Mamme e marachelle dei figli: cosa aspettarsi?

Punizione. Un metodo antico adottato sui bambini che oggi deve farci riflettere

Mamme e marachelle dei figli: cosa aspettarsi?

Bambini umiliati, feriti e maltrattati. Questi erano quelli di un tempo che venivano educati con sistemi duri come la punizione e l’uso della verga.


Genitori non si nasce e per molti anni, sono tante le famiglie in cui sono stati adottati metodi duri per educare i figli.
A casa i genitori e a scuola gli insegnanti.

Questi bambini hanno dovuto sottostare a metodi educativi molto severi. Sono così cresciuti pieni di paure e insicurezze.

Come si fa, allora a far si che i nostri figli crescano educati e diventino delle persone con dei principi sani?

Non è sicuramente la punizione, la strada da intraprendere. I bambini di fronte a metodi così duri, diventeranno ragazzi pieni di rabbia e di paura. Non troveranno il modo per sviluppare le loro capacità utilizzando metodi diversi.

Essi stessi saranno persone violente una volta diventati adulti.
Bambini che sono cresciuti in un clima di violenza perdono la fiducia negli adulti. Occorrerà molto tempo per far risanare le loro ferite e riacquistare quella fiducia persa.

Oggi con una maggiore informazione, genitori ed educatori hanno capito gli errori commessi.

Perché non è importante risolvere la situazione del momento con una punizione, ma è necessario guardare lontano per rendersi conto delle conseguenze future di comportamenti di questo tipo.

Le conseguenze di una punizione

Nel momento in cui vengono adottate delle punizioni, pare che funzionino davvero. Il bambino diventa obbediente e rispetta le regole.


I genitori che notano che il bambino si blocca perché stava commettendo una marachella o che la smette di picchiare il fratellino, credono che sia questo il metodo giusto per educare i propri figli.

Molte mamme raccontando le monellerie dei loro bambini, affermano che sono tremendi e con loro funziona sono la punizione.

Un bambino che quotidianamente viene messo in castigo, viene sculacciato e sgridato non capisce in realtà cosa sta sbagliando

La risposta a questi metodi è solo nervosismo, agitazione e altre marachelle ancora.
Il discorso non vale solo per i genitori. Nelle scuole materne, ci sono classi affollate dove un insegnante si ritrova a dover fronteggiare da solo le problematiche di ciascun bambino.

Ci sono insegnanti nervosi, che spesso non controllano la loro rabbia e usano metodi errati.
Un bambino allontanato dal gruppo con lo scopo di proteggere gli altri dalla sua aggressività, non farà che peggiorare la situazione.

Cosa è meglio di una punizione

Il compito degli insegnanti è quello di vigilare i bambini perché non si facciano male. E’ anche necessario, però trattarli tutti allo stesso modo. Con le dovute maniere, spiegare i comportamenti errati e dare l’esempio utilizzando parole dolci e comprensive.

A casa i genitori devono usare lo stesso metodo.
Bambini molto piccoli, di 2 o 3 anni che vengono puniti non capiranno mai cosa hanno sbagliato se non gli viene spiegato.

I genitori hanno di fronte delle persone che meritano di essere ascoltati. Devono imparare ad instaurare un dialogo costruttivo con i loro figli.

Non devono credere che siano troppo piccoli per le spiegazioni. I bambini assorbono tutto. Capiscono lo stato d’animo dei grandi.

La mimica facciale, o il tono della voce li aiutano a comprendere che la mamma è comprensiva o è troppo arrabbiata con loro.

Come vedono la punizione i bambini

In figli si aspettano dai genitori comprensione e soprattutto protezione.
Con la punizione si sentono rifiutati e rischiano di crescere insicuri e privi di affettività.

Non sentono quel calore che li fa sentire al sicuro

Anche un bambino vivace e dispettoso nasconde un animo dolce e sensibile. Le punizioni costituiscono un trauma e gli insegnano che da grande anche lui userà lo stesso atteggiamento.

Nelle famiglie dove i genitori sono autoritari e aggressivi, si notano ragazzi con atteggiamenti severi e duri verso i fratelli e persino nei confronti degli stessi genitori.

Un figlio si aspetta dalla propria madre amore, comprensione e complicità.

Se di fronte a una marachella, il bambino riceve una punizione senza capirne le ragioni, ne soffrirà.
Si sentirà solo e soprattutto giudicato. Per lui sarà traumatico.
Anche se nel momento in cui un bambino compie una marachella sembra forte e spavaldo, dopo la punizione appare per quello che è davvero.
I suoi occhi mostrano il dispiacere di quel gesto ricevuto dalla persona di cui hanno fiducia e nei confronti della quale vorrebbero apparire il migliore di tutti.

Con la punizione, il bambino perde la fiducia nei suoi punti di riferimento. La fa sentire tradito e soprattutto solo e abbandonato

Nascono in lui delle paure che gli impediscono di sperimentare e quindi di sviluppare le suepotenzialità.

La paura di essere di nuovo punito lo blocca. Gli impedisce di prendere delle iniziative nuove.
Il bambino resta allibito di fronte un genitore che lo punisce.

Non si aspetta da parte sua questo trattamento.

Spesso, genitori stanchi e stressati non comprendono i comportamenti dei loro figli

  • Dopo una giornata in cui non si vedono, forse il bambino chiede delle attenzioni?
  • E’ stanco anche lui, ha sonno o fame?
  • E’ nato da poco un fratello e lui si sente messo da parte?

Sono tanti i motivi che possono spingere un bambino a fare il monello.

Il compito dei genitori è riuscire a percepire da cosa dipenda il suo disagio.
Ecco perché il bambino che compie una monelleria, ma in buona fede, ci resta male a una punizione dei genitori. Si aspettava un altro tipo di trattamento.

Magari avrebbe avuto bisogno di un abbraccio o un po’ di tempo da trascorrere con mamma e papà.

Una punizione non è utile a nessuno

Un bambino abituato alle punizioni non diventa migliore.
Una punizione fa sentire meglio chi la infligge, poiché scarica tutta la tensione accumulata in quel momento.

La maestra di fronte a una classe rumorosa che non ascolta, decide che nessuno uscirà in cortile per la pausa, non fa la cosa giusta.

Il papà stanco del lavoro che strappa via i giocattoli di mano al figlio per mandarlo a letto a suon di sberle, la prossima volta è meglio che conti fino a dieci.

La punizione dà a chi la infligge una sorta di soddisfazione, ma dura poco.
Dopo i primi momenti in cui sembrava la soluzione più giusta, ci sono poi le conseguenze. Un bambino impaurito e triste e un adulto che dopo aver riflettuto sull’accaduto, sente i sensi di colpa, ma ormai è troppo tardi.

Ciò che hanno fatto a me io faccio a te

Genitori che hanno ricevuto lo stesso trattamento, fanno la stessa cosa ai loro figli. Non sono persone cattive, ma è l’unico metodo educativo che conoscono.

I loro genitori hanno sbagliato con loro e adesso loro lo fanno con i propri figli.

Non ci si dovrebbe aspettare dagli insegnanti questo comportamento traumatico.

Purtroppo, anche loro sbagliano, nonostante le conoscenze pedagogiche.

Ci dovrebbero essere maggiori controlli nelle scuole, ma soprattutto occorrono dei corsi di aggiornamento per insegnanti di vecchio stampo.

A seguito di fatti accaduti in diverse scuole, che vedono insegnanti violenti picchiare bambini anche molto piccoli, occorrerebbe sottoporre a visita psichiatrica tutti coloro che svolgono un’attività lavorativa a contatto dei bambini.

Источник: https://www.bambino.it/educazione/punizione-1064

Silvana Santo – Una mamma green, Autore presso Una mamma green – Pagina 46 di 101

Mamme e marachelle dei figli: cosa aspettarsi?

Sono stata per la prima volta in Andalusia nel 2013, mentre ero incinta del mio primo figlio. Un viaggio itinerante di un paio di settimane, che mi aveva letteralmente stregato. I colori caldi, le architetture arabeggianti, la natura così variegata. La luce.

La gente ospitale, le tradizioni antiche. Le baie infestate di fantasmi di bucanieri. Il deserto di pietre e terra rossa. I minareti trasformati in campanili, col sangue arabo sparso insieme a quello iberico. Le fontane, i giardini pieni di aranci e i patio ombreggiati e freschi.

Così, quando ci siamo trovati alla ricerca di una destinazione abbordabile per una breve vacanza a cavallo della scorsa Epifania, non abbiamo avuto esitazioni.

Si torna a el-Andalus, questa volta con i figli, per scoprire la parte sud-occidentale della Regione, che qualche anno fa avevamo dovuto tralasciare per mancanza di tempo.

Andalusia con bambini: Cadice

Cadice mi ha rapito il cuore. L’aria vissuta, i palazzi dai colori pastello, la luce bagnata di Mediterraneo e profumata di nord Africa. Un sogno che resterà nella mia mente per tutta la vita.

Ai bambini piaceranno tantissimo i numerosi parchi gioco sparsi per la città (sempre sicuri, recintati e puliti), i banchi colorati del mercato coperto, la spiaggia d’oro a pochi minuti dal centro storico, l’ascesa (facile) al campanile della cattedrale.

Il centro storico è in gran parte pedonale, e si gira senza particolari problemi.

Anche l’arrivo nella città vecchia, lungo l’istmo che la collega al resto della conurbazione, sarà una piccola avventura, con il mare ai due lati che si può quasi sfiorare allungando le mani.

Se alloggiate in centro storico, come abbiamo fatto noi, tenete conto che i parcheggi sono piuttosto costosi. Per il resto, i prezzi sono tutto sommato abbordabili.

Andalusia con bambini: Jerez de la Frontera

A pochi chilometri da Cadice, Jerez custodisce un’anima che più andalusa non si può. Cavalli e sherry sono le sue principali attrattive, senza dimenticare un centro storico pregevole, una cattedrale molto interessante e una fortezza, l’Alcazar, che vi catapulterà al tempo della dominazione arava del XII secolo (all’interno c’è anche un bel giardino con una specie di labirinto).

Dopo una rapida visita al centro cittadino, noi ci siamo diretti verso la fondazione Real Escuela Andaluza del Arte Ecuestre, per assistere a uno spettacolo musicale con cavalli e carrozze. Un’esperienza che piacerà a bambini di qualsiasi età, permettendo a tutta la famiglia un vero e proprio “bagno” nella tradizione andalusa.

C’è anche la possibilità di visitare le scuderie con una guida, incontrando da vicino i bellissimi stalloni ospitati dalla Real Escuela di Jerez, che forma ogni anno cavallerizzi ed amazzoni di altissimo livello.

Oltre allo spettacolo, che si tiene secondo un calendario consultabile sul sito, la struttura in sé merita senz’altro una visita, e ospita anche un museo e dei piacevoli giardini, in cui sorseggiare uno sherry tra le cicogne che nidificano sui tetti delle bodegas di sherry dismesse.

E se come me siete amanti del vino liquoroso e dolce tipico di questa regione spagnola, vi consiglio di visitare una delle fabbriche (le bodegas, appunto) che organizzano tour e degustazioni. Noi abbiamo rinunciato per mancanza di tempo.

Andalusia per bambini: Ronda

Ronda mi è sembrata uno dei rari posti fuori dall’Italia che custodisca una bellezza “quasi italiana”. Dalle mura massicce alla mezquita-cattedrale, dalla vista sul Tajo, la profonda gola su cui sorge lo scenografico Puente Nuevo, tutto è bellezza. Tutto è poesia.

Tranne, a mio personale parere, la corrida, il cui immaginario si respira molto forte per le strade di Ronda (basti pensare che qui sorge la più antica plaza de toros di Spagna, celebrata dalla penna di Hemingway insieme al resto della città).

Non è una cittadina particolarmente child-friendly, ma non mancano un ampio parco pubblico con una splendida vista sulla valle e con un grande parco giochi. Che i miei figli hanno ignorato del tutto, preferendo rincorrersi tra loro nel tiepido sole dell’inverno andaluso.

Andalusia con bambini: Gibilterra e Tarifa

Gibilterra non è forse una “bella città” in senso stretto, ma possiede il fascino indiscusso delle terre di frontiera. Esercita quella misteriosa attrazione dei posti di confine, divisi tra due storie, due culture, due identità. La ricchezza irresistibile della diversità.

Noi abbiamo puntato a visitare soltanto la Rocca, che sento di indicare come un posto perfetto da visitare con i bambini. Il mio consiglio è di lasciare l’auto al parcheggio e salire in cima con la cabinovia (cable car), che rappresenta di per sé un grande divertimento per i piccoli.

 Arrivati in cima, tutti, indistintamente, sarete rapiti dalla visione mitica delle Colonne d’Ercole, dal profilo della costa marocchina che si staglia all’orizzonte, dal via vai di navi che attraversano lo stretto.

E dalla sfacciataggine delle scimmie che, libere e indisturbate, popolano la Rocca di Gibilterra.

Non vi avvicinate troppo, non date loro cibo e comportatevi con rispetto e buon senso. Vi garantiranno ore di divertimento, altro che documentari in tv.

Se vi va di gustare qualche piatto (senza pretese) della cucina britannica, assaggiate la cucina della tavola calda in cima alla Rocca. La zuppa è deliziosa, e il panorama è sensazionale.

Lasciando Gibilterra con l’auto, fermatevi a guardare il suo profilo da lontano, e ditemi se non sembra anche a voi che somigli tantissimo al boa del Piccolo Principe!

Nel pianificare la vostra visita a Gibilterra con bambini, tenete conto delle possibili code in entrata e in uscita alla frontiera (dove dovrete mostrare i documenti di tutta la famiglia). Noi ce la siamo cavata con una ventina di minuti di attesa solo al ritorno, ma penso che in estate la situazione possa essere molto più caotica.

L’ultima tappa del nostro viaggio in Andalusia con i bambini è stata una visita lampo a Tarifa, sufficiente per innamorarsi perdutamente del suo lungomare con vista sull’Africa.

Il regno del vento, che spazza un mare di un blu surreale e che sospinge le vele dei numerosi kiter che vengono a sfidare le correnti aeree e marine in tutte le stagioni.

Anche il centro storico di Tarifa, con i vicoli, le mura possenti e le chiese di pietra, merita senz’altro una visita.

Andalusia con i bambini: Estepona

A Estepona abbiamo alloggiato, dopo i primi due giorni a Cadice, perché era una località strategica per l’itinerario che avevamo in mente, e non troppo lontana dall’aeroporto di Malaga, dal quale saremmo ripartiti.

Una scelta azzeccata, e che mi sento di consigliare non soltanto per gli aspetti logistici, ma anche per i prezzi molto accessibili e le opportunità per chi viaggia in Andalusia con bambini: una enorme spiaggia di sabbia, aree versi e un gigantesco playground sul lungomare, con giochi adatti a bambini di tutte le età.

L’Andalusia è una meta perfetta per un viaggio con bambini (e anche senza, ovviamente!). Meravigliosa e colorata in qualsiasi stagione dell’anno, saprà sedurvi senza mai più abbandonarvi. Parola mia!

Источник: https://www.unamammagreen.com/author/wp_11549920/page/46/

Cosa aspettarsi da un figlio di 9/10 anni

Mamme e marachelle dei figli: cosa aspettarsi?

Che età curiosa questa.

Età di trasformazione, una lotta continua tra essere piccoli e volersi sentire grandi.

E’ tutto nuovo per me, ed è nuovo perchè non ricordo di aver passato questa fase.
Anzi, ne sono certa: son passata direttamente da infanzia a adolescenza, intorno ai 13/14 anni.

Ricordo che alle medie ancora giocavo con le bambole, ero una bimba tranquilla, giocavo con i miei amici, e giocavo ancora di più da sola, nella mia cameretta al secondo piano, dove potevo non vedere nessuno per ore. Scendevo giusto a far merenda con Bim Bum Bam.

Forse era anche il periodo in cui costruivo bacchette magiche ed ero convinta che sarei riuscita a trasformarmi come Creamy o Evelyn.

Alle medie ho chiesto a Santa Lucia una Barbie, e meno di un anno dopo avevo dato il primo bacio.

Per questo mio figlio, 10 anni ad agosto, è un esserino che non so bene come maneggiare.E’ tutto cambiato, sono proprio cambiati i bambini di oggi temo, rispetto a 30 anni fa.

Ecco com’è un bambino di 9/10 anni, o almeno com’è il mio.

1. Odia ancora le femmine

e tutto quello che è “da femmina“: si vergogna di maglie rosa, viola o simili.

2. Si nasconde se vede un bacio in TV:

si imbarazza da morire, si butta dietro ai cuscini urlando “che schifoooo”, ma si vede che è già un pochino malizioso.

3. Non gioca quasi più:

se fino a 6 mesi fa non sapeva neanche cosa fosse un videogioco, ora è esplosa la mania, e non farebbe altro. Devo mettere limiti, devo cambiare codice al tablet ogni 2 giorni, perchè non sa limitarsi.

Tutte le montagne di giochi bellissimi, in primis i playmobil, con cui passava le ore giocando anche con suo fratello, fine, sono nel dimenticatoio.

Purtroppo anche il piccino non ci gioca quasi più, era abituato ai giochi a due, e senza il compagno non ne ha mai voglia: ho la casa piena di giocattoli, e dovrò decidere prima o poi a vendere o regalare tutto, seppur con la tristezza nel cuore: sono così piccoli ancora!!!

4. ha smesso di guardare cartoni animati,

o quasi. Devono essere un po’ ‘”da grandi”, altrimenti li schifa. Ovviamente con continue litigate per cosa si guarda in TV. E’ difficile far andare d’accordo un bimbo di 6 anni con uno di 10. In compenso vanno per la maggiore film come Harry Potter e simili, per la mia grande gioia.

5. ha ancora paura di molte cose,

del buio, degli assassini, di certi film (ho provato a fargli vedere Braveheart ho dovuto spegnere dopo 5 minuti. Ok che l’inizio non era dei più tranquilli, ma insomma, fai tanto il figo e ti spaventi per qualche morto?).

6. non si sa più cosa regalare

Io non ho mai avuto problemi con i regali ai miei figli, anzi, avevo molte più idee che ricorrenze. Ora invece il nulla. Dopo aver regalato microscopio, drone, telescopio non so più dove sbattere la testa. Credo dovrò passare ai videogiochi, anche se mi intristisce un po’.

7. molti iniziano ad avere idee precise sui vestiti,

ma il mio no. Non gliene frega nulla, ancora devo preparargli io i vestiti per la mattina perchè altrimenti uscirebbe in pigiama.

Devo anche ricordargli di lavarsi, di cambiarsi le mutande e lavarsi i denti. Al contempo vorrebbe il cellulare, ed ha pianto quando gli ho detto che fino alle medie inoltrate non se ne parla.

8. parla di sesso:

eh, purtroppo sì. Da qualche mese a scuola non fanno altro che parlare di cose ancora troppo grandi per loro, cose che nemmeno capiscono.

Così se ne esce che uno di quinta “l’ha fatto” con una compagna (ha fatto cosa esattamente???), che il tizio si struscia sull’albero, che l’altro tizio ha un video in cui si vede che tocca le tette ad una compagna (tette? quali tette?! Ovviamente poi è partita pure la cazziata sui video, sul consenso, sulla gravità di riprendere certe cose e bla bla, cose che pensavo avrei dovuto spiegare in seconda media) , e pure peggio. Ieri mi ha chiesto “ma allora tu l’hai fatto due volte??? E la mamma di Caio quattro?! Q U A T T R O!!!!!!! Ma scusa, vuole anche dire che per Alberto lo hai fatto che io avevo tre anni: e dov’ero??? Non mi ricordo! (e meno male!). Io cerco di essere più tranquilla e naturale possibile, ma devo dire che un po’ mi infastidisce.

Anche perchè loro lo sentiranno da fratelli maggiori di qualche compagno, ma intanto li sente anche Alberto, che ha sei anni e mezzo e se non sentisse certe uscite non mi dispiacerebbe.

9. crede a Babbo Natale:

ebbene sì, iniziano le domande scomode, mi ha smascherato più volte (ogni tanto me ne esco con un “tratta bene quel gioco! Io ci ho speso soldi eh!” ” ma l’ha portato Babbo Natale”, oppure ha trovato la scatola dei scarponcini da neve” Ma come?! Li hai comprati tu???”. Però poi si beve le mie scuse palesemente campate in aria senza battere ciglio.

10. ha i suoi piccoli segreti

Un giorno un amico ha fatto passare un biglietto sotto la porta, non voleva lo leggessi, io ho cercato di prenderlo e ne è uscita una mezza tragedia.

Poi ho capito che è sbagliato imporsi, è giusto che abbia il suo mondo, gli ho solo detto che per me è importante sapere di cosa si parla per vigilare.

Mi ha detto che è un’avventura alla ricerca di pietre preziose, gli ho detto ok, basta così, per me è sufficiente.

Un bambino di 9/10 anni una contraddizione costante: parla come un diciottenne, il secondo dopo si mette a piangere per una sciocchezza, si sente grande e vuole essere piccolo, ti risponde male ma cerca la tua approvazione.

Al contempo è anche divertente e “facile”: ci si fanno grandi discorsi, si può andare ovunque senza più doversi preoccupare/vergognare (tipo nei negozi di vestiti, off limits per i primi 8 anni della nostra vita), al ristorante mangia più di me, è anche responsabile, spesso.

Nel week end porta fuori il cane appena sveglio per lasciarci dormire, prepara la colazione (quando ne ha voglia), ha provato a cucinare le prime cose, una frittata, la pasta, le uova sode. Posso lasciarlo da solo, va a trovare i suoi amici il pomeriggio, ma la sera vuole stare attaccato a me sul divano ed è una festa quando può anche dormire nel lettone.

Ascolta tutto quello che diciamo, ci riprende, inizia a giudicarci, anche se per ora continua ad adorarci.

Forse per noi genitori di bimbi nati nel 2000 il passaggio all’adolescenza sarà meno traumatico, perchè inizia gradualmente, o almeno lo spero.

Resta il fatto che vederli crescere è un’avventura incredibile.

Источник: https://www.50sfumaturedimamma.com/2018/05/cosa-aspettarsi-un-figlio-9-anni.html

Psicologa e Psicoterapeuta| Pagina 13 di 47 | Neolatte – Latte in polvere biologico

Mamme e marachelle dei figli: cosa aspettarsi?

Salve dottoressa, vorrei esporLe il mio disagio e la preoccupazione per il mio stato di salute. Ho due bimbi di 2 e 5 anni e mi sento priva di energia, soprattutto la sera. Vivo per loro, ora che sono in vacanza, soprattutto. Dalla mattina alla sera é un continuo stargli dietro. La piccola é pericolosa e molto intraprendente.

Non riesco a gestire pi๠la casa che é in perenne disordine e mi vergogno quando qualcuno viene a trovarmi. I miei genitori mi aiutano, anche mio marito ma mi sento un carico enorme e sento che non riesco pi๠a gestire, neanche con la testa, un peso cosଠgrande.

Mio marito mi dà  una mano entro i suoi limiti, anzi a volte mi fa anche arrabbiare perché mi complica le cose invece di facilitarmele. Mi sembra di impazzire. Vorrei avere una casa pi๠ordinata e pi๠adeguata ma lo spazio non é sufficiente perciò mi ritrovo i giochi in soggiorno e tutto il resto in ogni posto.

So che i bambini vengono prima di tutto ed io faccio di tutto per non venir meno ai miei doveri di madre ma questo mi sta distruggendo. Non esco pià¹, perché per poter uscire bisogna prima fare la doccia a loro, mettere un pò a posto, e poi quando tocca a me sono stanca e mi passa la voglia.

Se riusciamo a muoverci, i bambini sono incontenibili e incontentabili, la piccola soprattutto, perché il maggiore é molto ragionevole e saggio ma quando sono insieme, fiori di casa, si scatenano e io mi rammarico peché n on mi va di fare brutte figure. Forse sono troppo esigente! Mi aiuti… … ..

Cara Marika, come lei accenna alla fine della sua mail, è molto esigente, ma non con gli altri, piuttosto con se stessa. Stare dietro ai bambini, gestire la casa e poi pensare anche a se e alla sua coppia, è umanamente troppo per chiunque. Serve un atto di coraggio per iniziare, un giorno, a portare i bimbi a giocare anche se non sono superpuliti e godersi una bella giornata all´aria aperta con loro, con sostanza e qualità, anche se non siete perfettamente a posto. Un giorno deve trovare il coraggio anche per gestire la frustrazione di uscire o di giocare coi bimbi, o di dedicarsi a se, con la casa invasa dal disordine. Capisco che per fare questo serve un atto di coraggio, ma sono sicura che inizierà a godersi la vita riappropriandosi di un tempo, quello del presente, che pu´ essere felice se lo si vuole e che nessuno lo restituisce più. Auguri di cuore!

Gentile dott.ssa Paolinellimia figlia ha 17 mesi.Dal secondo mese di vita si é regolata subito con il sonno facendo 5−6 poppate al massimo (allattamento al seno) e crescendo bene.A 4 mesi l‘ho messa nella culla e si é sempre addormentata senza di me accendendo un carillon e tenendo spenta la luce.

Con lo svezzamento a 8 mesi (l‘avevo iniziato prima a 6 mesi e mezzo ma non ha dato buoni frutti) la bimba ha sempre dormito molto mantenendo gli stessi ritmi tutt‘ora: la cosa inizia però a preoccuparmiLa sua giornata tipo:9:00 sveglia (delle volte devo pure svegliarla!)10:30 riposino di 1 ora e mezza12:30−13:00 pranzo14:30 riposino da 2 ore17:00 merenda18:00 riposino di 1 ora (che ora faccio saltare)20:00 cena21:30−22:00 nannaSecondo lei va bene? é meglio togliere il riposino di metà  mattina? ma poi mangia poco perchè assonnataInoltre ha iniziato i primi passi a 12 mesi lasciandosi a 14 mesi inoltrati: vedo che tutt‘ora a volte barcolla ma non cade aiutandosi con le braccia; dice 3−4 parole (papà , mamma ma ora non pià¹,scarpa, carta); fa verso di cane e mucca ma con suoni e non bau−bau o mhuuuu; se chiedo dove sono papà −nonna ecc… si gira verso di loro; indica la luce su richiesta; fa cuc๠con la porta; fa le costruzioni; sa che calzini e scarpe si mettono sui piedi).Non mi fa capire quando ha fame e sete: sono io che le do il pasto o l‘acqua e mangia o beve!

Devo allarmami? non sono ansiosa ma vorrei capire se posso fare qualcosa per aiutarla

Grazie di cuore
Alessia

Cara Alessia, da quello che leggo la bimba è nella norma rispetto ai vari aspetti che cita: ritmo sonno veglia, pasti, deambulazione, linguaggio. Confermo, come già sta facendo, che ha fatto bene a togliere il riposino delle 18.00 e con calma (nel giro di 4−6 mesi) andrei a togliere anche quello della mattina. Nei momenti di veglia, stimoli tanto la bimba con giochi senso− motori, di suoni, rumori, musica, luci, tatto, ecc… Rispetto al mangiare, provi a stimolare la bimba a fare richieste di pappa, magari avvicinandole alla bocca o al naso i cibi che predilige e aspettando una sua reazione. Per il resto va tutto bene, proceda così. Buona vita!

Salve,mia figlia ha sei anni e da una settimana circa quando parla ripete sempre le ultime sillabe di una parola. Esempio: casa dice casa−sa, telefono dice telefono−no. Lei che ne pensa? Ha sempre parlato bene. Grazie

Cara Veruska, i bambini possono avere delle difficoltà passeggere e fisiologiche nel linguaggio come posposizione di sillabe (es giocalotto per giocattolo) o balbuzie, ecc. Deve aspettare qualche tempo, circa un mese e il problema dovrebbe regredire fino a sparire spontaneamente. Se il problema persiste o si accentua, si rivolga ad un neuropsichiatra infantile che la indirizzerà ad un percorso logopedico riabilitativo. Tanti auguri!

Salve dottoressa. Io non ho avuto rapporti non protetti o pericolosi ma sento i sintomi da gravidanza. Ho paura, mi tremano le mani. Sono da sempre molto ansiosa e mi sono fatta venire anche la sindrome del colon irritabile causa stress.
Mi sa aiutare?

Cara Francesca, gli episodi di ansia di cui mi parla andrebbero curati con un percorso di psicoterapia attraverso il quale pu´ scoprire le cause delle paure e i modi per gestire i pensieri che la spaventano quando sopraggiungono. Una delle tecniche che le consiglio di usare è la respirazione diaframmatica: socchiuda gli occhi e inspiri ed espiri l´aria con la bocca, facendo respiri regolari ma non troppo profondi. Si concentri sul respiro, pensando al suo corpo mentre respira lentamente. I pensieri paurosi si dissolvono e il suo corpo si tranquillizzerà. Auguri!

salve,mio marito da quando é nato mio figlio piu o meno 5 mesi fa,sembra non essere piu interessato a me,siamo sposati da meno di due anni, con una differenza,di 12 anni,secondo lei perché?cordiali saluti

Cara Manuela, non c’è un unico motivo per cui un uomo perde l’attrazione verso la sua compagna. Inoltre può essere che si tratti solo di un momento passeggero. Le consiglio di dire a suo marito che ha notato questa freddezza nei suoi confronti e fatevi aiutare da un esperto psicologo /sessuologo a ritrovare una intesa di coppia.

Tanti auguri!

Gentile dottoressa stamattina sono stata a prendere la pagella di mia figlia di 3 elementare ,una bela pagella ma le maestre mi hanno detto che é molto insicura ,nn e per niente timida, nn e riuscita a fare neanche un addizione alla lavagna per paura di sbagliare . Io quando sbaglia i compiti la sgrido perchè per me dovrebbe dare il massimo. Penso che dipende anche da me come posso pormi con lei?

Cara Filomena, come lei scrive nella sua domanda, penso che dipenda “anche” da lei che la bimba mostri insicurezza. Scrivo “anche” perché alcuni aspetti di insicurezza possono essere caratteriale, e in questo senso la sua severità trova terreno fertile nei pensieri e nelle emozioni della sua bambina.

Credo che sia basilare che prima chiarisca dentro di sé se è proprio importante dare il massimo, quasi a incarnare una idea di perfezione, oppure se lei stessa vuole sposare un modello più flessibile, anche a costo di risultati non eccellenti. Se lei decide per una modalità più indulgente verso se stessa e verso la bimba, anche la bambina stessa la coglierà e la imiterà.

Ci pensi su … cari saluti!

geraldine

Buona sera dott, ho 37 anni e da 10 mesi sono diventata mamma per la seconda volta.

Purtroppo dal parto soffro di ragadi anali che una volta al mese si riaprono, il chirurgo mi ha detto che probabilmente sarà  cosi per sempre e io sono parecchio demoralizzata.

non so se questo puo centrare con il mio problema: quando il mio primo figlio (di 5 anni) non é a casa, mi viene sempre da piangere!! Cosa mi sta succedendo? Spero in un suo consiglio. Grazie, cordiali saluti.

Cara Geraldine, ho il senso che il pianto per la lontananza del suo bimbo non sia correlato in alcun modo alle ragadi anali. Sicuramente c’è una situazione di sua fragilità emotiva che la condiziona a livello fisico attraverso  le ragadi e a livello psichico attraverso il pianto.

Non si isoli, ma cerchi la compagnia di persone che le possano essere di sostegno, con cui interagire e parlare. Per quanto riguarda il pianto che subentra per la lontananza dal suo bimbo, rifletta su quali sono i pensieri che la portano al pianto.

Poi parli con qualcuno di questi pensieri, per elaborarli e per dare loro un peso relativo, invece che tenerli tutti dentro di se, perché le creano troppa tensione.

Spero di essere stata di aiuto, se nascono altre domande o richieste, mi scriva.

Tanti auguri!

Gentile dottoressa, qualche settimana fa le ho scritto dicendole che la mia bimba di tredici mesi si é attaccata quasi morbosamente a me. Ho seguito il suo consiglio ma se ci sono io vuole stare con me .

Inoltre, lei é nella fase dei primi passi e succede che se non é con me (non mi vede)si sposta autonomamente per piccoli tragitti, se ci sono io piange perchè vuole assolutamente essere accompagnata con la mano… .

non mi spiego perchè accade questo, e mi chiedo dove sto sbagliando. Attendo un suo prezioso consiglio.Grazie

Cara Angela, può essere una questione caratteriale o il fatto che la piccola è sempre stata con lei, il motivo per cui fatica a staccarsi. Ma credo che adesso la fatica sia più la sua, come mamma, a negarsi se la bimba piange e la cerca.

È importante abituare la piccola a stare anche con gli altri, provi a resistere quando sente la bambina piangere perché non la vede.

La bimba smetterà di piangere e si “accontenterà” della compagnia degli altri. Non credo lei abbia sbagliato qualcosa;  nell’educazione dei figli, si provano certi comportamenti e se non funzionano, si modificano.

Tanti auguri, coraggio!

rosanna

salve dottoressa,ho una bambina di 2 e mezzo e la scrivo perche noto che il legame e troppo forte verso di mé..non riesce proprio a stare senza di me il suo amore e fortissimo ed io da mamma ne sono felice ..solo che vorrei che col tempo questo non sarebbe un ostacolo cosa mi consiglia

Cara Rosanna, le consiglio di godersi questo amore totale fra lei e la sua piccola: arriverà il momento in cui vi staccherete, perché la piccola sarà interessata ad altre cose della vita.

In genere dopo i tre anni i bambini iniziano a staccarsi, ad interessarsi agli altri, a viversi come individui distinti dai genitori.

Dopo i tre anni i bimbi hanno voglia di esplorare il mondo, raggiungono molte autonomie e sono contenti di sentirsi capaci e quindi di sentire che stanno diventando “grandi”.

In quel momento dovrà essere lei pronta a lasciare andare la piccola, dandole piccole autonomie, rinforzando i suoi progressi e incoraggiandola ad esplorare.

Buona vita!

salve dottore, mio figlio di 2 anni non fa altro che mordere e dare pizzicotti e fa davvero male perchè stringe. lo fa con tutti, con me con la sorellina di 3 anni, con i nonni e con gli altri bimbi.

lo fa sia per protesta, quando viene rimproverato ma anche quando è calmo. non so come togliergli questo vizio. cosà Â¬ lo metto in punizione nella stanza dei giochi e quando si calma gli apro la porta raccomandandogli di non farlo +.

ma non dura molto… ringrazio anticipatamente

Cara Teresa, i bambini piccoli  non sono abili ad utilizzare il linguaggio verbale e così utilizzano il corpo per esprimersi. Allora sarebbe opportuno incoraggiare il piccolo a esprimersi rispetto ai suoi bisogni che poi voi adulti cercate di comprendere e assecondare.

Quando da i pizzicotti o morde, bloccatelo in modo deciso ma non brusco mentre agisce chiedendogli: spiegami cosa vuoi… spiegami se sei arrabbiato e per cosa.

Provi così, aspetto notizie.

Источник: https://www.neolatte.it/esperti/psicologa-psicoterapeuta/page/13/

Gravidanza
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