La conquista dell’indipendenza: il gioco del vasino

Consigli su come togliere un pannolino

La conquista dell’indipendenza: il gioco del vasino

Passare dal pannolino al vasino è un passaggio importante che per il bambino comporta la conquista della sua autonomia contestualmente all’uscita dall’epoca neonatale.

Tuo figlio ha compiuto da qualche mese due anni e ti starai chiedendo quando togliere il pannolino. Il passaggio al vasino è molto importante per lui e devi cercare di riuscire a farlo nel migliore dei modi affinché questo percorso di crescita non sia visto come un trauma ma piuttosto come una conquista della sua indipendenza e autonomia.

Prima di affrontare questo grande passo, quindi, assicurati che tuo figlio sia abbastanza maturo e sviluppato per riuscire a utilizzare il vasino o il riduttore e, nello stesso tempo, considera la tua predisposizione a sostenere un periodo impegnativo.

Dovrai cercare di affrontare il percorso dello “spannolinamento” insieme al tuo piccolo scegliendo il momento migliore per lui e per tutta la famiglia senza precorrere i tempi e vivendo questo passo nella maniera più serena possibile.

Per molti bambini, infatti, utilizzare il vasino o il riduttore per i propri bisogni viene visto come un trauma per via del maggiore controllo che devono avere e della presenza di un oggetto che fino a quel momento era stato per loro sconosciuto.

Ogni bambino, inoltre, ha un proprio sviluppo e proprio per questo motivo non esiste la ricetta dello spannolinamento perfetto; tuttavia, seguendo alcune regole generali, potrai riuscire nell’intento senza particolari sforzi. Qui di seguito potrai trovare una serie di consigli su come togliere un pannolino senza stress per te e per tuo figlio.

A quanti anni si toglie il pannolino?

Non esiste un’età definita per togliere il pannolino valida per tutti; devi infatti sapere che ogni bambino raggiunge la maturità sfinterica in modo autonomo e in un momento diverso che, in genere, è compreso tra i diciotto mesi e i tre anni di età. Prima di questo periodo è molto difficile che tuo figlio sia pronto per lo spannolinamento, perché non ha la maturità fisiologica e psicologia necessaria per collaborare e per affrontare il cambiamento.

Non precorrere i tempi e fai attenzione ad alcuni segnali che possano farti capire che tuo figlio è pronto per togliere il pannolino.

Uno di quelli più evidenti è la sua curiosità nei confronti dei genitori o di fratelli maggiori che vanno in bagno da soli. Un altro aspetto che non devi sottovalutare è rappresentato dalle sue richieste.

Se ti sei accorta che tuo figlio, mentre gioca, ti avvisa che sta facendo la pipì significa che inizia ad avere il controllo fisiologico dei propri bisogni e, di conseguenza, riesce a trattenersi fino al momento opportuno.

Tra gli altri segnali che potrai prendere in considerazione ci sono le sue espressioni facciali. Molti bambini, infatti, prima di fare pipì o pupù arrossiscono, si toccano le parti intime o saltellano.

Qual è il periodo migliore per togliere il pannolino?

Il periodo migliore per togliere il pannolino è di sicuro l’arrivo della primavera e l’estate.

In queste stagioni, infatti, tuo figlio indosserà meno abiti e vestiti leggeri, molto più facili da lavare e da asciugare.

Il rischio che prenda freddo, inoltre, si abbassa notevolmente e potrai evitare che contragga una serie di malattie da raffreddamento.

Vasino o water con riduttore?

Prima di togliere il pannolino valuta una scelta importante: vasino o riduttore. Il vasino ha il vantaggio di poter essere sistemato sul pavimento; in questo modo tuo figlio potrà sedersi e appoggiare i piedi a terra, senza percepire un senso di vuoto causa principale delle sue paure.

Il vasino, inoltre, può essere sistemato in qualsiasi stanza della casa ma, se questo da una parte rappresenta un vantaggio, dall’altro è invece un limite. Tuo figlio, infatti, avrà più difficoltà a fare i suoi bisogni fuori casa senza la presenza del suo vasino.

Inoltre, non è un bene che lui possa spostare il vasino in qualsiasi stanza della casa poiché è importante che si renda conto che i bisogni si fanno solo in bagno.

Il riduttore permette di evitare un doppio “trauma” ossia il passaggio da pannolino a vasino e, in seguito, da vasino a riduttore. Il riduttore, tuttavia, non è adatto ai bambini molto piccoli che non riescono a salire da soli e possono sentire un senso di vuoto importante che li inibisce.

Se hai intenzione di utilizzare il riduttore fin da subito acquista uno sgabello da posizionare sotto il water che tuo figlio potrà utilizzare per salire in modo autonomo sul water.

In commercio esistono anche delle ottime soluzioni ossia prodotti composti da una scaletta attaccata al riduttore da poter aprire e chiudere a seconda del bisogno.

Primo consiglio: non tornare indietro

Nel momento in cui hai deciso di togliere il pannolino a tuo figlio devi ricordare che non si torna indietro. Questa regola deve essere valida e messa in pratica fin dall’inizio per evitare che il piccolo rimanga confuso dal tuo comportamento.

Se togli il pannolino quando sta a casa, ma glielo metti per uscire, lui non riuscirà a maturare e a capire quello che deve fare.

Tuttavia, per evitare che si bagni quando uscite, prova a utilizzare le mutandine pannolino che hanno un livello di assorbenza maggiore rispetto alle classiche mutandine di cotone ma, nello stesso tempo, non danno al bambino l’idea di indossare un pannolino. Cerca di adottare una linea guida che dovrai seguire sempre soprattutto nei momenti difficili.

Ricorda che potrai decidere se togliere il pannolino definitivamente o farglielo indossare durante la notte. In genere, è preferibile iniziare togliendo il pannolino di giorno per poi toglierlo anche di notte quando ti accorgerai che tuo figlio ha ormai preso confidenza con il bagno e che, al mattino, il pannolino si presenta asciutto.

Secondo consiglio: prepararlo al grande evento

Per rendere il passaggio meno traumatico cerca di coinvolgere il bambino nella scelta di tutto quello che servirà per non fare più i bisogni nel pannolino.

Vai con lui ad acquistare il vasino o il riduttore e fagli scegliere le mutandine che preferisce.

Le cose che acquisterete insieme devono essere per lui come un gioco, oggetti speciali dedicati a un bambino che sta crescendo.

Oltre all’aspetto materiale cerca di prepararlo anche all’evento spiegandogli che cosa significa fare i bisogni nel vasino facendoti aiutare da racconti e storie. Evita di togliere il pannolino da un giorno all’altro senza dargli alcuna spiegazione perché potrebbe non adattarsi al cambiamento e accrescere la sua paura del vuoto.

Considera la sua sensibilità e non sottovalutare le sue paure; utilizza un approccio delicato nelle spiegazioni e sii pronta a rispondere a tutte le domande che ti vorrà fare anche sull’anatomia fisica. Se ti rendi conto che tuo figlio non è ancora pronto, non forzarlo e attendi ancora qualche giorno.

Terzo consiglio: avvicinarlo al vasino

Il terzo consiglio su come togliere il vasino è quello di rispettare una cadenza regolare. Ogni trenta minuti circa, proponigli di fare la pipì utilizzando un tono allegro e gioviale come se fosse la cosa più bella del mondo. Evita frasi del tipo “ti scappa la pipì?” perché la risposta sarà quasi sempre “no”, soprattutto se sta giocando.

Cerca di creare una vera e propria abitudine e considera che all’inizio è molto probabile che tuo figlio non faccia nulla o che la faccia subito dopo.

Non sottolineare il problema e rivestilo come se nulla fosse perché, con il tempo, la routine che sei riuscita a creare diverrà un’abitudine anche per lui e andare in bagno diverrà un gesto automatico.

Posiziona qualche giochino o libro che potrà utilizzare solo quando è sul vasino o sul riduttore. In questo modo potrai stimolare la sua voglia di recarsi in bagno perché sa che solo lì potrà usare alcuni giochi specifici.

Quarto consiglio: i rimproveri sono banditi

Non dimenticare che, soprattutto all’inizio, sarà molto difficile per tuo figlio riuscire a dominare la fuoriuscita di pipì o di pupù. Non sgridarlo mai e comportati come se non fosse successo nulla perché lui potrebbe sentirsi umiliato. Diversamente, raccontagli che è successo anche a voi e, se gli avevi promesso un giochino, ricordagli che lo riceverà lo stesso.

Quinto consiglio: lodatelo

Quando tuo figlio farà la pipì o la pupù sul vasino o sul water con riduttore per la prima volta lodalo.

Rendi l’evento magico e speciale, fagli le tue congratulazioni e mostrati contenta.

Per lui questo momento deve essere unico e davvero importante per cui premialo con qualcosa che gli piaccia e che non fa spesso come, per esempio, un pomeriggio in più al parco oppure un gelato.

Puoi anche organizzare delle sorprese da scartare ogni volta che fa i suoi bisogni nel vasino. Utilizza la fantasia e prepara un vaso contenente piccoli oggetti incartati che lui potrà prendere ogni volta che va in bagno con successo, oppure prepara una ciotola con delle caramelle da mangiare quando riesce a fare la pupù.

Scuola dell’infanzia e pannolino

Togliere il pannolino in vista dell’inizio della scuola materna è una prassi usuale ma più difficile da raggiungere se tuo figlio non avrà ancora compiuto tre anni a settembre. Esiste infatti la possibilità di iscrivere i bambini come anticipatari, ossia che compiranno tre anni entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello scolastico [1].

Se in vista dell’inizio della scuola non sarai ancora riuscita a togliere il pannolino non devi preoccuparti. Non esiste infatti nessun obbligo che preveda il divieto di accesso ai bambini che portano il pannolino ma potrebbero comunque essere previste delle limitazioni nel regolamento interno.

Nonostante queste, tuttavia, i collaboratori scolastici sono tenuti, in base al loro Ccnl  a garantire igiene e pulizia dei bambini[2].

Da questo si desume che, in caso di bisogno, debbano provvedere al cambio di pannolino di tuo figlio.

Il non rispetto di questa mansione da parte del collaboratore comporta il cosiddetto “rifiuto di atti di ufficio” [3] con conseguente possibilità di condanna.

Di Elena Carletti

[1] Art. 2 co. 2 DPR 89 del 2009.

[2] Tabella “A” del Ccnl art. 47.

[3] Art. 328 cod. pen.

Источник: https://www.laleggepertutti.it/285244_consigli-su-come-togliere-un-pannolino

Il gioco del vasino

La conquista dell’indipendenza: il gioco del vasino

Il bimbo sta crescendo, ha raggiunto diciotto mesi e inizia a controllare i 'bisognini. E' giunto il momento di provare a togliere il pannolino proponendo il gioco del vasino

Il bimbo sta crescendo, ha raggiunto diciotto mesi e il controllo sfinterico ha iniziato a manifestarsi, in pratica inizia a controllare la pupù; è giunto il momento di “provare” a togliere il pannolino proponendo un bel gioco: il gioco del vasino.
Detto così sembra facile. Ma non lo è affatto. Ogni tappa dello sviluppo dell’indipendenza del bambino è un traguardo sofferto. Lo è per il bimbo, e lo è altrettanto per i genitori che devono essere pazienti e fare un pò gli “psicologi”.

I genitori devono capire quando è giunto il momento di fare questo grande passo e insegnare l'uso del vasino. Il bambino di solito a questa età inizia a manifestare atteggiamenti di imitazione e voglia di indipendenza.

Se riesce ad eseguire semplici comandi,  cammina con disinvoltura scendendo e salendo le scale, può affrontare agevolmente anche questa novità perché la sua coordinazione motoria, e il suo stato emotivo sono pronti.

Ecco che è possibile farsi imitare nell’andare in bagno.

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Dal pannolino al vasino: 13 cose che devi assolutamente sapere per riuscirci

Il gioco del vasino inizia con l’acquisto di un vasino divertente, con una forma originale, e in commercio c'è veramente solo l'imbarazzo della scelta.

Questo “attrezzo” sarà inizialmente visto con scetticismo dal bambino. Non sa che cosa sia, e può anche avere paura ad usarlo.

Qui i genitori devono mettere in atto tutta la tranquillità e la pazienza possibile.

Come insegnare ai bambini a fare pipì nel vasino

Il bimbo non deve sentirsi obbligato ad usare il vasino se non si vuol incrementare il suo rifiuto nei confronti della novità. Inizialmente non avrà il pannolino,  gli incidenti capiteranno, e devono accadere. La sensazione di sentirsi bagnare dalla pipì è nuova per lui. Ne rimarrà stupito.

Osserverà con meraviglia il laghetto appena creato sul pavimento. La mamma, o il papà non devono sgridarlo ma fargli capire che se sente di nuovo il bisogno di fare un laghetto deve provare a sedersi sul suo nuovo “amico”.

Inoltre è utile lasciarlo bagnato per qualche minuto proprio per fargli capire che il disagio del sentirsi umido è sgradevole.

L’imitazione è fondamentale. La mamma si siederà sul wc e farà vedere al piccolo che è lì che si fa la pipì.
I genitori possono provare a riempire il vasino con l’acqua mostrando al bambino che quell’attrezzo con il foro non è un cappello ma un contenitore di pipì.

In alcuni casi è consigliato comperare una bambola con apposita valvolina di scarico. Appena inizia il getto posizionarla sul vasino e far vedere al piccolo che la bambola è stata brava ad usarlo correttamente.

Vasino o riduttore

Se il bimbo adora imitare i genitori potete provare a comprare il riduttore del wc con apposito rialzino per raggiungerlo. Molte mamme affermano che in questa maniera i bimbi hanno imparato velocemente a utilizzarlo nella maniera corretta semplicemente imitando gli adulti.

Per lo stimolo della cacca si deve pazientare un po’ ma appena pensate che è l’ora della popò o il piccolo stesso avverte il bisogno di evacuare proponetegli il vasino e pazientate vicino a lui. La vostra presenza lo rassicurerà.

Se è troppo concentrato e proprio non riesce a produrre niente dategli un gioco da manipolare in modo che questo lo possa rilassare completamente.

Appena produce qualcosa lodatelo, battete le mani, ditegli che è stato bravissimo; questo rinforzo positivo lo farà sentire fiero e vorrà essere lodato anche le volte successive. Appena  vedete che ha  preso dimestichezza con il vasetto comprategli un regalo e dateglielo come premio per “essere diventato grande”.

Per i sonnellini pomeridiani e il controllo degli sfinteri la notte continuate ad usare il pannolino. Quando vedete che rimane asciutto provate a toglierlo non prima però di aver messo un bel telo impermeabile sul materasso, la prudenza non è mai troppa!

Presto il vostro bambino sarà indipendente nelle sue funzioni primarie e voi ne sarete fiere ed entusiaste. Le prime conquiste sono emozionanti. Vedrete negli occhi del vostro piccolo tutta la soddisfazione di questo mondo quando lo loderete per essere diventato grande.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/dal-pannolino-al-vasino.html

Bambini: guida pratica su come togliere il pannolino

La conquista dell’indipendenza: il gioco del vasino

La vita dei nostri bambini è colma di eventi importanti: i primi passi, la prima parola, il primo dentino, vestirsi per la prima volta da soli senza l’aiuto di mamma e papà.

Una miriade di traguardi di crescita che, con i loro tempi, si troveranno a raggiungere.

Alcuni di questi traguardi però disorientano mamma e papà, che capita si ritrovino a non sapere bene come supportare il bambino nella gestione del cambiamento. Un esempio? Come togliere il pannolino.

Togliere il pannolino: un momento importante per i bambini

Abbandonare il pannolino rispecchia un momento di transizione significativo per il bambino, si tratta di un grande cambiamento, e come tale è necessario dargli la giusta importanza.

La nostra esperienza diretta e costante con tanti bambini, ci fornisce la capacità di trovare soluzioni e strategie adeguate ad ogni singolo bambino che si trova ad affrontare, anche insieme a noi, questa delicata tappa.

Ci teniamo quindi a fornire qualche consiglio per destreggiarvi al meglio in questa nuova avventura con i vostri piccoli.

Considerazioni da fare quando si decide di togliere il pannolino

“Ormai sei grande, bisogna togliere il pannolino.”
“Ho comprato le mutandine, mettiamo queste al posto del pannolino che sono più belle!”

Capita che di punto in bianco il bambino si senta dire queste frasi.
Niente di più sbagliato.
A vostro figlio non interessa quanto siano belle le nuove mutandine, no.
Lui ama il suo pannolino, lo fa sentire sicuro e protetto! Se qualcuno, improvvisamente, vuole portarglielo via potrà non piacergli affatto.

Quando si ha a che fare con un bambino è importante ricordare un aspetto fondamentale per entrare in relazione con lui: il rispetto.
Seppur piccolo e bisognoso di noi, ogni bambino ha il diritto di capire cosa succede, perché succede ed in che modo.

Solo accompagnandolo pian piano verso la consapevolezza e rispettando i suoi tempi, potremo ottenere una reazione positiva al cambiamento.

Consigli pratici da seguire

Vediamo insieme quali sono gli elementi fondamentali per capire quando e come procedere, tenendo bene a mente che la determinazione di mamma e papà è fondamentale per iniziare quest’avventura con il proprio bambino.

Il momento migliore per iniziare

Prima di tutto non bisogna forzare i tempi solo perché torna comodo a noi adulti.

È fondamentale aspettare che il bambino sia realmente pronto per evitare che l’esperienza diventi causa di stress, ansia e preoccupazione.

Inoltre sarebbe bene preparare per tempo il nostro bambino al cambiamento, non possiamo pretendere che lo faccia di punto in bianco senza che nessuno gliene abbia mai parlato prima.

I segnali che aiutano a capire che il bambino è pronto

  • Fisicamente: il bambino inizia a mostrare segni di maggior controllo sfinterico lasciando asciutto il pannolino per più ore e andando di corpo con più regolarità
  • Cognitivamente: il bambino comprende il significato delle parole e del compito che gli viene chiesto ed è più consapevole del proprio corpo indicando il pannolino quando è sporco o esprimendo verbalmente se ha fatto cacca o pipì
  • Psicologicamente: il bambino non sta già vivendo periodi stressanti o particolarmente impegnativi dovuti a cambiamenti legati ad altri aspetti di vita

Rendere l’ambiente a misura di bambino

L’autonomia inizia dalla costruzione di un ambiente in cui il bambino sente di poter sperimentare e muoversi in totale libertà e sicurezza.

Bisognerà quindi predisporlo affinché aiuti il bambino ad ottenere maggiore indipendenza dall’adulto, privandolo da quegli ostacoli che lo limitano nei movimenti.

Come attrezzare il bagno

  • Predisporre piccole mensole o scaffali bassi dove riporre gli oggetti per l’igiene quotidiana che il bambino potrà usare e rimettere a posto liberamente (spazzolino, dentifricio, spazzola, sapone e asciugamano per le mani)
  • Lasciare a disposizione un rotolo di carta igienica da fargli utilizzare avendo la pazienza di spiegare quando non va sprecato
  • Prevedere una scaletta ed un solido appoggio per i piedi qualora il bambino non mostri disagio nel passare direttamente al wc

Come facilitare il bambino in 5 mosse

Vediamo 5 piccole accortezze che sicuramente faciliteranno il bambino nel raggiungimento di questa nuova competenza.

  1. Far prendere confidenza con il bagno: i bambini ci osservano in qualsiasi cosa e da noi prendono esempio. Se capita che il bambino venga in bagno a curiosare quando ci siamo noi genitori, lasciamolo fare. Potrebbe diventare un’occasione per fare qualche prova tecnica sul wc come gioco.
  2. Attribuite al vasino un posto fisso: spostarlo continuamente in ogni stanza, può creare confusione e non essere utile nel momento del bisogno: potrebbe perderetempo a cercarlo, rischiando di fare la pipì in corridoio. Sarà anche un modo per far si che abbia le idee chiare su quale sia il luogo più adatto per cacca e pipì.
  3. Favorite vestiti morbidi ed elastici: per facilitarlo nell’acquisizione dell’autonomia è importante che il bambino abbia a sua disposizione vestiti comodi che riesca a gestire senza l’aiuto dell’adulto. Vestirlo con body, pantaloni stretti o che abbiano chiusure poco pratiche sarà sicuramente un ostacolo in più.
  4. Create delle routine: fate in modo di costruire, durante la giornata, delle abitudini dedicate esclusivamente al ‘momento del bagno’. Provare a fare pipì e a lavarsi le mani prima di pranzo e cena. Dopo aver giocato fare sempre un salto in bagno per vedere se esce un po’ di pipì. Dopo la merenda, andare a sciacquare la bocca facendo caso se ci scappa qualcosa.
    Insomma una serie di abitudini che piano piano verranno riconosciute ed acquisite dal vostro bambino.
  5. Niente stress: chiedergli continuamente se deve fare pipì lo renderà solo più agitato e stressato. Qualora aveste l’impressione che ne abbia bisogno, ponetegli la domanda in modo gentile senza fare pressioni, oppure in modo propositivo e con enfasi; anche se il più delle volte vi dirà di ‘no’ non importa, gli incidenti di percorso sono normali e aiutano il bambino ad auto-regolarsi.
    Sbagliando si impara!

Togliere il pannolino deve essere un gioco divertente

Soprattutto i primi tempi, il bagno, sarà un posto dove trascorrerete diverso tempo: non possiamo pretendere che, una volta seduto, faccia immediatamente pipì.
Piuttosto possiamo metterlo a suo agio, cantando insieme una canzone o leggendo una bella favola a tema, concedendogli così tutto il tempo necessario.

I racconti sono un ottimo mezzo per aiutare a comprendere quello che sta accadendo e per renderlo consapevole di una tappa fisiologica che non riguarda esclusivamente lui, ma anche altri simpatici amici.
Anche il gioco simbolico diventa una risorsa interessante: portare la bambola sul vasino, raccontando al bambino ciò che sta facendo lo avvicinerà più facilmente all’obiettivo, in quanto si divertirà ad imitarla.

Un altro accorgimento utile, può essere quello di coinvolgerlo nell’acquisto delle mutandine.
In questo modo non le vivrà come sconosciute, ma si sentirà sicuramente più a suo agio nell’indossarle avendo scelto lui stesso il colore ed il tipo (magari con il suo personaggio preferito stampato sopra).

Quanto tempo ci vorrà?

Se c’è una cosa che non ci stancheremo mai di dire è che ogni bambino è unico. 
Non è assolutamente possibile applicare delle leggi ‘preconfezionate’ in merito alle sue conquiste.

Molto spesso leggiamo di metodi specifici come: “Addio al pannolino in 7 giorni” oppure “10 modi per conquistare il vasino”. Meglio diffidare da queste formule magiche.

Date fiducia al vostro bambino, sarà lui giorno dopo giorno, a mostrarvi di cosa ha bisogno per aggiungere un tassello in più verso la conquista della sua indipendenza.

Mi raccomando mamme e papà, ditelo al vostro bambino che siete fieri di lui.
Anche per una sola pipì centrata nel vasino, fategli percepire l’importanza di quella conquista con abbracci, baci e applausi, senza dare mai per scontato quel traguardo raggiunto.

E non scoraggiatevi se gli incidenti di percorso sono troppo frequenti o se dovessero ripresentarsi sporadicamente: nel primo periodo è normale che il controllo degli sfinteri non si sia del tutto stabilizzato. Siate sempre positivi e ottimisti nei confronti di vostro figlio.
Rassicuratelo! Per lui il sostegno di mamma e papà è vitale.

La collaborazione con le educatrici all’asilo è importante

Vogliamo mostrarvi un gioco semplice ma efficace che ha aiutato molte delle nostre birbe, tra cui la piccola Flavia, a stabilizzare questo traguardo insieme alle sue Tate: Il poster dei bisogni!

Da Baby Birba siamo sempre pronte a supportare i nostri amati genitori nelle loro sfide quotidiane.In questo caso siamo partite da una semplice domanda: qual è il modo migliore che un bambino ha di imparare?

IL GIOCO!
Giocando le birbe compiono numerose azioni che le aiutano a conquistare varie tappe dell’autonomia, tra cui dire definitivamente addio al loro amato pannolino.

Dopo aver chiesto ai genitori di Flavia di costruire a casa il ‘poster dei bisogni’ ce lo siamo fatti portare la mattina dopo dalla nostra birba.

Ad ogni pipì centrata ha potuto applicare uno smile sulla porta del bagno seguito da grandi festeggiamenti e per ogni pipì mancata ci siamo dette: “non fa nulla, può succedere, dai batti il cinque la prossima andrà meglio!”

Источник: http://baby-birba.com/bambini-guida-pratica-per-togliere-il-pannolino/

Dire addio al pannolino con la filosofia montessoriana!

La conquista dell’indipendenza: il gioco del vasino

Il momento dello “spannolinamento” è spesso atteso dal genitore con un misto di felicità e di ansia.

Da un lato l’adulto è felice del fatto che il bambino possa riuscire a compiere questo ulteriore grande passo verso l’autonomia necessaria alla gestione della propria persona, dall’altro lato però è preoccupato, teme le possibili regressioni che il bambino potrà incontrare lungo il percorso e ha paura di non riuscire a gestire il processo correttamente.

Ma cosa significa per un bambino dire addio al pannolino? Quando questo diviene possibile e come può l’adulto accompagnarlo correttamente verso questa grande conquista? 

La filosofia montessoriana ci giunge ancora una volta in aiuto e ci offre alcuni spunti preziosi per affrontare questo processo in maniera più consapevole e più rispettosa.

Rifacendoci ai principi cardine del pensiero di Maria Montessori possiamo affermare che, anche in questo caso, sarà fondamentale:

  • Seguire il bambino, i suoi tempi e le sue necessità;
  • Amare il bambino, mostrargli affetto, offrirgli un sostegno emotivo forte;
  • Stimolare e favorire la sua ricerca di autonomia;
  • Creare un ambiente preparato adeguato.

Quando il bambino è pronto per iniziare questo percorso?

Il bambino può iniziare ad intraprendere il delicato passaggio dal pannolino alle mutandine quando diversi processi di sviluppo si sono concretizzati a livello fisiologico, cognitivo, motorio e, soprattutto, emotivo.

Intorno ai 12-14 mesi di vita ha inizio il lungo e lento processo di mielinizzazione delle fibre nervose che prelude al periodo sensitivo del controllo degli sfinteri. La capacità di controllo sfinterico è una forma di controllo complessa, che il bambino deve poter imparare a comprendere e a regolare gradualmente, attraverso l’esercizio.

Con il tempo, in particolare intorno ai 18 mesi, egli percepirà in maniera sempre più viva l’impulso ed esercitandosi arriverà infine a mantenere tesa la muscolatura fino a che non arriva in bagno.

I principali segnali che indicano che il bambino è pronto ad iniziare ad abbandonare il pannolino sono di varia natura.

Sul piano comportamentale-motorio:

  • Rimane asciutto per lungo tempo, anche per tutta la notte;
  • Si reca in bagno da solo;
  • Si abbassa e si rialza da solo i pantaloni;
  • Mostra curiosità anche per le abitudini igieniche degli altri;
  • Mostra interesse per storie e racconti aventi per oggetto la pipì e la cacca.

Sul piano emotivo:

  • Non ha paura del bagno;
  • Mostra interesse verso il bagno e verso il water;
  • Cerca la privacy quando vive momenti riguardanti i propri bisogni;
  • Manifesta insofferenza verso il pannolino, lo rifiuta;
  • E’ pronto a separarsi da qualcosa che è parte di sè, lasciandolo uscire dal proprio corpo.

Sul piano cognitivo e linguistico:

  • È in grado di comprendere le relazioni causa-effetto (centrale per associare stimolo-bisogno);
  • Presta attenzione all’impulso anche quando è impegnato in una attività (una sfida per molti bambini: questo è il motivo principali per cui gli incidenti possono essere comuni!);
  • Distingue pipì e cacca, conosce ed utilizza correttamente le parole corrispondenti;
  • Avvisa l’adulto della necessità di espletare i propri bisogni.

Se dunque nella media il bambino inizia ad avere gli strumenti per abbandonare il pannolino intorno ai 15-18 mesi è tra i 18 e i 36 che generalmente il traguardo viene raggiunto. Alcuni bambini lo raggiungono prima, altri più tardi, e raramente il percorso è lineare e privo di regressioni.

L’adulto deve avere chiara consapevolezza della normalità di tutto ciò e prestare attenzione a sostenere con pazienza il bambino, seguendolo sempre. E’ lui la nostra guida!

Come facilitare il bambino: un ambiente preparato

È importante che l’adulto si impegni a creare un ambiente che faciliti il bambino nel dire addio al pannolino.

Generalmente l’adulto tende ad offrire al bambino il vasino, un aiuto intelligente ma che non sempre riscontra le simpatie dei piccoli.

Molti bambini infatti si mostrano molto più felici nell’utilizzo del wc dell’adulto, grazie al ricorso a speciali riduttori.

 Per il bambino sarà semplice utilizzare anche il normale wc in maniera autonoma se gli si metterà a disposizione una scaletta o sgabello.

Nel caso in cui il bambino voglia utilizzare il vasino prestate attenzione a fare in modo che esso occupi nell’ambiente un posto fisso e ben noto al bambino, e che quindi egli sia in grado di accedervi liberamente e facilmente quando ne senta la necessità.

How We Montessori

E’ bene che il bambino abbia a disposizione vicino la toilette anche quanto necessario per potersi lavare ed asciugare le mani una volta terminato.

Quando il bambino ha espletato le proprie necessità coinvolgetelo nella pulizia.

Se ha utilizzato il vasino “salutate” insieme la parte di lui che se ne va nel wc (si è già fatto riferimento alla difficoltà che rappresenta per il bambino il dire addio ad una parte di sè) e poi fatevi aiutare nella pulizia del’oggetto. L’attività lo responsabilizza e lo rende ancor più protagonista dell’intero processo.

Un ulteriore aiuto: il vestiario

Per aiutare il bambino ad acquisire l’autonomia necessaria diamogli dei vestiti comodi, facili da mettere e da togliere da sè quando necessario. Meglio evitare quindi body, vestiti con chiusure sulla schiena o difficilmente raggiungibili dal bambino.

Preferite quindi vestiti elastici, morbidi, semplici da gestire e quando il vostro bambino manifesterà il bisogno di recarsi in bagno non sostituitevi a lui: dopo avergli mostrato le azioni da compiere per raggiungere il risultato finale lasciate che si spogli da solo, che si sieda e che rimanga seduto per tutto il tempo necessario, senza pressioni e senza fretta. Una volta terminato invitatelo a pulirsi, a svuotare il vasino e a tirare lo sciacquone, quindi a rivestirsi!

Una storia per facilitare il processo: libri e filastrocche

Il bambino si trova in un momento dello sviluppo in cui storie, filastrocche e racconti esercitano su di lui un grande fascino.

WebMD

Oltre ad essere una risorsa per l’arricchimento linguistico, le storie aiutano il bambino ad elaborare e a comprendere meglio aspetti del suo stesso vissuto, riuscendo così a compiere importanti progressi.

È quindi consigliabile, dato l’interesse mostrato dal bambino verso il processo, proporgli anche la lettura di storie aventi per oggetto l’addio al pannolino.

Per rendere più piacevole l’esperienza del bambino si può pensare di allestire un piccolo spazio per i libri proprio di fianco al vasino, con delle apposite letture che il bambino potrà sfogliare durante le attese sul vasino o sul wc!

L’importanza delle routine

Un ulteriore aiuto che possiamo offrire al bambino è quello di stabilire delle routine che lo aiutino a controllare meglio i propri bisogni. Chiedergli in continuazione se ha necessità di andare in bagno può infatti generare nel bambino ansia, stress, frustrazione.

Piuttosto sosteniamolo abituandolo a recarsi in bagno prima e dopo momenti come il riposo o il pasto, prima e dopo essere usciti di casa, prima e dopo il nido. Quando si ha l’impressione che il bambino potrebbe avere la necessità chiederglielo con gentilezza, senza pressioni o imposizioni, accettando anche un suo rifiuto.

Dobbiamo offrirgli la possibilità, anche attraverso errori ed inevitabili incidenti, di imparare a regolare e a soddisfare da sè le proprie necessità, anche fisiologiche.

In conclusione

Diffidate quindi di tutti quei metodi presunti miracolosi che affermano che “In 7 giorni il bambino dirà addio al pannolino“!

La verità è che non esiste una formula magica precostituita da applicare rigidamente ad ogni bambino. Ognuno di loro è diverso, ognuno ha i suoi tempi, i suoi modi di affrontare le diverse conquiste e una specifica, peculiare sensibilità che dobbiamo mirare a non urtare ad ogni costo!

Sarà il bambino, attraverso la propria condotta, a mostrarci quello di cui ha bisogno per muovere questo grande ulteriore passo per l’indipendenza. Ciò che spetta a noi è offrirgli gli strumenti, accompagnarlo con amore e con pazienza, rispettando i suoi tempi.

D’altronde, come ricorda la stessa Maria Montessori: “Chi non comprende che insegnare a un bambino a mangiare, a lavarsi e vestirsi, è lavoro ben più lungo, difficile e paziente che non imboccarlo, vestirlo, lavarlo? Il primo è il lavoro dell’educatore, il secondo è il lavoro inferiore e facile del servo”[1].

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[1]MONTESSORI M., La scoperta del bambino, Garzanti, 1999, p. 62.

Источник: https://www.aiutamiafaredame.it/blog/dire-addio-al-pannolino-con-la-filosofia-montessoriana/

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