Le vacanze estive sono troppo lunghe

Scuola, vacanze estive troppo lunghe?

Le vacanze estive sono troppo lunghe

Vacanze estive lunghe o più pause distribuite durante l’anno scolastico come nel resto del mondo? E’ davvero impossibile studiare l’estate quando le temperature si alzano? E quanto pesa questa organizzazione scolastica sulle famiglie? Ecco cosa è veramente utile all’apprendimento dei bambini.

Foto Rachel Sananti utilizzata con licenza Flickr CC

Il cervello ha bisogno di pause frequenti per imparare

Leggevo su un articolo molto interessante del The New York Times che il nostro cervello funziona in 2 modalità: attivo e concentrato sullo svolgimento di un compito (task-positive) oppure vaga tra pensieri e idee apparentemente disconnesse (task-negative). Le due modalità non possono convivere, quindi in pratica o si è concentrati o si sogna ad occhi aperti.

Eppure entrambe sono funzionali alla produttività, infatti non è raro che proprio quando si stacca da un lavoro che ci ha tenuti impegnati a lungo, e ci si dedica ad una attività totalmente scollegata, ci appare improvvisamente davanti agli occhi la soluzione al problema che cercavamo di risolvere. Questo è vero in qualsiasi ambito, scolastico o lavorativo.

Sono certa che ognuno di noi possa portare milioni di esempi a testimonianza di questo processo.
E questo uno dei motivi per cui abbiamo un gran bisogno di fare pause sia nella quotidianità che nell’arco dell’anno, purché queste pause non siano interruzioni continue che disturbano la concentrazione sia in un caso che nell’altro.

Mentre da un lato è evidente che se tentiamo di concentrarci su un compito complesso e veniamo interrotti in continuazione da rumori, che siano il beep delle notifiche del cellulare o un duenne che richiede attenzione, non riusciamo a portare a termine il lavoro iniziato, allo stesso modo è negativo per il nostro cervello che gli intervalli che dovrebbero portarci a vagare con la mente, vengano interrotti da email o telefonate di lavoro che non ci permettono di staccare davvero.

L’intervallo a scuola

Quando chiedo a mio figlio cosa ha fatto a scuola (in quel di Stoccolma) sono sempre sorpresa dal numero incredibile di pause.

L’orario scolastico settimanale è variabile, ma prendendo ad esempio lo schema del lunedì vedo che si inizia alle 8:10 in classe, poi c’è un intervallo di 40 minuti in giardino dalle 9:50, il pranzo alle 11:20 con intervallo in giardino a seguire fino alle 12:10, e la scuola finisce alle 13:40.

A questo si aggiunge il momento del frutto, che implica una pausa ulteriore durante la quale può succedere che la maestra legga un libro per loro, che sono seduti in terra su un grande tappeto e non al banco immobili. Altri giorni prevedono un intervallo più corto per la mattina (minimo 20 minuti), ma una cosa è certa: l’intervallo è intoccabile.

Gli insegnanti non usano MAI l’intervallo come premio o come punizione, perché sono perfettamente coscienti del ruolo positivo che ha sull’apprendimento. Al contrario, più la classe è irrequieta più fanno di tutto per garantire un tempo sufficientemente lungo di pausa, che prevede sempre corse in giardino all’aperto con qualsiasi clima, per poter poi tornare a lavorare concentrati in classe.

Come funzionano le vacanze all’estero?

L’Italia, insieme a Turchia, Lituania e Lettonia, è una delle nazioni in cui la pausa estiva dura più a lungo: 13 settimane, contro le 10 di Finlandia e Svezia, o le 6 di Danimarca, Germania e Regno Unito. (Fonte ansa.it).

E’ interessante vedere come la durata delle vacanze estive non è necessariamente proporzionale alla temperatura del paese durante l’estate. L’Italia è nella stessa classe di lunghezza di paesi nordici, e ad esempio la Spagna prevede 2 settimane di vacanze in meno rispetto all’Italia.

 Su wikipedia si trova una lista di lunghezza delle vacanze in 83 paesi, che a mio parere è molto interessante da questo punto di vista.

Se si guarda però alle vacanze totali, durante tutto il corso dell’anno, si scopre presto che gli altri paesi compensano le vacanze estive più brevi, con settimane di vacanze distribuite durante l’anno scolastico.

Quello che nel modo anglosassone viene chiamato il mid-term break esiste in moltissimi paesi, e si tratta di una o due settimane che spezzano il quadrimestre autunnale e altrettante che spezzano quello primaverile. Il tutto va sommato alle vacanze di Natale (2 o 3 settimane) e quelle di Pasqua, oltre alle varie feste nazionali e ponti vari.

Insomma, il resto del mondo tende a prevedere pause più brevi distribuite nell’arco dell’anno, invece di avere una lunghissima vacanza estiva. Dal punto di vista dell’organizzazione familiare questo non risulta particolarmente più complicato rispetto alla lunga pausa estiva.

Al contrario, molti datori di lavoro potrebbero vedere più di buon grado che le ferie dei dipendenti siano distribuite durante l’anno, invece di averle tutte concentrate l’estate.

Dopo la pausa estiva i bambini perdono conoscenze

Questo è un dato di fatto. Proponendo lo stesso test l’ultimo giorno di scuola e nuovamente il primo giorno dopo le vacanze, le conoscenze dei bambini sono diminuite.

Dei test americani quantificano il calo nell’ambito della matematica equivalente a circa 2 mesi e mezzo.

I bambini che provengono da famiglie a basso reddito perdono anche un paio di mesi in capacità di lettura, dato allarmante che va confrontato con il leggero aumento nelle capacità per i bambini che appartengono al ceto medio.

Come è possibile che la perdita di conoscenze durante le vacanze dipenda dalla classe sociale di appartenenza?Una possibile spiegazione è data dal fatto che famiglie con reddito medio-alto offrono più possibilità di svago “culturale” rispetto a quello di reddito basso. Ad esempio perché hanno più libri a disposizione a casa, o perché prevedono viaggi culturali, visite a musei o simili, o perché hanno i soldi per permettersi di pagare attività o campi estivi che diventano momenti di apprendimento attraverso il gioco.

Infatti le capacità di lettura non dipendono esclusivamente dall’esercizio nella lettura stessa, ma anche dalle esperienze personali a cui attingere per capire i significati dei testi letti. Più esperienze, corrispondono quindi ad una maggiore comprensione dei testi letti. Avete mai provato a leggere un testo di astronomia senza essere in grado di distinguere un pianeta da una stella?

Источник: https://genitoricrescono.com/scuola-vacanze-estive-troppo-lunghe/

Vacanze scuola

Le vacanze estive sono troppo lunghe

Il ministro del lavoro Poletti propone di dedicare al lavoro un mese in estate e riaccende il dibattito sulla durata delle vacanze estive

Vacanze a scuola

Tre mesi di vacanza sono troppi. Troppo tempo speso a far nulla, meglio dedicarne uno alla formazione al lavoro. Sono le parole del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che riapre il dibattito mai sopito sull’utilità di un periodo di vacanze estive così lungo.

Gli studenti finiscono la scuola a fine maggio e riprendono a metà settembre: mesi spesi a far nulla, ad andare in giro per la città a zonzo, spiega il ministro, mentre invece sarebbe molto utile, prima di tutto per loro, se gli studenti impiegassero almeno una parte di questo tempo in attività di formazione o nello svolgimento di qualche lavoretto.

I miei figli d'estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali

spiega il Ministro.

E sembrano essere d’accordo anche i genitori. In una nota il MOIGE, movimento genitori,  dichiara:

Condivisibile l’intervento del Ministro del Lavoro, Giovanni Poletti, che consiglia ai ragazzi di tenersi impegnati durante la pausa estiva. Siamo il Paese con le vacanze più lunghe d’Europa e questo non fa bene ai nostri figli.

Un tempo così prolungato di inattività vanifica gli sforzi d’apprendimento fatti durante l’anno scolastico e ridimensiona fortemente l’impatto dello studio.

Riteniamo necessaria la revisione del calendario e degli orari delle lezioni per bilanciare meglio nel corso di tutto l’anno i periodi in cui gli studenti possono riposare.

Piuttosto che cumulare i giorni di “ferie” in estate è preferibile prevedere pause più frequenti e ben distribuite. Attraverso questo espediente i nostri ragazzi possono approcciarsi alla didattica in modo più efficace, senza perdere l’allenamento e il ritmo di studio

Il punto centrale toccato da Poletti è una spinta verso un’educazione al lavoro che parta sin da giovanissimi.

Ecco, non ci dobbiamo scandalizzare se per un mese durante l'estate i nostri giovani fanno un'esperienza formativa nel mondo del lavoro.

Dobbiamo affrontare questa questione cultura ed educativa del rapporto dei ragazzi con il mondo del lavoro, e non spostarlo sempre più avanti.

Non troverei niente di strano se un ragazzo lavorasse tre o quattro ore al giorno per un periodo preciso durante l'estate, anziché stare solo in giro per le strade

Secondo Poletti la vacanza vera e propria andrebbe ridotta da tre mesi a uno, uno e mezzo. Inserendo all’interno di questo periodo un momento di formazione e di crescita personale.

Sulla stessa scia il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, che ha dichiarato che già nel Decreto Buona Scuola è previsto che le attività di stage possano essere svolte anche durante il periodo di sospensione dell’attività didattica.

Fare esperienza di lavoro durante la scuola è utile non solo per diminuire la dispersione e facilitare l'inserimento immediato nel mondo del lavoro, ma anche per orientare le scelte di chi andrà all'università, ha dichiarato il ministro.

Ma gli studenti cosa ne pensano? In una nota firmata da Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti, si definisce la proposta del ministro “allucinante”.

Sembra voler invitare gli studenti a lavorare d'estate, preferendo lo sfruttamento alla formazione” ha commentato.

Noi siamo a favore di un modello di alternanza realmente di qualità, che può essere messo in opera anche nell'arco di qualche settimana estiva attraverso una opportuna revisione delle sospensioni didattiche nel corso dell'anno scolastico.

Ma per fare ciò sono necessari ingenti finanziamenti, in grado di cambiare radicalmente l'attuale modello. Il Governo privilegia gli slogan e il lavoro gratuito tramite lo strumento dell'apprendistato che noi rigettiamo

Quanto durano le vacanze estive in Italia e in Europa

Quel che è certo è che le vacanze estive in Italia sono le più lunghe d’Europa. Solo in Lettonia e in Turchia la sospensione scolastica dura così a lungo (13 settimane). Variabili le durate dei ari Paesi.

Ad esempio in Olanda e nel Regno Unito durano 6 settimane (tra il 20 luglio al 31 agosto); in Francia 9 settimane (dal 4 luglio al 4 settembre); in Germania 6 settimane (tra il 7 luglio e il 13 settembre); in Spagna 11 settimane (da fine giugno a metà settembre).

In Norvegia, dove il sistema scolastico è considerato tra i migliori d’Europa,le vacanze durano circa 8 settimane, da metà giugno a metà agosto.

In molti Paesi europei le vacanze estive sono più brevi ma in compenso durante l’anno ci sono frequenti pause più lunghe. Una soluzione che qualcuno propone anche per il nostro Paese.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/nido-asilo-e-scuola/vacanze-scuola-estate-troppo-lunghe.html

Gravidanza
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