La routine del bambino si può interrompere? Consigli e spunti di riflessione

GESTIRE I PISOLINI DIURNI DEI BAMBINI: DOMANDE E RISPOSTE

La routine del bambino si può interrompere? Consigli e spunti di riflessione

La gestione dei pisolini diurni dei neonati e dei bambini è argomento di molte discussioni e confronti tra i genitori. Le domande che più spesso mi vengono poste riguardo ai sonnellini diurni dei bambini sono:

  • Sono sufficienti i pisolini che mio figlio fa durante il giorno?
  • Quanti pisolini dovrebbe fare un bambino durante il giorno?
  • Come posso allungare un pisolino diurno di mio figlio?
  • A che ora dovrebbero dormire durante il giorno i bambini?
  • I pisolini diurni interferiscano con il sonno notturno?

In questo articolo provo a rispondere alle domande più frequenti riguardo ai sonnellini diurni dei bambini.

Quanti pisolini diurni deve fare un bambino durante il giorno?

La risposta a questa domanda dipende dall’età del bambino in questione. Infatti, i sonnellini diurni dei bambini variano in base all’età.

Neonati

I neonati passano circa 16 ore su 24 a dormire. In questo periodo il sonno è polifasico, ossia gli stati di sonno e di veglia si alternano in cicli di 3-4 ore.

Già al primo mese dopo la nascita l’organizzazione degli stati di sonno-veglia inizia ad adattarsi al ciclo luce-buio e ai segnali dell’ambiente esterno.

Pian piano il sonno polifasico lascia spazio ad un sonno prevalentemente notturno, ossia il maggior numero di ore continuative di sonno si fissano durante la notte mentre i periodi di veglia più lunghi si consolidano durante il giorno, interrotti da più o meno brevi pisolini.

Bambini di 6 mesi

I bambini di 6 mesi dormono all’incirca il 50% delle 24 ore. A questa età il sonno diurno si distribuisce in 2-3 sonnellini diurni: uno al mattino, uno nel pomeriggio e uno nel tardo pomeriggio.

Il primo pisolino che si perde è quello del tardo pomeriggio e, intorno all’anno di età, viene abbandonato anche quello del mattino.

A partire da questo periodo fino ai 3-5 anni il sonno è bifasico, ossia si concentra prevalentemente durante la notte e per un breve periodo nel primo pomeriggio.

Età prescolare

In età prescolare la maggior parte dei bambini smettono di dormire durante il giorno, sebbene possa rimanere per tutta la vita la voglia e la tendenza a schiacciare un pisolino di pomeriggio (Sadeh- Anders, 2002).

Quante ore deve dormire un bambino?

Per saperne di più su quante ore di sonno necessitano i bambini nei vari periodi di vita possiamo visionare questo video .

Se abbiamo visto il video, ci siamo fatti un’idea su quanto deve dormire un bambino. C’è da precisare che le ore di sonno considerate sono orientative: ci può essere una variabilità individuale dettata dal temperamento, dalle abitudini familiari, dal momento di vita.

Se però il nostro piccolo si discosta significativamente dai tempi di sonno indicati nel video, il rischio è che possa essere cronicamente stanco e che questo incida profondamente sulla qualità e quantità sia dei suoi pisolini diurni che del suo sonno notturno.

I bambini che soffrono di carenza di sonno, spesso, non mostrano i segni tipici della stanchezza (stropicciarsi gli occhi, addormentarsi improvvisamente, perdita di interesse per le attività) ma si presentano irritabili o iperattivi. È importante sapere che anche questi sono segnali di stanchezza (Pantley, 2014).

I pisolini diurni influenzano il sonno notturno?

Innanzi tutto, è bene sottolineare che dormire meno di giorno non sempre significa dormire di più la notte.

 Non è sempre facile capire quanto il sonno diurno condizioni quello notturno, ma di sicuro alcune fatiche legate al momento dell’addormentamento possono essere associate ad una troppa stanchezza accumulata di giorno.

“Un bambino ben riposato risponde meglio alle sollecitazioni per farlo dormire più a lungo la notte” (Pantley, 2014, 138).

Dunque la cosa migliore da fare per favorire il sonno notturno dei bambini è quello di garantire dei pisolini diurni adeguati, cioè adatti al bambino e alle sue necessità, senza forzarlo in schemi che non gli appartengono e che non potrebbero fare altro che nuocere la sua salute.

Creare una routine nei pisolini diurni

Ci sono bambini che durante il giorno si addormentano ovunque e in qualunque condizione: in macchina, nel passeggino, in un ambiente rumoroso e molto luminoso. Molti invece hanno bisogno di un ambiente tranquillo, silenzioso e protetto.

D’altra parte, anche noi adulti siamo alquanto diversi nelle nostre abitudini legate al sonno.

Mi è capitato di vedere persone adulte cambiare letto e portarsi il proprio cuscino al seguito! Per i bambini che fanno fatica ad addormentarsi durante il giorno può essere utile inserire una routine, anche diversa da quella serale e magari più breve.

Allungare i pisolini diurni

Alcuni bambini fanno pisolini molto brevi, che non arrivano nemmeno a completare un intero ciclo di sonno , che dovrebbe essere di almeno 45 minuti.

Questi sonnellini possono essere poco ristoratori, oppure può capitare che il piccolo senta il bisogno, dopo poco tempo, di dormire ancora.

In questo caso, considero utile provare ad allungare il sonnellino seguendo qualche accorgimento.

Immaginiamo, ad esempio, che il piccolo sia andato a letto e che dopo 20 minuti si svegli richiamando la nostra attenzione: possiamo provare a farlo riaddormentare subito nel modo che ci è più consueto, cioè allattandolo, cullandolo, offrendogli il ciuccio, ridandogli il suo oggetto del cuore, rimanendo a contatto con lui oppure pronunciamo parole dolci. Un altro modo per allungare il pisolino diurno può essere quello di caricare una sveglia o tenere d’occhio l’orologio e, quando manca poco al momento in cui il bambino generalmente si sveglia, avvicinarsi a lui prestando attenzione al momento in cui inizia a destarsi. Proviamo ad intervenire nello stadio che precede immediatamente il risveglio utilizzando, anche questa volta, qualsiasi sistema noto per farlo riaddormentare. Se riusciamo ad arrivare in tempo, riprenderà subito sonno. Dopo qualche settimana è molto probabile che i pisolini si allunghino.

Accorciare i pisolini troppo lunghi

Se il bambino fa sonnellini diurni “troppo lunghi”, che per esempio nei neonati superano le 3-5 ore e nei bambini più grandi le 2-3 ore, la sera probabilmente farà fatica a prendere sonno e avrà risvegli molto frequenti durante la notte, valutiamo l’idea di infrangere la regola “mai svegliare un bambino che dorme”. Consideriamo la possibilità di metterlo a dormire in una stanza più luminosa e rumorosa, lasciando l’ambiente silenzioso e buio per il sonno notturno.

Quando è il momento di abbandonare un pisolino diurno?

Tra i primi segnali che ci indicano che un bambino può iniziare a saltare un sonnellino è la sua fatica ad addormentarsi al momento del sonnellino, oppure il fatto che non ne vuol sapere di andare a dormire la sera. Facciamo alcuni esempi.

Se il bambino è abituato a dormire il pomeriggio un paio d’ore e ci rendiamo conto che nell’ultimo periodo fatica a prendere sonno, può significare che non ha più necessità di dormire a quell’ora. Oppure, il bambino dorme le sue due ore pomeridiane, ma la sera impiega molto tempo ad addormentarsi e non mostra i soliti segni di stanchezza.

Nel momento in cui ci rendiamo conto che il bambino può essere pronto ad un cambiamento nelle sue abitudini di sonno diurne, prima di sospendere completamente il pisolino diurno, proviamo a considerare l’idea di diminuirne il tempo.

Ricordiamoci inoltre che l’abbandono di un pisolino pomeridiano può richiedere l’anticipazione dell’orario della nanna serale.

Info e consulenze

Se hai bisogno di maggiori informazioni rispetto a quanto detto in questo articolo, oppure hai bisogno di una consulenza sui pisolini diurni del tuo bambini, puoi contattarmi a adriana.saba30@gmail.com

Bibliografia

Letardi Sara (2007). Il mio bambino non mi dorme. Pavia, Bonomini Editore.

Pantley E. (2009). Fai la nanna senza lacrime. Milano, Edizioni Piemme.

Sadeh A., T.F. Anders (2002). Disturbi del sonno, in Zeanah Jr., Manuale di salute mentale infantile. Milano, Masson, pp. 267-277.

Источник: http://www.adrianasaba.it/gestire-pisolini-sonnellini-diurni-bambini-domande-risposte/

La routine del bambino si può interrompere?

La routine del bambino si può interrompere? Consigli e spunti di riflessione

La routine del bambino si può interrompere? Come gestire i cambiamenti a breve e lungo termine.

Da mamme, conosciamo fin troppo bene l’importanza di una routine ben strutturata per i nostri bambini. Gli esseri umani sono, in generale, creature abitudinarie, e fin da neonati ci rassicura la prevedibilità di una giornata scandita da un ritmo prefissato.

Tuttavia, i cambiamenti fanno parte della vita fin dalla più tenera età, ed è quindi importante insegnare ai nostri figli anche ad essere flessibili.

Tutte noi abbiamo sperimentato l’”ebbrezza” di cercare di tenere sveglio un bambino a forza perchè non era “il suo orario” e di sicuro, poi, avrebbe sballato il ritmo dell'intera giornata e magari ci avrebbe tenute sveglie tutta la notte. Qual è, quindi, il famigerato “modo giusto”?

Una routine su misura per noi

La necessaria premessa da fare è che la routine del neonato, e poi del bambino, non può essere uguale per tutti.

Innanzitutto, le esigenze delle famiglie stesse cambiano: se, per esempio, c’è un genitore che torna dal lavoro alle otto di sera, e si vuole quindi cenare a quell’ora per trascorrere tempo di qualità insieme, un compromesso potrebbe essere un sonnellino più lungo nel pomeriggio.

Di fatto, finché il piccolo riesce a dormire un numero di ore sufficienti per il suo corpo, la sua costituzione e la sua età, nessuno può giudicare se l’ora della messa a letto è giusta o sbagliata.

E anche una perfetta pianificazione della giornata può andare incontro a degli imprevisti: per un contrattempo, un ritardo di qualche genere, o semplicemente per il fatto che siamo umani e non robot. È quindi necessario che, sulla base di una routine intelligente e costruita sulla base dei bisogni specifici della famiglia, ci si muova in modo reattivo e flessibile, concedendosi anche una buona dose di spontaneità.

Una genitorialità reattiva

Il primo passo per gestire cambiamenti e imprevisti nella routine del bambino è quindi essere reattivi, e ciò passa necessariamente attraverso l’osservazione.

Trascorrendo con i nostri bambini il tempo necessario e osservandoli senza essere distratte da altre cose (spesso meno importanti) impareremo non solo a giocare d’anticipo, ma anche a reagire in un modo corretto e “ragionato”.

Se per qualche motivo non vogliamo che dorma nel passeggino, ma preferiamo che si addormenti nella culla, ad esempio, ci aiuterà accorgerci di eventuali segnali di stanchezza mentre ci stiamo preparando a uscire. È evidente che si addormenterà non appena sarà in carrozzina, anche se non è “il suo orario”.

A questo punto, la scelta può essere se portarlo comunque fuori, o fargli saltare la passeggiata per farlo dormire in casa. Stabiliamo la priorità sulla base delle esigenze del bambino e della famiglia e riorganizziamo di conseguenza la routine della giornata.

Magari il piccolo sarà un pochino destabilizzato dal non aver fatto la sua passeggiatina mattutina, ma avremo fatto un ulteriore passo in avanti nell’ottica di insegnargli a dormire nella culla, per esempio. Ricordate: alla fine, ciò che per loro è fonte di maggiore sicurezza è sapere che c’è sempre un adulto che si prende cura di loro, amandoli e provvedendo ad ogni esigenza.

Come interrompere la routine del bambino

I bambini iniziano a fare i conti con il cambiamento fin da piccolissimi: magari la mamma rientra a lavoro, loro iniziano ad andare all’asilo nido, la famiglia cambia casa o più banalmente va in vacanza.

Alcuni cambiamenti che per noi sono delle avventure eccitanti, rendono i bambini inquieti, a volte capricciosi, o persino li fanno in qualche modo regredire a comportamenti che sembravano aver superato. Per loro, sapere sempre ciò che sta per accadere significa in qualche modo avere il controllo.

Noi adulti riusciamo a gestire meglio queste situazioni perchè, in molti casi, riusciamo a prevedere e immaginarci come sarà la nostra vita dopo quel tale cambiamento. Loro invece non hanno né la proprietà di linguaggio né la necessaria esperienza per prefigurarsi, in qualche modo, cosa comporterà.

La buona notizia, però, è che ogni volta sarà più semplice. Affrontando un primo cambiamento, poi un secondo, poi un terzo, i bambini inizieranno a rendersi conto che in fondo non c’era nulla da temere e, soprattutto, che sono stati all’altezza della situazione.

Come aiutarli, quindi?

In primo luogo, ove possibile bisogna cercare di preservare la struttura generale della routine della giornata, cercando di mantenere alcune attività nello stesso ordine.

Questo mostrerà ai bambini che, qualsiasi cosa stia cambiando nella loro vita (o nella loro giornata) ci sono punti fermi sui cui possono fare affidamento sempre. Se i bimbi sono abbastanza grandi, anche spingerli a parlare se li vediamo turbati può aiutare molto. Da parte nostra, la comunicazione deve essere costante.

Soprattutto in caso di cambiamenti drastici della loro routine, come l’inizio di una nuova scuola, è bene prepararli il più possibile e rispondere con chiarezza alle loro domande.

Anche la preparazione è importante: sempre seguendo l’esempio del nuovo asilo nido, mostrare loro i tragitti di andata e ritorno, il menu della settimana, i programmi, e magari iniziare a frequentare prima qualcuno dei futuri compagni, li aiuterà a sapere cosa aspettarsi.

La cosa più importante in assoluto, però, è il nostro atteggiamento: mostrarci sempre calme e coerenti per loro sarà la maggior fonte di rassicurazione, perchè il messaggio che veicoleremo sarà estremamente chiaro, ovvero “non c’è nulla di cui preoccuparsi”. Evitiamo quindi di cercare di “rimediare” al cambiamento in atto con gesti e atteggiamenti anomali: i bambini si sentiranno molto meglio se continueremo a comportarci normalmente.

Il cambiamento è sano

Non facciamoci mettere in croce, quindi, dagli inevitabili imprevisti della giornata così come dai cambiamenti a più lungo termine.

La chiave è conoscere il nostro bambino e le sue esigenze individuali, in modo da creare una routine che possa essere flessibile e, in definitiva, essere meno ansiosi e stressati, facendo sentire i bambini al sicuro.

Una routine troppo rigida non è un obbiettivo realistico, e imparare a gestire i piccoli e grandi cambiamenti che fanno parte della vita è un insegnamento che non ha prezzo.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/la-routine-del-bambino-si-puo-interrompere.html

Gravidanza
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