Le domande dei bambini contro il bullismo e i pericoli in rete

Il cyberbullismo ai tempi del coronavirus

Le domande dei bambini contro il bullismo e i pericoli in rete

L’avanzamento della tecnologia comporta sia vantaggi che rischi per gli adulti e per i bambini.

Per quest’ultimi il computer e la rete possono rappresentare un modo per evadere dalla realtà qualora le condizioni dell’ambiente in cui vivono non soddisfano le loro esigenze e può costituire anche una modalità per seguire o imitare “il gruppo di amici” in condotte non consone dell’essere umano; la tecnologia, quindi, è usata molto spesso in maniera errata e senza una moderazione. Ma, i vantaggi che essa offre sono molteplici, come ad esempio, consente contatti fra persone distanti geograficamente l’una dall’altra, permette la condivisione istantanea di foto, musica, audio attraverso Whatsapp ed i diversi social network.

Sommario

1. I “nuovi” passatempi delle ultime generazioni

2. Che cos’è il cyberbullismo e quali sono le differenze rispetto al bullismo

3. La disciplina normativa del cyberbullismo nell’ordinamento italiano

4. L’emergenza sociale del cyberbullismo ed osservazioni conclusive

1. I “nuovi” passatempi delle ultime generazioni

Le ultime generazioni non conoscono un mondo prima dei social network e quindi, difficilmente, lo potrebbero immaginare senza.

Specialmente gli adolescenti, in generale, piuttosto che approfondire le conoscenze che immagazzinano durante l’orario scolastico preferiscono passare ore ed ore sui social network creando, il più delle volte la dipendenza” e di conseguenza non hanno stimoli per fare altro.

È importante partire dal presupposto che ognuno di noi ha una volontà: volontà di conoscere, volontà di studiare, volontà di non seguire ciò che fanno gli altri.

Ma, tale volontà, spesso, è influenzata dalla cerchia di amici; tra gli adolescenti sussiste il concetto che “per essere accettato bisogna avere determinati comportamenti anche negativi che provocano disagio “. Oggi, più che mai, a causa del coronavirus che è diffuso in tutto il mondo, la tecnologia è diventata un importante strumento per tutti gli studenti e per tutti coloro che hanno voglia di imparare nuove cose.

2. Che cos’è il cyberbullismo e quali sono le differenze con il bullismo?

Il cyberbullismo, anche ciberbullismo, è una forma di bullismo condotto attraverso strumenti telematici, vale a dire tramite internet.

Il termine cyberbulling è stato coniato dal docente canadese Bill Belsey.

I giuristi anglofoni distinguono di solito tra cyberbulling per sé (ciberbullismo), che avviene tra minorenni, e il cosiddetto cyberharassment (cibermolestia) che avviene tra adulti o tra un adulto ed un minorenne.

Per capire fino in fondo il cyberbullismo bisogna analizzare il fenomeno del bullismo; il bullismo avviene specialmente in ambito scolastico e consiste in azioni intimidatorie che talvolta sfociano in vere e proprie violenze fisiche e morali, che sono poste in essere da un singolo o da un gruppo di “bulli” ai danni di una o più vittime ed è sbagliato affermare che i bersagli sono, maggiormente, i soggetti più “deboli”. La differenza con il cyberbullismo è il contesto in cui avviene; mentre le condotte inquadrabili nel fenomeno del cyberbullismo avvengono tramite la rete, il bullismo si manifesta nella vera realtà.

Sia il bullismo che il cyberbullismo si concretano in una serie di azioni ripetute nel tempo che possono provocare sia danni fisici, specialmente col bullismo, che danni morali sia col bullismo che con il cyberbullismo.

Per quanto riguarda le differenze tra i due fenomeni, le principali sono:

  • i bulli in generale sono compagni di classe o frequentanti il medesimo istituto della vittima mentre i cyberbulli sono ragazzi o adulti che possono porre in essere le loro condotte lesive in ogni parte del mondo. Da ciò si può evincere che con il bullismo i bulli sono “di fronte alla vittima” mentre col cyberbullismo la vittima non sa chi può essere il cyberbullo che agisce in piena libertà;
  • il fenomeno del bullismo spesso si manifesta in ambito scolastico mentre le condotte riconducibili al cyberbullismo vengono poste in essere tramite la rete ed un esempio che si può fare è la minaccia di diffondere tramite la rete le foto intime della vittima.

Analizzate le differenze possiamo definire il cyberbullismo come un attacco online che può avvenire tramite telefonate,sms, mail, chat, social network, forum online e siti di giochi.

Ci sono diverse tipologie di cyberbullismo:

  • flaming: con tale termine si indicano i messaggi offensivi e/o volgari inviati spesso su forum e siti di discussione;
  • harassment (molestie): che consiste nell’ invio in maniera ossessiva e ripetuta di messaggi contenenti insulti;
  • put-downs (denigrazione): che si concreta nell’ invio di messaggi tramite sms, mail e post, a più destinatari con il fine di danneggiare la reputazione della vittima;
  • masquerade (sostituzione di persona): che vuol dire rubare l’identità della vittima con l’obiettivo di pubblicare a suo nome contenuti volgari;
  • exposure (rivelazioni): che significa rendere pubbliche le informazioni private della vittima;
  • trickery (inganno) : che si concreta nel conquistare la fiducia di una persona per carpire informazioni private e/o imbarazzanti con la finalità di renderle pubbliche;
  • exclusion (esclusione): che vuol dire escludere una persona da un gruppo online per ferirla;
  • cyberstalking: è caratterizzato da molestie, denigrazioni, persecuzioni e minacce ripetute per impaurire la vittima;
  • happy slapping: che si concreta nel molestare fisicamente con lo scopo di riprendere l’aggressione e pubblicare il video sul web.

3. La disciplina normativa del cyberbullismo nell’ordinamento italiano

Il cyberbullismo, dunque, non si tratta di una semplice forma di bullismo ma di un fenomeno meritevole di autonoma considerazione in quanto è contraddistinto da particolari caratteristiche che hanno, quindi, spinto il legislatore ad occuparsi specificatamente attraverso l’emanazione di un’apposita normativa.

Si tratta di un fenomeno nascosto all’ interno della nostra società che sfocia nel timore, paura delle vittime, che ha come effetto collaterale, il più delle volte, il suicidio; proprio per questo motivo il legislatore con la legge n. 71/2017, recante “disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, ha deciso di dare voce, speranza alle vittime di tale fenomeno.

Tale legge definisce il cyberbullismo come “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo».

Inoltre con tale legge non vengono istituite nuove fattispecie di reato in quanto le condotte che fanno parte del cyberbullismo possono sostanziarsi in diverse tipologie di illeciti che trovano già una previsione penalistica (ad esempio la diffamazione di cui all’art. 595 c.p.

, l’istigazione e aiuto al suicidio di cui all’ art. 580 c.p., gli atti persecutori ex art. 612 bis c.p., la minaccia ex art. 612 c.p., l’accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico di cui all’ art. 615 ter c.p. e la diffusione di immagini o video sessualmente espliciti ex art. 612 ter c.p.).

Questa legge si può riassumere in alcuni punti salienti:

  • il minore vittima di cyberbullismo (se ha più di 14 anni altrimenti i genitori per suo conto) può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete. Se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore chiedendo il suo intervento;
  • in ogni istituto, tra i professori, deve essere individuato almeno un referente per le iniziative in contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. Al Dirigente scolastico spetta il compito di informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo ed eventualmente convocare tutti gli interessati per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per l’autore, salvo che il fatto costituisca reato. Il MIUR (Ministero dell’istruzione, università e ricerca) ha il compito di predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto, puntando anche sulla formazione del personale scolastico e la promozione di un ruolo attivo degli studenti, mentre ai singoli Istituti è demandata l’educazione alla legalità e all’ uso consapevole di Internet. Per le iniziative in ambito scolastico collaboreranno anche la polizia postale e le associazioni territoriali;
  • in presenza di reati non procedibili d’ufficio, come ad esempio la diffamazione, minaccia e trattamento illecito di dati personali e se non c’è la querela, il cyberbulllo ultraquattordicenne potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori; il questore lo convocherà assieme ad un genitore;
  • presso la Presidenza del Consiglio è istituito un tavolo tecnico con il compito di redigere un piano di azione integrato per contrastare e prevenire il bullismo e realizzare una banca dati per il monitoraggio del fenomeno.

4. L’emergenza sociale del cyberbullismo ed osservazioni conclusive

Oggi, a causa del coronavirus, l’utilizzo di internet è ancora più frequente per tutti coloro che fanno la dad cioè la didattica a distanza e ciò ha comportato un’esplosione del fenomeno del cyberbullismo in tutte le classi virtuali d’Italia.

Secondo la Fondazione Carolina, una delle associazioni che monitora e combatte le molestie e attività illegali sul web, ci sono stati 121 casi nell’ultimo mese, sei volte la media, con vittime tra i ragazzi e 89 con vittime tra i docenti, 9 casi di “sexting” e 4 casi di “revenge porn” ossia la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.

Quindi, ogni scuola deve avere l’obiettivo di ragionare con gli studenti sul fenomeno del cyberbullismo al fine di garantire un ambiente più sereno di studio anche tramite la rete; per coloro che, invece, sono vittime sia di bullismo che di cyberbullismo occorre fornire un sostegno e tale sostegno deve provenire specialmente da parte degli insegnanti che, non tutti ma la gran parte, spesso e volentieri minimizzano il problema.

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Источник: https://www.altalex.com/documents/news/2020/12/30/cyberbullismo-ai-tempi-del-coronavirus

Smartphone per ragazzi: pro, contro e regole per la sicurezza della famiglia

Le domande dei bambini contro il bullismo e i pericoli in rete

In un momento in cui i ragazzi, già dalle scuole medie, posseggono uno smartphone, l’educazione all’uso di internet e dei social è diventata una preoccupazione di molti genitori, nel nome della sicurezza e di una crescita serena e consapevole.

Inmoltissime case italiane c’è un continuo tira e molla: “Lascia quel telefono!”,“Anche a tavola con il cellulare?”, “Ti tolgo la connessione”, “Basta, staiesagerando!”.

Daun lato la giusta apprensione dei genitori, dall’altro il pensiero che vietare l’uso di cellulare o computer possa essere unasoluzione troppo drastica. Madri e padri sempre in bilico e figli iperconnessi:non è solo una questione di scontrogenerazionale.

L’educazionedi bambini e ragazzi deve ormai passare ancheda smartphone e PC e dalla necessità di stabilire un equilibrioche ne regoli l’uso in casa e fuori:ma il rischio di perdere la rotta è sempre in agguato.

Da abitudine a dipendenza, ilpasso è breve

L’età dei bambini che si avvicinano al web e ai social siabbassa vertiginosamente e i genitori, in molti casi,fanno fatica a gestire la situazione.

C’è iltimore che un divieto possa far sentire i propri figli esclusi dal gruppo deiloro pari.

Altre volte, l’idea che avere il telefono a portata dimano possa renderli più raggiungibili e controllabili, spinge i genitori acedere alle richieste del bambino avere un proprio cellulare.

L’utilizzo smodato dellosmartphone può portare con sé delle insidie, come il fenomeno della “alert addiction” che descrive lacondizione di ragazzi perennemente chinisui loro cellulari.

Le conseguenze di un utilizzo non controllato possonoessere profonde, sia sul piano fisico sia relazionale: stanchezza,calo del rendimento a scuola o cambiamentorepentino delle abitudini quotidiane1.

Un fenomeno complessoche cercheremo di approfondire in questo articolo.

Qual è l’etàgiusta per avere uno smartphone?

Esiste un’età minima per usare lo smartphone? È una delle classiche domande che dividono leplatee. C’è chi pensa sia giusto concedere il telefono ai ragazzi “perché faparte della nostra contemporaneità” e chi invece ne blinda l’utilizzo fino all’adolescenzainoltrata.

In Italia secondo la ricerca Eukids 2017, più della metà dei bambini già a 9 anni ha uno smartphone. A 15 anni la percentuale sale al 97%2.Praticamente tutti gli adolescenti ne possiedono uno.

Non ha senso demonizzare internet e i social network che,in molti casi, rappresentano un aiuto per favorirele relazioni sociali con i coetanei, ma l’iperattività online, concentrata soprattuttonell’uso degli smartphone, può diventare dannosaper la salute psicofisica. E non solo.

I dati Istat, riferiti al 20183, ci dicono che: l’85% degliadolescenti tra 11 e 17 anni usa quotidianamente il telefonino, il 72%naviga su internet tutti i giorni, soprattutto dagli smartphone, mentre solo il27% si connette da PC. Il 63% dei ragazzi intervistati, tra i 14 e 19 anni, usalo smartphone a scuola durante le lezioni, mentre il 50% trascorrere ogni giorno dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche con iltelefono in mano.

Il cellulare èormai diventato una sorta di appendice dei ragazzi (e anche di molti adulti),tanto che circa il 60% lo controlla appena dopo il risveglio e appena primadi addormentarsi.

Ma allora come sidevono comportare i genitori? A che età concedere uno smartphone personale aipropri figli?

Psicologi epsicoterapeuti, sostengono che la domanda che devi porti è un’altra. Mio figlio è pronto per utilizzare losmartphone e per gestirne la complessità?Mio figlio sa riconoscere pericoli e insidie che, per esempio, sicelano dietro una banale chat di amici?

Contro: smartphone e internetpossono ridurre la creatività

Inutile negare che losmartphone e, di conseguenza, l’uso di internet, possono essere una fonte didistrazione: stimolano a fare più cose contemporaneamente in unpercorso evolutivo in cui i ragazzidovrebbero imparare a gestire concentrazione e attenzione.

Troppe ore chini sullo schermo, oltretutto, possono irritare gli occhi,provocare dolori al collo e alle spalle, far perdere ore di sonno (laletteratura sull’esposizione alla luce blu è ampia) oltre a determinare unacostante disattenzione dalle cose che stanno accadendo nel mentre, come sefossero in una dimensione parallela.

Alnetto della libertà individuale e della responsabilità genitoriale, è oggettivoche l’uso massivo dello smartphone daparte di under 18 porta con sé la necessità di ripensare alcuni atteggiamenti eforme di educazione e di alfabetizzazione all’utilizzo di questi strumenti,necessario per preservare da un lato la salute (cisono sempre più pedoni distratti per esempio quando attraversano la strada) e la sicurezza dei tuoi figli, non solo difendendoli da contenutisensibili ma anche da episodi di cyberbullismo, dall’altro per stimolarne unuso costruttivo e utile.

Attenzione al cyberbullismo

Ragazzi presi in giro per l’aspetto fisico in rete,vere e proprie persecuzioni con commenti sgraditi nei profili privati, videoripresi di nascosto e poi pubblicati per deridere la vittima: di questi episodiormai si sente parlare quotidianamente e tutti rappresentano le diversedeclinazioni del fenomeno del cyberbullismo.

Ilbullismo perpetrato in rete rappresenta una vera e propria emergenzasociale, coinvolge semprepiù spesso adolescenti e pre-adolescenti e i dati raccolti negliultimi anni ne confermano la gravità. Abbiamo chiarito tutti gli aspetti di questofenomeno in questo articolo.

Figli e smartphone: come èconsigliato comportarsi?

Vietare non è unastrategia vincente, concedere troppo facilmente neppure. Qui di seguitoriportiamo i consigli che la Fondazione Veronesi4 specifica per igenitori, in diversi articoli.

Ciò che èimportante è innanzitutto che i genitorinon si sentano in colpa nel momento in cui controllano l’attività dei figliné cedano a presunte pretese di privacy che i ragazzi hanno imparato asbandierare. Esistono canali social nei quali gli adolescenti spiegano ai loropari come aggirare le regole familiari sull’uso di internet, imparando trucchiper nascondere le visite a siti “proibiti”.

Regole generali

  • Vietare l’uso del cellulare ai bambini, sia come strumento di gioco che di distrazione.
  • Per i ragazzi che frequentano le scuole secondarie l’uso del telefono può essere concesso ma solo concordando regole chiare in merito a tempo d’uso e modo.
  • Installare browser con liste di siti visitabili che si trovano nella sezione “parental control”.
  • Consultare periodicamente la cronologia del browser perché permette di verificare quali siti sono stati visitati. Questo controllo è, tuttavia, facilmente aggirabile perché i ragazzi impiegano poco a capire come cancellare la cronologia. La polizia postale suggerisce di essere chiari con i figli facendo un patto: la cronologia del telefonino deve restare visibile. Allo stesso modo, ci sono alcuni servizi di parental control che permettono di bypassare il problema.
  • Il profilo del cellulare del ragazzo può essere controllato anche da PC dal genitore, ed è possibile vedere la cronologia di navigazione e molte altre informazioni utili per la tutela di tuo figlio: impara a farlo.

Niente cellulari in prestito

Quando unadolescente riceve un divieto dai genitori, cerca l’aiuto degli amici.

Capitaspesso che pur di utilizzare un mezzo tanto attraente e che pareirrinunciabile, i giovani si faccianoprestare lo smartphone da un amico.

Un comportamento che, oltre a eluderequalunque controllo genitoriale, potrebbe anche portare a qualche problema trale famiglie: cosa succederebbe se ilcellulare in prestito si rompesse?

Oltre il danno,la beffa: il genitore sarebbe costretto a ripagare lo smartphone dell’amico (espesso si tratta di modelli molto costosi); un’evenienza da non sottovalutare,per la quale puoi tutelarti con un’assicurazione specifica come una polizza RC Capofamiglia.

Gestione dei social Network

  • : esiste il rischio che i ragazzi consultino video violenti o con contenuti non adatti alla loro età. Il video è tuttavia uno dei mezzi più utilizzati dagli adolescenti ed è per questo che è uno dei loro social preferiti. È fondamentale controllare cosa guardano i tuoi figli ma non di nascosto. Meglio verificare i contenuti insieme a loro, senza criticarli, cercando invece di spiegare i motivi di eventuali censure o i pericoli che si possono correre;
  • Snapchat, Whatsapp e Messenger: sono chat vietate ai minori di 13/16 anni ma l’uso imperversa ugualmente fra i teenagers. Può essere controproducente impedire loro di usarli e il consiglio della Polizia Postale è di imporre la regola che i codici di accesso e le password siano condivisi con i genitori. Il metodo può funzionare con i più piccoli ma i ragazzi tenderanno a creare altri profili all’insaputa della famiglia.
  • permette di limitare l’accesso agli estranei e condividere il proprio profilo solo con gli amici ed è bene che questa opzione sia selezionata. Anche in questo caso è indispensabile parlare apertamente con i ragazzi dei rischi, ricordando loro che la rete non è solo un mondo virtuale: tutto ciò che viene messo online resta nel tempo e può avere influenza sulla vita reale di oggi e di domani.
  • Abbiamo detto che, una volta connessi, i ragazzi non riescono a gestire le ore passate online, questo li rende più distratti e isolati, riducendo anche il tempo che dovrebbero dedicare ai compiti. Definite, e concordate con loro, un limite di ore e delle fasce orarie in cui possono connettersi: poi il telefono si spegne.
  • Consultare il sito della Polizia Postale5 per maggiori informazioni sui temi più rischiosi connessi con internet, dai social network al cyberbullismo alla pedofilia online.

Come usare bene uno strumento tantopotente?

Davanti ad un fenomeno con unatale complessità, gli errori sono semprepossibili e non esistono soluzioni uniche o immediate.

La principaleregola da seguire è quella di parlarecon tuo figlio, anche riferendo casi di cronaca, senza tenerlo all’oscurodai rischi.

Solo così lo aiuterai acostruire e difendere la suaprivacy, facendogli acquisiteanche un maggiore senso critico sull’uso di internet e sulla fruizione econdivisionedei contenuti che trova in rete.

Per contrastare il cyberbullismo sono efficaci le azioni di prevenzione e di informazione, ma educare i giovani ad un uso opportuno e corretto delle nuove tecnologie informatiche non sempre basta.

SalvaGuai, la RC Capofamiglia di Aviva, ti permette diproteggere tuo figlio anche da quello che potrebbe succedere davanti allo schermo.

Nella polizza è possibile includere anche la garanzia tutela legale e avere così un consulente legale a tua disposizione ogni volta che hai bisogno di far valere i tuoi diritti o chiedere semplicemente un chiarimento, anche per difendere te e i tuoi affetti in questo tipo di situazioni.

Avere la possibilità di una copertura per i “guai” eventualmente causati da tuo figlio è molto importante: secondo la legge, la responsabilità civile per atti illeciti eventualmente compiuti dal figlio minorenneè dei genitori. Si chiama Culpa in vigilando ed in educando: “Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela che abitano con essi”6.

Источник: https://blog.aviva.it/minorenni-e-uso-dello-smartphone/

Video bambini contro il cyberbullismo

Le domande dei bambini contro il bullismo e i pericoli in rete

Telefono Azzurro con l'aiuto di Giffoni Film Festival ha lanciato un video sui pericoli in rete e rinnova il suo impegno per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo

L'8 giugno 1987 Ernesto Caffo fondò Telefono Azzurro, uno dei principali attori mondiali in tema di difesa dei diritti dei minori. L'associazione spegne quest'anno 30 candeline, 30 anni di ascolto, impegno e azione a favore di chi è spesso vittima di violenze e non ha strumenti  e voce per difendersi.

In occasione di questo anniversario importante Telefono Azzurro con l'aiuto di Giffoni Film Festival ha lanciato un video sulla sicurezza in rete e sull'uso improprio del web.

Un tema attuale che viene trattato con ironia e irriverenza nella clip che vi mostriamo e che vede protagonisti la webstar Edoardo Mecca e alcuni bambini e adolescenti del Giffoni.

Nel video i bambini pongono una serie di domande tra cui “perché c’è così tanto odio sui social”? “perché ogni volta che mangio volete che faccio una foto”? E ancora bambini che chiedono: “perché pubblicate tante mie foto senza chiederlo?”, perché al bar o al ristorante chattate invece di parlare tra di voi”?

La 47esima edizione della kermesse è stata una nuova occasione per discutere delle azioni intraprese e da intraprendere volte a contrastare il delicato e sempre più diffuso fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

Attraverso una serie di attività e incontri i ragazzi sono intervenuti all'evento esprimendo il loro punto di vista al riguardo.

Si tratta di un fenomeno che negli anni si è allargato a macchia d'olio trasformandosi in una vera e propria emergenza sociale.

I consigli per far navigare i bambini in Rete in sicurezza

Secondo i dati raccolti e l'esperienza sul campo, Telefono Azzurro ha gestito nel 2016 una media di 1 caso al giorno tramite il team di operatori e psicologi operativi 24 ore su 24 alla linea d’ascolto gratuita 1.96.96 e la chat azzurro.it.

Gli obiettivi di Telefono Azzurro sul tema del bullismo e cyberbullismo

L’obiettivo è promuovere un processo di cambiamento che parta non solo dalla vittima o dal bullo, ma soprattutto da tutti coloro i quali assistono quotidianamente a episodi di bullismo e cyberbullismo on line e nel contesto scolastico.

Chat dei genitori: lo psicologo le boccia

Una presenza, quella di Telefono Azzurro al Giffoni Film Festival, che segue la linea di coerenza tracciata lo scorso febbraio, in occasione del Safer Internet Day.

Un momento di riflessione e di grande partecipazione da parte delle scuole in cui è stato rinnovato il protocollo d’intesa tra Telefono Azzurro e Miur.

Obiettivo del patto, la prevenzione e il contrasto al fenomeno del bullismo.

Telefono Azzurro, d’intesa con la Direzione Generale per lo Studente del MIUR, attiverà anche quest’anno e per i prossimi tre anni interventi di sensibilizzazione per far acquisire agli alunni la consapevolezza delle problematiche connesse al disagio e favorire lo sviluppo di comportamenti prosociali.

Tali presupposti hanno portato Telefono Azzurro a redigere e mettere a disposizione gratuitamente sul sito azzurro.it il booklet “A prova di bullo” – La Guida per i genitori per informarsi bene e agire al meglio.

Nata grazie al lavoro di ENABLE – un network internazionale che coinvolge diversi paesi, tra cui Belgio, Croazia, Danimarca, Grecia e Regno Unito – questa guida si pone come obiettivi: il comprendere al meglio cos’è il bullismo e riconoscerne i segnali; permettere a genitori e figli di affrontare insieme le tematiche legate al bullismo e al cyberbullismo; sviluppare un approccio efficace per aiutare chi è vittima di bullismo; garantire a bambini e ragazzi un web sicuro e la possibilità di sviluppare le necessarie competenze sociali ed emotive; lavorare con le scuole per creare un ambiente sicuro per i ragazzi.

Il contrasto al bullismo e al cyberbullismo è per noi una missione e Il Giffoni Film Festival rappresenta un’occasione speciale, un laboratorio di idee, innovazione e coesione che è di grande stimolo per noi – ha commentato il professor Ernesto Caffo, Fondatore Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile. Presentiamo una campagna che è utile a riflettere sul confine tra la vita reale e quella virtuale. Spesso i più piccoli diventano protagonisti inconsapevoli di materiale che finisce sul web, una pratica a cui è necessario porre immediatamente freno.

Informazioni

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/video-domande-bambini-contro-bullismo-e-cyberbullismo-telefono-azzurro.html

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