Le foto dei bambini su Facebook: contrari o favorevoli?

Contents
  1. Bambini, privacy e foto online: cosa dice la legge?
  2. Bambini e foto online: cosa dice la legge?
  3. I diritti dei minori
  4. Garante della Privacy e tutela minori
  5. Foto bambini su social network, quali pericoli?
  6. Pubblicare foto figli su social: quali accorgimenti?
  7. Foto online senza permesso: cosa fare?
  8. Rischi foto bambini su social come e Instagram
  9. RISCHI FOTO BAMBINI SU
  10. PRIVACY BAMBINI SUI SOCIAL
  11. RISCHIO IMMAGINI BAMBINI SU INSTAGRAM
  12. PERICOLI IMMAGINI DEI BAMBINI SUI SOCIAL NETWORK
  13. FOTO BAMBINI SU
  14. NON PUBBLICATE FOTO DEI VOSTRI FIGLI SU
  15. Bambini e neonati | Perché pubblicare le loro foto sui social non è un problema
  16. Chi pubblica le foto dei propri figli sui social rischia fino a 10 mila euro di multa, è vero?
  17. Ma almeno è legittimo avere paura dei malintenzionati che girano sul web?
  18. Pubblicare sui social le foto di bambini e neonati è quindi giusto o sbagliato?
  19. Sharenting, significato e rischi
  20. Sharenting
  21. Significato: cos’è lo sharenting?
  22. I dati in Italia e le motivazioni
  23. Perché si pubblicano le foto dei figli sui social network
  24. I rischi più gravi che si corrono?
  25. Accortezze da adottare per evitare di esporre i propri figli ai rischi del web
  26. L'idea del libro “Sharenting”
  27. Perché non metto le foto di mio figlio sui social
  28. É giusto mettere le foto dei bambini su ?
  29. Perché non metto mio figlio sui social?
  30. Foto dei minorenni sui social: i rischi per la loro identità digitale
  31. Come proteggere i bambini sui social network
  32. Fare attenzione all’identità digitale dei minorenni per farli diventare bravi cittadini digitali

Bambini, privacy e foto online: cosa dice la legge?

Le foto dei bambini su Facebook: contrari o favorevoli?

Chi non ha mai pubblicato, nemmeno una volta, una foto dei propri figli o nipoti? Spesso leggiamo articoli sulla pericolosità di questa ormai consuetudinaria e voyeristica pratica. Naturalmente, bisogna distinguere se le foto sono private o vengono pubblicate da testate giornalistiche o online.

Bambini e foto online: cosa dice la legge?

La tutela dei minori è consacrata dalla Costituzione, quando sancisce che la Repubblica Italiana protegge l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo (artt. 2 e 31, comma II, cost.).
I diritti dei minori sono, inoltre, garantiti dalla legislazione ordinaria civile e penale.

La tutela dell’immagine della persona, nella fattispecie del minore, è caratterizzata da una regolamentazione a parte. Specifiche norme sono previste dalla legge sul diritto di autore (l.

1941/633) e dal codice civile, che disciplina l’abuso dell’immagine altrui.
La legge sul diritto d’autore prevede che il ritratto di una persona non possa essere esposto senza il suo consenso (art. 96 legge n.

633/1941).

I diritti dei minori

La Convenzione internazionale sui diritti dell’infanziae dell’adolescenza, cosiddetta Convenzione di New York, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con legge 27 maggio 1991 n. 176, stabilisce che in tutti gli atti relativi ai minori, l’interesse superiore del minore deve essere considerato preminente.

Nessun bambino può essere sottoposto ad interferenze arbitrarie o illegali che ledano la sua vita privata, la sua famiglia, la sua casa, il suo onore o la sua reputazione.

Ogni bambino, quindi, ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o pratiche lesive.

Anche la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950  e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 7 dicembre 2000, salvaguardano i diritti della persona.

E last, but not least, il Garante per  la Privacy ed il relativo codice ci viene in soccorso per la tutela della riservatezza dei minori. A cui da poco si è aggiunto il Regolamento Europeo per il trattamento dei dati personali – GDPR.

Garante della Privacy e tutela minori

Il Garante ha assunto una posizione netta. Ha dichiarato, infatti, che la tutela del minore immortalato in una foto, deve essere rispettata non solo nei casi di un suo coinvolgimento in fatti di cronaca nera, ma in qualunque ambito della vita quotidiana. E ciò vale per le testate giornalistiche, ma in egual misura anche per noi genitori.

I social network sono un modo semplice e rapido per condividere stati d’animo e momenti privati attraverso foto e pensieri.
Io per prima condivido con i miei amici foto, battute e momenti della mia vita e di mia figlia.

Le norme attuali a tutela delle immagini dei minori, sono strettamente connesse alla privacy e sono spesso utilizzate per le pubblicazioni di rotocalchi sia cartacei che online, in particolare relazione con personaggi pubblici nostrani o stranieri.

Foto bambini su social network, quali pericoli?

Va chiarito subito che, per quanto si possa restringere il campo degli “amici” sui social ed impostare  le dovute misure per la protezione della privacy, vi è comunque la possibilità per “gli altri” di salvare le foto ed utilizzarle a piacimento, anche di condividerle. Questo comporta che le nostre foto in qualche modo girano in rete.

Con questo non voglio dire che bisogna diffidare dei propri amici e conoscenti (se tali anche al di fuori della vita virtuale), bisogna sapere, in ogni caso, che la possibilità di copiare le foto c’è, soprattutto quando i nostri amici sui social sono tanti e possono a loro volta “taggare” la foto. E il confine privato/pubblico è ancor più labile.
Sul punto a lungo si è dibattuto ed anche le alte cariche della Polizia attive nelle Telecomunicazioni hanno più volte invitato alla cautela nel pubblicare sui social le foto dei bambini.

Non vi è alcun divieto per le foto dei propri figli, badate bene, tuttavia bisogna sapere che le immagini, soprattutto se accessibili a tutti possono essere utilizzate da chiunque, senza possibilità di controllo.
In rete vi sono stati casi di persone – anche alcuni blogger – che si sono ritrovati le immagini dei propri figli pubblicate su rotocalchi e siti vari.

Il pericolo non deve intendersi strettamente “fisico” per i nostri piccoli, piuttosto va considerata l’ipotesi che le immagini possano essere utilizzate in siti che nulla hanno a che fare con bimbi, genitori, pappe pannolini.
L’uso di immagini di figli minori da parte di un genitore su o altri Social Network, quindi, è perfettamente lecito, tuttavia alcuni accorgimenti sembrano necessari.

Pubblicare foto figli su social: quali accorgimenti?

Meglio evitare foto di bambini nudi o in biancheria o riferimenti alla scuola che frequentano i nostri figli, inquadrare luoghi facilmente riconoscibili.

Evitare, insomma di inserire, anche in un commento, informazioni confidenziali.

 Attenzione, quindi, anche alle pagine dei social che spesso le scuole, le accademie di danza, i centri sportivi attivano per promuovere le proprie attività e farsi pubblicità.

Quando non si tratta dei propri figli, è necessario che prima di qualunque pubblicazione si chieda un preventivo consenso scritto da parte dei genitori.

Magari la scuola, l’asilo, la palestra o la scuola di danza dovrebbero in ogni caso “pixelare” i volti dei bambini.

E naturalmente ritorna il discorso degli “altri” che hanno comunque la possibilità di fare proprie le foto.

Certo, le foto si possono cancellare, ma è bene sapere che i contenuti cancellati vengono conservati in backup dal gestore del social, che di norma cancella definitivamente il tutto dopo circa 30 giorni.

Attenzione anche ai genitori separati/divorziati ed affidatari dei figli. Laddove la sentenza del tribunale abbia stabilito l’affidamento condiviso dei propri figli è necessaria l’accordo di entrambi i genitori per la pubblicazione online delle foto dei figli.

Foto online senza permesso: cosa fare?

Va chiarito che, nel caso in cui un privato pubblichi un’immagine senza aver ottenuto il consenso dai genitori, si commette un illecito civile: i genitori del bambino ritratto possono chiedere al tribunale di ordinare all’autore della pubblicazione o al gestore dello spazio online la rimozione immediata delle immagini o dei video; inoltre, se la pubblicazione delle immagini ha provocato un danno, anche morale, a chi vi è ritratto, i genitori possono chiederne il risarcimento e la liquidazione di una somma a titolo di risarcimento dei danni morali.

Se, invece le immagini sono utilizzate per trarne un vantaggio economico si risponde del reato ditrattamento illecito di dati, ex art. 167 Codice della Privacy,  punito con la reclusione fino a tre anni.

Non solo: se la pubblicazione illecita dell’immagine o del video offende lareputazione di chi vi è ritratto, chi l’ha diffusa, oltre a dover risarcire il danno, deve rispondere anche del reato di diffamazione aggravata e rischia la pena della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro.

Negli ultimi tempi diversi Tribunali sono stati investiti da tali questioni (cfr. Tribunale di Mantova) ed è stato ribadito il concetto secondo cui la pubblicazione di foto di minori sui social networks può ritenersi pregiudizievole.

Vien dato spesso rilievo a tutto ciò che ruota attorno alla sfera di tutela della privacy di soggetti che, in quanto bambini, non hanno alcun strumenti giuridico a disposizione per preservarsi da azioni talvolta deplorevoli (manipolazioni in ambito pedopornografico ecc.)

Nel caso sottoposto al Tribunale di Mantova le immagini del minore erano state pubblicate sui social networks da uno dei genitori senza il consenso dell’altro.

In questi casi si viola l’articolo 10 del Codice Civile in tema di diritto all’immagine, gli articoli 4,7,8 e 145 del d. lgs. 30 giugno 2003 n.

196 (Codice Privacy) riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali e anche gli articoli 1 e 16, I comma, della Convenzione di New York .

Va considerato, infine, il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, GDPR, il quale ha previsto maggior tutela dei minori rispetto agli adulti.

L’argomento non è privo di insidie e certamente genera opinioni contrastanti.
Voi cosa ne pensate?

Qui la Liberatoria Foto SCARICABILE 

Articolo aggiornato in data 4 Aprile 2019

Foto copertina
Diritto d’autore: welcomia / 123RF Archivio Fotografico

Foto interna al post
Diritto d’autore: gpointstudio / 123RF Archivio Fotografico

Источник: https://www.mammeacrobate.com/bambini-foto-online-cosa-dice-legge/

Rischi foto bambini su social come e Instagram

Le foto dei bambini su Facebook: contrari o favorevoli?

Chissà quanti genitori, consapevoli o meno, conoscono un numero, che appartiene alle certezze delle statistiche ufficiali, molto impressionante: la metà delle foto dei minori che circolano sui social finiscono in mani sbagliate.

Non significa necessariamente pedofili, per intenderci, ma persone che hanno interessi e obiettivi pericolosi per i nostri figli e i nostri nipoti.

Vogliamo chiudere gli occhi di fronte alla vergogna di questo spreco della privacy, della sicurezza e del benessere dei minori? Vogliamo fare finta che non succede e non accadrà mai nulla? E allora, continuiamo ad andare avanti, come stiamo facendo da tempo, a rovesciare, giorno e notte, a qualsiasi ora e in qualsiasi momento, immagini dei minori sui social, in particolare e Instagram. Per dare un’idea di che cosa sto parlando in termini di fenomeno di massa, negli Stati Uniti il 90 per cento dei bambini sono, con le loro immagini, online. E in Italia la situazione non è molto diversa.

RISCHI FOTO BAMBINI SU

Lo spreco di questa febbre da web in versione minorenni ha tre punti critici. Il primo è scontato: la riservatezza dei minorenni, che dovrebbe essere totale e comunque ben protetta. E invece va a farsi benedire.

E per favore non venitemi a parlare di leggi, regolamenti e divieti: quando scattano, e se scattano, il danno per il minore già è stato fatto.

Secondo punto: la famiglia, da queste belle teste riscaldate dalla febbre del web dei genitori alle povere teste ancora innocenti dei bambini, tutta insieme, sta dando un contributo essenziale alla distruzione, e quindi allo spreco, della sua sicurezza.

Non viviamo circondati dai lupi che aspettano i bambini fuori casa, ma  siamo in un mondo dove risultano evidenti, e in aumento, reati che hanno a che fare con violenze di varia natura nei confronti dei minori. Violenze e rischi collaterali.

Terzo: questi genitori smanettoni stanno anche calpestando l’autonoma capacità di giudizio dei bambini. Gli scienziati ci ricordano che un bambino già a 4 anni ha un chiaro senso di sé: dunque se proprio vogliamo sbatterlo online, su qualsiasi social, da a Instagram e dintorni, allora dovremmo avere il buon senso e buon gusto di chiedere almeno la sua opinione. Magari non ne ha voglia, e allora sarebbe il caso di rispettare la sua volontà.

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Non sprecare

PRIVACY BAMBINI SUI SOCIAL

Forse darò un dispiacere a qualche genitore, forse avrò la reazione indignata di un padre o di una madre, ma voglio dirlo forte e chiaro: diamoci una regolata con questo diluvio di immagini di bambini, figli e figlie, nipoti e nipotine, che facciamo circolare su Internet e in particolare su e Instagram. Per il piacere, più che giustificato, di condividere una gioia, un’emozione, e voglio anche crederci, ma molto spesso per puro e semplice narcisismo da -Fiera delle vanità, e questo è un fatto.

RISCHIO IMMAGINI BAMBINI SU INSTAGRAM

Non chiedo alcuna forma né di censura né di autocensura, e tantomeno penso di invocare il silenziatore a un universo popolato da 1,6 miliardi di utenti in tutto il mondo. Sarei un folle.

Ma chiedo uno sforzo di buon senso, di ragionevolezza, di responsabilità, di amore lucido, e non offuscato dall’egocentrismo, per i nostri bambini.

E chiedo di valutare i rischi reali, non teorici o da allarmisti, di questa quotidiana e martellante violazione della privacy sulla pelle di chi non ha alcuno strumento di autodifesa.

Il professore Stacey Steinberg, che insegna Legge al Levin College of Law dell’università della Florida, e dirige un Centro per bambini e famiglia, dice: «Una prima regola fondamentale per tutti, bambini e famiglie, è molto semplice. Non condividete su Internet nulla che non mostrereste in pubblico». Già, semplice. Ma quanti la rispettano?

PERICOLI IMMAGINI DEI BAMBINI SUI SOCIAL NETWORK

Sappiamo che i bambini dilagano sul web, quando sono ancora molto piccoli. Negli Stati Uniti la stragrande maggioranza di bambini di due anni, siamo attorno al 90 per cento, ha già una presenza online: ci hanno pensato i genitori, gli zii e perfino i nonni.

Per non parlare di chi non ha ancora visto la luce oppure è solo in fasce: foto di ecografie, macchie scure di un corpo che ancora deve nascere, e poi giù con una serie di immagini dei neonati, anche nella loro più privata intimità.

Non vi sembra tutto esagerato?

Se non vi convince questa obiezione di fondo, passo a un altro aspetto che dovrebbe indurci a ridurre questo spreco di privacy da parte dei genitori a danno dei bambini.

Se parlate con un qualsiasi funzionario della Polizia postale, che si occupa dei reati sul web, vi dirà che la maggior parte del loro tempo di lavoro passa a registrare, per poi fare indagini che spesso non portano a nulla, denunce di furti di foto su Internet. Foto di bambini, che potrebbero un giorno essere anche i vostri.

Il periodico Atlantic ha raccontato la seguente storia, da brivido. Una blogger pensa bene di pubblicare le foto dei suoi gemelli mentre imparano a usare il vasino, salvo poi scoprire che quelle immagini sono state rubate, scaricate, ritoccate e condivise su un sito usato dai pedofili.

Già, perché è inutile fare gli ipocriti: dietro i furti di foto dei bambini ci sono spesso i giri dei pedofili e dell’industria della pornografia. Ne volete diventare, in modo involontario, complici?

PER APPROFONDIRE: Violenza sui bambini, i maggiori rischi arrivano dal web e dai cellulari

FOTO BAMBINI SU

Infine, il bambino è una persona, con i suoi diritti e con la sua unicità.

Perché ridurlo a un’immagine a rischio mercimonio? Perché farlo diventare una sorta di pupazzo nel circo del web? Un giorno, quando saranno maturi, questi bambini potrebbero perfino rimproverarci di avere contribuito a creare una loro personalità online. E questa se non è proprio violenza, è qualcosa di molto simile.

NON PUBBLICATE FOTO DEI VOSTRI FIGLI SU

Anche qui: non stiamo sempre a rincorrere leggi, norme, regolamenti. Parliamo di noi, dei nostri comportamenti, dei nostri stili di vita. E cerchiamo di essere conseguenti.

Se vogliamo condividere la felicità delle immagini di un figlio (e da genitore capisco perfettamente questo desiderio), se vogliamo avvicinare alla nostra gioia anche familiari che vivono lontano, se vogliamo rafforzare la nostra comunità di affetti con questo tipo di strumenti, possiamo farlo con un minimo di sobrietà nell’uso del web. Per esempio: circoscriviamo la condivisione delle foto a un gruppo ristretto, di amici e familiari, senza fare lanci su o Instagram urbi et orbi. E ancora nella scelta delle immagini, quando le vogliamo mettere sul web, facciamoci guidare da un semplice principio: non inserire e condividere su Internet nulla che non mostreremmo in pubblico.

Tra l’altro sono proprio i nostri figli che si stanno interrogando sul diritto alla loro privacy, dopo avere assaporato tutti gli enormi vantaggi e tutte le suggestioni del web.

Il successo planetario, grazie all’uso che ne fanno giovani e giovanissimi, di un’applicazione come Snapchat, che consente di scambiarsi foto e video per un tempo ristrettissimo di appena 10 secondi, ci dice più di qualsiasi teoria astratta quanto i minorenni ci tengano alla loro privacy. A differenza di tanti genitori.

COME DIFENDERE I BAMBINI NELL’ERA DI INTERNET:

Источник: https://www.nonsprecare.it/rischi-foto-bambini-su-facebook

Bambini e neonati | Perché pubblicare le loro foto sui social non è un problema

Le foto dei bambini su Facebook: contrari o favorevoli?

Tutti noi genitori fotografiamo i nostri figli. Tutti noi, prima o poi, fotografiamo un bambino o un neonato.
Ma è giusto pubblicare continuamente le foto dei nostri figli sui social? É davvero possibile condividere alcuni momenti della loro vita sul web senza violare la loro privacy?

Quando si parla di foto di bambini sui social c’è sempre un gran dibattito. E’ una questione molto delicata, che spacca sempre in due l’opinione pubblica.

Alcune persone sono favorevoli, mentre altri si dichiarano fermamente contrari perché temono una violazione della privacy con possibili ripercussioni negative per i loro bambini.

Ma qual’è il confine reale tra un gesto innocuo e un narcisismo ossessivo? Quand’è che si vìola la privacy del bambino e si corre il rischio di causare danni irreparabili?

Ci sono genitori che pubblicano tranquillamente le foto dei propri figli sui social, sia foto amatoriali che foto professionali fatte dal fotografo. Alcuni condividono, ma preferiscono coprire il volto del bambino (sì, ci sono). Altri invece preferiscono non pubblicare affatto, perché “non si sa mai, con tutta le gente che gira sul web…”. Tutte paure legittime, alla fine.

Chi pubblica le foto dei propri figli sui social rischia fino a 10 mila euro di multa, è vero?

Il 23 dicembre 2017 un giudice del Tribunale di Roma ha costretto una madre a togliere dal web tutte le foto del figlio di 16 anni, e se non lo farà dovrà risarcirlo pagando una multa di 10mila euro.

Secondo quanto dichiarato dal giovane, i genitori separati da poco avevano iniziato a pubblicare sul web dettagli privati della vicenda giudiziaria, nonché continue accuse e “frecciatine” reciproche, utilizzando le foto del figlio come ascia di guerra. Questi comportamenti avevano messo in difficoltà il ragazzo, che aveva richiesto di trasferirsi all’estero per allontanarsi dai genitori e rifarsi una vita.

Ma non finisce qui. L’autunno scorso il giudice di Mantova ha sancito il divieto di postare sui social network le foto dei propri figli minorenni senza il consenso dell’altro genitore, in caso di coniugi separati.

Cosa vuole dire tutto questo in termini legali? Che tutti quanti dobbiamo smettere di pubblicare le foto dei nostri figli sui social perchè altrimenti un giorno ci potrebbero denunciare? Che prima di condividere dobbiamo sempre chiedere il permesso al nostro coniuge, nonni, zii e cugini di terzo grado?

Assolutamente no, perchè di fatto non esiste alcune legge in Italia che vieta di pubblicare sui social le foto dei propri figli. L’unica legge applicabile dovrebbe essere quella del buon senso, e dell’equilibrio nell’utilizzare le varie piattaforme digitali.

I quotidiani non fanno altro che alimentare dibattiti e discussioni con i loro titoli eclatanti, del tipo “Foto sui social dei figli, i genitori rischiano fino a 10mila euro di multa” oppure “Pubblica sui social le immagini del figlio, ora dovrà risarcirlo”.

Purtroppo la maggior parte delle persone esprime la propria opinione basandosi solo sul titoli degli articoli, non si spende in una lettura completa, e parte subito all’attacco senza approfondire i dettagli.

Ma torniamo alla vicenda della mamma denunciata per aver pubblicato le foto del figlio sul web.

Ora, credo sia evidente come in questo caso il problema non siano le foto del ragazzo, né tantomeno l’utilizzo spropositato dei social. Tutto questo è solo la conseguenza del problema principale.

Ed a mio avviso, credo che nemmeno il risarcimento di 10 mila euro sia opportuno e possa risolvere la questione dal principio.

Il problema, in questo caso, è molto più profondo, e va aldilà del pubblicare o meno le foto sui social…

Il vero problema non sono le foto dei bambini pubblicate sui social…

Partiamo dal presupposto che dovremo imparare ad approfondire di più quello che leggiamo sul web, che spesso si rivela un calderone di allarmismi e bufale colossali. Perché quando si legge solo il titolo di una notizia, si rischia di giungere a conclusioni affrettate, e non cogliere la vera essenza della questione.

Se infatti leggiamo attentamente l’articolo che riguarda la mamma multata, scopriamo che in realtà la donna bombardava il web con le foto del figlio in ogni occasione, e le condiva ad arte con commenti piuttosto negativi sul padre di lui, come in una sorta di “guerra social”, solo che in questo caso non c’erano armi.

Le uniche armi erano le foto del ragazzo.

Pubblicare le foto dei propri figli non è affatto un reato, le persone stupide dovrebbero essere un reato.

Un genitore non è perseguibile dalla legge solo perché pubblica su la foto del figlio che mangia un gelato al parco.

I problemi sorgono nel momento in cui le foto vengono scattate perchè si vuole vincere una battaglia, una guerra che non dovrebbe mai coinvolgere i propri figli, soprattutto sui social.

Pubblicare le foto dei figli sui social è dannoso quando diventa un’ossessione, un’attività fatta per puro narcisismo e che in qualche modo lede la dignità del bambino.

Ma almeno è legittimo avere paura dei malintenzionati che girano sul web?

La pedofilia è il primo campanello d’allarme che può bloccare un genitore, e convincerlo a non pubblicare sui social le foto di suo figlio.

Anche quando si tratta di servizi fotografici di neonati, dunque foto professionali, molte persone sono contrarie alla pubblicazione sui social, perché hanno paura.

Paura più che legittima. Anche se la maggior parte del materiale sequestrato a persone malintenzionate proviene in realtà da foto scattate nel quotidiano, di bambini al mare, in montagna o in piscina con i loro genitori, e non da servizi fotografici professionali scattati in uno studio fotografico.

Aldilà delle condanne che solo un giudice di un Tribunale può fare, l’unico reato che si commette nei confronti dei propri figli quando si pubblicano le loro foto, avviene quando non siamo grado di tutelarli, quando non percepiamo il confine tra un’atto d’amore e un atto puramente narcisistico.

Quando un genitore si rivolge ad un fotografo per famiglie e per neonati lo fa perché vuole qualcuno che sia in grado di fotografare il proprio bambino e rendere quegli scatti unici e speciali da custodire per sempre.
L’unico interesse deve essere quello di tutelare il bambino, sempre.

Pubblicare sui social le foto di bambini e neonati è quindi giusto o sbagliato?

Inizierei con il dire che pubblicare foto di bambini sui social è soprattutto legittimo, e che non è prevista alcun tipo di sanzione, se si decide di farlo con intelligenza.

Tutti i genitori fotografano i figli, condividere le foto sui social è a discrezione di ognuno di noi.

Possiamo anche scegliere di non farlo, ma non c’è nulla di sbagliato se invece decidiamo di farlo.

Pubblicare le foto dei propri figli sui social è una cosa lecita, ma va fatta solamente se l’intenzione reale è quella di condividere una gioia, un momento speciale, e non una guerra con il proprio coniuge (o con se stessi).

Le guerre impariamo a farle di persona, o almeno in tribunale, ma non sui social utilizzando i nostri figli.
Alcuni genitori sono convinti del fatto che sia un mondo parallelo, ma non capiscono che in realtà è popolato dalle stesse persone che vivono nel loro mondo.

Sui social ci sono persone reali, con intenzioni reali. La soluzione più giusta alla fine sta nel mezzo, cioè nel condividere il necessario e farlo con moderazione.

Stacey Steinberg, docente di legge, avverte: “Non condividete su Internet nulla che non mostrereste in pubblico”.

Quindi, se pubblicare un servizio fotografico del vostro bambino è un’azione innocente, documentare in modo ossessivo le giornate dei propri figli sui social può essere estremamente dannoso.

Ma questo un genitore dovrebbe già saperlo, e non credo debba intervenire un giudice per stabilire cosa e come pubblicare le foto dei propri figli sui social.

Quindi, pubblicate tranquillamente le foto dei vostri bambini sui social, ma prima di farlo domandatevi sempre se quella foto potrebbe far soffrire qualcuno.

Perchè pagare la multa, in quel caso, sarebbe il male minore. Il problema sono i sentimenti, e la dignità, quelli difficilmente possono essere risarciti.

Che tu sia un genitore social, o che tu non lo sia, se stai cercando un fotografo per neonati e per famiglie sei nel posto giusto.

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E tu, come la pensi? Lascia un commento qui sotto se ti va di dirmi la tua.

Источник: https://www.mauroaluffi.com/foto-bambini-internet/

Sharenting, significato e rischi

Le foto dei bambini su Facebook: contrari o favorevoli?

Sharenting : è l'uso eccessivo dei social da parte dei genitori, che pubblicano continuamente le foto dei figli. Rischi e suggerimenti pratici

Sharenting

Pubblicare le foto dei figli sui social è un'abitudine di molti genitori, e non solo vip. Ma è giusto farlo e quali sono i rischi dello sharenting? Occorre fare molta attenzione. 

Ci sono alcuni accorgimenti da seguire e molte cose importanti da sapere quando si condividono le foto dei figli minorenni su o Instagram. Abbiamo chiesto informazioni a Gianluigi Bonanomi, giornalista informatico e formatore sui temi della comunicazione digitale, nonché autore del libro Sharenting. Genitori e rischi della sovraesposizione on line (Mondadori Education).

Lo scrittore ci ha spiegato in cosa consiste lo sharenting e quali sono i rischi legati ad esso, offrendo alcuni accorgimenti importanti se si sceglie di pubblicare foto dei propri figli sui social.

Gianluigi Bonanomi è autore anche del sito www.sharenting.it, nel quale è possibile trovare un test da fare per capire se si ha un problema di sharenting oppure no. 

Significato: cos’è lo sharenting?

Lo Sharenting è la crasi tra due termini, uno che significa “condivisione” (share) e l'altro “genitorialità” (parenting). Sono i genitori mettono on line i propri figli per diversi motivi.

«Da qualche anno vado in giro per la scuole, per le aziende, per gli enti e le associazioni a raccontare l'suo consapevole della tecnologia, mia grande passione rispetto alla professione principale, che è quella di comunicatore digitale. Otto anni fa sono diventato genitore e ho pensato di voler dare un contributo sull'uso consapevole della tecnologia alle famiglie.

Mi sono accorto che spesso ci si concentra quasi sempre sul minore e poco invece sui genitori. Invece il problema per i genitori sta crescendo: spesso sono loro a mettere, a volte anche inconsapevolmente, a repentaglio i ragazzi.

Ho fatto dunque una ricerca e mi sono imbattuto in vari studi, negli Stati Uniti, che trattavano il tema dello Sharenting.

Quest'ultimo è la crasi tra due termini, uno che significa “condivisione” (share) e l'altro “genitorialità” (parenting).

Ho notato che in Italia non c'era un lavoro strutturato su questo tema, perciò ho raccolto del materiale, ho fatto varie interviste e ho pubblicato un libro. 

Lo sharenting non avviene perché i figli si mettono on line, ma perché i genitori mettono on line i propri figli per diversi motivi. Lo sharenting è l'uso eccessivo dei social da parte dei genitori, i quali condividono continuamente foto e video dei figli o eventi loro accaduti». 

I dati in Italia e le motivazioni

«I genitori che postano le foto dei figli in Italia sono tanti. I dati al riguardo, in particolare, sono diversi: ci sono differenze tra mamme e papà, primipare e no, tra chi ha già una forte partecipazione sui social e chi no. In linea di massima, il fenomeno è crescente.

Vi sono addirittura mamme che pubblicano immagini di bambini che ancora non esistono e che sono ancora nella pancia. In questo caso alcuni dei fenomeni più frequenti sono la pubblicazione delle ecografie del bimbo e addirittura la creazione del profilo del bambino che verrà.

C'è poi anche un fenomeno emulativo degli influencer, che usano i propri figli per avere attenzione». 

Perché si pubblicano le foto dei figli sui social network

Perché ciò avviene? Le motivazioni sono tre.

  1. La prima è la “vetrinizzazione sociale” dell'epoca attuale, ossia noi stiamo vivendo a causa dei social una realtà che viene condivisa continuamente sulle pagine social e che è visibile agli altri.
  2. La seconda motivazione è l'insicurezza: i genitori usano i figli per avere feedback positivi, soprattutto se ritengono la propria vita poco interessante.
  3. La terza è la condivisione vera e propria, cioè il voler far vedere i figli a persone lontane (parenti, amici, ecc.): sarebbe meglio non farlo su Instagram o , al massimo lo si può fare su Whatsapp. Se proprio si desidera condividere contenuti legati ai figli, è possibile usare delle piattaforme realizzate appositamente per lo sharenting. 

«Quali sono le conseguenze dello sharenting? Molti genitori le sottovalutano, pensando di non fare nulla di male. Invece dei rischi ci sono».

I rischi più gravi che si corrono?

  1. Problemi di privacy
  2. Problemi di sicurezza
  3. Rischio di pedopornografia
  4. Cyberbullismo
  5. Imbarazzo per i bambini

«Anzitutto, quello della privacy è il problema principale.

Poi c'è il problema della sicurezza. Si sovraespongno i figli mediante i social, raccontando tutto ciò che fanno (dove giocano a pallavolo, dove vanno al parco, ecc.) e ciò che piace loro: un malintenzionato, nel caso di grooming (adescamento in rete), ha così tutti gli elementi per poter intervenire e rendersi simpatico e vicino agli occhi del figlio.

C'è poi la pedopornografia: la metà delle foto trovate nei database dei pedofili gliele forniamo noi praticamente su chat, social, forum: questa affermazione, frutto di uno studio australiano, che ho riportato nel libro, è purtroppo molto inquietante.

Il cyberbullismo è un altro rischio: il genitore, pubblicando inconsapevolmente foto del bambino magari dopo che è caduto o dopo si è sporcato, mette in ridicolo il figlio. I cyberbulli possono utilizzare il materiale postato per bullizzare il bambino.

Altra conseguenza da non trascurare è l'imbarazzo procurato nei bambini: alcuni genitori non chiedono il permesso di pubblicare ai figli.

Alcuni si ribellano: Apple, figlia di Gwyneth Paltrow, sotto una foto Instagram dell'attrice hollywoodiana che ritraeva la figlia con il casco durante una vacanza, ha scritto come commento al post della madre: “Smettila di pubblicare le mie foto”.

La madre ha risposto: “Ma non si capisce neanche che sei tu, hai pure gli occhiali da sole”, senza rendersi conto del diritto della ragazza, mostrando un'insensibilità davanti alle rimostranze della figlia.

All'estero ci sono state anche delle cause legali per sharing portate avanti da figli nei confronti dei genitori e in Italia si iniziano ad avere sentenze legate a genitori che pubblicano eccessive foto dei figli».

Accortezze da adottare per evitare di esporre i propri figli ai rischi del web

  1. «La cosa più importante è avere buon senso: ciò non significa che non bisogna pubblicare foto sui social, ma che occorre rispettare la privacy, facendo magari un'inquadratura diversa, non riprendendo ad esempio il volto, facendo scatti da dietro, facendo coprire parti che non devono essere viste.

    Alcune persone pubblicano le foto del bagnetto dei figli piccoli senza coprire le nudità, alcuni invece mettono uno sticker o un adesivo, ma anche questo dovrebbe essere evitato. Ci sono momenti che non devono assolutamente condivisi e che devono restare nella famiglia.

  2. Scelta dei canali tecnologici giusti (piattaforme online, social network). Non tutti i canali sono buoni, poiché non si sa esattamente chi c'è dall'altra parte. Pubblicare foto su o Instagram non è sicuro.

    Se si vuole essere certi, occorre scegliere canali che diano la possibilità di mostrare senza dare agli altri la possibilità di condividere, stampare, salvare o altro. Ci sono strumenti on line anche negli smartphone che consentono di pixelare, di oscurare, ecc.

    , ma in linea di massima è opportuno ricordare che tutti gli strumenti di questo tipo purtroppo possono essere bypassati.

  3. Occorre fare attenzione anche alle foto che si scambiano gli adolescenti, che spesso mandano foto intime.

    Quando finisce la relazione, il fidanzatino, per esempio, potrebbe usare le foto come trofeo da far vedere agli amici o come “vendetta” se non sono più insieme (cosiddetto revenge porn).

  4. Fondamentale è dare delle regole ai parenti o agli amici: chiarire che se si mandano delle foto dei bambini, queste non devono essere pubblicate. O, per esempio, se si è a una festa, è importante che loro chiedano prima di pubblicare foto dei figli. 

L'idea del libro “Sharenting”

«L'idea del libro è venuta circa due anni fa. Lavoro con la Bicocca di Milano per un progetto che si chiama “Benessere Digitale” e collaboro con docenti che si occupano di questi temi.

Ad un certo punto ho proposto a Mondadori il mio libro innovativo e ho iniziato a lavorarci nel 2019. Il libro è uscito casualmente in piena pandemia: il tema, da “caldo”, è divenuto “caldissimo”.

Le famiglie, durante il lockdown, hanno usato ancora di più i social e si è arrivati a una ulteriore recrudescenza del problema», ha spiegato Bonanomi.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/famiglia/costume/sharenting-rischi-connessi-e-accorgimenti

Perché non metto le foto di mio figlio sui social

Le foto dei bambini su Facebook: contrari o favorevoli?

É giusto mettere le foto dei bambini su ? Ma in generale – e prima che pensiate che io abbia qualcosa contro Mr. Zuck – è corretto postare le fotografie dei minorenni sui social (whatsappa incluso)?

Lo so, è un discorso lungo. E infatti ho pensato a lungo a se scrivere o meno questo post. Poi la sovraesposizione di fotografie di bimbi in costume col caldo d’agosto tra una sfumatura e l’altra dei vari social networks ha fatto il resto.

E la riflessione – come spesso mi accade – è uscita dalla testa e finita nella tastiera.

É giusto mettere le foto dei bambini su ?

Iniziamo dal principio. Da che è nato questo blog (era il 2012!) abbiamo deciso di non mettere le fotografie di nostro figlio sui social. Se seguite il blog da un po’ già lo sapete.

Quello che forse non sapete è il motivo, che non abbiamo mai detto e che qualcuno ogni tanto ce lo chiede.

All’inizio in realtà non ci mettevamo nemmeno le nostre di foto, un po’ per pudore, un po’ perché io sono una che quando vede una foto di un bel post con in centro una persona reagisce tipo: “Spostati che voglio vedere il panoramaaaa” e anche un po’ perché – come ben sa la nostra fotografa di nozze – trovare una foto in cui  io vengo bene è difficile.

Quindi all’inizio il blog aveva delle foto – sempre poche – ma mai di noi.

Poi piano piano, con la crescita del blog e anche quella della nostra professionalità, ho un pochino invertito la rotta e iniziato a mettere più foto di me e Roberto negli articoli pubblicati cercando di non invadere troppo “il panorama” e lo stesso ho fatto sui social. Ma per il nostro bimbo no. Lui, per scelta, è rimasto un protagonista quasi senza volto nonostante questo comportasse una fatica aggiuntiva nella gestione dell’hard disk fotografico e nella ricerca della giusta inquadratura.

Negli anni – ormai 6 da che è nato il blog – questa cosa mi ha portato a volte delle critiche, di chi addirittura è arrivato a insinuare che se il nostro bimbo non compariva nelle foto allora è perché non ci eravamo stati o non avevamo portato nostro figlio con noi. Falso.

A parte che nostro figlio fino ad ora è sempre venuto in viaggio con noi ma poi questo blog è sempre basato sulle nostre esperienze personali, è un blog “vecchio stampo” e così ci piace che sia, fatto di viaggi magari non sempre così tanto family ma cercamente fatti da una famiglia e di racconti di cose testate personalmente. Col passare del tempo, lo ammetto, questa scelta di non pubblicare le immagini del nostro bimbo ci è anche costata qualche collaborazione, perché i bimbi fanno s e perché, in effetti, certe partnership non potevano essere gestite senza il bimbo.

Però, anche se a fine mese i soldi servono, abbiamo deciso di continuare sulla nostra strada, di essere, nel nostro piccolo e su questa tematica, degli unicorni come ho raccontato qualche tempo fa, pubblicando se mai “un bimbo a metà”, ovvero di profilo, di spalle e così via.

Perché?

Perché non metto mio figlio sui social?

La nostra decisione è quindi stata di non mettere le fotografie del bambino sui social. Ma no, non per paura.

Non crediamo che pubblicare le foto dei bambini sia “pericoloso”. O meglio, non crediamo che lo sia più che vivere in questo folle mondo. La ragione nel nostro caso è legata a un tema spesso sottovalutato: l’identità digitale di nostro figlio.

Il mio percorso – di studi e professionale – mi ha portata a lavorare coi minori e ad approfondire alcune tematiche legate proprio al digital. Da lì la consapevolezza che noi, tutti noi, abbiamo un’identità doppia, “reale” e “digitale”.

Volutamente ho messo entrambe le parole tra virgolette, perché in realtà ormai entrambe si fondono e l’identità è una sola.

Un io che si costruisce giorno dopo giorno, tra una partita a pallone e uno status di Feisbuk, tra un cuoricino su Instagram e un aperitivo al bar.

Con buona pace del Signor Freud che, se lo scoprisse, probabilmente sarebbe il primo ad aver bisogno di un lettino (e di tanto supporto!).

Perché quello che siamo è dentro e fuori dai social, in casa e in ufficio, a scuola e in palestra, a 360 gradi e senza linee di demarcazione, un io fluido che scorre con la velocità di un fiume in piena.

Il principale rischio di mettere le fotografie dei bambini su o sui social in generale è proprio di dimenticarsi della LORO identità digitale.

Foto dei minorenni sui social: i rischi per la loro identità digitale

Chiariamoci: per noi “non nativi digitali” in realtà la differenza tra reale e virtuale ancora c’è.

Noi siamo consapevoli – o almeno dovremmo esserlo – che quanto mostriamo di noi stessi sui social finisce nel mondo, realissimo, che ci circonda. Lo sappiamo che lo sfogo pieno d’ira contro la suocera verrà probabilmente letto dalla vicina di casa ma anche dalla cognata, che magari glielo riferiranno.

Sappiamo anche che il nostro selfie con la faccia sfatta dopo una notte di divertimento probabilmente ce la riproporrà anche tra dieci anni, quando il massimo dell’alcolico sarà il digestivo dopo pasto.

Così come sappiamo che quello scambio urlato sotto a quello status così odioso se ne starà lì, a ricordarci la nostra rabbia.

Siamo anche consapevoli che se insultiamo pubblicamente la nostra azienda su potremmo rischiare un richiamo disciplinare o peggio (lo sappiamo, vero? Perché questa è true life!).

Lo sappiamo, dicevo, e ci va bene così, ne accettiamo i rischi.

I rischi connessi a una identità digitale e quindi i rischi di pubblicare delle fotografie sui social.

I ragazzini però spesso non lo sanno e per questo vanno educati.

Vanno educati perché per loro tutto è molto fluido, tutto molto spontaneo e, appunto, nativo, e per questo bisogna riflettere con loro, spiegandogli che a suon di s e di pubblicazioni stanno costruendo la loro identità.

Spiegandogli che mandare a quel paese la prof su è l’equivalente di farlo in classe.

Ricordandogli che quella foto da ubriachi fradici potrebbe tranquillamente essere la prima impressione che avrà di loro il selezionatore che gli ha fissato il colloquio, proprio quello per cui si saranno messi la giacca e la cravatta.

I ragazzini vanno educati ma, e qui veniamo al motivo per cui non pubblichiamo le foto di nostro figlio sui social, i bambini vanno protetti.

Come proteggere i bambini sui social network

I bambini su e Instagram vanno protetti. Su questo creso siano tutti d’accordo. Ma da cosa?

Ecco, qui forse non tutti saranno concordi: i bambini sui social vanno protetti da noi genitori.

Bisogna proteggerli dal nostro (troppo?) amore, dal nostro orgoglio mammesco, dalla nostra leggerezza e, a volte anche, dalle nostre fragilità che ci portano a desiderare di ottenere l’approvazione dagli altri a suon di s anche quando li si ottengono per interposta persona.

L’identità digitale dei bambini è preziosa e va rispettata. Dobbiamo educarli e insegnare loro ad essere bravi cittadini digitali. Ma questo non basta.

Fare attenzione all’identità digitale dei minorenni per farli diventare bravi cittadini digitali

Innanzitutto noi genitori dobbiamo imparare a rispettare l’identità digitale dei nostri figli. Noi per primi.

Perché – non dimentichiamolo mai – si educa con l’esempio prima ancora che con le parole.

L’educazione digitale dei bambini è quindi affidata a noi genitori, prima ancora che ai loro insegnanti. Siamo noi a doverci fare delle domande, ancora prima che loro se le pongano.

Cosa ne dirà quella ragazza delle sue foto col sederino nudo al mare a un anno quando di anni ne avrà diciassette? E cosa diranno i compagni di classe di quel ragazzino magari un po’ in sovrappeso della sua immagine da D’Artagnan del gelato? Foto innocenti, foto bellissime, foto da genitori innamorati. Foto, per capirci, che io per prima adoro e a cui metto cuoricini come se piovesse, perché sono dolcissime e , a volte, anche adorabilmente buffe.

Ma l’identità digitale è la loro, non la nostra. Che diritto abbiamo noi di appropriarcene e decidere per loro? Di costruirla, mattoncino dopo mattoncino, mentre loro imparano prima a camminare e poi a parlare, mentre faticosamente lottano contro il vasino e si impiastricciano di pastina ogni parte del corpo?

Noi per questo abbiamo fatto una scelta e, per ora, non pubblichiamo nulla, nonostante – core de mamma – il nostro bimbo sia – ovviamente – “lo scarrafone più bello del mondo“. Abbiamo volutamente preso una direzione “integralista” consapevoli che ci possono essere  mille altre sfumature.

Abbiamo deciso che quando sarà più grande, insieme a lui, decideremo come e quando pubblicare anche le sue immagini, riflettendo con lui su cosa è meglio e soprattutto ponendogli la famosa domanda: “Questa fotografia la vorresti rivedere tra 10 anni?“.

Questa è stata la nostra scelta, frutto del percorso di riflessione di cui sopra. Non pretendo che sia la scelta di tutti, anzi, anche perchè ognuno può (e deve) valutare in base alle proprie convinzioni e alla propria famiglia. Di certo è la nostra (la mia).

E mi piacerebbe – questo è in realtà lo scopo – che fosse compresa e rispettata. Perché, come sempre, non esiste un modo giusto o sbagliato di agire se dietro c’è una riflessione fatta con gli elementi che avevamo a disposizione in quel momento.

Poi magari il tempo ci dirà il contrario ma in quel momento quella era la strada da prendere.

Quindi questa è la scelta che abbiamo preso noi e la nostra decisione di oggi.

Consapevoli che quando il nostro bimbo crescerà dovremo rinegoziare tutto e magari cambiare rotta perchè sarà lui il primo a voler essere protagonista, anche nelle immagini, abbastanza grande da capire che i social sono una platea dal potere molto grande da saper gestire. Ma soprattutto consapevoli che le scelte possono essere giuste o sbagliate ma, appunto, devono essere scelte su cui si riflette e non improvvisate.

Come sempre se vi va raccontateci la vostra esperienza e le vostre scelte perchè il confronto, civile e rispettoso, è una delle bellezze del web!

Источник: https://www.patatofriendly.com/foto-bambini-su-facebook/

Gravidanza
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