Le bugie dei bambini: perché non vanno punite e come affrontarle

Come affrontare e gestire le bugie dei bambini?

Le bugie dei bambini: perché non vanno punite e come affrontarle

Le bugie rappresentano una fase evolutiva normale e fisiologica: attraverso di esse i bambini costruiscono un proprio spazio segreto, che si arricchisce anche di sentimenti o emozioni che hanno paura di mostrare, di cui sono gelosi o di cui si vergognano.

Generalmente si pensa che i bambini dicano bugie per ottenere piccoli e immediati vantaggi (ad esempio, affermano di aver finito i compiti per poter andare a giocare). In altre situazioni, l’obiettivo principale è quello di non perdere l’affetto delle persone per loro importanti (ad esempio, non raccontano un brutto voto o un rimprovero a scuola perché hanno paura di deludere i genitori).

È essenziale comprendere significati e motivazioni delle singole bugie nel contesto in cui vengono utilizzate, per facilitare nei figli l’uso di strategie più adeguate, salvaguardare il senso di sé e le relazioni con gli altri.

Il modo con cui genitori e adulti li aiutano sin da piccoli a gestire questi aspetti sarà fondamentale, soprattutto durante l’adolescenza, fase in cui la bugia rappresenta anche una modalità per affermare la propria identità e autonomia.

Adolescenti che mentono ai genitori: come comportarsi di fronte alle bugie?

 Perché i bambini dicono le bugie?

Se in età prescolare i bambini raccontano piccole storie, non per mentire all’adulto, ma perché animati dalla loro fantasia e creatività, con l’ingresso alla scuola primaria, intorno ai sei anni, compare l’intenzionalità nel raccontare delle bugie.

Anche in questa nuova fase, caratterizzata dalla ricerca di approvazione da parte degli adulti e dal desiderio di autonomia, è fondamentale comprendere l’atteggiamento del bambino e quali messaggi sta veicolando. I bambini spesso dicono delle bugie perché:

– non vogliono deludere i genitori o le persone a cui vogliono bene, e cercano di trasmettere un’immagine di sé che corrisponda il più possibile a quella desiderata da mamma, papà o altri adulti;

– vogliono sottrarsi al controllo degli adulti e alle loro ansie. Se, ad esempio, un bambino si trova ad una festa o al parco con altri compagni e partecipa ad un gioco che i genitori non gli permettono di fare, tenderà a non raccontarlo, per paura di essere sgridato o punito.

Quando un genitore si accorge che il proprio figlio non dice la verità, deve anzitutto ascoltarlo e cercare di cogliere ragioni, desideri nascosti e aspirazioni.

Le bugie devono, invece, preoccupare i genitori se diventano frequenti e inducono il bambino a costruirsi un mondo tutto suo fatto di illusioni, sogni o desideri poco legati alla realtà che sta vivendo, una realtà che magari non lo fa star bene o lo fa soffrire.

Cosa fare quando i bambini dicono le bugie?

1- Contestualizzate la bugia. Mantenete la calma, armatevi di un po’ di pazienza e contestualizzate la bugia in base all’età del bambino e alla situazione in cui è stata detta.

Anche se possiamo sentirci, talvolta, preoccupati o delusi se non ha detto la verità e non riusciamo subito a comprenderlo, bisogna evitare di assumere un atteggiamento aggressivo e colpevolizzante, che rischia di farlo sentire accusato, etichettato come bugiardo o come un “cattivo bambino”.

2- Fate attenzione alle aspettative che pesano sui bambini! Se si tende a riporre troppe aspettative sui figli, si rischia di determinare un senso di inadeguatezza o frustrazione nel bambino, che cercherà a tutti i costi di rispondere alle attese dei genitori. Quando le bugie nascondono difficoltà o paure, mostratevi accoglienti, non giudicanti e fategli comprendere che può fidarsi di voi e che può dirvi la verità.

3- Siate da esempio.

 Può capitare anche agli adulti di utilizzare delle bugie, magari piccole e apparentemente innocue, per convincere il bambino a fare o non fare qualcosa oppure per nascondergli un evento che si pensa possa preoccuparlo o deluderlo. Questa modalità, anche se messa in atto con le migliori intenzioni, diventa un esempio negativo e il bambino potrà tendere in futuro a riprodurre lo stesso tipo di atteggiamento.

4- Piano con le punizioni! Quando la bugia viene scoperta, il bambino si sente vulnerabile: umiliarlo, offenderlo, urlare contro di lui o arrabbiarsi, può portarlo a chiudersi sempre più in se stesso. Ciò significa che bisogna piuttosto facilitare un dialogo e un confronto autentico con i figli sin da piccoli, dando i limiti necessari, ma trasmettendo l’importanza della fiducia e della sincerità.

Redazione AdoleScienza.it

Источник: https://www.adolescienza.it/sos/sos-genitori-bambini/come-affrontare-e-gestire-le-bugie-dei-bambini/

Quando i bambini dicono le bugie

Le bugie dei bambini: perché non vanno punite e come affrontarle

Quella delle bugie, nella relazione fra bambini e adulti, è una questione importante. Bisogna dire subito che riguarda, in primo luogo, i grandi. Di solito, infatti, sono loro quelli che per primi dicono sistematicamente bugie ai bambini, e non viceversa.

Magari pensando di far bene, talvolta per proteggerli da qualcosa di troppo penoso, talvolta per leggerezza, o per cavarsela a buon mercato, o perché temono di non saper tradurre in termini comprensibili un pensiero o un’esperienza difficili.

Quasi sempre perché non si accorgono di quanta sia la fame di verità che i bambini hanno.

Le nostre bugie

Ai bambini bisogna dire la verità sempre, soprattutto su quello che li riguarda. Questo non vuol dire che i genitori debbano “confessarsi” con i figli, o confidar loro le proprie difficoltà di coppia, o dire a quanto ammontano i debiti con la banca. C’è una differenza sostanziale fra riservatezza e falsità.

Non è opportuno l’uso dei bambini, contrabbandato come “sincerità”, per ottenere un appoggio emotivo per i propri problemi di adulti. Inevitabilmente i bambini si sentirebbero caricati di un compito per loro sproporzionato: sostenere emotivamente i genitori, anziché usufruire del loro sostegno affettivo, com’è nella natura delle cose.

Scarica lo speciale

Attività Montessori

Grazie!

Controlla la tua casella di posta elettronica, tra qualche minuto riceverai il PDF. Se non trovi il messaggio nella posta in arrivo, controlla nella cartella di posta indesiderata.

Buona lettura

Il team di Uppa

SPECIALE

Attività Montessori

Una raccolta di attività ispirate al metodo Montessori da preparare in casa con oggetti di uso quotidiano

Scarica il PDF

Speciale

Attività Montessori

Una raccolta di attività ispirate al metodo Montessori da preparare in casa con oggetti di uso quotidiano

Scarica il PDF

È buona cosa, infatti, che sia netta la separazione fra cose che riguardano i genitori, su cui è sacrosanta una buona dose di riservatezza, e cose che riguardano i figli, su cui assoluta ha da essere la sincerità, così come sulle cose che riguardano tutti gli esseri umani e i vari aspetti della realtà.

Le bugie che gli adulti gli dicono, prima o poi, vengono dal bambino riconosciute come tali, e questo accade molto più spesso e più estesamente di quanto i grandi non credano, anche perché il bambino, non fidandosi più, potrà cercare di nascondere di aver capito di essere stato ingannato. La conseguenza principale delle bugie dei grandi è dunque la perdita di fiducia verso di loro, che a volte può comportare anche più pesanti sentimenti di sospettosità o di incertezza verso la realtà. Non è poi molto educativo insegnare, col proprio esempio, a dir bugie…

Le bugie dei bambini

Tutti i bambini dicono bugie. O almeno qualche volta ci provano. Ma perché? A quali esigenze risponde il loro dire bugie?Generalmente si pensa che il bambino dica bugie per ottenere dei vantaggi, che altrimenti teme gli siano preclusi. Effettivamente questo può succedere.

Per esempio: “Non fai merenda se prima non ti lavi le mani” – “Ma io le ho già lavate!”.

Ma il bambino dice bugie soprattutto per “salvare la faccia”, cioè per assicurarsi (o per non perdere) la stima delle persone per lui importanti, così da garantirsi la loro considerazione, il loro affetto e il loro amore, anche quando sa di non corrispondere alle loro aspettative.

Le bugie, dunque, quasi sempre nascono dall’impatto con aspettative verso di lui che egli sente (in quel momento almeno) troppo elevate, o da elargizioni di vantaggi che egli sente troppo ristrette o troppo severamente condizionate a comportamenti che gli vengono richiesti e che gli appaiono troppo onerosi.

Le bugie, quelle dei bambini soprattutto, si inseriscono all’interno di una relazione che, in quel momento, per qualche motivo, appare come troppo angusta rispetto alle proprie aspettative in confronto con le aspettative degli altri.

Bisogna tenerne conto, non per non pretendere nulla dai nostri bambini (anzi!), ma per comprendere cosa sta succedendo e per poter indicare altri modi di far fronte al divario fra aspettative proprie e altrui.

Non tutte le bugie sono protettive di sé (salvare la faccia, ottenere vantaggi, evitare punizioni): possono essere anche protettive di altri (amici, compagni, adulti), per evitar loro danni reali o immaginari.

In questo tipo di bugie rientrano quelle che il bambino dice ai grandi, perché li percepisce come troppo fragili: temendo di dar loro un dolore insopportabile, li protegge, nascondendo la cosa che li addolorerebbe.

Anche in questi casi è opportuno capire quel che sta succedendo, e facilitare che il bambino trovi altri modi di gestire il rapporto.

Un tipo particolare, infine, è quello delle bugie compiacenti. Il bambino “bene educato”, per esempio, dice che la minestra della zia è buona, anche se lo disgusta, per cercare di farla contenta. Il rischio è quello di confondere rapporto buono con rapporto falso, amore con compiacenza. Se questo diventa il prevalente dei modi, si può aprire un destino di infelicità.

Il bambino ha bisogno di dire bugie

Ma vi è un altro motivo, ancora più importante (e dai grandi quasi sempre misconosciuto) per cui il bambino, in certi momenti, ha bisogno di dire le bugie.

È il bisogno di sperimentare che la sua mente non è trasparente; che i grandi non vi leggono dentro a sua insaputa; che essi non sono come Dio che tutto vede e tutto sa, ma sono fallibili; che ci si conosce solo attraverso la comunicazione.

Anche per questa via il bambino completa la percezione di sé stesso come di un’entità individuale, separata, distinta dai genitori e da ogni altro essere umano.

Un’entità che ha aree differenziate all’interno di sé: alcune più intime e personalissime, che può tenere riservate solo per sé stesso; altre un po’ più periferiche, ma sempre molto intime, che può condividere con le persone più amiche; altre più esterne, cui può far accedere molte più persone; e altre molto più periferiche, sociali, che può condividere pressoché con tutti. E questa è la base per scoprire tante cose, fra cui, per esempio, il valore di sé, la capacità di trattare differentemente le persone e i rapporti, l’importanza della cooperazione.

Tutte le bugie nascono, in definitiva, da sfiducia in sé stessi (sentiti come incapaci di affrontare la verità e le conseguenze personali, relazionali e sociali di essa), sfiducia nell’interlocutore (sentito come uno o che pretende troppo, o che non sopporta il vero per fragilità o per preconcetto), e sfiducia nella relazione (sentita come troppo fragile, come non potesse contenere le cose come stanno). È quindi giusto pretendere che i nostri figli siano sinceri e leali (a meno che non li si voglia far diventare presidenti del consiglio dei ministri…), ed è giusto passar loro l’amore per la verità come uno dei massimi valori, ed è giusto, quindi, sanzionare le bugie come qualcosa di negativo; ma è anche essenziale, di volta in volta, comprendere i significati delle singole bugie nel contesto in cui fioriscono, per riuscire a facilitare altre vie, più adeguate, per salvaguardare il senso di sé e i rapporti con gli altri.

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/educazione/pedagogia/quando-i-bambini-dicono-le-bugie/

Le bugie dei bambini

Le bugie dei bambini: perché non vanno punite e come affrontarle

Le bugie dei bambini non hanno tutte lo stesso peso e non sempre si tratta di vere bugie. La pedagogista ci spiega perché accade e come reagire

“Vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l’appunto è di quelle che hanno il naso lungo.” C.Collodi, Pinocchio

Secondo la definizione del dizionario Garzanti la bugia è “una cosa non vera, che viene detta ben sapendo di non dire la verità”.

Dire una bugia avviene spesso in modo naturale e si configura come un modo per “influenzare” il pensiero e lo stato emotivo di chi colui a cui viene detta.

Le bugie dei bambini sono pronunciate molto spesso con facilità, senza rifletterci su, in diverse circostanze della loro vita relazionale. 

Le diverse tipologie di bugie

Esistono diverse tipologie di bugia:

è la più grave forma di bugia, utilizzata dal bambino per salvarsi o per demolire l’immagine dell’altro. Un comportamento deplorevole è quello di calunniare un amichetto oppure un famigliare.

In genere il piccolo calunniatore si sente vittima di ingiustizie da parte dei propri famigliari o dagli educatori scolastici.

Si tratta di bambini che sia covano un certo risentimento verso chi non l’ ha creduto mentre diceva la verità sia, addirittura, possono essere stati puniti aspramente pur non avendo commesso alcunché.

è sintomo di un’insicurezza tipica dell’infanzia, degli anni in cui il bimbo ha ancora poca fiducia nelle sue capacità e non ha fatto proprio il concetto di responsabilità.

è un espediente attraverso il quale il bambino, inventando, manifesta la volontà di compensare l’inadeguatezza provata (ad es. il non sentirsi all’altezza di certe situazioni, di vivere in certi ambienti) e lo fa inventando fatti, cose, situazioni con la sua fervida immaginazione.

Perché i figli dicono bugie

Più che parlare di vere e proprie bugie è più calzante usare l'espressione “storie non vere”, fatti molto spesso inventati e coloriti dalla fantasia tipicamente infantile.

In età prescolare, quindi, i bambini difficilmente raccontano intenzionalmente le bugie con la malizia tipica, invece, dell'età più adulta.

Durante l'infanzia il bambino avverte preponderante il desiderio di autonomia e di autodeterminazione, desidera contrapporsi ai genitori e non percepisce ancora la linea di demarcazione tra fantasia e realtà e non conosce il concetto di onestà.

Il bambino vive in una dimensione magica in cui parla della realtà circostante non in base a come questa si presenta, ma secondo come vorrebbe che fosse! Sfruttando ogni sfumatura della propria colorata creatività e fantasia, inventa e propone storie che finiscono col riflettere le capacità cognitive proprie di quella fase di crescita.

Tra l'altro, la capacità di inventare e costruire storie è sinonimo di intelligenza, di un magma informe di pensieri che cerca di strutturarsi.

Cosa fare se un bambino dice le bugie Nonostante la bugia in età infantile sia sinonimo di espressione intellettiva del bambino in quella determinata fase di vita, certamente non incontra l'approvazione dei genitori che, come il buon senso suggerisce, mal sopportano che il piccolino di casa possa comportarsi a volte da bugiardo.

Nonostante le interpretazioni psico-pedagogiche della genesi delle bugie infantili, risulta sgradevole per una mamma o un papà ascoltare il proprio figlio che millanta situazioni inverosimili ricche, magari, di connotazioni negative e sproporzionate rispetto alla realtà.

Cosa fare?

È, dunque, consigliabile correggere subito il piccolo, anche perché, a partire dai 5 anni circa, inizierà a “produrre” bugie più consapevolmente, iniziando quindi ad avvicinarsi alle più perniciose bugie appartenenti, purtroppo, all’età adulta.

Una regola fondante nella relazione educativa genitore-figlio in merito alla questione bugie è quella di mantenere la calma, contestualizzare il “fattaccio” in base all’età del proprio figlio, alla situazione in cui la bugia è stata detta e al destinatario della bugia stessa.

Assumere un atteggiamento aggressivo e colpevolizzante può indurre il bambino a chiudersi in se stesso.

No, quindi, ad un modus accusatorio incandescente, anche se il dispiacere provato dall’adulto in quella circostanza può davvero essere notevole! Può capitare che il genitore si senta “tradito” da quel bambino ancora così piccolo per “dire certe cose”, finendolo per etichettare come furbastro o monellaccio, perché “i bambini bravi e buoni non dicono le bugie!”.

Occorre scardinare questi luoghi comuni, veicolando ai genitori il convincimento della “fisiologicità” della bugia, onde scongiurare danni alla psiche del bambino, causati dalla stigmatizzazione a mezzo di sgradevoli epiteti.

E’ pur vero, però, che da una certa età in poi il piccolo va educato alla verità e responsabilizzato dinanzi alle sue azioni, positive e non.

Sicuramente quello del dire le bugie diventa un evento “grave” in rapporto alla frequenza con cui vi si fa ricorso.

Come insegnare ai bambini a dire la verità

Le bugie non possono essere “prevenute”, ma certamente si può insegnare ad un bambino a dire la verità. Il buon esempio è il motore dell’azione educativa in questo frangente come, in realtà, in tutte le fasi dello sviluppo di un figlio.

  • Mai ricorrere a bugie apparentemente innocue per ottenere un risultato come, ad esempio “Non posso accompagnarti al parco perché c’è troppo vento” (e magari, fuori c’è una giornata splendida, ma la mamma o il papà per motivi personali non può accompagnare il bimbo a giocare)
  • Evitare bugie palesi così da non correre il rischio di essere smentiti (specialmente se si tratta di un bimbo più grandicello). In tal caso l’esempio sarebbe del tutto negativo e il bambino, che agisce -sovente- per imitazione, coglierà tutto il lato negativo della bugia del suo adulto di riferimento e tenderà a riprodurne l’atteggiamento (errato).
  • Nella vita quotidiana è fondamentale evitare di riporre troppe aspettative nel bambino! Il genitore- quasi inevitabilmente- tende a volere un figlio sempre ordinato, diligente e all’altezza di ogni situazione, anche la più complessa. Tale naturale atteggiamento, però, se esasperato, può creare un senso di inadeguatezza e, talvolta, di frustrazione nel bambino, teso nello sforzo di sentirsi degno delle aspettative dei propri genitori. Deve essere sempre tenuto presente che -talvolta- le bugie nascondono problematiche relative alla vita individuale e relazionale del piccolo. Dunque il genitore deve far comprendere che, con il proprio aiuto, si può affrontare e superare ogni ostacolo, mentre modificando o, addirittura, inventando una realtà/situazione, non si raggiungerà il risultato sperato.
  • In particolar modo, in presenza di bugie frequenti, apparirà importante individuarne l’origine, instaurando un contatto empatico ed una comunicazione efficace con il bambino e approfondendo le motivazioni intrinseche alla bugia: “Come mai hai detto questa cosa….. cosa sta succedendo? Voglio aiutarti…”
  • Sconsigliato qualsiasi metodo punitivo: la bugia non va punita. Il bambino può e deve essere redarguito, ma, al contempo, occorre essere comprensivi e facilitare un confronto a “cuore aperto” con il piccolo mentitore, che sta celatamente vivendo una situazione di disagio più o meno intenso. Quando la bugia viene scoperta il bambino si sente vulnerabile, indifeso. L’umiliazione, l'offesa, la voce alta o un atteggiamento iracondo, certamente non permetteranno di “entrare” in quell’universo ricco e delicato che è il cuore di un figlio.

gpt inread-altre-0

Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/le-bugie-dei-bambini.html

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: