La bronchite nei bambini: cos’è e come va curata

Bronchite: sintomi e cura

La bronchite nei bambini: cos’è e come va curata

Il suffisso “ite” in medicina indica uno stato di Infiammazione, per cui la Bronchite è semplicemente l’infiammazione della mucosa che riveste internamente i bronchi, la via aerea più importante nel passaggio dell'aria ai polmoni.

Le cause che possono generare questa condizione patologica sono sostanzialmente di due tipi: una causa tossica, in cui una sostanza estranea all’organismo viene a contatto con la mucosa bronchiale causandone irritazione, oppure una causa infettiva, in cui questo processo è provocato da un batterio o da un virus.

Nel primo caso l’origine della bronchite è dovuta, nella maggior parte dei casi, all’abitudine al fumo, che costituisce la causa più frequente e grave di malattia bronchiale e polmonare.

Occorre ricordare l’azione dannosa esercitata non solamente dal fumo attivo, ma anche da quello passivo, dai gas tossici e dalle polveri ambientali (inquinamento, particolari professioni che espongono a questi agenti), da sostanze in grado di scatenare allergie quali pollini ed antigeni aerei.

Nel secondo caso entrano in gioco batteri o, molto più spesso, virus.

La forma acuta o cronica della bronchite

A seconda del suo decorso, la bronchite può essere acuta o cronica.
La bronchite acuta solitamente si presenta dopo un'infezione respiratoria di origine virale, ha un esordio improvviso e, se trattata adeguatamente, guarisce senza lasciare postumi o residui.

La bronchite cronica invece è il frutto di un’esposizione prolungata nel tempo ad agenti che hanno danneggiato i bronchi, con poche o nulle possibilità di recupero.

Quando lo stato infiammatorio cronico si protrae per settimane, mesi o anni, la mucosa dei Bronchi si ispessisce, provocando un restringimento del lume bronchiale e una difficoltà sempre crescente alla respirazione: il paziente respira a fatica perché le sue vie aeree sono ridotte di diametro, e si realizza quella condizione definita BPCO, cioè bronco-pneumopatia cronica ostruttiva, che può portare il soggetto ad insufficienza respiratoria grave e conseguente decesso.

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I principali sintomi tipici della bronchite acuta sono rappresentati dai soliti sintomi di malattia infettiva (febbre, spossatezza, cefalea, dolori articolari) cui si uniscono i segni provocati dall’infiammazione bronchiale: tosse, produzione di muco abbondante, di colorito bianco o bianco-giallastro, dolori toracici ai colpi di tosse, difficoltà di respiro.

Nella bronchite cronica abbiamo invece come segno fondamentale la dispnea, cioè la difficoltà di respiro, con un accorciamento dell’inspirazione e dell’espirazione (differenziandosi in questo dall’asma, in cui è presente prevalentemente una difficoltà ad espirare l’aria dai polmoni).

Oltre alla dispnea, alla tosse ed alla facile stancabilità è presente nei casi più gravi anche un segno caratteristico, dovuto alla scarsa ossigenazione del sangue: il colorito cutaneo cambia, passando dal roseo abituale al cianotico, cioè ad un colorito scuro, tendente al violaceo.

Nella forma cronica, inoltre, la bronchite predispone alle infezioni respiratorie, che non fanno altro che aggravare il quadro e peggiorare i sintomi già presenti.

Diagnosi di bronchite

Innanzitutto è fondamentale la visita medica, che è in grado già da sola di riconoscere l’infiammazione bronchiale mediante una semeiotica ben fatta, differenziando la bronchite dall’asma.

Alla visita medica possono seguire esami di accertamento a livello respiratorio (Radiografia del torace, TC del torace, spirometria, esami ematici per dimostrare la scarsa ossigenazione gli esami).

Prognosi della bronchite

Le forme acute generalmente guariscono velocemente e senza strascichi, mentre le forme croniche sono difficili da risolvere: al massimo si può tenere sotto controllo permettendo una discreta vita al paziente senza però poter intervenire a ripristinare la funzionalità bronchiale, danneggiata irreversibilmente. Condizione indispensabile, ovviamente, è la rinuncia totale e definitiva al fumo evitando anche qualsiasi contatto con agenti che possano irritare i bronchi, per non peggiorare la situazione.

Prevenzione e cura della bronchite

La prevenzione della bronchite si fonda sulla rinuncia al fumo attivo e passivo e sull'evitare il contatto con agenti che possano irritare le vie respiratorie.

Dal punto di vista sintomatico è fondamentale poter espellere il muco prodotto in eccesso, assumendo molti liquidi in maniera da idratare le vie aeree ed effettuando inalazioni di aria calda ed umida (il vecchio metodo della nonna di far respirare il vapore prodotto dal bicarbonato di sodio sciolto in acqua bollente costituisce ancora oggi un ottimo emolliente, di costo pressoché nullo e facile a realizzarsi in casa). Anche l'uso di nebulizzatori può facilitare l'espettorazione del muco dalle vie aeree.

Nelle forme con una grossa componente infiammatoria si trova giovamento dall’uso dei cortisonici, mentre negli stadi avanzati della BPCO è indispensabile il ricorso all’ossigeno.

Ovviamente, se è presente un’infezione, sarà il medico curante a prescrivere una terapia adatta, che in caso di infezione batterica si basa sull’uso di antibiotici, mentre in caso di infezione virale (la più frequente) consiste in semplici farmaci sintomatici e non devono essere utilizzati antibiotici, che produrrebbero solamente dei danni.

Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO)

Источник: https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/bronchite-come-si-presenta

Polmonite nel bambino: cause, sintomi, diagnosi e cura

La bronchite nei bambini: cos’è e come va curata

La polmonite è un’infezione acuta delle vie respiratorie inferiori che interessa uno o entrambi i polmoni, caratterizzata da febbre, tosse e altri sintomi respiratori.

La polmonite, se correttamente curata, guarisce rapidamente e in modo completo; genera però ancora nei genitori e nei nonni una grande apprensione che nasce dal fatto che le polmoniti erano estremamente pericolose nelle generazioni passate (quando non erano disponibili i farmaci antibiotici).

Le cause della polmonite

La polmonite può essere causata da un gran numero di microrganismi come virus, batteri e funghi.

Poiché nella stragrande maggioranza dei casi la polmonite viene curata con successo e ha un andamento favorevole dopo l’inizio delle cure, spesso non è necessario identificare l’agente patogeno responsabile della malattia (poiché questo comporterebbe indagini invasive e costose).

E’ possibile tuttavia ipotizzare gli agenti responsabili in base all’età dei bambini colpiti dalla malattia.

Entro i primi 2 anni di vita le polmoniti sono causate soprattutto da virus che hanno provocato una precedente infezione delle vie aeree superiori  (Virus Respiratorio Sinciziale, Rhinovirus, virus influenzali A e B, virus parainfluenzali).

Le forme più impegnative, che sono più frequenti dopo i 2/3 anni, sono provocate da batteri:

  • lo Streptococco pneumoniae è quello maggiormente implicato in tutte le fasce d’età;
  • il Mycoplasma pneumoniae e la Chlamydia pneumoniae sono più frequentemente chiamati in causa  nelle forme che interessano bambini più grandi  e adolescenti (5-16 anni), ma è possibile che infettino anche bambini più piccoli (1-3 anni).

Un certo numero di polmoniti  è causato da infezioni miste di virus e batteri ma anche di diversi tipi di batteri.

L’introduzione della vaccinazione ha portato ad una notevole riduzione delle forme dovute all’Haemophilus Influenzae e allo Pneumococco.

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Quali sono i sintomi della polmonite

In tutti i gruppi di età i segni clinici che possono caratterizzare le polmoniti sono:

  • febbre;
  • tosse;
  • aumento della frequenza respiratoria (tachipnea);
  • respiro affannoso con difficoltà del bambino a piangere o parlare;
  • retrazioni costali  (dovute a eccessivoimpegno dei muscoli intercostali);
  • raramente cianosi (colore bluastro della pelle dovuto alla diminuita ossigenazione del sangue);
  • qualche voltadolore al collo e dolore addominale (dolore irradiato in caso di polmonite al lobo superiore e lobo inferiore).

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Quali possono essere le complicanze delle polmoniti

Le complicanze possono essere:

  • localizzate aipolmoni (pleurite, ascesso polmonare, polmonite necrotizzante);
  • localizzate a distanza  (ascesso  cerebrale, endocardite, artrite settica);
  • generalizzate (setticemie).

Le complicanze, quando presenti, vanno gestite a livello ospedaliero e richiedono quindi un ricovero del bambino.

Diagnosi clinica

Per diagnosticare la polmonite, il pediatra visita il bambino per ricercare eventuali segni di espansione dei polmoni o la presenza di rumori caratteristici che percepisce con l’utilizzo dello stetoscopio (ronchi, crepitii, soffio bronchiale).
Questi reperti (cioè quanto rilevato durante la visita) tuttavia non permettono di differenziare clinicamente una polmonite batterica da una virale.

Nei casi più lievi e nelle fasi iniziali, inoltre, è difficile distinguere le forme di infezione in cui vi è un interessamento del polmone da quelle che sono limitate alla trachea o ai bronchi.

In presenza di forme più lievi, il modo più semplice e attendibile per differenziare i casi con patologia polmonare è quello di valutare la frequenza respiratoria poiché questa aumenta in modo sensibile solo quando il polmone è coinvolto da patologie importanti: si può sospettare un  interessamento polmonare nei casi in cui la frequenza respiratoria è superiore ai 60 atti al minuto nei bambini di età inferiore ai 2 mesi, a 50 in quelli tra i 2 e i 12 mesi e a 40 dopo il primo anno.

Diagnosi di laboratorio o strumentale

Visti  i numerosi episodi infettivi delle vie respiratorie a cui i bambini vanno incontro nei primi anni di vita, per evitare di esporre i bambini a dosi eccessive di radiazioni, la radiografia del torace viene prescritta solo nei casi con elevata probabilità di grave interessamento polmonare o di complicanze o in cui si è verificato un fallimento della terapia antibiotica.

Come si cura

Quasi tutti i bambini affetti da polmonite possono essere curati a domicilio.
Il ricovero in ospedale è riservato ai soggetti a rischio, ai casi che non rispondono alle terapie antibiotiche e a quelli in cui si sospettano complicanze.   

Poiché non è possibile distinguere con certezza le forme virali da quelle batteriche e data l’elevata frequenza di infezioni miste, tutti i bambini con diagnosi clinica di polmonite vengono trattati con terapia antibiotica.

L’antibiotico di prima scelta è l’amoxicillina+ acidoclavulanico che va somministrato per bocca per 8-10 giorni al dosaggio prescritto dal pediatra.

Nei casi in cui la somministrazione orale risulti difficoltosa è possibile utilizzare cefalosporine (ceftriaxone) per via intramuscolare.

A qualsiasi età, quando non si ottiene risposta con la terapia di prima scelta o quando si sospetta una polmonite da Mycoplasma o Chlamydia pneumoniae, il pediatra potrò valutare l’opportunità di associare un altro antibiotico appartenente alla classe dei macrolidi.

Prevenzione

L’introduzione del vaccino antipneumococcico e anti Haemophilus Influenzae ha ridotto in modo significativo le  polmoniti nei primi anni di vita: un’ottima misura di prevenzione è pertanto la vaccinazione contro pneumococco e Haemophilus Influenzae.

Il vaccino antinfluenzale è inoltre indicato per alcune categorie a rischio  (pazienti con patologie respiratorie ad andamento cronico come l’asma , prematuri, cardiopatici, immunodepressi): per questi bsmbini può essere richiesta la somministrazione gratuita da parte delle ASL.

L’allattamento al seno riduce l’incidenza di polmonite nei lattanti.

L’esposizione al fumo passivo rappresenta un fattore di rischio nell’insorgenza di affezioni respiratorie di qualsiasi natura, comprese le polmoniti: à importante evitare di esporre i bambini al fumo passivo.

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Consigli per i genitori: quando preoccuparsi

E’ necessario far valutare con una certa urgenza il proprio bambino da un Pediatra in presenza dei seguenti segnali:

  • febbre che si mantiene elevata per più di tre giorni
  • bambino che respira in modo più affannoso, cioè con atti respiratori più veloci e più corti; in alcuni casi è possibile  notare un infossamento sulla gabbia toracica o sul giugulo, segno di una maggiore difficoltà respiratoria.
  • a questi sintomi di solito si accompagnano tosse persistente ed un generale stato di spossatezza e inappetenza.

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Источник: https://www.amicopediatra.it/malattie/polmonite-nel-bambino-cause-sintomi-diagnosi-e-cura_malattie-apparato-respiratorio_medicinali/

Tosse? Febbre? Che fare?

La bronchite nei bambini: cos’è e come va curata

«Il mio bambino ha la febbre, un po’ di acetone e tanta tosse. Sarà bronchite?». Quante volte il genitore si trova di fronte a questo annoso cruccio? E come risolverlo?Le nostre vie respiratorie sono spesso descritte come un albero; un albero le cui radici si trovano a livello del naso e della bocca e la cui chioma arriva fin giù nei polmoni.

Nei polmoni le vie respiratorie, dapprima di grosso calibro e chiamate bronchi, diventano come dei rami sempre più piccoli, i bronchioli, per poi terminare negli alveoli, le “foglie” del nostro sistema respiratorio. Qui il sangue si arricchisce di ossigeno e rilascia sostanze di scarto come l’anidride carbonica.

Ma vediamo cosa succede quando arrivano degli ospiti indesiderati.

Cause

Percorrendo l’albero bronchiale, i famigerati “germi” (virus e batteri), entrati attraverso naso o bocca, possono stanziare a vari livelli delle vie respiratorie e causare malattie più o meno gravi.

Se i germi non sono troppo “cattivi”, e se il nostro sistema immunitario funziona bene, si fermeranno all’inizio del cammino causando quelle che noi pediatri chiamiamo flogosi (cioè infiammazioni) delle vie aeree superiori.

Avremo così un comune raffreddore, una faringite che si manifesta con un fastidioso mal di gola, o una laringite con tosse secca o catarrale e cambiamento del tono di voce (proprio perché l’infiammazione coinvolge anche le corde vocali).

Se invece i germi riescono a scendere più in basso, possono andare a infettare i rami sempre più piccoli dell’albero bronchiale, causando bronchiti, oppure polmoniti se l’infezione raggiunge anche gli alveoli e il tessuto che li circonda. In entrambi i casi il bambino avrà probabilmente la tosse e spesso anche la febbre. Ma come può capire il genitore se è il caso di portare il bambino dal pediatra?

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Tipi di tosse

Come prima cosa non tutti i tipi di tosse sono uguali. Se l’infezione è localizzata a naso e gola, la tosse è dovuta a muco e catarro che scolano nelle vie aeree, causando irritazione e infiammazione della gola, o delle corde vocali che sono situate poco più sotto.

A volte questa tosse peggiora quando il bambino si sdraia, ma difficilmente crea affanno o difficoltà a respirare.

Se è la laringe a essere infiammata, la tosse sarà secca e ricorderà l’abbaiare di un cane o il verso di una foca, e il bambino sarà molto spaventato (e con lui mamma e papà), ma starà meglio se verrà messo in un ambiente caldo-umido (ad esempio si può creare vapore in bagno aprendo i rubinetti dell’acqua calda).

Se invece l’infezione ha colpito le basse vie respiratorie, la tosse sarà “secca e con il fischio” a causa dei bronchi che si stringono (causando i famigerati broncospasmi), oppure sarà “grassa” se è dovuta al catarro che si deposita. In ogni caso la tosse, di per sé, difficilmente ci aiuta a capire cosa sta succedendo. Quindi, che fare?

Che fare?

Non bisogna farsi prendere dal panico, ma distinguere i sintomi da considerare urgenti, e che richiedono una visita immediata, da quelli che possono anche attendere.

La febbre e la tosse, di per sé, non sono segni di gravità dell’infezione, ma se persistono per alcuni giorni vanno valutati con attenzione dal pediatra.

Se invece il piccolo ha “il fiato corto”, è affannato, e respira velocemente muovendo in su e in giù la pancia, è meglio farlo visitare il prima possibile.
E l’antibiotico? La maggior parte delle infezioni delle vie respiratorie è causata da virus e non necessita di terapia antibiotica.

Solo il pediatra, dopo aver ascoltato il racconto dei genitori, saprà dire se è il caso di utilizzare o meno una terapia antibiotica: l’antibiotico, di per sé, non cura né febbre né tosse se non è stato un batterio a causarle, ma questo non è valutabile senza una visita pediatrica e un’osservazione attenta.

Sciroppi

La maggior parte degli sciroppi per la tosse che si trovano in commercio ha due modalità d’azione: i “mucolitici”, che sciolgono il muco ma non lo eliminano, e possono, a volte, peggiorare la respirazione facendo accumulare il muco più fluido nei bronchioli più piccoli; e altri sciroppi che, invece, contengono sostanze balsamiche e lenitive, spesso derivate da erbe, ma che non risolvono il problema, e il cui uso è vietato nei primi anni di vita. È dimostrato che un bel cucchiaio di miele lenisce la tosse più di qualsiasi sciroppo.

Bronchiti e polmoniti

Le bronchiti e le polmoniti sono infezioni che possono avere diversi livelli di gravità e che possono essere diagnosticate solo con un’attenta visita pediatrica.

Quando il bambino ha tosse e febbre, quindi, il consiglio è di farlo visitare dal pediatra se non migliora entro alcuni giorni, dandogli nell’attesa qualche cucchiaio di miele e dell’antipiretico se presenta febbre molto alta e malessere. Ma se ha l’affanno, va fatto visitare al più presto.

Quasi mai è necessaria una radiografia (la maggior parte delle volte basta l’orecchio attento del pediatra per capire se si tratta di polmonite) e nella maggioranza dei casi (se non ci sono complicazioni) la polmonite può essere curata a casa senza bisogno di ricoverare il piccolo in ospedale.

Bronchiolite

Alcuni virus possono causare la famigerata “bronchiolite” nei bambini con pochi mesi di vita. Il tutto comincia con un banale raffreddore e poi il piccolo inizia a non poppare più e a respirare a fatica muovendo la pancia in su e in giù.

È difficile che il genitore non se ne accorga, perché il bambino sarà molto affaticato (anche se non sempre avrà la febbre). Spesso, inoltre, è necessario il ricovero, perché il bambino ha bisogno di essere aiutato a respirare attraverso la somministrazione di ossigeno.

Si tratta comunque di un’infezione causata da un virus per il quale non esistono particolari terapie se non il supporto, il controllo e la vigile attesa.

Infezioni

Bronchiti e polmoniti sembrano malattie di altri tempi, e prima della scoperta degli antibiotici erano spesso mortali. Nonostante ciò, ancora oggi possono essere molto pericolose, ma solo in quei rari casi in cui a prendere il sopravvento siano germi particolarmente “cattivi”, o se le infezioni colpiscono bambini debilitati a causa di altre malattie.

Oggi, nella maggioranza dei casi, si tratta di malattie che, se diagnosticate in tempo e adeguatamente curate, si risolvono in modo rapido e senza lasciare esiti. Quindi, di nuovo, se il bambino ha tosse e febbre, l’unica cosa da fare è stare attenti alla comparsa di eventuali segnali di allarme e, in tal caso, rivolgersi al proprio pediatra.

Segnali di allarme

  1. Respiro affannato o ‘‘di panciaʼʼ (come dopo una corsa)
  2. Bambino molto sofferente che risponde poco agli stimoli
  3. Tosse ‘‘abbaianteʼʼ (tipo il verso di una foca)
  4. Febbre (se ha meno di 6 mesi)

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Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/medicina/malattie-e-disturbi/tosse-febbre-cosa-fare/

Bronchite Senza Febbre

La bronchite nei bambini: cos’è e come va curata

La bronchite senza febbre è una peculiare forma di infiammazione dei bronchi, che non si associa ad alcuna alterazione della temperatura corporea.

La bronchite senza febbre non ha mai un'origine infettiva; essa, infatti, può dipendere da condizioni come: l'esposizione sporadica o continuativa a sostanze irritanti per l'albero bronchiale, malattie polmonari di tipo cronico (es: asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva) e il reflusso gastroesofageo.
La bronchite senza febbre può causare diversi sintomi, tra cui: tosse, malessere al torace, dispnea e respirazione caratterizzata da sibili o rantoli.La diagnosi di bronchite senza febbre parte sempre dall'esame obiettivo e dall'anamnesi.

La bronchite senza febbre richiede una terapia causale, laddove possibile, e una terapia sintomatica.

Successivo alla trachea e precedente agli alveoli polmonari, l'albero bronchiale è la complessa sezione delle vie aeree inferiori (o vie respiratorie inferiori), che comprende, nell'ordine, i bronchi primari, i bronchi secondari, i bronchi terziari, i bronchioli, i bronchioli terminali e i bronchioli respiratori.
Stando alla più comune visione anatomica relativa all'albero bronchiale, quest'ultimo è suddivisibile in due tratti: il tratto extrapolmonare (cioè esterno ai polmoni), a cui appartengono soltanto i bronchi primari, e il tratto intrapolmonare (cioè interno ai polmoni), di cui fanno parte i bronchi secondari, i bronchi terziari, i bronchioli, i bronchioli terminali e i bronchioli respiratori.

Tra le cause di bronchite senza febbre, figurano:

  • L'inalazione sporadica o continuativa di sostanze irritanti per l'albero bronchiale;
  • Alcune malattie polmonari di carattere cronico;
  • Altre condizioni particolari.

Gli irritanti capaci di provocare bronchite senza febbre sono: il fumo di sigaretta, sigaro, pipa ecc. (in altre parole, il fumo di tabacco), le sostanze che costituiscono il cosiddetto inquinamento ambientale, alcuni fumi chimici e alcune polveri tossiche.

Oltre ad aggredire l'albero bronchiale e causare bronchite senza febbre, gli irritanti sopraccitati potrebbero infiammare anche la trachea, dando luogo a una condizione nota come tracheite.

Nell'elenco delle malattie polmonari croniche potenzialmente in grado di provocare bronchite senza febbre spiccano, in particolar modo, l'asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

In genere, la bronchite senza febbre derivante da malattie polmonari croniche è una forma di bronchite cronica.
La bronchite senza febbre di tipo cronico è una condizione persistente, difficile da curare.

Asma

L'asma è una malattia polmonare cronica di natura infiammatoria, che determina, solitamente per effetto di allergeni (es: pollini e pelo di animale), infezioni respiratorie, medicinali (es: FANS), sforzi fisici, emozioni eccessive, stress e tabagismo, il restringimento temporaneo di bronchi e bronchioli intrapolmonari, risultando così di ostacolo al passaggio dell'aria inspirata.
Secondo le ipotesi più attendibili, l'asma avrebbe un'origine genetica.

BPCO

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (o BPCO) è una malattia polmonare di stampo infiammatorio, che determina un restringimento permanente (ecco perché è detta cronica e ostruttiva) dell'albero bronchiale interno ai polmoni.

La BPCO è una condizione molto seria, che riconosce come fattori causali principali: il tabagismo (ossia l'abitudine al fumo di tabacco), il fumo passivo e l'esposizione costante a determinate polveri o sostanze tossiche.

La BPCO ha un comportamento subdolo; esordisce, infatti, come una condizione asintomatica e diviene responsabile di gravi sintomi (quali dispnea, tosse con catarro, spossatezza ecc.) soltanto nelle fasi più avanzate (quando ormai la salute del paziente è già irrimediabilmente compromessa).

LA BPCO pregiudica permanentemente la salute dei polmoni e dell'albero bronchiale.

Tra le cause di bronchite senza febbre etichettate come “altre condizioni particolari”, merita una citazione particolare la malattia da reflusso gastroesofageo.

La malattia da reflusso gastroesofageo è la condizione medica contraddistinta dal continuo ripetersi dell'anomalo fenomeno di risalita verso l'esofago del contenuto gastrico, la cui natura acida lo rende irritante per qualsiasi altro organo diverso dallo stomaco.

La malattia da reflusso gastroesofageo può assumere i panni di causa di bronchite senza febbre nelle situazioni più gravi, cioè quando la risalita del contenuto gastrico va oltre l'esofago, raggiungendo dapprima la laringe e poi le vie aeree.

I soggetti più a rischio di bronchite senza febbre sono:

  • I fumatori. Il tabagismo rappresenta la causa principale di bronchite senza febbre;
  • Chi vive in centri urbani particolarmente inquinati;
  • Chi pratica un lavoro che espone giornalmente a irritanti per l'albero bronchiale;
  • I malati di asma o BPCO

La bronchite senza febbre non è una condizione contagiosa, in quanto non possiede alcuna natura infettiva.

In genere, per la diagnosi di bronchite senza febbre sono sufficienti un accurato esame obiettivo e una scrupolosa anamnesi.

Tuttavia, molto spesso, i medici ritengono indispensabile approfondire la situazione considerata con ulteriori indagini, per almeno due motivi: per risalire alla precisa causa scatenante e per stabilire la gravità della bronchite senza febbre presente.

L'esame obiettivo è l'insieme di manovre e test, che il medico diagnosta esegue allo scopo di constatare i sintomi e i segni di una patologia di cui sospetta la presenza.

Durante l'esame obiettivo per una persona con presunta bronchite senza febbre, sono fondamentali, ai fini diagnostici, la valutazione del respiro (il quale, in caso di esame positivo, presenterà sibili o rantolii) e della tosse (la quale, in caso di esame positivo, risulterà catarrosa).

In una persona con una malattia dell'albero bronchiale o dei polmoni (come per esempio la bronchite senza febbre), la valutazione del respiro avviene tramite la cosiddetta auscultazione.

L'anamnesi è il particolare studio della sintomatologia nell'ottica di identificazione dei suoi fattori scatenanti/favorenti; l'anamnesi, infatti, consiste una disamina dei sintomi, combinata a un'indagine in merito a elementi come l'età del paziente, la sua storia clinica, la sua attività lavorativa, le sue abitudini, la sua storia familiare ecc.
In un contesto di presunta bronchite senza febbre, l'anamnesi permette di individuare i possibili  fattori causali della condizione in corso (es: fumo di sigaretta, in un paziente fumatore; esposizione a sostanze irritanti, in un paziente con un lavoro a rischio; ecc.).

Per risalire al preciso fattore causale e delineare i connotati di una bronchite senza febbre, all'esame obiettivo e all'anamnesi il medico può far seguire:

  • Una radiografia del torace (o RX-torace) e/o una TAC toracica. Questi test radiologici forniscono immagini dettagliate di polmoni e albero bronchiale, in modo tale che il medico diagnosta possa valutarne approfonditamente lo stato di salute;
  • L'ossimetria. è la misurazione della saturazione di ossigeno nel sangue. Semplice e immediata quanto la spirometria, per la sua esecuzione serve uno strumento chiamato ossimetro, che si applica a un dito oppure a uno dei due lobi dell'orecchio;
  • La spirometria. Serve a misurare la capacità inspiratoria e quella espiratoria dei polmoni; inoltre, fornisce delle informazioni relative alla pervietà (o apertura) delle vie aeree polmonari;
  • Il test da sforzo. Consiste nel registrare come variano ritmo cardiaco, pressione arteriosa e respirazione di un individuo, mentre quest'ultimo sta praticando un'attività fisica più o meno intensa. Il test da sforzo è utile soprattutto quando la bronchite senza febbre è dovuta (o sembra sia dovuta) alla BPCO;
  • L'emogasanalisi. Consente di misurare tre importanti parametri del sangue di un individuo: i livelli di ossigeno circolante, i livelli di anidride carbonica circolante e il pH;
  • Esami cardiaci (ecocardiogramma, elettrocardiogramma ecc.). Rientrano tra i test utili, nel momento in cui da un precedente test da sforzo sono emerse problematiche di cuore.

La diagnosi delle cause di bronchite senza febbre è importante, perché è in base ai fattori scatenanti che si basa qualsiasi scelta terapeutica.

La prognosi in caso di bronchite senza febbre è tanto più benevola, quanto più è curabile la causa scatenante l'infiammazione dei bronchi.  
Questo vuol dire che una bronchite senza febbre dovuta a BPCO ha una prognosi non positiva, se non addirittura infausta nei casi più gravi.

Non fumare, minimizzare l'esposizione all'inquinamento atmosferico e alle polveri/fumi tossici, e, infine, gestire al meglio un'eventuale malattia polmonare cronica sono le principali indicazioni mediche, quando il tema di discussione è la prevenzione della bronchite senza febbre.

Источник: https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/bronchite-senza-febbre.html

Bronchite nel bambino: quello che devi sapere

La bronchite nei bambini: cos’è e come va curata

La bronchite è l'infiammazione dei bronchi, l’intricata rete di canali che unisce la trachea ai polmoni.

Suddividendosi come i rami di un albero, i bronchi diventano sempre più sottili, fino a diventare fini canali chiamati bronchioli. È qui che avviene lo scambio tra l’aria ricca di ossigeno e l’anidride carbonica.

La bronchite è una delle malattie più tipiche nei bambini e una di quelle che causa più visite aal pronto soccorso, insieme alle gastriti e alle infezioni con febbre alta.

Sintomi della bronchite

– Il sintomo più evidente è la tosse persistente accompagnata da difficoltà a respirare, malessere generale e, a volte, febbre.  

 Il bambino può anche non avere la febbre, ma ha un aspetto stanco, respira con difficoltà e si sente molto debole.  

– La diagnosi della bronchite la deve fare il pediatra perché deve auscultare i bronchi. Spesso si riscontra un broncospasmo, causato da un restringimento dei bronchi. In questo caso il bambino respira con difficoltà e ha una tosse secca e persistente, che a volte provoca anche nausea.  

La bronchite acuta

Normalmente è dovuta a un virus ed è il risultato della complicazione di un semplice raffreddore o di un’influenza. All'inizio la tosse è secca e costante. Poi diventa profonda e con abbondante secrezione mucosa, prima liquida e poi densa.

A causa dell’infiammazione, la mucosa dei bronchi si ingrossa e produce muco e pus che vengono espulsi in forma di liquido denso giallastro o verde. Spesso è accompagnata da un dolore localizzato dietro allo sterno. A volte il bambino ha la febbre, respira con difficoltà ed emette sibili o rantoli.

La malattia appare all’improvviso e si cura in pochi giorni, a meno che non sorgano complicazioni.

La bronchite subacuta o protratta

È quasi sempre causata da un’infezione batterica e di solito nei bambini è accompagnata da sinusite. A volte, una bronchite batterica si sovrappone ad una bronchite di origine viralecon una complicazione dell’evoluzione.

La bronchite frequente

Avviene quando gli episodi di bronchite causata da virus o batteri avvengono 4-5 volte all’anno.

Di solito, la ripetizione di questi episodi è dovuta a una predisposizione allergica o a problemi immunologici.

In questo tipo di bronchite, come conseguenza dell’infiammazione, i bronchi si restringono o restano ostruiti e producono continuamente muco (asma).

La bronchite cronica

Nei bambini, si manifesta solo nei casi di  fibrosi cistica, una malattia congenita che colpisce i bronchi e altri organi.

Trattamento della bronchite

Se il bambino ha difficoltà a respirare, gli vengono somministrati farmaci broncodilatatori. Se la bronchite è di origine batterica, si prescrive anche una terapia antibiotica.

– In caso di bronchite acuta il bambino deve bere molti liquidi per favorire la fluidificazione del muco e aiutare il bambino a respirare meglio.  

- Le inalazioni sono molto utili per trattare la bronchite. In un pentolino di acqua bollente, metti alcune gocce di uno o più dei seguenti olii essenziali: balsamo del Canada, eucalipto, olibano, maggiorana, sandalo o timo. Poi fai inalare al bambino i vapori, dopo avergli messo un asciugamano sulla testa per trattenere il vapore. Fate le inalazioni 3-4 volte al giorno. 

- Non dare al bambino sciroppo per la tosse senza consenso medico. In caso di bronchite, la tosse è un meccanismo di espulsione del muco molto utile, che non va eliminato.  

- Se la bronchite è associata a un’allergia agli acari, non si devono usare umidificatori. Negli ambienti umidi, infatti, gli acari si riproducono molto più velocemente.  

- Se il bambino non soffre di bronchite frequente, non tenetelo in casa per paura che si ammali di nuovo. Giocare all’aria aperta, soprattutto lontano da strade trafficate, aiuta a rinforzare le difese dell’organismo.

Quando rivolgersi al pediatra

Bisogna immediatamente chiamare il pediatra se:

– Il bambino ha meno di cinque mesi e ha il raffreddore e la tosse, anche se non ha la febbre.  

– Respira con affanno.

– Dopo tre giorni dall’inizio della bronchite acuta, non migliora. 

– Espelle sangue insieme al catarro.

– La febbre supera i 38°C.

– Si notano i sintomi di una bronchite cronica.

– Il bambino soffre di una malattia polmonare concomitante.

Источник: https://quimamme.corriere.it/bambini/salute-bambino/bronchite

Gravidanza
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