Le feci dei bambini. Quando preoccuparsi

Contents
  1. Sangue nelle feci dei bambini: Quando Preoccuparsi?
  2. Quando rivolgersi immediatamente al medico?
  3. Il sangue vivo è segno di problemi che riguardano la parte terminale dell’intestino
  4. I diversi tipi di sangue nelle feci
  5. Le cause più comuni della presenza di sangue nelle feci del bambino
  6. L’importanza della diagnosi
  7. Si tratta di condizioni curabili? Come si cura il sangue nelle feci nel bambino?
  8. Colore della cacca dei bambini
  9. Colore delle feci
  10. Feci che tendono al colore verde
  11. Feci di colore chiaro
  12. Feci di colore rosso
  13. Regola numero 3 : il sondino per stimolare la cacca non è sempre la regola
  14. Regola numero 4 : Lo svezzamento modifica le feci
  15. Regola numero 5 : Non allarmatevi se il culetto è rosso
  16. Feci dei neonati: colore, consistenza e odore
  17. Perchè diamo attenzione alla cacca dei bambini?
  18. Feci del bambino: a cosa bisogna fare attenzione
  19. Scariche numerose
  20. Feci di colore verde:
  21. Feci grigie o biancastre:
  22. Feci dure, voluminose e evacuate con fatica
  23. Feci con muco
  24. Feci con striature di sangue rosso-vivo
  25. Feci rosse con abbondante quantità di sangue misto a feci
  26. Feci nere e molli/ catramose
  27. Con quale frequenza il mio bambino dovrebbe andare di corpo?
  28. Feci del neonato: tutto sulla cacca
  29. Il meconio, la prima cacca
  30. Le feci di transizione
  31. Feci “crema” giallo ocra: quando il bimbo è allattato al seno
  32. Le feci del neonato allattato al seno
  33. Quanto si scarica un neonato?
  34. La cacca del bimbo che prende il latte in formula
  35. Con lo svezzamento cambia tutto
  36. Residui alimentari nella cacca
  37. Come e quando cambiare il pannolino
  38. “Anomalie” fisiologiche e campanelli d'allarme
  39. Feci di colore verde
  40. Feci biancastre
  41. Feci nere
  42. Feci con striature di sangue
  43. Feci con muco
  44. Cambiamenti nella consistenza delle feci e nella frequenza di evacuazione
  45. Ascolta il podcast con i consigli se il neonato non fa la cacca
  46. Cosa ci dicono le feci dei bambini
  47. Con quale frequenza si devono scaricare i bambini
  48. Il meconio
  49. Le feci di transizione
  50. Allattamento esclusivo al seno
  51. Allattamento artificiale
  52. Feci verde scuro o nere nei lattanti in terapia con ferro
  53. Le feci dei bambini dopo lo svezzamento
  54. Feci che contengono cibo parzialmente digerito
  55. Feci liquide in caso di diarrea
  56. Feci dure in caso di stipsi
  57. Feci con muco
  58. Sangue rosso vivo
  59. Sangue nerastro
  60. Feci che devono far preoccupare

Sangue nelle feci dei bambini: Quando Preoccuparsi?

Le feci dei bambini. Quando preoccuparsi

Il sangue nelle feci nei bambini può essere sicuramente motivo di estrema preoccupazione per il genitore, dato anche l’enorme impatto emotivo (e spesso ingiustificato) che il sangue ha nel nostro immaginario.

Al contrario di quello che si potrebbe pensare, soprattutto negli stati di panico indotti dalla scoperta di sangue nelle feci del nostro piccolo, si tratta di un fenomeno molto comune e che spesso non dovrebbe destare alcun tipo di preoccupazione.

Certo, sarà importantissimo registrare la frequenza con la quale il fenomeno in questione si presenta, nonché la quantità di sangue che viene espulsa insieme alle feci al momento del cambio del pannolino al bambino, che sarà un po’ la chiave di volta diagnostica per individuare la necessità o meno di proseguire con ulteriori test. Questo però non vuol dire che il sangue deve necessariamente trasformarsi in un’occasione di panico e di preoccupazione.

Quando rivolgersi immediatamente al medico?

Il grosso dei bambini che presentano rettorragia minima (che come vedremo più avanti è la causa più comune di presenza di sangue nelle feci) non hanno patologie importanti collegate al fenomeno.

Dato che però la causa non è facile da determinare a partire dal singolo episodio, sarebbe comunque più che consigliato rivolgersi al proprio pediatra e lasciar determinare a lui se sia il caso o meno di intraprendere percorsi diagnostici specifici.

Il sangue vivo è segno di problemi che riguardano la parte terminale dell’intestino

Il sangue vivo, ovvero quello che riusciamo a vedere ad occhio nudo, può essersi aggiunto agli escrementi soltanto, per ragioni fisiologiche, nell’ultimo tratto dell’intestino. Quello che infatti si aggiungerebbe prima, verrebbe in parte metabolizzato e non sarebbe riconoscibile ad occhio nudo, né tantomeno lascerebbe tracce visibili.

Quando il sangue è dunque vivo, così come nella definizione medica, bisognerà necessariamente andare ad indagare l’ultimo tratto dell’intestino e lì mettersi alla ricerca di quale possa essere stata la causa del problema.

I diversi tipi di sangue nelle feci

Il sangue nelle feci può assumere forme e colorazioni diverse e questo è in seguito a quelle che sono le cause che hanno portato alla comparsa del fenomeno:

  • si può avere sanguinamento che trova la sua origine nella parte superiore del tratto digerente: in questo caso specifico le feci non appariranno coperte da sangue rosso vivo, ma piuttosto avranno un colorito particolarmente scuro, che è segno del fatto che il sangue si è aggiunto nella parte superiore (stomaco principalmente ma anche l’intestino tenue), e che è stato ovviamente digerito e elaborato da parte della flora batterica;
  • si può avere invece sanguinamento nella parte inferiore dell’intestino, e qui dato che il sangue non viene metabolizzato e elaborato, si presenterà di colore rosso vivo e non frammisto alle feci.

La prima tipologia è inoltre più spesso rilevabile con analisi specifiche piuttosto che a occhio nudo ed è un’eventualità abbastanza rara nei bambini.

Le cause più comuni della presenza di sangue nelle feci del bambino

Le cause più comuni che provocano la presenza di sangue nelle feci del bambino sono:

  • ragadi e lesioni anali: si tratta di tagli, anche di piccolissima entità, a ridosso dell’ano. Possono essere causati da diversi problemi, come feci troppo dure in seguito ad una dieta povera di fibre, oppure dall’utilizzo di prodotti specifici per l’igiene personale;
  • proctocolite indotta dai latticini: si tratta di una condizione che in genere colpisce i bambini in più tenera età ed è causata dalla particolare sensibilità nei confronti di alcune proteine contenute tipicamente nel latte vaccino. Si tratta di un problema che tende a sparire oltre il primo di età. Al sanguinamento rettale si aggiungono altri tipi di sintomi, come ad esempio vomito e diarrea. Può verificarsi anche nei bambini allattati al seno, che assumono le proteine per tramite della madre.

Ci sono anche altri tipi di cause, che sono però in genere molto meno comuni:

  • patologie infiammatorie a carico dell’intestino: può essere il caso del morto di Crohn e delle coliti ulcerose. L’infiammazione in questione, oltre a causare la presenza di sangue nelle feci, può anche causare diarrea, inappetenza e anche perdita di peso;
  • diarrea: accompagnata inoltre nel caso in cui sia dovuta ad infezioni di carattere batterico o virale da febbre e dolore addominale;
  • polipi giovanili: possono essere presenti nel colon dei bambini, anche di tenerissima età. Sono in genere condizioni mediche ereditarie. Anche talune forme tumorali (estremamente rare) possono essere talvolta causa del sanguinamento;
  • ostruzione intestinale;
  • alcune patologie rare che hanno tra gli effetti più comuni la formazione anomala dei capillari e del sistema venoso dell’intestino.

L’importanza della diagnosi

Nonostante il più delle volte ci troviamo di fronte a problemi di entità minima, che non hanno bisogno di alcun tipo di intervento, soprattutto nel caso in cui il sanguinamento fosse frequente, sarà necessario seguire il percorso diagnostico indicato dal pediatra.

Oltre all’esame ad occhio nudo dell’area, talvolta si potrebbe richiedere il ricorso alla colonscopia, una procedura che per quanto foriera di preoccupazioni in capo ai genitori, non è eccessivamente invasiva e può, al tempo stesso, fornire elementi importantissimi per la diagnosi dello stato di salute del nostro bambino.

Si tratta di condizioni curabili? Come si cura il sangue nelle feci nel bambino?

Il sangue nelle feci dei bambini è generalmente segnale di problemi di entità minima, che spesso non necessitano neanche di specifiche terapie. Ad ogni modo è fortemente sconsigliato procedere per conto proprio, dato che potrebbero essere necessarie terapie specifiche, che soltanto il medico è in grado di stabilire e spesso di somministrare.

La condizione è tra le altre cose diversa da quella che colpisce gli adulti, in quanto nel secondo caso si tratta spesso di emorroidi, caso che per i bambini è molto raro, per non dire impossibile.

Come abbiamo detto inoltre in apertura, è completamente inutile dare campo libero al panico, che sicuramente non può aiutarci ad affrontare quello che è un problema spesso di lieve entità con lo spirito e con la lucidità di cui abbiamo bisogno.

Il sangue, che nel nostro immaginario è spesso associato ad eventi di estrema gravità per la nostra salute, non è sempre motivo di preoccupazione.

Источник: https://www.salutarmente.it/analisi-delle-feci/sangue-nelle-feci-bambini

Colore della cacca dei bambini

Le feci dei bambini. Quando preoccuparsi

La pediatra ci spiega perché il colore e la consistenza della cacca sono degli indicatori preziosi della salute del bambino. Cinque regole importanti da seguire per non allarmarsi senza motivo

Tra i vari compiti di neogenitore c’è quello di controllare i vari colori della cacca del proprio bambino.

Infatti, una volta che il neonato si libera del meconio, tutte le sfumature di giallo, marrone e persino verde devono essere considerate normali: dal giallo oro, il colore della cacca di un bimbo che viene allattato al seno, fino al giallo canarino con un po’ di verdino del bimbo allattato con formula, per poi si arricchirsi di altre sfumature, quando si introducono i cibi solidi o quando raffreddore e catarro fan produrre quantità industriali di muco colorato.

Le feci sono gli scarti di quello che mangiamo e dalla loro osservazione e analisi possiamo riconoscere molti dei problemi dell’intestino e degli organi che hanno il compito di assorbire i nutrienti.

Ne consegue dunque che la cacca è un indicatore prezioso della salute del piccolo e anche dell’adulto.

Le feci possono avere caratteristiche molto differenti a seconda del tipo di alimentazione del bambino, a seconda del tipo di alimentazione della madre, a seconda della flora batterica intestinale.

Le feci dei bambini vanno sempre osservate durante il cambio, in modo discreto e senza la fobia di voler ad ogni costo vedere qualche cosa di anomalo.

Non si deve fare una malattia per la cacca che oggi è diversa da quella di ieri.

Guardarla, osservarla ci consente di capire immediatamente se c’è qualcosa che non va e specie quei disturbi che compromettono l’efficacia del nutrimento e quindi la crescita del piccolo.

  • Regola numero 1: Non fatevi ossessionare dalla cacca

Non è peggiore di altre ossessioni, come il sonno, la pappa, il pianto, ma semplicemente ricordatevi che per un bambino piccolo è normale fare la cacca ogni tre giorni e ci sono bambini che non fanno la cacca anche per più giorni, questo può accadere , ma non deve essere vissuto come dramma.

  • Regola numero 2 : Controllate, ma senza esagerare

Controllate lo stato della cacca, la consistenza, il colore, il peso specifico ogni volta che la fa, ma senza esagerare. Le feci possono cambiare da evacuazione a evacuazione, quindi prima di allarmarvi perché ha la diarrea o perché fa la cacca troppo dura, aspettate che la rifaccia e poi confrontatevi con il Pediatra.

Ci sono alcuni consigli pratici che possono risolvere la situazione senza nessun ulteriore intervento: il primo è cercare di fargli bere molta acqua, specie nella stagione estiva, e poi dargli da mangiare alimenti restringenti o lassativi a seconda del suo problema.

Colore delle feci

Uno degli indicatori principali è il loro colore.

Il colore delle feci dei bambini ci dà molte informazioni, ma va tenuto conto che le differenze sono conseguenti a seconda che il piccolo sia allattato al seno: le feci sono solitamente molli e di colore variabile tra il giallo e il verde; artificialmente le feci sono di colore marroncino; in fase di svezzamento o più grandicello, esse appaiono più abbondanti, compatte e più scure.

Feci che tendono al colore verde

Se consistenza e numero di scariche è la solita allora è tutto nella norma. Nel lattante, se questo colore fecale è associato a diarrea, può trattarsi di gastroenterite acuta. Nei bambini già svezzati è possibile che questa colorazione sia dovuto alla sua alimentazione come per gli spinaci, piselli, zucchine…

Le cause patologiche possono essere:

  • Intolleranza o allergia
  • Infezione intestinale

Le cause non patologiche:

  • Svezzamento
  • Dieta materna ricca di latticini
  • Dieta materna ricca di clorofilla
  • La madre assume integratori di ferro in eccesso
  • Dentizione in atto

Se le feci presentano residui di cibo non è un problema, non si interviene, è tutto fisiologico, e succede molto spesso se mangiano pomodori crudi, piselli, carote e la consistenza può essere molle e con del muco.

Questo perché i bambini, a differenza dell’adulto, hanno un transito intestinale accelerato e i batteri che dovrebbero digerire le fibre non hanno il tempo di svolgere il proprio lavoro e quindi vengono emessi con le feci a pezzi.

Feci di colore chiaro

Se poi le feci sono chiare e hanno aspetto untuoso rivelano una presenza anomala di grassi non assorbiti, che conferiscono un carattere scivoloso e lucido, come se il materiale fecale fosse ricoperto da uno strato di cera.

Si tratta di una situazione che, se si fa cronica, si associa a una ridotta crescita del bimbo e denota l’incapacità dell’intestino di assimilare le sostanze utili contenute nei cibi.

Se le feci hanno filamenti biancastri questo è muco, sostanza gelatinosa prodotta dalle ghiandole mucosali del digerente e dell’apparato respiratorio, con funzione di difesa, in quanto serve a intrappolare ed eliminare possibili germi nocivi.

La sua produzione aumenta in presenza di infezioni o condizioni irritative, come la tosse che da secca diventa poi catarrosa, una gastroenterite, una colica addominale, una irritazione o una infiammazione a livello intestinale.

Feci di colore rosso

Se presentano del sangue rosso vivo sotto forma di striature o piccoli coaguli, vuol dire presenza di un piccolo gemizio ematico nel tratto più basso dell’intestino, probabilmente conseguente, nel bambino stitico, alla presenza di una emorroide, cioè dell’aumento di volume di uno o più vasi venosi in prossimità dell’ano e per cui il passaggio delle feci, particolarmente dure, determina l’irritazione della mucosa con il rischio di sanguinamento. Molte volte si associa a una sensazione di bruciore che blocca le evacuazioni successive del bambino, innescando così un circolo vizioso che peggiora la stitichezza. Oppure il sanguinamento è indicatore della presenza di una ragade anale che sanguina durante la defecazione.

Se le feci sono di colore scuro, nere, catramose, a fondi di caffè, vuol dire che nell’intestino c’è una grande quantità di sangue, per esempio a seguito di un’abbondante epistassi.

Se la causa è nota basta tenere sotto controllo le feci, che dovrebbero rapidamente cambiare di aspetto nelle successive evacuazioni; se non vi sono ragioni apparenti che spieghino il fenomeno oppure se al bambino erano già state diagnosticate anomalie o malattie a carico dell’apparato digerente, come per esempio un reflusso gastroesofageo, bisogna contattare il pediatra.

Regola numero 3 : il sondino per stimolare la cacca non è sempre la regola

Perché usarlo spesso per stimolare la cacca del piccolo può indurlo a diventare pigro e non fare più sforzi per fare la cacca. E anzi: il bimbo aspetterà che siate voi a stimolarlo. Molto meglio un massaggio con l’utilizzo di alcune gocce di Olio di ricino in ombelico, che viene assorbito, e con ciò che rimane procedere al massaggio in senso orario.

Regola numero 4 : Lo svezzamento modifica le feci

lo svezzamento modifica la produzione e la consistenza della cacca, l’odore diventa con i giorni più intenso e marcato.

Regola numero 5 : Non allarmatevi se il culetto è rosso

La cacca può arrossare il culetto e anche le parti intime davanti dei bimbi, vulva e pene. Se questo si manifesta una crema grassa che li rinfreschi, preferibilmente naturale come l’Aloe Vera, se è estate lasciateli senza pannolino e cambiateli spesso cercando di non lasciarli sporchi, sono la regola e il rimedio più adatto.

Anche i pannolini hanno la loro importanza, non sono tutti uguali, non si dovrebbe cambiare la marca del pannolino solo per il costo e allora vi suggerisco di ricercare quello più adatto al vostro bimbo.

Non sottovalutate mai un arrossamento che potrebbe diventare una cosa seria con una candida.

Per una mamma la cacca non è assolutamente un problema, anzi: la cacca del proprio bimbo è sempre fonte di orgoglio, enfatizzata in questa bella poesia:

Sento che qualcosa sta spingendo nella pancia

forse un ippopotamo o forse il re di Francia

o un gran bastimento che dall’argine si stacca

forse forse forse…

è la mia cacca…

La Cacca di Roberto Piumini

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/cacca-bambini.html

Feci dei neonati: colore, consistenza e odore

Le feci dei bambini. Quando preoccuparsi

Written by Valeria Ramaccioni on 27/01/2020. Posted in Pediatria

Lo stato di salute dei nostri piccoli si può valutare anche dall’osservazione delle feci dei neonati. È importante imparare a capire dalle feci i messaggi che il corpo del piccolo manda.

In questo articolo, la Dott.ssa Valeria Ramaccioni, pediatra esperta in gastroenterologia pediatrica, del nostro centro ci aiuta a capire diversi aspetti delle feci dei neonati.

L’argomento “cacca del bambino” desta  interesse quasi morboso sia nei genitori che nei pediatri: l’ho provato coi miei figli, ritrovato poi  nelle mamme dell’ ambulatorio, riconosciuto nelle prime parole e atteggiamenti dei miei piccoli pazienti in “spannolinamento e oltre”.

Ammettiamolo, il tema CACCA ci coinvolge

Perchè diamo attenzione alla cacca dei bambini?

Certamente è eredità  dell’istinto dei mammiferi del riconoscersi attraverso l’olfatto delle feci…(non siamo poi così evoluti rispetto ai cani che si annusano per conoscersi..) ma in gran parte la responsabilità è di noi pediatri.

Alla nascita ci interessiamo del timing di evacuazione del meconio, durante l’allattamento a ogni visita di controllo ci aggiorniamo sull’evacuazione dei nostri lattanti, durante le visite pediatriche ci informiamo sull’andamento dell’alvo (parola scientifica per evitare prosaicamente il termine cacca) e via così.

Feci del bambino: a cosa bisogna fare attenzione

E allora sorge spontanea la domanda:  è veramente così importante valutare le nostre/vostre/loro evacuazioni e preoccuparcene? La risposta, come spesso succede, è…. DIPENDE.

Cerchiamo di fare chiarezza:

Al di fuori del periodo perinatale, nel quale è assolutamente indispensabile verificare la tempistica dell’evacuazione delle prime feci  (meconio), dobbiamo (pediatri e genitori) preoccuparci della cacca se:

Scariche numerose

Scariche numerose rispetto all’usuale ritmo del bambino, molto chiare e liquide/sfatte/mucose possono essere segno di gastroenterite/ malassorbimento/intolleranza/allergie. Necessaria valutazione pediatrica con urgenza dipendente dalla tolleranza del bambino a reidratarsi per via orale e dalla eventuale presenza di altra associata sintomatologia (dolore addominale/febbre).

Feci di colore verde:

Le feci di colore verde possono essere  normali nel neonato, ma va verificato che non siano  invece “feci da digiuno”.

Nel lattante alimentato al seno possono indicare  che sta assumendo tutto il primo latte ma non il latte più nutriente al termine della poppata.

Pertanto, se  feci verdi, va verificato con il pediatra la modalità di allattamento e l’adeguatezza dell’incremento ponderale.

Feci grigie o biancastre:

Le feci grigie o biancastre sono un segno di alterata funzione epatica/ ostruzione biliare.  Informare rapidamente il pediatra.

Feci dure, voluminose e evacuate con fatica

Le feci dure, voluminose e evacuate con fatica e/o dolore sono segno di stipsi. Discuterne con il pediatra, senza urgenza.

Feci con muco

Se il muco nelle feci è presente occasionalmente non è un problema, se è una caratteristica costante e soprattutto è associato a altri sintomi (dolore addominale/calo di appetito/vomito/febbre) è da indagare per escludere un’infiammazione del colon

Feci con striature di sangue rosso-vivo

In caso di feci con striature di sangue rosso-vivo in quantità scarsa e solo superficialmente (a verniciare le feci, sangue non mischiato alle feci) non si si tratta di nulla di grave.

Nello sforzo di defecare si può rompere/fissurare la mucosa con relativo sanguinamento limitato (ragadi anali). Se il fenomeno si ripete e non è evidente la presenza di ragade, bisogna parlane con il pediatra di fiducia, potrebbe trattarsi di colite allergica.

Talvolta il rosso è invece secondario a ingestione di alimenti rossi (rapa/ barbabietole rosse/ pomodori/fragole/bevande o sciroppi rossi).

Feci rosse con abbondante quantità di sangue misto a feci

In caso di feci rosse con abbondante quantità di sangue misto a feci: bisogna portare subito il bambino in Pronto Soccorso per valutazione urgente.

Feci nere e molli/ catramose

In caso di feci nere e molli/catramose, siamo in una situazione di emergenza.

Portare subito il bambino in valutazione in Pronto Soccorso in quanto è segno di emorragia intestinale o gastrica (il colore nero è dovuto al sangue coagulato e digerito = melena).

In caso il bambino stia assumendo integratori con ferro, le feci possono assumere una colorazione  nerastra, ma restano  solide/formate. Anche alcune verdure possono dare un colorito nerastro, ma non alterano la consistenza delle feci.

Con quale frequenza il mio bambino dovrebbe andare di corpo?

Per quanto riguarda il ritmo delle scariche… a ognuno il suo!

Nel lattante, in allattamento al seno, solitamente le scariche sono almeno 4-5 al giorno, se meno frequenti di 1 scarica/die non c’è da preoccuparsi ma va verificata  l’adeguatezza della crescita e l’ assenza di coliche importanti e di vomito.

In qualsiasi età della vita le evacuazioni poco frequenti (

Источник: https://www.in-salus.it/feci-dei-neonati-colore-consistenza-e-odore/

Feci del neonato: tutto sulla cacca

Le feci dei bambini. Quando preoccuparsi

Di fronte alle prime feci del neonato spesso mamma e papà sono disorientati: non sanno bene cosa aspettarsi. Vediamo le cose da sapere sulla cacca.

Quando arriva un bebè tutto è nuovo per mamma e papà. Anche la sua pupù è un mondo sconosciuto, e spesso i genitori si spaventano per qualche particolare che sembra anomalo, ma è invece del tutto normale.

Il meconio, la prima cacca

Per i primi due/tre giorni di vita, il neonato emette delle feci particolari, che prendono il nome di meconio. Sono di colore verde-nerastro e di consistenza un po' appiccicosa, tanto che a volte è difficile rimuoverle dal sederino.

“Il meconio è costituito da quello che c'era nell'intestino del feto durante la gravidanza, e cioè principalmente muco e liquido amniotico” spiega Adima Lamborghini, pediatra di famiglia a Silvi (Teramo) e membro del Centro studi della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). “È molto importante che cominci a essere emesso nelle prime 24 ore di vita del bambino. Un'emissione tardiva, infatti, può essere il segnale di qualcosa che non va, per esempio la presenza di un ostacolo al transito nell'intestino, oppure un'anomalia metabolica che rallenta la peristalsi intestinale”. Per questo, nelle ore dopo il parto in ospedale gli operatori chiedono spesso alla neomamma se il neonato ha fatto la cacca!

Le feci di transizione

Dopo i primissimi giorni, il meconio viene sostituito dalle feci tipiche del bambino che sta cominciando ad alimentarsi normalmente.

Come spiegato in un opuscolo del National Childbirth Trust, organizzazione no profit inglese che si occupa di gravidanza e salute dei bambini, il passaggio è graduale e segnato dalle cosiddette “feci di transizione”, che appaiono più verdastre e meno appiccicose.

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Feci “crema” giallo ocra: quando il bimbo è allattato al seno

L'alimentazione del bebè – se con latte materno o con latte artificiale – condiziona in modo molto marcato l'aspetto della sua pupù. “Una variazione – spiega Lamborghini – che dipende dalle diverse caratteristiche della flora batterica intestinale del bambino. Che a sua volta è legata appunto al tipo di alimentazione”.

Le feci del neonato allattato al seno

Se il neonato prende il latte di mamma, le sue feci hanno un colore giallo vivo – ocra o becco d'oca – e una consistenza cremosa o tendente al liquido. L'odore non è cattivo e tendenzialmente acidulo.

A volte possono essere presenti dei granuli biancastri: “Non è niente di preoccupante” rassicura la pediatra.

“Sono semplicemente granelli di caseina, una proteina del latte che, se presente in eccesso, può venire eliminata con le feci”.

Questo aspetto caratteristico rimane costante per tutto il periodo dell'allattamento esclusivo al seno: “Al massimo – precisa Lamborghini – con il passare delle settimane le feci possono diventare un pochino più compatte, e verso il terzo/quarto mese può esserci un rallentamento nel ritmo dell'evacuazione: invece che fare la cacca più volte al giorno, magari il bambino comincia a farla una o due volte al giorno o anche una volta ogni due/tre giorni”.

Quanto si scarica un neonato?

A volte, i neogenitori si stupiscono di quante feci possa produrre un bambino: un neonato allattato, al seno, infatti, può scaricarsi anche dopo ogni pasto, ed è normale che sia così.

“Insieme all'abbondanza di pipì, è proprio uno dei segni che si sta alimentando correttamente” sottolinea Lamborghini.

Però può farla anche meno spesso (una sola volta al giorno o meno) e allora in genere ne fa molta.

La cacca del bimbo che prende il latte in formula

Se l'alimentazione del neonato prevede latte artificiale, le sue feci saranno diverse: più pastose e compatte, con un colorito che raramente è giallo ocra, ma quasi sempre o giallo chiaro o tendente al marroncino. Anche la frequenza delle evacuazioni sarà diversa: più rara.

Con lo svezzamento cambia tutto

Quando, oltre al latte, il bambino comincia ad assumere altri cibi la sua flora batterica intestinale cambia drasticamente, e cambiano di conseguenza anche le feci, che poco a poco diventano sempre più simili a quelle dell'adulto: più dure, più scure – di colore marrone – più maleodoranti. “Il cambiamento è più evidente per i bambini che fino a quel momento avevano preso solo latte materno, perché quelli alimentati con latte artificiale erano già andati incontro a modifiche della flora batterica” afferma Lamborghini.

Residui alimentari nella cacca

Un'altra caratteristica tipica delle feci dei bambini che hanno cominciato a mangiare altri cibi oltre al latte è la presenza di residui alimentari, in genere vegetali, per esempio piselli o pezzettini di carota. “Niente paura, è tutto normale” rassicura la pediatra.

“Si tratta di alimenti ricchi di fibre che noi non riusciamo a digerire, e che di solito vengono degradati da alcuni batteri presenti nell'intestino. Nei bambini la loro presenza dà luogo a un transito molto veloce, per cui finiscono nelle feci così come sono, ma non rappresentano in alcun modo un problema”.

Infine, nel bambino svezzato può capitare che le feci assumano temporaneamente delle colorazioni particolari: verde, arancione, rosso.

“Anche in questo caso, se la consistenza è più o meno normale e il fenomeno è passeggero non c'è da preoccuparsi: dipende tutto da quello che si è mangiato” precisa la pediatra, che ricorda una sua piccola paziente portata di corsa in ambulatorio perché aveva fatto la cacca di un brillante colore rosa ciclamino. “Si è scoperto subito che la bimba aveva mangiato una buona quantità di una zuppa di rape rosse, che le aveva colorato le feci”.

Come e quando cambiare il pannolino

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“Anomalie” fisiologiche e campanelli d'allarme

Variazioni piccole o temporanee del colore, della consistenza e della frequenza delle evacuazioni in genere non devono allarmare: un po' di variabilità fa parte della fisiologia. Ci sono però situazioni nelle quali è meglio tenere sott'occhio la situazione, per vedere come evolve e, nel caso, sentire il proprio medico di fiducia. Vediamo di quali situazioni si tratta.

Feci di colore verde

“Se il lattante è molto piccolo e le feci sono scarse e di colorito verdognolo, questi potrebbero essere segni di scarsa alimentazione, quindi una situazione da tenere sotto controllo, ma non immediatamente allarmante” afferma Lamborghini.

Diverso invece se le feci sono un verde deciso, color foglie tritate: “Se non è un fenomeno occasionale – legato all'ingestione di qualche particolare alimento in bimbi più grandi – potrebbe dipendere da alterazioni intestinali di varia natura, dall'infezione (gastroenterite) all'intolleranza alimentare.

“Le intolleranze sono rare nei bambini allattati al seno, e riguardano invece soprattutto quelli alimentati con formula. Il piccolo può essere intollerante a qualche componente del latte artificiale e in particolare a proteine del latte vaccino“.

Feci biancastre

“Ecco, nel neonato e nel lattante queste devono preoccupare, perché possono essere il segnale di un'ostruzione delle vie biliari” avverte Lamborghini. Che spiega: “Le feci tendono a essere gialle per via dei sali biliari che contengono.

Se sono bianche, vuol dire che i sali biliari non ci sono, cioè che per qualche motivo non riescono a essere eliminati”.

Tuttavia, è raro che si tratti di una condizione che insorge all'improvviso, come può accadere negli adulti: nei neonati e lattanti è tipicamente una situazione congenita, presente fin dalla nascita.

Feci nere

Le feci di colore nerastro sono tipiche dei bambini che, per qualche ragione, assumono un'integrazione di ferro, un minerale che appunto conferisce alla cacca questo colore. In questo caso, non c'è niente di cui preoccuparsi.

Se invece il colore è decisamente nero è la consistenza è molto molle o simile a quella di fondi di caffè è necessario un controllo dal pediatra: questi infatti potrebbero essere segnali di un sanguinamento a livello dello stomaco, sul quale bisogna di sicuro indagare più a fondo.

Feci con striature di sangue

Piccole striature di sangue nelle feci in genere non devono far preoccupare: nella grande maggioranza dei casi sono infatti dovute a escoriazioni della mucosa anale dovute all'espulsione di feci più dure del solito.

“Spesso il punto che sanguina si vede anche a occhio nudo” afferma la pediatra.

Se il fenomeno si ripete e non sono visibili 'taglietti' attorno all'ano potrebbe trattarsi di una colite allergica, per esempio alle proteine del latte vaccino (in particolare per i bambini alimentati con latte artificiale).

Feci con muco

La presenza occasionale di muco non è un problema: in genere il muco viene prodotto e riassorbito a livello del colon, ma può capitare che ne scappi un po'.

“Se per esempio per un paio di giorni c'è un rallentamento del transito intestinale, le feci possono risultare un po' mucose, ma non è niente” afferma Lamborghini.

Se invece questa caratteristica è costante, è il caso di indagare meglio perché potrebbe esserci un'infiammazione del colon.

Cambiamenti nella consistenza delle feci e nella frequenza di evacuazione

Se le feci diventano molto liquide e le scariche sono più frequenti della norma siamo in presenza di una diarrea, che può dipendere da vari fattori: in genere è un sintomo di gastroenterite ma, più raramente, può dipendere da intolleranze alimentari o da malattie metaboliche o da malassorbimento.

Ascolta il podcast con i consigli se il neonato non fa la cacca

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Cosa ci dicono le feci dei bambini

Le feci dei bambini. Quando preoccuparsi

Le feci dicono molto sulla salute dei bambini. L’aspetto, il colore, la consistenza e la quantità delle feci variano con la crescita del bambino e non è sempre facile per un genitore capire quando sono normali o quando invece segnalano un problema di salute.

In questo articolo vengono analizzate le caratteristiche delle feci dei bambini allattati al seno, di quelli allattati con latte artificiale, i cambiamenti che si verificano quando vengono introdotti nella dieta del bambino alimenti diversi dal latte, ma soprattutto vengono fornite informazioni per aiutare i genitori a capire quando la situazione può essere considerata normale, quando è il caso di consultare il proprio pediatra o quando invece è necessario recarsi con urgenza in Pronto Soccorso.

Con quale frequenza si devono scaricare i bambini

Il numero delle scariche dipende dall’età, dall’alimentazione e varia comunque da bambino a bambino.

In generale, i neonatisi scaricano dopo ogni pasto (anche 6-10 volte nelle 24 ore) ma dopo circa 3-6 settimane il numero delle scariche tende a diminuire. Man mano che il bambino cresce il numero delle scariche diminuisce fino ad arrivare ad 1 scarica ogni 1-2 giorni nei bambini più grandi che hanno un’alimentazione completa (“da adulto”).

La cosa più importante è che le feci siano abbastanza morbide e che il bambino riesca a scaricarsi senza fatica; se sono dure e secche ci si può trovare di fronte ad una situazione di stipsi che richiede una valutazione pediatrica.

Il meconio

Le prime feci emesse da un neonato si chiamano meconio e si presentano come un materiale simile a catrame di colore nero o nero-verdognolo, denso, vischioso.


Il meconio è costituito dai prodotti delle secrezioni intestinali e dalle sostanze che il neonato ha ingerito in utero nel periodo che ha preceduto  la nascita: liquido amniotico, residui cellulari, urina.

E’ quasi privo di odoree questo può portare i genitori a non capire quando è il momento di cambiare il pannolino.

Leggi anche Il meconio: le prime feci del neonato

Le feci di transizione

Nel giro di 3-5 giorni il meconio si trasforma in feci di transizione che sono più morbide e facili da emettere, di colorito verde-marrone. La comparsa delle feci di transizione ci dice che il neonato ha iniziato a digerire il latte e che l’assorbimento intestinale avviene correttamente.

In 5-6 giorni le feci di transizione di trasformano nelle normali feci del periodo di allattamento: il loro aspetto cambia a seconda che il bambino sia allattato al seno o con latte artificiale.

Attenzione: se le feci emesse dal neonato hanno ancora l’aspetto del meconio dopo 3 giorni di vita, o se vi è un ritardo nel passaggio dalle feci di transizione alle feci di allattamento, è importante segnalarlo al proprio pediatra. Questi ritardi potrebbero essere dovuti al fatto che il bimbo non sta mangiando abbastanza o ad altre situazioni che verranno nel caso valutate dal pediatra.

Allattamento esclusivo al seno

Nei bambini allattati esclusivamente al seno le feci sono solitamente di colorito giallo o leggermente verdognolo e di consistenza cremosa o pastosa ma possono essere anche semi-liquide o così liquide da richiamare le feci della diarrea (senza avere tuttavia un cattivo odore). Possono essere presenti punteggiature chiare al loro interno.

Nei primi giorni di vita, se le feci che si vedono nel pannolino sono schiumose e di un colorito verde brillante che ricorda le alghe probabilmente il bambino sta assumendo troppo colostro, il primo latte che si forma nel seno della madre e che ha un basso contenuto di calorie.

Questo si può verificare per un ritardo nel passaggio da colostro a latte di transizione, dovuto al fatto che il neonato viene attaccato prevalentemente ad un seno ritardando il passaggio colostro-latte di transizione nell’altro.

Per ovviare a questa  situazione e fare in modo che entrambi i seni vengano stimolati in modo adeguato, è sufficiente iniziare sempre la poppata dal seno da cui è stata terminata la poppata precedente.

Leggi anche Il colostro: il primo insostituibile nutrimento del neonato

Allattamento artificiale

I neonati che assumono latte formulato hanno feci pastose simili al burro di arachidi e con varie tonalità di marrone: marrone chiaro, marrone tendente al giallo o marrone tendente al verde. Hanno un odore più intenso delle feci dei bambini allattati al seno e un po’ meno intenso di quelle dei bimbi che consumano cibi solidi. 

Ricordate che ogni bambino ha caratteristiche proprie anche quando si tratta di “fare la cacca”: imparerete presto a riconoscere l’aspetto “tipico” delle feci del vostro bambino.

Per tutti i lattanti, in genere piccoli cambiamenti nell’aspetto delle feci non sono significativi se il bambino appare in buona salute e non ci sono altri sintomi. Ad esempio: le feci potrebbero essere occasionalmente più compatte del solito oppure più verdi (accade a volte se la mamma che allatta assume taluni alimenti).

 Se invece si verifica un cambiamento improvviso nell’aspetto delle feci accompagnato da segni di malessere, è bene contattare il pediatra.

Feci verde scuro o nere nei lattanti in terapia con ferro

I bambini a cui è stata prescritta una terapia con ferro (quasi sempre i bambini prematuri), sia allattati al seno sia artificialmente, a volte presentano feci il cui colore può variare dal verde scuro al quasi nero: si tratta di un fatto normale che non deve preoccupare i genitori.

Quando invece le feci si presentano molto scure o nerastre e il bambino non sta assumendo ferro è bene contattare il proprio pediatra per escludere patologie in cui possa essere presente un sanguinamento nell’apparato digerente.

Le feci dei bambini dopo lo svezzamento

Con l’inizio dello svezzamento, soprattutto nei bambini allattati al seno in modo esclusivo, è normale notare un cambiamento dell’aspetto delle feci.

Nei bambini svezzati le feci tendono ad essere di color marrone o marrone scuro, di consistenza più densa delle feci da allattamento (ma ancora morbide) e di odore più intenso (e più sgradevole!) rispetto alle feci dei lattanti.

Feci che contengono cibo parzialmente digerito

Qualche voltaè possibile osservare la presenza di pezzetti di cibo all’interno delle feci o improvvisi cambiamenti del loro colore (che può assumere sfumature rossastre, arancioni o bluastre).

La maggior parte delle volte non bisogna preoccuparsi: quanto descritto accade perché i bambini tendono a non masticare bene il cibo prima di ingoiarlo e perché alcuni cibi sono solo parzialmente digeribili o attraversano il tratto gastrointestinale in modo così veloce da non permettere la loro completa digestione.

Il pediatra andrebbe consultato quando la presenza di cibo indigerito nelle feci si verifica non occasionalmente, ma con una certa frequenza.

Feci liquide in caso di diarrea

In caso di diarrea, le feci si presentano semiliquide o liquide, tanto che spesso fuoriescono dal pannolino; sono composte più da acqua che da parti solide. Possono essere giallognole, verdognole o marrone chiaro.

La diarrea può essere segno di una infezione virale (la maggior parte delle volte) o batterica o di una intolleranza alimentare. E’ importante che venga rapidamente e correttamente trattata specialmente quando accompagnata da vomito perché può  condurre ad uno stato di disidratazione in poco tempo soprattutto nei bambini più piccoli.

E’ bene comunque consultare subito il pediatra se un bambino ha meno di 3 mesi o se sono presenti tracce visibili di sangue e muco.

Leggi anche La diarrea acuta nei bambini

Feci dure in caso di stipsi

Si parla di stipsi (o stitichezza) quando le feci sono dure e si presentano come sassolini (feci caprine). Il bambino può avvertire molto fastidio o dolore durante l’evacuazione e le feci possono presentare tracce di sangue dovute alla rottura di vasi sanguigni della regione anale durante il loro passaggio.

La presenza di stipsi occasionale non deve destare preoccupazione, ma è importante consultare il pediatra quando la situazione tende a diventare cronica e se le scariche con sangue tendono a essere frequenti.

La stipsi si presenta spesso al momento dell’inizio dello svezzamento: è del tutto normale e in questo caso è bene aumentare l’apporto di acqua nel corso della giornata.

Può talvolta invece essere un segno di ipersensibilità nei confronti delle proteine del latte o della soia o di altre sostanze.

Sarà nel caso il pediatra a valutare l’opportunità di fare approfondimenti diagnostici o modificare la dieta del bambino.

Nel bambino più grandicello la stipsi può presentarsi anche a seguito di cambiamenti nella quotidianità, come l’inserimento al nido o il passaggio dal pannolino al vasino, cui il bambino reagisce trattenendo (anche involontariamente) le feci.

Leggi anche Stipsi (stitichezza)

Feci con muco

Le feci che contengono muco sono abitualmente verdognole e presentano strie di sottili filamenti traslucidi.

Qualche volta questo accade per motivi banali come quando i bambini salivano molto (la saliva contiene una parte di muco che non viene digerita) o quando sono raffreddati ed eliminano il muco prodotto nelle vie respiratorie deglutendolo.

Ma la presenza di muco nelle feci può anche essere un segno della presenza di un’infezione o di una intolleranza alimentare.

E’ bene consultare il pediatra quando la presenza di muco è accompagnata da altri sintomi di malattia o anche in loro assenza quando è presente in maniera costante per più di 3 giorni.

Sangue rosso vivo

La presenza di sangue rosso vivo nelle feci può essere dovuto a diversi motivi.
E’ bene consultare il pediatra se si osservano:

  • feci di consistenza normale che presentano tracce di sangue (questa situazione sta ad indicare molto spesso una intolleranza alle proteine del latte vaccino);
  • feci dure con tracce di sangue rosso vivo (che possono testimoniare la presenza di ragadi anali o di emorroidi);
  • diarrea con tracce di sangue (che può essere causata da un’infezione batterica).

Sangue nerastro

A volte il sangue presente nelle feci è nero; questo significa che è stato digerito.
Di solito, al cambio del pannolino il sangue digerito si presenta sotto forma di piccole macchioline che somigliano a stami di papavero o semi di sesamo.

La sua presenza si nota spesso in lattanti nutriti al seno che deglutiscono il sangue fuoriuscito da ragadi del capezzolo. La presenza di sangue digerito in assenza di questa condizione deve essere segnalata al proprio pediatra per poter escludere la presenza di un sanguinamento nelle alte vie digerenti del bambino.   

Feci che devono far preoccupare

Ci sono alcuni improvvisi cambiamenti delle feci che possono far sospettare situazioni cliniche gravi (che fortunatamente sono anche molto rare) e richiedono un intervento medico immediato o un approfondimento diagnostico:

  • feci formate quasi completamente da sangue rosso vivo definite “ feci a gelatina di ribes” che indicano la presenza di un serio problema intestinale (l’intussuscezione intestinale che è la principale causa di occlusione intestinale nei bambini dai 4-5  mesi ai 3 anni di età). Questa situazione richiede l’accesso immediato ad un Pronto Soccorso pediatrico;
  • feci dense e nere formate prevalentemente da sangue digerito (questa situazione viene definita melena). Le feci sono scure e catramose come il meconio ma un po’ più solide e meno appiccicose. La presenza di melena segnala un sanguinamento dal tratto digestivo superiore, ma può anche essere causata da un’emorragia del piccolo intestino o essere di origine nasale. Segnalate subito questa evenienza al pediatra;
  • feci molto chiare, gessose, color argilla (definite feci acoliche) segnalano l’esistenza di un problema che riguarda il fegato, la cistifellea o le vie biliari.  Anche questo tipo di feci deve essere segnalato con tempestività al pediatra.

In ogni caso, come regola generale, se durante il cambio del pannolino si notano nelle feci caratteristiche completamente diverse dal solito è bene farlo presente al pediatra.   

Leggi anche Come aiutare il bambino a togliere il pannolino Come calcolare i percentili di crescita                                                                                                                                                                                       

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Gravidanza
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