Le 10 regole per una nanna serena assicurata

Mammalogopedista

Le 10 regole per una nanna serena assicurata

 La lallazione è una fase dello sviluppo linguistico fisiologico del bambino che di solito si manifesta tra i 4 e i 10 mesi di età. È conosciuta anche con il termine inglese BABBLING.

La lallazione si manifesta e poi evolve da canonica e variata.

La lallazione canonica è caratterizzata dalla ripetizione di sillabe composte da una consonante ed una vocale tipo: MA-MA-MA-MA oppure TA-TA-TA-TA. E’ difficile raccontare a parole com’è la lallazione, se vuoi puoi ascoltarla nel video.

La lallazione variata, invece, è una produzione linguistica più evoluta che si presenta successivamente a quella canonica ed è formata da sillabe piane o complesse, con due o più consonanti diverse: MA-MA-PA oppure PA-PA-MA-NA. Guarda qui:

E qui:

La fase della lallazione è molto importante perché la sua qualità è un indice predittivo di come saranno le prime parole del bambino: più la lallazione è ricca di suoni diversi, più il bambino avrà una buona qualità delle prime parole. È importante che:

  • Ci sia un esordio in tempi adeguati della lallazione, intorno ai 6 mesi di età e comunque entro gli 11 mesi.
  • Che sia una lallazione che passa da canonica a variata e quindi che duri almeno qualche mese.
  • Che sia “rumorosa” e frequente: di solito i bambini quando lallano lo fanno molto spesso nei momenti di cura (bagnetto, fasciatoio) o al risveglio e con un buon volume di voce.

La Lallazione ad un certo punto scompare lasciando spazio alle prime parole; la lallazione può mischiarsi alle prime parole, coesistendo per un po’ di tempo, altre volte la lallazione può fermarsi all’improvviso tanto che spesso i genitori si allarmano perché il bimbo diventa molto silenzioso.

Come detto questo è normale, dopo circa qualche giorno o una settimana, aspettiamoci la comparsa delle prime paroline.

Molte fasi dello sviluppo linguistico passano attraverso momenti di apparente peggioramento o blocco o regressione che indicano in realtà al passaggio ad una nuova capacità emergente: se sei un neo genitore, per evitare inutili ansie ti suggerisco il Diario del Linguaggio che ti spiega passo passo le tappe dello sviluppo fisiologico, cosa puoi aspettarti e cosa tenere sotto controllo.

Può esserti utile anche questo video sull’importanza della Lallazione.

Nella lallazione il bambino non ha ancora intenzionalità comunicative; è un allenamento motorio che producendo suoni da’ al bambino il piacere di ascoltarsi.

L’adulto che risponde a questo primo linguaggio introduce gradualmente nel piccolo la consapevolezza che i suoni da lui emessi provocano una risposta di cura o comportamenti comunicativi a lui rivolti.

Forse non tutti sanno che il logopedista può monitorare lo sviluppo linguistico del bambino già in questa fase, per esempio nei casi “a rischio” come condizioni sindromiche o nei bambini fortemente prematuri; è addirittura possibile fare una analisi dettagliata della lallazione. Come si fa? Si chiede ai genitori del bambino di registrare a casa la produzione del loro bambino per una durata di almeno 20-30 minuti mettendo insieme diversi momenti della giornata in cui c’è una produzione maggiore di vocalizzi e babbling, tipicamente:

  • quando il bambino è sul fasciatoio
  • mentre fa il bagnetto.

È importante che la registrazione venga fatta nel giro di un paio di giorni perché a questa età la produzione linguistica varia anche in soli 10 giorni.

Poi, un logopedista esperto in questo ambito, riascolta (munito di cuffiette e computer) la registrazione e trascrive suono per suono. Da questa trascrizione estrapola dati utili a identificare se quel babbling è o meno adeguato alla fase di sviluppo. Si può ripetere dopo un mese o due, se necessario, per valutare se c’è una progressione nella sua qualità.

cosa fare se il tuo bambino non lalla

In letteratura praticamente tutti gli autori sono concordi nell’affermare che una lallazione scarsa o assente è indice di rischio per future difficoltà di linguaggio.

Consiglio quindi di porre particolare attenzione a questa fase e nel caso notiate una certa tendenza al silenzio, di stimolare il vostro piccolo trovando momenti di gioco-conversazione  faccia a faccia, come per esempio il gioco del cucù, dei giochi di vocalizzi o smorfie buffe.

Molto importante è anche rispondere alle sue produzione, semplicemente ripetendo quello che “dice” e creando piccole conversazioni.

Il consiglio di tenere un Diario del Linguaggio resta sempre valido, sapete ormai quanto lo consideri uno strumento utile e valido per non cadere in inutili ansie o, al contrario, non sottovalutare segnali di difficoltà.

Se desideri imparare a tenerne uno puoi leggere questo articolo: Come tenere un Diario del Linguaggio.

Se invece desideri approfondire lo sviluppo del linguaggio e vuoi essere sicuro che tutto proceda con i giusti tempi, Scopri il Diario del Linguaggio di Mamma Logopedista, scarica l’ANTEPRIMA GRATUITA per valutare i contenuti e decidere se fa al caso tuo.

Cosa fare se non noti cambiamenti o se la lallazione è assente

Se con tutte le indicazioni di cui sopra tu dovessi notare che la situazione non si sblocca o hai l’impressione che ci sia qualcosa che non va, ricorda che non è mai troppo presto per consultare un logopedista che può anche semplicemente fare un incontro conoscitivo, darti alcune strategie e rivalutare le cose ad intervalli regolari con un monitoraggio dell’evoluzione linguistica oppure continuare con un couseling logopedico. A volte questa può rivelarsi l’unica strada che riesce a tranquillizzarti e il logopedista saprà dirti se le cose stanno procedendo secondo le attese.

Источник: https://www.mammalogopedista.it/wordpress/la-lallazione/

Il neonato dorme poco: consigli e metodi per una nanna serena

Le 10 regole per una nanna serena assicurata

Spesso una delle prime amare sorprese delle neomamme è… che il loro neonato dorme poco.

Se anche il tuo bambino fa fatica ad addormentarsi o si sveglia spesso durante la notte, niente paura! Da oggi potrai dire addio alle notti insonni con i nostri metodi per fare dormire i neonati.

Ti sveliamo come aiutare il tuo bambino a dormire meglio in 10 mosse. Basta applicare poche regole e il gioco è fatto!

1) Neonati e nanna: distinguere la notte dal giorno

Notte uguale nanna! Il tuo bambino deve percepire le ore notturne come tempo dedicato esclusivamente alla nanna. Se il tuo neonato dorme poco, nelle ore precedenti all’addormentamento evita di praticare con lui attività divertenti ed eccitanti che gli facciano sembrare il letto un obiettivo … lontano.

2) Come far dormire un neonato: adottare un rituale della nanna

I bambini nei primi anni di vita sono molto abitudinari e facilmente condizionabili. Proprio per questo motivo è fondamentale far sì che il bebè associ la nanna a un rituale particolare da svolger nella stessa maniera tutte le sere. Un esempio? Bagnetto, pigiama, favola, ninna nanna a letto e …. si dorme!

3) Nanna e bambini: stabilire gli orari di sveglia e di nanna

Se il neonato dorme poco, potrebbe trovare conforto in una giusta regolarità. La routine è fondamentale anche in tema di orari perché incute nel piccolo sicurezza e rende la sua nanna serena.

  Sveglialo e mettilo a letto sempre alla stessa ora, tutti i giorni, anche nel weekend.

E fagli fare il pisolino nel primo pomeriggio (fondamentale almeno fino ai 5 anni): il sonnellino nelle ore tarde può compromettere o ritardare l’addormentamento serale e scombussolare tutti i piani.

4) Neonati stanchi: così dormono meglio

Per fare sì che il tuo bimbo si addormenti subito di sera e che non si svegli di continuo, bisogna fargli consumare parecchie energie attraverso giochi e attività varie.

Ovviamente senza esagerare: stanchezza eccessiva e sovra eccitamento sortiscono l’effetto contrario. Il bimbo infatti rischia di agitarsi o addirittura di stressarsi, a discapito del la nanna serena.

Al contrario, se si rilassa troppo durante il giorno, non sarà mai abbastanza stanco per addormentarsi.

5) Sonno tranquillo in un ambiente sereno

Per conciliare il sonno del bebè, l’ambiente deve fare la sua parte.

L’atmosfera deve essere silenziosa (tuo figlio deve capire che non è l’ora dei giochi), la temperatura gradevole – né troppo alta né troppo bassa (il troppo caldo li agita a dispetto di quanto si possa immaginare), le luci devono essere basse ma non spente del tutto: quando si sveglia durante la notte non deve trovarsi completamente al buio. Io, ad esempio, nella stanza del mio bimbo ho attaccato alle pareti gli Illuminotti, degli adesivi murali che si illuminano di notte creando un’atmosfera luminosa e magica che stimola la serenità della nanna. 

6) Come abituare un neonato a dormire nel lettino?

Non dorme nel lettino: come fare per poi portarlo nella sua stanza. Tuo figlio deve capire sin da subito che il suo letto è l’unico posto in cui addormentarsi. Svegliarsi in un luogo diverso da quello in cui ha preso sonno, potrebbe destabilizzarlo e disorientarlo.

Il pianto in quell’occasione è assicurato perché, aperti gli occhi, non desidererà altro che farsi avvolgere  dalle tue braccia.

Per farlo dormire serenamente ricrea un ambiente a cui si possa affezionare, ad esempio, utilizzando delle decorazioni alle pareti disponibili in tantissimi personaggi e ambientazioni: dalla natura alle favole passando per il mare, le favole, l’avventura.

7) Se piange disperato per dormire

Se il bambino piange, attendi un paio di minuti per assicurati che non sia un falso allarme (generalmente il pianto termina anche prima dei due minuti) e soprattutto non ricorrere subito al ciuccio nel tentativo di calmarlo all’istante.

Cerca piuttosto di capire di cosa abbia davvero bisogno per una nanna serena, lascia le luci basse e non prenderlo in braccio per evitare che si svegli del tutto o che si abitui male: deve imparare a riaddormentarsi da solo.

Intervieni con un piccolo massaggio, con abbracci e carezze.

Cantagli una ninna nanna o rassicuralo con parole dolci senza alzare troppo il tono della voce e senza esagerare con le coccole: rischi di ‘somministrargli’ un così gradevole trattamento da fargli venire voglia di ‘pretenderlo’ più spesso.

8) Per dormire bene un neonato non deve mangiare o bere troppo

Se il tuo neonato dorme poco, presta attenzione alla sua ‘dieta’: non farlo magiare troppo né troppo poco per assicurargli una nanna serena.

Studia con cura i singoli ingredienti di cibi e bevande per evitare che assuma – specie poco prima della nanna – sostanze come caffeina e teofillina che disturbano il sonno dei neonati.

Inoltre, non farlo bere eccessivamente, per evitare che la ‘plin- plin’ del tuo bimbo sostituisca e moltiplichi il trillo della sveglia, in piena notte.

9) Ninna nanna: più sicurezza per i bambini

Dalla gravidanza fino alla tenera età i suoni che accompagnano il sonno hanno per i bimbi uno scopo terapeutico: sono una formula magica per trasmettere calore, amore, contatto ed emozioni.

La ninna nanna regola l’eccitazione del bambino, lo rilassa e migliora il suo umore.

In questo modo instauri un meraviglioso legame musicale il tuo bambino, che impara a elaborare suoni, incamera il linguaggio, si tranquillizza e si sente al sicuro.

10) Fate la nanna con un doudou

Che sia un orsacchiotto o un doudou, un compagno di letto che non lo faccia sentire solo è un ottimo alleato della nanna. Fà in modo che tuo figlio abbia un ‘migliore amico’ della notte, che gli tenga compagnia e che lo faccia sentire protetto, ‘coccolato’ e al sicuro anche quando non sei luì accanto a lui.

Se il tuo neonato dorme poco, guarda i migliori video online che spiegano come addormentare un bebè!

Ecco una raccolta di video interessanti che mostrano metodi e massaggi particolarmente rilassanti per tranquillizzare un neonato che dorme poco e agevolarne l’addormentamento!

Источник: https://www.leostickers.com/blog/neonato-dorme-poco-consigli-metodi-nanna-serena/

Cameretta, i trucchi per renderla accogliente

Le 10 regole per una nanna serena assicurata

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È lo spazio personale del bambino all’interno della casa.

Per questo è giusto che la cameretta, per quanto piccola, sia realizzata a sua misura, tenendo conto delle sue esigenze di gioco, crescita e sicurezza.

Ecco i consigli degli esperti per organizzarla nel modo migliore.

Da 0 a 9 mesi: con i genitori, a patto che…

Nei primi mesi, più che di una cameretta tutta per sé, il piccolo ha bisogno di un posto fisso per la nanna. La stanza da letto dei genitori va benissimo, anche per una questione di comodità.

“Il luogo in cui il bebè viene messo a dormire deve essere sempre lo stesso, di giorno e di notte”, spiega Rosalinda Cassibba, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università di Bari.

“I bimbi, soprattutto i neonati, hanno bisogno di una routine, perché devono percepire l’ambiente come prevedibile e, quindi, rassicurante”. Se il bambino è affidato ai nonni, è meglio che siano loro a spostarsi, e non il contrario.
Un altro aspetto importante è garantirgli un ambiente non polveroso.

“Se la culla viene sistemata nella camera dei genitori, è bene eliminare temporaneamente tappeti, libri e giornali. Televisore e computer non devono essere mai accesi durante il suo riposo”.
È poi fondamentale seguire le regole anti-Sids.

“Il piccolo va fatto dormire nella sua culla, posizionandolo a pancia in su, con il sacco nanna o con le coperte ben rimboccate, che non si spostino durante il sonno, e senza peluche”, dice Leo Venturelli, pediatra, componente del direttivo SIPPS (Società italiana di pediatria preventiva e sociale). “Inoltre, occorre assicurarsi che il locale non sia troppo caldo: di notte meglio mantenere una temperatura intorno ai 18°, di giorno 20°C”.

Da 9 a 18 mesi: uno spazio tutto suo, sicuro e stimolante

“Appena i genitori si sentono pronti per farlo, tra i 9 e i 12 mesi di vita, si può spostare il piccolo in una stanza tutta sua”, consiglia Rosalinda Cassibba. La cameretta deve consentire al bimbo, che ha iniziato a gattonare, la possibilità di esplorare senza rischi.

“Vanno applicate apposite protezioni su prese di corrente e spigolied eliminate superfici in vetro non stabili, lampade a stelo e qualsiasi cosa possa rovesciarsi addosso”, spiega Leo Venturelli. Gli scaffali bassi vanno assicuratibene al muro.

“Sono utili perché offrono appigli per provare ad alzarsi”, dice Rosalinda Cassibba. “Ma il bambino non deve trovarci oggetti di piccole dimensioni che potrebbe mettersi in bocca. Sì, invece, ai suoi giocattoli preferiti, accertandosi che siano sicuri per la sua età.

Cubi da costruzioni, sonagli, libri di stoffa o di plastica… Metterli alla sua portata, perché possa prenderli quando vuole, significa favorire l’autonomia. Nella stanza, inoltre, non deve mancare un angolo morbido, attrezzato con cuscini, dove possa rifugiarsi quando ne sente il bisogno”.

In generale, il pavimento non deve essere troppo duro, in modo da attutire eventuali cadute. “Ma niente tappeti e moquette, che attirano polvere e acari”, ricorda Venturelli. “Il materiale ideale è il legno, che consente anche di camminare a piedi nudi”.

E in mancanza del parquet? “Si può stendere sul pavimento una pedana in plastica”, suggerisce Barbara Gulienetti, decoratrice, arredatrice di interni e conduttrice televisiva. “È comoda da pulire, antiscivolo e sufficientemente spessa da non intralciare il gattonamento.

Basta che abbia colori vivaci e un disegno che piaccia al bambino. Per le pareti, invece, consiglio colori chiari, soprattutto se la stanza è piccola: danno l’impressione di uno spazio più ampio”.
Occhio anche alla scelta del lettino.

“La distanza tra le sbarre deve essere compresa tra 6,5 e 4,5 cm, per evitare che il piccolo possa infilarci la testa”, raccomanda Venturelli. “Quando poi comincia ad arrampicarsi e a usare le sponde per darsi la spinta e fare una capriola, meglio togliere le sbarre: eventuali cadute saranno così meno pericolose”.

Da 18 mesi a 2 anni: via libera alla creatività

“A partire dall’anno e mezzo, il bambino sviluppa capacità di rappresentazione”, dice Rosalinda Cassibba. “Nella cameretta va quindi predisposto un angolo in cui possa fare giochi simbolici”. Cioè giochi di finzione (quelli basati sul famoso “facciamo che”).

Via libera, dunque, a pezzi di stoffa per travestimenti, pentole, scatole… “Gli oggetti che si prestano a essere utilizzati in più modi sono i migliori”.
“Scatole e scatoloni sono una grande risorsa a costo zero”, aggiunge Barbara Gulienetti. “I bambini adorano rintanarcisi dentro.

E possono essere usati come grandi cubi da costruzioni, decorati da loro stessi, con cui realizzare fortini, castelli, torri. In caso di crolli, poi, sono leggeri e non fanno male”.

E per i più grandicelli?

“Sopra i due anni il gusto dei bambini comincia a definirsi e si può iniziare a chiedere direttamente a loro cosa desiderano per la cameretta”, dice Barbara Gulienetti. “Per esempio, come vogliono dipingere le pareti, anche con i temi più fantasiosi: cieli con le nuvole, mantelli di mucche pezzate, prati e draghi”.

Riscuote molto successo la possibilità di ‘campeggiare’ in camera. “Basta un vecchio lenzuolo teso su due fili per ottenere una tenda, indiana o beduina a seconda dei gusti del momento”, suggerisce Gulienetti. Qui, ben riparati, si può fare merenda, giocare, sfogliare una fiaba.

“O, magari, creare un libro fai-da-te con l’aiuto di mamma e papà”, aggiunge Rosalinda Cassibba. “Albi illustrati con immagini ritagliate da riviste, per ricordare le esperienze quotidiane: i diversi oggetti presenti in casa, le vacanze e i luoghi della città”.

Oggetti che il bambino potrà riporre sugli scaffali, sfogliare o mostrare con orgoglio agli amichetti.

Cosa fare se manca una cameretta tutta sua?

Se si tratta di condividerla con un fratellino, nessun problema. Anzi, può essere un’esperienza educativa. “L’importante è che ogni bambino abbia i propri spazi”, dice Rosalinda Cassibba. “Un armadio con i suoi vestiti, al limite anche solo un’anta.

Ma che possa differenziarsi dagli altri membri della famiglia e costruire la propria identità. Deve poi imparare, anche se è il più piccolo, a non rovistare tra le cose del fratello senza avergli prima chiesto il permesso”.

E se proprio non è possibile ricavare una cameretta dall’appartamento? Meglio far dormire il bambino nella camera dei genitori o in soggiorno? “Qualsiasi soluzione si scelga, è importante che il bimbo senta di avere un luogo tutto suo”, spiega Cassibba.

“Se dorme in soggiorno, che ha lo svantaggio di essere ‘la stanza di tutti’, il suo lettino non deve sparire durante il giorno, a costo di sacrificare un po’ l’estetica della casa”. Se invece sta nella camera dei genitori, è indispensabile una divisione.

“Va bene anche un paravento, che il piccolo può decorare con disegni, per indicare la sua porzione di camera”, dice Barbara Gulienetti.

Francesca Capelli

Источник: https://quimamme.corriere.it/neonati/sonno/cameretta-trucchi-renderla-accogliente

Gravidanza
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