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Quindi, un consiglio alle mamme delle ragazzine prepuberi: quando arriverà il momento non portate vostra figlia dal medico, non è malata, anzi, la mestruazione è proprio la prova che non lo è! Portatela invece a festeggiare, regalatele un bel ricordo di questo evento!

Glossario

Il ciclo mestruale dura in media 28 giorni ed è la comparsa del flusso a segnare l’inizio di ogni ciclo mestruale. In alcune donne, esso può essere più breve (21 giorni) o più lungo (35 giorni). Normalmente, le mestruazioni durano tra i 2 e i 7 giorni, in media 3-5 giorni.

Amenorrea: completa assenza delle mestruazioni per almeno 3 mesi. Nella vita della donna è fisiologica l’assenza delle mestruazioni nei seguenti periodi: infanzia, gravidanza e allattamento, menopausa.

Amenorrea primitiva o primaria: quando non vi è ancora stata la prima mestruazione al raggiungimento dei 17 anni di età.

Amenorrea secondaria: scomparsa delle mestruazioni per un periodo superiore ai tre mesi, dopo un periodo di mestruazioni più o meno regolari.

Polimenorrea: quando le mestruazioni sonno eccessivamente ravvicinate, si verificano cioè con intervallo di tempo inferiore ai 25 giorni (cicli brevi, con flussi ravvicinati).

Oligomenorrea: quando le mestruazioni si verificano a intervalli di tempo superiori ai 36 giorni (cicli lunghi, con flussi distanziati).

Metrorragia: perdita di sangue di variabile entità (abbondante o scarsa) che si verifica in maniera indipendente dal periodo mestruale.

Menometrorragia: perdita di sangue iniziata con la mestruazione e persistente per più giorni anche dopo il periodo mestruale, solitamente abbondante.

Dismenorrea: mestruazione particolarmente dolorosa.

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/medicina/fisiologia/prime-mestruazioni/

Pubertà precoce

Menarca a 7 anni per il 15% delle bambine

La pubertà non è più quella di una volta! Nel corso dell’ultimo secolo, infatti, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza arriva sempre prima, e i figli iniziano ad assumere sembianze “da grandi” sempre più presto.

Ma perché succede? È una cosa negativa? Se anche tu hai notato i primi segni di sviluppo nei tuoi figli e pensi che possano andare incontro a una pubertà precoce, qui trovi tutto quello che c’è da sapere per gestire al meglio la situazione.

La pubertà è quella fase di transizione in cui il corpo di bambine e bambini si prepara alla vita adulta: accelera la crescita di statura, gli organi sessuali raggiungono la maturità e si manifestano i caratteri sessuali secondari. In pratica, una sorta di “tempesta ormonale” da gestire con cautela.

Partiamo con qualche dato statistico: se parliamo di pubertà precoce femminile, consideriamo il fatto che oggi le ragazzine hanno la prima mestruazione tra i 10 e i 14 anni, quindi la fascia d’età di riferimento si è abbassata di circa due anni rispetto a qualche decade fa; questo ci dà indicazioni anche sull’inizio della pubertà, perché generalmente precede il menarca di un paio di anni. Per le bambine, quindi, non è più così insolito vedere i primi peli sotto le ascelle o sul pube e il primo accenno di seno intorno agli 8 anni; in questo caso si parla di pubertà anticipata, mentre è pubertà precoce se inizia a manifestarsi già a 7 anni.

Per i maschi invece, oltre alla comparsa dei peli pubici, il segnale di riferimento è l’ingrossamento dei testicoli, che è un parametro più difficile da valutare. Questo complica un po’ gli studi e le statistiche sulla pubertà maschile, che comunque si considera precoce quando inizia prima dei 9 anni.

Per avere una diagnosi di pubertà precoce, occorre indagare la situazione con l’aiuto del pediatra che provvederà a fare gli accertamenti del caso: esami del sangue per valutare i livelli ormonali, radiografia delle ossa per verificare se sia iniziata la maturazione tipica della pubertà e radiografia del polso per valutare l’età ossea, ecografia pelvica transaddominale per verificare le dimensioni dell’utero e vedere se l’attività dei follicoli ovarici sia iniziata. Solo così si può distinguere tra pubertà anticipata, che non deve impensierire troppo, e pubertà precoce.

Pubertà precoce: le cause

Ci sono diversi fattori che stanno contribuendo all’abbassamento dell’età media in cui inizia la pubertà.

Da una parte c’è il fattore genetico, per cui se la mamma ha avuto il menarca presto, anche la figlia lo avrà alla stessa età se non prima. Dall’altra ci sono fattori esterni, riconducibili al miglioramento delle condizioni di vita.

Pochi bambini oggi sono sottopeso, mentre sovrappeso e obesità (sempre più diffusi) sono fattori correlati alla pubertà precoce perché il tessuto adiposo produce estrogeni, i principali ormoni femminili, e leptina, un ormone che concorre all’avvio della maturazione sessuale. A questo proposito, anche le scelte alimentari giocano un ruolo importante nell’avvio dello sviluppo. In particolare, la carne (soprattutto bovina) contiene quantità non trascurabili di xeno-estrogeni, ovvero ormoni estranei all’organismo umano ma in grado di interagire con i nostri recettori ormonali e di influenzare la crescita. Proporre menù ricchi di frutta e verdura, con sole carni “biologiche” di origine controllata e poveri di cibi grassi e conservati diventa quindi un fattore chiave non solo per fare in modo che i bambini mantengano il peso forma, ma anche per garantire uno sviluppo più equilibrato.

Anche l’uso smodato della plastica pare avere un ruolo nell’anticipazione della pubertà.

Composti chimici come gli ftalati, usati per migliorare la flessibilità dei giocattoli, e il bisfenolo che, presente per molti anni anche nei biberon per bambini, si sposta negli alimenti quando viene riscaldato, infatti, sono sostanze capaci di interagire con il sistema endocrino inducendo, tra le altre cose, un più rapido sviluppo sessuale.

L’esposizione sempre più frequente, già in tenera età, a stimoli visivi riconducibili al mondo dell’eros e della violenza in TV e sul web sarebbe un altro fattore correlato alla pubertà precoce, ma qui si entra nel campo delle ipotesi e non ci sono ancora studi che lo accertino.

Pubertà precoce: come comportarsi

La pubertà precoce non è un evento da vivere negativamente o con troppe ansie, ma è importante che i genitori intervengano tempestivamente su due fronti: da una parte il rapporto con il pediatra per monitorare lo sviluppo dei figli, dall’altra il dialogo costante con loro per prepararli ai cambiamenti in atto.

La criticità principale è proprio il contrasto tra uno sviluppo del corpo che va più veloce rispetto alla maturazione psichica ed emotiva. Un dialogo aperto e affettuoso sarà di grande aiuto per accompagnarli in questa fase di transizione, in cui rischiano di sentirsi “diversi” ed esclusi dalla cerchia dei coetanei, anche se la pubertà precoce sta diventando più comune.

Se vuoi approfondire l’argomento, leggi anche l’articolo Pubertà: domande e risposte in cui chiariamo i principali dubbi sull’età dello sviluppo.

Источник: https://lines.it/sessualita/da-mamma-a-figlia/puberta-precoce-ecco-cosa-ce-da-sapere

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