La regola del Quinonsitocca per prevenire gli abusi

Insegniamo ai bambini la Regola del Quinonsitocca! Una guida per spiegare ai bimbi come reagire alle molestie

La regola del Quinonsitocca per prevenire gli abusi

Purtroppo, dalle ultime statistiche, sembra che 1 bambino su 5 subisca abusi di vario genere o molestie sessuali durante la sua infanzia.

Come possiamo insegnarli a fare attenzione e, nel caso, a chiedere aiuto? Il Consiglio d’Europa ha stilato una guida che aiuta i genitori a spiegare ai bambini dove non devono lasciarsi toccare, come reagire e in che modo cercare aiuto.

Cos’è la Regola del Quinonsitocca

La Regola è molto semplice: i bambini non devono permettere a nessuno di toccare le loro parti intime né devono toccare quelle degli altri. Si tratta di un modo di insegnare ai piccoli che il loro corpo appartiene solo a loro e che esistono modi di toccare buoni e modi invece cattivi.

È un sistema che possono utilizzare sia i genitori sia gli operatori per l’infanzia per approcciare ad un argomento tanto delicato con i bambini così da prevenire il più possibile gli abusi sessuali.

La Regola del Quinonsitocca si compone di 5 parti:

Il tuo corpo ti appartiene

Il corpo di ciascuno di noi è proprietà privata e nessuno deve poterlo toccare senza il nostro consenso. È questo il messaggio importante che deve passare ai bambini attraverso un dialogo che va aperto già a partire dalla giovanissima età. Si dovrebbe fare utilizzando i nomi corretti dei genitali e delle altre parti del corpo.

Inoltre, ai bambini va insegnato che si possono rifiutare anche di essere toccati e persino baciati da qualcuno di famiglia se non ne hanno voglia.

I piccoli devono imparare a dire NO in maniera ferma e decisa, subito alle prime manifestazioni di contatti fisici inappropriati e parlarne immediatamente con qualcuno di cui si fidano, insistendo nel caso non vengano presi sul serio.

Per un bambino potrebbe non essere semplice capire se qualcuno lo sta toccando con buone o cattive intenzioni. Ecco perché bisogna spiegargli che non devono permettere a nessuno di guardare o toccare le loro parti intime e neppure devono farlo loro su richiesta di qualcun altro.

Per permettergli di capire meglio il limite e fissarlo nella mente si può far riferimento alla biancheria intima come luogo “off limits” che nessuno, se non autorizzato, può superare.

I genitori dovranno ovviamente spiegare che chi si occupa dei bambini potrebbe aver bisogno di toccarli per esigenze gestionali, mediche o altro ma che comunque, se una situazione li mette a disagio, possono sempre dire di No.

I segreti buoni – i segreti cattivi

Purtroppo chi abusa dei bambini sa che una tattica che funziona molto bene è quella della segretezza. Ecco allora che è bene insegnare la differenza tra segreti buoni e segreti cattivi. Se un segreto li mette a disagio, gli fa paura, li rende ansiosi o tristi sicuramente si tratta di un segreto cattivo e quindi non va mantenuto ma confidato ad un adulto di riferimento e fiducia.

La responsabilità della prevenzione e della protezione spetta a un adulto

Prevenire gli abusi è prima di tutto una responsabilità degli adulti e sarebbe bene evitare che a sopportarne il peso siano invece i più piccoli. È facile infatti che, nel caso di violenze di tipo sessuale, i bambini provino non solo paura e vergogna ma anche senso di colpa.

Il difficile compito degli adulti è quello di riuscire a comprendere e interpretare i loro sentimenti, non creando un tabù riguardo alla sessualità ma allo stesso tempo accertandosi che i piccoli crescano in un ambiente in cui c’è fiducia di confidare qualcosa di importante ai propri genitori.

Bisogna indicare e rendere chiaro ai bambini chi sono gli adulti di cui si possono fidare e che possono loro stessi sceglierli nella cerchia dei famigliari creando così una rete che li può supportare in caso di bisogno. La guida consiglia di scegliere un persona che vive con il bambino e una al di fuori.

È necessario però fare anche attenzione al fatto che spesso l’autore degli abusi è una persona conosciuta dal piccolo non dimenticando la possibilità di un adescamento in rete o da parte di uno sconosciuto. In quest’ultimo caso, ovviamente il bambino deve aver chiaro che non bisogna accettare regali, inviti o peggio ancora salire in auto con una persona che non si conosce.

Infine i bambini devono sapere che ci sono figure professionali in grado di fornirgli aiuto in caso di bisogno: insegnanti, assistenti sociali, psicologi, polizia, ecc.

Materiali utili ad insegnare la Regola del Quinonsitocca

Il Consiglio d’Europa, per facilitare il compito a genitori ed educatori, mette a disposizione una serie di materiali che si possono utilizzare per insegnare la Regola del Quinonsitocca ai bambini.

  • Uno spot televisivo a cartone animato
  • Un libro illustrato adatto a bambini tra i 3 e i 7 anni il cui protagonista è Kiko un pupazzetto alle prese con una grande mano
  • Poster e cartoline

Potete trovare la breve guida in pdf QUI e il libro QUI.

Sulla pedofilia e gli abusi sessuali leggi anche:

Francesca Biagioli

Источник: https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/regola-qui-non-si-tocca/

Molestie: come mettere in guardia i nostri figli

La regola del Quinonsitocca per prevenire gli abusi

Parlare a un bambino delle molestie non è facile, ma è importante farlo.

Si è visto infatti che in molti casi i piccoli si rendevano conto di essere in pericolo, ma non sapevano come comportarsi perché nessuno glielo aveva mai spiegato.

E' quindi fondamentale dare indicazioni chiare e semplici e adeguate all'età. Ce ne parla  Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva e autore del libro “Le parole non dette”.

Come si fa a mettere in guardia un bambino sul pericolo di molestie e abusi? Quali sono le parole giuste da usare per non creare ansie e paure?

Lo abbiamo chiesto ad Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva e autore del libro “Le parole non dette” (Franco angeli Editore).

Innanzitutto la famosa raccomandazione “non accettare caramelle dagli sconosciuti” è inutile, sia perché nella grande maggioranza dei casi chi compie abusi non è affatto una persona sconosciuta, ma è qualcuno che il bambino conosce bene, sia perché è un'affermazione troppo astratta e generica: per un bambino piccolo basta che una persona gli rivolga la parola e sia gentile con lui e non è più uno sconosciuto.

Indicazioni chiare su come comportarsi davanti a una molestia

E' invece importante che i genitori diano indicazioni chiare sul come agire.

Le vittime, infatti, raccontano che quando si sono trovate in queste situazioni, hanno avvertito il pericolo, ma non sapevano come comportarsi.

“I piccoli davanti a un adulto che chiede loro cose “strane” come guardare i genitali o toccarli, si sentono fortemente disorientati e confusi ma non sanno (perché nessuno glielo ha spiegato) cosa devono fare”.

Ecco quello che bisogna insegnare a un bambino:

Primo: dire no Si è visto che in molti casi i bambini non sanno opporsi alle molestie. E' quindi importante spiegare a un bambino che se qualcuno viola la regola del costume da bagno deve dire no.

Le parole possono essere: “Se qualcuno ti dice di fare qualcosa nelle parti che vengono coperte dal costume da bagno, tu devi dire di no” e poi si può aggiungere “quelle sono le parti intime e le può toccare solo la mamma e il papà quando ti lavano o il pediatra quando ti visita”.

Secondo:andare subito via

Terzo:correre a dirlo a qualcuno

Questa è la parte più difficile, infatti in presenza di abusi i bambini hanno vergogna a parlarne. Se fuori dalla scuola c'è un signore che gli dà uno schiaffo, lo raccontano subito, se c'è un esibizionista, invece, non lo dicono.

Educazione affettiva e sessuale

E in questi casi la miglior prevenzione è una buona educazione affettiva e sessuale.

Che significa: essere sempre disponibili a rispondere (usando parole adeguate in base all'età) quando i piccoli fanno domande sulla sessualità e non bloccarli o dirgli “sei troppo piccolo per queste cose”.

Utili sono i libri: tra i quattro e i sei anni si può incominciare a guardare insieme un libro che spiega come nascono i bambini; tra i sei e i nove anni prendere dei libri che raccontano le differenza tra maschi e femmine, anche dal punto di vista anatomico; tra i nove e gli undici anni libri che raccontano lo sviluppo corporeo e la pubertà; tra gli 11 e 14 anni libri sulla relazionalità e la sessualità in modo che i ragazzi imparino a differenziare il fare sesso dal fare l'amore.

Insegnare che il corpo è importante, unico e speciale

Nel libro “Le parole non dette” Pellai attraverso filastrocche spiega ai bambini concetti importanti, come il rispetto del corpo:

“Il nostro corpo è un tesoro insostituibile. Proprio come un tesoro, va conservato e reso importante per il suo valore. Il tuo corpo è così importante che pochissime persone possono “toccarlo”: tu, prima di tutto, i tuoi genitori quando ti lavano, ti vestono o ti fanno le coccole, il pediatra e i medici quando ti devono visitare o sei ammalato.

Eventualmente anche altre persone possono toccare il tuo corpo, per esempio i nonni o la baby sitter se ti devono fare il bagno, ma è importante che la tua mamma e il tuo papà sappiano sempre quello che ti succede.

Se qualcuno ti fa male o ti dà fastidio, perché tocca il tuo corpo in un modo che non ti piace, digli subito di smettere e poi parlane con la mamma e con il papà.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/molestie-come-mettere-in-guardia-i-nostri-figli

Una semplice regola per prevenire gli abusi sessuali sui bambini

La regola del Quinonsitocca per prevenire gli abusi

Una delle paure più grandi dei genitori è che i bambini possano essere vittime di abusi sessuali. Per questo motivo è necessario insegnare ai nostri figli una regola importante.

Un bambino su cinque è vittima di varie forme di abuso o di violenza sessuale. Non ci sono differenze, può accadere a bambini di entrambi i sessi, di ogni età, indipendentemente dal colore della pelle, dalla classe sociale e dalla religione.

LEGGI ANCHE —> SCENE RACCAPRICCIANTI CON NEONATI VITTIME DEI PEDOFILI: MAXI OPERAZIONE IN TUTTA ITALIA

Spesso l’autore dell’abuso è qualcuno che il bambino conosce e di cui si fida ma l’autore di abusi può anche essere un altro bambino.

Abusi sessuali sui bambini: come prevenirli con la regola del Quinonsitocca

Allarme pedofilia e prostituzione coinvolte bambine di 10 e 12 anni Universomamma.it

E’ possibile fare in modo di evitare che accada? È fondamentale stabilire una buona comunicazione con i bambini. Implica apertura, determinazione, franchezza e un clima familiare amichevole e non intimidatorio.

Una regola, chiamata la “Regola del Quinonsitocca” e la “Favola di Kiko” possono aiutare in questo senso. Si tratta di una guida realizzata dal Consiglio d’Europa per prevenire la violenza sessuale sui bambini.

Uno strumento semplice che aiuta mamme e papà a che è stata studiata per aiutare i genitori e quanti si occupano dell’infanzia ad avviare un dialogo con i bambini sull’argomento e che può rivelarsi un mezzo efficace per prevenire gli abusi sessuali.

LEGGI ANCHE —> INSTAGRAM, TIK TOK E LE ALTRE CHAT DOVE SI NASCONDONO I PEDOFILI

I 5 aspetti importanti della “Regola del Quinonsitocca“

Principalmente rivolta a bambini di età compresa tra 3-7 anni, la “Regola del Quinonsitocca” è semplice ed aiuta inoltre a insegnare al proprio figlio che il suo corpo gli appartiene, che ci sono segreti buoni e segreti cattivi, e modi di avere contatti fisici buoni e modi cattivi, prevendo così potenziali abusi sessuali.

Ecco i 5 aspetti più importanti della “regola” spiegati dal Consiglio d’Europa:

1- Il tuo corpo ti appartiene: Si deve insegnare ai bambini che sono padroni del loro corpo e che nessuno può toccarlo senza il loro permesso.

Un dialogo aperto e diretto fin dalla più tenera età sulla sessualità e le “parti intime”, utilizzando i nomi corretti per i genitali e le altre parti del corpo, aiuterà i bambini a comprendere quello che non si deve fare.

I bambini hanno il diritto di rifiutare un bacio o di essere toccati, anche da una persona che amano.

Si deve insegnare ai bambini a dire “No”, immediatamente e con fermezza, a contatti fisici inappropriati, a fuggire da situazioni a rischio e a parlarne con un adulto fidato. È importante fargli comprendere che devono insistere fintanto che il problema sarà preso sul serio.

2- Esiste un modo di toccare buono e un modo di toccare cattivo: i bambini non riconoscono sempre se un palpeggiamento è appropriato o meno. Spiegate ai bambini che non va bene permettere a qualcuno di guardare o toccare le loro parti intime, o di accettare di guardare o di toccare le parti intime di qualcun altro.

La Regola del Quinonsitocca li aiuta a riconoscere un limite evidente e facile da ricordare: la biancheria intima. Aiuta inoltre gli adulti ad avviare un dialogo con i bambini al riguardo. Se i bambini non sono sicuri che il comportamento di una persona sia accettabile, accertatevi che sappiano chiedere aiuto a un adulto fidato.

3 – Esistono segreti buoni e segreti cattivi: la segretezza è la tattica principale utilizzata dagli autori di abusi sessuali.

Per questo è importante insegnare la differenza tra i segreti buoni e i segreti cattivi e creare un clima di fiducia.

Ogni segreto che li rende ansiosi, li mette a disagio, incute paura o li rende tristi non è un buon segreto e non deve essere mantenuto; deve essere raccontato a un adulto fidato (genitore, insegnante, poliziotto, medico).

4- La responsabilità della prevenzione e della protezione spetta a un adulto: i bambini vittime di abuso provano vergogna, senso di colpa e paura.

Gli adulti devono cercare di evitare di creare tabù intorno alla sessualità e accertarsi che i bambini sappiano a chi rivolgersi se sono preoccupati, ansiosi o tristi. I bambini possono avere la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato.

Spetta agli adulti essere attenti e comprendere i loro sentimenti e i loro comportamenti. Ci possono essere delle ragioni perché un bambino rifiuta un contatto con un altro adulto o un altro bambino. Tale desiderio dovrebbe essere rispettato.

I bambini dovrebbero sempre avere la sensazione che possono parlare liberamente con i loro genitori di questo argomento.

5. Insegnare a segnalare e rivelare: si deve indicare ai bambini che certi adulti possono fare parte del loro circolo di persone fidate che creano una rete di sicurezza per proteggerli.

Dovremmo incoraggiarli a scegliere degli adulti che hanno la capacità di ispirare fiducia, sono disponibili ad ascoltarli e ad aiutarli. Soltanto un membro della rete di sicurezza dovrebbe vivere con il bambino; l’altro dovrebbe vivere al di fuori della stretta cerchia familiare.

I bambini devono sapere come chiedere aiuto a questa rete di affetti e di fiducia.

Inoltre è importante insegnare loro come chiedere aiuto informandoli che
esistono figure professionali che possono assisterli (insegnanti, assistenti sociali, difensori civici, dottori, psicologi scolastici, polizia) e che ci sono linee telefoniche speciali a cui i bambini possono chiedere consulenze ed aiuto.

Nella maggior parte dei casi, l’autore degli abusi è una persona conosciuta dal bambino. È particolarmente difficile per dei bambini piccoli capire come sia possibile che qualcuno che li conosce possa abusare di loro.

Non dimentichiamo il “grooming”, l’adescamento in rete utilizzato dagli abusanti potenziali per conquistare la fiducia dei bambini.

Tra le regole stabilite in famiglia, deve esserci quella di informare regolarmente i genitori se c’è qualcuno che offre dei regali, chiede di mantenere dei segreti o cerca di passare del tempo da solo con un bambino.

In certi casi però l’autore degli abusi è uno sconosciuto. Insegnare ai bambini delle regole semplici per i contatti con gli sconosciuti è fondamentale:

  • mai salire in auto con qualcuno che non si conosce,
  • mai accettare regali o inviti da uno sconosciuto.

Da questi passaggi si capisce bene quanto è importante stabilire una buona comunicazione con i bambini. Ecco perché spiegare loro la Regola del Quinonsitocca, riportata su Council of Europe può aiutare i genitori in questo senso.

LEGGI ANCHE —> IL 40% DELLE VITTIME DI PEDOFILIA HA MENO DI 10 ANNI

Care Unimamme, vi consigliamo quindi di scaricare il pdf della favola di Kiko, il libro messo a disposizione on line proprio dal Consiglio d’Europa e che genitori e quanti si occupano dell’infanzia potranno utilizzare per spiegare ai bambini che possono dire “No” in qualsiasi momento.

@ADOBESTOCK

Infine sforziamoci di non avere timore, pene e vagina sono parti intime e va insegnato ai bambini. Se vi sentite a disagio nel parlare di questo argomento con i figli, pensate che è probabilmente è più difficile per voi in quanto adulti, che non per un bambino. Voi seguirete questo consiglio?

Per restare sempre aggiornato su notizie, ricerche e tanto altro continua a seguirci su GOOGLENEWS.

Источник: https://www.universomamma.it/2020/08/14/abuso-sessuale-sui-minoriprevenirlo-con-la-regola-del-quinonsitocca/

Abuso sessuale sui minori: contro la pedofilia, genitori e comunità

La regola del Quinonsitocca per prevenire gli abusi

Un bambino su 5 è abusato; per questo il 5 maggio si celebra, come ogni anno, la
Giornata Nazionale di lotta alla pedofilia e alla pedopornografia
istituita per legge nel 2009 [1].

In Europa un bambino su cinque è vittima di abusi sessuali.

Questa la stima che il Consiglio d’Europa fa di un fenomeno che sta sempre più assumendo caratteristiche preoccupanti, soprattutto a causa delle nuove tecnologie informatiche che agevolano i rapporti tra e bambini e adulti, i quali spesso si nascondono dietro false identità.

In Italia i casi di abuso sessuale e pedofilia denunciati all’autorità giudiziaria, secondo i dati Istat, sono stati un migliaio circa nel 2012 [2].

Le paure e le emozioni che suscita in genitori e educatori portano a non parlare, a non agire, a sperare semplicemente che non accada nella propria famiglia o nella propria scuola. Questa è l'unica “prevenzione” che viene messa in atto.

Abuso è…

“Per maltrattamento e abuso s’intende quell'insieme di atti e carenze che turbano gravemente il bambino attentando alla sua integrità corporea e al suo sviluppo fisico, affettivo, intellettuale, morale, le cui manifestazioni sono: la trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di altri che hanno cura del bambino.”

(Consiglio d'Europa)

La sensibilità verso l’abuso sui minori è recente

Spesso ci si chiede se la pedofilia è in aumento, oppure se c'è sempre stata ma non se ne parlava. 

Possiamo affermare che in questa fase storica si sono venute a creare alcune situazioni facilitanti:

  • l'enfatizzazione che ne danno i mass media,
  • le opportunità offerte dalla rete telematica,
  • le difficoltà del rapporto uomo donna,
  • talvolta la scarsa attenzione dei genitori.

Ma, per converso, va anche detto che negli ultimi decenni è andata aumentando l'attenzione verso l'infanzia e l'esigenza di tutelarne lo sviluppo psicologico, oltre che fisico. E ciò facilita l’emergere del fenomeno.

Per molti secoli la bambina, il bambino, era stato considerato proprietà dei genitori (cosa che avviene tuttora in altre regioni del mondo). Padre e madre avevano il diritto di decidere della sua vita e di “guidarlo” con le buone maniere o con le cattive.[3]

Solo mezzo secolo fa, attorno al 1960 ebbe inizio una serie di ricerche che affrontarono la problematica dell'abuso fisico. Fu merito del pediatra americano Kempe, che la definì “sindrome del bambino battuto”.

Si denunciava il fatto che le fratture, le lesioni, le emorragie sono per la gran parte causate dalle percosse degli adulti e non dalla fragilità costituzionale.

Venivano poste così le premesse per modificare quella rete sociale che avvolgeva il fenomeno del maltrattamento, nascondendolo agli occhi di tutti, “condizionandone la percezione ancora prima dell’espressione [4]”.

L’abuso sui bambini iniziò allora a richiamare l’attenzione sociale, in un’epoca in cui si andava gradualmente sviluppando anche una nuova sensibilità sui diritti dei bambini. Negli anni '70 tale riflessione si saldò col dibattito relativo alla sopraffazione dei soggetti sociali più deboli e svantaggiati. 

Attorno al 1980 l'attenzione cominciava a spostarsi su un aspetto specifico dell'abuso ai minori: l'abuso sessuale in famiglia, intrafamiliare[5] e perifamiliare[7], differenziandolo da quello extrafamiliare[6]. Si studiava e si approfondiva la natura del danno psicologico alla vittima, cresceva l'interesse per gli aspetti giuridici del problema.

Oggi abbiamo a disposizione molti studi e testi che trattano questo problema considerandolo da vari punti di vista:

  • della vittima,
  • del pedofilo, genitore o esterno alla famiglia
  • degli aspetti riabilitativi della vittima e dell'abusante,
  • degli aspetti educativi protettivi dell'abuso,
  • i “falsi positivi”,

cioè quelle situazioni in cui la presunta vittima – o la famiglia – ha inventato tutto. Non è raro, ad esempio, che vengano denunciate presunte molestie di un genitore verso i figli nel corso di una burrascosa separazione tra i coniugi, al fine di “appropriarsi” della prole.

Alla luce di questi dati, nel corso degli ultimi anni si è affermata la necessità di intervenire con decisione contro il fenomeno pedofilia, ma anche di fare opera di prevenzione rivolta alla famiglia e ai contesti educativi.

Sono nate numerose associazioni che si occupano in specifico di ciò, ed è aumentata anche la sensibilità dell’ente pubblico.

Come prevenire? i genitori, la comunità

Da anni, in molte nazioni europee, la prevenzione dell'abuso sessuale viene proposta ai bambini di tutte le età, sia a scuola sia in famiglia, affinché sappiano difendersi nelle situazioni di rischio e soprattutto comprendano che il loro corpo e la loro persona hanno valore e dignità.

1. Come sensibilizzare i bambini: i genitori sono fondamentali

Per sensibilizzare i bambini occorre formare i genitori.

Infatti sin dall’età infantile occorre parlare loro, con linguaggio delicato ma concreto; ma per farlo adeguatamente gli adulti devono prepararsi.

“Qui non si tocca” [8] è un programma contro l’abuso sessuale sui minori che il Consiglio d’Europa ha elaborato e che rappresenta una buona base di partenza anche per adulti spaventati dalla tematica (purtroppo ancora poco conosciuto in Italia).

 Esso consiste in:

·     un libretto e altri materiali da utilizzare con i bimbi anche piccoli sotto forma di gioco, molto interessanti e scaricabili[9] presentati così: “Questa fiaba della buonanotte spiega ai bambini la regola del Quinonsitocca. Leggila ai tuoi piccoli per insegnare loro la differenza tra ciò che va bene lasciarsi toccare e ciò che non va bene.”

·     una guida per genitori chiara e essenziale: ”Parla coi tuoi bambini e fa sì che loro possano parlarti”[10], composta di tre argomenti:

COME INSEGNARE LA REGOLA DEL QUINONSITOCCA?
PERCHÉ LA REGOLA DEL QUINONSITOCCA?
CHE COSA FARE SE SI SOSPETTA UN ABUSO?

2. Come proteggere i minori: i progetti di comunità

In una recentissima Risoluzione, l'Unione Europea dichiara che la tutela e la garanzia di un ambiente sicuro per i minori è uno degli obiettivi principali per suoi Stati membri; hanno dunque un’importanza fondamentale i progetti che i Comuni propongono a tutti coloro – cittadini e operatori – che hanno contatti con i bambini, con gli obiettivi di:

1. Diffondere informazioni e conoscenze condivise nell’ambito del Comune sulla problematica dell’abuso sul minore

2.  Offrire una formazione specifica per le professionalità a contatto con i minori

3.  Rafforzare la “rete” famigliare, scolastica e comunitaria.

Un caso esemplare è rappresentato dal progetto realizzato per il Comune di Riva del Garda [11].

E se l’adulto è un “ex bambino” abusato?

In qualità di psicoterapeuta che si occupa soprattutto della sessualità, incontro spesso adulti con problemi riguardanti l'ambito sessuale, l'identità di genere, le relazioni sessuali con il partner.

In molti casi accade che, ripercorrendo insieme la loro storia infantile, emergono episodi infantili tenuti ben nascosti fino ad allora, di approcci da parte di adulti; oppure di abuso infantile da parte di adolescente, o anche di rapporti sessuali veri e propri agiti da parenti adulti.

Può suscitare stupore che le persone decidano di togliere gli scheletri dall'armadio dopo tanti anni. In buona parte dei casi ciò avviene:

  • quando si incontra un amore, e ci si rende conto che esperienze apparentemente sepolte sono in grado di creare ancora danni;
  • oppure quando ci si accorge che non si è in grado di avere nessuna relazione stabile;
  • quando la vita sessuale coniugale è disastrosa;
  • anche quando, con il crescere dei figli, si capisce che i propri pesi non devono incidere su di loro.

Anche se tardiva, la rivelazione dell'abuso è pur sempre importante; non solo perché prima la persona non ne era capace ed ora invece decide di farlo.

Ma anche perché la rivelazione è conseguenza della presa di contatto con la propria esperienza traumatica non più negata.

La “vittima di allora” sarà ora in grado, attraverso la successiva elaborazione dell'esperienza, di superare gradualmente le difficoltà attuali; potrà così permettersi di diventare attenti e sensibile verso gli abusi di cui altri potrebbero essere vittime.

L’abuso è un'esperienza traumatica che può produrre fratture nello sviluppo cognitivo, emozionale, sociale. Riparare è possibile, anche se non è un processo terapeutico né semplice, né breve. Ma essenziale per cambiare la qualità della vita.

FONTI:

[1] LEGGE 4 maggio 2009, n. 41 – Istituzione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. [2] http://www.azzurro.it/it/news-ed-eventi/area-stampa/comunicati-stampa/340 [3] Non si dimentichi la riflessione di Freud nel saggio “Un bambino viene picchiato” (1919) [4]. Per usare le parole di Ian Hacking in “La riscoperta dell’anima”, Feltrinelli, Milano, 1996 [5]. Che avviene all’interno della famiglia: incesto [6]. Che avviene con persone esterne alla famiglia: pedofilia [7]. Che avviene con un membro della famiglia non legato da vincoli di sangue; ad es. il compagno della madre, oppure il figlio della nuova compagna. [8] http://www.quinonsitocca.it/Default_it.asp [9] Come insegnare le regole [10] Per il bambino [11] Presentato nel corso del 3° CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA QUALITÀ DEL WELFARE “La tutela dei Minori, buone pratiche e innovazioni. Atti in: in Brunialti C. M. (a cura di), Cappuccetto rosso nel bosco, un progetto contro l'abuso sessuale sui minori, Comune di Riva del Garda.

Источник: https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/5677-abuso-sessuale-sui-minori-contro-la-pedofilia-genitori-e-comunita.html

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: