“Libri: “”Fate la nanna”””

I libri della nanna che fanno addormentare tutti i bambini

"Libri: ""Fate la nanna"""

I libri per la nanna sono bellissimi. Si abbassano le luci, ci si accoccola sotto le coperte e si entra in punta di piedi dentro avventure che accompagnano al sonno.

O almeno è quello che noi speriamo. Perchè quando un bimbo dorme, tutta la famiglia sta bene.

Il coniglio che voleva addormentarsi

Il primo aiuto per fare la nanna è la routine. I libri sono nostri alleati. Creiamo un’atmosfera rilassata, facciamo un bagno caldo, sfruttiamo il potere dell’aromaterapia con due gocce di lavanda.

In passato vi abbiamo consigliato Il coniglio che voleva addormentarsi, di Carl–Johan Forsenn Ehrlin, da molti descritto come“il” libro illustrato che fa addormentare i bambini. 

Non si tratta di un manuale, ma di un testo rivolto ai più piccoli. E’ stato scritto con la consulenza di psicologi e psicoterapeuti per massimizzare l’effetto rilassante delle parole. “E’ pieno di suggestioni post-ipnotiche e ordini camuffati per incoraggiare e invogliare l’ascoltatore a dormire“, dice l’autore.

Il libro riprende in molti punti le tecniche base dei corsi di rilassamento, suggerisce come respirare, come sentire il proprio corpo, aiuta a entrare in contatto con la parte più profonda di sè, con un linguaggio semplice e adatto ai più piccoli.

Buonanotte a tutti – Bonne nuit tout le monde

I bimbi dormono nei lettini. E gli animali? Scopriamo insieme i rifugi di tutti i cuccioli, spesso insospettabili. Questo albo, originario del 1945, edito poi nel 1997, è di Bruno Munari ed è un classico che stimola la curiosità e la creatività dei bambini. Lo pubblica Corraini Editore.

Un gioco per accompagnare verso il momento della nanna in maniera divertente e non banale. Come tutti gli altri volumi di Munari, fa parte di quegli imperdibili che ogni bimbo (e genitore) dovrebbe sfogliare almeno una volta nella vita.

Mamma, papà. cosa fate di notte?

Bellissimo e molto ironico questo libro illustrato di Thierry Lenain & Barroux, edito da Terre di mezzo. La piccola Sofia nella penombra della sua stanza si chiede cosa facciano i genitori mentre lei dorme.

“Tu cosa credi che facciamo?”. Forse guardano un sacco di cartoni animati, senza fermarsi mai. Forse mangiano un sacco di caramelle e gelati. Forse fanno festa con gli amici o magari si occupano di molti altri bambini.

O forse, semplicemente, dormono.

Splendido nei testi e nelle illustrazioni, questo testo è divertente e rassicurante, per quei bimbi che di notte fuggono al riparo nel lettone di mamma e papà e si accoccolano felici di averli ritrovati.

Sbadigli

Sbadigli è il libro di Marco Viale (già premio Nati per Leggere nel 2013 con La città dei Lupi Blu) edito da Il Castoro. E’ un albo illustrato allegro, dolce e divertente, adatto per bambini dai 4 anni in su.

Da cosa si capisce che un bimbo ha sonno? Dallo sbadiglio. E lo sapete che lo sbadiglio è contagioso? Tra le pagine di questo albo, guidati da un insetto birichino, scopriamo come lo sbadiglio passa di bocca in bocca per arrivare anche al nostro piccolino.

Leggendolo a bassa voce, sbadigliando quando i personaggi lo fanno, ecco che anche il più tenace si lascia andare ai sogni. Il pericolo, in agguato, è che assieme al piccolo crollino anche mamma o papà.

La mucca Carlotta non riesce a dormire

La mucca Carlotta ascolta le storie che la moglie del fattore legge per gli animali tutte le sere; ma poi non riesce proprio ad addormentarsi. Si gira e rigida, conta le pecore e gli animali, infila la testa del pollaio e combina un sacco di guai.

“Gli altri animali sono tutti in due. Non c’è da meravigliarsi se non riesco a dormire” pensa Carlotta. “Io sono da sola”. Poi dopo aver svegliato tutti, sentendo la vita intorno a lei, si accoccola nella paglia. Che bello sentire che non è sola nella fattoria, e si addormenta serenamente.

Un dolce e originale albo illustrato sulla nanna un po’ tormentata, di Alexander Steffensmeier, edito da Gribaudo.

Giulio Coniglio e la luna

Un piccolo libro cartonato, ideale sia per i bimbi più piccoli che per quelli grandicelli. Come tutte le avventure di Giulio Coniglio la firma è di Nicoletta Costa per Franco Panini Ragazzi.

Giulio Coniglio, il Topo Tommaso, Laura la Lumaca e l’Oca Caterina si lavano, mettono il pigiamino, leggono un libro e vanno a fare la nanna. Su di loro veglia la luna, splendente nel cielo a guidare i loro sogni.

Letto sottovoce questo libro crea un perfetto rituale della nanna, scandisce i tempi e accompagna i bimbi nel sonno più sereno.

Dora e il mostro nell’armadio

Quasi tutti i bimbi ne hanno sofferto almeno una volta nella propria vita. Di cosa? Della paura dei mostri nascosti nella cameretta.

In “Dora e il mostro nell’armadio”, libro scritto da Bryony Thomson ed edito da Terre di Mezzo, si scopre che quello che fa più paura è il fatto di non conoscere i mostri.

Vederli, parlargli e conoscerli, li fa diventare normali e quasi simpatici. Un buon modo per spiegare ai bambini come affrontare le paure, superarle e diventare forti. Dai 4 anni in su.

A tutti buonanotte

Un albo dolce e tenero perfetto anche per bambini piccoli piccoli. I testi di Chichiro Ishizu e le suggestive immagini di Komako Sakai (già premio Nati per Leggere per Akiko e il palloncino) in questo libro edito da Babalibri, sono il modo migliore per traghettare i bambini verso il sonno.

Pagina dopo pagina accompagniamo gli oggetti e gli animali della vita quotidiana dei bambini verso la nanna. I suoni onomatopeici aiutano il relax, le immagini familiari e rassicuranti tranquillizzano il bambino, insomma il libro perfetto.

Источник: https://www.giovanigenitori.it/lifestyle/libri-lifestyle/i-libri-della-nanna-addormentare-i-bambini/

Fate la nanna – il metodo Estivill, opinioni e controindicazioni

"Libri: ""Fate la nanna"""

A ogni neomamma è capitato, dopo una terribile notte insonne, di leggere o che le venisse consigliato di acquistare il controverso libro di Eduard Estivill, Fate la nanna.

Basta una piccola ricerca online per rendersi conto dei commenti contrastanti dei genitori che hanno provato a fare addormentare il proprio neonato secondo questo metodo: alcune mamme parlano di un testo addirittura violento, che rende i bambini insicuri e li traumatizza, altre invece, dopo aver adottato alcuni consigli trovati in Fate la nanna, sono riuscite a portare i bambini a dormire da soli in serenità.

Fate la nanna: il metodo Estivill

Nel giro di pochi giorni il bambino dormirà tutta la notte: questo promette il libro di Estivill che si rifà in verità a una teoria del pediatra Richard Ferber, direttore del Center for Pediatric Sleep Disorders di Boston e pubblicato nel 1985 nel libro Solve Your Child’s Sleep Problems.

Come dunque far fare la nanna ai bambini in autonomia? A grandi linee funziona così: si introduce una routine della sera, come il bagnetto, il pigiama, la lettura di una storia. E fin qui, siamo tutti d’accordo. Poi si mette il bimbo nel lettino nella sua cameretta, lasciando subito la stanza.

Se il piccolo piange lo si lascia solo per un periodo di tempo controllato che va di volta in volta ad aumentare (3 minuti, poi 5, poi 10). Quando la mamma o il papà tornano nella stanza non dovranno prendere in braccio il bambino, ma confortarlo senza sollevarlo.

In questo modo il bambino dovrebbe rendersi conto che piangere non serve a nulla e quindi si addormenterà da solo. Solo per mamme toste.

Se siete un cuore di burro come me però, beh… fallirete al primissimo tentativo! Giacomo, il mio bimbo di 1 anno, dorme ancora in camera con noi, nel suo lettino e tutta la notte di filata da un paio di mesi, ogni tanto verso mattina si mette in piedi e mi chiama: “Mamma!”, come a dirmi portami nel lettone. E io, con sua grande felicità (e anche mia e del suo papà) lo accontento, così da goderci un’oretta di coccole prima della sveglia mattutina. Sarà un errore? Le paure nel separarci sono mie o sue?

Fate la nanna: le opinioni 

Visti i miei dubbi, ho chiesto consiglio alla nostra Psicoterapeuta Germana Cavallini sul discusso Fate la nanna.

Sentiamo che ne pensa: “L’addormentamento è sempre un passaggio importante per il bambino poiché è il momento di passaggio tra la veglia e il sonno, tra il controllo razionale degli eventi che accadono intorno a una fase in cui ci si abbandona all’inconscio e ai suoi prodotti onirici.

Dall’età di 6 mesi il bambino comincia a sperimentare l’ansia da separazione e, in particolare nel momento della nanna e durante i risvegli notturni, egli sente il bisogno di essere rassicurato e confortato dalla presenza fisica del genitore.

Quanto più si risponde al bisogno di conforto del bambino, tanto più egli svilupperà un attaccamento sicuro.

Il tanto discusso metodo Estivill proposto nel libro Fate la nanna del 1999, mira a far estinguere al bambino i comportamenti indesiderati, in sostanza viene consigliato ai genitori di lasciare piangere per alcuni minuti il bambino senza soccorrerlo, se non parlandogli da un’altra stanza, in modo che il bambino apprenda che il suo pianto non produce l’effetto desiderato e quindi il piccolo smetta di usarlo”.

Ma in questo modo, ho chiesto alla dottoressa, non facciamo sentire il bimbo abbandonato? [blockquote] “Considerato che per i bambini fino ai 3/4 anni è normale il bisogno del contatto fisico che dona conforto durante i risvegli notturni, è importante sottolineare che il pianto ignorato mina la sicurezza del bambino sull’efficacia del suo pianto, cioè sul sistema che da sempre lui ha imparato ad usare per esprimere paure e disagi e che la risposta emotiva dell’adulto insegna a regolare” [/blockquote]


Fate la nanna: Estivill ritratta, piangere scatena lo stress

“Ricerche accreditate”, ha proseguito la dottoressa Cavallini, “rivelano come l’essere ignorati quando si piange produce nei bambini alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) che regola la produzione di altri ormoni non ancora completamente sviluppata nel bambino di 3/4 anni.

Si è notato invece che bambini confortati e accolti nella loro richiesta d’aiuto risultano essere adulti che possono più facilmente gestire il loro livello di stress. Altri studi hanno dimostrato che esiste una correlazione tra soddisfazione del bisogno di contatto nel bambino e aggressività nell’adulto.

Anche l’Associazione dei Pediatri Italiani ha espresso parere sfavorevole nei confronti del metodo sopra citato sottolineando possibili conseguenze psicologiche negative”.

In più, come sottolineato dallo stesso Estivill in un’intervista del 2012, in cui ritratta parzialmente i consigli dati dal libro Fate la nanna: [blockquote] “Nel cervello dei bambini c’è un gruppo di cellule che è il nostro orologio biologico e che ci indica che dobbiamo dormire di notte e stare svegli durante il giorno.

Come altre strutture del cervello infantile, questo orologio biologico alla nascita è immaturo. Pertanto i bambini dormono a tratti e, fino a sei mesi di età, non possono dormire di fila per tutta la notte. I bambini dormono a tratti e, fino a sei mesi di età, non possono dormire di fila per tutta la notte” [/blockquote]

Nanna serena: cosa fare

Cosa consigliamo quindi ai genitori prede di notti insonni? Di avere pazienza e accogliere i bisogni dei propri bambini con amore e tenerezza.

“Solo rispondendo in modo empatico al bisogno di contatto e rassicurazione dei bambini”, conclude la psicoterapeuta, “potremo avere domani adulti emotivamente competenti e capaci di riconoscere il valore degli affetti per i loro simili”.

Источник: https://www.leostickers.com/blog/fate-la-nanna-metodo-estivill-opinioni-controindicazioni/

Gravidanza
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