Le domande più imbarazzanti dei bambini

Contents
  1. Domande dei bambini che imbarazzano i genitori
  2. Domande strane dei bambini
  3. Rispondere alle domande dei bambini
  4. Babbo Natale esiste?
  5. Bambini curiosi e domande esistenziali: come reagire di fronte alla curiosità dei bambini – Datemiunam %
  6. Come reagire di fronte alla curiosità dei bambini
  7. Come reagire di fronte alla curiosità dei bambini: consigli per genitori inesperti
  8. Risposte a domande difficili da parte dei bambini
  9. Motivi che portano i bambini a fare domande difficili
  10. Da dove vengono i bambini?
  11. Perché alcune persone sono cattive?
  12. Perché non siamo ricchi come la famiglia del mio amico?
  13. Che cos’è una guerra?
  14. Quando hai una domanda difficile, ascolta ciò che il bambino sta chiedendo
  15. Dai loro dei fatti, ma a un ritmo che riescono a gestire
  16. Questa è un’ottima domanda, scopriamo di più insieme
  17. 24 domande scomode che i bambini fanno e a cui i genitori non sanno rispondere
  18. 1. Com'è fatta l'elettricità?
  19. 3. Da dove vengono i pensieri?
  20. 4. Perché sono/non sono mancino?
  21. 5. Come fanno a stare in aria gli aerei?
  22. 7. Perché il cielo non cade su di noi?
  23. 8. Come sono nato?
  24. 9. Perché quegli uomini (o quelle donne) si tengono per mano?
  25. 11. Perché tu e papà vi state lasciando?
  26. 13. Che cosa sta facendo il papà alla mamma?
  27. 14. Che cos'è il sesso?
  28. 16. Dove va la gente quando muore?
  29. 17. Era colpa mia?
  30. 18. Esistono gli alieni?
  31. 20. Dio esiste?
  32. 21. Perché esistiamo?
  33. 22. Perché Dio permette che gli uomini muoiano?
  34. 23. Può restare a cena da noi? (parlando di un amico invisibile)
  35. Come rispondere alle domande difficili
  36. L'atteggiamento giusto: adattare la spiegazione al suo livello
  37. L'errore: inventare storie o ignorare
  38. Alcune domande “imbarazzanti”, alcune risposte possibili

Domande dei bambini che imbarazzano i genitori

Le domande più imbarazzanti dei bambini

Quanti genitori temono il momento in cui i propri figli inizieranno a fare domande scomode, a cui è difficile dare una risposta? Un’indagine condotta su duemila papà e mamme ha squarciato il velo sulle domande dei bambini che più impauriscono i genitori. E a scorrere la lista non manca qualche sorpresa, anche perché sembra che le domande più difficili per i genitori sono quelle alle quali non sempre si sa rispondere.

  • Perché qualche volta la luna si vede anche di giorno?
  • Quanto pesa la Terra?
  • Come fanno gli aeroplani a volare?
  • Perché l’acqua è bagnata?
  • Cos’è che colora l’arcobaleno?
  • Dove volano gli uccellini d’inverno?
  • Perché il cielo è blu?

Domande strane dei bambini

Insomma, dimenticate le classiche domande imbarazzanti dei bambini. I veri ostacoli per i genitori hanno molto a che fare con la fisica, la scienza e l’astronomia ed è meglio essere preparati. Se non si conosce la risposta l’ideale è dire la verità e promettere di informarsi il prima possibile. Magari insieme ai bambini, su internet o su un libro.

Un comportamento che, a quanto hanno scoperto i ricercatori del Big Bang UK Young Scientists and Engineers Fair, non viene adottato spesso dai genitori che nella maggior parte delle volte preferiscono deviare su altri argomenti o addirittura provare a far leva sulla propria autorità pur di non ammettere di non sapere la risposta. Per il 50% dei genitori intervistati è imbarazzante ammettere di non sapere e il 26% di essi ritiene che i propri figli, grazie alla televisione e a internet, ne sappiano più di loro, almeno in fatto di matematica e scienze.

Rispondere alle domande dei bambini

Come spiega l'associazione Zerocinque, formata da un gruppo di psicologhe psicoterapeute infantili:
I genitori, gli insegnanti, gli educatori a volte preferiscono restituire risposte evasive e fuorvianti perché sono “vittime” di una cultura che ha risposto loro in maniera ambigua e sfuggente “sei ancora piccolo per queste cose” e si trovano quindi in difficoltà di fronte ad alcuni tipi di domande.

Ma per conquistarci la fiducia dei nostri piccoli interlocutori è indispensabile liberarci di questo nostro background culturale fornendo loro invece delle risposte concrete e significative. Comportandoci così saremo per loro dei veri punti di riferimento di fronte agli innumerevoli interrogativi della loro esistenza.

La psicologa Rosemarie Truglio spiega che quando riceviamo una domanda difficile dovremmo innanzitutto ascoltare e comprendere ciò che il bambino sta veramente chiedendo.

Non affrettiamoci a rispondere: mettiamo in pausa e chiediamo chiarimenti Ciò ci impedisce di rispondere di impulso con parole sbagliate e ci permetterà di capire meglio cosa sta passando nella testa del bambino.

Babbo Natale esiste?

E' la domanda che prima o poi tutti noi dobbiamo affrontare.

Se un bambino ci chiede “Babbo natale esiste?” la prima, semplice risposta che dovremmo dargli è “Perché me lo chiedi?”

Come spiega il pediatra Italo Farnetani

Finché i bambini ci credono in modo assoluto mamma e papà dovranno coltivare la cosa. Ai primi dubbi, i genitori dovranno sostenere sì l'esistenza di Babbo Natale, anche in modo convinto, ma senza insistere troppo, rispondendo ai dubbi che il bambino si pone senza portare eccessive giustificazioni o prove sulla sua esistenza.

In tal modo se e quando dopo qualche tempo, e magari dopo averne parlato con gli amichetti, i figli concluderanno che Babbo Natale non esiste, i genitori non avranno investito troppo della loro credibilità su un argomento destinato a risultare un insuccesso, ma nello stesso tempo non avranno contribuito ad abbattere troppo rapidamente una favola, alla quale anche i grandi vorrebbero credere

L’importante, precisano gli psicologi, è non mentire (pena un crescente senso di sfiducia che il bambino proverebbe verso i genitori) e ammettere l’esistenza di Babbo Natale quando è chiaro che, ormai, il piccolo non ci crede più. L’ideale sarebbe assecondare le sensazioni e le esigenze del bambino.

Francesca Capriati

Giornalista

Mamma blogger

Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.

Источник: https://www.paginemamma.it/domande-dei-bambini

Bambini curiosi e domande esistenziali: come reagire di fronte alla curiosità dei bambini – Datemiunam %

Le domande più imbarazzanti dei bambini

Quando si è genitori, inevitabilmente, ci si trova a fronteggiare diverse tappe nella crescita dei nostri figli: lo svezzamento, lo spannolinamento, i terrible-two…

Una di queste è rappresentata dalla fase dei perché.

Chiamasi fase dei perché quel periodo di durata variabile che inizia su per giù attorno ai tre anni e non si sa quando finisce. In questa fase il bambino vi martella incessantemente con millemila domande, a volte anche imbarazzanti, a cui molto spesso non sapete -o non volete- dare una risposta per lui soddisfacente.

Secondo gli esperti di bambini -che a volte non sono comunque genitori- la fase dei perché è una tappa decisiva e positiva per la crescita del bambino stesso.

Sentirsi chiedere a manetta perchè-perchè-perché giorno e notte sarebbe infatti sinonimo di curiosità e la curiosità, signore mie, è la madre delle grandi scoperte e dell’evoluzione della specie umana.

Quindi, accogliete con gioia le domande dei vostri figli, trattenetevi dal mandarli più o meno garbatamente a quel paese, fate un respiro profondo e seguite questi pochi e saggi consigli.

Come reagire di fronte alla curiosità dei bambini

Per prima cosa, care mamme e cari papà, sappiate che la curiosità è un istinto innato. E’ proprio grazie alla curiosità infatti che impariamo a ragionare e a pensare in maniera critica.

Studi scientifici hanno dimostrato che i bambini curiosi diventano molto spesso adulti più soddisfatti e con una marcia in più, in grado di far fronte in modo più adeguato alle esigenze del mondo del lavoro e agli eventi inaspettati. Per dirla in modo più moderno, diventano adulti in grado di sviluppare il problem-solving, ossia la capacità di capire come risolvere un problema.

Proprio per questo tentare di sopprimere la curiosità nei bambini è un atteggiamento controproducente.

Da mamma, sono la prima a rendermi conto che spesso le troppe domande dei bambini possono mandarci in tilt, soprattutto se fatte in modo inaspettato o in momenti inopportuni.

Ma tant’è, le cose stanno così e dobbiamo imparare a destreggiarci come provetti funamboli.

Per aiutare chi come me si sente in difficoltà nel fronteggiare la curiosità dei bambini, ho creato un piccolo prontuario da scorrere all’occorrenza.

Come reagire di fronte alla curiosità dei bambini: consigli per genitori inesperti

La fase dei perché mette a dura prova qualsiasi adulto, sia genitore che educatore. Soddisfare la curiosità dei bambini è una fase cruciale nel loro apprendimento e farà da base anche per il loro sviluppo cognitivo nel futuro.

Proprio per evitare di andare nel panico o, peggio ancora, spegnere a poco a poco la fiamma del sapere, ecco qui una serie di utili consigli:

  • respira e stai calmo: sentirsi bersagliati da mille interrogativi metterebbe sotto pressione perfino il più dotato dei plurilaureati, figuriamoci una mamma o un papà stanchi dopo una pesante giornata lavorativa;
  • niente imbarazzo: le domande poste dai nostri bambini sono fatte in pura e totale innocenza, senza malizia o senza scopi reconditi. Ad ogni domanda, anche la più imbarazzante, cercate di rispondere in modo diretto con un linguaggio adeguato all’età del bambino;
  • niente vergogna: non abbiate paura di ammettere che non conoscete la risposta a quell’interrogativo. Dimostrerete al bambino che anche voi siete umani ed inoltre sarà l’occasione per cercare assieme la risposta;
  • fate fare esperienze ai bambini: i bambini e non solo loro imparano dalle esperienze che fanno. Fate quindi in modo che abbiano la possibilità di vivere e provare più cose possibili;
  • evitate di trasmettere le vostre paure ai bambini: da genitori ci preoccupiamo per i nostri figli e vogliamo tenerli al sicuro. Tra tenerli lontano dal pericolo e non permettere loro di fare esperienze il confine può diventare labile. Spesso ho visto genitori che, per esempio, vietavano ai loro bambini di arrampicarsi sui giochi nei parchi perché temevano che si potessero fare male. Lasciate che i bambini provino a fare le cose, con un minimo di assennatezza, ma senza tarpare loro le ali;
  • lasciate che i bambini sbaglino: il vecchi detto recita “sbagliando s’impara”. Non sostituitevi ai vostri figli nelle fasi dell’apprendimento, non fornitegli voi la soluzione. Attraverso gli errori i bambini attuano dei percorsi a livello cognitivo che li portano ad una fase successiva nell’apprendimento. E’ dimostrato che quello che si è appreso in questo modo viene conservato più a lungo nel nostro cervello;
  • imparate a stimolare la curiosità nei bambini: come dicevo prima, la quotidianità è ricca di spunti per imparare. Per potenziare e soddisfare la curiosità dei vostri figli, potete ricorrere anche a libri, giochi e altre attività divertenti da fare assieme;
  • date l’esempio: dimostrate voi per primi di avere voglia di imparare, di fare, di vivere. L’esempio vale più di mille parole, sempre e ovunque.

Questo piccolo vademecum su come far fronte alla curiosità dei bambini a me è stato molto utile. Certo, non mi ha cambiato la vita, ammetto di essere ancora in imbarazzo quando mia figlia mi chiede davanti a tutti se posso farle vedere esattamente come è uscita dalla pancia quando è nata.

Però posso rimandare la risposta a momenti in cui siamo sole. Ah, mamme e papà, un ultimo consiglio: siate pazienti. La vostra risposta ad una domanda scatenerà una reazione a catena.

Nel mio caso:

  1. Dove ero quando non c’ero?
  2. Come sono nata?
  3. Come ho fatto a uscire dalla tua pancia?
  4. Come sono entrata nella tua pancia?
  5. Chi mi ha messo nella tua pancia?
  6. Posso tornare nella tua pancia?
  7. Anche Ringhio era nella tua pancia?
  8. Come mai lui non era nella pancia con me?
  9. Perché sono nata prima io?
  10. Cosa facevo nella tua pancia tutto il giorno?
  11. Se sono nata prima, morirò anche prima?
  12. Cosa succede quando si muore?

Provate a rispondere a queste semplici domande in modo adeguato rispetto all’età del figlio in questione, per ogni risposta assegnatevi un punto e ditemi quanto avete totalizzato.

Siate onesti, non barate, eh!

E poi ditemi se non ci vuole calma e sangue freddo per reagire alla curiosità dei bambini.

Источник: https://datemiunam.it/bambini-curiosi-e-domande-esistenziali-come-reagire-di-fronte-alla-curiosita-dei-bambini/

Risposte a domande difficili da parte dei bambini

Le domande più imbarazzanti dei bambini
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Tuo figlio ti ha mai posto delle domande difficili da bambini? Fa effetto, ti lascia sbigottito e non avere una risposta pronta può essere causa di ulteriore imbarazzo.

Motivi che portano i bambini a fare domande difficili

Una cosa in cui i bambini sono veri maestri con gli adulti agitati è porre domande imbarazzanti. I bambini in età prescolare hanno una straordinaria capacità di porre domande astratte senza la capacità di pensare in modo diretto alle risposte e al modo in cui queste possono far sentire gli adulti a cui le pongono.

Apparentemente dal nulla, sorgerà una domanda complicata o che richiede una risposta che sentiamo come se non fossero pronti ad ascoltare. Come gestiamo questi momenti?

È importante dare ai bambini risposte concrete. Un solido sì o no, fare o non fare. In generale, qualsiasi domanda difficile da parte dei bambini in età prescolare proviene dall’esperienza personale. Una zia è incinta, un cugino parte per il servizio militare, la morte di un nonno, un film vietato ai minori visto per sbaglio.

È importante guardare oltre la domanda per vedere il motivo che stanno ponendo. Nella maggior parte dei casi, il problema in questione rappresenta una potenziale minaccia alla loro sicurezza. Si stanno chiedendo come saranno colpiti e stanno cercando l’affermazione che staranno bene. È anche importante dare ai bambini risposte concrete. Un solido sì o no, fare o non fare.

Da dove vengono i bambini?

Questa domanda potrebbe venire dai sentimenti ansiosi che provano nei confronti di una nuova gravidanza. Se aspetti un altro bambino tuo figlio potrebbe chiedersi se sarà o meno un buon fratello maggiore. Può anche provenire da un po’ di gelosiae quello che stanno veramente chiedendo è: “Sarò ancora amato e curato?”

Puoi semplicemente rispondere dicendo: “Mamma e papà avranno un altro bambino e tu sarai un fantastico fratello maggiore. In questa casa c’è talmente tanto amore che siamo stati fortunati e ora è in arrivo un altro piccolino”.

Questo probabilmente coprirà la domanda di superficie. Sottolinea come puoi che il tuo piccolo sarà un fantastico fratello maggiore e come continuerai ad amarlo e a prendertene cura come prima. Se è apertamente geloso, sii gentile ed empatica.

Digli che il cambiamento è difficile anche per gli adulti.

Perché alcune persone sono cattive?

Inizia chiedendo loro se qualcuno era cattivo con loro. Probabilmente sono stati feriti o non inclusi da qualcuno, forse anche da un amico. Probabilmente hanno bisogno di essere amorevolmente consolati e compresi, di solito ha a che fare con come i bambini si sentono male dentro.

Qualcuno potrebbe essere stato cattivo con loro. Puoi dire: “Potrebbero sentirsi soli, gelosi, malati o forse hanno solo una giornata storta e hanno deciso di sfogarsi con gli altri, anche se questo non si fa e fa stare molto male gli altri.” Rispondi con gentilezza. Se continuano, continua anche a tu a parlare ma non giustificare mai la meschinità.

Perché non siamo ricchi come la famiglia del mio amico?

Questo probabilmente ha più a che fare con uno o due giocattoli specifici piuttosto che una delusione nel loro tenore di vita. È una cosa particolare che vogliono e che non hanno.

Questo potrebbe essere un buon momento per affermare i tuoi valori familiari. “Scegliamo di spendere il nostro tempo e denaro per le cose che sono più importanti per noi. Ogni famiglia è diversa. Vogliamo solo assicurarci di essere grati per le cose che abbiamo ”.

Che cos’è una guerra?

Le famiglie militari probabilmente hanno più a che fare con questa domanda perché è una realtà per loro. In tal caso, quello che i bambini stanno veramente chiedendo è: “Succederà qualcosa alla mia mamma o al mio papà?” Loro sono spaventati.

La risposta superficiale è: la guerra è quando due o più Paesi si combattono. Un Paese potrebbe desiderare qualcosa che l’altro ha o vuole essere responsabile di quel paese. L’altro paese potrebbe difendersi dall’altro paese nel tentativo di subentrare. È più difficile rispondere alla domanda più profonda.

La sfortunata realtà è che qualcosa potrebbe accadere alla mamma o al papà. tu però in questo momento devi solo comunicare il tuo amore per loro e tanta sicurezza.

Quando hai una domanda difficile, ascolta ciò che il bambino sta chiedendo

Non abbiate fretta di rispondere. Metti in pausa e chiedi chiarimenti. Questo in primo luogo, ti dà il tempo di scegliere attentamente le tue parole. Ti impedisce anche di rispondere alla domanda sbagliata.

“Babbo Natale è reale?”

“Perché me lo chiedi?”

“Perchè a scuola dicono che non esiste e le bugie non si dicono”

In realtà i bambini potrebbero non chiederti cosa pensi che stiano chiedendo. Potresti essere in procinto di fornire loro troppe informazioni che non vogliono e per le quali non sono pronti. Fai una pausa prima di rispondere e assicurati di rispondere davvero alla domanda con la giusta quantità di informazioni che può gestire al momento.

Dai loro dei fatti, ma a un ritmo che riescono a gestire

Che tu stia dando le ultime notizie sulla morte di una persona cara, una perdita di lavoro o una malattia grave, è importante capire che i bambini elaborano le informazioni un po’ alla volta. Ciò significa che dovresti essere pronto a rivisitare l’argomento, forse molte volte.

I bambini assimilano le informazioni nello stesso modo in cui mangiano una mela. Invece di sgranocchiare tutto il frutto in una sola seduta, rosicchiano, fanno delle pause, quindi tornano indietro.

Questa è un’ottima domanda, scopriamo di più insieme

Questa è una buona risposta per avere a portata di mano problemi complessi: scienza, storia, razzismo, genere, politica, incidenti spaventosi nelle notizie o ogni volta che una domanda ti sorprende.

Potresti dire: ‘Approfondiamo questo argomento insieme, perché questa domanda è davvero grande. Andiamo in biblioteca e diamo un’occhiata ad alcuni libri. Cerchiamo forse alcuni film o film o chiediamo consigli agli insegnanti o bibliotecari.’

Non tutto deve essere rivelato nel momento in cui avviene a domanda.

Forse non ti piace il modo in cui hai inizialmente risposto alla domanda di tuo figlio. Non ti preoccupare. Puoi anche tornare indietro e chiedere un rifacimento: “Sto pensando di più a quello che hai chiesto e vorrei che scoprissimo di più insieme la risposta”.

Questo approccio ti stravolge, quindi non ti senti come se stessi inventando qualcosa di cui potresti pentirti in seguito. Spesso una mamma penda di dover sempre avere la risposta in un determinato momento. Ma quando questo non accade, va bene lo stesso. Sei ancora una brava madre.

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24 domande scomode che i bambini fanno e a cui i genitori non sanno rispondere

Le domande più imbarazzanti dei bambini

Esiste Dio? Quando sono scomparsi i dinosauri? Come sono nato? Ecco qualche scomoda domandina che i bimbi più curiosi amano fare e che manderebbero in crisi anche i più calmi e saggi genitori

Diciamo la verità, quante volte siamo stati messi in crisi dalle domande scomode e complicate di un bambino di pochi anni? Di fronte a quella curiosità e ingenuità disarmante è davvero difficile destreggiarsi con abilità, e soprattutto con le giuste parole.

Da questioni scientifiche, a quesiti esistenziali a cui neanche Platone e Socrate hanno mai saputo rispondere, fino alle scottanti tematiche della procreazione. Insomma, ecco qui di seguito qualche scomoda domandina che i nostri figli sono soliti porci e alle quali non sappiamo come controbattere.

Abbiamo pensato di suggerirvi qualche risposta qui di seguito. Provate a dare un occhio.

1. Com'è fatta l'elettricità?

Ecco una delle tipiche domande di carattere scientifico che mettono in crisi persino i genitori più esperti in materia.

Insomma, siamo certi che il vostro primo pensiero all'udire queste scomode parole, sarebbe: “Mmm, se solo avessi prestato attenzione durante la prima elementare”, oppure: “Ma con tutti i giochi che puoi fare, proprio questo interesse di tipo scientifico ti doveva balenare in testa?”.

Ma arrendetevi, dovrete trovare una risposta soddisfacente per il vostro curioso interlocutore. Quindi, a meno che voi non siate dei professori di fisica, vi arrabatterete con qualche bizzarra teoria oppure – sia benedetto internet – cercherete velocemente in rete qualche spunto.

Vedi anche

Ecco una domanda da un milione di dollari che affascina molti bambini.

Bene, sappiamo che nessuno di fronte a questo quesito saprebbe rispondere con precisione, a meno che non sia un insegnante di storia delle elementari e abbia un sussidiario sotto gli occhi.

Quindi, niente paura: ricorrete a qualche cifra da capogiro che si aggiri all'incirca sui 200 milioni di anni fa e siamo certi che riuscirete a cavarvela. A meno che non vogliate fare un ripassino di qualche era geologica del passato…

3. Da dove vengono i pensieri?

Eccone un'altra. E non provate a rispondere con un semplice “dal cervello”, perché i nostri piccoli ometti inizieranno ad approfondire la questione con delle domande ancora più specifiche che sfociano nella sfera filosofico-esistenziale: “Come si creano?, “Perché pensiamo?”. Quindi cari genitori, anche in questo caso, dovrete ingegnarvi non poco.

4. Perché sono/non sono mancino?

Geni, bambino, geni. Non ti preoccupare, imparerai tutto a scuola.

5. Come fanno a stare in aria gli aerei?

Ok, anche questa è una di quelle domande più specifiche in grado di mandare in crisi persino Top Gun. Niente paura, parlate di spinta, motore, eliche, forza e resistenza. Insomma, a meno che voi non siate un ingegnere aerospaziale, siamo certi che avrete bisogno di documentarvi un pochino. Sì, perfino per parlare con vostro figlio.

Qui, cari genitori, non bisogna farsi trovare impreparati, perché questo è un argomento molto amato dai bambini. Ecco alcune dritte, nel caso non lo sappiate: l'arcobaleno è causato dal fenomeno di rifrazione della luce; cioè, ogni volta che piove, delle gocce d'acqua rifrangono e disperdono la luce nell'atmosfera. Ora sfoggiate le vostre conoscenze!

7. Perché il cielo non cade su di noi?

A questo punto, probabilmente vi starete maledicendo per aver comprato Chicken Little al vostro bambino dato che non la smette di chiedervi come fa a non cadere il cielo. Forse meglio fargli vedere Alla ricerca della Valle Incantata, ma aspettate! poi inizierà a chiedervi dei dinosauri. Dannazione, non se ne esce.

8. Come sono nato?

Ecco, ora ci addentriamo in un terreno ancor più pericolante. Forse è ancora un po' troppo presto per spiegare da un punto di vista scientifico l'atto della procreazione. Quindi, purtroppo, dovrete inventarvi una di quelle storielle che di solito si raccontano ai più piccoli sul tema, in attesa che la maestra di vostro figlio si occupi della questione.

9. Perché quegli uomini (o quelle donne) si tengono per mano?

In realtà questa è una domanda semplicissima che ammette una e una sola risposta: perché si amano. Non sprecate tempo a trovare giustificazioni o considerazioni astruse, si sta parlando di amore, e solo di quello.

E se l'oggetto in questione è una scatola di preservativi trovati in bagno, allora, la cosa si complica ulteriormente. Tranquilli, è ancora troppo presto per spiegare la questione per bene, quindi limitatevi a dire qualche parola evasiva e a rispondere che potrà capire meglio quando sarà più grande.

11. Perché tu e papà vi state lasciando?

Ahia, questa è una domanda decisamente spiacevole, che molto probabilmente vi spezzerà il cuore. Non preoccupatevi, non sentitevi in colpa, rispondete con sincerità, dimostrando il vostro affetto incondizionato per il vostro bambino.

13. Che cosa sta facendo il papà alla mamma?

Ammttiamolo, essere sorpresi in atteggiamenti intimi da vostro figlio è una cosa davvero imbarazzante. Quindi, cercate di evitarlo. Se proprio doveste imbattervi in questa piccola tragedia, cercate di mantenere la calma e di inventarvi delle risposte plausibili. Auguri!

14. Che cos'è il sesso?

Potrebbe sembrarvi una domanda spiacevole questa, complessa e imbarazzante.

In realtà, è un bene che siate voi i primi a trattare la questione con lui, prima che ci pensino i compagni di scuola e gli amichetti, rischiando che la situazione degeneri.

Parlate con sincerità, ma senza esagerare, stando un po' sul vago. Poi con il tempo le informazioni si amplieranno e vostro figlio sarà in grado di comprenderle maggiormente.

Ahia, beccati! Forse avete un po' sottovalutato l'astuzia del vostro bambino, che invece, pare avere il fiuto di un vero e proprio detective.

Provate, se riuscite, a recuperare, accampando qualche scusa credibile. In caso contrario, pazienza. Prima o poi avrebbe dovuto saperlo.

Certo, una rivelazione da parte vostra sarebbe stata più dignitosa, ma tutto sommato, ci sono cose ben più gravi.

16. Dove va la gente quando muore?

In realtà questa è una domanda universale, che potremmo porci, e che ci poniamo, anche noi adulti. Uno dei grandi temi dell'esistenza, che sfiora anche questioni metafisiche e religiose. Beh, insomma, un semplice “Paradiso” per ora potrebbe bastare.

17. Era colpa mia?

A meno che vostro figlio non si sia comportato male intenzionalmente, non attribuitegli mai colpe che non ha. Potrebbe risentirne a livello psicologico e covare sentimenti negativi inutili. Rassicuratelo soltanto e fategli sentire il vostro affetto.

18. Esistono gli alieni?

Qui c'è da divertirsi. Ci sono adulti fermamente convinti dell'esistenza degli UFO, volete che un bimbo di pochi anni non se lo domandi di continuo? Bene, è solo un sintomo di curiosità.

Lasciate che creda ciò che preferisce, dimostrandosi aperto alle diversità e alle questioni che non conosce. Con il tempo avrà il tempo di capire, studiare e indagare.

Nell'attesa, qualche film fantascientifico potrà alimentare la sua fantasia, il che rappresenta solo un bene per il vostro bambino e la sua crescita.

Beh, chi non si è mai immaginato da bambino mostri e figure spaventose al buio? Tranquilli, è tutto normale. Basta rassicurare vostro figlio e mostrargli che nell'armadio ci sono solo vestiti e un grande disordine, ma nessuna presenza indesiderata!

20. Dio esiste?

Non ci sono riusciti pensatori e i filosofi più illustri del passato, non penserete certo di farcela in una semplice chiacchierata con il vostro bimbo…

anche in questo caso, niente ansia da prestazione: stiamo parlando di una delle più spinose questione esistenziali.

Rispondete in base alle vostre credenze e con un minimo di responsabilità, l'importante è che lasciate aperte altre possibilità e non imponiate la vostra come unica verità possibile. È la base della tolleranza.

21. Perché esistiamo?

Vedi sopra. È un'altra delle annose questioni esistenziali di difficile risoluzione.

22. Perché Dio permette che gli uomini muoiano?

Uh, ci risiamo. In effetti è una domanda plausibile, che denota una certa sensibilità.

Quanti di noi, del resto, non se lo domandano? Beh, in questi casi ognuno può esprimere la propria più intima opinione, che nasce da esperienze vissute, credenze, convinzioni.

Ricordate comunque che state parlando a un bimbo di pochi anni, non esagerate! Qualche parola rassicurante è sempre la soluzione migliore.

23. Può restare a cena da noi? (parlando di un amico invisibile)

Un classico. E la risposta è no! Non siete sul set di Paranormal Activity, quindi, spiegate a vostro figlio che non c'è nessun amico e che avrete piacere di invitare un suo amico reale per cena.

Ovviamente dovete rispondere sì! Solo se il bimbo sta crescendo o ha già praticamente scoperto tutto, potrete svelare la triste verità. In caso contrario, lasciatelo sognare il più possibile.

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Источник: https://www.alfemminile.com/essere-genitori/domande-scomode-bambini-s1261604.html

Come rispondere alle domande difficili

Le domande più imbarazzanti dei bambini

“Come nascono i bambini?”, “Chi è Dio?”, “Perché il papà non vive più con noi?”: i bambini piccoli fanno continuamente domande e a molte di esse non è facile rispondere.

Ti chiedi cosa tuo figlio possa davvero capire e cerchi le parole giuste per fornirgli una risposta adeguata alla sua età, che lo soddisfi senza metterlo in allarme o creargli confusione.

Capita anche che la sua domanda ti spiazzi al punto da ripiegare sul classico “Chiedi a papà/alla mamma” o ” Sei troppo piccolo”. Ma ilbambino non demorde e quando meno te l'aspetti…torna alla carica! E allora sottrarsi diventa complicato.

Per non farci trovare impreparati davanti alle domande “difficili” dei nostri bambini, cerchiamo innanzitutto di liberarci in primis dei nostri pregiudizi che ci impediscono di trovare le parole giuste.

L'atteggiamento giusto: adattare la spiegazione al suo livello

Alle sue domande bisogna sempre rispondere, adattando il linguaggio al suo livello di comprensione e scegliendo una versione non allarmistica, ma aperta a una soluzione.

Con i più piccoli: “Piango perché ho litigato con mia sorella. Capita anche a te con il tuo amichetto…”; “Il nonno non sta bene, dovrà rimanere a letto, mentre a lui piace uscire…”.

Con i più grandicelli (7-10 anni), certamente, possiamo essere più espliciti. 

L'errore: inventare storie o ignorare

Quando il bambino fa una domanda scomoda è sempre controproducente negare o fingere.

Per esempio se chiede: “Perché sei triste mamma?”, rispondere che siamo solo un po' stanche, mentre abbiamo appena saputo che nostro papà non sta bene e siamo in apprensione per la sua salute, genera ansia rispetto a qualcosa di misterioso di cui pare solo lui (o lei) avverta la minaccia. Inoltre noi genitori, sottoposti allo sforzo di non far trapelare nulla, siamo più a rischio di sbottare o perdere il controllo.

Alcune domande “imbarazzanti”, alcune risposte possibili

– Come si fanno i bambini? 

Niente cavoli e cicogne 

Evitiamo la storiella del cavolo o della cicogna o altre bugie che raccontavano a noi da bambini. Con i piccolini non usiamo un linguaggio troppo scientifico: crea distanza dal corpo e dalle sensazioni, che sono invece il terreno su cui il bambino si muove con più disinvoltura. Dai 7 anni in poi, chiamiamo pure le cose con il loro nome: pene e vagina. 

Semplificare la spiegazione

Con i piccoli, un buon sistema è iniziare con: “Tu come credi che funzioni?”. Se ci chiede come è nato, si può dire: “Il papà ha messo un semino dentro la mamma e lei lo ha accolto nell'ovetto. Questo poi proprio come una pianta è cresciuto ed è diventato un bambino.

Come ha fatto a uscire? Grazie a un buchino che la mamma ha sotto la pancia e che si può allargare apposta”.

  Se i più grandi vogliono una spiegazione “scientifica”, va benissimo utilizzare uno di quei libretti di educazione sessuale per bambini, da arricchire e commentare insieme. 

– Chi è dio? 

Evitare il  buonismo 

Se senso religioso significa percepire il mistero della vita, il bambino lo possiede. Che tutto ciò che esiste abbia un'anima non lo sorprende affatto: le fiabe sono ricche di alberi e fiori parlanti. Affidarsi a una forza più potente appartiene alla sua visione magica.

Detto questo la cosa più sbagliata da fare è parlare del sacro in termini moralistici, ovvero in termini di buono-cattivo, giusto-sbagliato, così da creare nette linee di separazione in un mondo che ai suoi occhi appare invece unitario.

Frasi come: “Dio piange, se tu dici le bugie”, ” I buoni vanno in cielo, i cattivi all'inferno”, aprono la porta a sensi di colpa e paure controproducenti.

Rispettare il suo bisogno di magia

È un'esperienza illuminante ascoltare i bambini piccolini parlare delle cose che “non vedono”. Prima di rispondere alle loro domande ascoltiamo quello che ci dicono, così da poter accedere alle immagini che abitano la loro vita interiore.

Se vogliamo aggiungere qualcosa, troviamo un linguaggio che si sposi al loro, senza alimentare ma neanche deridere la loro visione. A partire dai sei-sette anni – se siamo credenti – parliamogli pure di Dio che ha creato il mondo perché si sentiva solo. Altrimenti è giusto esprimere al bambino la propria opinione.

L'importante è permettergli di crearsi una propria visione delle cose, senza condizionarlo.

– Perché esiste la guerra? 

Rispondere in modo evasivo

La televisione manda in onda di continuo immagini drammatiche che possono turbare la sensibilità dei bambini piccoli.

Dire che “non ci sarebbero guerre e bambini che muoiono di fame, se la gente fosse meno egoista”, è un messaggio controproducente perché fa capo a un'idea per il bambino paradossale, dove proprio il buono, che alla fine, come nelle favole, dovrebbe trionfare, nella realtà diventa invece la vittima dei cattivi, che risultano vincenti. Soprattutto se a scatenare la domanda è un'immagine o una scena in tivù dal forte impatto sovente più eloquente di qualsiasi ragionamento.

Trasmettere messaggi rassicuranti  

L'aggressività e il prevalere sull'altro per affermare la propria volontà sono forze che i bambini conoscono bene e di cui non si colpevolizzano: se mi rubi il gioco, ti picchio per riprendermelo, e intanto mi misuro con te e conosco i miei punti di forza e di debolezza.

Non a caso fare la lotta o giocare alla guerra è un classico. Dai  7 anni  occorre sottolineare che il diritto a difendersi non deve sconfinare nella violenza e questo può essere una buona metafora per spiegare i perché della guerra e le sue conseguenze: non rispettare il limite porta alla rovina.

Источник: https://www.riza.it/figli-felici/vita-in-famiglia/2944/come-rispondere-alle-domande-difficili.html

Gravidanza
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