Leggere storie e filastrocche per stimolare il linguaggio

Canzoni e filastrocche per imparare a parlare

Leggere storie e filastrocche per stimolare il linguaggio

Canzoni e filastrocche rappresentano un utile strumento per allenare l’attenzione, le capacità d’ascolto e la memoria dei bambini perché sono orecchiabili, facili di ricordare e divertenti da ripetere. Tra qualche tempo ti parlerò dell’educazione musicale in modo più approfondito, ma per ora mi soffermerò sull’ascolto di canzoni e filastrocche per lo sviluppo linguistico.

I bambini reagiscono positivamente alla musica fin dalla nascita con suoni diversi dalla lallazione come gridolini, gorgoglii e balbettii.

Nel saggio The musical experience of the pre-school child del 1976, Helmut Moog pubblicò le prime ricerche empiriche sulle preferenze musicali dei bambini.

Fino al primo anno, i neonati sono tendenzialmente più attratti dai brani strumentali, mentre dal secondo anno sembrerebbero preferire le canzoni in rima.

La musicalità per lo sviluppo delle competenze emotive

Per i bambini, tutte le situazioni rappresentano un buon pretesto per fare rumore e si divertono ad ascoltare ripetutamente canzoni e filastrocche fino ad anticiparne le parole. Provano a cantare, anche se non sanno ancora esprimersi con chiarezza e giocano con le frasi che gli adulti lasciano in sospeso.

Se comunicare con suoni e musica è un’esperienza quotidiana di tutti, diventa una competenza emotiva preziosa per i più piccini.

Come ricorda la pedagogista Monique Frapat, mentre l’apprendimento delle parole è legato alla descrizione della realtà, l’ascolto di canzoni e filastrocche aiuta i bambini ad arricchire la comunicazione, a comprendere l’immaginario e ad esprimere le proprie emozioni.

Ascoltare, cantare e ballare

L’adulto non deve avere una bella voce o essere perfettamente intonato per cantare al proprio bambino: è importante, infatti, il canto e la musica siano percepiti come esperienze libere e spontanee.

 Osserva tuo figlio mentre ascolta un brano allegro, è probabile che cominci a ballare senza che nessuno glielo abbia insegnato, perché la musica ha il potere dell’immediatezza e libera le emozioni.

Allo stesso modo, se gli farai ascoltare un brano lento e malinconico, sarà più triste e vorrà starti vicino.

Leggere filastrocche a voce alta

I bambini di due anni amano le canzoni e le filastrocche che parlano di loro stessi e delle cose che fanno ogni giorno. È importante, però, animare la lettura, cioè “metterla in scena” amplificando le azioni con la gestualità e rispettandone le pause.

Tra una rima e l’atra, infatti, il bambino riflette, osserva le immagini e memorizza non soltanto le parole ma il bagaglio emozionale che il contatto gli offre.

Un errore comune è usare un linguaggio deformato da vezzeggiativi inventati che generano confusione ed indeboliscono la lettura. Preferisci, quindi, filastrocche adatte all’età di tuo figlio che usano un linguaggio semplice, ma non povero.

Ninna nanna, ninna mamma di Antonella Abbatiello

A proposito di filastrocche adatte ai più piccini, ti consiglio la riedizione dell’albo illustrato Ninna nanna, ninna mamma di Antonella Abbatiello, pubblicato nel 2017 da Fatatrac.

Antonella Abbatiello è una scrittrice e illustratrice di origini fiorentine, nota al grande pubblico per il testo La cosa più importante, premiato nel 2001 con la Menzione d’Onore dell’UNESCO, per le tematiche della pace.

Ninna nanna, ninna mamma è un libro perfetto per la lettura ad alta voce con le illustrazioni coloratissime che si incastrano con le strofe allegre e ritmate.

È una filastrocca da proporre ai bambini già dal primo anno d’età per divertirli con personaggi buffi e in parte familiari – come ad esempio il pesce con gli occhiali e il bruco con sua moglie – ma che piace molto anche ai più grandi per l’immediatezza e l’ironia.

Qual è la tua filastrocca preferita? Quali libri di filastrocche leggi ai tuoi bambini? Sono curiosa di conoscere la tua esperienza, intanto se questo post ti piace lasciami un e condividilo con i tuoi amici.

Ti auguri sogni allegri ed inaspettate avventure, Ines

Riferimenti

  • Titolo: Ninna nanna, ninna mamma
  • Copertina rigida: 32 pagine
  • Testo e illustrazioni: Antonella Abbattiello
  • Editore: Fatatrac
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8882224406
  • ISBN-13: 978-8882224400

Источник: https://www.gattabuialab.it/2018/03/08/canzoni-e-filastrocche-per-imparare-a-parlare/

Libri per migliorare il linguaggio dei bambini

Leggere storie e filastrocche per stimolare il linguaggio

La nostra logopedista ci dice quando iniziare ad utilizzare i libri con i propri figli, come sceglierli e i trucchetti per incuriosirli. Inoltre tanti consigli di libri per migliorare il linguaggio dei bambini

Quando e come incominciare a leggere? Quali sono i libri per migliorare il linguaggio dei bambini? Questo articolo vuole essere una risposta per quei genitori che mi chiedono quando conviene iniziare a presentare i libri ai propri figli e come utilizzarli per migliorare il linguaggio e la comunicazione.

Quando iniziare ad utilizzare i libri con il proprio bambino?

Il più presto possibile, ma voglio fare una prima importantissima raccomandazione: se un bambino non vuole, non costringetelo a leggere! Quando si forza un bambino a partecipare ad un'attività che non ama, o che in quel momento non vuole fare, spesso si ottiene l’effetto contrario, in particolare quando il bambino non ha ancora molta familiarità con quell’attività e guarda ad essa con diffidenza!

Inizialmente, per favorire la partecipazione di un bambino si può iniziare a giocare insieme facendo quello che ama di più e poi spostarsi gradualmente verso un libro.

  • Bisogna considerare il momento in cui si legge con il bambino. Scegliete un momento in cui un bambino è più disponibile a partecipare. Se un bambino è assonnato e stanco non è un buon momento per leggere un libro, se un bambino ha bisogno di correre per liberare un po' di energia repressa è meglio che prima corra un po’. Se un bambino ha fame, prima deve mangiare e poi magari potrete leggere un po’ insieme, insomma scegliere il momento giusto in alcuni casi è essenziale per avviare i bambini alla lettura. Molte volte il bambino ama sentire una lettura quando è alla ricerca di conforto o tranquillità, questo è il motivo per cui la lettura prima di andare a letto è così popolare.
  • Inoltre è importante tener conto dello stato d’animo del bambino: se un bambino è nervoso o arrabbiato non vi permetterà di tenere il libro per aiutarlo a scoprire la bellezza della lettura girando le pagine in maniera adeguata, dando la giusta intonazione, quindi finirà in una continua lotta tra il genitore e il bambino per avere e manovrare il libro. Questo naturalmente non porterà ad alcun momento piacevole né favorirà un qualsiasi apprendimento. Quando un bambino guarda il libro solo se ne ha il controllo totale, infatti, non è più una lettura condivisa, fino a quando il bambino piccolo non ci consente di partecipare e non è disposto ad ascoltare quello che diciamo mentre giriamo insieme le pagine, non è un’attività di rinforzo linguistico.
  • Inizialmente con i bambini più ostinati può risultare utile lasciare “per caso” un libro sul tavolo, sulla sedia, insomma in giro per la casa, magari un libro che può particolarmente interessare al bambino. Questo può risultare utile per farlo incuriosire, per fargli sfogliare delle pagine, per farlo avvicinare ai libri ma non si sta lavorando sul processo linguistico e sul recupero del suo eventuale ritardo del linguaggio. Il bambino, infatti, guardando il libro da solo tenderà, naturalmente, a lavorare cognitivamente e a fare connessioni, ma si baserà quasi esclusivamente sull’aspetto visivo quindi perdendo buona parte dell’arricchimento lessicale e linguistico che potrebbe ricavare da quel libro. 

Quali libri? Come scegliere i libri e strategie di utilizzo

Vorrei adesso condividere con voi alcuni modi per utilizzare i libri, naturalmente si dovrebbero utilizzare libri diversi in base all’obiettivo che vogliamo raggiungere e al bambino che abbiamo davanti.

Si dovrebbe scegliere il libro in base al bambino e alla competenza specifica che si vuole rafforzare ma è anche possibile utilizzare gli stessi libri per diversi scopi.

Si dice spesso che la cosa migliore che si possa fare per migliorare il linguaggio dei proprio figli è farli leggere ma i libri sono tutti uguali? Naturalmente non è così, però, ricordiamoci che il libro migliore non è per forza quello che piace ad altri bambini o che ha vinto più premi ma quello che vostro figlio ama. Anche i libri che non hanno una trama molto solida possono aiutare molto lo sviluppo del linguaggio perché possono essere utilizzati per iniziare una conversazione con il vostro bambino.

I libri per bambini 0-3 anni 

Ecco come devono essere:

  • Libri realizzati in materiali durevoli per poter essere esplorati con il tatto (utilizzato molto a quest’età) in sicurezza e senza ridurre troppo la durata di utilizzo. Vanno bene per questa età i libri da tavolo e in tessuto
  • Libri brevi e con una o due frasi per pagina
  • Libri che mostrano come svolgere routine e attività familiari come dormire, mangiare, giocare
  • Libri che permettono una multi esplorazione sensoriale. I bambini molto piccoli amano usare i loro sensi per esplorare il mondo, compresi i libri. Libri che permettono ai bambini di toccare, sentire, e manipolare sono fantastici per questa fascia di età e consentono di espandere il linguaggio
  • Libri con finestrelle da sollevare possono essere utili per fornire opportunità per il linguaggio in quanto sono divertenti, si lavora sul concetto di permanenza dell'oggetto e tendono ad essere motivanti per i più piccoli
  • Libri su argomenti come bambini piccoli, animali, versi degli animali, canzoni semplici, filastrocche, veicoli…
  • Libri con semplici rime che possono memorizzare e prevedere (per i bambini di circa 3 anni)
  • Ai bambini intorno ai 3 anni piace cominciare ad ascoltare storie in cui c’è un problema che deve essere risolto

Vi propongo alcuni titoli di libri molto carini e coinvolgenti per quest’età:

  • Lupo in versi di Rasano Eva – Casa editrice Bacchilega Junior Libro con versi (tra l’altro riportati in ordine alfabetico) e gesti da imitare. Grafica accattivante e personaggio che conquista i più piccini. Il gioco per coinvolgere il bambino può essere quello di imitare il lupo o far anticipare al bambino cosa dirà il lupo o paragonare l’espressione del lupo a quella che fa lui nella medesima situazione.
  • Do re miao di Crovetti Federica, Chittolina Laura – Casa editrice Fatatrac. Questo libro consiste in sillabe prodotte da animali che si possono ascoltare nel cd e pagine in cui sono raffigurati gli animali. Le sillabe vogliono rappresentare in qualche modo l’animale tenendo conto del nome, del verso o più in generale delle caratteristiche. Le sillabe in musica contenute nel cd possono essere anche riprodotte direttamente a voce da genitore e bambino in modo da utilizzare i tempi preferiti per girare pagina e passare all’animale successivo. Questo libro fornisce molteplici spunti: le sillabe, la musica che accompagna le parole che aiuta il ritmo linguistico, gli animali.
  • Il grande libro delle parole di Pina di Lucy Cousins – Casa editrice Mondadori Libro con alette da sollevare per arricchire il lessico in maniera divertente, offre la possibilità di denominare più volte le figure senza rendersene conto, ricordo sempre di fornire il corretto modello al bambino ripetendo la pronuncia esatta delle parole senza correggerlo in maniera evidente.
  • Anna dorme senza ciuccio di Kathleen Amant – Casa editrice Clavis. Libro con illustrazioni grandi e semplici per aiutare il bambino ad eliminare l’abitudine al ciuccio. Questo libro l’ho inserito perché spesso quando dico ai genitori che è preferibile non far usare il ciuccio mi dicono che ormai non sanno come farglielo lasciare. Il ciuccio non favorisce le abilità orali e la progressione del linguaggio e questo libro può aiutare i bambini a dire addio al ciuccio.
  • Il libro delle facce buffe di Rebecca Elliot – Casa editrice Mondadori. Animali da imitare divertendosi, stimoliamo i bambini a riprodurre i suoni facendolo noi per prima, c’è anche uno specchio per controllare le nostre facce quando imitiamo gli animali. Ricordiamoci sempre che i bambini si divertono quando anche noi ci divertiamo con loro, quindi affrontiamo questi libri ridendo!
  • A me gli occhi di Maria Loretta Giraldo, Nicoletta Bertelle – Casa editrice La Coccinella Libro per giocare a indovinare chi ci sarà nella pagina successiva, anche questo stimola a produzione se noi siamo i primi ad esserne coinvolti. Frasi del tipo “Secondo te chi potrebbe esserci? Secondo me…” e si possono nominare anche animali improbabili ma che hanno dei nomi che il bambino può provare a ripetere, una volta girata la pagina, se il bambino ha già acquisito delle competenze, ci si può soffermare sulle caratteristiche dell’animale e descriverlo

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Libri per stimolare i bambini a parlare | Un elenco di libri utili per migliorare il linguaggio dei bambini e stimolarli a parlare

  • Chi si nasconde qua dietro? Di Yusuke Yonezu – Casa editrice Mineedition. Cercare di indovinare chi si nasconde dietro ad una coda o ad un didietro può essere un modo per denominare animali per i piccolissimi ma per un bambino di quasi 3 anni anche per notare i colori e le caratteristiche di quell’animale, magari imitarne anche il verso.

I libri 3-6 anni

Ecco come devono essere:

  • Libri con frasi più lunghe per pagina. I bambini a quest’età sono pronti per libri che raccontano una storia vera con personaggi, problemi e conflitti semplici
  • Libri interattivi come i libri pop-up
  • Libri che parlano di colori, forme e lettere
  • Libri su bambini della loro età sperimentando diverse routine e attività della vita, come andare a scuola dell’infanzia, dal medico, in viaggio, avere un fratellino/sorellina
  • Libri che spiegano perché e come funzionano le cose
  • Libri con testo semplice che possono memorizzare o rileggere da soli

Ecco alcuni titoli di libri molto interessanti e utili per quest’età:

  • Che rabbia! di Mireille D'Allancé – Casa editrice Babalibri. Libro che aiuta a comprendere e ad esprimere un’emozione e può essere utile come spunto per un dialogo con i propri figli
  • Oh, no! di George Patrick – Casa editrice La Margherita. Libro che può aiutare i bambini a comprendere il prima e dopo, si può usare per fare previsioni, a loro è capitata una situazione simile? Com’è andata a finire?
  • Il piccolo bruco Maisazio di Eric Carle Mondadori. Il bambino deve seguire il piccolo bruco come se lo stesse accompagnando nel suo viaggio e così potrà scoprire colori, numeri, giorni della settimana. Libro che offre ottimi spunti e che può essere utilizzato per raggiungere obiettivi differenti.
  • Oh, i colori di Diet Grobler, Jorge Luján – Casa editrice Lapis. Libro che accompagna in modo delicato i bambini nel mondo dei colori, può essere usato per in modi diversi per far avvicinare il bambino al mondo dei colori o per un apprendimento vero e proprio, anche qui dobbiamo aver chiaro l’obiettivo da raggiungere e poi lasciarci guidare anche dai bambini stessi e dalle loro domande.
  • Il pinguino verde di Valentina Muzzi – Casa editrice Sinnos. Questo libro ha una morale ma credo non sia fondamentale soffermarsi troppo su di essa ma piuttosto seguire le avventure di quest’animale grazie alle belle illustrazioni. Il testo in rima aiuta i bambini che spesso lo imparano a memoria, anche in questo caso lasciare che i bambini siano trasportati dalla musicalità della lettura e non pretendere che i bambini imparino a memoria. Altro consiglio, come al solito, mettersi in gioco per primi, provare a ripetere un pezzettino a memoria e vedere se il vostro bambino vi segue continuando con il pezzo successivo.

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Libri per stimolare i bambini a parlare | Un elenco di libri utili per migliorare il linguaggio dei bambini e stimolarli a parlare

  • Io e il ragno di Fran Alonso, Manuel G. Vicente – Casa editrice Kalandraka Italia. Libro apprezzato anche dai piccolissimi con adeguato supporto ma utile ai più grandicelli per imparare le parti del corpo, soprattutto soffermandosi sulla loro forma. Un gioco da attivare in seguito, per non interrompere la lettura, può essere di ritrovare quelle parti del corpo su se stessi, denominando inconsapevolmente, toccando, facendo il solletico o sbaciucchiando nei più piccini queste parti diventerà così anche un libro molto tenero da condividere.
  • Margaret Mahy Bum, baby, bum bum! – Casa editrice Lo Stampatello. Libro pieno di ritmo, suoni onomatopeici, testo molto musicale e ricco di assonanze da leggere con brio. Il testo è molto coinvolgente e divertente. Certamente può essere di valido aiuto per il linguaggio perché, come già detto, il vero apprendimento avviene quando si è davvero coinvolti in un’attività. Suoni da riprodurre, da imitare, da immaginare.

Considerazioni finali e suggerimenti della logopedista

Un paio di considerazioni finali e suggerimenti su come trovare grandi libri per i più piccoli:

  • Chiedete ai vostri amici quali libri piacciono ai loro figli, soprattutto quando questi ultimi condividono interessi simili al vostro bambino.
  • Sfogliate il catalogo della libreria o della biblioteca o direttamente un libro e lasciate che il vostro bambino “scelga” i libri da leggere, naturalmente controllando poi che effettivamente sia adatto alla sua età.
  • Come ho ribadito più volte nei consigli per ogni libro non abbiate paura di sbagliare, lasciatevi trasportare dalla lettura, sarete degli ottimi lettori per i vostri figli!

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/libri-per-migliorare-il-linguaggio-dei-bambini.html

Linguaggio bambini, 11 consigli per sviluppare (e arricchire) il vocabolario

Leggere storie e filastrocche per stimolare il linguaggio

Quale è il modo migliore per insegnare al piccolo a impadronirsi del linguaggio? E, quando è più grandicello, come si può aiutarlo ad arricchire il suo vocabolario? Ecco i consigli di due pedagogiste

Le prime parole del pargolo sono accolte con grande tenerezza ed emozione da ogni genitore. Quando il piccolo inizia a parlare sembra che entri in una 'nuova' fase, forse così gradita dall'adulto perché pare semplificare la relazione.

Che cosa devono fare i genitori per un buon sviluppo del linguaggio del bambino? E via via che cresce che cosa possono fare per arricchire il suo vocabolario? Ecco i consigli di Monica e Rossana Colli, sorelle pedagogiste, che da anni lavorano con bimbi in età prescolare e scolare, autrici di numerosi saggi dedicati al mondo dell'infanzia e all'apprendimento.

Proprio l'ultimo lavoro (con A. Di Corato e Saviem), a gennaio in libreria, Quattro stagioni per giocare, (Erickson Edizioni)offre tanti consigli su come 'giocare' anche con il linguaggio.

1. Parlare fa rima con gattonare e camminare

Il bambino piccolo ripete le fasi evolutive dell'umanità: prima gattona, a sei-12 mesi, poi si alza in piedi e cammina, dai 10/12 mesi in avanti, infine parla, tra i 18-24 mesi.

“È importantissima questa fase propedeutica di movimento per il linguaggio. Mentre parliamo, infatti, noi accompagniamo continuamente la parola ai gesti”, dice la pedagogista Rossana Colli.

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2. Ci vuole una mamma “sufficientemente buona”

“Per poter apprendere il linguaggio il piccolo ha bisogno di avere vicino una mamma 'sufficientemente buona' (definizione di D. W.

Winnicott, pediatra e psicoanalista inglese del secolo scorso ndr), amorevole e paziente (o una tata con le stesse caratteristiche ) che gli porta la lingua madre.

Lo può fare attraverso canzoncine e filastrocche per le dita delle mani da fare sul corpo del bimbo pronunciando le parole con calma e in modo corretto,” dice Rossana Colli.

Quando incomincia la lallazione, dai cinque-sei mesi, ovvero il classico ma-ma; ba-ba; ta-ta, il lattante incomincia a plasmare una parte del suo cervello, quella che gli servirà a parlare. Questo linguaggio 'primitivo' è un linguaggio universale che appartiene a tutti i popoli del mondo.

In altre parole, il bambino impara il linguaggio “attraverso l'imitazione dell'adulto di riferimento. Le prime parole dei bambini sono sostantivi: mamma, papà, pappa. Successivamente, aggiunge degli aggettivi: mamma-bella; pappa-buona. L'aggettivo, a differenza del sostantivo, avvicina, crea una relazione con l'altro”, dice l'esperta.

Per i bimbi più grandi, soprattutto dai quattro ai sette anni, anche la scuola gioca un ruolo importante per arricchire il loro vocabolario. “In questo caso, è importante chel'insegnante sia un'abile narratrice: così, per imitazione, i bambini saranno portati a raccontare a loro volta, esercitandosi nella lingua”.

3. Evitare il bambinese

In ogni caso, è importante utilizzare con i bambini piccoli un linguaggio veritiero, ricco di immagini belle. “Non si deve usare il bambinese ('Vuoi bubu'?- Vuoi dodo?) ma occorre ricordare che è il bambino a dover 'salire' e non l'adulto scendere,” dice la pedagogista.

4. Ogni cosa ha il suo nome

La mamma e il papà devono sforzarsi di nominare sempre le cose con il loro nome. Per esempio, mi passi la palla blu? “Il bambino, infatti, fino al primo settennio procede per imitazione e impara osservando e ascoltando quello che succede intorno a lui,” dice la pedagogista Monica Colli.

5. Il potere delle filastrocche…

Non si parla solo per dare indicazioni o regole. La mamma, come si è detto sopra, dovrebbe ricordarsi di nutrire il linguaggio del bambino con le filastrocche.

“Sarebbe importante recitarle già durante la gravidanza e poi riproporle al neonato e, in seguito, al bimbo più grande.

Perché la filastrocca è una poesia-bambina che si accorda per suono e ritmo a quella del cuore-tamburo (lo dicono gli scrittori per l'infanzia Roberto Piumini e Bruno Tognolini),” dice la pedagogista.

6. Fondamentali anche libri e fiabe

A casa (come al nido e alla scuola dell'infanzia), anche il genitore può ricorrere a preziosi 'alleati' per favorire l'apprendimento di nuove parole in modo giocoso e divertente.

“I libri, iniziando da quelli senza parole e poi con parole e semplici frasi, insieme a fiabe e filastrocche, sono il primo, e validissimo, strumento, per arricchire il vocabolario del bambino”, dice Monica Colli.

7. Giocando si impara anche a parlare!

Una buona strategia per aiutare il bambino più grandicello (dalla materna in poi) ad accrescere il suo lessico è sicuramente il gioco.

L'autore di riferimento per questo approccio è Gianni Rodari (il libro di riferimento per avere tante idee è la Grammatica della fantasia).

“Un'idea può essere quella di trovarsi insieme, magari la sera dopo cena, e chiedere 'Quale parola avete imparato oggi?', 'Con quale parola magica ti vorresti addormentare?”, dice Monica Colli.

E' anche divertente, per esempio, invitare il bimbo a cercare le parole dolci in cucina, quelle fredde in bagno, quelle calde in tutta la casa…

E ancora: si può giocare agli “elenchi”. L'elenco, è un ottimo stratagemma per arricchire il lessico giocando. Basta poco… “La tua cartella piena di libri, con che cosa potremo riempirla? Di sogni, dolci, animali..”.

8. Che cosa significa quella parola?

Già alla scuola dell'infanzia, il bimbo può imparare tante nuove parole, “grazie a belle letture e a una relazione significativa con l'adulto”.

Il bimbo, a volte, 'inciampa' in parole che non conosce e lui stesso imparerà a chiedere alla mamma (o alla maestra): 'Cosa vuol dire?', 'Cosa significa?'.

 E poi, userà anche termini difficili in modo appropriato”.

9. Smartphone, tablet e tv, sì o no?

Oggi, il bimbo vive, spesso, in mezzo a computer, tablet, smartphone: mezzi tecnologici, come quelli touchscreen, facili da usare anche per lui. Passarci del tempo per giocare con fiabe interattive, storie e canzoncine aiuta ad ampliare il vocabolario del piccolo?

“Determinati contenuti, se scelti con cura, possono essere strumenti utili ma ci deve essere altro: la relazione con l'adulto e il tempo per seguirlo”, dice Monica Colli. Attenzione però: i bambini devono passare poco tempo con questi nuovi strumenti e non tutto il loro tempo libero come si vede sempre più spesso.

E la 'vecchia tv', può aiutare a sviluppare il linguaggio? “Per metterlo davanti alla tv, sono assolutamente necessarie alcune accortezze, programmi e contenuti adatti, colori non troppo accesi, che sono dannosi, soprattutto per i più piccoli,” dice Colli.

Le stesse cautele arrivano anche dall'American Academy of Pediatrics: lo schermo della tv (e anche quello di pc o smartphone, specifica uno studio di quest'anno, vale come la tv) andrebbe evitato fino ad almeno due anni.

Più avanti, occorre fare molta attenzione alla quantità di tempo e ai programmi a cui il piccolo viene esposto.

10. Troppa fretta non fa bene al linguaggio

“Il linguaggio si sviluppa quando c'è tempo per sostare, per indugiare, serve lo 'spazio' nella mente per rielaborare e 'vagolare'.

Anche nella scuola dell'infanzia varrebbe la pena fare di meno, ma osservare di più i bambini con tutto quello che ci portano.

In altre parole, qualsiasi capacità intendiamo sviluppare nel bambino deve essere proposta attraverso i gesti, i suoni e i ritmi… Ecco perché filastrocche e girotondi piacciono tanto – dice la pedagogista.

“Nel corso della primaria, per esempio, capita che un ragazzino prenda sulla pagella 10 in italiano e poi a settembre dopo le vacanze un sei scarso: sembra essersi dimenticato tutto… Un fatto del genere si verifica perché non ha avuto tempo di fissarsi le regole che altrimenti rimangono – sottolinea la pedagogista.

La tendenza, oggi, è di fare tutto di corsa, di voler cogliere ciliegie tutti i mesi: il colore può risultare quello giusto, ma il sapore, poi, non c'è. Questa è una cosa che dobbiamo capire noi come adulti”.

Il linguaggio non può e non deve essere pensato come uno strumento usa e getta. Al contrario, è uno strumento del pensiero, di relazione e di comunicazione e ha bisogno di tempo per diventare consistente, crescere e acquisire profondità e spessore. E chissà – conclude la pedagogista – che in questo modo, non si permetta davvero ai bambini del futuro di trovare la propria voce”.

11. Ogni bambino ha i suoi tempi

Non bisogna dimenticare la lezione del celebre psicologo svizzero Jean Piaget: le fasi dell'apprendimento si susseguono in modo regolare ma hanno una durata che varia in base a ogni bimbo e al contesto in cui vive.

E, in ogni caso, il piccolo deve essere pronto e maturo per sviluppare determinate capacità.

Non tutti i bimbi, per esempio, imparano a camminare a 12 mesi, c'è chi comincia prima e chi dopo e questo vale anche per le prime parole.

Un concetto che Monica Colli ribadisce con grande energia: “Il genitore, spesso, ha un ritmo di vita molto intenso e cerca di trasferirlo sul bimbo chiedendo anche a lui di seguire ritmi che non sono i suoi. Nei primi anni, il bimbo apprende anche portando alla bocca le cose, cerca di farle sue, lui è 'un organo di senso' e assapora quello che lo circonda”.

“L'approccio ideale è seguire le tappe evolutive del bimbo, conoscere quali progressi appartengono a ogni fascia d'età, e poi, in base al bimbo 'reale' che hai davanti, adeguarti. L'accelerazione rischia di creare frammentarietà, confusione, generando insicurezza,” conclude la pedagogista Monica Colli.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/istruzione/linguaggio-bambini-come-arricchire-il-vocabolario

Leggere storie e filastrocche per stimolare il linguaggio

Vediamo se questa situazione vi è familiare: a un certo punto in un gruppo Whatsapp che frequentate qualcuno pubblica un video del proprio bambino di due anni che declama una poesia o che dimostra un’arte oratoria che manco Cicerone.

A questo punto i casi sono due. O voi siete la persona che ha postato il video o vi iniziate a chiedere: perché mio figlio a due anni ancora non parla?

E la seconda domanda è: cosa posso fare per stimolare il linguaggio?

La prima risposta è: calma. Escludendo casi particolari di disturbi del linguaggio, che saprete riconoscere con il supporto di educatori e pediatra, tenete presente che ogni bimbo inizia a parlare secondo i suoi tempi (e – parlo per esperienza – verrà il momento in cui rimpiangerete tutto questo silenzio!).

Quel bambino che sembra così poco interessato a esprimersi, in realtà sta accumulando, immagazzinando, elaborando in attesa di esplodere (in senso buono).

La seconda risposta è: sì, potete fare molte cose e una delle cose più importanti, naturalmente, è leggere. Qualsiasi libro va bene, perché ogni lettura allena l’ascolto, arricchisce il lessico, favorisce il riconoscimento dei suoni, delle parole e dei meccanismi del linguaggio. 

Ma cercate dei libri più mirati per stimolare il linguaggio nei bambini di uno o due anni, allora dobbiamo fare un passo indietro e capire cosa, di preciso, è necessario stimolare.

Maryanne Wolf, nel suo Proust e il calamaro, suddivide le abilità linguistiche in cinque aree di sviluppo: fonologico, semantico, sintattico, morfologico e pragmatico.

Concentriamoci sulle prime due, che sono quelle che più ci interessano in questa fase (stiamo parlando delle prime parole, non delle prime frasi). Queste aree riflettono i due aspetti della parola: il significante, ovvero il suo suono, e il significato.

È da qui che partiremo per individuare i libri più adatti a un bambino che sta imparando a parlare.

Libri che aiutano lo sviluppo fonologico

Maryanne Wolf descrive lo sviluppo fonologico come la

capacità del bambino di ascoltare, distinguere, segmentare e manipolare i fonemi delle parole.

Nel continuum di suoni e rumori, il bimbo deve imparare a separare e rimettere insieme le unità di senso e naturalmente anche a produrle. I libri che stimolano queste capacità sono quelli in cui la materialità del linguaggio è particolarmente presente, sotto forma di suoni e di ritmo.

Libri di onomatopee.

Può sembrare assurdo, ma uno dei modi migliori per stimolare lo sviluppo linguistico è proporre libri senza vere e proprie parole. Le onomatopee sono divertenti, semplici da capire e da imitare.

Il bambino che le ascolta, le impara facilmente e le riproduce volentieri: è il primo passo verso una produzione autonoma di parole.

La gratificazione che prova il piccolo che riesce ad anticipare la mamma o il papà nella lettura gli darà la motivazione necessaria a imparare anche parole più complesse.

Da l’uccellino fa a Cosa dice piccolo coccodrillo, via dunque a versi di animali, rumori e suoni più o meno quotidiani.

Libri in rima.

Per prendere confidenza con i suoni delle parole e la loro riconoscibilità, non c’è niente di meglio delle filastrocche e delle poesie in rima.

Scrive Angela Dal Gobbo in Quando i grandi leggono ai bambini:

La rima e le allitterazioni, […] grazie alla ridondanza dei suoni e alla prevedibilità del ritmo, fanno sì che la mente sia facilitata nell’assimilarle e nel ricordarle. 

Le filastrocche sono un gioco che diverte il bambino (ed è noto che divertimento ed emozioni positive sono importanti acceleratori dell’apprendimento), ma sono anche un perfetto esercizio di stimolazione del linguaggio.

La rima, facilmente memorizzata, fa da richiamo: ascoltando il verso precedente il bambino sa già cosa aspettarsi dal successivo, ed è quindi portato a intervenire, a giocare d’anticipo con la lettura del genitore, e infine a produrre dei suoni.

Da uno a due anni, potete proporre i librettini della Oxenbury, tradotti da Chiara Carminati, maga della poesia per piccoli.

Suoi anche Animali DiVersi, che unisce alle filastrocche le onomatopee che descrivono i versi di ogni animale, e A fior di pelle, una raccolta di rime da abbinare a massaggi, solletico e carezze.

Non dimentichiamo infatti che il coinvolgimento del corpo e dei sensi è un importante facilitatore dell’apprendimento.

 

Libri che aiutano lo sviluppo semantico

Se prima abbiamo selezionato libri ideali per stimolare il bambino nella produzione di suoni, ora cerchiamo di accompagnarlo nella scoperta che a quel suono corrisponde un preciso significato, e sempre quello. Proprio come nel gioco del cucù il bimbo impara che l’oggetto esiste anche se non lo vede, così avviene per il linguaggio:

quando per esempio pronuncia la parola “palla”, ha capito che quel suono può sostituire, nella comunicazione con gli altri, l’oggetto reale.

scrive Angela Dal Gobbo.

È importante in questa fase rafforzare la consapevolezza del bambino e le sue scoperte sul lessico: è dal feedback dell’adulto che capisce che le sue prime parole vengono comprese, e la comunicazione funziona.

Libri per la lettura dialogica.

Particolarmente adatti in questo senso sono i libri pensati per una lettura di tipo dialogico, quella in cui c’è una forte interazione tra libro, lettore e ascoltatore.

I libri strutturati in questo senso non hanno una struttura narrativa forte, ma piuttosto illustrazioni ricche di dettagli da scoprire, su cui il bimbo punta il ditino chiedendo il nome dell'oggetto e l'adulto fa domande (“Cos'è questo?”).
Anche se il bambino non sa ancora produrre vere e proprie parole, si instaura con questo meccanismo una prima forma di dialogo fondamentale per la relazione tra genitore e figlio, oltre che per lo sviluppo del linguaggio.

Paradossalmente, quindi, per insegnare a un bambino a parlare si rivelano molto utili gli albi senza parole, come i famosi wimmelbuch delle Stagioni di Susanne Berner.

Vi sono poi i cosiddetti libri-dizionario (difficile però trovarne di qualità: una bellissima eccezione in Il grande libro delle figure e delle parole di Ole Könnecke che avevo brevemente presentato in questa rassegna di libri per la nascita), o ancora libri che inglobano nel proprio testo le domande che il lettore pone al piccolo, come i cartonati della topina Pina, in cui è il libro stesso a chiedere: “Cosa sta comprando Lella?”, “Cosa sceglie Pina?”.

Libri interattivi.

Quando un bambino impara, dicevamo, lo fa con tutto il corpo.

Ecco allora che affiancare un gioco o un movimento alla lettura può facilitare l’apprendimento di termini legati magari proprio all’anatomia.

Penso a Morsicotti (che peraltro, con le sue onomatopee, invita anche alla ripetizione dei suoni), che indica le diverse parti del corpo, o a un albo come Dalla testa ai piedi di Eric Carle, in cui il bambino è invitato a imitare i movimenti degli animali, accompagnato dalla formula fissa (e perciò semplice da memorizzare) “tu lo sai fare?”.

Questa tipologia di libri, che prevedono dal bambino una risposta attiva anche a livello fisico, è anche una buona chiave per motivare alla lettura i bambini apparentemente meno interessanti, quelli “che non stanno mai fermi”.

Al di là di ogni riflessione su semantica e fonologia, resta una considerazione che va al di sopra di ogni tentativo sviluppato in questo post di trovare una “soluzione” al bambino che non parla: ogni singolo libro letto, qualunque esso sia, stimola il linguaggio, perché un libro letto ad alta voce è ascolto, è emozione, è relazione, è suono e ritmo.

E alla fine, a funzionare meglio non sono i libri con questa o quell’altra caratteristica, ma sono semplicemente quelli che i vostri figli amano di più.

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Источник: https://www.nuvoleinscatola.it/2021/01/libri-per-stimolare-linguaggio.html

Gravidanza
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