Le intossicazioni alimentari: come prevenirle e curarle

Tossinfezioni alimentari: i consigli per evitarle

Le intossicazioni alimentari: come prevenirle e curarle

Attualmente in tutto il mondo si contano più di 250tossinfezioni alimentari e puntualmente ogni estate aumentano, con il sole e il caldo.

Chiamate anche malattie alimentari, le intossicazioni alimentari sono patologie causate dal consumo di cibo contaminato da agenti tossici o microrganismi patogeni e si manifestano con differenti sintomi tra cui febbre, nausea o reazioni cutanee.

CAUSE E SINTOMI INTOSSICAZIONE ALIMENTARE

Le cause delle intossicazioni sono principalmente dovute ad una cottura incompleta (specialmente di pollame e carne di maiale), ad una scorretta conservazione del cibo che necessita di una temperatura inferiore ai 5 °C, al cibo scaduto e alla contaminazione incrociata (la trasmissione di germi dal cibo contaminato). Secondo l’European centre for disease prevention and control (Ecdc), tra il 2014 e il 2016, i casi di infezione da salmonella rilevati nell’Unione Europea sono aumentati del 3%.

I sintomi che si manifestano dipendono naturalmente dalle cause, ma tendenzialmente compaiono nausea e vomito, diarrea, dolore addominale, febbre e brividi, mal di testa e debolezza, anche molto intensa.

ALIMENTI CHE POSSONO PROVOCARE INTOSSICAZIONI ALIMENTARI

Secondo i nutrizionisti, il modo migliore per garantire la sicurezza alimentare è cuocere bene il cibo.

Infatti il rischio maggiore di intossicazione alimentare si ha principalmente in ricette di salse, carne e pesce che prevedono l’utilizzo di cibi crudi.

In particolare, per il pesce è importantissimo rispettare la catena del freddo, soprattutto per tonno, sgombro e sardine, altrimenti si corre il rischio di istamina che può provocare la sindrome sgombroide. Ecco gli alimenti più a rischio.

Carne e derivati (hamburger, polpette, carne macinata, salsiccia cruda, tartare), salmone affumicato, uova, verdure non lavate bene e consumate crude, formaggi (prodotti con latte non pastorizzato, croste di formaggi), latte crudo, creme e salse con uova (maionese), frutti di mare crudi.

COME PREVENIRE LE TOSSINFEZIONI ALIMENTARI

Potete prevenire le intossicazioni alimentari seguendo alcune semplici regole di comportamento, che andrebbero sempre rispettate in casa e fuori.

Nei ristoranti fatevi guidare da vista e olfatto e non prendete mai cibi con colori e odori anomali, che potrebbero evidenziare scarsa freschezza e cattiva conservazione.

Inoltre controllate l’igiene del locale e di chi ci lavora, ricordando che lo chef deve sempre indossare il copricapo e che non si devono toccare con le mani gli alimenti serviti.

Ricordate sempre di lavarvi le mani prima e dopo aver toccato il cibo; conservate in frigorifero gli alimenti crudi e cotti; cuocete bene i cibi; pulite i piani di lavoro, il frigorifero e, se rimangono degli avanzi, riponeteli subito in frigo. Infine, considerate che coperchi e pellicole trasparenti riducono il rischio di contaminazione.

CONSIGLI PER EVITARE INTOSSICAZIONI ALIMENTARI

Data l’incidenza del fenomeno, gli esperti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, dopo aver analizzato le abitudini alimentari estive degli italiani e dopo aver appurato che i cibi maggiormente consumati sono i formaggi freschi, i gelati, e in generale i piatti freddi come carpacci di carne e pesce crudo, hanno stilato tutta una serie di consigli per prevenire questo tipo di infezioni. Vediamo quali sono, alimento per alimento:

Evitate di acquistare la carne fuori dagli esercizi autorizzati alla vendita: se la macellazione non viene eseguita secondo le norme igieniche aumentano le possibilità di contaminazione. Fate cuocere bene la carne prima di consumarla in quanto le alte temperature uccidono la maggior parte dei germi responsabili delle infezioni.

Lavate sempre accuratamente la frutta e la verdura prima di consumarla magari aggiungendo all’acqua del lavaggio un po’ di bicarbonato.

Anche le uova devono essere consumate una volta cotte. Prima di romperle è inoltre preferibile lavarle esternamente.

Fate attenzione all’esercizio commerciale in cui scegliete di acquistare il pesce e quando lo consumate fate in modo che sia ben cotto.

Se volete mangiare pesce crudo o poco cotto badate bene al fatto che, per legge, tutti i ristoranti che lo servono devono averlo preventivamente passato in un abbattitore di temperatura.

Con l’abbattimento i batteri e parassiti molto pericolosi per la salute vengono neutralizzati. Attenzione anche ai frutti di mare: se non sono certificati non devono essere mangiati crudi.

Se bevete da una fontana, verificate sempre che l’acqua sia potabile.

Infine è bene prestare la dovuta attenzione anche quando si consuma un alimento tipicamente estivo come il gelato, all’apparenza estraneo a eventuali rischi e contaminazioni.

Prima di mangiarlo, assicuratevi che non sia scaduto e che sia stato adeguatamente conservato.

Il gelato deve essere sempre conservato in freezer ma se decidete di portarlo in tavola e diventa troppo liquido evitate di ricongelarlo, piuttosto portate fuori dal freezer solo il gelato che decidete di consumare.

Inoltre:

  • Con il caldo, evitate di conservare gli alimenti a temperatura ambiente;
  • Se dovete trasportare alimenti fuori casa riponeteli sempre in una borsa frigo;
  • Tenete lontani gli animali domestici dal luogo in cui conservate gli alimenti in quanto possono essere portatori di microrganismi dannosi;
  • Evitate che il cibo entri in contatto con mosche o altri insetti;
  • Infine, prima di acquistare del cibo confezionato controllate bene che sia perfettamente sigillato o che le bottiglie abbiano il tappo ermetico integro.

COME CONSERVARE CORRETTAMENTE IL CIBO PER NON SPRECARE:

Источник: https://www.nonsprecare.it/tossinfezioni-alimentari-cibo-contaminato-come-prevenire-infezioni

Intossicazione alimentare: da cosa è provocata e come difendersi?

Le intossicazioni alimentari: come prevenirle e curarle

Il cibo è un piacere, tuttavia, purtroppo, a volte capita di incappare in un’intossicazione alimentare, disturbo causato da agenti contaminanti che provoca sintomi caratteristici a livello intestinale.

Mangiare fuori casa, ma anche alcune cattive abitudini in cucina, possono rappresentare un rischio in questo senso, per cui è utile conoscere alcune buone regole di prevenzione e anche quali sono gli alimenti che possono dare più insidie, in particolare il pesce crudo. Per farlo, ci siamo rivolti alla dott.

ssa Sarah Giuffrè – biologa nutrizionista – alla quale abbiamo chiesto di raccontarci cosa c’è da sapere riguardo l’intossicazione alimentare e quali sono i principali sintomi.

Intossicazione alimentare: cause e sintomi

“L’intossicazione alimentare – chiarisce la nutrizionista – può essere causata da sostanze chimiche, ad esempio antiparassitari, tossine naturali, come quelle di alcuni funghi, ma soprattutto da virus e batteri, spesso legati a processi di produzione e conservazione non corretti

I germi patogeni

I principali germi patogeni alimentari si possono trovare in funghi velenosi, in biossine presenti in prodotti ittici non controllati, ma anche nelle conserve fatte in case e non confezionate bene, come avviene per il botulino.

Tuttavia, è bene specificare che l’Italia detiene il record europeo per il numero di ispezioni, effettuate dalle ASL, anche nelle acque e presso i mercati ittici garantendo la qualità di molti prodotti e riducendo il rischio di incorrere in agenti patogeni.

Chiarito questo aspetto, scopriamo con l’aiuto della dottoressa quali sono i più diffusi germi patogeni alimentari:

  • Salmonelle – causano diversi tipi di infezioni. Presenti soprattutto nella carne non cotta, pollame, uova e prodotti caseari.
  • Campylobacter jejuni – una delle cause principali di diarrea. Nella carne cruda di pollo e nel latte non pastorizzato.
  • Escherichia coli – un batterio presente anche nella flora intestinale, ma del quale alcuni ceppi sono pericolosi. Si può trovare nella carne poco cotta, nell’acqua, in frutta e verdura.
  • Listeria monocytogenes – poco comune, ma pericoloso. Si trova in latte e formaggi non pastorizzati, nella carne e nei vegetali.
  • Clostridum botulinum – batterio che produce una tossina molto pericolosa. È raro, ma ha un’alta incidenza di mortalità. Si può trovare in cibi in scatola e conserve non confezionati bene.
  • Anisakis – parassita del pesce, causa più diffusa delle intossicazioni ittiche.
  • Virus epatite A – si può trasmettere per via fecale-orale con l’ingestione di acqua o alimenti contaminati, soprattutto verdure e molluschi poco cotti o crudi.

Sintomi

Generalmente l’intossicazione alimentare si manifesta con sintomi evidenti a livello intestinale, tra i quali troviamo:

  • nausea
  • vomito
  • dolori addominali
  • diarrea
  • malessere generale
  • febbre (meno comune).

Naturalmente in presenza di questi sintomi (possono manifestarsi anche dopo alcuni giorni) è importante individuarne al più presto la causa e rivolgersi al proprio medico o al pronto soccorso.

Ma in che contesto può svilupparsi l’intossicazione alimentare? La dottoressa Giuffrè ci spiega che esistono cibi pericolosi e soggetti più a rischio. Vediamoli insieme.

Quali alimenti possono provocare un’intossicazione alimentare?

“Come prima cosa è importante sottolineare che di qualsiasi alimento si tratti, il modo migliore per garantire la sicurezza alimentare è cuocere bene il cibo”, evidenzia l’intervistata. Infatti, il rischio di intossicazione alimentare si ha soprattutto in ricette di salse, carne e pesce che prevedono l’utilizzo di cibi crudi. Ecco l’elenco di quelli più a rischio:

  • creme e salse con uova (maionese)
  • carne e derivati (soprattutto hamburger, polpette, carne macinata, salsiccia cruda, tartare; meno rischiosa la bistecca al sangue)
  • frutti di mare crudi (non acquistare molluschi tenuti in acqua – è vietato tenerli in acqua)
  • salmone affumicato
  • uova
  • verdure non lavate bene e consumate crude
  • formaggi (prodotti con latte non pastorizzato, croste di formaggi)
  • latte crudo.

“In particolare – specifica la nutrizionista – per il pesce la catena del freddo è importantissima, soprattutto per tonno, sgombro, sardine, lampughe (anche in scatola), perché se non rispettata c’è il rischio di istamina che può provocare la sindrome sgombroide (panini e insalate con il tonno vanno tenute in frigo, anche nei bar)”.

Soggetti più a rischio di intossicazione alimentare

Naturalmente non parliamo di una condizione che si verifica sempre, tuttavia, per una corretta informazione sulla sicurezza alimentare, è bene sapere che alcune condizioni fisiche, età e patologie possono rappresentare una maggiore vulnerabilità. La dottoressa ci spiega di chi si tratta:

  • bambini sotto i 5 anni
  • anziani
  • donne in gravidanza
  • persone con malattie renali o epatiche
  • persone con eccessivi livelli di ferro (che aumenta la crescita di certi microrganismi patogeni)
  • uso di antiacidi (aumentando il pH del sangue si favorisce la sopravvivenza dei patogeni).

Come abbiamo visto, sono molteplici i fattori da considerare quando parliamo di intossicazione alimentare. Certamente, qualità dei cibi, conservazione e metodo di cottura giocano un ruolo importante. Vediamo cos’altro c’è da sapere.

Intossicazione alimentare: buone regole di prevenzione

“Il consumo di pesce crudo può rappresentare il principale tramite con cui contrarre un’intossicazione alimentare in quanto molti pesci contengono nell’intestino larve appartenenti al parassita Anisakis che possono migrare verso il tessuto muscolare e venire ingerite”, spiega la dottoressa Giuffrè.

 In Italia la parassitosi da Anisakis è la più importante malattia trasmessa da prodotti ittici».

Se nei ristoranti il pesce deve essere trattato a temperature idonee (a -20°C per almeno 24 ore), come comportarsi con le preparazioni casalinghe? Oltre ad allungare i tempi di congelamento e munirsi di appositi termometri da cucina, ci sono altre regole che andrebbero rispettate.

Prevenzione fuori casa:

  • al ristorante o nelle mense farsi guidare da vista e olfatto e non prendere cibi anomali per colore e odore (potrebbero evidenziare scarsa freschezza e cattiva conservazione)
  • i piatti freddi devono essere tenuti in banchi refrigerati e protetti, non esposti all’aria o a temperatura ambiente
  • i piatti caldi devono essere fumanti
  • considerare l’igiene del locale e di chi ci lavora (lo chef deve avere il copricapo e non si devono usare le mani per toccare gli alimenti serviti).

Prevenzione a casa

  • lavarsi le mani prima e dopo aver maneggiato il cibo
  • conservare in frigorifero gli alimenti crudi e cotti
  • cuocere bene i cibi
  • pulire i piani di lavoro, il frigo e sostituire periodicamente le spugne vecchie
  • non consumare carne, uova, molluschi crudi o poco cotti
  • se rimangono degli avanzi, riporli subito in frigo
  • considerare che coperchi e pellicole trasparenti riducono il rischio di contaminazione.

Con l’aiuto della dottoressa Sarah Giuffrè abbiamo visto come si sviluppa l’intossicazione alimentare, quali sono i sintomi e come prevenirla con buone regole generali. A tal proposito, anche il Ministero della Salute ha fornito delle linee guida, mentre a livello nazionale è partito anche l’iter per una legge sugli home restaurant, in modo da stabilire regole, anche igienico-sanitarie, uguali per tutti. Voi cosa ne pensate?

Источник: https://www.ilgiornaledelcibo.it/intossicazione-alimentare-cause/

Gravidanza
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