Latte materno previene le infezioni virali nei neonati

La diarrea nei bambini e nei neonati

Latte materno previene le infezioni virali nei neonati

La diarrea è uno dei disturbi più frequenti che colpisce bambini e neonati, indipendentemente da sesso ed età, e ha varie cause. Nella maggioranza dei casi si risolve da solo, ma può essere anche sentinella di patologie più gravi, per cui non va mai sottovalutato. 

Cos’è la diarrea?

La diarrea nei bambini è un disturbo che riguarda l’apparato gastrointestinale.

Può essere una conseguenza di un’infiammazione dell’intestino crasso (la parte dell’intestino che ha il compito di riassorbire l’acqua dal cibo ingerito) ma può essere anche un meccanismo di difesa dell’organismo da agenti esterni.

La diarrea non è una vera e propria malattia, ma un sintomo comune a numerose patologie (per lo più gastrointestinali) o a condizioni non patologiche (intolleranze alimentari, stress, etc.).

Si caratterizza per l’emissione rapida, improvvisa e liquida (o semiliquida) di feci e può presentarsi anche diverse volte nell’arco della giornata. 

Nella diarrea è possibile trovare tracce di muco o sangue.

Le cause sono diverse e di differente natura, ma nella maggioranza dei casi questo disturbo si risolve da solo e in modo semplice. Detto questo, la diarrea è comunque un sintomo che ci sta dicendo che qualcosa nel bambino non va. Può essere a causa di un virus o di qualcosa che il bambino ha ingerito; in ogni caso è sempre bene indagare, perché potrebbe essere la sentinella di patologie anche molto gravi.

Esistono alcune infiammazioni che possono causare come sintomi vomito e diarrea. È il caso della gastroenterite, chiamata anche influenza intestinale.

Solitamente i virus (Rotavirus, Adenovirus ed altri) sono i maggiori responsabili della diarrea acuta e quindi delle gastroenteriti infantili, ma talvolta sono in causa anche batteri importanti.

I sintomi principali della gastroenterite compaiono entro le 4 e le 48 ore dall’esposizione al virus e sono soprattutto:

  • Vomito
  • Diarrea
  • Nausea
  • Crampi e bruciori intestinali
  • Febbre (occasionalmente)

I bimbi che frequentano il nido o la scuola materna sono particolarmente soggetti alle infezioni virali che colpiscono il tratto gastrointestinale, a causa del facile contagio virale e della immaturità del sistema immunitario.

Alcuni disturbi, come la gastroenterite, possono provocare sintomi associati come febbre e diarrea. Se la diarrea grave si prolunga, il bambino può rischiare la disidratazione. I bambini piccoli si disidratano velocemente, anche in meno di un giorno. La disidratazione grave può causare attacchi epilettici e in alcuni casi può risultare fatale.

La diarrea è causata principalmente da un’infiammazione intestinale che ha come conseguenza un ridotto o inefficace riassorbimento di acqua o un’eccessiva secrezione di liquidi: il risultato porta alle scariche di diarrea con feci che contengono quantità eccessive di liquido, un liquido che l’organismo non è più in grado di trattenere correttamente. La diarrea dev'essere comunque interpretata come una sorta di risposta difensiva dell'organismo. Le scariche diarroiche favoriscono infatti l'eliminazione delle tossine, dei microrganismi patogeni e delle sostanze irritanti.

Le cause della diarrea

La diarrea è un sintomo di diversi disturbi o patologie più che una malattia in sé stessa. Viene inoltre definita secondo la sua durata: si parla di diarrea acuta se dura meno di due settimane, di diarrea cronica se supera questo termine.
Le cause di questo disturbo sono diverse. Fra queste vi sono:

  • Infezioni batteriche
  • Infezioni virali
  • Infezione da parassiti intestinali
  • Allergie
  • Intolleranze alimentari
  • Assunzione di alcuni tipi di farmaci, come gli antibiotici
  • Patologie gastrointestinali
  • Neoplasie

Le cause possono essere lievi come molto gravi. Per questo motivo la diarrea nei bambini è un sintomo che non va mai sottovalutato
Alcuni antibiotici possono alterare le tipologie e la quantità della flora batterica intestinale, scatenando a loro volta la diarrea.

La diarrea da antibiotici è particolarmente frequente nel bambino, e può occasionalmente portare al ricovero (o al prolungamento della degenza) o più comunemente all’interruzione prematura della terapia in corso o alla sostituzione (non sempre corretta) dell’antibiotico.

La diarrea può inoltre essere scatenata da disturbi più gravi come l’appendicite e la sindrome emolitico-uremica, una malattia molto rara caratterizzata da anemia, ridotto numero di piastrine e insufficienza renale acuta che si manifesta più spesso nei bambini e raramente negli adulti.

Nei bimbi è la causa più importante di insufficienza renale acuta, guarisce nella maggioranza dei casi e in genere non lascia conseguenze a distanza.

In generale, se la diarrea dura meno di 7 giorni non deve destare particolari preoccupazioni ed è dovuta nella maggior parte dei casi a una infezione intestinale; in questo caso è spesso accompagnata da febbre e vomito (gastroenterite). Se però la diarrea dura più di 7 giorni (diarrea protratta) è opportuno far visitare il bambino dal pediatra per escludere altre malattie più gravi.

Nel bambino dopo l’anno di vita si considera diarrea un numero di scariche superiore alle 4–6 al giorno, con feci di consistenza liquida: entrambe le caratteristiche – numero delle scariche e consistenza delle feci – devono coesistere per poter parlare di diarrea. L’individuazione di una blanda diarrea può risultare difficoltosa nei bambini sani, poiché il numero delle evacuazioni e la consistenza delle feci variano in funzione di età e dieta.

I neonati e lattanti evacuano anche più di 3 volte al giorno (anche fino a 7-8), soprattutto se allattati al seno; in questo caso, per il piccolo emettere feci diverse volte al giorno è assolutamente normale e non si parla di diarrea a meno che le feci non siano molto liquide, ma morbide e di colore giallastro/oro. È opportuno anche fare attenzione al colore delle feci nei lattanti, soprattutto se cambiano da un giorno all’altro.

I rimedi contro la diarrea

Per prevenire la diarrea nei bambini provocata da infezioni, generalmente, è sufficiente seguire alcune semplici indicazioni, tra cui:

  • Lavare accuratamente le mani del bambino spesso e soprattutto prima dei pasti (o le proprie nel caso in cui il bambino non si nutra da solo);
  • Lavare bene le proprie mani prima di preparare i pasti;
  • Lavare accuratamente la frutta e la verdura;
  • Cuocere bene la carne consumata dal bambino

Il modo più efficace per trattare questo disturbo è capire da che cosa è provocato:

  • se è causato da infezioni batteriche, il medico potrebbe prescrivere farmaci antibiotici
  • se è causato da parassiti, il medico potrebbe prescrivere una terapia antiparassitaria
  • se è causato da infezione virale (influenza intestinale) il disturbo tende a risolversi da solo e non necessita di particolari terapie.

Ad ogni modo, nel trattamento della diarrea nei bambini, è importante far assumere al piccolo molti liquidi in modo che non si disidrati.

 
Nonostante questi accorgimenti, soprattutto nei neonati, l’acqua da sola non riequilibra la perdita di sali minerali dovuta alla diarrea e per questo è fondamentale somministrare soluzioni reidratanti saline.

L’assunzione di fermenti lattici è molto utile per favorire il ripristino della flora batterica intestinale. I fermenti lattici sono microrganismi vivi che agiscono per rinforzare i batteri che formano la flora batterica.

Quest’ultima è una sorta di ecosistema formato da circa 500 specie diverse di microrganismi che favoriscono l’assorbimento delle sostanze nutritive e mantengono la funzionalità intestinale.

 I fermenti lattici aiutano inoltre a rinforzare il nostro sistema immunitario, perché con una flora batterica sana e forte i germi difficilmente riescono a diffondersi.

 

Se la diarrea è provocata da antibiotici, il farmaco a base di fermenti lattici deve essere in grado di non subire l’azione dell’antibiotico, deve cioè essere antibiotico-resistente.

La dieta corretta in caso di diarrea

Uno dei metodi più efficaci per ridurre o far scomparire questo disturbo è l’alimentazione. Piccole modifiche alla dieta possono infatti limitare fin da subito le scariche e agevolare la scomparsa del disturbo.

Nel caso di diarrea nei bambini, se la diarrea è di lieve entità il bambino può continuare ad alimentarsi normalmente, facendo pasti più leggeri e, se necessario, assumendo soluzionireidratanti per via orale.

Nelle forme più gravi potrebbe essere consigliata la sospensione dell’alimentazione
Nei neonati potrebbe essere utile diluire il latte con l’acqua o, anche qui nei casi più gravi, sospendere l’allattamento.

In caso di diarrea è utile assumere cibisecchi come pane tostato, biscotti, riso o pasta conditi con sughi leggeri e accompagnati da parmigiano o grana.

La cosiddetta dieta in bianco che veniva consigliata fino a qualche anno fa è ormai superata, in quanto la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che sia sufficiente consumare piccoli pasti leggeri
In ogni caso è bene evitare sempre le soluzioni fai da te e chiedere sempre un parere al pediatra circa gli alimenti che può assumere un bambino in caso di diarrea.

I cibi da evitare

In caso di diarrea nei bambini vanno evitati cibi elaborati, grassi e di difficile digestione.

È utile evitare i latticini perché la diarrea può provocare una diminuzione di lattasi (l’enzima che aiuta nella digestione del lattosio, lo zucchero del latte) e di conseguenza una difficoltà di digestione del lattosio che potrebbe portare a un peggioramento del disturbo.

È bene inoltre non assumere alimenti che possono aumentare i gas intestinali, come fagioli, cavoli, piselli, cipolle e vanno evitate le bevande zuccherate che potrebbero peggiorare le scariche diarroiche.

Источник: https://www.enterogermina.it/area-bambino/diarrea

Latte materno: cambia davvero se il bimbo è ammalato?

Latte materno previene le infezioni virali nei neonati

È diventata virale la foto di una mamma che mostra due sacche del suo latte tirato a poche ore di distanza, ma con forti differenze di colore.

Poiché tra una raccolta e l'altra la sua bimba si era ammalata di raffreddore, l'ipotesi è che l'infezione della figlia abbia “modificato” il latte, arricchendolo di cellule utili a combatterla.

Il che, a sua volta, ne avrebbe cambiato il colore. Solo un'ipotesi, certo, ma il fondamento scientifico c'è. 

Che il latte materno cambi nel tempo, di ora in ora e con il passare delle settimane, è cosa nota. Anzi, questa è una delle differenze principali rispetto al latte artificiale, la cui composizione è sempre costante.

Ma è vero che può cambiare velocemente anche in risposta a particolari condizioni del bebè? Che basta un raffreddore del piccolo per far produrre alla mamma un latte più ricco di cellule e sostanze protettive? È quello che la mamma americana Mallory Smothers pensa sia successo al suo latte, che ha cambiato nettamente colore – dal bianco al giallastro – dopo un raffreddore della figlia.

In realtà è difficile sapere come siano andate effettivamente le cose nel caso del latte di Mallory, ma l'ipotesi non è priva di fondamento: diversi studi, infatti, suggeriscono che la composizione del latte – e in particolare la sua concentrazione di globuli bianchi, cellule del sistema immunitario fondamentali nella lotta contro le infezioni – possa cambiare in risposta a malattie del bambino. “Attenzione però: bisogna ancora chiarire se si tratti di eventi davvero universali e quali sono i meccanismi coinvolti” precisa Riccardo Davanzo, neonatologo presso l'Ospedale Burlo Garofalo di Trieste ed esperto di allattamento al seno.

Una foto virale

Il 14 febbraio scorso Mallory ha postato su una foto che in poco tempo è diventata virale. La foto riporta due sacche piene di latte di Mallory, una riempita la sera dell'11 febbraio, un'altra la mattina successiva.

Basta un'occhiata, però, per rendersi conto che il contenuto è molto diverso, con il latte tirato al mattino di colore decisamente più scuro, giallasatro.

“Questo latte mi è sembrato subito molto più simile al colostro che viene prodotto nei giorni successivi al parto e che è ricco di anticorpi e di globuli bianchi, le cellule del sistema immunitario che aiutano il corpo a difendersi dalle infezioni” ha scritto la mamma. Che ha formulato un'ipotesi precisa su quello che può essere successo al suo latte.

Durante la notte, dunque tra le due raccolte, la sua bimba aveva cominciato a manifestare i classici sintomi di raffreddore: il latte si sarebbe dunque modificato proprio in risposta a questo raffreddamento, arricchendosi di cellule in grado di dare una mano alla bimba nella lotta contro la malattia.

“Certo è un'interpretazione affascinante – commenta Davanzo – ma su questo caso non si può dire molto di più, perché bisognerebbe disporre di analisi sui due campioni di latte.

In ogni caso, non si può certo dire in modo automatico che un latte è più giallo perché contiene più globuli bianchi: il colore dipende da molte variabili”.

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Ai dubbi delle mamme sull'alimentazione durante l'allattamento hanno risposto Angela Spadafranca, biologa nutrizionista e Lidia Lewandowski, dietista del team Nutrimamma di Icans, centro…

Cosa dice la scienza

L'affascinante interpretazione, comunque, non è affatto priva di fondamenti scientifici. Già nel 2011, per esempio, un piccolo studio israeliano aveva osservato un aumento dei globuli bianchi nel latte di mamme che stavano allattando bambini molto piccoli, di 0-3 mesi, ricoverati in ospedale con infezioni in corso.

E ancora, nel 2013 alcuni ricercatori australiani hanno registrato l'aumento della concentrazione di globuli bianchi nel latte di mamme con infezioni, o che allattavano bambini con infezioni. In quest'ultimo caso – cioè se era il bambino a essere malato – l'aumento era più contenuto, ma comunque significativo.

Lo studio ha osservato un'impennata dei globuli bianchi in caso di mastite, una seria infiammazione della mammella, al punto che i ricercatori suggerivano di utilizzare il dato relativo alla concentrazione di globuli bianchi nel latte come elemento per la diagnosi di questa condizione.

Certo, è ancora presto per arrivare a conclusioni definitive sulla capacità dei bambini di indirizzare la composizione del latte, ma forse anche questi dati preliminari hanno a che fare con la maggiore protezione dalle infezioni che sembra conferita dall'allattamento al seno.

Come ricorda lo studio israeliano già citato, “molte ricerche condotte sia in paesi industrializzati sia in paesi in via di sviluppo mostrano che i bambini allattati al seno sono meno vulnerabili a gastroenteriti, infezioni respiratorie, otiti, infezioni urinarie e, per quanto riguarda i bambini prematuri, a enterocolite necrotizzante”.

A questo punto, però, una domanda sorge spontanea: ma come fa il bebé a far sapere alla “fabbrica del latte” della mamma che è malato e ha bisogno di più globuli bianchi? Un'ipotesi è che durante la suzione si verifichino dei momenti di “pausa” in cui il latte rientra nei dotti portando con sé un pochino di saliva del bambino, e tutti i microbi in essa contenuti. Pronti per essere “analizzati” dall'organismo materno.

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Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/allattamento/latte-materno-cambia-davvero-se-bimbo-ammalato

Gravidanza
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