La sindrome del tunnel carpale in gravidanza

Contents
  1. Tunnel carpale in Gravidanza: Cause, Sintomi, Rimedi e il TUTORE
  2. Generalità sulla Sindrome del Tunnel Carpale
  3. Tunnel carpale gravidanza: cosa sapere
  4. Tunnel carpale gravidanza: come risolvere il problema
  5. Tutore tunnel carpale gravidanza
  6. Infiltrazioni tunnel carpale in gravidanza
  7. Tunnel carpale e gli esercizi migliori
  8. Salute delle mani in gravidanza e dopo il parto
  9. Formicolio, dolore, intorpidimento alle mani: sono sintomi frequenti durante la gravidanza. Quando sono sintomatici di una patologia?
  10. Cos’è la sindrome del tunnel carpale?
  11. C’è un periodo della gravidanza in cui si presenta più di frequente?
  12. Come prevenire la sindrome del tunnel carpale in gravidanza?
  13. Può essere utile stare attente a non dormire di fianco?
  14. Ci sono esercizi che possono rallentare la comparsa della sindrome?
  15. Quando è necessario rivolgersi allo specialista e come si arriva alla diagnosi?
  16. Quando occorre rivolgersi alla chirurgia?
  17. E il dito a scatto?
  18. Nel post partum, la sindrome di De Quervain può colpire molte mamme, quali sono i sintomi?
  19. Come si diagnostica e quali sono le cure?
  20. Dopo l’intervento è possibile prendere in braccio il bambino?
  21. C’è una relazione tra queste patologie e l’allattamento?
  22. E il ruolo del fisioterapista?
  23. Sindrome del tunnel carpale in gravidanza: cosa fare?
  24. Perché si verifica il tunnel carpale in gravidanza?
  25. Sindrome del tunnel carpale in gravidanza: quale terapia seguire?
  26. La sindrome del tunnel carpale in gravidanza
  27. Perché è più frequente durante la gravidanza?
  28. Quali sono i sintomi?
  29. Come si può diagnosticare?
  30. Come curarla?

Tunnel carpale in Gravidanza: Cause, Sintomi, Rimedi e il TUTORE

La sindrome del tunnel carpale in gravidanza

Uncategorized Oct 23, 2020

Sono tante le donne in gravidanza che soffrono della Sindrome del Tunnel Carpale. Questa ha un decorso molto variabile e le soluzioni sono diverse. Ecco perciò tutto quello che occorre sapere su una tematica delicata ma, nel contempo, di grande interesse. 

Generalità sulla Sindrome del Tunnel Carpale

Quando si parla di questo disturbo si fa riferimento ad una compressione nervosa molto comune.

Questa causa dolore e un senso di intorpidimento di polso e mano, una sensazione che può creare fastidio prolungato.

La causa, nella maggior parte dei casi, si determina per la compressione del Nervo Mediano a livello del polso, esattamente dove attraversa il Tunnel Carpale, al di sotto di una struttura legamentosa (il Legamento Carpale Trasverso) per raggiungere la cute ed i muscoli della mano.

Il Nervo Mediano è un nervo misto, cioè ha una funzione sia sensitiva che motoria.

La parte sensitiva dona la sensibilità alle prime 3 dita della mano e di metà del quarto dito. La sua parte motoria, invece, innerva alcuni piccoli muscoli che consentono il movimento del pollice.

Quando il legamento trasverso e le guaine che ricoprono i 9 tendini che attraversano il Tunnel Carpale aumentano di spessore, diminuendo così lo spazio all’interno del tunnel, il Nervo Mediano di comprime e va in sofferenza.

La conseguenza di questo semplice ma importate processo è l’infiammazione del Nervo Mediano.

Va posta però molta attenzione ad una condizione i cui sintomi potrebbero peggiorare nel tempo e diventare sempre più acuti soprattutto nelle ore notturne.

Per diagnosticare questo tipo di sindrome basta un esame accurato svolto da uno specialista che possa così valutare in maniera attenta la condizione di ciascun paziente.

Se questo non bastasse, per valutare lo stato funzionale del nervo è utile ricorrere all’ellettromiografia/elettroneurografia (EMG/ENG).

L’esame può essere percepito come fastidioso, ma di norma è ben tollerato. Non ci sono controindicazioni per l’esecuzione dell’esame in gravidanza.

Esiste anche un test specifico per verificare la possibilità della presenza o meno della Sindrome del Tunnel Carpale ed è il Test di Phalen.

Tunnel carpale gravidanza: cosa sapere

Durante la gravidanza sono molte le donne che avvertono i dolori correlati alla Sindrome del Tunnel Carpale. La compressione del nervo mediano può così causare un dolore intenso che talvolta risulta difficile da controllare.

Questo tipo di sindrome si può manifestare inizialmente con dolori di lieve entità, ma col tempo possono diventare particolarmente intensi limitando così la mobilità per intero della mano. Nei casi più avanzati potrebbe manifestarsi anche una perdita di forza nei movimenti del pollice della mano.

I sintomi più comuni sono dolore alle mani, intorpidimento delle mani, sensazioni di formicolio alle dita, mano e pollici e dolore che sale all'avambraccio.

In rari casi può anche tradursi in dolore alla spalla e al collo. Spesso questi sintomi sono più intensi di notte e provocano disturbi del sonno di routine.

L'ultima cosa di cui una madre in attesa ha bisogno è un'altra causa che impedisca un tranquillo sonno ristoratore.

Dormire notti tranquille è fondamentale per una buona salute, per tutti noi, ma è particolarmente importante per una donna incinta.

La Sindrome del Tunnel Carpale diventa più frequente durante la gravidanza e in particolar modo quando l’equilibrio ormonale subisce dei cambiamenti come per l’appunto nel caso della gravidanza e dell’allattamento ( anche come avviene nella menopausa).

Nelle Linee guida della gravidanza fisiologica fornite dal Ministero della Salute, la Sindrome del Tunnel Carpale non è rara nella donna in gravidanza, con valori stimati tra il 21% e il 62% principalmente nel corso del terzo trimestre della gravidanza. Inoltre, sembrano interessate soprattutto le donne con 30 o più anni e che affrontano la gravidanza per la prima volta.

La causa di una diffusione tale nel corso della gravidanza è da riscontrarsi alla ritenzione di liquidi molto marcata nell'arco dei nove mesi, e ancor di più nella fase finale della gravidanza. Incide negativamente la ritenzione idrica a livello del nervo mediano e del polso che porta così ad un aumento della pressione sul nervo stesso e quindi una sua compressione.

Senza dimenticare che le variazioni ormonali possono causare un edema del Legamento Trasverso del Carpo, portando così ad una riduzione incidente dello spazio per lo scorrimento delle fibre nervose. Vale la pena considerare anche che ci sono donne già affette da questa sindrome che però tende ad acutizzarsi con la gravidanza.

Generalmente per una donna in attesa di un bambino la prognosi è favorevole in quanto i sintomi possono scomparire o comunque ridursi dopo il parto. Non mancano comunque casi di donne che per oltre un anno dopo aver partorito avvertono dolori correlati al Tunnel Carpale.

La sintomatologia del Tunnel Carpale post-gravidanza tende a diventare più sopportabile per cui non occorre rivolgersi ad esperti o usare tutori.

Ma non è sempre così in quanto ci sono situazioni in cui i dolori potrebbero diventare particolarmente marcati, per cui vale la pena parlare dell'approccio conservativo che permetta di alleviare la pressione all’interno del Tunnel Carpale e soprattutto che non sia invasivo.

Questo approccio deve alleviare il dolore, migliorare il sonno, consentire un ritorno alla piena attività e non comporti nessuna interferenza con il bambino in via di sviluppo.

Tunnel carpale gravidanza: come risolvere il problema

L’approccio alla sindrome del Tunnel Carpale se sei in attesa di un bambino dovrebbe essere conservativa. 

Ricorrere all'intervento chirurgico deve essere l’ultima opzione da prendere i considerazione anche perché bisogna sottoporsi ad una serie di controlli preliminari così che possa essere svolto in sicurezza.

Oltre ad essere poi necessaria della fisioterapia e riabilitazione post-intervento. Ecco perché, prima ancora dei rimedi naturali o dei rimedi della nonna, sono tante coloro che optano per i più pratici tutori notturni non invasivi.

È utile anche segnalare che non mancano i casi in cui, oltre al trattamento del dolore, si va ad aggiungere una terapia mirata contro altri fattori come obesità e artrite, oltre al diabete, per fare qualche esempio.

Inoltre, la soluzione migliore conservativa è quella che:

  1. Riesce a decomprimere le strutture interne es adiacenti al Tunnel Carpale alleviando la pressione sul Nervo Mediano che causa i sintomi più fastidiosi e dolorosi della Sindrome del Tunnel Carpale.
  2. Molto importante è migliorare la circolazione sanguigna in modo tale che la mano possa avere i nutrienti e l’ossigeno necessari per la rigenerazione cellulare.
  3. Non interferisce con le attività quotidiane giornaliere nel rispetto della tranquillità della madre
  4. Essenziale proteggere sul bambino in via di sviluppo cercando di evitare farmaci antinfiammatori, tutori rigidi o infiltrazioni di cortisone localizzato, che è la progressione standard che viene generalmente consigliata.

Questo viene ottenuto con un tutore notturno per la mano, particolare ed elastico.

Nell'approccio conservativo rientrano anche esercizi di allungamento che ti permettono di diminuire l’infiammazione a carico di quei muscoli e tendini che attraversano proprio il Tunnel Carpale ed esercizi di rinforzo per ripristinare l’eventuale perdita di forza della mano. Questa è una procedura importante anche come uno dei rimedi per il Tunnel Carpale in gravidanza: ridurre la tensione nella zona della mano e del polso ha un'azione decompressiva sul Nervo Mediano.

Esistono anche altri rimedi che potrebbero essere utilizzati, sempre previo consiglio medico come la laserterapia o ultrasuoni che però non agiscono sulla causa del problema.

Tutore tunnel carpale gravidanza

Al giorno d'oggi si può dire che il tunnel carpale in gravidanza è una condizione assai comune e che provoca non pochi disturbi.

Molte donne temono la chirurgia, ed è giusto precisare che questa non è certo l'unica né tanto meno la primaria soluzione.

Dato che il decorso di questo problema solitamente durante e dopo la gravidanza è benigno, in molti casi non è affatto necessario ricorrere all'intervento.

Ecco perché è consigliabile un tutore notturno non invasivo che permetta di mantenere il movimento senza creare immobilità assolutamente non necessarie.

l'unico tutore non rigido indicato per la Sindrome del Tunnel Carpale durante la gravidanza è senza dubbio quello che il nostro team di esperti ha brevettato.

Si tratta di un prodotto unico nel suo genere, estremamente comodo da indossare. Inoltre, non sono previste stecche che possano limitare i movimenti, oltre a dover considerare che la tecnologia è appositamente studiata proprio per portare ad un efficiente allungamento muscolare dolce e continuo per tutta la notte.

La sua unicità sta nella forma a ragno caratteristica che abbraccia la mano: il che determina che si possano sfruttare quattro direzioni opposte per avere un allungamento efficiente delle strutture muscolari, tendine e linfatiche che passano attraverso il tunnel carpale.

Si tratta perciò di un vero e proprio meccanismo ad apertura che permette di avere una decompressione delle zone infiammate a livello del tunnel carpale.

Ciò porterà ad uno stato naturale e quindi ad un miglioramento della propria condizione.

La novità esclusiva del Tutore TCS sta nel fatto che si posiziona proprio nella mane ed è super efficace in quanto è studiato proprio per una buona riuscita del risultato.

Un programma di lavoro grazie ad un dispositivo del genere fa in modo che ci si possa liberare in modo naturale della sofferenza nel corso delle ore notturne e anche in quelle diurne.

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Infiltrazioni tunnel carpale in gravidanza

Fino a qualche anno fa le infiltrazioni farmacologiche per le articolazioni erano principalmente una prerogativa di atleti professionisti.

Tanti campioni si sono sottoposti a questo tipo di trattamento per risolvere problemi lunghi di infiammazioni di vario genere.

Oggi invece le cose sono cambiate e le infiltrazioni sono diventate uno strumento terapeutico molto diffuso anche tra persone comuni, e non solo atleti professionisti o amatoriali.

Queste avvengono direttamente nella zona del tunnel carpale e prevedono l'iniezione locale di farmaci cortisonici che hanno al funzione proprio di ridurre l'infiammazione ed eliminare il gonfiore.

Questo comporta che anche gli altri sintomi vadano a ridursi: la tecnica delle infiltrazioni prevede microiniezioni periarticolari che differentemente dai farmaci per uso orale agiscono direttamente sulla compressione.

In ogni caso, pur essendo un buon tipo di terapia, è altamente sconsigliata nelle donne in gravidanza: le infiltrazioni a base di farmaci cortisonici sono un pericolo potenziale non solo per la mamma, ma anche per il bimbo che porta in grembo.

Inoltre espongono entrambi ad effetti collaterali di una certa entità, motivo per cui è sempre fondamentale affidarsi alla consulenza di un medico fidato.

La maggior parte degli ortopedici consiglia alle donne che sono in attesa di un bambino di utilizzare un tutore apposito su misura che permetta così di portare ad una pronta risoluzione del problema senza pericoli di alcun genere.

Anche perché in molti casi le infiltrazioni vanno ripetute a cicli e non sono una soluzione permanente: iniettare nell'organismo cortisonici non è il massimo, perciò meglio puntare su soluzioni meno invasive e comunque efficienti nella finalità attesa.

Tunnel carpale e gli esercizi migliori

Esistono una serie di esercizi che sono molto utili per migliorare la condizione di una donna in gravidanza con la sindrome del tunnel carpale.

Lo scopo di questi esercizi è quello di allungare le strutture che attraversano il tunnel carpale eliminando la pressione sul Nervo Mediano.

Uno dei migliori è senza dubbio quello del Ventaglio che prevede di alleggerire il carico sulla muscolatura della mano, del polso e del braccio in generale. Così come si distende interamente la struttura muscolo-tendinea a livello del tunnel carpale avendo anche una minore tensione del nervo mediano.

C'è poi l'esercizio con le dita intrecciate, un esercizio di stretching molto semplice che allevia la tensione e riprende un buon flusso circolatorio nella zona. Molto benefico anche per una corretta mobilità del polso di una donna in gravidanza che soffre di sindrome di tunnel carpale.

Un altro esercizio consigliato è quello della mano al muro e delle dita in basso. Grazie a questa modalità di stretching si riesce a ripristinare un normale flusso circolatorio, oltre ad avere modo di allungare meglio i muscoli che circondano il nervo mediano. Questi, quando sono contratti, sono alla base dei disturbi correlati al tunnel carpale infiammato.

Dunque non c'è assolutamente nulla di cui preoccuparsi quando si parla di questo tipo di problema nell'arco della gravidanza.

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Источник: https://www.tunnelcarpale.net/blog/tunnel-carpale-gravidanza

Salute delle mani in gravidanza e dopo il parto

La sindrome del tunnel carpale in gravidanza

Dal 4 al 9 marzo, in occasione di Specialmente Donna, abbiamo parlato della salute delle mani in gravidanza con il dottor Giorgio Pivato, Responsabile di Chirurgia della Mano e Microchirurgia ricostruttiva di Humanitas Pio X.

Formicolio, dolore, intorpidimento alle mani: sono sintomi frequenti durante la gravidanza. Quando sono sintomatici di una patologia?

Sono sintomi frequenti che si riscontrano in tante situazioni, ma la gravidanza è un periodo particolare nella vita di una donna, e si caratterizza per la presenza più frequente di questi disturbi rispetto ad altre fasi della vita.

Sentire formicolio alle dita o alle mani non è normale, ad eccezione delle situazioni in cui, per esempio, si tiene il braccio sempre nella stessa posizione. Il formicolio andrebbe comunque sempre considerato un sintomo da non sottovalutare e da indagare.

Infatti, potrebbe essere uno dei sintomi della sindrome del tunnel carpale.

Cos’è la sindrome del tunnel carpale?

La sindrome del tunnel carpale è lo schiacciamento del nervomediale al polso (che collega l’avambraccio alla mano, passando per un canale molto stretto). Quando il nervo viene schiacciato, riceve poco sangue.

Per questo, partendo dal punto di schiacciamento verso in basso, si ha sofferenza di tipo ischemico (ovvero non arriva sangue).

Il formicolio è il disturbo più identificativo di questa sindrome, ma può non essere l’unico sintomo che il paziente riferisce.

C’è un periodo della gravidanza in cui si presenta più di frequente?

L’ultimo trimestre è il periodo in cui può manifestarsi con più frequenza la sindrome.

Negli ultimi tre mesi, infatti, si verifica un aumento di peso significativo che provoca l’incremento della ritenzione idrica, a sua volta causa dell’aumento dei volumi all’interno del corpo.

La conseguenza è che le strutture in cui passano i nervi si restringono, perciò basta un minimo aumento di pressione per provocare la sofferenza del nervo.

Come prevenire la sindrome del tunnel carpale in gravidanza?

Per prevenire la sindrome del tunnel carpale è sufficiente evitare tutte le situazioni che potrebbero provocare uno schiacciamento del nervo.

Per esempio, andrebbero evitate le posture che aumentano le pressioni sul nervo, una flessione prolungata del polso, i movimenti ripetitivi consecutivamente. Inoltre, bisognerebbe cercare di variare la postura, anche dal punto di vista sistemico (cioè di tutto il corpo).

Per le donne in gravidanza, si può prevenire la comparsa della sindrome cercando di tenere sotto controllo l’inevitabile aumento di peso.

Può essere utile stare attente a non dormire di fianco?

In linea teorica è corretto, ma in pratica è difficile mantenere la posizione che vogliamo durante tutto il tempo del riposo.

Infatti, anche se ci forziamo ad addormentare in una certa posizione, nel corso della notte modifichiamo la posizione verso quella più abituale.

In generale, si verifica un aumento della pressione sul nervo quando dormiamo a pancia in giù o con le mani sotto al viso.

Ci sono esercizi che possono rallentare la comparsa della sindrome?

Premesso che gli esercizi non impediscono la comparsa della sindrome, è vero che in alcuni casi possono aiutare ad avere una riduzione della percezione dei sintomi.

  Ad esempio, mantenere il polso in estensione, facendo dei respiri in questa posizione o movimenti di rotazione, distendere il gomito sono tutte manovre che riattivano la circolazione e portano più sangue al nervo. In questo modo si percepisce una diminuzione del formicolio.

Tuttavia, va ricordato che con questi esercizi riduciamo il formicolio perché, per la forza di gravità, aumenta il flusso di sangue alla mano, ma non diminuisce la compressione del nervo.

Quando è necessario rivolgersi allo specialista e come si arriva alla diagnosi?

Avvertire il formicolio non è mai una situazione di tipo fisiologico, tranne nel caso in cui la situazione sia correlata ad una postura.

In tutte le altre situazioni in cui si manifesta il formicolio o è persistente, il consiglio è di rivolgersi allo specialista, che ascolta la paziente, guarda la mano, fa inquadramento clinico.

In caso di dubbio si fa l’elettromiografia, un esame semplice e non invasivo (solo un po’ fastidioso) ma che permette di vedere come funziona il nervo e con quale velocità conduce lo stimolo elettrico da un punto all’altro. Più velocemente lo stimolo viene condotto, migliore è lo stato di salute del nervo.

Quando occorre rivolgersi alla chirurgia?

Nelle situazioni iniziali o quando l’elettromiografia mostra un grado di sofferenza ridotta del nervo può essere sufficiente la cura con metodi conservativi, come fare esercizi o posizionare di notte un tutore che mantiene il polso in estensione per diminuire la compressione del nervo. Se invece i sintomi sono importanti e il trattamento conservativo non è efficace, ma soprattutto se l’elettromiografia mostra un grado di sofferenza importante del nervo, allora si consiglia di effettuare l’intervento chirurgico.

E il dito a scatto?

Il dito a scatto è una patologia diversa dal tunnel carpale (che è lo schiacciamento di un nervo). Il dito a scatto consiste nell’infiammazione di un tendine che aumenta il suo volume perché la guaina che lo circonda si ispessisce leggermente.

Come per il tunnel carpale è frequente in gravidanza o dopo il parto. Diversamente dalla sindrome del tunnel carpale che deve essere trattata immediatamente per evitare che il nervo venga compromesso seriamente, la cura del dito a scatto può essere rimandata, se la paziente sopporta il dolore.

Nel frattempo si può mettere un tutore, fare terapie fisiche, utilizzare cortisone.

Nel post partum, la sindrome di De Quervain può colpire molte mamme, quali sono i sintomi?

Il morbo di De Quervain è una patologia chiamata comunemente “delle giovani mamme” e detta anche “delle ricamatrici” o “delle infilatrici di perle” o “delle nonne”. Si tratta di un’infiammazione dei due tendini che collegano pollice e mano.

Se manteniamo una posizione di sforzo per lungo tempo, i tendini si possono infiammare, con conseguente dolore e difficoltà di movimento e di rotazione del polso.

Si presenta nel periodo post-partum perché il movimento che si fa per sostenere la testa del bambino provoca la situazione di sofferenza dei tendini.

Come si diagnostica e quali sono le cure?

La diagnosi è semplice, l’ecografia va considerata superflua in questo caso, perché basta una visita.

Per curarla, sono a disposizione interventi poco invasivi non solo dal punto di vista chirurgico ma anche dal punto di vista anestesiologico (è sufficiente una puntura di anestetici sul polso, che non giungono al bambino) e non servono antibiotici nel post operatorio né antidolorifici.

Dopo l’intervento è possibile prendere in braccio il bambino?

Sì, grazie alle tecniche mininvasive la paziente può tornare alle azoni e ai gesti di prima, senza dolore.

C’è una relazione tra queste patologie e l’allattamento?

L’allattamento è un’altra situazione particolare che causa lo sconvolgimento dell’assetto ormonale della donna e determina la ritenzione idrica, che anche a livello tendineo può creare situazioni infiammatorie.

E il ruolo del fisioterapista?

Nelle fasi pre-operatorie il fisioterapista è la figura che confeziona i tutori su misura della mano della paziente, le dice quali movimenti fare, consiglia se è necessario l’intervento chirurgico. Il fisioterapista conforta la paziente e la invita a usare la mano, più che fare vera e propria fisioterapia. La miglior fisioterapia è quella che fa la paziente utilizzando la mano normalmente.

Источник: https://www.humanitas-sanpiox.it/news/salute-delle-mani-in-gravidanza-e-dopo-il-parto/

Sindrome del tunnel carpale in gravidanza: cosa fare?

La sindrome del tunnel carpale in gravidanza

La gravidanza è un momento felice nella vita di una donna, pieno di gioie ma carico di preoccupazioni.

Ogni piccolo sintomo può bastare per dare l’allarme alla futura mamma! Anche perché si sa, durante il periodo di gestazione è possibile contrarre alcune patologie, che possono compromettere la salute della paziente e quella del bambino.

Oggi vogliamo parlarti della sindrome del tunnel carpale, una delle patologie che la gestante può riscontrare nell’arco dei nove mesi.

Per fortuna si tratta di una sindrome che si presenta raramente ma che, una volta manifestata, richiede un trattamento accurato. Vediamo subito di cos’è e quale terapia seguire per una corretta guarigione.

Perché si verifica il tunnel carpale in gravidanza?

La sindrome del tunnel carpale è un’infiammazione che interessa il nervo mediano, un tunnel che va dal polso alla mano. Quando questo nervo si trova intrappolato tra il legamento del carpo e i tendini delle prime tre dita della mano, si infiamma causando dolore al polso e gonfiore alla mano della paziente.

Questo avviene in particolare nei casi in cui il polso è sollecitato in maniera eccessiva durante le attività di normale routine.

Dall’uso del mouse e della tastiera del PC, al sollevamento di pesi eccessivi come le buste della spesa o le bottiglie d’acqua.

Non a caso è una sindrome che colpisce in particolare chi svolge attività pesanti che gravano in particolare sulle articolazioni.

Cosa succede quindi in gravidanza? Durante la gestazione i nervi e i tendini sono più sensibili e, quando sottoposti a pesi continui, si infiammano più facilmente. Ma la principale causa della sindrome del tunnel carpale in gravidanza è dovuta in particolare alla ritenzione idrica, molto frequente durante la gestazione.

Il disturbo è molto fastidioso per la paziente ma fortunatamente non è pericoloso per il bambino. Il tunnel carpale interessa in particolare il braccio, il polso e la mano, e tra i sintomi troviamo: dolore, bruciore e formicolio. Si consiglia, quindi di consultare un ortopedico e il ginecologo che segue la gravidanza.

Vediamo quindi quale terapia seguire per alleviare l’infiammazione del tunnel carpale.

Sindrome del tunnel carpale in gravidanza: quale terapia seguire?

Lo scopo principale della terapia è quella di alleviare l’irritazione del nervo, in modo da eliminare dolori e formicolii fastidiosi.

Solo nei casi più gravi, che non rispondono alla normale terapia e si protraggono per oltre 20 mesi, si rende necessario l’intervento chirurgico.

Si parla di quei casi che vanno ben oltre la gravidanza, anche perchè di solito l’infiammazione si riduce dopo aver partorito.

Non è una sindrome grave, quindi può essere trattata con qualche piccolo rimedio e qualche precauzione in più. Per prima cosa, alla comparsa dei sintomi è bene rivolgersi subito al medico di base per valutare come intervenire. In genere, con una semplice ecografia, oppure con l’elettromiografo, si è in grado di fare una diagnosi accurata.

Poiché la sindrome del tunnel carpale è causata da una continua sollecitazione del polso, si può iniziare a procedere riducendo le attività per tenere a riposo le articolazioni. Infine, per sostenere il polso durante le normali attività quotidiane è consigliato l’uso di tutori che rendono più semplici i movimenti della mano.

La polsiera elastica è ideale per traumi di lieve entità, indicata in particolare nella fase iniziale della sindrome. Questo è il modello proposto dalla Special, sorregge il polso prevenendo le distorsioni e traumi di ogni genere.

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La sindrome del tunnel carpale in gravidanza

La sindrome del tunnel carpale in gravidanza

Salute donna

La Sindrome del Tunnel Carpale (STC) è la causa più frequente di intrappolamento di un nervo periferico in corso di gravidanza.

Si determina per la compressione del nervo mediano al polso, laddove questo attraversa il canale del carpo passando al di sotto di una struttura legamentosa (il legamento trasverso del carpo) per raggiungere la cute ed i muscoli della mano.

Il nervo mediano è un nervo misto, sensitivo e motorio. La parte sensitiva fornisce la sensibilità alla superficie palmare ed alla punta delle prime tre dita della mano e di metà del quarto dito. La parte motoria innerva a livello della mano alcuni piccoli muscoli che consentono il movimento del pollice.

Quando il legamento traverso e le guaine che ricoprono i tendini aumentano di spessore, diminuendo di conseguenza lo spazio nel canale, il nervo mediano si comprime e va in sofferenza.

Perché è più frequente durante la gravidanza?

È una patologia che diventa più frequente anche durante la gravidanza e in particolare quando l’equilibrio ormonale si altera come succede tipicamente durante la gravidanza, l’allattamento e con la menopausa.


Infatti, come spiegano le Linee guida della gravidanza fisiologica rilasciate dal Ministero della Salute, la Sindrome non è rara nella donna in gravidanza, con valori di incidenza stimati tra 21% e 62%, più frequentemente nelle gravide con più di 30 anni e nelle nullipare.

Le cause dell’incrementata incidenza di tale quadro in gravidanza sono per lo più legate allaritenzione di liquidi a livello del polso e del nervo mediano, che determina un aumento della pressione sullo stesso nervo ed una sua compressione.

Levariazioni ormonalipossono essere responsabili di un edema del legamento trasverso del carpo, con conseguente riduzione dello spazio di scorrimento delle fibre nervose.

C’è inoltre da considerare una quota di donne affette già da tale Sindrome, seppur clinicamente non manifesta, nelle quali i sintomi si scatenano proprio con la gravidanza.  In genere, il disturbo si evidenzia tra il terzo e il sesto mese o verso la fine della gravidanza, essendo anche questa fase caratterizzata da maggiori variazioni ormonali.

Quali sono i sintomi?

La Sindrome del Tunnel Carpale si manifesta generalmente con la presenza di dolore, intorpidimento e/o perdita di sensibilità alle prime tre dita della mano ed a metà del quarto dito, soprattutto notturne.

Nei casi più avanzati si può associare anche una perdita di forza nei movimenti del pollice.

A seguire possono comparire anche dolore, che può estendersi dalla mano e dal polso fino alla spalla, calo della sensibilità tattile delle dita e della forza prensile della mano, soprattutto a eseguire i “movimenti fini” come abbottonare una camicia o allacciare il reggiseno. Durante la notte, la posizione sdraiata ridistribuisce i liquidi corporei con un aumento dell’edema agli arti superiori e quindi anche all’interno del tunnel carpale con conseguente aumento della pressione e dell’aggravarsi dei sintomi.

Come si può diagnosticare?

La diagnosi e la cura precoci sono importanti per evitare danni permanenti al nervo mediano.

Prima di tutto è bene sottoporsi ad unavisita specialistica durante la quale verranno inquadrati i sintomi per capire se sono collegati proprio alle variazioni ormonali, alle attività quotidiane o a un disturbo sottostante.

Tra i test specifici che si eseguono ci sono ad esempio il test di Phalen e il test di Tinel: duranteil Test di Phalen il paziente deve mantenere i polsi, uno di fronte all’altro, in flessione o estensione per circa un minuto.

Avvertire la comparsa di formicolii o di un dolore accentuato alle dita è indice di una possibile malattia in atto. Con il Test di Tinel si percuote invece la parte volare del polso. Percepire una scossa può essere segno di irritazione del nervo e quindi della presenza della sindrome del tunnel carpale.

Per valutare lo stato funzionale del nervo e stadiare la Sindrome è utile ricorrere alla elettromiografia/elettroneurografia (EMG/ENG). L’esame può essere percepito come fastidioso, ma di norma è ben tollerato. Non ci sono controindicazioni per l’esecuzione dell’esame in gravidanza. In alcuni casi può essere utile richiedere anche una ecografia del nervo mediano e dei tendini flessori al polso e palmo.

Come curarla?

La prognosi della STC insorta in gravidanza è generalmente favorevole, visto che i sintomi tendono a regredire dopo il parto, persistendo per oltre un anno solo in meno della metà dei casi.

Tuttavia i sintomi possono persistere per tutta la durata dell’allattamento o comunque per alcuni mesi dopo il parto per risolversi spesso una volta ristabilito l’equilibrio ormonale.

La terapia in gravidanza è basata su trattamenti conservativi, in particolare l’uso di tutori di polso notturni da indossare durante la notte per decomprimere il nervo. I movimenti di F7E combinata di gomito, polso e dita e conseguente glide del nervo mediano, consentono di aumentare la vascolarizzazione del nervo.

Risulta utile, inoltre, associare lo stretching della muscolatura intrinseca, per diminuire la pressione all’intervento del canale carpale.  È bene comunque attenersi sempre ai consigli di fisioterapisti o specialisti nella riabilitazione della mano evitando “il fai da te”.

Utrasuoni, ionoforesi, laser possono migliorare i sintomi, ma non agiscono sulla causa della sindrome.

Nel caso in cui i trattamenti conservativi risultassero inefficaci o se la patologia persistesse potrebbe essere necessario ricorrere all’intervento chirurgico, ovvero all’incisione del legamento traverso del carpo allo scopo di ampliare lo spazio a disposizione del nervo mediano.

In alcuni casi, quando i sintomi sono molto accentuati e gli esami documentino una sofferenza marcata del nervo, l’intervento è eseguibile anche in gravidanza, pur con i dovuti accorgimenti in protezione di mamma e bambino.

La procedura viene eseguita per via endoscopica in circa cinque minuti, con mini incisione al polso, in anestesia locale in regime di Day Surgery. La tecnica endoscopica permette una riabilitazione più veloce e minori disagi postoperatori rispetto all’intervento tradizionale.Essenziale la fisioterapia, che rappresenta parte integrante del trattamento chirurgico, con esercizi eseguibili autonomamente durante la giornata. L’obiettivo della fisioterapia è la riduzione dell’edema post-operatorio, il ripristino della mobilità delle dita, il trattamento delle cicatrici e il recupero della muscolatura del pollice per consentire l’utilizzo immediato della mano per le normali attività quotidiane, in modo da riprendere l’attività lavorativa in poche settimane.

Prof. Giorgio Pajardi, Direttore U.O. Chirurgia della Mano, Gruppo MultiMedica / Università degli Studi di Milano
Dr.ssa Chiara Parolo, U.O. Chirurgia della Mano, Gruppo MultiMedica / Università degli Studi di Milano
Dr.ssa Elisa Rosanda, U.O. Chirurgia della Mano, Gruppo MultiMedica / Università degli Studi di Milano

Источник: https://www.multimedica.it/news/la-sindrome-del-tunnel-carpale-in-gravidanza/

Gravidanza
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