Mamme single: come avere una nuova relazione

Contents
  1. Ho un nuovo partner – Come dirlo ai figli?
  2. Ho un nuovo amore: e adesso?
  3. Il dialogo prima di tutto
  4. Nuova compagna del padre e nuovo compagno della mamma – Come lo dico ai figli?
  5. Come dirlo se il figlio è piccolo
  6. Se il figlio è adolescente
  7. Se i figli sono maggiorenni
  8. Nuovo partner e figli: cosa dire e come dirlo
  9. La seconda fase: Quando far conoscere ai figli il nuovo compagno? Come presentare il nuovo partner ai figli?
  10. Presentargli la situazione per quella che è
  11. Rassicurare il ragazzo
  12. Affrontare l’argomento con l’ex – La “coppia genitoriale“
  13. Come introdurre un nuovo partner ai figli – Il “primo appuntamento”
  14. Nuovo partner e figli: fargli esprimere i suoi sentimenti
  15. Essere una mamma single: 5 consigli di sopravvivenza
  16. 1. Cercare degli amici
  17. 2. La delega a scuola
  18. 3. Mantenere un buon dialogo con l’ex
  19. 4. Insegnare ai figli a rispettare le regole
  20. 5. Guardare avanti
  21. Quando la mamma ha un nuovo compagno
  22. Francesca, 48 anni, ha una figlia di 17 anni
  23. Anna, 46 anni, ha due gemelli di 9 anni
  24. Laura, 47 anni, ha una figlia di 27 anni
  25. Sedurre un uomo: consigli per mamme single (ma non solo)
  26. La mamma single e l’uomo giusto per lei
  27. 5 passi importanti per sedurre
  28. Quando i genitori hanno una nuova relazione: che fare? – Dott.ssa Cerioni
  29. Quando i genitori hanno una nuova relazione: come spiegarlo ai figli?
  30. Papà e mamma hanno un nuovo compagno: ecco come gestire il rapporto fra i figli e il terzo genitore
  31. La nuova relazione dei genitori separati: quando il nuovo compagno è una risorsa
  32. Cosa prova un bambino quando vede il genitore con un nuovo compagno/a?

Ho un nuovo partner – Come dirlo ai figli?

Mamme single: come avere una nuova relazione
Posted at 10:53h in Uncategorized by Chiara Venturi

Nuovo partner e figli: genitori single divisi a metà.

Il ritratto di una separazione, spesso, raffigura due ex che vivono in case diversi e che intrattengono rapporti più o meno civili. Dopo un po’ di tempo uno dei due instaura un nuovo legame.

Come comportarsi con il bambino? Esiste un modo giusto per dirgli del nuovo partner?

Ho un nuovo amore: e adesso?

Da un lato l’amore per i figli, dall’altro l’entusiasmo per una nuova relazione che inizia.

Ecco come si sente la maggior parte dei genitori single che devono affrontare il difficile momento in cui dichiarare ai propri figli di essersi innamorati di un uomo che non è il loro padre, o di una donna che non è la loro madre.

Il dialogo prima di tutto

È una comunicazione delicata che richiede coraggio, ma anche tanta sensibilità. Il modo giusto per dirlo cambia in base all’età dei figli. È importante dire loro la verità, ma bisogna farlo mettendoli al centro della situazione.

Se i figli sono piccoli vanno rassicurati, perché il loro timore è che il nuovo partner possa togliere loro attenzioni di mamma e papà. Se sono più grandi, invece, c’è il rischio che rifiutino l’idea di vedere “sostituito” l’altro genitore. E allora come fare?

Con naturalezza, con sincerità e con tatto. Cerca di spiegare ai tuoi figli il tuo stato d’animo, di condividere con loro la gioia di un nuovo inizio.

Rendili partecipi dei tuoi sentimenti e ricordati che il ruolo di padre/madre e di uomo/donna non sono inconciliabili.

Anzi, un genitore felice, sereno e soddisfatto è di sicuro un buon esempio per propri figli.

Nuova compagna del padre e nuovo compagno della mamma – Come lo dico ai figli?

Il primo consiglio è quello di valutare prima l’entità e la qualità della nuova relazione. Il nuovo rapporto poggia su basi solide? Fino a che non si è certi che a relazione funzioni, meglio non agire.

Un bambino che ha già vissuto la separazione dei genitori ha conosciuto infatti il senso di abbandono che il distacco da mamma o papà può fare nascere in lui, nonostante i suoi abbiano preso tutte le precauzioni per non fargli provare queste emozioni negative.

Evitare che il bambino viva l’esperienza di un altro distacco, allora, è compito primario dei genitori.

Ecco perché prima di fare entrare qualcun altro nella vita del bambino, bisogna essere certi che il nuovo partner sia che l’uomo o la donna con il/la quale si potrà condividere un progetto di coppia a lungo termine.

Se si è convinti che il rapporto ha davvero dei presupposti per essere stabile e duraturo, vale la pena di iniziare a pensare a come dirlo e poi presentare il nuovo partner al figlio.

Come dirlo se il figlio è piccolo

In questo caso a maggior ragione, è opportuno parlargliene solo quando questa diventa seria. Bisogna infatti evitare che il bambino si trovi ad avere una nuova figura di riferimento solo per un breve periodo: lo destabilizzerebbe, oltre a farlo soffrire per una nuova separazione da una figura adulta.

Se il figlio è adolescente

In questo caso, è frequente che il figlio rifiuti il nuovo compagno. Quindi è necessario dialogare apertamente, essere molto sinceri. Se non affrontato, è un problema che può portare alla chiusura del ragazzo.

Se i figli sono maggiorenni

Quando i rapporti sono buoni, la comunicazione dovrebbe essere più semplice. Se hanno anche loro delle relazioni sentimentali è più facile che riescano a comprendere le esigenze del genitore come uomo o donna, e che accettino la nuova relazione.

Nuovo partner e figli: cosa dire e come dirlo

  • è importante parlargli a tu per tu, senza altre persone. Il figlio deve sentire che il genitore lo ritiene in grado di affrontare un discorso serio a quattr’occhi;
  • se è piccolo è bene farlo in un ambiente a lui familiare, come la sua cameretta, ed intavolare il discorso con parole semplici e concrete: i bambini capiscono tutto, basta spiegare le cose con un linguaggio a loro comprensibile;
  • se invece è più grande, può essere una buona idea organizzare un momento a due come un pranzo fuori o una gita, ed aprirsi anche rispetto al proprio stato emotivo: “Sono emozionata nel parlarti di questa cosa importante, perché non voglio ferirti.” Così si sentirà più coinvolto e considerato.

La seconda fase: Quando far conoscere ai figli il nuovo compagno? Come presentare il nuovo partner ai figli?

Le cose si sistemeranno da sole? Valutare ogni singolo dettaglio? Seguire il proprio intuito? E se non dovessero piacersi? Meglio farli incontrare al cinema o una sera a casa nostra? Come fare le scelte giuste, senza ferirlo né minare il suo equilibrio affettivo? Vediamo alcuni consigli per gestire questa delicata fase del rapporto genitori-figli.

Presentargli la situazione per quella che è

Dire al bambino che la persona che si ospiterà è un amico, con l’obiettivo di comprendere se il figlio e il nuovo fidanzato possono piacersi, può non essere sempre costruttivo.

Raccontare bugie ai bambini fa perdere credibilità ai genitori, e può creare un senso di ambiguità se la “mezza verità” è protratta per lungo tempo. Quando si è sicuri del passo che si sta per compiere, quindi, è opportuno dire al figlio come stanno le cose: “Tesoro, ho conosciuto una persona che mi piace molto.

È il mio fidanzato e vorrei che tu lo conoscessi, perché sei la persona più importante della mia vita. Domani sera, se sei d’accordo, verrà da noi, dopo cena. Che ne pensi?”

Rassicurare il ragazzo

I figli hanno bisogno di rassicurazioni tangibili, delle parole e dello sguardo amorevole di mamma e papà.

Prima di dire al bambino che uno dei sue due genitori gli farà conoscere il nuovo partner, può essere utile parlare dei sentimenti che si provano per lui, dargli la certezza che alcune situazioni non cambieranno mai, come l’affetto che si prova nei suoi confronti. Il luogo in cui farlo dev’essere un ambiente familiare, dove si senta al sicuro. Si potrebbe iniziare in questo modo: “Tesoro, lo sai che io e papà ti vogliamo tanto bene, vero? E anche se abbiamo deciso di vivere in due case diverse, il nostro amore per te sarà sempre lo stesso. E anche se dovesse entrare qualcun altro nelle nostre vite, nessuno mai ci porterà via o lontano da te.”

Affrontare l’argomento con l’ex – La “coppia genitoriale

Anche se la relazione tra i due ex non si è conclusa nei migliore dei modi, mamma e papà dovranno discutere dei progetti educativi del figlio e condividere tutto ciò che può riguardare la sua sfera emotiva. Anche se la coppia coniugale si separa, la coppia genitoriale deve mantenere le sue funzioni.

Ecco perché, prima di mettere al corrente il bambino che presto conoscerà il nuovo compagno di mamma o papà, è bene parlare con l’ex e dirgli quali sono le proprie intenzioni.

Se dovesse apprendere la notizia da altri, o dal bambino stesso, sarebbe imbarazzante per tutti e il bambino potrebbe sentirsi in colpa (per aver “tradito” l’uno e rattristato l’altro) o provare vergogna.

Uno dei due ex, invece, potrebbe erroneamente pensare che l’altro stia agendo di nascosto per dare al figlio una figura sostitutiva.

Insomma, affrontare l’argomento direttamente eviterà molte delle possibili incomprensioni: “La nostra storia è finita da un po’. Ho incontrato un’altra persona con cui sto bene. E credo che sia quello/a giusto/a.

Vorrei che lo dicessimo insieme a nostro figlio, perché deve sapere che i suoi genitori siamo e resteremo sempre noi due.”

Come introdurre un nuovo partner ai figli – Il “primo appuntamento”

Quando il figlio e il/la nuovo/a fidanzato/a si conoscono per la prima volta, è bene che l’incontro avvenga in un luogo che sia familiare al bambino.

Spiegando al nuovo partner che sarà lui o lei a doversi adeguare alle esigenze del bambino, e non viceversa, e che potrebbe non scattare subito una simpatia reciproca.

Questa possibilità ha un’alta probabilità di verificarsi: il bambino, infatti, potrebbe sentirsi sottratte le attenzioni di mamma o papà, e pensare che quella persona stia tentando di prendere il posto di uno dei suoi genitori.

Anche per questo, i primi incontri dovranno essere brevi e non troppo dilazionati, affinché il figlio non percepisca il nuovo partner come una persona poco importante, a differenza di quanto gli è stato raccontato.

Le attività che si faranno insieme, inoltre, dovranno essere le più gradite al bambino, come mangiare una pizza nel locale preferito, giocare sul divano con la playstation, fare una passeggiata al parco la domenica pomeriggio.

Nuovo partner e figli: fargli esprimere i suoi sentimenti

“Sei stato bene ieri sera insieme a…?” Cercare di capire come si è sentito il bambino con il nuovo partner è un passo fondamentale. È importante, inoltre, prestare attenzione anche all’atteggiamento non verbale del bambino.

Se nei giorni seguenti all’incontro dovessero, per esempio, verificarsi difficoltà nell’addormentamento o problemi comportamentali a scuola, potrebbe trattarsi di segnali di un disagio che il bambino non riesce ad esprimere a parole. Se, invece, manifesterà la sua antipatia apertamente, bisognerà capirne le ragioni e rassicurarlo ancora una volta sui sentimenti che i suoi genitori provano per lui.

Libera riproduzione delle interviste rilasciate a:

Francesca Milano – Confidenze – “Ho un nuovo amore, come lo dico ai figli?”
Antonella de Minico – Viver Sani e Belli – “La mamma si è innamorata”
In collaborazione con aiges.orgAgenzia Italiana Genitori Separati

A questo link, un mio articolo sull’arrivo del secondo figlio – aspetti psicologici.

Qui puoi leggere un approfondimento sugli effetti psicologici delle sofferenze familiari.

Источник: https://www.chiaraventuri.it/nuovo-partner-figli/

Essere una mamma single: 5 consigli di sopravvivenza

Mamme single: come avere una nuova relazione

La parola multitasking sembrerebbe essere stata inventata per definire il ruolo di un genitore single. Ma c’è un modo per semplificarsi la vita e gestire tutto? Lo abbiamo chiesto a Giuditta Pasotto, mamma single e fondatrice di GenGle.

it , il primo social network dedicato ai Gen-itori Sin-gle.

Dal preparare una delega a scuola per un altro genitore al mantenere i buoni rapporti con gli ex, fino alla ricerca di nuove amicizie: ecco qualche consiglio per sopravvivere nel mondo dei genitori single.

Essere un genitore single significa avere grandissime doti comunicative, logistiche e relazionali. Significa prevedere, oltre al “normale” accompagnamento e ritiro del figlio da scuola anche le attività come lo sport, la musica e le ripetizioni. Se poi i figli sono due e gli sport diversi gli sforzi si moltiplicano.

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Sono tante le mamme di Hollywood che crescono i loro pargoli da sole: da Sandra Bullock a Charlize Theron, da Jodie Foster a Diane Keaton, nessuna di loro ha un marito o un fidanzato, ma tutte se…

Come fare a sopravvivere? «La parola multitasking pare essere stata inventata proprio per definire il ruolo di un genitore single», commenta Giuditta Pasotto, mamma single e fondatrice di GenGle.

it, il primo social network dedicato ai Gen-itori Sin-gle, per dare loro e ai figli che lo accompagnano l'opportunità di farsi una nuova cerchia di amici.

Proprio a lei abbiamo chiesto qualche consiglio di sopravvivenza per una mamma – o anche un papà – single.

1. Cercare degli amici

«È fondamentale fare subito amicizia con le altre mamme, capire dove abitano e gli impegni che hanno: creare un buon rapporto con anche solo un’altra mamma può salvare la vita. Accompagnare o riprendere almeno uno dei due figli può essere una delle cose da depennare dalla lista dei “to do” se si ha una buona amica… ».

2. La delega a scuola

«Anche a scuola è importante trovare l’aiuto di un altro genitore. Ad esempio, si può portare la delega per la mamma di un compagno di classe, che magari non ha problemi di orario: in caso di imprevisto colossale può evitare che vostro figlio aspetti seduto nello sgabuzzino dei bidelli il vostro arrivo!»

3. Mantenere un buon dialogo con l’ex

«Può sembrare abbastanza utopico, ma con qualche stratagemma è possibile farcela. Tenete sempre a mente l’obiettivo: è molto probabile che la vostra disponibilità sarà ripagata da quella dell'ex partner. Dei piccoli do ut des aiutano a sentirsi in equilibrio e a mantenere aperto un dialogo con lui, rendendo più semplice il ménage».

4. Insegnare ai figli a rispettare le regole

«Quando si è da soli non si può sfruttare il “gioco” del poliziotto buono e del poliziotto cattivo e quindi bisogna fare in modo che i figli siano responsabili e ubbidiscano al genitore per evitarne lo sfinimento.

Come fare? Spiegare sempre la situazione: a me a volte capita di avere avuto una dura giornata al lavoro e lo dichiaro non appena arrivano i bambini, chiarendo che sono nervosa e che è meglio non “esagerare”.

Questo generalmente già li rende più docili e un eventuale richiamo “vi ricordate che sono particolarmente stanca ora?” può essere valido per farsi aiutare nei vari compiti di casa, come apparecchiare e sparecchiare la tavola per la cena.

Spesso consideriamo il fatto che i figli non capiscano, ma sono piccoli esseri umani e anche loro provano spesso quello che proviamo noi: dobbiamo solo abituarli a renderli partecipi!».

5. Guardare avanti

Quasi tutti i genitori separati hanno i turni con i figli.

Quello che da fuori si immagina è che, se i figli sono con l’altro genitore, quello che rimane “single” a casa vada a ballare o a darsi alla pazza gioia, mentre invece spesso l’assenza dei figli è perfetta per sistemare casa, lavarsi i capelli con calma, fare il cambio dell’armadio.

Il massimo della libidine è uscire con qualche amica che, inesorabilmente, si preoccupa per la nostra sorte di donna separata e spesso ci fa rimpiangere di non essere rimaste a casa a pulire il frigo! Per ovviare a questo problema potrebbe essere interessante trovarsi una cerchia di amicizie e persone che empatizzino con voi e che non continuino a farvi guardare indietro, ma piuttosto vi diano una bella spinta per cominciare il processo di rinascita. Ecco perché ho creato GenGle, che è una comunità di genitori single che si supportano e hanno creato nel tempo una vera e propria rete di amicizie che copre tutta l'Italia».

Источник: https://www.nostrofiglio.it/famiglia/separazione-e-divorzio/mamma-single-consigli

Quando la mamma ha un nuovo compagno

Mamme single: come avere una nuova relazione

Qualche giorno fa è arrivata in redazione la mail accorata di una lettrice: «Sono separata da 5 anni e da 2 ho iniziato una relazione. Mio figlio, 12 anni, non accetta il mio nuovo compagno e fa di tutto per farmi perdere le staffe» ha scritto Laura. Anche a distanza di tempo dalla separazione, succede che i ragazzi si impuntino e non permettano di rifarsi una vita.

«Per questi bambini adattarsi al fatto che mamma e papà non stessero più insieme ha significato cercare un equilibrio diverso, conquistato a fatica, che ora, con una nuova persona rischia di venir compromesso» spiega Giuditta Pasotto, autrice di Genitori single.

Manuale di sopravvivenza per avere una relazione serena con i figli e con l’ex (Giunti) e ideatrice della community per genitori separati Gengle.it.

Spesso, mentre la nuova coppia vive un momento magico e cerca di creare una routine piacevole, i figli, soprattutto se adolescenti (come nel caso della nostra lettrice), faticano ad adeguarsi alla realtà e si difendono con comportamenti ostili. Che però possono essere ridimensionati e mitigati come hanno fatto le mamme delle tre storie.

1 su 3: sono le donne che, secondo il portale inglese Gransnet, dopo la separazione, rinunciano a rifarsi una vita a causa dell’ostilità dei figli

Francesca, 48 anni, ha una figlia di 17 anni

«I miei genitori sono divorziati, entrambi risposati e so quanto si soffre quando un nuovo partner viene introdotto senza un minimo di tatto. Io mi sono sentita molto invasa quando è successo a me. È una sensazione forte che mi porto dentro ancora. Per questo con mia figlia di 17 anni sono molto cauta. La prima sera che è venuto Silvano a cena da noi, ero in grande ansia.

Lo frequento da un anno e so che rifarmi una vita è mio diritto, ma cerco in ogni modo di non gravare su di lei. Pian piano, con l’esperienza, ho capito che il modo migliore è procedere a piccoli passi, cercando di rispettare i suoi tempi e le sue emozioni: se vedo che un giorno è giù e ha bisogno di me, solo di me, mi dedico a lei, non esco con lui.

La ascolto senza tabù: le permetto di dire che è gelosa quando capita, senza colpevolizzarla. E di sicuro, non facciamo i piccioncini davanti a lei: non è una ragazzina e non vogliamo metterla in imbarazzo. Certo, a volte mi sento come un’equilibrista, che deve rimanere in piedi tra due mondi molto molto diversi: un nuovo amore e una figlia.

Però quando lei mi dice: “Ma stasera Silvano non viene?” capisco che ho preso la strada giusta».

Circa 1 milione: sono le coppie “ricostruite” nel nostro Paese, ovvero quelle in cui uno dei due partner (o entrambi) hanno alle spalle una separazione. Aumentano anche i “terzi genitori”, cioè gli adulti che convivono con i figli dei propri compagni (dati Istat)

Anna, 46 anni, ha due gemelli di 9 anni

«Da 3 anni frequento Daniele a cui i miei figli sono molto legati oggi. Confesso che avrei voluto farlo entrare gradualmente nella loro vita, ma non ho avuto scelta: il mio nuovo compagno abita in un’altra città, a oltre 300 km da me, e ogni volta che mi viene a trovare deve per forza fermarsi a dormire. I piccoli all’inizio erano molto guardinghi nei suoi confronti.

Spesso quando dicevo loro: “Ti voglio bene” mi sentivo ribattere: “Sì, ma ne vuoi anche a lui”. Poi ho iniziato a rispondere: “Lui ha solo un pezzettino del mio cuore, il resto è vostro. Nella nostra famiglia rimarremo sempre io, voi e il papà” mi sono accorta che si tranquillizzavano.

“Il papà” è stata la parolina magica: avevano bisogno di essere rassicurati, di sapere che questa persona non avrebbe preso il suo posto. Che le loro radici rimanevano ben solide. Così, stiamo sempre attenti a non sovrapporre le due figure maschili, puntiamo molto sulla loro diversità: se il padre li porta al museo, Daniele li fa giocare a pallone.

In ogni caso non riveste mai un ruolo educativo per loro, quello rimane nelle mani di noi genitori. E loro lo sentono».

Laura, 47 anni, ha una figlia di 27 anni

figlia aveva 4 anni e ho incontrato il mio nuovo compagno 7 anni dopo. Con Paola, allora undicenne, avevamo trovato un nostro assetto ben consolidato. Difficile farci stare dentro un’altra persona.

Io come mediatrice non ero capace: rischiavo di produrre l’effetto contrario, di costruire situazioni artefatte da famiglia allargata felice in cui eravamo tutti e tre a disagio. Mi sono resa conto che non stava a me costruire a tavolino la loro complicità: doveva nascere da sé.

Allora ho fatto un passo indietro: mi sono spostata dalla prima linea e ho lasciato che mia figlia e il mio nuovo compagno fossero liberi di creare un loro rapporto, in modo autonomo.

E soprattutto fuori dai cliché: lei non era “la figlia di” e lui non si sentiva “il compagno della mamma”, ma solo due persone che, per una circostanza fortuita, si sono incontrate nella vita. Così, all’inizio, se uscivamo per andare al cinema lasciavo che fossero loro due a mettersi d’accordo per scegliere il film.

Con il tempo hanno, poi, scoperto di divertirsi insieme ai fornelli. Li lasciavo fare, anche se poi toccava mettere in ordine la cucina. Ho sempre sostenuto la loro alleanza: ha alimentato il rispetto reciproco. A settembre ci sposiamo: è stata Paola a insistere: “Mamma, è ora” mi ha detto».

Источник: https://www.donnamoderna.com/news/societa/come-dire-a-tuo-figlio-che-hai-un-nuovo-compagno

Sedurre un uomo: consigli per mamme single (ma non solo)

Mamme single: come avere una nuova relazione
Uomini e donne: capire l’incapibile Ilaria Cardani 7 Giugno 2013

Se sei una mamma single, questo articolo è per te.

Ma anche se non sei una mamma e vuoi sedurre un uomo, questo articolo ti interessa e ti interessa anche se sei mamma e non sei single: ci sono consigli preziosi anche per te, se hai intenzione di continuare a dare valore a te stessa e alla tua vita.

Qualche settimana fa ho scritto un articolo dedicato alla separazione e nei commenti una lettrice mi ha invitato a dare suggerimenti speciali alle mamme single. La nostra amica mi ha scritto “La mia domanda è: .

La domanda è quanto mai opportuna.

Molte delle mie lettrici sono mamme single, piene di vita, capaci e affascinanti che, come molte altre single a questo mondo, si ritrovano con una questione aperta: è possibile trovare uomini interessanti (e sottolineo interessanti) e nello stesso tempo desiderosi davvero di impegnarsi in una relazione seria e duratura (e sottolineo desiderosi di impegnarsi)?

Sì, perché, diciamocelo pure, non è difficile fare incontri al giorno d’oggi: con un po’ di impegno, molta spensieratezza e un filo di cinismo qualcuno con cui prendere un caffé, mangiare una pizza o anche avere una storia di sesso non si fa fatica a trovarlo. Essere disponibili e avere esigenze molto contenute rende possibili un gran numero di relazioni, anche molto ravvicinate.

Ben diverso è realizzare una relazione piena e appagante con una persona alla quale ci si sente davvero legate e che ci tiene davvero (sia a te, sia al rapporto).

E questa è una sfida interessante non solo per chi è mamma, ma anche per chi non lo è. Un uomo qualunque non è difficile da trovare. Un uomo giusto è un po’ più difficile.

E’ una legge statistica: per esempio a Milano sui marciapiedi è più facile vedere cacca di cane che orchidee (dalle tue parti non so).

La mamma single e l’uomo giusto per lei

Per chi è single ed è anche mamma, quando si tratta di trovare l’uomo giusto è necessario avere consapevolezza che questo uomo giusto abbia anche la giusta voglia e la giusta carica di entusiasmo per condividere il proprio percorso con una donna che è anche mamma e quindi con quel che significa avere dei figli.

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E’ forse questo un aspetto negativo nel quadro generale del “sono mamma single e voglio trovare l’uomo giusto per me”? No, non lo è, anzi. Potrebbe addirittura essere un vantaggio: essere mamma single è un modo chiaro per proporsi ed eventualmente evitare e “scremare” perditempo e cazzoni di vario genere.

Nello stesso tempo, se sei una mamma single, è bene che tu non ti consideri più vulnerabile o meno degna di attenzione di chi mamma non è.

Se tu ti consideri vulnerabile è inevitabile che ti comporti in modo vulnerabile e ti assicuro che il mondo è pieno di seduttori da strapazzo che pur di aggiungere una nuova conquista al proprio elenco sono disposti a fingersi perfetti padri di famiglia o perfetti compagni di una donna con figli, per poi dileguarsi alla prima occasione.

Entriamo più nel merito con i 5 consigli basilari che ho preparato per le mamme single che vogliono scoprire come sedurre un uomo senza stress.

5 passi importanti per sedurre

  1. Rivedi le tue convinzioni sul tuo stato di “mamma single”. Cancella i sensi di colpa. Si tratta di atteggiamento mentale. L’atteggiamento mentale è alla base della riuscita o del fallimento in qualsiasi campo. Tipico della mamma single è il senso di colpa, verso molte persone e per molte ragioni (tutte immotivate).

    Il primo senso di colpa è dovuto al fatto di non aver saputo o di non aver voluto mantenere la relazione con il padre di suo figlio o dei suoi figli. Se il tuo compagno ti ha lasciato o vi siete separati, non te ne devi fare una colpa. Di certo è la cosa giusta che ti doveva capitare o che potevi decidere.

    Il secondo senso di colpa è dovuto alla convinzione di dover dare il massimo ai pargoli. Molte donne sono convinte che maternità faccia rima con sacrificio e quindi ritengono di dover rinunciare alla propria vita per il bene dei figli.

    E questa, te lo dico, è una strombata pazzesca… Il terzo senso di colpa è dovuto al desiderio di avere un nuovo compagno, con tutto quello che comporta: “una mamma per bene non dovrebbe nemmeno pensarle certe cose!” Il quarto senso di colpa è nei confronti del partner potenziale: “poverino, dovrebbe prendersi me e anche un po’ i miei figli…” Questi sono alcuni dei sensi di colpa della mamma single che ho voluto elencare oggi. Se te ne vengono in mente altri, segnali su un foglio. Poi brucia il foglio, insieme ai sensi di colpa. Il senso di colpa è il più grande freno alla tua felicità (e anche a quella dei tuoi figli, perché una madre infelice non aiuta i figli a essere felici).

  2. Sii orgogliosa di quello che sei e di quello che fai ogni giorno per portare avanti la tua vita e quella della tua famiglia: essere mamma è un grande impegno e sei single la sfida raddoppia, senza contare che magari hai anche della grane legali alle quali pensare, il padre dei tuoi figli che ti dà problemi e una situazione economica che non è molto favorevole. Brava, sei una donna in gamba, complimenti. Impara a riconoscere i tuoi meriti. Soprattutto quando ti sembra di commettere errori.
  3. Dài il giusto spazio a tuo figlio o ai tuoi figli. E dài il giusto spazio a te stessa, soprattutto. Tu vuoi che tuo figlio o tua figlia siano sereni e capaci di affrontare la vita con sicurezza? Bene! Hai ragione. Allora smettila subito di rinunciare alla tua parte di vita per la sua o per la loro. I figli vanno amati in modo disinteressato, quindi non devono essere né la consolazione ai tuoi dolori (magari a quelli dovuti alla separazione), né le vittime della tua tristezza. Non devono essere nemmeno i dittatori di casa. Per questo vanno rispettati i loro diritti di essere sereni e anche i tuoi. Impegnati quando sei con loro privilegiando la qualità della tua presenza e della tua attenzione. E impara a prenderti spesso e regolarmente del tempo di qualità tutto per te, anche per fare nuovi incontri. Non perdere tempo in chat o su , ma esci a incontrare persone (non necessariamente uomini). Organizzati con altre mamme per prendervi cura dei figli a turno, non vergognarti di chiedere aiuto alla tua famiglia per qualche serata fuori e gestisci con accortezza il tuo denaro per magari chiedere il supporto di una baby sitter. Qualsiasi sia la tua storia passata, se sei una mamma single è necessario che ti concentri nel creare nuove relazioni di fiducia con altre persone, oggi si dice “creare rete”. E’ importante che tu possa sentirti compresa e sostenuta. Con garbo e dandoti il tempo giusto avvicinati ad altre mamme, alle insegnanti delle scuole dei bambini, guardati intorno, cerca nuove idee: ti garantisco che intorno a te ci sono moltissime opportunità, datti da fare attivamente per coglierle.
  4. Concentrati su quello che di positivo c’è nell’essere una mamma single: il fatto di avere dei figli in realtà ti permette di entrare in contatto con tutto l’universo che gira intorno al mondo dei bambini e dei ragazzi. All’uscita da scuola, al corso di nuoto o a quello di scherma ci sono un sacco di padri single. E anche al parco giochi o alle feste scolastiche. Coltiva il tuo buon umore e guarda con positività agli altri. Rivolgiti agli altri genitori e agli altri bambini con apertura e fiducia, con la disposnibilità a fornire tu per prima il sostegno di cui pensi di aver bisogno, ma con allegria e leggerezza.Questo ti rende attraente, ti fa uscire dal guscio di tristezza nel quale probabilmente ti sei chiusa quando ti sei ritrovata a essere single, oltre che mamma.
  5. Quando sei con un uomo e inizi una relazione, ma anche nella tua vita di tutti i giorni, pensati e considera te stessa innanzittutto come donna e non solo come mamma. Magari non te ne rendi conto ma potresti usare il fatto di essere mamma come una specie di “scudo” per non farti coinvolgere in una bella storia. Non usare il tuo ruolo di mamma né per sentirti in qualche modo “superiore” alle altre donne oppure non all’altezza della situazione. Renditi interessante per quello che sei: la mamma non toglie fascino alla donna.

Pensi che i miei consigli siano praticabili? Quello delle mamme single che vogliono costruire una nuova relazione serena è un argomento di tuo interesse? Ti piacerebbe che venisse approfondito e arrichito in nuovi articoli?

Источник: https://www.lapersonagiusta.com/separazione/sedurre-uomo-mamma-single-uomo-giusto/

Quando i genitori hanno una nuova relazione: che fare? – Dott.ssa Cerioni

Mamme single: come avere una nuova relazione

Che succede se un genitore separato intraprende una nuova relazione affettiva? I genitori sono esseri umani e dunque è normale che la loro vita affettiva continui. I problemi che nascono riguardano “se” “quando” e “come “ parlare ai figli del nuovo rapporto.

Quando i genitori hanno una nuova relazione: come spiegarlo ai figli?

Se ne parla dicendo semplicemente la verità, rassicurando i figli che l’amore genitoriale è infinito, e dunque non si consuma se arriva qualcun altro.

L’importante è che i bambini sentano considerati i loro sentimenti e le perplessità che possono avvertire per la nuova situazione.In tal modo si sentiranno rispettati e considerati, anche perchèépercepiranno che nessuno vuole ingannarli .

Un atteggiamento aderente alla realtà ed empatico metterà le basi per lo sviluppo di una relazione serena con il nuovo adulto.

Papà e mamma hanno un nuovo compagno: ecco come gestire il rapporto fra i figli e il terzo genitore

La qualità di questa nuova relazione è legata a molteplici “variabili”.È indubbio che il rapporto con i figli deve iniziare solo quando c’è stabilità nella relazione affettiva, al fine di evitare ai bambini di legarsi a qualcuno che scompare prima o poi.

Nel caso in cui la relazione sia “importante “ è bene parlarne ai figli e chiedere loro se hanno piacere di fare quella conoscenza. Qualunque risposta emerga deve essere rispettata, per rispettare i tempi interni dei bambini.

È anche prevedibile da parte del minore una iniziale gelosia nei confronti del nuovo/a arrivato/a.

Di grande rilievo è l’atteggiamento dell’altro genitore: se accetta la presenza di un nuovo fidanzato/a cercherà solo di assicurarsi che quest’ultimo sia una brava persona e si comporti adeguatamente con il figlio.
In molte situazioni accade, invece, che l’arrivo di un nuovo compagno dell’ex partner venga percepito come un pericolo.

Nasce il timore che oltre a “deprivarlo” definitivamente dell’ex compagno, possa alienargli l’affetto del figlio, e dunque vengono attuate strategie difensive.
Si mette in cattiva luce il nuovo compagno, si incarica il minore di riferire tutto ciò che questi dice e fa, oppure si cerca di imporre all’ex coniuge il divieto di frequentare il figlio insieme al nuovo fidanzato.

Tutto ciò mette in difficoltà il bambino, che si sentirà condizionato nel nuovo rapporto dal “patto di fedeltà” che gli ha imposto il genitore che soffre di gelosia :” se stai bene con qualcun altro diverso da me mi tradisci ed io soffro”.

La nuova relazione dei genitori separati: quando il nuovo compagno è una risorsa

Nello sviluppo delle relazioni umane i ruoli giocano una parte importante, ma sono i sentimenti che decidono alla fine la natura dei rapporti.

Quando un bambino incontra un adulto che sa entrare in rapporto in modo adeguato, (con rispetto ed empatia), è contento di legarsi a lui, senza per questo confondere tra loro i legami primari. Questo significa che il padre e la madre rimangono bene individuati nei loro ruoli, senza confusioni.

Per esempio il legame che un bambino stabilisce con la propria insegnante può essere molto significativo, ma non per questo egli la confonderà con sua madre.

Se gli adulti sono sereni ed in accordo tra loro, il bambino si sente libero di affezionarsi al nuovo compagno.

Egli avrà una nuova figura adulta a cui affidarsi, ciò rappresenta la possibilità di interiorizzare ulteriori risorse con cui affrontare la vita.

Attraverso il processo di interiorizzazione degli adulti per noi significativi si sviluppano le capacità di fronteggiare la realtà; dunque maggiori sono le risorse a nostra disposizione, migliore sarà la nostra vita.

Cosa prova un bambino quando vede il genitore con un nuovo compagno/a?

Sicuramente i vissuti sono legati a molte variabili: il rapporto esistente tra i suoi genitori, e dunque la reazione del genitore ancora single, la personalità del nuovo partner e molto altro.

I figli avvertono generalmente la comparsa del nuovo partner come una minaccia al loro legame col genitore, temendo di occupare un posto più marginale nell’affetto di quest’ultimo; tale reazione riguarda soprattutto il periodo dell’infanzia.

Nel caso in cui il genitore single sviluppi gelosia verso il nuovo partner dell'”ex”, temendo che gli sottragga anche l’affetto del figlio, indurrà nel bambino sensi di colpa qualora questi si affezioni al nuovo compagno/a.

Anche nel caso in cui il genitore single sviluppa gelosia verso il nuovo partner del ex, temendo che possa “portargli via” anche il figlio.

In questi casi il genitore geloso metterà in cattiva luce il presunto rivale e indurrà sensi di colpa nel bambino qualora questo gli si affezionasse.

In questa situazione i minori vivranno un conflitto interno che inciderà nella creazione del loro rapporto con il nuovo arrivato.

Se il/la nuova partner riescirà a stabilire una relazione serena coi bambini, alla fine tutte le problematiche riusciranno a risolversi, poiché i rapporti non si sviluppano in base ai ruoli ma ai sentimenti che scaturiscono dalla relazione stessa.

Источник: http://www.annagraziacerionipsicologa.it/genitori-nuova-relazione/

Gravidanza
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