L’igiene del neonato nei primi giorni di vita. I consigli della pediatra

Contents
  1. Igiene dei neonati: 7 abitudini inutili (ma dure a morire)
  2. Medicazione del cordone con disinfettanti
  3. Tagliare da subito le unghie
  4. Il bagnetto quotidiano
  5. Applicazione della crema per il sederino a ogni cambio
  6. Utilizzo costante di creme e oli
  7. Disinfettare le ferite con l’alcol
  8. Pulire le orecchie con i bastoncini cotonati
  9. Igiene del neonato: tutto ciò che dovresti sapere
  10. La pelle del neonato nei primi mesi di vita
  11. Come fare il bagnetto
  12. 2. Prepara tutto ciò che occorre, prima di iniziare
  13. 3. Temperatura della stanza: né troppo caldo né troppo freddo
  14. Il rituale del dopo-bagnetto: borotalco o non borotalco?
  15. Igiene sicuro del neonato: stai cercando la soluzione ideale?
  16. La prima settimana di vita dei neonati
  17. 1. È nato! I primi giorni in ospedale
  18. 2. Come favorire il bonding
  19. E il papà?
  20. 3. Il ritorno a casa con il neonato
  21. 4. L'allattamento
  22. 5. La prima cacca..
  23. 6. E quelle successive, le feci di transizione
  24. 7. Pipì e pupù
  25. 8. La cura del cordone ombelicale
  26. 9. Il bagnetto
  27. 10. La nanna sicura
  28. 11. Via libera alle coccole
  29. L’igiene del neonato: consigli utili per i primi giorni dal parto
  30. Mani e piedi
  31. Naso
  32. Occhi
  33. Orecchie
  34. Cordone ombelicale
  35. Genitali
  36. Che pelle delicata!
  37. Come lavare un neonato: sicura di saperlo fare? | Sitly Blog
  38. Come lavare il neonato prima della caduta del cordone
  39. Come fare il bagnetto a un neonato
  40. Le regole di sicurezza per il bagnetto del neonato
  41. Prodotti per lavare un neonato
  42. Come lavare un neonato nel lavandino
  43. Lavare i capelli a un neonato: come si fa
  44. Come pulire le orecchie a un neonato
  45. Come lavare le parti intime del neonato
  46. Igiene intima del neonato maschio
  47. Pulire le femminucce
  48. Lavaggi nasali del neonato
  49. Come si fanno i lavaggi nasali?
  50. I lavaggi nasali sono pericolosi?
  51. Come pulire un neonato senza fargli il bagnetto
  52. Tagliare le unghie a un neonato

Igiene dei neonati: 7 abitudini inutili (ma dure a morire)

L’igiene del neonato nei primi giorni di vita. I consigli della pediatra

Esistono consuetudini nella cura dell’igiene dei neonati che si tramandano di generazione in generazione, che stanno alla base della tradizione.

Questi gesti, ormai divenuti parte di un ingranaggio di abitudini consolidate, sono da sempre i primi consigli che una coppia di neo-genitori riceve da parte di parenti e amici nei primi giorni di vita del proprio bebè.

Ma siamo sicuri che il “si è sempre fatto così” rappresenti l’argomentazione migliore?

Esistono infatti pratiche che a noi appaiono ormai come scontate per una corretta cura dell’igiene dei più piccini, ma che col tempo si sono rivelate assolutamente inutili e in alcuni casi addirittura controproducenti.
Ecco dunque alcune abitudini dure a morire di cui potremmo (e in alcuni casi dovremmo) fare a meno.

Medicazione del cordone con disinfettanti

Utilizzare disinfettanti per medicare il cordone ombelicale nei primi giorni di vita del neonato è una pratica tanto diffusa quanto inutile.
La scienza su questo punto è stata molto chiara infatti: in paesi con elevati standard igienici, come l’Italia, utilizzare antibatterici o disinfettanti per pulire il moncone potrebbe rivelarsi addirittura controproducente.

Una delle conseguenze principali dell’uso improprio di queste soluzioni pare essere infatti quella di veder ritardato il distacco del moncone stesso.

Come comportarsi dunque? Il moncone dovrà essere semplicemente tenuto asciutto e pulito.

Sarà sufficiente quindi proteggerlo con una garza, che dovrà essere cambiata tre/quattro volte al giorno secondo le indicazioni di pediatra e ostetriche.

Tagliare da subito le unghie

In molti si preoccupano fin dai primi giorni della manicure del nuovo arrivato, specialmente per paura che quelle unghiette tanto piccole quanto taglienti possano graffiare il delicato faccino.

Sono in molti però i neonatologi che oggi raccomandano di attendere dalle tre alle quattro settimane prima di tagliare le unghie del bebè per evitare il rischio di infezioni.
Qualora le unghie dovessero apparire davvero troppo lunghe e il piccolo dovesse graffiarsi molto si potrà intervenire delicatamente con le apposite limette di carta.

Passate le primissime settimane si potrà procedere con una “manicure completa”, ma sempre molto delicata, utilizzando le apposite forbicine dalla punta arrotondata e avendo cura di non tagliare mai le unghie troppo corte.
Le unghie dei neonati sono infatti davvero molto delicate, meglio quindi tagliarle e pulirle più frequentemente (una o due volte a settimana) piuttosto che praticare tagli troppo netti di cui poi pentirsi!

Il bagnetto quotidiano

Non esiste alcuna ragione per fare ogni giorno il bagnetto a un neonato. Perché mai infatti un bebè di poche settimane dovrebbe essere costantemente sporco o maleodorante?

Un ritmo di lavaggio particolarmente elevato è dunque assolutamente ingiustificato e, alla lunga, potrebbe rivelarsi addirittura dannoso per la delicata epidermide del piccolo di casa, che potrebbe seccarsi eccessivamente e incorrere in fastidiose irritazioni.

La responsabilità principale è da attribuire ai saponi attualmente in commercio, particolarmente ricchi di schiumogeni ed emulsionanti.

Quando fa molto caldo quindi è certamente possibile rinfrescare costantemente il proprio bebè con la sola acqua, ma il bagnetto completo (in qualunque stagione) dovrebbe essere fatto circa tre volte a settimana.

Applicazione della crema per il sederino a ogni cambio

È consuetudine piuttosto diffusa quella di cospargere di crema all'ossido di zinco il sederino del bebè ad ogni cambio di pannolino.

In caso di irritazione questa è senza dubbio un’attenzione fondamentale perché permette alla delicata pelle del neonato di guarire più velocemente.

Ma attenzione: per quanto piuttosto frequenti, fortunatamente le irritazioni non sono una regola!
È bene valutare dunque di volta in volta le condizioni del sederino del proprio piccolo e intervenire con l’apposita crema solamente in caso di effettiva necessità.

Utilizzo costante di creme e oli

Come con la crema a base di ossido di zinco per il sederino, anche l’utilizzo di creme idratanti e oli per il corpo dovrebbe essere circoscritto ai soli casi di effettiva necessità.

Se si nota infatti un’eccessiva secchezza della pelle del piccolo è possibile certamente rivolgersi alla pediatra e farsi consigliare una crema adeguata, ma in caso di epidermide nella norma sarà sufficiente mantenere un ritmo di lavaggio basso con l’utilizzo di prodotti poco aggressivi.
Lo stesso vale anche per gli oli: ben venga l’utilizzo di un olio delicato alle mandorle se si vuole praticare il massaggio neonatale, altrimenti meglio evitare il rischio inutile di reazioni indesiderate e lasciare la pelle così com'è, naturalmente asciutta e pulita.

Disinfettare le ferite con l’alcol

Questo vale sia per i bebè che per i più “grandicelli”: in caso di ferita è bene lavare abbondantemente con acqua o con soluzione fisiologica. Se proprio si desidera utilizzare un disinfettante è buona regola chiedere un consiglio al medico, ma in generale sarebbe meglio evitare tutte le soluzioni colorate.

In particolare è pratica tramandata dalle vecchie generazioni quella di utilizzare l’alcol per pulire le ferite: decisamente un’abitudine da perdere!
L’alcol infatti, se posto a contatto con la pelle, tende a danneggiare le proteine presenti nel tessuto epidermico, irritandolo e bruciando in modo decisamente fastidioso.

Pulire le orecchie con i bastoncini cotonati

La pulizia delle orecchie del neonato, come del bambino in genere, deve avvenire in modo molto delicato.
È bene puntualizzare che il cerume (ovvero la sostanza giallastra che si accumula all'interno del padiglione auricolare) rappresenta semplicemente un inestetismo e che non è quindi in alcun modo dannoso per il piccolo.

Per una corretta igiene del neonato dunque è bene detergere l’orecchio solo nella sua parte più esterna, ovvero dove si riesce ad arrivare facilmente con il dito, utilizzando una garzina morbida appena inumidita con acqua tiepida.

Assolutamente da evitare per la pulizia delle orecchie dei più piccini invece i bastoncini cotonati: non solo non è assolutamente vero che aiutino ad asportare più facilmente il cerume, ma rischiano di spingerlo più a fondo nella cavità auricolare favorendone un accumulo ulteriore.

Источник: https://www.donnamoderna.com/mamme/neonato/abitudini-inutili-di-cura-e-igiene

Igiene del neonato: tutto ciò che dovresti sapere

L’igiene del neonato nei primi giorni di vita. I consigli della pediatra

Quando ci si trova col neonato tra le braccia iniziano le sfide e le domande. E le attenzioni da dedicargli si fanno sempre più concrete e stringenti.

Se avete avuto a che fare con la cura di un neonato può darsi che vi sia capitato di chiedervi: come lavare i vestitini? Quali prodotti usare per l’igiene del neonato? Perché ha questo rossore sulla pelle? Quali prodotti posso usare per la sua pelle secca?

L’arrivo di un bambino è sempre un evento felice e carico di attesa.

Soprattutto se è il primo figlio, le curiosità e le aspettative sono tante. Nei mesi che ci separano dalla sua nascita ci chiediamo come sarà la vita con lui, se faremo le scelte giuste per la sua salute, se saremo in grado di accudirlo nel migliore dei modi.

L’insicurezza spesso prende il sopravvento su molti neo genitori che si preparano ad accudire un bimbo di pochi mesi, senza averne esperienza pregressa.

Anche le persone che hanno già avuto figli e si ritrovano a doversi prendere di nuovo cura di un neonato, sono spesso in preda alle ansie e alle incertezze, soprattutto riguardo la sua salute, la sua igiene e i prodotti da usare per lavarlo.

Non bisogna però avere eccessivo timore nelle scelte riguardanti l’igiene del neonato. Spesso è semplice fare le scelte giuste.

Basta conoscere alcune regole, che ti eviteranno di provare ansia nell’accudire tuo figlio e ti permetteranno di dedicarti a lui nel modo più corretto.

Leggi quanto segue e conoscerai le poche e semplici regole che faranno di te un genitore esperto sull’igiene di suo figlio.

Questi sono i punti che affronteremo:

La pelle del neonato nei primi mesi di vita

Prima di parlare in maniera approfondita di igiene del neonato, occorre fare una premessa doverosa riguardo alla sua pelle.

Nei primi mesi di vita, la cute del neonato è molto delicata.

È molto più sottile e fragile di quella di un adulto e assorbe con grande facilità qualunque prodotto entri a contatto con essa.

Per questo motivo dobbiamo osservare alcune norme igieniche fondamentali (come lavarsi bene le mani prima di prenderlo in braccio, per evitare la trasmissione involontaria di batteri), e soprattutto dobbiamo avere molta cura nella scelta e nell’applicazione dei vari prodotti sulla sua pelle.

Una pelle fragile richiede molte cure e attenzioni.

Tenerlo presente, come principio, ti potrà aiutare nei vari passaggi dei suoi primi mesi di vita.

Come fare il bagnetto

Normalmente, nei primi giorni di vita dopo le dimissioni dall’ospedale, viene sconsigliato il bagnetto, almeno finché il cordone ombelicale del neonato non sarà caduto.

In realtà, la presenza del cordone ombelicale non costituisce di per sé un ostacolo all’immersione del bambino in acqua. Semplicemente, molte persone decidono di aspettare per comodità, per evitare di bagnare la parte disinfettata del cordone.

In ogni caso, qualunque sia il momento in cui decidi di fare il primo bagnetto a tuo figlio, ti invitiamo a ricordare questi semplici passaggi.

La prima cosa da fare è controllare la temperatura dell’acqua (in genere deve rimanere tra i 32° C e i 35° C). Per farlo potrai utilizzare dei termometri appositi, che spesso vengono venduti a corredo di altri prodotti per la pulizia dei neonati.

2. Prepara tutto ciò che occorre, prima di iniziare

Prima di iniziare il bagnetto assicurati di avere tutto ciò che ti occorre a portata di mano. Il neonato non potrà mai essere lasciato solo, nemmeno se disponi di una vaschetta adeguata alle sue misure.

È meglio che prepari tutti i prodotti, le spugne e gli asciugamani prima di iniziare a lavarlo, in modo da non perdere tempo e rischiare così che l’acqua si freddi.

3. Temperatura della stanza: né troppo caldo né troppo freddo

Anche la temperatura della stanza dove farai il bagno a tuo figlio è molto importante. Assicurati che ci sia la temperatura giusta, né troppo calda, né troppo fredda. Se il bagno di casa tua non garantisce queste condizioni, potrai tranquillamente decidere di fare il bagnetto a tuo figlio in un’altra stanza, semplicemente spostando la vaschetta.

Se il bagnetto genera ansia nei genitori, perché magari si teme di fare male al piccolo o di sbagliare qualcosa, è meglio aspettare.

Il neonato non deve percepire disagio nel tuo tentativo di lavarlo.

Piuttosto sarà meglio aspettare quando sarai più tranquillo, e, nel frattempo, lavare il suo corpo un pezzo alla volta con l’aiuto di una spugnetta.

Il rituale del dopo-bagnetto: borotalco o non borotalco?

Tutti noi ricordiamo l’abitudine delle nostre mamme e delle nostre nonne, di utilizzare il borotalco dopo il bagno. Il suo profumo delicato e la sensazione di morbidezza che lascia sulla pelle, lo rendono unico nei ricordi di ciascuno di noi.

Oggi però l’uso del borotalco per i neonati è fortemente sconsigliato. Dopo il bagnetto, evita di spargere del borotalco sulla pelle di tuo figlio.

La cute del neonato ha bisogno di mantenere liberi i pori per traspirare in modo corretto.

Inoltre, il borotalco oggi viene considerato pericoloso per la prima infanzia, perché rischia di essere inalato dal bambino, mentre siamo intenti a cospargere il prodotto sulla sua pelle.

Il rituale del dopo-bagnetto è un momento di importante intimità tra te e tuo figlio.

Non necessita dell’utilizzo di troppi prodotti. Basterà un asciugamano morbido per asciugarlo bene e donargli qualche coccola in modo che viva questa esperienza senza disagi e in maniera serena e piacevole.

Altro passaggio delicato nei primi giorni di vita del neonato è il cambio del pannolino. Durante i suoi primi mesi di vita, non ti sembrerà di fare altro da mattina a sera se non cambiare pannolini.

Proprio perché la pelle del neonato è molto delicata, il piccolo va cambiato molto di frequente, per evitare arrossamenti e irritazioni dovuti al contatto dell’urina con la pelle.

Ma come cambiargli il pannolino nei suoi primi giorni di vita, quando sembra una creatura così fragile che solo il pensiero di toccarlo ci spaventa?

Se non sei ancora sicuro di fare questa operazione in maniera corretta, segui questi quattro passaggi e sarai più tranquillo.

  1. Togli il pannolino e lava il piccolo sotto l’acqua corrente (per la temperatura giusta, leggi quanto detto in merito al bagnetto).
  2. Sostieni il bambino posizionandolo sul tuo braccio a pancia in giù.
  3. Usa un detergente delicato per pulirlo bene, assieme all’acqua.
  4. Asciuga bene con un panno morbido le parti intime del bambino. Non deve rimanere umido in nessun punto per evitare piaghe e arrossamenti.
  5. Quando è ben asciutto, metti il nuovo pannolino.

In fondo il cambio del pannolino è solo questione di pratica, però è importante sapere di doverlo lavare con acqua e di utilizzare saponi delicati e sicuri. Molte persone infatti pensano che basti pulirlo con le salviette detergenti.

Fermo restando che questa scelta dipende da te, se si tratta dei primi giorni di vita consigliamo l’utilizzo di acqua corrente.

Potrai comprare le salviette quando sarà passato il primo mese, così da rendere la pulizia del bambino più pratica e veloce.

Uno dei dilemmi più ricorrenti riguardo alla cura del neonato è la scelta dei saponi, shampoo, detersivi per il bucato da usare per il bagno.

Oggi il mercato offre numerosi prodotti per l’igiene dei neonati, ma siamo proprio sicuri che un bimbo appena nato abbia bisogno di così tanti prodotti?

Quando si ha un neonato cui badare, si sa, le spese sono tante: pannolini, passeggino, carrozzina, corredo: non si finisce mai di comprare cose nuove.

I prodotti per neonati, in generale, non costano mai poco.

Dunque, se è possibile risparmiare almeno sulla scelta, ad esempio, dei saponi da utilizzare per il bagno – senza per questo trascurare le attenzioni che merita la salute di nostro figlio – è sicuramente un guadagno.

In merito ai saponi per neonati ti accorgerai che non serve sempre comprare le marche più costose per fare la scelta giusta.

Ci sono moltissimi detersivi ecologici, anche meno conosciuti, che sono composti da sostanze delicate e naturali, e svolgono comunque la loro funzione detergente e disinfettante come gli altri.

Leggi le etichette dei saponi e degli shampoo prima di comprarli.

Scoprirai che questa accortezza tornerà utile anche a te, per una cura più salutare della tua persona.

È molto importante poi preoccuparsi di scegliere bene il detersivo per neonato. I detersivi da bucato con componenti che non siano naturali al cento per cento, possono essere molto più dannosi per la pelle di un neonato rispetto ad altri prodotti per la sua igiene.

Oggi sono ancora molto rari i detersivi ecologici da bucato che siano al cento per cento naturali.

Questo aspetto è molto importante perché i detersivi da bucato tradizionali contengono delle sostanze, dette tensioattivi, dannose per la pelle di tuo figlio.

I detersivi chimici molto spesso lasciano dei residui di queste sostanze sui tessuti, anche dopo il lavaggio.

Il rischio, in questo caso, è che la pelle di tuo figlio assorba in maniera passiva sostanze dannose per la sua salute.

L’igiene del neonato comprende come detto poco fa, anche il lavaggio dei tessuti che entreranno a contatto con la sua pelle (tutine, body, lenzuola, asciugamani). Per questo sarà fondamentale per te sapere che il bucato per il neonato, non si deve fare allo stesso modo di quello degli adulti.

Ti starai chiedendo: in che cosa devo cambiare le mie abitudini nel lavare i panni?

Te lo spiego subito.

Prima di tutto, così come devi prenderti il tempo necessario per la scelta dei giusti prodotti per la pulizia del suo corpo, allo stesso tempo dovrai dedicarti in maniera seria alla scelta del detersivo per neonato.

Mentre per i prodotti da bagno ormai l’offerta del mercato è molto ampia ed è più semplice trovare prodotti che siano conformi alla delicatezza della sua pelle, lo stesso non si può dire dei detersivi per neonato.

Fortunatamente ci sono però dei prodotti perfetti per l’igiene del neonato, come TerraWash.

TerraWash è completamente naturale, ipoallergenico ed è l’ideale per lavare i panni del neonato. È composto esclusivamente da magnesio purificato, che agisce naturalmente sui capi e li igienizza, senza lasciare residui dannosi per la cute.

Una volta che avrai inserito un sacchettino di TerraWash direttamente nel cestello della lavatrice, il magnesio contenuto al suo interno entrato in contatto con l’acqua, ne modificherà la composizione.

L’acqua alcalina ionizzata così composta avrà già da sola la capacità pulente e igienizzante e agirà sui panni lavandoli in modo del tutto naturale.

Se usi TerraWash per lavare i capi di tuo figlio, avrai veramente la garanzia di una corretta igiene e di una protezione del suo bucato da germi e batteri.

Ora che conosci i segreti per una corretta cura del neonato nei suoi primi giorni di vita, potrai goderti questi momenti come un regalo, in totale gioia e consapevolezza.

Igiene sicuro del neonato: stai cercando la soluzione ideale?

Источник: https://www.terrawash.it/2020/03/igiene-neonato-tutto-dovresti-sapere/

La prima settimana di vita dei neonati

L’igiene del neonato nei primi giorni di vita. I consigli della pediatra

Dalle posizioni per la nanna all'allattamento, dalla cura del cordone al bonding e altro ancora: tanti consigli per i primi giorni di vita insieme al nuovo arrivato

1. È nato! I primi giorni in ospedale

Se il parto è avvenuto in ospedale (in Italia succede nella grande maggioranza dei casi), i primi due o tre giorni di vita insieme di mamma e bambino sono scanditi dai ritmi della struttura.

Ciascuna ha i suoi, ma sono sempre previsti, con varie modalità, i momenti di controllo di mamma e bebè da parte di medici o ostetriche. Momenti che prevedono anche l'esecuzione di alcuni test specifici, come lo screening per le malattie metaboliche.

Molti ospedali, inoltre, organizzano incontri di gruppo con le neomamme per illustrare come prendersi cura del proprio bambino, dal bagnetto alle posizioni per la nanna.

Poi, naturalmente, ci sono gli orari per le visite di parenti e amici, mentre spesso papà e fratellini possono entrare quando desiderano.

Mamma e bambino cominciano a conoscersi in un ambiente un po' particolare: per facilitare questa conoscenza, come pure l'avvio dell'allattamento, è ideale la situazione di rooming in, che prevede che il bebè stia in stanza con la mamma e non nella nursery. Non tutti i punti nascita, però, offrono questa possibilità.

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Come trovare la posizione corretta sia per la mamma che per il bimbo per l' allattamento al seno? A parte le quattro posizioni tradizionali, consigliate dalle consulenti de La Leche League, eccone…

2. Come favorire il bonding

Quel legame profondo, fatto di sguardi teneri, carezze e mille attenzioni, che si instaura tra mamma e bambino nelle prime settimane di vita: è il bonding, “una relazione speciale molto basata sul contatto fisico” spiega la psicologa perinatale Alessandra Bortolotti.

Nella formazione di questo legame riveste un ruolo importante l'assetto ormonale della mamma durante e dopo il parto, ma il processo può essere favorito da alcune circostanze.

Per esempio, è molto positivo che, nelle prime ore dopo la nascita, mamma e bambino possano stare a contatto pelle a pelle, e guardarsi negli occhi per cominciare a conoscersi. “Ma se questa possibilità non c'è stata, non significa che tutto è perduto” rassicura Bortolotti.

“C'è ancora tempo per instaurare un dialogo intimo e speciale, fatto di carezze, odori e suoni e parole che la mamma rivolge al suo piccolo, anche se lui non ne comprende il significato”.

E il papà?

“Meglio non escluderlo da questa relazione – consiglia la psicologa – e non solo per dare un sostegno, importantissimo, alla mamma. Anche per lui è bello (e importante), cominciare subito a conoscere il proprio piccolo e a prendersene cura”.

3. Il ritorno a casa con il neonato

Il tragitto dall'ospedale a casa in genere avviene in auto. Fin da questo primo viaggio, il bebé deve viaggiare sicuro, correttamente posizionato all'interno di un apposito “sistema di ritenuta” – di solito un ovetto o una navicella – che deve essere installato secondo le indicazioni del produttore. Attenzione: lo prevede la legge e non ci sono deroghe.

Una volta a casa, comincia finalmente la nuova vita a tre (o più, se ci sono fratellini o sorelline). I primi giorni sono molto impegnativi: il bambino continua il suo lento adattamento all'esistenza fuori dalla pancia, e la mamma si adatta ai nuovi ritmi e impara a “interpretare” i segnali del suo cucciolo.

Tra poppate continue e numerosi risvegli notturni, le prime settimane possono essere molto faticose: se ci sono nonni, zii, amici disposti a dare una mano, è il momento giusto per chiedergliela, per esempio per fare la spesa, cucinare qualche pasto, o dare una sistemata in casa.

4. L'allattamento

Il ritmo delle poppate scandisce la giornata del neonato. Se l'allattamento è artificiale, le poppate si fanno a orari più o meno regolari, mentre nel caso di allattamento al seno l'indicazione fondamentale è di farlo a richiesta, una strategia fondamentale per avviare e mantenere una buona produzione di latte.

Per prevenire i dolori alla schiena attenzione alla posizione: all'inizio la più comoda potrebbe essere quella pancia a pancia. Contro le ragadi, invece, è fondamentale l'attacco: il bambino dovrebbe prendere tutta l'areola e non il solo capezzolo.

Se c'è qualche difficoltà (ragadi, ingorghi, dubbi sulla crescita o solo un momento di sconforto) è fondamentale chiedere aiuto. Diverse figure possono dare una mano: ostetriche dei consultori, consulenti professionali Ibclc, volontarie della Leche League e mamme di qualche gruppo di auto-aiuto, anche in rete.

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Ai dubbi delle mamme sull'alimentazione durante l'allattamento hanno risposto Angela Spadafranca, biologa nutrizionista e Lidia Lewandowski, dietista del team Nutrimamma di Icans, centro…

5. La prima cacca..

Per i primi due/tre giorni di vita, il neonato emette delle feci particolari, che prendono il nome di meconio. Sono di colore verde-nerastro e di consistenza un po' appiccicosa, tanto che a volte è difficile rimuoverle dal sederino.

È molto importante che il meconio cominci a essere emesso nelle prime 24 ore di vita del bambino, tanto che questo è uno degli aspetti controllati in ospedale o dall'ostetrica dopo un parto in casa. Un'emissione tardiva, infatti, può essere il segnale di qualcosa che non va, per esempio la presenza di un ostacolo al transito nell'intestino, oppure un'anomalia metabolica.

6. E quelle successive, le feci di transizione

Dopo i primissimi giorni, il meconio viene sostituito dalle feci tipiche del bambino che sta cominciando ad alimentarsi normalmente. Il passaggio è graduale e segnato dalle cosiddette “feci di transizione“, che appaiono più verdastre e meno appiccicose.

Se il neonato prende il latte di mamma le sue feci hanno un colore giallo vivo – ocra o becco d'oca – e una consistenza cremosa o tendente al liquido. L'odore non è cattivo e tendenzialmente acidulo. A volte possono essere presenti dei granuli biancastri: granelli di caseina, una proteina del latte che può appunto venire eliminata con le feci.

Se il bebè prende latte artificiale, le sue feci saranno diverse: più pastose e compatte, con un colorito quasi sempre o giallo chiaro o tendente al marroncino.

7. Pipì e pupù

Nei primi giorni di vita bisogna assicurarci che il bambino urini e si scarichi in modo adeguato: segno che l'alimentazione sta procedendo correttamente.

Dovrebbe bagnare almeno 6/8 pannolini nelle 24 ore.

Per quanto riguarda le scariche, la frequenza dipende dal tipo di alimentazione: un neonato allattato al seno può scaricarsi anche dopo ogni pasto, ed è normale che sia così.

Però può farla anche meno spesso e allora in genere ne fa molta. Nel caso di alimentazione con latte artificiale, la frequenza delle evacuazioni sarà più rara.

8. La cura del cordone ombelicale

Secondo le ultime indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità e dell'associazione dei pediatri americani, l'obiettivo principale della cura del cordone dovrebbe essere quello di mantenere il moncone il più asciutto possibile, per facilitarne la caduta.

Se tutto va bene, il residuo del cordone cadrà da solo nel giro di 7-15 giorni.

In questo periodo, quando possibile il moncone dovrebbe stare all'aria, in modo da asciugarsi più in fretta, oppure protetto con una garza asciutta, da cambiare circa tre volte al giorno, senza bisogno di bagnarla con acqua o soluzioni varie.

Solo se occasionalmente il moncone “si sporca” per via di qualche secrezione si può lavarlo leggermente con una garza imbevuta di acqua, acqua e sapone delicato o una soluzione clorata. Sempre asciugando bene prima di richiudere tutto.

A meno di non trovarsi in paesi in via di sviluppo o in situazioni igieniche particolarmente compromesse, no invece a soluzioni antibatteriche, antisettiche, disinfettanti che non solo non servono ma potrebbero essere dannose, perché potrebbero favorire la selezione di ceppi batterici virulenti e perché sembrano ritardare il momento del distacco. E no anche all'alcol, che potrebbe provocare ustioni chimiche.

9. Il bagnetto

In genere si consiglia di non fare al neonato il bagno per immersione, cioè nella vasca, finché il moncone non si è separato e la cicatrice non è asciutta.

Questo dovrebbe accelerare i tempi della caduta del moncone ed evitare che attraverso l'acqua del bagnetto alcuni germi possano raggiungere il cordone ed entrare nell'organismo del neonato.

Anche se questa raccomandazione non è basata su prove scientifiche definitive, nel dubbio meglio seguirle.

Quando il moncone cade, via libera al bagnetto: non c'è un orario ideale, l'importante è che mamma (o papà) siano tranquilli e non di fretta. Se fatto prima del pasto serale, potrebbe conciliare il sonno. L'ambiente deve essere caldo e confortevole e la temperatura dell'acqua intorno ai 35 °C (da provare con un termometro o immergendo il gomito).

Anche se si tratta di un momento piacevole, dal punto di vista igienico non c'è bisogno di farlo tutti i giorni: visto che saponi e detergenti possono essere aggressivi e seccare la pelle, se si vuole farlo quotidianamente meglio preferire un prodotto oleoso, non schiumogeno e senza profumo.

10. La nanna sicura

A pancia in su: è questa la posizione migliore per fare dormire il proprio bebè, quella che più di tutte riduce il rischio di soffocamento e morte in culla.

Sempre per prevenire eventuali rischi, gli esperti consigliano di tenere il bimbo con mamma e papà ma, almeno nelle prime settimane o mesi, quando è ancora molto piccolo, non nel lettone. Culla o lettino dovrebbero avere un materasso rigido e niente cuscini, paracolpi, piumini o peluches.

Il piccolo non va coperto troppo e la temperatura della stanza non dovrebbe superare i 20 gradi. Infine, fondamentale evitare il fumo, di prima, seconda e terza mano. Non bisogna assolutamente fumare negli ambienti dove sta il bambino.

11. Via libera alle coccole

Molti neogenitori hanno ancora qualche timore a dimostrarsi affettuosi nei confronti del loro cucciolo: c'è sempre qualche parente o amico pronto ad ammonire di non prenderlo troppo in braccio per non viziarlo.

“La realtà è che la nostra cultura non favorisce molto il contatto” sottolinea la psicologa Alessandra Bortolotti, chiarendo che però gli studi di neurobiologia e neuropsicologia assicurano che il contatto non compromette affatto lo sviluppo del bambino.

“Anzi, favorisce uno sviluppo emotivo e cognitivo equilibrato”.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/neonati-prima-settimana

L’igiene del neonato: consigli utili per i primi giorni dal parto

L’igiene del neonato nei primi giorni di vita. I consigli della pediatra

Un neonato ha bisogno di molte attenzioni e cure, ma come deve comportarsi una neomamma al ritorno a casa, per quanto riguarda le norme igieniche?
Nonostante il piccolo abbia ereditato dalla mamma un certo corredo immunitario, infatti, prendersi cura della sua igiene è molto importante. Ecco qualche consiglio pratico.

Mani e piedi

Tenere puliti mani e piedi del piccolo è molto importante soprattutto nei primi mesi di vita, in quanto il neonato tende a metterli in bocca.

Le mani, in particolare, sono la parte del corpo del neonato che tutti tendono a toccare, cosa non molto igienica proprio per questo fatto. Sarebbe necessario che qualsiasi persona, infatti,  prima di toccare il bambino, si lavi accuratamente le mani.

Per quanto riguarda le unghie, le quali nei primi mesi crescono molto in fretta, dovrebbero essere tenute pulite e corte, per evitare che il piccolo si graffi.

Il momento migliore per tagliarle sarebbe dopo il bagnetto, in quanto risultano ammorbidite o magari durante la poppata o mentre dorme, in modo tale da poterlo fare con più tranquillità, senza timore di fargli male.

Naso

Non avere il naso perfettamente pulito e un po’ chiuso, implica per il neonato difficoltà sia nel mangiare che nel dormire, quindi porta al nervosismo e al pianto.

Per tale motivo bisogna sempre controllare che questo sia libero e si dovrà pulire, quindi, solo in caso di necessità.

Per la detersione delle narici si possono effettuare dei lavaggi con soluzione fisiologica sterile o acqua marina e termale, attraverso una piccola siringa senza ago o applicatori monouso.

Tenendo il bambino sdraiato su di una superficie,  con la testina leggermente più in basso del corpo in modo tale da evitare che le gocce fuoriescano, la si ruota a destra immettendo qualche goccia della soluzione sterile nella narice sinistra, si attende qualche secondo e poi si ripete la procedura dal verso opposto.

Occhi

Nei primi giorni di vita del bambino, a causa del condotto lacrimale non perfettamente aperto, è frequente la formazione di secrezioni oculari profuse.

  Importantissima risulta essere quindi la detersione degli occhi, per permettere la normale apertura della palpebra  e per prevenire eventuali congiuntiviti.

Se non ci sono particolari problemi, è sufficiente utilizzare del cotone idrofilo imbevuto di acqua calda, procedendo dall’interno verso l’esterno avendo l’accortezza di usare un batuffolo diverso per ciascun occhio.

Orecchie

Per quanto riguarda le orecchie non è necessario lavarle tutti i giorni e in ogni caso la pulizia deve interessare solo il padiglione auricolare e il retro dell’orecchio, senza l’utilizzo di cotton-fioc per l’interno dell’orecchio: procedura pericolosa in quanto si potrebbero creare danni all’orecchio interno. Sarà quindi sufficiente una garzina imbevuta di acqua calda. Lo stesso vale per l’asciugatura dopo il bagnetto, da effettuarsi con un panno morbido e che dovrebbe interessare solo l’orecchio esterno.

Cordone ombelicale

Indipendentemente dalla scelta effettuata circa il taglio del cordone ombelicale, il neonato avrà comunque il moncone di questo attaccato al pancino (eccetto che per la nascita Lotus) il quale entro pochi giorni si seccherà e cadrà nel giro di 4-5 giorni.

Esistono varie correnti di pensiero circa il trattamento del moncone ombelicale, dal non applicare nulla al medicare con metodi naturali o medico-chirurgici.

Se si decide di seguirei consigli della struttura nella quale si ha partorito, si può fare tranquillamente: c’è chi consiglia uno spray cicatrizzante, chi l’acqua ossigenata.

In ogni modo la medicazione andrebbe fatta una o due volte al giorno e si dovrebbe poi coprire il moncone con una garza sterile, lasciata fuori dal pannolino, per permettere la traspirazione ed evitare che si inumidisca.

Nel caso in cui, al cambio del pannolino, la garza risulti sporca, si può effettuare di nuovo la medicazione.
Se si decide invece di usare metodi naturali, si può utilizzare la polvere di Arnica, una pianta famosa per le  sue proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche ed analgesiche. Il modo di applicazione è lo stesso, coprendo sempre il moncone con una garza sterile dopo l’applicazione del prodotto.

Genitali

Per la detersione dei genitali del bambino è importante avere delle accortezze diverse in base al sesso:

  • per le femminucce: è importante sempre pulire la zona genitale procedendo da davanti a dietro e non viceversa, per evitare che residui di feci vadano ad intaccare la zona perineale anteriore, correndo il rischio di procurare delle infezioni;
  • per i maschietti: è importante pulire bene la zona sotto i testicoli e intorno al pene. Non occorre abbassare totalmente il prepuzio, ma lavarlo delicatamente.

Durante il cambio del pannolino non occorrerà usare particolari saponi detergenti, per evitare di andare ad infiammare la pelle del bambino, ma basterà usare del cotone e dell’acqua calda o sciacquare direttamente il bambino sotto l’acqua corrente.

Nel caso si decida di effettuare un bagnetto, è preferibile effettuare prima la detersione dei genitali fuori dalla vaschetta, in modo da non contaminare l’acqua con eventuali feci.

Che pelle delicata!

La pelle del neonato, soprattutto nei primi giorni di vita, è molto delicata e tende a seccarsi.

Per questo motivo è importante effettuare tutte le sere un bagnetto con acqua calda e prodotti delicati e massaggiarlo poi con dell’olio, meglio se naturale, per idratarlo.

A causa di questa pelle asciutta si posso notare frequentemente la comparsa di miglio sebaceo, acne neonatale e crosta lattea. Cosa sono e come comportarsi?

  • Miglio sebaceo e acne neonatale: sono accumuli di sebo dovuti all’effetto degli ormoni materni che, passando attraverso la placenta, stimolano eccessivamente le ghiandole sebacee del bambino causando così la comparsa dei puntini bianchi o rossi, localizzati di solito principalmente sul viso. Non occorre fare nulla, ma aspettare che scompaiano da soli nel giro di qualche settimana;
  • Crosta lattea: è una dermatite seborroica dovuta ad un’eccessiva produzione di sebo della pelle del bambino, che si concentra sul cuoio capelluto e si presenta come una desquamazione grassa di colore giallastro. Anche questa si risolve da sola, è consigliabile comunque passare sul cuoio capelluto del bambino dell’olio di mandorle dolci o di oliva, con lo scopo di ammorbidire le crosticine e favorirne il distacco.

Scrivi a Pamela: ostetrica.martav@gmail.com

Источник: http://blog.pharmawizard.com/igiene-del-neonato-consigli-utili-per-i-primi-giorni-dal-parto/

Come lavare un neonato: sicura di saperlo fare? | Sitly Blog

L’igiene del neonato nei primi giorni di vita. I consigli della pediatra

Come lavare un neonato? Se lo chiede ogni neo-mamma appena tornata a casa. Prima della caduta del cordone, bagnetto sì o bagnetto no? Si possono lavare i capelli con la fontanella ancora aperta? E come si tagliano le unghie dei neonati? A questa e a molte altre domande rispondiamo nelle righe che seguono. Continua a leggere!

Be’, è più che normale non avere idea di come curare l’igiene del neonato, quando si torna a casa con il primo figlio. Anche se c’è chi non l’ammetterà mai, la paura di fare qualcosa di sbagliato accomuna tutte le neomamme. 

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Come lavare il neonato prima della caduta del cordone

Prima di fare il bagnetto a un neonato, bisogna aspettare che il moncone del cordone ombelicale sia caduto completamente. Ci vorranno più o meno una decina di giorni, durante i quali si potrà curare l’igiene del neonato lavando solo le parti intime, o pulendolo con del cotone imbevuto di olio di mandorla (vedi sotto).

Come fare il bagnetto a un neonato

Il bagnetto per il neonato è un momento di grande benessere. Può diventarlo anche per te, se ti sintonizzi con il tuo bambino. 

Per rendere l’esperienza gradevole, riscalda l’ambiente fino ai 20°/22°. Poi immergi graduamente il bambino in una vaschetta apposita che avrai riempito di acqua, mai oltre le spalle. Se la tinozza / vaschetta sarà di dimensioni tali da consentire al bambino di toccare con i piedi il fondo, questo aumenterà il suo senso di sicurezza.

Sostieni schiena e collo con una mano, mentre con l’altra lo laverai e lo “sciacquetterai” un po’ per farlo divertire. Dopo i 3 mesi, potrai introdurre nel bagnetto qualche giocattolo per svagarlo.

Scegli sempre la stessa ora, i bambini adorano i rituali, possibilmente lontano dai pasti in modo da non interferire con la digestione.

Le regole di sicurezza per il bagnetto del neonato

Le grandi paure delle mamme e dei papà riguardano proprio la sicurezza: il bambino può cadere, annegare, scottarsi. Ma per garantire la sicurezza del bambino ci sono misure che azzerano il rischio. Eccole:

  • non lasciare mai solo il bambino, neanche per un attimo;
  • controlla che l’acqua sia intorno ai 37°, con un termometro o immergendo un gomito nell’acqua;
  • allontana tutti i dispositivi elettrici;
  • usa vaschette apposite da inserire nella vasca da bagno o nel lavandino, o protezioni ad hoc;
  • ripara i rubinetti e tutte le superfici contro cui il bambino potrebbe urtare;
  • tieni tutto a portata di mano vicino al fasciatoio;
  • non lasciare mai il bambino solo sul fasciatoio;
  • dopo aver lavato e cambiato il bambino, mettilo in culla o nella sdraietta e solo dopo occupati di mettere in ordine il bagno, non farlo con il bambino in braccio.

Prodotti per lavare un neonato

Igiene del neonato: cosa serve? Anche se gli scaffali di  supermercati e farmacia sono stracolmi di prodotti specifici, per lavare il neonato serve solo…. un bel niente o quasi! Acqua tiepida e, se vuoi, un cucchiaio di amido di mais o di riso sciolto nell’acqua.

Il neonato è pulito e il bagnetto ha più una funzione di relax e di piacere. Dopo, il borotalco non serve (ottura i pori della pelle) e nemmeno serve cospargere il corpo del neonato di olii o creme.

La sua pelle, non aggredita da detergenti, ha da sola il film idrolipidico che gli serve.

Se vuoi, puoi comprare una vaschetta specifica per il bagnetto, ma in alternativa il lavandino oppure una tinozza da bucato andranno benissimo lo stesso! Se vuoi approfondire, ti consigliamo la lettura di questo articolo sull’igiene del neonato publicato sul sito dell’Uppa.

Come lavare un neonato nel lavandino

Se non hai una vasca da bagno, se sei in viaggio con il neonato, come fare per fare il bagnetto? Be’, male che vada c’è sempre il lavandino del bagno! Riempilo a metà di acqua tiepida e poi hai due possibilità. O compri uno speciale supporto per evitare il contatto diretto del bambino con la superficie della ceramica, come quello che vedi qui sotto:

Oppure, soprattutto se sei in viaggio, ti attrezzi con uno o due asciugamani, che funzioneranno benissimo da materassini di fortuna:

Lavare i capelli a un neonato: come si fa

Ci sono bambini che nascono senza un capello, giusto una diffusa peluria. Altri nascono con una specie di criniera.

In questo caso,  come lavare i capelli a un neonato i primi giorni di vita? Quello che preoccupa la neo-mamma è – soprattutto –  la fontanella del neonato, anzi le due fontanelle più grandi, quella sulla sommità della testa e quella posteriore.

In queste parti, le ossa del cranio non si sono ancora saldate e molte mamme all’inizio hanno paura di fare male al bambino anche solo lavandolo e pettinandolo.

In realtà le membrane che connettono le ossa sono elastiche, quindi consentono le operazioni quotidiane di igiene del neonato: non avere paura! Se tocchi con delicatezza la testa del bambino, o lo tamponi con un ascigamano, non succede nulla.

Per lavare la testa del neonato usa una scodella, per bagnarla senza  dar fastidio agli occhi, poi insapona brevemente con dello shampo neutro diluito in acqua, non necessariamente per neonati. Poi risciacqua con la scodellina. Phon? Meglio di no. Tamponare con un asciugamano tiepido sarà sufficiente, anche nel caso di neonati particolarmente capelloni.

Come pulire le orecchie a un neonato

Innanzitutto va detto che è del tutto normale avere un po’ di cerume all’imbocco del canale uditivo (orecchio esterno): serve a proteggere l’orecchio dai batteri e dalla polvere.

Quindi, per pulire le orecchie del neonato sarà sufficiente passare un batuffolo grande di cotone o una garza nel padiglione, e asciugare bene dietro l’orecchio dopo il bagnetto.

In nessun caso dovrai occuparti tu di togliere il tappo di cerume con pinzette, cotton-fioc o peggio ancora coni per la pulizia delle orecchie: lascia fare al pediatra!

Come lavare le parti intime del neonato

Per fare un bidet al neonato al cambio del pannolino non serve altro che acqua corrente tiepida. Le varie salviette profumate non solo sono costose e inquinanti ma rischiano anche di essere allergizzanti. Se l’acqua non basta, puoi utilizzare dei detergenti che non fanno schiuma o del cotone idrofilo imbevuto di olio di mandorla.

Igiene intima del neonato maschio

Se vuoi dare una rinfrescata al neonato che ha fatto la pipì o la pupù, puoi lavarlo sotto il getto (delicato e tiepido) del rubinetto del lavandino. Puoi sia appoggiarlo con la pancia sul tuo braccio, sia tenerlo supino, appoggiato con la schiena sul tuo braccio mentre con la mano gli tieni le gambine in alto. Fai scorrere l’acqua e non avrai molto altro da fare.

Soprattutto, non toccare il pisellino, che i neonati hanno chiuso tranne che per un piccola apertura che serve a far fuoriuscire le urine. Lascialo stare e non cercare di aprire il pisellino per pulirlo. Essendo chiuso, non è esposto alla sporcizia, si protegge da solo!

Pulire le femminucce

Vuoi sapere come pulire le parti intime di una neonata? Guardate questo video che riprende la lezione di un’ostetrica. Non è girato con effetti speciali o chissà che, ma dice davvero tutto quello che ti serve sapere. Con semplicità e saggezza.

Lavaggi nasali del neonato

Come pulire il naso a un neonato? Dato che i bambini imparano a soffiarsi il naso dopo i due anni, è evidente che dobbiamo pensarci noi.

Tuttavia, non dobbiamo esagerare e ad ogni minimo rumorino o raffreddore sottoporre il neonato ai lavaggi nasali.

In realtà questa pratica andrebbe limitata ai casi in cui il neonato non fosse in grado di attaccarsi al seno e mangiare, oppure lo vedessimo effettivamente pieno di muco e con la bocca aperta. In questi casi, sì che dobbiamo intervenire.

Come si fanno i lavaggi nasali?

I lavaggi nasali si effettuano iniettando con una piccola pompetta della soluzione fisiologica nelle narici del neonato, prima una e poi l’altra.  Attenzione: non servono le costosissime fialette “fatte apposta” che vendono in farmacia. Basterà una bottiglia da mezzolitro di fisiologica e delle siringhe:

I lavaggi nasali sono pericolosi?

No, non c’è nessuna evidenza scientifica  a dirci che i lavaggi nasali sono pericolosi.Anche nell’eventualità in cui una piccola parte di acqua vada in gola, non c’è da preoccuparsi.

Come pulire un neonato senza fargli il bagnetto

Come abbiamo detto, per lavare un neonato l’unica cosa che serve davvero è l’acqua. Tuttavia ci si può trovare in condizioni “di emergenza”. In treno, in aeroporto, in un ristorante con il bagno scomodo.

In quel caso, la cosa migliore è avere con sé delle garze o del cotone idrofilo e dell’olio di mandorla e pulire con quelli la zona pannolino, il resto può attendere.

Le salviettine, che si usano tanto, sono costose, inquinanti e troppo profumate. E possono allergizzare. 

Tagliare le unghie a un neonato

Che paura!!! E se per sbaglio ferisco il mio bambino? Il taglio delle unghie è forse la più difficile fra tutte le operazioni che riguardano l’igiene del neonato, quella che spaventa di più le mamme. Eppure va fatta, perché i neonati rischiano di graffiarsi il viso e gli occhi se lasci crescere troppo le loro unghiette. Quindi fatti coraggio e segui queste 5 regole:

  1. approfitta quando il neonato dorme;
  2. usa delle forbicette apposite, stondate;
  3. taglia le unghie dopo il bagnetto, quando saranno più morbide;
  4. allontana il polpastrello dall’unghia mentre segui il profilo dell’unghia per tagliarla;
  5. dopo il taglio, lima le unghie con una limetta di carta (anzi, alcuni pediatri consigliano di limare direttamente, senza tagliare, durante le prime settimane di vita del bambino).

Ci sono mamme che mordono le unghie dei loro bambini per tagliarle. In realtà questa abitudine, sebbene molto diffusa, non è consigliabile: rischi di passare batteri dalla tua bocca alle dita del neonato.

Allora, pronta ad affrontare bagnetto e pulizia del neonatao senza paura? Goditela, è un momento bellissimo di intimità!

Se sei una neomamma o un neopapà, non perderti le altre puntate del nostro speciale sulla cura del neonato:

Источник: https://www.sitly.it/blog/come-lavare-neonato/

Gravidanza
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