La scuola chiude…e ora cosa fare con i bambini?

Contents
  1. Scuola, cosa fare se un bambino è positivo al coronavirus: tutti gli scenari possibili
  2. Cosa succede se un bambino ha la febbre a scuola? 
  3. Cosa succede se un bambino ha la febbre a casa? 
  4. Cosa succede se un prof o un dipendente dell'istituto ha la febbre a scuola? 
  5. Cosa succede se un prof o un dipendente dell'istituto ha la febbre a casa? 
  6. Cosa succede nel caso di un numero elevato di assenze in classe? 
  7. Cosa succede se un alunno è un “contatto stretto” di un asintomatico? 
  8. Cosa succede se un alunno o un prof è un contatto stretto di un caso? 
  9. Cosa succede se un alunno o un prof è positivo al coronavirus? 
  10. Come si decide la chiusura di una scuola? 
  11. Cosa succede se un alunno o un prof è un contatto stretto di un contatto stretto di un caso? 
  12. Chiusura scuole, cosa fare a casa con i bambini
  13. Organizzare la giornata: sonno regolare e alimentazione corretta
  14. Lavoretti da fare con i bambini in casa
  15. Videogiochi e device, si o no?
  16. Scuole chiuse per coronavirus: buoni consigli per le (lunghe) giornate a casa con i bambini
  17. Scuole chiuse, consigli utili di Save the Children per genitori al tempo del coronavirus
  18. Coronavirus, vademecum per le giornate a casa con i bambini
  19. Chiusura delle scuole: 6 consigli per i genitori al tempo del coronavirus
  20. scuole chiuse: 6 consigli per i genitori 
  21. Il video con i 6 consigli
  22. Uno spazio sui social dedicato alle vostre domande
  23. Scuole chiuse e bambini a casa, consigli pratici per gestire le giornate
  24. Come gestire al meglio le giornate “destrutturate” con i bambini
  25. Le attività da proporre a casa ai piccolissimi
  26. Come abituare i bambini alla noia
  27. Consigli pratici perché i genitori aiutino i piccoli a gestire le giornate senza asilo o scuola dell’infanzia

Scuola, cosa fare se un bambino è positivo al coronavirus: tutti gli scenari possibili

La scuola chiude...e ora cosa fare con i bambini?

Alessia Elgamin 09 settembre 2020 15:02

“Il rischio zero a scuola non esiste”. Lo ha detto la ministra dell'istruzione Lucia Azzolina parlando del coronavirus.

E se le scuole di Milano e del milanese stanno riaprendo non è scontato che tra poco gli istituti dovranno fare i conti con studenti o professori con sintomi influenzali.

E quindi: cosa succede se un alunno o un insegnante ha la febbre o ha il covid?

Per garantire la sicurezza e evitare contagi o nuovi focolai di coronavirus l'Istituto superiore della Sanità, ministero della Salute, Miur, Inail, Fondazione Bruno Kessler e le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna hanno messo a punto il rapporto “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia”. Un documento che successivamente è stato approvato dalle Regioni. Si tratta di linee guide che scattano ogni qual volta si presenta una anomalia. E i casi sospetti vengono trattati tutti nello stesso modo: come potenziali casi di coronavirus. 

Cosa succede se un bambino ha la febbre a scuola? 

  • L’operatore scolastico che viene a conoscenza di un alunno sintomatico deve avvisare il referente scolastico per Covid-19.
  • Il referente scolastico per Covid-19 o altro componente del personale scolastico deve telefonare immediatamente ai genitori/tutore legale.
  • Ospitare l’alunno in una stanza dedicata o in un’area di isolamento.
  • Procedere all’eventuale rilevazione della temperatura corporea, da parte del personale scolastico individuato, mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto.
  • Il minore non deve essere lasciato da solo ma in compagnia di un adulto che preferibilmente non deve presentare fattori di rischio per una forma severa di Covid-19 come, ad esempio, malattie croniche preesistenti e che dovrà mantenere, ove possibile, il distanziamento fisico di almeno un metro e la mascherina chirurgica fino a quando l’alunno non sarà affidato a un genitore/tutore legale.
  • Far indossare una mascherina chirurgica all’alunno se ha un’età superiore ai 6 anni e se la tollera.
  • Dovrà essere dotato di mascherina chirurgica chiunque entri in contatto con il caso sospetto, compresi i genitori o i tutori legali che si recano in Istituto per condurlo presso la propria abitazione.
  • Fare rispettare, in assenza di mascherina, l’etichetta respiratoria (tossire e starnutire direttamente su di un fazzoletto di carta o nella piega del gomito). Questi fazzoletti dovranno essere riposti dallo stesso alunno, se possibile, ponendoli dentro un sacchetto chiuso.
  • Pulire e disinfettare le superfici della stanza o area di isolamento dopo che l’alunno sintomatico è tornato a casa.
  • I genitori devono contattare il pediatra/medico per la valutazione clinica (triage telefonico) del caso.
  • Il pediatra o medico, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al dipartimento per la prevenzione.
  • Il Dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico.
  • Il Dipartimento di Prevenzione si attiva per l'approfondimento dell'indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.
  • Se il test è positivo, si notifica il caso e si avvia la ricerca dei contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata. Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). La conferma di avvenuta guarigione prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l’isolamento. Il referente scolastico Covid-19 deve fornire al Dipartimento di Prevenzione l’elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti individuati dal Dipartimento di Prevenzione con le consuete attività di contact tracing, saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. Il Dipartimento di Prevenzione deciderà la strategia più adatta circa eventuali screening al personale scolastico e agli alunni.
  • Se il tampone naso-oro faringeo è negativo, in paziente sospetto per infezione da SARS-CoV-2, a giudizio del pediatra o medico curante, si ripete il test a distanza di 2-3 gg. Il soggetto deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test.
  • In caso di diagnosi di patologia diversa da Covid-19 (tampone negativo), il soggetto rimarrà a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni del pediatra/medico che redigerà una attestazione che il bambino/studente può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per Covid-19 di cui sopra e come disposto da documenti nazionali e regionali.

Cosa succede se un bambino ha la febbre a casa? 

  • L'alunno deve restare a casa.
  • I genitori devono informare il pediatra/medico.
  • I genitori dello studente devono comunicare l’assenza scolastica per motivi di salute.
  • Il pediatra/medico, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di Prevenzione.
  • Il Dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico.
  • Il Dipartimento di Prevenzione si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.
  • Il Dipartimento di Prevenzione provvede ad eseguire il test diagnostico e si procede come indicato qui.

Cosa succede se un prof o un dipendente dell'istituto ha la febbre a scuola? 

  • Assicurarsi che l’operatore scolastico indossi, come già previsto, una mascherina chirurgica; invitare e ad allontanarsi dalla struttura, rientrando al proprio domicilio e contattando il proprio medico per la valutazione clinica necessaria. Il Medico curante valuterà l’eventuale prescrizione del test diagnostico.
  • Il medico, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di Prevenzione.
  • Il Dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico.
  • Il Dipartimento di Prevenzione si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.
  • Il Dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico e si procede come indicato qui.
  • In caso di diagnosi di patologia diversa da Covid-19, il medico redigerà una attestazione che l’operatore può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per Covid-19 di cui al punto precedente e come disposto da documenti nazionali e regionali.
  • Si sottolinea che gli operatori scolastici hanno una priorità nell’esecuzione dei test diagnostici.

Cosa succede se un prof o un dipendente dell'istituto ha la febbre a casa? 

  • L’operatore deve restare a casa.
  • Informare il medico.
  • Comunicare l’assenza dal lavoro per motivi di salute, con certificato medico.
  • Il medico, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di Prevenzione.
  • Il Dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico.
  • Il Dipartimento di Prevenzione si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.
  • Il Dipartimento di Prevenzione provvede ad eseguire il test diagnostico e si procede come indicato qui.
  • In caso di diagnosi di patologia diversa da Covid-19, il medico redigerà una attestazione che l’operatore può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per Covid-19 di cui al punto precedente e come disposto da documenti nazionali e regionali.
  • Si sottolinea che gli operatori scolastici hanno una priorità nell’esecuzione dei test diagnostici.

Cosa succede nel caso di un numero elevato di assenze in classe? 

  • Il referente scolastico per il Covid-19 deve comunicare al Dipartimento di Prevenzione se si verifica un numero elevato di assenze improvvise di studenti in una classe (es. 40%; il valore deve tenere conto anche della situazione delle altre classi) o di insegnanti.
  • Il Dipartimento di Prevenzione effettuerà un’indagine epidemiologica per valutare le azioni di sanità pubblica da intraprendere, tenendo conto della presenza di casi confermati nella scuola o di focolai di Covid-19 nella comunità.

Cosa succede se un alunno è un “contatto stretto” di un asintomatico? 

Qualora un alunno risultasse contatto stretto asintomatico di un caso di cui non è nota la catena di trasmissione, il Dipartimento di Prevenzione valuterà l’opportunità di effettuare un tampone contestualmente alla prescrizione della quarantena. Il tampone avrà lo scopo di verificare il ruolo dei minori asintomatici nella trasmissione del virus nella comunità.

Cosa succede se un alunno o un prof è un contatto stretto di un caso? 

Qualora un alunno o un operatore scolastico fosse convivente di un caso, su valutazione del Dipartimento di Prevenzione, sarà considerato contatto stretto e posto in quarantena.

Eventuali suoi contatti stretti (esempio compagni di classe dell’alunno in quarantena), non necessitano di quarantena, a meno di successive valutazioni del Dipartimento di Prevenzione in seguito a positività di eventuali test diagnostici sul contatto stretto convivente di un caso.

Cosa succede se un alunno o un prof è positivo al coronavirus? 

  • Effettuare una sanificazione straordinaria della scuola
  • La sanificazione va effettuata se sono trascorsi 7 giorni o meno da quando la persona positiva ha visitato o utilizzato la struttura.
  • Chiudere le aree utilizzate dalla persona positiva fino al completamento della sanificazione.
  • Aprire porte e finestre per favorire la circolazione dell'aria nell’ambiente.
  • Sanificare (pulire e disinfettare) tutte le aree utilizzate dalla persona positiva, come uffici, aule, mense, bagni e aree comuni.
  • Continuare con la pulizia e la disinfezione ordinaria.

Come si decide la chiusura di una scuola? 

La valutazione dello stato di contatto stretto è di competenza del Dipartimento di Prevenzione e le azioni sono intraprese dopo una valutazione della eventuale esposizione.

Se un alunno/operatore scolastico risulta Covid-19 positivo, il Dipartimento di Prevenzione valuterà di prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come contatti stretti.

La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata dal Dipartimento di Prevenzione in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità.

Un singolo caso confermato in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata. Inoltre, il Dipartimento di Prevenzione potrà prevedere l’invio di unità mobili per l’esecuzione di test diagnostici presso la struttura scolastica in base alla necessità di definire eventuale circolazione del virus.

Cosa succede se un alunno o un prof è un contatto stretto di un contatto stretto di un caso? 

Qualora un alunno o un operatore scolastico risultasse contatto stretto di un contatto stretto (ovvero nessun contatto diretto con il caso), non vi è alcuna precauzione da prendere a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici disposti dal Dipartimento di Prevenzione e che quest’ultimo abbia accertato una possibile esposizione. In quel caso verranno prese le valutazioni come in questo caso.

Si parla di

Источник: https://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/cosa-fare-alunno-positivo.html

Chiusura scuole, cosa fare a casa con i bambini

La scuola chiude...e ora cosa fare con i bambini?

L'emergenza Coronavirus, le disposizioni governative che vietano gli spostamenti se non per motivi di lavoro, salute e per casi di necessità, hanno imposto alle famiglie italiane di riorganizzare le giornate e il tempo con i bambini. Meglio non uscire, non andare al parco, ma cosa si può fare in casa? Alcuni consigli arrivano dagli esperti, mentre altre idee creative sono facilmente reperibili sui blog delle mamme e sui social network.

Organizzare la giornata: sonno regolare e alimentazione corretta

E' fondamentale in questi giorni senza scuola, mantenere una regolarità negli orari, nelle regole, nell'organizzazione giornaliera dei più piccoli, così come nell'alimentazione, come suggerisce all'agenzia Dire, Elena Bozzola, segretario nazionale della Societaà italiana di pediatria (Sip).

“Come genitore cerco di aiutarli dando loro delle buone regole di vita e alimentari. Non dimentichiamo di rafforzare le loro difese immunitarie dando frutta e verdura più volte al giorno.

Adesso si possono fare spuntini sani, con frutta e yogurt ad esempio, avendo piuù tempo per restare a casa. No, quindi, ai prodotti confezionati come le merendine, che abbiamo dato ai nostri figli per necessità quando andavano a scuola.

Sì alla preparazione con i bambini dei cibi fatti in casa”.

L'esperta sottolinea come sia importante anche mantenere una regolarità del sonno, mandando i bambini a dormire sempre alla stessa ora.

Se ragazzi di scuole medie e superiori possono continuare a studiare, a leggere, ad informarsi anche con modalità di scuola a distanza che diversi istituti e docenti stanno adottando, gestire i bambini più piccoli, soprattutto quelli di nido e materna può non essere semplice, soprattutto per quei papà e quelle mamme che stanno continuando a lavorare da casa.

“Come me tanti papà e mamme continuano a lavorare e, nonostante le difficoltà, possiamo cercare di trarre beneficio da questo momento per scoprire qualcosa di nuovo sui nostri figli.

Ho scoperto, ad esempio, come mio figlio ha imparato l'aritmetica o a scrivere nuove parole”, continua Bozzola.

L'invito del segretario nazionale della Sip è quello di improvvisarsi tutti un po' insegnanti, spronando i bambini a fare i compiti, quando ci sono, o proponendo loro lavoretti, colorare, usare pastelli e acquarelli.

Lavoretti da fare con i bambini in casa

La permanenza a casa può essere l'occasione per leggere libri insieme, per creare nelle stanze più grandi della casa dei percorsi con attrezzi o con lo schotch carta, un modo divertente e semplice per far muovere i bambini e non far svolgere loro una vita troppo sedentaria. Sì anche ad inventare favole, a realizzare delle scenette teatrali, a sfruttare adesivi e giornali presenti in casa per realizzare collage, album, lavori fantasiosi e colorati.

Le famiglie hanno lanciato in questi giorni, tramite sociale e Whatsapp, anche l'iniziativa di disegnare grandi arcobaleni su fogli o lenzuola aggiungendo la scritta “Andrà tutto bene”: una bella idea per coinvolgere i piccoli di casa, donando loro speranza e colore in un momento buio che potrebbe scaturire ansia e paura.

Videogiochi e device, si o no?

Elena Bozzola consiglia, inoltre, di far utilizzare a bambini e ragazzi le app utili per i compiti assegnati dagli insegnanti, ma di non dare direttamente nelle mani dei figli i device tecnologici, meglio rispolverare giochi non tecnologici, che richiedono concentrazione, inventiva, creatività, ingegno, come il Lego, il Didò.

Aggiungiamo, che anche i giochi di carte sono un buon metodo per trascorrere qualche ora stimolando il ragionamento.

Tra l'uso dei videogiochi e la tv meglio la tv, la dottoressa Bozzola dice: “Prediligire schermi più grandi e canali dedicati ai bambini, dove difficilmente potranno finire su siti non adatti e pericolosi”, ribadisce la pediatra. No secco, invece, ai videogiochi che creano stress ulteriore in questo momento in cui ansie e paure non mancano. Meglio vedere un cartone, un film, anche in lingua”.

E per non abbassare la guardia e invitare le famiglie a restare a casa, Bozzola ritorna sul dato epidemiologico: “Sono stati segnalati in Italia 43 casi di bambini sotto i 9 anni affetti dal Covid-19. Un dato che resta sottostimato perchè nei più piccoli il virus è quasi asintomatico.

E' recente, inoltre, uno studio cinese sul Coronavirus nei neonati.

È vero che non sembra verificarsi alcun passaggio in gravidanza dalla madre al bambino, ma sono riportati casi di neonati (nascituri al di sotto dei 28 giorni di vita) che hanno contratto il Covid-19 con una sintomatologia lieve e sono stati individuati solo perche' appartengono a famiglie con persone affette da Coronavirus.

Nei piu' piccoli le forme sono lievi, ma ricordiamo che possono essere degli untori. Nella maggior parte dei casi la trasmissione viene da un soggetto sintomatico – conclude il segretario nazionale Sip – ci sono tuttavia dei casi in cui il contagio si è verificato tramite una persona che non è sintomatica”.

Источник: https://www.romatoday.it/formazione/scuola/chiusura-scuole-cosa-fare-con-bambini-a-casa.html

Scuole chiuse per coronavirus: buoni consigli per le (lunghe) giornate a casa con i bambini

La scuola chiude...e ora cosa fare con i bambini?

La chiusura delle scuole fino al 15 marzo (possibile poi una proroga fino ad aprile) sta mettendo in questi giorni sotto pressione genitori e bambini di ogni età.

La chiusura prudenziale delle scuole disposta dal decreto del Governo in tutto il Paese ha sollevato in tantissimi genitori domande, dubbi e incertezze rispetto al modo più opportuno per gestire una così difficile situazione imprevista, e giocare in positivo il loro ruolo ancor più determinante per il benessere e la sicurezza dei loro bambini.

Scuole chiuse, consigli utili di Save the Children per genitori al tempo del coronavirus

La prima risposta immediata, Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro -, sulla base dell’esperienza maturata nel sostegno e protezione dei minori in contesti di emergenza è un agile vademecum con i principali suggerimenti per genitori e adulti, necessari per ricreare una routine positiva che rassicuri e contrasti ansia e paura che l’assenza dalla scuola e la ridotta socialità possono generare.

Che cosa fare con i bimbi in casa per quasi tutto il giorno, dunque? E' consigliabile rispettare gli orari e le abitudini principali, come l’orario della sveglia mattutina e pasti che scandiscono il ritmo, coinvolgendo anche i bambini nella programmazione della giornata per renderli partecipi dell’organizzazione familiare.

Si possono contrastare sedentarietà e minore socialità con movimento e attività fisica in casa o all’esterno, nei parchi e nei luoghi dedicati nel rispetto comunque delle misure di prevenzione previste, e bisogna garantire una corretta alimentazione che può invece tendere in queste condizioni verso il consumo eccessivo di merendine, bevande gassate e altri cibi poco salutari

E a livello emotivo? È necessario che i bambini possano esprimere i loro sentimenti rispetto alla situazione che stanno vivendo, e che ci sia un tempo per il gioco e per tenere attiva la mente in modo creativo, costruendo nuove storie, disegni e fumetti che trasformino il coronavirus in un personaggio e anche le attività domestiche, come cucinare insieme, possono diventare un gioco. È molto importante che genitori e adulti favoriscano e supportino ogni sforzo per attivare forme di didattica online, incoraggiando i bambini e i ragazzi all’utilizzo degli strumenti che verranno forniti dalle scuole e supportando i più piccoli nello svolgimento dei compiti in questa nuova modalità vista come una nuova esperienza e un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo.

“Oltre a questi suggerimenti, a partire da lunedì 9 marzo sarà disponibile ogni giorno sui social media di Save the Children un servizio di supporto psicosociale con una nostra esperta che risponderà interattivamente ai principali quesiti e domande dei genitori e dei bambini che si trovano in questa nuova situazione. Vogliamo così essere il più possibile vicini in questo momento a tutte le famiglie e ai bambini per rispondere ai loro bisogni più immediati con competenza e tempestività, ma ci stiamo anche attivando con un programma specifico di supporto ai minori in condizioni di maggiore vulnerabilità socio-economica e alle loro famiglie, perché abbiano i mezzi e gli strumenti necessari per evitare le conseguenze più negative della discontinuità didattica e sociale che l’emergenza determina,” ha dichiarato Daniela Fatarella, Direttore Generale di Save the Children Italia.

Coronavirus, vademecum per le giornate a casa con i bambini

Non essendo chiaro per quanto resteranno chiuse le scuole, è importante trovare una routine e trovare il modo di garantire il più possibile che le principali abitudini dei bambini non vengano stravolte.

Mantenere una routine, per quanto possibile, è uno degli elementi che può concorrere a dare calma e serenità ai bambini in un momento delicato, in cui l’assenza dalla scuola e la ridotta socialità possono generare ansia e paura.

Grazie all'esperienza che Save the Children ha maturato negli anni nella protezione dei minori in contesti di emergenza, abbiamo messo a punto questi semplici suggerimenti, attraverso i quali i genitori e gli adulti possono provare a far trascorrere al meglio il tempo a casa dei più piccoli, facendo ritrovare loro un senso di quotidianità.

Rispettare gli orari e le abitudini principali: mantenere lo stesso orario della sveglia mattutina e dei pasti aiuterà i vostri figli a non perdere il ritmo quotidiano a cui sono abituati;

Coinvolgere i bambini nella programmazione della giornata: per renderli più partecipi dell’organizzazione della famiglia, può essere utile provare a coinvolgere i bambini nella pianificazione delle giornate e ascoltare le loro proposte e idee per la gestione del tempo insieme;

Movimento e attività fisica: in questi giorni in cui potrebbe aumentare la sedentarietà e diminuire la socialità, tra le attività è bene mantenere costante il movimento e gli esercizi fisici che possono essere fatti anche a casa o all’esterno, nei parchi e nei luoghi dedicati alle attività sportive comunque nel rispetto delle misure di prevenzione previste dalle istituzioni; 

Alimentazione: passare molto tempo a casa può indurre alla noia e quindi anche ad abitudini alimentari sbagliate. Per questo è ancora più importante mantenere sani stili di vita e un’attenzione alla qualità degli alimenti, evitando il consumo eccessivo di merendine, bevande gassate e altri cibi poco salutari;

Incentivare la didattica on line: è fondamentale che i genitori e gli adulti supportino e incoraggino i bambini e i ragazzi all’utilizzo degli strumenti che verranno forniti dalle scuole per la didattica on line, supportando i più piccoli nello svolgimento dei compiti in questa nuova modalità e incoraggiandoli a vivere questa nuova esperienza come un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo;

Dedicare un tempo al gioco, mantenendo attiva la mente: per i più piccoli la mancanza della scuola renderà le giornate più lunghe.

Per questo motivo è importante trovare nuovi modi di far trascorrere loro il tempo libero, soprattutto quando sono in casa, dando anche l’opportunità ai bambini di esprimere i loro sentimenti rispetto alla situazione che stanno vivendo, ma anche facendo tenere loro allenata la mente.

Costruire nuove storie, disegnare fumetti rendendo il virus un personaggio e poi dare spazio alle attività quotidiane della gestione della casa: anche cucinare insieme può diventare un modo affascinante per dare ai bambini la possibilità di fare piccole equivalenze mentre pesano gli ingredienti per fare una torta!

#CORONAVIRUS E #SCUOLECHIUSE: IL NOSTRO SUPPORTO
Ritrovarsi di colpo fuori dalla routine scolastica e, spesso, lavorativa sta mettendo sotto pressione #genitori e #bambini.
Abbiamo deciso di supportare le famiglie con un semplice vademecum. GUARDA IL VIDEO ⬇⬇#Coronvirus pic..com/UuKdvr3yFZ

— Save the Children IT (@SaveChildrenIT) March 5, 2020

Источник: https://www.today.it/attualita/coronavirus-scuole-chiuse-cosa-fare-bambini.html

Chiusura delle scuole: 6 consigli per i genitori al tempo del coronavirus

La scuola chiude...e ora cosa fare con i bambini?

18 Marzo 2021

La chiusura delle scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse, adottata il 15 marzo 2021, come misura per rispondere all'aumento dei contagi, porta molte famiglie ad affrontare le difficoltà legate alla coesistenza della routine scolastica dei figli e quella lavorativa dei genitori. 

Questa situazione ha sollevato in tantissimi genitori e familiari adulti domande, dubbi e incertezze rispetto al modo più opportuno per gestire questa situazione, e giocare in positivo il loro ruolo ancor più determinante per il benessere e la sicurezza dei loro bambini e bambine.

scuole chiuse: 6 consigli per i genitori 

In questi giorni in cui le scuole saranno chiuse e le famiglie si troveranno a trascorrere le giornate con i propri figli, è importante trovare il modo di garantire il più possibile che le principali abitudini dei bambini non vengano stravolte. Mantenere una routine, per quanto possibile, è uno degli elementi che può concorrere a dare calma e serenità ai bambini in un momento delicato, in cui l’assenza dalla scuola e la ridotta socialità possono generare ansia e paura.

A fronte dell’esperienza che abbiamo maturato negli anni nella protezione dei minori in contesti di emergenza, abbiamo messo a punto questi semplici suggerimenti, attraverso i quali i genitori e gli adulti possono provare a far trascorrere al meglio il tempo a casa dei più piccoli, facendo ritrovare loro un senso di quotidianità.
Ecco i nostri consigli:

  • Rispettare gli orari e le abitudini principali: mantenere lo stesso orario della sveglia mattutina e dei pasti aiuterà i vostri figli a non perdere il ritmo quotidiano a cui sono abituati;
  • Coinvolgere i bambini nella programmazione della giornata: per renderli più partecipi dell’organizzazione della famiglia, può essere utile provare a coinvolgere i bambini nella pianificazione delle giornate e ascoltare le loro proposte e idee per la gestione del tempo insieme;
  • Movimento e attività fisica: in questi giorni in cui potrebbe aumentare la sedentarietà e diminuire la socialità, tra le attività è bene mantenere costante il movimento e gli esercizi fisici che possono essere fatti anche a casa o all’esterno, nei parchi e nei luoghi dedicati alle attività sportive comunque nel rispetto delle misure di prevenzione previste dalle istituzioni; 
  • Alimentazione: passare molto tempo a casa può indurre alla noia e quindi anche ad abitudini alimentari sbagliate. Per questo è ancora più importante mantenere sani stili di vita e un’attenzione alla qualità degli alimenti, evitando il consumo eccessivo di merendine, bevande gassate e altri cibi poco salutari;
  • Incentivare la didattica a distanza: è fondamentale che i genitori e gli adulti supportino e incoraggino i bambini e i ragazzi all’utilizzo degli strumenti che verranno forniti dalle scuole per la didattica on line, supportando i più piccoli nello svolgimento dei compiti in questa nuova modalità e incoraggiandoli a vivere questa nuova esperienza come un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo;
  • Dedicare un tempo al gioco, mantenendo attiva la mente: per i più piccoli la mancanza della scuola renderà le giornate più lunghe. Per questo motivo è importante trovare nuovi modi di far trascorrere loro il tempo libero, soprattutto quando sono in casa, dando anche l’opportunità ai bambini di esprimere i loro sentimenti rispetto alla situazione che stanno vivendo, ma anche facendo tenere loro allenata la mente. Costruire nuove storie, disegnare fumetti rendendo il virus un personaggio e poi dare spazio alle attività quotidiane della gestione della casa: anche cucinare insieme può diventare un modo affascinante per dare ai bambini la possibilità di fare piccole equivalenze mentre pesano gli ingredienti per fare una torta!

Il video con i 6 consigli

Nell’ambito del progetto Arcipelago Educativo, realizzato con Fondazione Agnelli e grazie al contributo della Fondazione Bolton Hope, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e la perdita d’apprendimento, abbiamo lanciato un hub online ricco di risorse e materiali per insegnanti, studenti e genitori. Leggi l'articolo e scopri tutte le attività da fare a casa con i propri bambini.

Scopri le attività

Uno spazio sui social dedicato alle vostre domande

Vogliamo essere il più possibile vicini in questo momento a tutte le famiglie e ai bambini per rispondere ai loro bisogni più immediati con competenza e tempestività.

Per questa ragione abbiamo creato un gruppo dove la nostra psicologa e i nostri operatori esperti di emergenze condivideranno molti consigli utili e risponderanno alle vostre domande, ai vostri dubbi e alle vostre preoccupazioni. 

Il gruppo è aperto a tutti e il supporto psicologico è gratuito. Iscriviti qui al Gruppo Supporto Emotivo e Psicologico per famiglie e scrivi le tue domande.

Emergenza Coronavirus Italia: scopri cosa abbiamo fatto fino ad ora con i fondi raccolti.

Источник: https://www.savethechildren.it/blog-notizie/chiusura-delle-scuole-6-consigli-i-genitori-al-tempo-del-coronavirus

Scuole chiuse e bambini a casa, consigli pratici per gestire le giornate

La scuola chiude...e ora cosa fare con i bambini?

A causa della diffusione del Coronavirus, in questo momento storico le scuole sono chiuse e i bambini italiani sono a casa con i genitori. Come aiutare i nostri figli piccoli a gestire al meglio questo tempo “non strutturato”? Abbiamo chiesto informazioni e consigli ad Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva.

Queste sono giornate difficili a casa della diffusione del contagio legato al Coronavirus. Le scuole sono chiuse e tutti i bambini italiani sono a casa con i genitori. Come aiutare i più piccoli a gestire al meglio questo tempo “non strutturato”?

Abbiamo chiesto informazioni e consigli ad Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva, che ci ha spiegato dettagliatamente come i genitori possono gestire con i bambini più piccoli il tempo trascorso a casa.

Come gestire al meglio le giornate “destrutturate” con i bambini

«È fondamentale l'organizzazione all'interno della coppia genitoriale. Se stiamo facendo smartworking e intanto dobbiamo gestire i figli a tempo pieno in casa, occorre trovare una conciliazione all'interno della coppia.

L'ideale potrebbe essere organizzarsi per fasce orarie: ciò permette di non dover sovrapporre le varie funzioni e di non ritrovarsi all'ultimo momento a fare tante cose insieme, essendo molto nervosi o incapaci di seguire bene le cose.

Un altro suggerimento è quello di dare una sorta di struttura ai bimbi, i quali, avendo una giornata completamente destrutturata e che si presenta coma un lungo spazio vuoto, ne hanno bisogno. E spetta proprio ai genitori offrire loro una struttura, perché altrimenti i bambini si trascineranno tutto il giorno in un vuoto che non sanno gestire.

A tale fine, può essere utile che per i bambini in età scolare venga ripetuta la struttura della mattina scolastica, cioè che i piccoli svolgano attività che magari la scuola stessa invia come attività di supporto. Si possono usare i loro libri di lettura e i sussidiari: ciò non significa per i genitori fare gli insegnanti, ma solo sostenere il bisogno formativo dei bambini, poiché in questo momento la scuola non è in grado di farlo». 

Le attività da proporre a casa ai piccolissimi

«È sicuramente possibile fare tante attività insieme: tra queste la lettura animata, che ai bimbi piace tanto. Tiriamo fuori dagli scaffali i libri e diventiamo i loro lettori.

Ciò è d'intrattenimento per i piccoli ed è piacevole e divertente per gli adulti.

Inoltre, quest'attività è anche molto “nutriente” dal punto di vista biologico poiché struttura molto le reti neuronali dei bambini, e, inoltre, rinforza tantissimo la relazione genitori-figli. 

Inoltre è possibile coinvolgere i bambini in molte attività domestiche quotidiane: il momento della preparazione del pasto può diventare un momento condiviso, così come la pulizia della casa.

Ai bambini piace tantissimo avere una spugna in mano e pulire proprio come fanno gli adulti. Importante è mettergli a disposizione, in piccolo, le attività quotidiane dei grandi.

E noi ora, che abbiamo tempo, possiamo scoprire quanto è divertente fare le cose insieme».

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Nel pieno dell' emergenza coronavirus siamo tutti chiamati a fare la nostra parte restando a casa per evitare il diffondersi del contagio. I libri possono essere un'ottima compagnia in questo…

Come abituare i bambini alla noia

«Gestire la noia e farla essere non più uno spazio vuoto, ma uno spazio che va riempiendosi non è una competenza che il bimbo ha automaticamente. Già dalle prime giornate di chiusura delle scuole dobbiamo dedicare del tempo ad aiutare il bimbo a scoprire attività e cose che non ha mai fatto prima e che lo possono appassionare.

I piccoli tra 3 e 6 anni vivono l'età in cui il loro cervello è quello del “bambino artista”: è possibile, perciò, costruitre un angolo dove ci sono grandi fogli di carta da pacco, pastelli a cera, matite, ecc.

, mettere un po' di musica di sottofondo e realizzare assieme un progetto artistico. Scopriremo che più lo facciamo con lui, più lui attiva una competenza specifica e che tutto ciò lo diverte davvero molto.

Dopo un po' potremmo lasciarlo in autonomia: scopriremo che a lui “l'angolo creativo” piace tantissimo e che può anche continuare da solo.

Un'altra attività che può piacere ai più grandicelli è fare un puzzle: all'inizio ne possiamo fare due o tre insieme, e  poi lui può continuare da solo. Ai bimbi in età scolare noi genitori possiamo cominciare a leggere un libro, magari poi fermarci e dirgli di continuare da solo: se lui si è appassionato, proseguirà in autonomia.

I bambini non sono automaticamente capaci di uscire dalla noia, soprattutto perché vengono da esperienze in cui hanno ricevuto numerosi stimoli. Ma è possibile aiutarli a scoprire da soli, piano piano, cosa piace fare loro».

Consigli pratici perché i genitori aiutino i piccoli a gestire le giornate senza asilo o scuola dell’infanzia

  1. «Trasformiamo le attività della quotidianità in piccoli laboratori da gestire insieme: parlo di apparecchiare la tavola, rifare il letto, pulire il bagno, ecc. Ci accorgeremo che queste attività possono già essere un modo per intrattenere i piccoli per un tempo significativo facendogli imparare tante cose».
  2. «Facciamo, come già detto, la lettura animata e proviamo i giochi in scatola, in base ovviamente all'età del bambino: proviamo, ad esempio, Monopolino, Memory, Tombola degli Animali, il gioco della dama o anche delle carte.

    Questo è il momento di giocare con i nostri figli: scopriremo che è molto divertente e rilassante anche per noi».

  3. «Guardiamo un film per bambini o un cartone animato: scegliamo quelli più lunghi, magari della Disney, che si vedono al cinema. Possiamo anche guardare una serie tv educativa».

     

  4. «Possiamo anche riprendere i libri cui si sono ispirati i film o le serie tv che abbiamo visto e mostrarli e leggerli ai nostri figli».

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/bambini-casa-consigli-pratici

Gravidanza
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