Le migliori scuse dei bimbi per non andare a dormire

Scuse per non andare a scuola: le migliori dei bimbi

Le migliori scuse dei bimbi per non andare a dormire

Ultimo aggiornamento 2 settembre 2016 alle 07:52 da laRedazione.

Le scuse per non andare a scuola sono pressoché infinite (e i bambini non smettono di inventarne di nuove): ecco un piccolo vademecum per genitori.

Scuse per non andare a scuola: quando si tratta di trovare la più adatta anche il bimbo più timido mette in mostra potenzialità da attore navigato.

La scuola deve ancora cominciare ma – con ogni probabilità – anche quest'anno i piccoli di casa s'inventeranno ogni possibile scusa per evitare compiti e interrogazioni ma anche solo per poter rimanere a letto qualche ora in più o per essere autorizzati a stare a casa in un giorno scolastico, insomma scuse per non andare a scuola. D'altra parte l'inflessibilità, su questo genere di cose, non sempre paga e – consigliano gli esperti – qualche volta si può anche decidere di assecondare questi desideri, ovviamente senza eccessi. 

Detto questo, comunque, quando si tratta di inventare scuse per non andare a scuola i bambini si trasformano in veri e propri attori lanciandosi in recite da Oscar e spettacoli degni di interpreti dalla lunghissima carriera alle spalle. Ecco qualche dritta per non farsi cogliere impreparati (e per organizzarsi ad arte per fornire la risposta più indicata).

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Una febbre improvvisa è tra le scuse più classiche per non andare a scuola.

Tra termometri scaldati sui termosifoni (o infilati nel tè caldo) e occhi arrossati ad arte, tutti i bambini – almeno una volta nella vita – tra le scuse per non andare a scuola hanno scelto la “comoda” strada della febbre improvvisa. Per riconoscere la febbra ricreata ad arte attenzione a non perdere d'occhio i piccoli di casa seguendo – dopo le prime avvisaglie – tutti i loro movimenti con attenzione.

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Anche il pupazzo preferito può essere colto da un malessere improvviso quando i bimbi (i più piccoli, ovviamente) cercano una scusa per non andare a scuola.

Piccola variazione sul tema della febbre, ma appannaggio dei bimbi più piccoli ed estremamente comune durante i primi giorni di scuola quando il tran-tran quotidiano è ancora lontano dall'essere ripreso, è la malattia del proprio pupazzo preferito. In questo caso il consiglio è quello di assecondare i piccoli assicurandoli che ci si prenderà cura del “malatino” fino a che il legittimo proprietario non rientrerà a casa.

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Per ovviare alla stanchezza dei bambini è importante riprendere un ritmo “scolastico” fin dalle ultime settimane di vacanza.

La stanchezza è un tema ricorrente tra le scuse per non andare a scuola perché può essere utilizzata tutto l'anno: all'inizio, infatti, è possibile che si verifichi perché manca l'abitudine alla sveglia mattutina puntata così presto mentre, al procedere dei mesi, un po' di stanchezza è naturale oltre che fisiologica. Per ovviare al primo caso è importante che i piccoli di casa assumano fin dalle ultime settimane di vacanza un ritmo più scolastico, andando presto a letto e svegliandosi di buon'ora. 

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I litigi con l'amichetto di scuola possono rendere davvero difficoltosa la vita in classe: cercate di aiutare i piccoli di casa a risolvere i problemi fin da quando si presentano.

I litigi, si sa, sono molto comuni in una classe di bambini ma, si dovrebbe sapere anche questo, possono rendere difficoltosa la vita scolastica specialmente se coinvolgono i compagni che si sono sempre mostrati “un po' più amici” degli altri.

Se i piccoli di casa cercano delle scuse per non andare a scuola dopo un litigio con l'amichetto è importante parlare del problema per cercare di risolverlo fin dal principio magari proponendo all'amico in questione un pomeriggio di giochi di modo da risolvere le difficoltà alla base. 

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Se il piccolo di casa lamenta qualche problema con la sua classe l'ideale è cercare di capire subito se il problema è reale o se si tratta di una scusa per non andare a scuola.

Un'altra scusa (gettonatissima) per non andare a scuola è quella di “non trovarsi bene” con la propria classe.

In questo caso, per i genitori, è necessario uno sforzo per capire se il problema è reale o se si tratta – appunto – solo di una invenzione, studiata ad arte per cercare di saltare qualche giorno tra i banchi.

Meglio quindi informarsi subito, prima con il bambino e poi eventualmente anche con gli insegnanti, per capire se davvero c'è qualcosa che non va. E provare a risolverlo insieme. 

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Un nuovo insegnante può destabilizzare il bambino quindi è importante che i genitori lo aiutino fin dall'inizio ad apprezzare la nuova figura della sua vita scolastica.

Anche un cambiamento d'insegnante (specialmente se inatteso) può scatenare nei bambini qualche difficoltà spingendoli a inventare delle scuse per non andare a scuola.

Se il piccolo di casa lamenta qualche difficoltà relazionale con la nuova maestra cercate di farvi spiegare perché crede che lo “tratti male” e spiegategli che qualche cambiamento può far bene aiutandolo, fin dal principio, ad apprezzare questa nuova figura della sua vita scolastica. 

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“Non ho fatto i compiti”

“Non ho fatto i compiti” è una giustificazione che, quantomeno, mostra sincerità e consapevolezza dei propri errori quindi, almeno la prima volta, è meglio non mostrarsi troppo intransigenti.

Esistono poi scuse per non andare a scuola che sono appannaggio dei più grandicelli e che coinvolgono, in primis, i compiti non fatti.

Se il piccolo scolaro ha la sincerità di confessare la sua mancanza – almeno la prima volta -non mostratevi troppo intransigenti e aiutatelo a risolvere quello che lui vive come un problema insormontabile: questo lo farà sentire compreso e lo aiuterà a capire il suo errore molto più di una severa (quanto ormai inutile) sgridata dell'ultimo momento.

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Il desiderio di prepararsi al meglio per un compito in classe impegnativo può non essere una semplice scusa: promettete ai piccoli di casa di aiutarli a studiare dopo la scuola.

Il desiderio di prepararsi al meglio per un compito in classe nella serenità della propria casa è piuttosto comune specialmente nei piccoli allievi un po' più coscienziosi.

Se il giovane scolaro mostra questo desiderio cercate quindi di capire le sue esigenze venendogli incontro quando possibile o promettendogli che, dopo la scuola, lo aiuterete direttamente voi nella preparazione della verifica. 

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“Voglio stare con la mamma!”

Nei primi periodi di scuola i più piccoli possono mostrare una certa nostalgia della lunga estate trascorsa in famiglia. Ai genitori, però, spetta (l'ingrato) compito di mostrarsi assolutamente inflessibili.

Le vacanze estive sono lunghe e, generalmente, oltre ai giochi sulla spiaggia e alle serate “festaiole” portano con sé una gran quantità di tempo trascorso con mamma e papà.

Capita quindi che i piccoli di casa, al rientro a scuola, mostrino una certa nostalgia dei momenti trascorsi in famiglia e che i genitori si lascino commuovere.

Attenzione, però, perché prima si riprenderà un ritmo normale e prima il piccolo si abituerà quindi meglio mostrarsi inflessibili fin da subito riservandosi poi qualche momento “speciale” da trascorrere insieme nel tempo libero. 

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Источник: https://magazinedelledonne.it/faq/44523-scuse-per-non-andare-a-scuola-le-migliori-dei-bimbi

Il bimbo non vuole dormire? Prova una di queste 25 strategie

Le migliori scuse dei bimbi per non andare a dormire

Il bimbo non vuole proprio saperne di fare la nanna: che fare? Si può provare con i rumori bianchi, con una canzoncina oppure con il rituale della nanna. E non solo. Ecco 25 strategie per cullarlo fino a un sonno tranquillo.

E' la domanda clou di ogni neogenitore: il piccolo non dorme, credi di averle provate proprio tutte tutte. Che fare? Eppure. Forse c'è ancora qualcosa che potresti provare… o non fare.

Dal sito americano Parenting.com, alcuni consigli e soluzioni se il bambino non ne vuole proprio sapere di dormire.

1 – Evita di guardarlo negli occhi

L'ultima cosa che vorresti prima della nanna del tuo bimbo? Che si agiti e ecciti troppo. Lo sapevi che guardarlo a lungo negli occhi è davvero stimolante per lui? E per il tuo bimbo significa: “Ok, è l'ora del giochino!”

Quindi fai attenzione al contatto visivo quando provi a metterlo a nanna o cerchi di calmarlo se si sveglia di notte. Vale lo stesso per la sua canzoncina preferita o il suo gioco del cuore: di notte, se si risveglia, evita tutto ciò.

Fissa il suo pancino e prova a farlo riaddormentare parlandogli dolcemente o con carezze gentili.

2 – W il bagnetto

Acqua calda e massaggini amorevoli sono un vero toccasana rilassante. Per tutti e vale lo stesso anche per i più piccini. Dimentica però giochini rumorosi, tieni un tono di voce basso e sii rilassata mentre fai il bagnetto al tuo bimbo.

3 – Co-sleeping

Pro o contro al co-sleeping? Diversi studi dimostrano che i bimbi che dormono in questo modo con i genitori crescono più sicuri di loro stessi e con meno ansia. Attenzione però: meglio in sicurezza, con il lettino di fianco al letto. (L'American Academy of Pediatrics sconsiglia di condividere lo stesso lettone con il bambino).

4 – Dolci sogni grazie all'ultima poppata

Il tuo bimbo è uno di quei neonati che si sveglia di notte affamato? Allora potresti dargli l'ultima poppata prima di andare a dormire, anche se è ancora addormentato. C'è chi ritiene che in questo modo il suo pancino sarà abbastanza pieno da guadagnare un po' di sonno extra per te e per lui.

5 – Culla? Niente pupazzetti

La culla? Solo con il tuo bimbo: tutto il resto più essere pericoloso per il piccolo e può essere causa di soffocamento. Tutto quello che è necessario sul materasso è la coperta o il sacco nanna.

6 – La giusta fragranza

Alcuni profumi possono cullare il tuo piccolo fino al sonno. Per esempio la lavanda, messa come olio essenziale su un fazzoletto in un sacchettino vicino al lettino, può aiutare a rilassare. Le fragranze sono però non sono raccomandate per i bimbi con meno di sei mesi. E anche per quelli con pelle e nasino troppo sensibili.

7 – Attenzione al reflusso

E' un problema comune dei piccolini con problemi di sonno ed è causato da un malfunzionamento del cardias, una valvola tra esofago e stomaco. Prova a consultare il tuo pediatra se pensi che il tuo bimbo possa soffrirne.

8 – Aiutati con le mani

Quando metti il tuo bimbo nella culla, quando è l'ora della nanna, prova a mettere gentilmente le tue mani sul suo pancino, braccia e testa. Confortalo e coccolalo. A volte gli può bastare la tua vicinanza per sentirsi più sicuro e sprofondare nel sonno.

9 – Attenzione all'orario giusto

Un bambino troppo stanco farà fatica ad addormentarsi. L'orario della nanna è importante: non ti preoccupare di metterlo a nanna troppo presto. Non significa necessariamente che si sveglierà all'alba o prima.

10 – Pigiamino di fibre naturali

Quanto sono dolci quei pigiamini a forma di ranocchia o pandino. Attenzione però: meglio evitare le fibre sintetiche e sì a quelle naturali, come il cotone. Evitano di irritare la pelle.

11 – Temperatura

E' bello addormentarsi con la giusta temperatura in camera, vero? E' lo stesso anche per il tuo bambino. L'American Academy of Pediatrics, per prevenire la SIDS, consiglia una temperatura nella cameretta tra i 18 e i 21 gradi centigradi.

12 – Luci? Meglio una cameretta buia

Vuoi far capire al tuo gufetto che è ora di fare la nanna? Mettilo in una stanza buia. Dimentica lucine notturne e usa delle tende comprenti se gli infissi non bloccano abbastanza la luce.

Di giorno, durante il riposino, rendi la stanza buia per simulare la notte. Quando è ora di svegliarsi, sia di mattina che dopo un pisolino, apri le tende o le tapparelle e lascia entrare la luce.

In modo che capisca la differenza.

13 – Che belli i massaggi!

Lo sai che i bimbi che sono stati massaggiati dolcemente per una quindicina di minuti si addormentano prima rispetto a quelli che hanno ascoltato solo una storia? Lo dice uno studio della University of Miami Touch Research Institute. Proviamoci no? Massaggialo con dolcezza.

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Abbiamo chiesto a  Francesca Gheduzzi , Trainer dell'I.A.I.M. (International Association of Infant Massage) e dell' A.I.M.I . (Associazione Italiana Massaggio Infantile) di spiegarci…

14 – L'importanza del pisolino

E' importante per te, dato che ti lascia lo spazio per riposarti, fare la doccia o controllare il cellulare, ma anche per il tuo bimbo. Il pisolino aiuta la mente del tuo piccolo a crescere e svilupparsi. Non saltare il pisolino solo perché hai paura che non dorma per tutta la notte.

15 – Il pannolino di notte

Può essere noioso avere il pannolino bagnato di notte. Ma non svegliare il tuo bimbo se continua a dormire anche se è bagnato (va invece cambiato se è andato di corpo) e se non ha il sederino irritato.

16 – Ciuccio

Può cullare il bimbo fino alla nanna e diversi studi dimostrano che può proteggere anche contro la SIDS. Va comunque introdotto dopo il primo mese di vita e al naturale (senza immergerlo in sostanze edulcoranti). Se il tuo bambino lo rifiuta, non forzarlo e, se lo perde, non rimetterglielo.

17 – Rimedi fai da te

Non si può mai sapere che cosa può o non può funzionare.

Ci sono bimbi che si addormentano cullati in dondoli giocattolo, papà che fanno il giro dell'isolato in auto per far crollare il pargolo o chi accende elettrodomestici vari per creare i cosiddetti “rumori bianchi” che tanto rilassano i bimbi. Nessuno è qui per giudicare: se trovi il tuo rimedio, e funziona, continua a utilizzarlo. L'importante è che sia sicuro per te e per il bimbo.

19 – Storia della buonanotte

Non importa quale fiaba per bimbi tu stia raccontando: per il tuo piccolo è comunque rilassante e gli piace un mondo sentirti raccontare una storia con voce calma e rilassata. E' una bella abitudine da portare avanti anche durante l'infanzia.

20 – Anticipa i segnali

Anticipa i segnali di stanchezza del tuo piccolo, al posto di aspettare che crolli dal sonno. Potrebbe sfregarsi gli occhietti o sbadigliare. Molti bimbi troppo stanchi fanno fatica ad addormentarsi, reagendo all'opposto e confondendo così i propri genitori.

21 – L'importanza della voce

Lo sai che il tuo bimbo riconosce la tua voce? Già dalla nascita è qualcosa di familiare e che ha un effetto positivo su di lui. Parlargli con voce calma e pacata può aiutare il piccolo a scivolare tranquillo tra le braccia di Morfeo sapendo che ha la mamma al suo fianco.

22 – W i rumori bianchi

Non lasciarlo nel silenzio assoluto. Nell'utero il tuo piccolo era abituato a sentire sempre dei suoni, come il battito del tuo cuore o il tuo stomaco. Alcuni bimbi si addormentano più facilmente con dei rumori bianchi, come una ventola o un elettrodomestico qualsiasi.

23 – Coccole, coccole, coccole

Ecco una scusa in più per coccolarlo. Non sono mai abbastanza! Se lo riempi di abbracci e di baci prima di andare a nanna, si sentirà ancora più amato e sicuro. E gli assicurerai un sonno più tranquillo e prolungato.

24 – Un po' di musica

Da Brahams a Beyoncé: non importa la tua scelta. La musica e il canto sono dei modi perfetti per calmare il tuo bambino. Cantare aiuta ad abbassare il livello di stress, quindi ti fa anche bene! A te e a lui.

25 – Sonno

Zzzzz…. Che cosa è questo suono? E' il tuo bimbo che si è addormentato. Ora basta parlare e goditi il silenzio…

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/nanna/il-bimbo-non-vuole-dormire-25-strategie

Sorpresi a letto, 7 scuse per spiegare la situazione ai bambini

Le migliori scuse dei bimbi per non andare a dormire

Le coppie con figli faticano a ritagliarsi qualche momento di intimità: attimi di dolcezza rubati, che diventano amari se si viene colti sul fatto.

Come si fa infatti a spiegare la situazione ai bambini? Ecco le sette scuse più credibili da “vendere” ai piccoli, “rubate” agli inglesi, che avendo una passione per acronimi e neologismi hanno persino creato un termine per queste formule.

Le chiamano “sexcuse”, unendo le parole sex ed excuse, ovvero scusa.

Genitori giocherelloni

Quando risate e strani suoni attirano l’attenzione del piccolo che fa capolino in camera da letto, i genitori devono tentare di tranquillizzarlo usando l’arma del gioco, che per i bambini è un comportamento quotidiano e fondamentale.

Per questo si può spiegare che i genitori stavano facendo la lotta e impersonando dei campioni di wrestling, il che giova visto che questi atleti si presentano sul ring in abiti succinti.

Quando si crea una scusa, infatti, è fondamentale tenere conto del modo di pensare dei piccoli: per loro i giochi, anche quelli fisici con fratelli e amici, sono la norma, quindi si può far leva su questo elemento per spiegare i movimenti in cui mamma e papà erano impegnati.

Solletico e scherzi

In un sondaggio realizzato tempo fa da Channelmum a proposito delle sexcuse, emerge come un’altra idea ricorrente sia quella del gioco del solletico.

Si può dire al piccolo che mamma e papà erano impegnati in una sessione di solletico all’ultima risata, quando è entrato in camera e per questo si divincolavano, si agitavano e ridevano.

Qualora qualche bambino più audace pretenda precisazioni, ad esempio rispetto al fatto che i genitori avevano pochi abiti indosso, si può dire che era stata una scelta dettata dal fatto che il solletico riesce meglio sulla pelle nuda.

Anche spiegare ai bambini che mamma e papà giocavano a rotolarsi nel lettone può avere senso, purché si sia poi pronti a non arrabbiarsi quando i piccoli faranno capriole e salti sul loro di lettino, sapendo che alla prima sgridata possono obiettare he si tratta di un’attività che piace anche ai grandi.

Tra le scuse i problemi di sonno

Un altro capitolo di scuse riguarda la difficoltà di dormire.

Se si viene colti sul fatto dai bambini, ad esempio, si può dire che la mamma stava facendo un sogno agitato o un incubo e il papà si è svegliato per via dei suoi movimenti e rumori e si è messo ad abbracciarla per tranquillizzarla.

Qualche genitore, invece, ha sostenuto davanti al figlio comparso in camera da letto sul più bello, che i gesti e le parole che i genitori si scambiavano erano solo un modo che usano gli adulti per agevolare il sonno, una specie di alternativa a una tisana o a una camomilla.

I più sfacciati hanno invece pensato di parlare al figlio e spiegargli che il suo era stato solo un sogno, che mamma e papà erano tranquillamente a letto e che lui aveva raggiunto la loro stanza in stato di semiveglia e aveva immaginato di vedere qualcosa che in realtà non stava accadendo.

L’onestà è l’arma migliore

Un atteggiamento un po’ spiacevole, in realtà.

Sarebbe forse più onesto dire al bambino semplicemente che si stavano facendo delle coccole da grandi, spiegando che la mamma e il papà si vogliono bene, quindi hanno bisogno di momenti di tenerezza speciali.

“L’importante è che emerga che queste azioni sono caratterizzare dall’affetto e far prevalere il loro lato positivo e felice”, spiega la pedagogista Elena Urso .

Gli esperti hanno un termine preciso per quando i genitori vengono visti dai figli impegnati nell’atto sessuale. Si parla di scena primaria o scena madre e, a seconda dell’età, può risultare molto impressionante. Quando i bambini sono piccoli, diciamo almeno fino agli 8 o ai  9 anni, percepiscono infatti questo atto come una cosa molto violenta”.

Poche parole e tanto affetto

Ecco perché occorre invece far emergere il lato ludico.

Secondo l’esperta, poi, non si deve sgridare il bambino, ma occorre anzi scusarsi con lui, dicendo che ai genitori dispiace di non averlo visto entrare e che magari sia rimasto spaventato e infastidito dalla scena di cui è stato testimone.

Essenziale, infine, è tagliare corto e mettersi a parlare d’altro, senza ingigantire troppo la faccenda.

“In questi momenti i bambini vivono un grande sentimento di esclusione e sono arrabbiati, perché è una cosa che loro non capiscono e cui non hanno accesso”, conclude Elena Urso.  Accompagnando il bimbo a dormire e concedendogli abbracci e baci che non lo facciano sentire isolato dalla coppia, sarà più semplice archiviare l’episodio senza contraccolpi.

Caterina Belloni

Ti è mai capitato di essere sorpresa dai bambini durante un rapporto?

Источник: https://quimamme.corriere.it/famiglia/lifestyle/sorpresi-a-letto-scuse-ai-bambini

Gravidanza
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