La psoriasi nei bambini: sintomi, cause e trattamenti

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La psoriasi nei bambini: sintomi, cause e trattamenti

La psoriasi nei bambini non è una patologia così rara. Se l’incidenza globale della patologia è stimata intorno al 2-3%,  la diffusione in età pediatrica non è a ben nota, in quanto i numerosi studi epidemiologici condotti hanno fornito dati non confrontabili.

Si è tuttavia calcolato che circa un terzo dei soggetti manifesti la malattia al di sotto dei 16 anni.

La frequenza della psoriasi infantile potrebbe essere, però, sottostimata perché molte forme a minima espressione, frequenti nel bambino, non vengono riconosciute e perché, in molte parti del mondo, i bambini, non vengono in genere visitati da un dermatologo.

La psoriasi nei bambini, è una questione di geni?

Nonostante la patogenesi della psoriasi non sia stata completamente chiarita, esiste certamente una componente genetica di base, dato che una storia familiare positiva può ritrovarsi in quasi la metà dei pazienti pediatrici affetti da psoriasi. Tale suscettibilità genetica è determinata dalla presenza e dall’interazione reciproca di diversi geni polimorfici che condizionano sia la risposta immunitaria, sia le funzioni infiammatorie e proliferative dell’epidermide.

Talvolta, i fattori ambientali sono rilevanti nel determinarne l’insorgenza e la riacutizzazione, soprattutto in età pediatrica.

Tra di essi assumono particolare importanza le infezioni, gli stress emozionali, le variazioni climatiche, i fattori endocrini, i traumi e, infine, alcuni farmaci.

Forme più diffuse di psoriasi nei bambini

La psoriasi, presenta nei bambini un più ampio spettro clinico rispetto agli adulti.

Oltre alla forma classica di psoriasi volgare, con chiazze simmetricamente distribuite ai gomiti, alle ginocchia, al cuoio capelluto e al sacro, sono più spesso colpite alcune sedi come le pieghe, con prevalenza di alcuni quadri clinici come la psoriasi  minima. Tra le pieghe, sono colpite in particolare quelle genito-gluteali, i cavi ascellari e l’ombelico.

La psoriasi genito-gluteale prende il nome di napkin psoriasis o psoriasi da pannolino: fortunatamente, però, solo un quinto dei bambini affetti da questa forma soffrirà di psoriasi nell’età adulta.

Inoltre, c’è una maggiore predilezione per il cuoio capelluto e per il volto, specie nella localizzazione palpebrale, dove può essere scambiata per un eczema.

In via generale si può dire che nei bambini i segni clinici come l’eritema, le squame, e l’infiltrazione sono meno intensi.

Ancora, tra le forme più comuni di psoriasi nei bambini troviamo il fenomeno di Koebner, il quale si manifesta con tipiche lesioni psoriasche che compaiono su una cute in seguito a traumi. In tal caso bisogna evitare nel bambino stimoli scatenanti come traumi meccanici,  escoriazioni ed esposizioni solari incongrue.

Anche un’infezione faringo-tonsillare, specie se streptococcica, è in grado di scatenare, dopo alcune settimane, una psoriasi acuta con elementi di piccole dimensioni molto disseminati; si tratta della psoriasi guttata che poi evolve o verso la guarigione o verso una psoriasi volgare.

Fortunatamente le forme considerate più gravi come l’eritrodermica, l’artropatica e la pustolosa si ritrovano con frequenza minore rispetto all’adulto, mentre si riscontra spesso una compromissione ungueale, consistente o nel pitting (depressioni cupoliformi) o in alterazione del colore e della consistenza dell’unghia.

Può essere difficile diagnosticare malattia?

Sebbene la psoriasi nei casi tipici non presenti abitualmente grandi difficoltà diagnostiche, vi sono, specie nell’infanzia, situazioni in cui va effettuata un’accurata diagnosi differenziale.

In questi casi, dopo un’attenta anamnesi,  vanno ricercati i classici segni della psoriasi da eseguirsi con il grattamento metodico (segno della goccia di cera e  segno di Auspitz).

Particolarmente importante, per la corretta gestione del bambino psoriasico, è l’attenzione costante che deve essere volta alle possibili ripercussioni  psicologiche sull’intero nucleo familiare e sul paziente stesso, che può manifestare disagio per la propria condizione soprattutto in prossimità  o durante l’adolescenza.

Terapie farmacologiche

Riguardo alla terapia, bisogna innanzitutto confrontarsi con l’ansia dei genitori, che hanno la nozione di “malattia che non guarisce”.

La loro collaborazione è fondamentale e sarà necessario tranquillizzarli fornendo loro semplici ma precise spiegazioni, informandoli sugli obiettivi della cura e sottolineando l’importanza di evitare terapie incongrue.

Nei bambini, infatti, è necessario privilegiare la sicurezza della terapia farmacologica rispetto all’immediatezza del risultato.

Terapia topica per la psoriasi nei bambini

La della psoriasi pediatrica si basa sull’uso di:

  • emollienti e cheratolitici a base di urea, che allontanano le squame;
  • derivati della vitamina D, specie il tacalcitolo;
  • steroidi a media e bassa potenza per la loro azione antinfiammatoria.

Questi trattamenti devono essere gestiti da mani esperte per evitare gli effetti locali e sistemici derivanti da un loro uso incongruo.

Terapia sistemica nell’infanzia

La terapia sistemica (acitretina, ciclosporina, metotrexate) nei bambini affetti da psoriasi va considerata solo nelle forme gravi – come l’eritrodermica, la pustolosa e l’artropatica – oppure nelle forme molto estese e non rispondenti ad altri trattamenti. È abituale invece l’uso degli antibiotici in caso di psoriasi conseguente a infezione delle prime vie aeree.

La prognosi nella psoriasi infantile

Circa la prognosi, la psoriasi, come è noto, presenta un decorso cronico recidivante e può durare tutta la vita con un’alternanza di remissioni e peggioramenti.

Tuttavia la sua natura “capricciosa” fa sì che occorra molta prudenza nel formulare un giudizio sul singolo paziente.

Pur tenendo conto dell’imprevedibilità della malattia, nei bambini la prognosi è migliore rispetto agli adulti, con una più alta  percentuale di remissioni spontanee.

Dott.ssa Stefania Mengoni, scientific editor

Fonte: Turnbull R. Recognising psoriasis in children. Community Pract  2012;85(6):39-40.
Busch AL, Landau JM, Moody MN. Pediatric psoriasis. Skin Therapy Lett. 2012;17(1):5-7.

Источник: https://psoriasi360.it/approfondimenti/psoriasi-nei-bambini-non-cosi-rara/

Psoriasi nei bambini: sintomi, cause, cure e rimedi naturali

La psoriasi nei bambini: sintomi, cause e trattamenti
Quali sono i sintomi, le cause, le cure e i rimedi naturali della psoriasi nei bambini? La psoriasi è una malattia infiammatoria che interessa l’intero organismo, anche se gli effetti più visibili sono a carico della cute.

Attualmente soffre di questa malattia circa il 2% della popolazione mondiale, soprattutto della forma definita “a placche”, che provoca la comparsa sulla pelle di pruriginose chiazze rosse in rilievo. La psoriasi è una patologia variabile, che può presentarsi in modi diversi dando origine a percezioni della malattia del tutto personali.

Provocando delle manifestazioni fisiche antiestetiche, può compromettere l’autostima, la carriera professionale e le relazioni sociali.

Le forme di psoriasi nel bambino

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle, che, sebbene interessi soprattutto gli adulti tra i 20 e i 35 anni, nel 15% dei casi la psoriasi nei bambini può insorgere tra i 5 e i 12 anni.

I sintomi tipici della psoriasi non sono assolutamente contagiosi, ma possono interessare anche più parti del corpo contemporaneamente, come le superfici esterne degli arti, e in particolare ginocchia, gomiti, e la zona lombare, il cuoio capelluto e anche le mani, nella comune psoriasi delle unghie. La forma più comune di psoriasi, sia negli adulti che nei bambini, è quella a placche, che in genere si manifesta con chiazze tondeggianti, a margini netti, di colorito rossastro, tipicamente ricoperte da squame biancastre. Tuttavia, in età pediatrica sono facilmente riconoscibili tre forme di psoriasi che colpiscono i bambini:

È una forma di psoriasi che interessa soprattutto il lattante ed è infatti comunemente definita psoriasi da pannolino, perchè caratterizzata da lesioni eritematose, spesso molto congeste, situate proprio nell’area del pannolino.

Dopo un periodo variabile da alcune settimane a pochi mesi, pur persistendo le lesioni precedentemente descritte, compaiono delle lesioni eruttive sul tronco, sugli arti, sul volto e sul cuoio capelluto, senza la comparsa della desquamazione.

La psoriasi inversa è una particolare malattia della pelle che si distingue dalle altre perchè localizzata nelle pieghe cutanee come le ascelle, l’inguine, l’area genitale e l’ombelico. Le lesioni sono intensamente arrossate e spesso senza squame.

La psoriasi guttata nei bambini i presenta con delle piccole ma numerose chiazze di 1-2 cm distribuite prevalentemente sul tronco, ma anche su tutto il corpo.

Di solito, questa forma di psoriasi si presenta in conseguenza alla faringite, alla tonsillite o all’otite batterica.

Per diagnosticare la psoriasi guttata, però, è necessario eseguire delle analisi del sangue ed eventualmente un tampone faringeo e una visita Otorinolaringoiatrica, per ricercare eventuali infezione d’origine.

Sintomi più comuni

Solitamente, la psoriasi nei bambini è asintomatica, cioè non presenta alcun tipo di sintomo, se non un leggero prurito nelle zone interessate dalle lesioni cutanee, le quali possono essere di vario tipo a seconda della tipologia di psoriasi di cui soffre il bambino:

  • piccole escrescenze
  • piaghe rosse lucenti
  • eruzioni cutanee dai bordi netti e rossi
  • squame bianche
  • crosticine

Possibili cause

Nonostante le cause della psoriasi nei bambini non siano state completamente chiarite, esiste certamente una componente genetica di base, dato che una storia familiare positiva può ritrovarsi in quasi la metà dei pazienti pediatrici affetti da psoriasi.

L’origine genetica della psoriasi è determinata dalla presenza e dall’interazione reciproca di diversi geni polimorfici, che condizionano sia la risposta immunitaria, sia le funzioni infiammatorie e proliferative dell’epidermide.

Talvolta, è stata rilevata anche la responsabilità di alcuni fattori ambientali nel determinare l’insorgenza e la riacutizzazione della psoriasi, soprattutto in età pediatrica. Tra di essi assumono particolare importanza:

  • le infezioni
  • lo stress emotivo
  • fattori ormonali, come la pubertà
  • le variazioni climatiche
  • i fattori endocrini
  • i traumi
  • l’assunzione di particolari farmaci

Trattamenti disponibili

Grazie ai progressi compiuti dalla ricerca scientifica, oggi, i bambini che soffrono di psoriasi hanno a disposizione diverse opzioni terapeutiche. Tuttavia, la psoriasi è una malattia che non ha una cura definitiva, quindi può durare anche tutta la vita variando l’intensità e la comparsa dei suoi sintomi.

La diagnosi della psoriasi nei bambini può essere semplice se in famiglia ci sono già altri casi simili, ma può anche essere confusa con altre patologie cutanee e quindi trattata in modo incongruo. Pertanto è importante che la psoriasi nei bambini venga trattata adeguatamente.

Per raccomandare un determinato trattamento, il dermatologo prende in considerazione diversi fattori, inclusi:

  • il tipo di psoriasi
  • le aree del corpo interessate
  • la gravità dei sintomi
  • l’impatto della psoriasi sulla vita quotidiana
  • l’età e l’anamnesi medica

La terapia nei bambini affetti da psoriasi è quasi esclusivamente di tipo locale. Attualmente sono disponibili numerosi e diversi trattamenti dermatologici, tra cui le classiche creme a base di principi attivi farmacologici, la fototerapia, le terapie sistemiche tradizionali e i trattamenti biologici.

In età pediatrica sono largamente utilizzate le creme emollienti o idratanti a base di cortisonici, calcipotriolo (un derivato della vitamina D), tazarotene, catrame vegetale, anti-infiammatori non steroidei.

Nelle forme squamose e solo nel bambino più grande si possono applicare creme cheratolitiche, con acido salicilico, urea, miscele di alfa e beta idrossiacidi, in grado di far staccare le squame e favorirne l’eliminazione.

Le forme più lievi di psoriasi nei bambini possono essere controllate dalla fototerapia, un trattamento cutaneo basato sull’esposizione a diversi tipi di luce ultravioletta (UV).

Questo è un trattamento disponibile solo presso centri specializzati, ma è anche indicata la normale esposizione al sole, specie nei bambini, per affievolire i sintomi esantematici tipici della psoriasi lieve.

Tuttavia, è bene ricordare che un’eccessiva e inadeguata esposizione può risultare dannosa.

In caso di psoriasi eruttiva, è consigliabile una terapia antibiotica contro le infezioni che causano la psoriasi infantile. I farmaci sistemici tradizionali vengono assunti per via orale e i principali sono Retinoidi, Metotrexate, Ciclosporina, Mofetil Micofenolato e Tacrolimus.

I farmaci biologici, attualmente disponibili, vanno ad agire su specifiche proteine che sono presenti in quantità maggiori nei soggetti affetti da psoriasi grave.

Poiché i farmaci biologici sono in genere costituiti da proteine, non possono essere assunti per via orale e vengono tipicamente somministrati sotto forma di iniezione sottocutanea o di infusione intravenosa.

Tuttavia, i farmaci biologici non sono indicati per ogni paziente psoriasico, ma devono essere presenti determinate condizioni di gravità di malattia e d’impossibilità ad attuare le terapie tradizionali. Per fortuna, la psoriasi grave nei bambini ad oggi è piuttosto rara.

Molte cure naturali sono disponibili per alleviare i sintomi della psoriasi nei bambini. Tra queste possono essere citati:

  • Aloe vera in crema
  • Bagni di farina d’avena
  • Integratori di vitamine e alimentari, come l’olio di enotera, la vitamina D e il cardo
  • Umidificare gli ambienti della casa
  • Applicare dell’olio d’oliva o dell’olio di ricino sulla pelle squamosa
  • Aceto di mele diluito in acqua tiepida per contrastare il prurito
  • Impacchi di camomilla

Psoriasi nei bambini e alimentazione

Il rapporto tra psoriasi e alimentazione è oggetto di numerosi studi da anni. In molti ritengono che lo sviluppo della malattia può essere aggravata dallo stile di vita alimentare giornaliero.

Quindi è importate che chi è affetto da psoriasi segua un corretto regime dietetico per prevenire peggioramenti della malattia e per non indurre patologie spesso associate, come diabete o disturbi cardiovascolari.

L’alimentazione dei bambini affetti da psoriasi dovrebbe prevedere l’assunzione di cibi contenenti Vitamina A, C, acido folico, selenio, acidi grassi omega-3 e zinco, ed evitare nel contempo un eccesso di acido arachidonicoalto, proteine e grassi animali. Ecco nel dettaglio i cibi da limitare e quelli da preferire per i bambini affetti da psoriasi.

Cibi da limitareCibi da preferire
Carni rosseFarine integrali
InsaccatiFrutta
FrittureVerdura
SaleCarni bianche
LatticiniPesce
ZuccheroFermenti lattici
CioccolatoLegumi

Источник: https://www.tantasalute.it/articolo/psoriasi-nei-bambini-sintomi-cause-cure-e-rimedi-naturali/63991/

La psoriasi: sintomi, foto, cause e cura

La psoriasi nei bambini: sintomi, cause e trattamenti

La psoriasi è una patologia cutanea ad eziologia non ancora perfettamente conosciuta, ma di grande impatto sulla vita sociale dei pazienti colpiti.

La manifestazione principale consiste nella formazione di placche di cute arrossata o addirittura argentea, rilevate, spesso pruriginose, localizzate in alcune regioni caratteristiche come

  • gomiti,
  • ginocchia,
  • cuoio capelluto.

La psoriasi non è una malattia infettiva né contagiosa.

Esistono nella sottospecie poi diverse classificazioni di psoriasi, in base alle multiple varianti che possono manifestarsi nei pazienti.

La causa principale sembra essere rappresenta da un’alterazione del sistema immunitario (appartiene quindi al grande gruppo delle patologie autoimmunitarie) in pazienti geneticamente predisposti. L’andamento è cronico e progressivo, quindi lo scopo della terapia farmacologica è quello di ridurre la frequenza e l’intensità con cui si manifestano le lesioni.

Talvolta la psoriasi si ritrova associata ad altre patologie multifattoriali come

  • diabete,
  • malattie cardiovascolari,
  • risposte infiammatorie alterate,

a dimostrazione del fatto che l’elemento comune sia una disregolazione della capacità del sistema immunitario di far fronte agli insulti esterni e/o interni dell’organismo.

Il decorso e la prognosi sono strettamente correlati al tipo di psoriasi e alla gravità con cui questa si presenta; in genere le manifestazioni cutanee hanno una durata variabile da alcune settimane a diversi mesi. Analogamente la durata della remissione clinica è imprevedibile e, in molti casi, la riacutizzazione non è riconducibile a un evento specifico.

Cause

La psoriasi colpisce circa il 2,2% della popolazione mondiale e negli Stati Uniti rappresenta la patologia autoimmune più frequente nella popolazione; gli uomini spesso manifestano sintomi più severi.

Non esiste una causa univoca da correlare allo sviluppo di psoriasi, ma nel complesso la patogenesi sembrerebbe da riferire ad un mancato equilibrio a carico del sistema immunitario, soprattutto nella risposta cellulo–mediata dei linfociti T e dei neutrofili, che per errore attaccano i tessuti sani della pelle (reazione autoimmune). Questa reazione comporta

  • vasodilatazione,
  • arrossamento cutaneo,
  • proliferazione di cellule epiteliali,

che concorrono alla formazione della classica placca psoriasica.

Relativamente al terzo punto, l’aumentata proliferazione delle cellule epiteliali, se normalmente vanno incontro a una sostituzione ogni 3-4 settimane, nel paziente psoriasico si rileva un accorciamento fino a 3-7 giorni; l’accumulo risultante consiste nella tipica placca in rilievo.

Sfortunatamente l’instaurarsi di questo fenomeno genera un circolo vizioso che si autoalimenta, comportando la progressione più o meno rapida della psoriasi fintanto che non si intraprende un trattamento medico mirato.

Familiarità

La psoriasi tende ad esibire una certa familiarità, quindi è ragionevole pensare che di base possa esserci una componente genetica; avere famigliari che ne sono colpiti potrebbe cioè esporre ad un rischio maggiore di svilupparla a propria volta, anche se i termini in cui questo accade non sono chiari.

La ricerca ha dimostrato che molti geni diversi sono collegati allo sviluppo della psoriasi ed è probabile che differenti combinazioni geniche possano rendere le persone più vulnerabili allo sviluppo della condizione, ma possedere questi geni NON significa necessariamente che si svilupperà la malattia.

Fattori d’innesco

Sulla predisposizione di ciascun individuo possono poi incidere alcuni “triggers” (fattori d’innesco) occasionali che diventano responsabili dell’inizio o del peggioramento dei sintomi:

  • faringite streptococcica,
  • ferite, tagli, ustioni da sole, punture d’insetto,
  • stress (anche per l’azione degli ormoni relativi, come il cortisolo),
  • cambiamenti ormonali (pubertà, menopausa, …),
  • consumo di alcol e fumo (che possono accelerare la progressione),
  • deficit nutrizionali (soprattutto vitamina D),
  • malattie che coinvolgono il sistema immunitario (come l’HIV),
  • assunzione di alcuni farmaci (soprattutto litio, utilizzato nella terapia del disturbo bipolare, ma anche farmaci antipertensivi e antinfiammatori).

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Classificazione

La prima classificazione che è possibile effettuare nel contesto di un paziente affetto da psoriasi si basa sulla gravità e sull’estensione con cui la malattia si manifesta:

  • Leggera: le placche occupano meno del 3% della superficie cutanea.
  • Moderata: le placche occupano dal 3 al 10% della superficie cutanea.
  • Grave: le placche occupano oltre il 10% della superficie cutanea.

In base alle caratteristiche e alla localizzazione maggiore possiamo invece classificarla in:

  • Psoriasi a placche: rappresenta la forma più comune di psoriasi. Le placche, arrossate e solitamente coperte con squame bianco/argentee, possono provocare prurito o addirittura dolore e possono localizzarsi ovunque sulla superficie corporea.
  • Psoriasi ungueale: può affliggere sia le unghie delle mani che quelle delle dita dei piedi. L’esito più frequente in questo caso è l’onicolisi (cioè il distacco dell’unghia dal suo letto sottostante).
  • Psoriasi guttata: colpisce tipicamente bambini o adolescenti. È scatenata spesso da un’infezione batterica sottostante e determina lesioni più piccole delle classiche, con forma di goccia d’acqua, soprattutto a carico di cuoio capelluto, braccia, gambe e tronco. Lo spessore è solitamente inferiore rispetto a quello delle tipiche placche eritematose e talvolta può dare una singola manifestazione anche con regressione spontanea.
  • Psoriasi invertita: colpisce soprattutto zone atipiche (sotto al torace, intorno ai genitali, regione ascellare). Si manifesta con placche eritematose, infiammate, soprattutto in zone soggette a sudore e frizione cronica. Tende a mancare la tipica desquamazione della placca psoriasica. Ad essa può spesso associarsi nelle stesse regioni una sovra-infezione micotica, dato l’habitat ideale per questi patogeni.
  • Psoriasi pustolosa: si sviluppa di solito molto rapidamente, in aree più o meno estese di superficie corporea, con formazione di pustole pruriginose o meno. L’andamento talvolta può essere molto rapido ed associarsi a manifestazioni sistemiche come
    • febbre,
    • diarrea
    • e prurito ingravescente.
  • Psoriasi eritrodermica: le macchie in questo caso risultano più estese, dolorose o addirittura associate a bruciore intenso. È spesso grave ed invalidante, con importante compromissione della barriera cutanea.
  • Artrite psoriasica: la manifestazione cutanea tipica della psoriasi può associarsi in questo caso a forme di artrite (coinvolgimento infiammatorio di articolazioni e/o colonna vertebrale) sempre su base autoimmunitaria.

Sintomi

La malattia può esordire in modo improvviso oppure più gradualmente, ma soprattutto si osserva una grandissima variabilità dei sintomi tra un paziente e l’altro; tra i più comuni e tipici ricordiamo:

  • papule o placche eritematose coperte con squame argentee,
  • esfoliazione o eruzioni cutanee,
  • pelle disidrata, secca, a volte sanguinante,
  • punteggiature rossastre (soprattutto quando compare nei bambini),
  • prurito e/o bruciore,
  • unghie ispessite, onicolisi (distacco indolore dell’unghia).

Nei casi di artrite psoriasica si riscontrano dolori articolari e manifestazioni artritiche.

La malattia si caratterizza per un decorso altalenante e spesso imprevedibile, con episodi di riacutizzazione e successive remissioni anche complete (assenza di sintomi).

L’assunzione di estrogeni, la pubertà, gli squilibri ormonali in generale possono aggravare le manifestazioni cliniche, mentre tra i fattori ambientali l’esposizione solare ha in genere un effetto benefico (anche se alcuni soggetti possono invece andare incontro ad un aggravamento della malattia).

Complicazioni

Le problematiche a livello cutaneo rappresentano per molti soggetti un problema che ha ripercussioni di tipo sociale e psicologico non indifferente, tanto da impattare pesantemente sulla qualità di vita e favorire lo sviluppo di depressione e riduzione dell’autostima.

Più in generale il paziente psoriasico sembra inoltre essere esposto ad un rischio maggiore di sviluppare patologie organiche quali:

Diagnosi

La diagnosi di psoriasi si basa fondamentalmente su:

  • Anamnesi (soprattutto per valutare i fattori di rischio e la predisposizione genetica) ed esame obiettivo a carico di cute, unghie e cuoio capelluto.
  • Ricerca del segno di Auspitz: piccole e numero emorragie puntiformi quando si tenta di asportare una placca psoriasica.
  • Esami del sangue (aumento degli indici infiammatori come PCR e VES)
  • Biopsie cutanee, non sempre necessarie. In tal caso, previa applicazione di un anestetico locale, il prelievo di minime quote di tessuto e la successiva analisi microscopica permette di avere una diagnosi istologica definitiva.

Cura

La terapia per la psoriasi prevede la possibilità di tre grandi approcci:

  1. Terapia locale: creme ed unguenti applicati direttamente nelle regioni cutanee interessate, soprattutto per forme lievi o moderate di psoriasi. Tali farmaci possono includere corticosteroidi (ma se ne raccomanda un utilizzo limitato nel tempo, in virtù delle complicanze collegate), analoghi della vitamina D, retinoidi topici (ma possono aumentare la suscettibilità cutanea all’esposizione solare), immunomodulatori (come gli inibitori della calcineurina, tipici esempi sono il tacrolimus ed il pimecrolimus), acido salicilico, catrame di carbone (che riduce prurito e infiammazione), emollienti.
  2. Farmaci (a somministrazione orale o endovenosa): retinoidi (quando le terapie fin qui menzionate non hanno trovato successo), ricordando di evitare il concepimento per almeno 3 anni dopo l’utilizzo di tali farmaci. Metotrexate, ciclosporina ed altri immunomodulatori capaci di lavorare sul sistema immunitario.
  3. Fototerapia a base di raggi ultravioletti naturali (tramite esposizione solare) o sintetici (UVA o UVB). Molto spesso quella che viene utilizzata è la terapia PUVA, basata sulla somministrazione di un farmaco sensibilizzante (lo psoralene) e successivamente l’esposizione ad UVA. Al grande complesso della fototerapia appartiene anche il laser ad eccimeri, per psoriasi lieve/moderata e richiede solitamente un numero di sedute inferiore rispetto al trattamento con UVB.

Prevenzione e stile di vita

Nonostante la patogenesi multifattoriale, nonostante l’andamento progressivo e l’incapacità di guarire totalmente questa malattia, esistono piccoli accorgimenti che i soggetti predisposti alla psoriasi possono adottare quotidianamente per ridurre l’impatto della malattia sulla qualità di vita:

  1. Evitare pelle secca e disidratazione: bagni caldi, emollienti e un’alimentazione corretta possono alleviare la desquamazione delle placche e ridurre il prurito ed il fastidio da esse generato.
  2. Corretta e moderata esposizione al sole.
  3. Evitare possibili trigger, come infezioni o stati di immunodepressione.
  4. Evitare alcol e fumo.

A cura della dott.ssa Ergasti Raffaella, medico chirurgo

  • MayoClinic
  • Wikipedia EN
  • WebMD

Источник: https://www.valorinormali.com/malattie/psoriasi/

Psoriasi nei bambini cura

La psoriasi nei bambini: sintomi, cause e trattamenti

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle che può interessare anche i bambini tra i 5 e i 12 anni. Come riconoscerla e trattarla con farmaci e terapie?

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle. Sebbene interessi soprattutto adulti tra i 20 e i 35 anni, nel 15% dei casi si manifesta nei bambini tra i 5 e i 12 anni.

 Come riconoscerla, affrontarla e trattarla con farmaci e terapie? Ecco il parere dei dermatologi Alessandro Martella direttore responsabile della rivista Dermatologia Ambulatoriale 2.

0, Christine Bodemer dell'ospedale pediatrico Necker di Parigi e Maya El Hachem dell'Ospedale Bambino Gesù.

Che cos'è la psoriasi?

Si tratta di una malattia della pelle, dovuta a un cambiamento troppo rapido delle cellule dell'epidermide che provoca uno spessore sulla parte superficiale della pelle.

Si forma quindi un ispessimento che si presenta sotto forma di squame, piccoli pezzi spessi e bianchi di pelle, che si accumulano e poi si staccano lasciando un rossore dovuto all'infiammazione.

Queste lesioni cutanee non sono assolutamente contagiose.

La forma più classica è caratterizzata dall'interessamento delle superfici esterne degli arti, e in particolare ginocchia, gomiti, e zona lombare.

In altre forme di psoriasi sono interessati anche il cuoio capelluto (si riscontra un'intensa desquamazione) e le unghie (tendono ad ispessirsi assumendo un colorito giallastro).

Le cause della psoriasi

Al momento si può affermare che sono diversi i fattori che scatenano tale patologia. Tra questi il trauma meccanico come lo sfregamento, infezioni del cavo oro-faringeo, fattori emotivi, il clima, alcuni farmaci, stress, stanchezza, shock affettivi o cambiamenti ormonali.

Dalle ricerche condotte finora è emerso che alla base della psoriasi vi sia un'alterazione immunologica cutanea non ancora ben identificata e inoltre un aumento del turnover degli strati superficiali della cute.

Pr Bodemer, dermatologa all'ospedale Necker a Parigi afferma che di solito c'è una predisposizione genetica. Quando la psoriasi appare prima dei 15 anni, nel 50% dei casi ci sono dei precedenti in famiglia.

Più la psoriasi si presenta presto nel bambino, più è forte l'eredità familiare. In altre parole se voi o il papà ha questa patologia il piccolo è più a rischio di svilupparla.

Che rapporto c'è con la “crosta lattea”?

Nel lattante la crosta lattea (dermatite seborroica) caratterizzata da squame giallastre a livello del volto e cuoio capelluto, può costituire, a volte, un primo campanello d'allarme della presenza di psoriasi. Sarà l'evoluzione della dermatite a confermare o meno la diagnosi.

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Diverse forme di psoriasi

Tipica del lattante, si manifesta con lesioni rosse e lucide a livello dell'area del pannolino. Come ci spiega Alessandro Martella  sarebbe scatenata probabilmente da una dermatite irritativa da pannetto, o per sovrainfezione da Candida. 

Interessa soprattutto le pieghe cutanee come ascelle, inguine, area genitale e ombelico. Le lesioni sono molto arrossate e non ci sono squame.

Si manifesta con piccole chiazze di circa 1-2 cm di diametro, spesso numerose e distribuite su tutto il corpo, soprattutto sul tronco. Di solito si presenta dopo una faringite, tonsillite o otite batterica.

Sintomi della psoriasi

Di solito questa patologia è asintomatica, solo in alcuni casi il paziente può accusare un lieve prurito.

La psoriasi è cronica?

Nel bambino fortunatamente no! Come rassicurano i dermatolog questa patologia può manifestarsi in alcuni casi solo durante l'infanzia. In effetti in età pediatrica le lesioni sono meno resistenti ai trattamenti.

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Come riconoscere se il nostro piccolo soffre di qualche malattia. Ecco i segnali da non sottovalutare

Psoriasi, cure

Come intervenire nei casi della psoriasi nei bambini? In età pediatrica è possibile usare creme a base di cortisonici calcipotriolo (un derivato della vitamina D), tazarotene, catrame vegetale, anti-infiammatori non steroidei.

Dermatite atopica: insegnare ai bambini a prendersi cura della pelle

Largamente impiegate le creme emollienti ed idratanti. Nelle forme squamose della malattia e solo nel bambino più grande sono consigliate creme in grado di far staccare le squame e che ne favoriscono l'eliminazione.

Nelle forme più diffuse i dermatologi consigliano l'esposizione al sole, ma ricordando che un'eccessiva e inadeguata esposizione può risultare dannosa. Nei casi più gravi sono previsti trattamenti per via orale, a base di derivati di vitamina A.

La ricerca sta cercando di comprendere meglio i meccanismi all'origine della psoriasi per intervenire a livello genetico, con lo scopo di isolare i geni che sono causa della malattia.

Prevenzione psoriasi

Alessandro Martella ci elenca alcuni semplici accorgimenti per evitare o limitare la comparsa di nuove lesioni:

  • sicuramente bisogna proteggersi dai traumi accidentali, perché a volte la psoriasi tende a comparire proprio nelle zone dove si è presa una “botta”. In questo senso, sono in fase di studio alcuni capi di abbigliamento costruiti con particolari tessuti, di cui si sta cercando di dimostrare la capacità nel prevenire le ricadute della malattia e nel ridurne la sintomatologia;
  • infine sembrerebbe che una dieta più ricca di pesce e povera di carne rossa sia in grado di migliorare le lesioni cutanee.

Per saperne di più: MySkin, Ospedale Bambino Gesù, Magicmaman

Questo articolo non intende sostituirsi ad un consulto medico, necessario nel caso di qualsiasi malattia o disturbo possiate riscontrare nel bambino

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/psoriasi-bambini.html

Psoriasi infantile: sintomi e cura della psoriasi nei bambini

La psoriasi nei bambini: sintomi, cause e trattamenti

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che, contrariamente a quanto si può pensare, può manifestarsi anche nei bambini, a volte con aspetto molto caratteristico. Ecco come riconoscerla e come intervenire

Psoriasi: che cosa è

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle. Spesso si pensa, a torto, che possa manifestarsi solo in età adulta e invece può presentarsi anche in infanzia e adolescenza, talvolta con manifestazioni specifiche.

Ne parliamo con May El Hachem, responsabile dell'Unità operativa di dermatologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, e con Vito Di Lernia, dirigente medico dell'Unità di dermatologia dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, specializzato in dermatologia pediatrica. Entrambi sono tra gli autori delle raccomandazioni sul trattamento della psoriasi grave nei bambini, pubblicate nel 2017 sull'European Journal of Pediatrics .

Come si manifesta

“Dipende dal tipo di psoriasi” dichiara El Hachem.

“La forma più comune, sia negli adulti sia nei bambini, è la psoriasi volgare (a placche), che in genere si manifesta con chiazze tondeggianti, a margini netti, di colorito rossastro, tipicamente ricoperte da squame biancastre, localizzate in genere su gomiti e ginocchia e nella regione lombo-sacrale. Talvolta, alle chiazze si associano desquamazione a livello del cuoio capelluto e ispessimento delle unghie, che assumono un colorito giallastro e un aspetto punteggiato”.

Altre tre forme sono invece caratteristiche soprattutto dell'età pediatrica:

  • Psoriasi “da pannolino”: interessa prevalentemente il lattante e si manifesta proprio nell'area del pannolino, in particolare nelle pieghe dell'inguine, con lesioni di color rosso intenso e lucido, in genere senza desquamazione. E' una forma molto difficile da distinguere da altre dermatiti da pannolino.
  • Psoriasi inversa. Interessa le pieghe cutanee come le ascelle, l'inguine, l'area genitale e l'ombelico. Le lesioni sono intensamente arrossate e spesso senza squame.
  • Psoriasi guttata. È caratterizzata da piccole chiazze di 1-2 cm di diametro, in genere molto numerose, distribuite prevalentemente sul tronco (ma possono comparire su tutto il corpo). “Di solito compare dopo un'infezione batterica delle vie respiratorie, come otite, faringite o tonsillite, a causa di una reazione anomala del sistema immunitario, che attacca alcune molecole della pelle scambiandole per molecole prodotte da batteri” spiega Di Lernia. Le chiazze possono durare da alcune settimane a un paio di mesi. Dopo, di solito c'è remissione completa, ma in alcuni casi la psoriasi guttata evolve nella forma a placche.

“Dal punto di vista fisico, spesso non ci sono fastidi particolari: può esserci però un lieve prurito e stanchezza” sottolinea Di Lernia.

“Ma soprattutto, se le chiazze sono visibili può esserci un marcato impatto sulla qualità della vita, proprio perché l'esposizione delle chiazze, per esempio su viso, mani, avambracci, può creare un notevole disagio”.

In effetti, alcuni studi suggeriscono che i bambini colpiti siano più a rischio dei coetanei non affetti di sviluppare nel tempo anche disturbi come ansia e depressione.

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La  psoriasi  è una malattia infiammatoria della cute. La forma più comune, sia negli adulti che nei bambini, è la psoriasi volgare (a placche), che in…

Quanto è frequente

“In Italia ne soffre il 3% degli adulti, e un terzo di loro ha cominciato a soffrirne da bambini” spiega Di Lernia. Più difficile, invece, determinare chiaramente quanti siano i bambini colpiti: “Possiamo stimare circa lo 0,5% della popolazione pediatrica, con una frequenza che aumenta all'aumentare dell'età, da 1 a 18 anni”.

Quali sono le cause

“Alla base della psoriasi c'è una predisposizione genetica, tanto che spesso chi ne soffre ha altri casi in famiglia (un genitore oppure un nonno), ma a favorire la comparsa delle lesioni concorrono anche vari fattori scatenanti, come traumi meccanici (per esempio lo sfregamento), infezioni, farmaci, fattori emotivi, climatici ecc” spiega El Hachem. Per questo, gli esperti la definiscono malattia poligenica (i geni coinvolti sono diversi) e multifattoriale.

“La psoriasi – aggiunge la dermatologa – è una malattia tendenzialmente cronica a evoluzione recidivante, cioè alterna momenti di remissione a momenti di ripresa.

Tuttavia quando colpisce in età pediatrica è molto probabile che le lesioni non ritornino più per tutta la vita”.

Non è però prevedibile quali sono i bambini che andranno incontro a remissione e quali invece manterranno la malattia anche in età adulta.

Come si cura

Se la malattia è lieve, si preferisce in genere una terapia di tipo locale, in particolare con pomate a base di cortisonici. “A proposito, non devono spaventare” avverte Di lernia.

“Se i cortisonici sono impiegati con le dosi e secondi tempi corretti non dovrebbero esserci effetti collaterali”.

Altre possibilità, per quanto non studiate direttamente nei bambini ma derivate dall'impiego negli adulti, sono pomate a base di calcipotriolo (un derivato della vitamina D), tazarotene, catrame vegetale, anti-infiammatori non steroidei.

E ancora, aggiunge El Hachem: “Nelle forme squamose e solo nel bambino più grande si possono applicare creme cheratolitiche, con acido salicilico, urea, miscele di alfa e beta idrossiacidi, in grado di far staccare le squame e favorirne l'eliminazione.”

Per le forme più severe – cioè quelle che interessano parti sensibili come mani e viso, oppure un'estensione superiore al 10% del corpo – il documento redatto da Di Lernia, El Hachem e colleghi, indica come trattamento d'elezione quello con farmaci biologici che bloccano il TNF-alfa, un fattore immunitario noto per il suo coinvolgimento nella psoriasi, come pure in altre malattie infiammatorie come l'artrite reumatoide. Si tratta in particolare di adalimumab ed etanercept, che vengono somministrati con iniezione sottocutanea una volta alla settimana oppure ogni due settimane. “Queste terapie possono essere somministrate anche a lungo termine e danno risultati significativi in una buona percentuale di piccoli pazienti. Intanto, sono in fase di studio altri farmaci biologici che in futuro potranno essere impiegati per la terapia.

Per tutte le forme, sempre indicato il trattamento costante con creme idratanti ed emollienti. Da sole non sono risolutive, ma sono importanti in combinazione con gli altri trattamenti.

Attenzione a peso e grassi

“Ormai sta diventando sempre più evidente una certa associazione tra psoriasi infantile e condizioni come sovrappeso e obesità o aumento del colesterolo e dei lipidi nel sangue” spiega Di Lernia.

“Per questo, il trattamento dei bambini con questa malattia non dovrebbe trascurare – dove necessaria – anche una certa attenzione alla dieta, che dovrebbe essere varia ed equilibrata, e allo stile di vita, con un adeguato esercizio fisico”.

A chi rivolgersi

“Grazie agli studi di questi ultimi anni la terapia della psoriasi infantile sta cambiando” spiega Di Lernia. “Per questo è bene rivolgersi a un centro specializzato, come sono in genere i reparti dermatologici ospedalieri, che spesso hanno ambulatori di riferimento per i bambini e le loro condizioni”.

Revisionato da Valentina Murelli

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/cura-e-salute/psoriasi-infantile

Gravidanza
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