Latte materno: nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute

Allattamento al seno, i consigli alle neomamme

Latte materno: nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute

Il latte materno è l’alimento migliore per il bebè. Le dritte per iniziare bene, aiutarlo a attaccarsi bene, i tempi e le posizioni più favorevoli e molto altro ancora

Il latte materno è l'alimento naturale per il bambino: “L'unico – dice un opuscolo del Ministero della salute pubblicato nel 2016 – che gli permette di raggiungere il suo massimo potenziale biologico.

Lo nutre in modo completo e lo protegge da molte malattie e infezioni che sono più frequenti nei bambini alimentati con le formule artificiali”.

Ancora più nettamente, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ribadisce che l'allattamento al seno è la via normale per fornire a un bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere sano e svilupparsi in modo adeguato.

Detto questo, e pur partendo dal presupposto che siamo mammiferi, in un certo senso “programmati” per allattare al seno i nostri bambini, è pur vero che non sempre questo avviene facilmente.

L'avvio di un allattamento può essere faticoso, magari più di quanto si era messo in conto.

Ecco allora una serie di informazioni e consigli che possono essere utili alle neomamme (che possono anche richiedere l'aiuto di una consulente allattamento al seno) per iniziare bene e riuscire ad affrontare eventuali difficoltà che potrebbero sorgere

1. Un buon attacco: il segreto per cominciare bene

Il grande segreto di un buon avvio dell'allattamento consiste nel fare in modo che il bambino fin da subito si attacchi alla mammella correttamente, cioè afferrando non solo il capezzolo, ma l'intera areola.

Solo così la suzione diventa efficace, ovvero da un lato assicura al bebè un afflusso di latte costante e abbondante, dall'altro stimola una produzione continua e cospicua di nuovo latte.

In più, in questo modo si evita il rischio di andare incontro alle dolorose ragadi del capezzolo.

Ma attenzione: non sempre ottenere un buon attacco è immediato.

“A volte ci sono attacchi al seno che sembrano corretti ma sono invece superficiali e magari, pur non dando origine a ragadi, finiscono con lo schiacciare un pochino il capezzolo, provocando una vasocostrizione che a sua volta determina dolore” spiega Chiara Losa, infermiera pediatrica, consulente per l'allattamento IBCLC e referente dell'Ambulatorio allattamento dell'Ospedale dei bambini Buzzi di Milano. “In questo caso può essere opportuno far valutare da un esperto di allattamento com'è la poppata a com'è il tipo di attacco”.

2. Mettetevi comode!

La posizione che scegli per allattare è importante, perché deve garantirti comodità.

“Puoi allattare in molti modi, (anche stando in piedi!) – ricorda l'opuscolo del Ministero della salute – l'importante è che tu ti senta comoda e rilassata e che tu ed il tuo bambino siate in una posizione che renda facile la poppata.

All'inizio potresti trovare più confortevole una certa posizione, come stare seduta sulla tua seggiola preferita, o sdraiata a letto. Mano a mano che tu ed il tuo bambino diventerete più esperti, sarai capace di nutrire tuo figlio ovunque, mentre cammini, mentre lo porti nella fascia, mentre stai mangiando seduta a tavola”.

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Come trovare la posizione corretta sia per la mamma che per il bimbo per l' allattamento al seno? A parte le quattro posizioni tradizionali, consigliate dalle consulenti de La Leche League, eccone…

Tra l'altro, riuscire a rilassarsi mentre il piccolo succhia, in virtù di una comoda posizione, favorisce anche il flusso del latte.

3. Occhio ai segnali di fame

Certo, quando il neonato piange, può significare che ha fame ed è il momento di attaccarlo, ma il pianto in realtà è un segnale tardivo di fame, e attaccare un bambino così arrabbiato da essere arrivato a piangere può essere difficoltoso. Ci sono però altri segnali con il quali il bambino comunica che ha bisogno di andare al seno ed è quindi arrivato il momento della poppata (indipendentemente da quello che dice l'orologio!). Eccoli:

  • muove o allunga le braccia;
  • sbadiglia o spalanca la bocca;
  • apre gli occhi;
  • fa sporgere la lingua dalla bocca;gira il capo da un lato all'altro;
  • si mette le manine in bocca.

4. Allattamento a richiesta

“La produzione di latte è stimolata dalla richiesta di alimentazione di vostro figlio: più il bambino succhia latte, più il seno ne produce” spiega la Guida pratica per genitori pubblicata nel 2017 dalla Sipps, Società italiana di pediatria preventiva e sociale. “Per agevolare questo sistema di domanda e offerta, allatta il piccolo ogni volta che lo richiede“.

È vero, specialmente all'inizio può sembrare impegnativo, perché è possibile che il bebè poppi molto spesso e a intervalli irregolari, ma ricorda che allattare “a richiesta” è il modo più efficace per garantire un'adeguata produzione di latte e che comunque questa fase non dura per sempre: nel giro di qualche settimana le poppate si distanzieranno, a mano a mano che cresceranno anche le dimensioni dello stomaco del bebè (che, lo ricordiamo, a un giorno sono pari a quelle di una ciliegia: ci sta che lostomaco si riempia e si svuoti molto velocemente).

“Cercare di imporre degli orari fissi a un bambino in queste fasi può essere controproducente” spiega Chiara Losa, sottolineando che “queste poppate prefissate potrebbero non essere sufficienti per il fabbisogno del bambino (che non crescerà in modo adeguato) o potrebbero non essere efficaci, perché lo si costringe ad attaccarsi in un momento in cui non ha fame, e dunque popperà di malavoglia”. La conseguenza sarà una riduzione nella produzione di latte.

Se non c'è una precisa condizione medica che lo richiede, dunque, la Guida pratica per genitori consiglia di non cedere alla tentazione di integrare le poppate con un biberon di latte artificiale: “Offritegli una volta in più il seno, sarà il modo migliore per avere più latte”.

5. Niente limiti per quanto riguarda la quantità

A differenza di quanto accade con il latte artificiale, con quello materno “non esiste il pericolo di allattare troppo”, come mette nero su bianco l'opuscolo del Ministero.

Tra l'altro, “i bambini non sono tutti uguali e poppano in modo molto diverso l'uno dall'altro.

Anche lo stesso bambino può cambiare tempi, modi e frequenza delle poppate, a seconda dei suoi bisogni”.

E anche il latte materno è in continuo cambiamento, anche durante il corso di una stessa poppata. Ricorda la Guida genitori che “all'inizio della poppata il bambino ingerisce soprattutto acqua e zucchero, perché ha bisogno di energie pronte all'uso per calmare la fame e di liquidi per soddisfare la sete.

Poi, a poco a poco, mentre succhia con regolarità, il latte si arricchisce di proteine, necessarie per crescere. Verso la fine i grassi aumentano moltissimo, fino a cinque volte in più, non solo per garantire al bambino una riserva di energie, ma anche per dargli un senso di sazietà che regola l'appetito”.

6. Da un seno o dall'altro?

C'è chi dice che bisogna allattare da un seno per volta, chi invece che il bambino va fatto poppare un po' da un seno e un po' dall'altro. “In realtà la linea generale è che non dovremmo essere noi a staccare il bimbo perché dovrebbe essere lui ad autoregolarsi e a decidere come e quanto ha bisogno di mangiare da ciascun seno” spiega Losa.

“Poiché durante la poppata la composizione del latte varia, con una prima parte molto ricca di acqua e zuccheri e una seconda parte più concentrata di grassi, in genere è opportuno lasciare che il bambino svuoti bene una mammella, aspettando che si stacchi da solo e, quando questo accade, proporre la seconda mammella. Se il piccolo desidera attaccarsi di nuovo bene, se non lo desidera bene ugualmente: lo farà alla poppata successiva. Se invece gli si impone l'alternanza delle mammelle c'è il rischio che queste non vengano mai svuotate e che il bambino non prenda mai il latte ricco di grassi che magari desidera”.

7. Sì, in linea di massima durante l'allattamento si può mangiare tutto quello che si vuole!

“Anche cibi piccanti, pesce crudo, verdure dal sapore intenso e particolare come aglio, carciofi, cavoli, cavolfiori o asparagi.

Tra l'altro, si ipotizza che una dieta variata durante l'allattamento si associ a un'alimentazione più varia del bambino quando comincia l'alimentazione complementare” afferma la ginecologa Paola Pileri dell'Ospedale dei bambini Buzzi di Milano e responsabile della Breastfeeding unit dell'Asst Fatebenefratelli-Sacco.

Più in generale, è ovvio che è che consigliabile seguire una dieta sana, possibilmente di tipo mediterraneo (povera di grassi animali, ricca di frutta, verdura, olio d'oliva e frutta secca a guscio) perché nutrirsi correttamente favorisce il benessere psicofisico e una più rapida ripresa delle energie investite durante la gravidanza e il parto. “Vorrei tuttavia precisare – prosegue Pileri – che possono allattare serenamente anche mamme con nutrizioni particolari, tipo vegeteriana e vegana. In caso di dieta vegana, però, sarebbe opportuna una consulenza nutrizionale per valutare l'assunzione di integratori, in particolare di vitamine del gruppo B”.

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Tanto più mediterraneo si mangia, tanto più a lungo si vive. Inoltre, chi mangia “med” si ammala meno. Questa dieta protegge da varie malattie: quelle cardiovascolari prima…

Inoltre, è opportuno bere in modo adeguato (bastano comunque i classici 2-2,5 litri di acqua al giorno), per ripristinare in fretta la quantità di liquidi spesa per l'allattamento.

“Tra l'altro – ricorda Losa – è la natura stessa a 'ricordare' alla mamma di bere, con il cosiddetto riflesso ossitocinico, che la porta a sentire con grande intensità lo stimolo della sete non appena il pupo si attacca”.

8. Ma attenzione: niente alcol

Quello che però non si può fare durante l'allattamento è bere alcol” afferma Pileri, sottolineando che spesso in Italia abbiamo un concetto un po' permissivo nei confronti degli alcolici, nella convinzione che un bicchiere di vino non faccia male a nessuno. “In realtà non solo non bisogna bere alcolici in gravidanza, ma non bisognerebbe farlo neppure durante l'allattamento, in particolare durante l'allattamento esclusivo dei primi mesi o se comunque il bambino è allattato spesso”.

9. NIENTE doppia pesata

C'è ancora qualcuna che la consiglia, ma se si allatta al seno la doppia pesata – un sistema che prevede di pesare il bambino prima e dopo la poppata con l'idea di “verificare” quanto latte ha assunto – è assolutamente sconsigliata. Ecco perché, secondo quanto scrive il pediatra di famiglia Alberto Ferrando nel suo libro Come nutrire mio figlio (Edizioni LSWR 2017):

  • Primo perché è inutile: “La cosa importante è lo stato di benessere del bambino, che si può valutare in base al numero di poppate (da un minimo di 6 a 12 e più al dì), dallo stato di soddisfazione del bambino dopo aver mangiato, dal numero e dalla quantità delle scariche intestinali e di pannolini “bagnati” di pipì, dalla crescita nel tempo”. Questa inizialmente dovrebbe essere di circa 120-150 grammi alla settimana, anche se i bambini non sono macchine e anche questo dato, da solo, può non essere completamente significativo.
  • Secondo, perché può essere dannosa: “L'uso della doppia pesata a ogni poppata è controproducente perché fa erroneamente credere che ci sia una quantità ideale di latte da assumere, creando ansia e insicurezza nella mamma”.

10. Allattamento e farmaci, spesso si può fare!

Purtroppo non tutti gli operatori sanitari sono effettivamente aggiornati su questo tema, ma un documento ufficiale del Ministero della salute sull'uso di farmaci per la donna che allatta al seno sottolinea che per molte situazioni sono disponibili farmaci efficaci e sicuri anche per la mamma che allatta (e dunque per il suo piccolino).

Che fare, però, se ci si ritrova con la ricetta per un farmaco e si ha il dubbio che questo possa non far bene al proprio bambino? Una possibilità è chiamare il Centro antiveleni dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (numero verde 800.883300 attivo H24) che ha un servizio specifico proprio sui farmaci in gravidanza e allattamento. Per quanto riguarda Internet, una buona fonte ufficiale è il Servizio su farmaci in gravidanza e allattamento dell'Agenzia italiana del farmaco. Altra buona fonte, però in inglese, è il sito Lactmed dei National Institutes of Health americani.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/allattamento-al-seno-i-consigli-alle-neomamme

Latte Materno: alimento migliore per il neonato

Latte materno: nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute

“Allattare al seno è un metodo senza pari per fornire ai bambini un nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute; è inoltre parte integrante del processo riproduttivo, con notevoli implicazioni positive per la salute del neonato e della madre.

L’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi compiuti e la tutela dell’allattamento materno, prima e dopo il parto, devono essere un obiettivo prioritario di tutti i neonatologi/pediatri, se si vuole mettere veramente il neonato al centro del futuro.” Così il Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), Prof.

Fabio Mosca, in occasione della Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno (SAM) che si celebra ogni anno dal 1 al 7 ottobre.

Il latte materno fornisce infatti tutti i nutrienti di cui un neonato ha bisogno ed è quindi considerato l’alimento ideale.

L’allattamento materno per questo motivo è vivamente consigliato da tutte le Società scientifiche nonchè raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dovrebbe essere esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita, protraendosi in base alle esigenze e alla volontà di madre e bambino.

Neonati: i vantaggi dell’allattamento al seno

I vantaggi dell’allattamento materno sono innumerevoli contribuendo ad instaurare e poi fortificare il rapporto tra mamma e neonato e creando un continuum tra “prima” e dopo la nascita.

Secondo un recente studio condotto in 100 Paesi, nell’ambito dell’iniziativa Alive & Thrive, estendere la sua pratica a tutti i bambini, potrebbe salvare più di 820.000 vite ogni anno e comportare risparmi per 340 miliardi di dollari annui.

Le caratteristiche del Latte Materno alimento “vivo”

Sempre “pronto all’uso”, igienicamente adeguato e alla giusta temperatura, il latte materno è un alimento su misura, si adatta ai bisogni delle varie fasi di crescita, cambia composizione nel tempo modificando la “propria formula”.

È un alimento “vivo” che varia nell’arco dell’allattamento, della giornata, ma anche della stessa poppata: subito dopo il parto ed in attesa della montata lattea, il neonato succhia il colostro, che rispetto al latte successivo è meno carico di zuccheri e grassi e più ricco in proteine per fornire anticorpi protettivi all’intestino.

Inoltre la mamma attaccando subito il neonato al seno avrà benefici nel processo di involuzione dell’utero, nella ripresa dal periodo post-partum e un recupero più veloce del proprio peso forma, con minori rischi a distanza di tumore a mammella e ovaio.

L’allattamento crea un legame positivo tra mamma e neonato

L’allattamento materno è inoltre il primo mezzo, il più semplice ed efficace, per creare un legame stabile e positivo tra mamma e neonato.

Già in sala parto infatti, se le condizioni lo consentono, il neonato viene posto a contatto, pelle a pelle, con la sua mamma.

Attraverso questo precoce contatto l’adattamento del neonato all’ambiente extra-uterino e l’avvio ed il mantenimento dell’allattamento al seno vengono influenzati positivamente.

L’Allattamento esclusivo al seno

Per quanto si tratti di un atto naturale, l’allattamento materno richiede una corretta informazione e un ampio sostegno, nella famiglia, nella comunità, nel sistema sanitario e nel contesto sociale e lavorativo.

La Survey Nazionale 2014 sull’Allattamento condotta dal TAS, il Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare sulla Promozione dell’Allattamento al Seno del Ministero della Salute, evidenzia chiaramente che in Italia il tasso di allattamento esclusivo presenta una forbice statistica molto ampia. In uscita dalla maternità varia dal 20% al 97% e a 5 mesi dal 12% al 30%, documentando per l’Italia quindi una grande disomogeneità.

Per favorire l’allattamento è dunque necessario supportare le famiglie per consentire alle madri di essere serenamente vicine ai propri figli.

Le Banche del latte – BLUD

Ma cosa succede quando il latte materno è insufficiente o del tutto assente, soprattutto per i neonati ad alto rischio o prematuri?

Il latte umano donato rappresenta l’opzione migliore e le Banche del Latte Umano Donato (BLUD), 38 in Italia, rivestono un ruolo fondamentale nel rispondere a questa esigenza.

Le BLUD svolgono un ruolo importante, permettendo di usare latte donato in attesa della montata lattea, prezioso soprattutto in alcune circostanze di fragilità, come nel caso dei neonati pretermine oppure affetti da altre patologie.

Nel 2005 è stata inoltre costituita l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), che ha tra le sue attività istituzionali la promozione e diffusione dell’allattamento al seno, della donazione del latte materno e dell’utilizzo del latte umano donato nelle Terapie Intensive Neonatali.

Leggi anche:

Источник: https://www.salutepiu.info/latte-materno-alimentazione-neonato/

Latte Mellin 1, caratteristiche e vantaggi per il bene del proprio neonato

Latte materno: nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute

Tutte le mamme sanno bene quanto siano importanti i primi mesi di vita del neonato. A poche ore dalla nascita il bimbo potrà infatti iniziare a percepire in maniera distinta i suoni e gli odori e, proprio in virtù di questa sensazionale “scoperta”, il bimbo inizierà a “percepire” la propria madre.

Anche prima di tale momento, inoltre, il bimbo potrà ben comunicare con la propria madre, percependo tutte le emozioni che da questa provengono nei suoi confronti: commozione, pianto, risa, paura, felicità.

Man mano che le settimane passeranno, invece, e già a partire dal secondo mese, il bimbo potrà sviluppare una più appropriata efficienza visiva, che inizierà a migliorare ulteriormente nel terzo mese, rispondendo correttamente agli stimoli intorno a lui, ed esprimendo curiosità rispetto al mondo che lo circonda.

Il nutrimento per la prima fase di crescita

Nel periodo sopra appena accennato, diventa fondamentale garantire al proprio bimbo tutto il nutrimento di cui ha bisogno.

L’allattamento, e il conseguente latte materno erogatogli, gli consentirà di ottenere il giusto equilibrio di sostanze nutritive che servono per poter crescere e svilupparsi al meglio e, insieme, tutti gli strumenti di autodifesa contro le malattie e contro le infezioni.

Non solo: come dimostrano lunghi studi medici, il latte materno sarà importantissimo per poterlo difendere con allergie e altri pregiudizi, considerato che il latte della mamma contiene immunoglobuline utili per poter proteggere la mucosa dell’intestino dagli elementi che causano le allergie. Inoltre, il latte della madre è ricco di acido linoleico e arachidonico, grassi essenziali che lo aiuteranno a rafforzarsi contro le infiammazioni della pelle.

Leggi anche: Latte ideale per neonati? Ecco quale è!

Latte Mellin 1 per la prima crescita del bimbo

Ad ogni modo, può capitare che il bimbo abbia bisogno di qualche utile supporto per poter cercare di assumere tutte le sostanze nutritive di cui ha necessità.

Proprio per andare incontro a tali necessità Mellin ha sviluppato un latte appositamente indicato a partire dalla nascita e fino al 6° mese compiuto.

Un latte che potrà essere utilizzato quando l’allattamento al seno non è possibile o non è sufficiente, e dopo aver comunque sentito il parere del pediatra, che saprà certamente consigliarvi sul modus operandi più corretto da attuare per il benessere del proprio bimbo.

Latte 1 per allergie alle proteine del latte vaccino

Considerato che Mellin ha pensato proprio a tutto, ricordiamo come all’interno della vasta gamma di ottimi prodotti dell’azienda spicchi anche un alimento dietetico 1, per lattanti, a fini medici speciali, pensato appositamente per realizzare un regime alimentare idoneo in caso di allergia alle proteine del latte vaccino. Si tratta di un latte speciale (Pollilat 1), a base di sieroproteine del latte idrolizzate estensivamente, in grado di soddisfare le esigenze alimentari del lattante nei primi mesi di vita.

Come preparare e conservare il latte in polvere

Stabilito quanto sopra, cerchiamo di integrare le conoscenze acquisite attraverso qualche utile istruzione per preparare e conservare il latte in polvere.

Preparare il latte in polvere

Prima della preparazione lavarsi correttamente le mani e sterilizzare il biberon, la tettarella, la ghiera. Quindi, far bollire l’acqua necessaria e versarla nel biberon ad almeno 70 gradi. Aggiungere dunque i misurini rasi di polvere seguendo le indicazioni della tabella media di alimentazione, chiudere il biberon e agitarlo per poter far sciogliere la polvere.

Leggi anche: Latte materno, come produrne di più?

Conservare il latte in polvere

La confezione con il latte in polvere deve essere conservata in luogo asciutto e lontano da fonti di calore.

Inoltre, una volta aperta, la confezione deve essere rinchiusa correttamente e conservata in luogo fresco (ma non in frigorifero) ricordandosi sempre di consumare il tutto entro un mese dell’apertura.

Il latte deve essere invece preparato sempre al momento del pasto, e consumato entro due ore.

Ricordate altresì che è buona norma non riscaldare o bollire il latte una volta preparato, non riutilizzare l’eventuale latte avanzato, utilizzare solo il misurino contenuto nella confezione e seguire con cura le indicazioni, ricordando che per i bambini di 1-2 settimana è opportuno usare 2-3 misurini, per i bimbi di 3-4 settimane se ne possono usare 3-4, per quelli di 2 mesi si può arrivare a 4 misurini e, di seguito, seguire le istruzioni sul ritmo di crescita dei misurini da utilizzare, fino ad arrivare ai 7 a partire dai 5 mesi.

Источник: https://www.mammeoggi.it/latte-mellin-1/7314/

Il mio latte non è acqua

Latte materno: nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute

Come spieghiamo in modo approfondito anche all’interno del nostro corso preparto online, il latte materno viene prodotto già durante le ultime fasi della gravidanza, con delle caratteristiche peculiari che lo rendono adatto per il neonato che andrà a nascere di lì a poco.

Ogni mammifero, infatti, produce un latte specifico per la propria specie, la cui composizione è funzionale alle necessità del piccolo che nascerà.

È per questo che, ad esempio, nelle prime settimane in cui viene prodotto, il latte delle mucche sarà molto diverso dal latte umano: i vitellini devono essere in grado di camminare già da subito, mentre i nostri bambini cominceranno a mettersi in piedi e a camminare intorno all’anno di vita.

Il latte di mucca, quindi, deve essere molto più ricco di sostanze come le proteine, che servono per far crescere più rapidamente e dare ancora più forza al vitellino sin dalla nascita.
Il latte materno è un liquido vivo, che matura e si modifica col bambino in base alle sue necessità nutrizionali. La composizione varia durante la singola poppata, durante la giornata e man mano che passano i giorni.

Il primo latte materno: il colostro

I cambiamenti nella composizione del latte materno si rendono visibili con le modifiche nel colore.

Alla nascita, per esempio, prevale un colorito giallastro: è il colostro, un latte che contiene tantissime sostanze che lo rendono unico e che forniscono al neonato, in piccole dosi, una grande quantità di calorie sotto forma di proteine e zuccheri.

Le proteine sono soprattutto quelle anti-infettive e quelle che fungono da fattori di crescita per lo sviluppo del sistema digerente.
Nella stessa giornata il colore del colostro può variare proprio perché varia la sua composizione in proteine, zuccheri e grassi che, sebbene in quantità ridotta rispetto al latte maturo, sono tuttavia presenti.

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Il colore del latte materno

Col trascorrere dei giorni il latte materno diventa maturo e più chiaro, fino ad apparire bianco, ma con una netta differenza tra l’inizio e la fine della poppata; infatti, mentre all’inizio si presenta quasi trasparente, tanto da assomigliare più all’acqua che al latte, alla fine della poppata assume un colore decisamente più bianco. Questa differenza è spiegata, appunto, dalla diversa composizione del latte materno: mentre all’inizio della suzione il latte è molto più ricco di zuccheri e proteine, alla fine della poppata si carica di grassi che lo fanno diventare bianco.
La trasparenza cambia anche durante la giornata: al mattino il latte materno è più trasparente, mentre la sera sarà più bianco. Non a caso, infatti, la sera il latte è molto più ricco di grassi. Le modifiche di colore, e quindi di composizione, fanno sì che il sapore del latte materno appaia diverso durante la poppata, nel corso della giornata, e man mano che il bambino cresce.

Sostanze e composizione: cosa contiene il latte materno?

Il latte materno contiene tutto quello che serve per una crescita ottimale del neonato e per i primi 6 mesi di vita del bambino.

Dopo, di norma, i bambini cominciano a mangiare altri alimenti che lo porteranno ad assumere altre sostanze nutritive indispensabili per integrare il latte materno, che, tuttavia, rimane l’alimento principale per tutto il primo anno di vita.

Il latte contiene un’enorme quantità di nutrienti, e, di tanto in tanto, ancora oggi vengono identificate nuove sostanze che ne fanno parte.

Accanto alle proteine, ai grassi, agli zuccheri, alle vitamine e ai minerali che sono perfettamente bilanciati tra di loro per ottimizzarne l’assorbimento a livello dell’intestino, esistono un gran numero di altre sostanze contenute nel latte materno con funzioni specifiche.

Ad esempio, il latte contiene degli enzimi che permettono la pre-digestione dei grassi in modo che siano più facilmente assorbibili dall’intestino immaturo del neonato.

E ancora: fattori di crescita che consentono la maturazione dell’apparato digerente; numerosi agenti anti-infettivi che proteggono il neonato da malattie causate da batteri, virus, parassiti e funghi; molecole che provengono dal sistema ormonale della madre e che rendono il latte materno un alimento specifico per il singolo bambino. Tutte queste sostanze vengono veicolate con l’acqua, che è il composto prevalente del latte: oltre l’85% del latte materno, infatti, è composto da acqua. Per non alterare le proprietà dei suoi numerosi nutrienti, quando il bambino non viene allattato al seno, è importante che vengano rispettate alcune piccole ma importanti regole per una corretta conservazione del latte materno.

Tutti i benefici del latte materno

I bambini nutriti con latte materno si ammalano meno di quelli che ricevono una formula artificiale.

Questa protezione, inoltre, non si limita al solo periodo dell’allattamento, ma si prolunga nel tempo e i suoi effetti benefici arrivano a condizionare malattie che si manifestano persino nell’età adulta.

Molti di questi effetti sono commisurati al periodo dell’allattamento, e sono più potenti quanto più a lungo le mamme allattano i propri bambini.La protezione, però, non riguarda solo le malattie infettive.

I bambini allattati al seno, infatti, sono più protetti anche dal diabete, da alcuni tipi di tumore, soffrono meno di obesità e sono dotati di un quoziente intellettivo maggiore a parità di altri fattori (ambientali e genetici).

Anche le mamme ricevono numerosi benefici dall’allattamento al seno: per esempio si ammalano di meno dei due tumori più frequenti nella razza bianca, ossia quello dell’ovaio e della mammella, e hanno meno complicanze derivate dall’osteoporosi dopo la menopausa. Anche per le mamme, come per il bambino che è stato nutrito con latte materno, questi effetti protettivi sono tanto maggiori quanto più a lungo hanno allattato al seno.

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/nascere/allattamento/il-mio-latte-non-e-acqua/

Gravidanza
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