La musica aiuta i bambini?

Educare i bambini alla musica aiuta il loro sviluppo cognitivo

La musica aiuta i bambini?

MILANO – Platone, già nel 400 a.c., diceva che «la musica è una legge morale che dà una anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose».

L’importanza dell’educazione musicale nello sviluppo del bambino è stata riconosciuta dalle neuroscienze, che hanno riscontato un miglioramento della capacità cerebrale di elaborazione dei concetti e di comunicazione, ma non solo.

Educare i bambini alla musica influisce nel loro sviluppo linguistico – espressivo, emotivo, motorio.

Perché la musica è un valido strumento di crescita?

Molti studi confermano che la musica influisce positivamente sulla formazione del cervello, accresce l’intelligenza, la sensibilità, favorisce il coordinamento motorio, l’attenzione, la concentrazione, il ragionamento logico, la memoria, l’espressione di sé, il pensiero creativo.

La musica provoca stati d’animo, sensazioni, emozioni, produce effetti su tutto l’organismo umano può accrescere o diminuire l’energia muscolare, modificare la respirazione, intaccare la pressione sanguigna, sino a produrre alterazioni nel metabolismo corporeo e nei processi enzimatici.

Durante la sua crescita il bambino ricerca, discrimina e denomina i suoni prendendo coscienza che esiste un mondo sonoro.

La produzione di suoni da parte di ogni individuo inizia già nella vita prenatale, infatti molte ricerche documentano che il feto recepisce messaggi sonori che lasciano una traccia mnemonica nel bambino.

Ancor prima che si stabiliscano i primi contatti con l’ambiente attraverso la vista e il tatto, al bambino arrivano i suoni e i rumori della vita quotidiana: la voce di mamma, i rumori di casa, un suono di un gioco, la televisione…

Con lo sviluppo sempre maggiore dell’apparato uditivo stimolato dall’ambiente, i bambini imparano a produrre suoni facendo rumore con il proprio corpo:1) con le mani: batte le mani palmo contro palmo, sulle ginocchia, sul petto, sulle guance, sulla pancia , sulle superfici.2) con i piedi: striscia i piedi per terra, li batte, batte il punto, il tacco, saltella, marcia.3) con la bocca: digrigna e batte i denti, schiocca la lingua che tocca il palato e che tocca le labbra4) con la voce: fischia, sussurra, parla, mugugna, canta, grida, riproduce i versi degli animali, degli oggetti, della natura.5) con gli oggetti:ciascun oggetto in relazione al materiale con cui è fatto, il peso, le dimensioni provoca diversi suoni timbrici ( rotolare la palla, strappare fogli di carte, battere i coperchi…)

6) nell’ambiente: infiniti i possibili rumori prodotti dall’uomo nell’ambiente.

Nei primi tre anni di età la capacità di apprendimento naturale della musica è all’apice e continua fino ai nove anni, quando si stabilizza.

Il ruolo della famiglia

Fondamentale diventa il contesto familiare che deve esser stimolante, divertente, ricco di musica e suoni, in cui i momenti per cantare, ascoltare la musica, o per produrla in qualsiasi maniera, siano frequenti e divertenti, per far sì che l’espressione musicale si traduca in un costante miglioramento cognitivo del bambino.
Ecco alcuniesercizi molto semplici attraverso cui gli adulti (genitori, educatori, insegnanti) possono stimolare ed affinare la percezione uditiva del bambino affinché arrivi alla scoperta delle differenze fra suoni.

1) ASCOLTARE: eventi sonori naturali e artificiali tramite esercizi-gioco che stimolano a riconoscere le caratteristiche del suono ( altezza, intensità, timbro, durata)2) REGISTRAZIONI DI SUONI: proporre al bambino giochi sonori ( quelli con versi degli animali, con musichette particolari) oppure con oggetti e strumenti riprodurre suoni ( tamburelli, pianole, xilofono, armonica, flauto)3) IMITAZIONE: si fa ritmo con il corpo, gesti-suono, strumenti4) SONORIZZARE RACCONTI5) INTERPRETARE con il corpo brani musicali6) DRAMMATIZZAZIONE di brani musicali

7) ESPRIMERE le emozioni che l’ascolto di un brano suscita con vari linguaggi (verbale, mimico, pittorico, gestuale )

Dottoressa Antonia Ragone
Pedagogista e Docente

BibliografiaDelfrati C.,2008, Fondamenti di Pedagogia Musicale, EdT EditoreDella Cosa M., 1977, Voci, Suoni, Rumori,Brescia, Editrice La ScuolaZonta R. Bettinoni S. 1997, Operare nel Sociale, Cremona, Casa Editrice Padus

Cervello e Musica

Источник: https://libreriamo.it/istruzione/scuola/educare-bambini-musica-aiuta-sviluppo-cognitivo/

Musica: perché è importante per i bambini secondo la scienza

La musica aiuta i bambini?

I benefici dell'ascolto e dello studio della musica sui bambini sono tantissimi. Abbiamo raccolto una serie di studi che testimoniano l'importanza della musica per i più piccoli e che evidenziano gli innumerevoli vantaggi cui i baby suonatori o ascoltatori vanno incontro.

Tra i bambini e la musica esiste un legame incredibile. Per testimoniare gli effetti totalmente benefici dello studio e dell'ascolto della musica sui più piccoli, abbiamo raccolto una serie di studi scientifici che provano l'importanza dei suoni e delle note per i nostri figli.

Chi studia musica a scuola rende di più nelle altre discipline

Secondo una ricerca svolta dalla British Columbia University, gli studenti delle scuole superiori che seguono i corsi di musica ottengono risultati – rispetto ai coetani che non studiano musica – significativamente migliori anche in materie come la matematica, le scienze e l'inglese.

Nello studio, pubblicato sul Journal of Educational Psychology, i ricercatori hanno affermato che purtroppo gli amministratori delle scuole che hanno bisogno di tagliare i budget spesso pensano prima ai corsi di musica, perché la convinzione generale è che gli studenti che dedicano tempo alla musica piuttosto che alla matematica, alla scienza e all'inglese, avranno prestazioni inferiori in queste ultime discipline.

«La nostra ricerca ha dimostrato che questa convinzione è sbagliata: abbiamo scoperto che più gli studenti si impegnano con la musica, più rendono nelle altre materie», ha dichiarato Peter Gouzouasis, principale autore dello studio e professore di educazione della British Columbia University.

«Gli studenti che hanno imparato a suonare uno strumento musicale alle scuole elementari e che hanno continuato a suonare alle scuole superiori non solo hanno ottenuto punteggi significativamente più alti, ma si sono dimostrati circa un anno accademico in anticipo rispetto ai loro coetanei, per quanto riguarda le abilità di inglese, matematica e scienze. I risultati sono emersi dai loro voti d'esame, indipendentemente dal background socioeconomico, dall'etnia e dai voti precedenti».

Gouzouasis e i ricercatori del team hanno esaminato i dati di più di 112.000 studenti delle scuole pubbliche della British Columbia e che hanno compiuto il dodicesimo anno d'età tra il 2012 e il 2015.

I bambini che ascoltano reggae e musica classica diventano adulti di mentalità aperta

Secondo un'altra ricerca recente gli adulti che ascoltavano reggae e musica classica da bambini hanno, in molti casi, una mentalità più aperta e di larghe vedute, che li porta a sperimentare nuovi cibi, sport, mode e libri e, dunque, ad avere più chance nella vita.

Nello studio, guidato da uno dei maggiori psicologi dell'Università di Westminster (Londra), Catherine Loveday, ci sono i risultati cui sono arrivati i ricercatori dopo aver studiato i dati raccolti da O2, azienda che fornisce servizi di telecomunicazione nel Regno Unito, la quale ha sondato, per 2.000 adulti, la misura in cui la musica influisce sul comportamento più tardi nella vita.

La psicologa Loveday ha affermato che gli adulti che sono stati stimolati con l'ascolto di una vasta gamma di generi musicali durante gli anni della loro formazione sviluppano un maggiore desiderio di oltrepassare i confini sociali e culinari.

La musica heavy metal e quella soul hanno, invece, meno probabilità di contribuire alla volontà delle persone di partecipare a qualcosa di nuovo.

In particolare, la ricerca ha rilevato che oltre un quarto di coloro i cui genitori ascoltavano regolarmente il reggae si sono dimostrati aperti nel provare cose nuove.

Lo stesso è accaduto per un quinto di coloro i cui genitori avevano ascoltato musica classica.

Musica e bambini, ecco perché è importante iniziare presto

Le lezioni di musica hanno grandissimi benefici sui più piccoli e, dunque, prima si fa cominciare il bambino a studiare uno strumento, meglio è.

Secondo uno studio longitudinale tedesco del 2013,la musica migliora le abilità cognitive e non cognitive più del doppio rispetto ad attività sportive, teatro o danza. E, in generale, i bambini che studiano musica possiedono migliori capacità cognitive e voti scolastici migliori e sono più aperti, ambiziosi e responsabili.

Inoltre, il sito americano mic.com ha stilato una lista dei numerosi benefici neurologici che la musica può offrire ai più piccoli: tra questi il miglioramento della capacità di lettura, del ragionamento matematico e spaziotemporale, dei voti scolastici.

Studiare musica, inoltre, aumenta il quoziente intellettivo, aiuta a imparare più velocemente le lingue, stimola l'udito, rallenta l'invecchiamento, rafforza la corteccia motoria, aiuta a gestire l'ansia, migliora l'autostima e rende più creativi.

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Bambini, lo studio della musica per almeno due anni può migliorare il linguaggio

Secondo una ricerca americana studiare musica aiuta ad allenare le funzioni del sistema nervoso grazie all'attenzione che così viene data agli stimoli acustici, ossia ai suoni. Dunque, si è più bravi a parlare e a leggere, perché questo processo aiuta a migliorare le abilità del linguaggio e quelle cognitive.

In particolare, gli scienziati hanno scoperto che sono almeno due anni di lezioni di musica per avere cambiamenti consistenti e visibili nella struttura del cervello e nelle abilità di linguaggio dei bambini. Anche nel caso di lezioni della durata minore di un anno è stato comunque riscontrato un miglioramento della rete neurale dei bambini.

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Studiare musica affina la capacità di ascolto

In base a uno studio americano, pubblicato sul Journal of Neuroscience, chi studia musica da piccolo, da grande avrà una migliore capacità di ascolto, soprattutto in ambienti rumorosi. I ricercatori hanno messo a confronto chi da bambino aveva studiato per imparare a suonare uno strumento musicale per uno-cinque anni, e chi no.

Nina Kraus, coordinatrice dello studio, ha affermato: «Partendo da ciò che già sapevamo sui modi in cui la musica aiuta a modellare il cervello, abbiamo visto che le lezioni di musica a breve termine sviluppano l'ascolto e l'apprendimento nel lungo periodo».

Inoltre, gli studiosi hanno scoperto che il modo in cui si percepiscono i suoni da adulti dipende dalle esperienze musicali compiute durante la crescita. Gli effetti durano a lungo, anche se le lezioni si sono fatte per hobby.

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Chi studia musica da bambino invecchia meglio

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista americana Journal of neuroscience da Nina Kraus, neurobiologa presso la Northwestern University (Illinois), prendere lezioni di musica da bambini fa invecchiare meglio.

Nina Kraus ha spiegato che «La velocità con cui il cervello elabora e discrimina i suoni è una delle prime abilità a essere intaccata dall’invecchiamento».

L'esperimento scientifico è stato portato avanto su un campione di 44 adulti fra i 55 e i 76 anni e sulla loro capacità di riconoscere i suoni: gli studiosi hanno indagato come reagiva la regione del tronco encefalico che elabora i suoni mentre una voce pronunciava ripetutamente una sillaba.

I risultati sono stati davvero stupefacenti: chi da bambino (dai quattro ai 14 anni ) aveva seguito lezioni di musica ha avuto una risposta cerebrale alla percezione del suono di circa un millesecondo più veloce rispetto a chi non aveva studiato musica da piccolo.

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Suonare uno strumento modifica lo sviluppo del cervello

Un team di ricercatori dell'università Bicocca di Milano, che hanno pubblicato un innovativo studio sulla rivista scientifica “Music Perception”, ha scoperto che suonare uno strumento comporta anche una modifica del cervello, diversa a seconda dello strumento suonato.

Gli studiosi hanno notato che, ad esempio, quando si ascolta il suono di un violino, la corteccia prefrontale di un violinista deve “impegnarsi” relativamente poco, quella di un altro musicista leggermente di più e quella di un non-musicista molto di più.Questo perché la corteccia prefrontale codifica gli stimoli, legge la realtà e la interpreta ed è sensibile alla familiarità: di conseguenza, si attiva meno se conosce bene quel suono e lavora di più se lo conosce poco.

Alice Mado Proverbio, docente di neuroscienze cognitive alla guida dei ricercatori della Bicocca, ha detto: «Poiché il nostro cervello, e in particolare la corteccia prefrontale, dedica un’attività elaborativa meno intensa alla codifica di materiale già noto o familiare,è possibile stabilire qual è lo strumento suonato da una persona di cui non si sa nulla, oppure escludere che suoni uno strumento musicale».

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La musica attenua l'ansia, migliora il controllo sulle emozioni e aumenta la capacità di concentrazione: a sostenerlo è un nuovo studio, pubblicato sul Journal of American Academy of Child & Adolescent Psychiatry condotto presso la University of Vermont College of Medicine (Usa).

Gli studiosi hanno constatato che, oltre alla modifica delle aree motorie dovute alla coordinazione dei movimenti, la formazione musicale è stata anche associata ad ispessimento corticale in aree del cervello legate al funzionamento esecutivo, al controllo inibitorio e all'elaborazione delle emozioni, cioè, sostiene il coordinatore del team di ricerca James Hudziak, «con la memoria di lavoro, il controllo dell'attenzione e la capacità di pianificazione per il futuro».

Dunque, studiare musica da piccoli non è soltanto un'opportunità per esprimersi in modo creativo, ma è anche un modo per affinare le energie mentali.

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“Fare musica è molto più di un passatempo: è un elemento essenziale nell'educazione del vostro bambino”. A sostenerlo è Hugo Pinksterboer, musicista e…

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L’importanza della musica per i bambini: sviluppare la creatività e l’intelligenza musicale

La musica aiuta i bambini?

Sappiamo che la creatività è una capacità originale e utile che si manifesta in un particolare campo… Ed è senza dubbio molto importante riconoscerla nei bambini e individuare le aree nelle quali possono maggiormente sviluppare i loro talenti e le loro particolari inclinazioni…

Secondo lo psicologo H. Gardner può essere utile pensare alla creatività in termini di intelligenza. Per cui la creatività è fornita a ciascun individuo sotto forma di una o più intelligenze specifiche.

Gardner individua sette intelligenze: linguistica, logica-matematica, spaziale, corporeo-cinestetica, interpersonale, intrapersonale e musicale.

In questo articolo ci occuperemo di quest’ultima.

In linea di massima i bambini dotati di capacità musicali sono attratti dal mondo dei suoni e delle note, cercano di produrre combinazioni di suoni da soli, anche con oggetti di uso quotidiano, e i più grandicelli chiedono di poter suonare uno strumento.

Ovviamente la predisposizione innata da sola non basta, ma va stimolata nella giusta maniera.

Questo non solo per chi possiede un talento specifico in ambito musicale, ma anche e soprattutto perché la musica ha un’importanza fondamentale per lo sviluppo del cervello di un bambino.

Per ascoltare, cantare o suonare si devono attivare entrambi gli emisferi del cervello: quello destro, sede delle emozioni e delle capacità sensibili, coglie il timbro della musica e la melodia.

L’emisfero sinistro, invece, che controlla i processi logici, analizza il ritmo e l’altezza dei suoni. Il risultato è una intensa ginnastica della mente i cui benefici riguardano anche altre abilità, come la capacità di formulare ragionamenti astratti, la possibilità di aumentare le competenze analitiche e matematiche, nonchè quelle linguistiche.

Nei bambini più grandi, alle prese con uno strumento musicale, il cervello è impegnato ad interpretare le note come simboli astratti e l’udito ha il compito di concentrarsi sui suoni con matematica precisione, tutto ciò sviluppa la capacità di attenzione e quella analitica.

Sembra che la musica aiuti anche a migliorare il carattere, attraverso la costanza dell’impegno legato alla formazione musicale.

Così il bambino impara a dominare le emozioni, a vincere la timidezza, a sviluppare capacità di autocontrollo e di concentrazione. Studiare musica favorisce anche una maggiore sensibilità e la capacità di esprimere i propri sentimenti.

Partecipare a prove, piccole orchestre e concerti per ragazzi stimola il senso di responsabilità, riduce le paure e l’eventuale aggressività.

Come stimolare l’intelligenza musicale?

Già tre mesi prima della nascita il bambino inizia a percepire i suoni, reagisce a stimoli sonori e , una volta nato, mostra di riconoscere i brani che la mamma ascoltava e cantava in gravidanza.

Al momento della nascita ogni bambino ha in dotazione tutti i neuroni necessari, ma pochissimi sono collegati fra di loro. Più un bambino viene stimolato dall’ambiente esterno, più aumentano i collegamenti tra i neuroni a tutto vantaggio della sua intelligenza.

Sono le esperienze dell’infanzia che compiono questo processo. All’età di tre anni già il 90 per cento delle sinapsi possibili è attivo.

Per cui: già dalla gravidanza fare ascoltare al bambino brani musicali e ninne nanne. A due, tre anni di età si propongano attività come imparare canzoncine e cantilene, suonare semplici strumenti destrutturati (maracas, tamburelli, campanelle montessoriane etc.

) fino ad arrivare più grandicelli a riconoscere le note, cantare in un coro ed imparare a suonare uno strumento vero e proprio. Insomma non limitare l’esposizione dei bambini alla musica trasmessa alla radio ed alla tv.

Altro valido aiuto è dato dai libri onomatopeici, ovvero quegli albi illustrati che contengono parole che evocano un suono, un rumore o un verso di un animale (Es: tic tac, plin, din don). In commercio ne potete trovare molti.

Alfred Tomatis, medico francese, che inventò un metodo di musicoterapia, sostenne che fare ascoltare Mozart ai più piccoli favorisce l’apprendimento del linguaggio.

Il ritmo allegro di molte sue sinfonie influisce sul sistema nervoso centrale, regolarizza il battito cardiaco, rilassa e stimola l’attenzione. Per i bambini in età scolare perfetti, sempre per Tomatis, “il rondò della piccola musica notturna”, “il concerto per violino n. 2″ e gli andanti della “sinfonia n.

15 e 27″. Anche la fiaba musicale “pierino e il lupo” di Prokofiev introduce i bambini in un mondo di suoni, incanti ed animali.

In inglese il verbo to play indica sia l’azione di giocare che quella di suonare. E questo è il modo in cui il bambino dovrebbe avvicinarsi alla musica e a uno strumento musicale: Giocando!

Qual è lo strumento più adatto?

Per scegliere lo strumento più adatto al bambino dai 6 anni in su è importante che i genitori valutino le attitudini del figlio, ma tengano anche presente che:

La batteria e i tamburi aiutano la coordinazione e il bambino attivo e vivace a scaricare la sua energia. Chi di solito è portato per questi strumenti già in casa batte il ritmo con bastoncini o posate.

La chitarra per forma e sonorità soddisfa un bambino poco incline ad esprimere le proprie emozioni. La posizione dello strumento a contatto con il corpo da una sensazione piacevole ai bambini bisognosi di possesso.

Il flauto traverso richiede braccia lunghe, polmoni sviluppati e capacità di mantenere la posizione eretta.

Il pianoforte stimola la coordinazione e la lettura della chiave di violino per la mano destra e la chiave di basso per la sinistra. Suonare il pianoforte permette di ricavare una soddisfazione immediata perché, appena sfiorati, i tasti producono un suono gradevole.

La tromba è piuttosto semplice da maneggiare, ma richiede molta forza per soffiare dentro lo stretto bocchino. Per cui polmoni e dentatura devono essere ben sviluppati. Bambini con notevole energia da esprimere e con la tendenza a dominare a mano questo strumento.

Il suono del violino è favorito nei bambini con una buona scioltezza fisica. Richiede precisione, dita sottili, braccia non troppo corte e un temperamento riflessivo e tranquillo, perché ci vogliono anni di studio costante.

E allora… buona musica!!!!

Claudia Ferraroli – pedagogista clinica e autrice di libri per bambini. Curatrice del blog claudiaferraroli.it

Источник: https://www.bambinonaturale.it/2017/05/limportanza-della-musica-per-i-bambini-sviluppare-la-creativita-e-lintelligenza-musicale/

Stimola lo sviluppo dei tuoi figli con la musica per bambini

La musica aiuta i bambini?

La musica per l'infanzia trasmette emozioni, favorisce la creatività, rilassa il bambino… La musica per bambini è diventata un elemento indispensabile per lo sviluppo e l'educazione del bambino. Inoltre, la musica per dormire è un elemento che incoraggia il sonno del bambino.

Musica per bambini: i suoi benefici

  • La musica per l'infanzia favorisce lo sviluppo del bambino anche quando è nella pancia della mamma. Infatti, fin dai primi momenti di vita, il bambino reagisce alla musica e si emoziona come un adulto.
  • Stimola la frequenza cardiaca nel feto e la produzione di endorfine nella mamma.
  • La musica stimola l'udito del bambino.
  • Canticchiare e far ascoltare musica ai bambini, anche quando sono molto piccoli, stimola il loro desiderio di esprimersi e farsi capire.
  • La comprensione delle parole da parte dei bambini avviene grazie alla ripetitività dei suoni e si basa sulla loro frequenza, cioè ha le stesse caratteristiche della musica.
  • Attraverso vocalizzazioni che imitano i suoni musicali, i bambini acquisiscono il linguaggio intuitivamente e spontaneamente, creando una forma di comunicazione che sembra facilitare l'apprendimento e migliorare il vocabolario.
  • Alcuni studi affermano che la musica di Mozart può influenzare il comportamento dei bambini e incoraggiare il loro sviluppo intellettuale e creativo. Si tratta del cosiddetto “effetto Mozart”.

Sin dai primi momenti di vita, il bambino reagisce alla musica e si emoziona come una persona adulta. È la conclusione di una ricerca realizzata in Italia, finanziata in parte da fondi dell’Unione Europea, e pubblicata sulla rivista scientifica nordamericana PNAS.

  • Dopo aver analizzato le attivazioni cerebrali nei neonati sani durante i primi tre giorni di vita, attraverso una risonanza magnetica funzionale, è stato riscontrato che la loro reazione alla musica è molto simile a quella degli adulti. In altre parole, c'è una specifica predisposizione neurologica alla percezione della musica. Ascoltare la musica in modo precoce favorisce il potenziale cognitivo dei più piccoli, sia in termini di sviluppo della musicalità, sia della creatività.
  • È noto che l'incoraggiamento alla lettura precoceattiva nel bambino le aree del cervello coinvolte nell'apprendimento della lettura, situate principalmente nell'emisfero sinistro. Con la musica, invece, si potenziano gli aspetti emozionali, perché viene attivato l'emisfero destro del cervello.
  • Gli studi sull'ascolto musicale confermano che, durante il suo primo anno, il bambino analizza gli stimoli sonori ed è attratto dai cambiamenti delle strutture armoniche e ritmiche, predisponendosi ad apprenderle. Lo stesso succede con il linguaggio.
  • In generale gli esperti concordano sul fatto che gli stimoli musicali sono una sorta di cibo per la mente e che la sensibilità che si sviluppa nel bambino per la musica può avere effetti positivi su concentrazione, attenzione e memoria.
  • Sembra anche che i bambini circondati precocemente da un ambiente musicalmente ricco e stimolante producano le cosiddette “lallazioni”, le “vocalizzazioni melodiche”, prima degli altri e inizino a cantare in modo intonato verso i due o tre anni, molto prima della media dei bambini, che è tra i sei e i sette anni.
  • Oggi la musica viene usata anche come terapia per trattare difficoltà di vario tipo, legate sia ad aspetti motori sia comunicativi. L'ambiente sonoro-musicale è una parte importante nello sviluppo e nell'equilibrio dell'individuo. Grazie a specifiche tecniche, la musicoterapia cerca di stimolare la persona attraverso l'arricchimento dell'ambiente sonoro circostante.
  • Quando la mamma canta per il piccolo, entra in sintonia con i suoi bisogni emotivi. La musica è positiva perché rafforza le relazioni affettive, risveglia le emozioni e avvolge come in un abbraccio. Per questo aiuta i genitori a stare meglio con i loro figli.
  • Le terapie musicali sono pensate principalmente per le famiglie: la musica aiuta a rispondere meglio ai bisogni dei bambini. Inoltre, la musica fa sentire bene perché riduce il livello di stress (il cortisolo, l'ormone dello stress, diminuisce nel sangue quando sentiamo un pezzo che ci piace) e stimola la produzione di endorfine (sostanze di benessere).

Avvolgere il bambino con la musica: cosa dovrebbero fare i genitori

  • Il bambino dovrebbe essere lasciato libero di improvvisare: può scoprire nuove sonorità, sperimentare e creare. Lascialo libero, anche se fa un molto rumore, e cerca sempre di valorizzare le sue scoperte.
  • Giocare cantando: con i più piccoli, è importante ripetere la stessa canzone molte volte. Ogni tanto puoi provare a variare la melodia e il ritmo. Con i più grandi, invece, devi allargare il repertorio di canzoni, accompagnandole con gesti e giochi di movimento.
  • Ascolto condiviso: le canzoni per bambini, ninnenanne e brani musicali devono coinvolgere il bambino, stimolando la sua partecipazione, sia che si tratti di cantare, sia di battere le mani o suonare uno strumento. Oppure portandolo a muovere i corpo per seguire la musica, naturalmente. Non importa che musica sia. La passione per la musica, fin dall'infanzia, è un dono che accompagnerà il bambino per tutta la vita.

Источник: https://quimamme.corriere.it/neonati/sviluppo/musica-neonati-stimola-sviluppo

Perché la musica aiuta i bambini a crescere bene

La musica aiuta i bambini?

Noi siamo una famiglia canterina.Cioè, io e Cos lo siamo. Cantiamo sempre e io adoro svegliarmi sentendo lei che canta.Luca è meno canterino ma compensa facendo ascoltare a Cos un sacco di musica, dai vecchi vinili a , che da noi accompagna il caffè del mattino.

La musicista di casa però è una sola.
Cos strimpella e ha perfino una sua band di settenni, di cui si sente fiera come se fosse in tournée con Lady Gaga. Hanno perfino composto un loro pezzo, che non sarà tra gli hit di stagione, ma del quale loro sono entusiaste!

Come è cominciata?
Non lo so.
Non so se tutto è partito dalla musica che le facevo ascoltare quando era ancora nella mia pancia. O se sono stati i concerti a cui l’abbiamo portata fin da piccola.
Sta di fatto che mi sono resa conto insieme a lei che imparare la musica è proprio come imparare una lingua. 

Dall’ascolto si passa alla registrazione dei suoni, quindi alla parola e poi alla sintassi.
Come una lingua la musica avvicina le persone, trasmette emozioni, supera barriere. E come una lingua è più facile impararla da piccoli, cominciando a registrare i suoni e poi le parole, a riprodurli un po’ alla volta fino a costruire discorsi.

Perché la musica aiuta i bambini a crescere bene

Di recente mi è anche capitato di partecipare ad un incontro dedicato proprio alla musica per piccoli e piccolissimi da Yamaha  in cui ho scoperto tantissimi motivi in più, oltre a quelli che già avevo, per avvicinare i bambini alla musica fin da tenerissima età.

Basta pensare a tutte le emozioni che un brano musicale può trasmetterci (passione, divertimento, libertà, serenità, equilibrio, …) per immaginare che effetto possa avere su menti e cuori limpidi come quelli dei bambini, che le loro emozioni le seguono come aquiloni …

  • Relax
    L’ascolto della musica può aiutare a rilassare il battito cardiaco
  • Disciplina
    La musica è un modo divertente e piacevole per insegnare ai bambini la disciplina, perché richiede costanza, passione, allenamento.
  • Memoria
    La musica richiede un ascolto attento e aiuta a sviluppare la memoria
  • Concentrazione ed attenzione
    Trasferire un pensiero alle nostre mani e quindi allo strumento richiede meccanismi di concentrazione importantissimi. 
  • Matematica
    Studi scientifici dimostrano che i risultati nei test matematici di bambini esposti alla musica fin da piccoli sono migliori fino al 25% rispetto a quelli di bambini che non studiano musica.
    Il ritmo, se ci pensiamo, si usa anche per le tabelline o la poesia.
  • Pensiero astratto
    La musica è un linguaggio creativo che aiuta moltissimo fantasia, immaginazione e creatività. Avete presente il Piccolo Principe che vede un serpente che ha mangiato un elefante là dove un adulto vede un cappello, ecco, è un po’ così…
  • Motivazione e tenacia 
    La musica insegna a non arrendersi al primo ostacolo e che  una vita di successo non è fatta di assenza di ostacoli, ma di ostacoli superati.
  • Comunicazione
    La Musica è il linguaggio universale per eccellenza. Fa comunicare tra loro gli strumenti e i musicisti e comunica fa chi ascolta.
  • Emozioni
    La Musica è un veicolo di emozioni incredibile e una grande risorsa per persone con difficoltà comunicative, dalla dislessia all’autismo.
  • Intelligenza
    Studi approfonditi dimostrano che il QI è superiore del 7% in chi fa musica già da piccolo. Già dai tre mesi, nel grembo materno, il bambino percepisce i suoni, ma il massimo sviluppo e plasmabilità dell’orecchio musicale è dai 3 ai 6 anni, lo stesso periodo in cui un bambino impara il maggior numero di parole!
    Non a caso la musica, che in fondo è un linguaggio, è utilissima anche per imparare un’altra lingua (qui i CD con le canzoncine in inglese e francese li abbiamo consumati e vi assicuro che funziona!)

Pensate che le persone stonate non sono quelle nate con questa sfortuna, ma quelle che non hanno potuto educare il proprio orecchio nel momento giusto!

Cosa possiamo fare noi per aiutare i bambini a conoscere ed apprezzare la musica?

  • La sera, quando raccontiamo una storia, proviamo a farlo su una base musicale 
  • Abituiamo i bambini al ritmo producendo semplici sequenze, anche solo battendo le mani (ma le pentole di cucina sono sempre più accattivanti!)
  • Utilizziamo i CD prodotti per loro (nelle scuola Yamaha si trovano quelli della London Symphony Orchestra): se ci preoccupiamo di alimentarli con il cibo migliore, seguiamo lo stesso principio per tutto!
  • Pensiamo ad introdurli alla musica con i corsi su misura per loro di Yamaha (sul sito puoi cercare la scuola più vicina a te), che non solo educano all’ascolto, ma insegnano a suonare e perfino a produrre musica!

Perché la musica aiuta i bambini a crescere bene? 

Perché li rende più creativi, attenti all’ascolto, tenaci, intelligenti. E li diverte!

Post in collaborazione con Yamaha.

Источник: https://zigzagmom.com/la-musica-aiuta-i-bambini-a-crescere-bene/

Gravidanza
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